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il documento contiene appunti sugli autori marziale e Quintiliano
Tipologia: Appunti
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Non abbiamo molte notizie sulla sua italiano, quelle che abbiamo sono dedotte dalle sue opere. Nasce in Spagna (Bilbili) intorno al 40. Proviene da famiglia non elevata e si trasferì a Roma cercando il consenso economico dei mecenati. L’opera più antica è il “liber de spectaculis”, per l’inaugurazione del Colosseo. Dedico una serie di epigrammi a Tito e Domiziano. L’ultima parte della sua vita lo vede tornare in Spagna, anche se furono anni di nostalgia, muore qui tra il 102 e 104. La poetica Marziale si ricorda in quanto autore di epigrammi, poesie caratterizzate d brevità e dall’efficacia espressive, sono componimenti diretti ad interpretare un fatto in chiave ironica satirica. Liber de spectaculis : si tratta di una trentina di epigrammi dedicati ai giochi tenuti per l’inaugurazione del Colosseo e sono direttamene rivolti a Tito. Sicuramente c’è della captatio, ma anche ammirazione per un personaggio che ha reso importante Roma. Altre due raccolte sono: Xenia : in greco questa parola vuol dire dono ospitale Apophoreta : significa le ose da portare via Queste opere sono entrambe legate alla festa dei saturnali, duranti la quale i romani si scambiavano doni, gli epigrammi sono concepiti come biglietti per accompagnare i doni. Nello specifico gli Xenia si riferiscono ai doni che gli invitati dovevano portare a casa della persona che li ospita, al contrario gli altri sono doni che l’ospite riceve dal padrone di casa. Epigrammata : una grande raccolta di epigrammi in 12 libri, in cui tocca tematiche più disparate. Evidente è l’influsso di Catullo, il più illustre per essere autore di epigrammi, da lui riprende soprattuto il tono vivace aggressivo, ma rinuncia all’attacco personale, Riprende da lui anche il gusto per la battuta finale incisa che spesso chiude i suoi epigrammi. Si possono rintracciare 5 principali tematiche:
Epigrammata, X, 4 Riflessione teorica di carattere letterario Critica tutte le opere che trattano in maniera ridondante di miti inverosimili, perché gli uomini non possono specchiarsi Per contro esalta la propria poesia, che pur avendo talvolta elementi epici ed essere lieve in apparenza, diventa piacevole per i lettori perché ci si possono specchiare Utilizza nel testo il plurale maiestatis, plurale di maestà per dare maggiore autorità Pone quindi inizialmente domande al lettore che inducono a far capire l’empietà dei miti, la loro mancanza di significato e insegnamento. Impone o suggerisce comunque poi al lettore di leggere carmi che possa fare suoi, in cui si possa rivedere, privi di elementi mitologici ( la nostra pagina ha il sapore dell’uomo) L’epigramma è destinato a Mamurra, che cita alla fine, che utilizza anche come una sorta di esempio di uomo che non e interessato a riflettere su di se. Quindi chi vuole conoscere se stesso dovrebbe leggere marziale. Dice diretto a Mamurra che se non ha intenzione di conoscere se stesso dovrebbe leggere Aitia di Callimaco, una raccolta di elegie eziologiche. Epigrammata, I, 10 Terra molto cara a marziale, stigmatizza pratica diffusa nel ceto medio- alto della Roma del tempo, il matrimonio per interesse. Si vedono qui stilisticamente la brevitas e la densità. Sceglie il nome fittizio Gemello prece era un nome comune per indicare l’usualità di questa pratica Tossisce alla fine è indicativo di imbarazzo Traduzione: Gemello prende in nozze Maronilla: lo desidera, si impegna, prega, dona. È così bella? Anzi: non c’è nulla di più brutto. Che cosa dunque cerca in lei, che cosa gli fa gola? Tossisce Epigrammata, I, 103 Si nota l’avarizia come nella Roba(italiano) Eccessivo attaccamento ai soldi, emerge una felicita unicamente legata al denaro Gli dei non sono benigni, soddisfano il desiderio di ricchezza ma poi lasciano ad una vita misera Il protagonista è Scevola, che prima di ottenere la ricchezza pregò gli dei. Gli dei vengono definiti da Marziale benigni con tono ironico Dopo il dono della ricchezza ora toga sporca, martelletto più misero i calzari riparati invece che nuovi, conserva le olive, con solo una portata due pasti e vino scadente. Fa questi e altri esempi per far capire la vita misera che conduce in protagonista pur avendo ottenuto ricchezze, ha una vita gretta e arida Marziale parla di tribunale, un tribunale fittizio per scegliere o la vita vera o i soldi. Si apre e si chiude con apostrofe a Scevola, lo chiama anche uomo falso Epigrammata, VIII, 79 Si vede il tema della bellezza e bruttezza come percezione del mondo esterno La protagonista è Fabulla, non bellissima e neanche giovano, pero per sembrarlo si circonda di amiche brutte e vecchie Qui Marziale mette in luce l’ipocrisia e l’insicurezza, gusto estetico e ossessione con l’ideale Emerge in questo epigramma un’ironia della percezione della bellezza Traduzione: Hai come amiche o tutte le vecchie o tutte le donne turpi, deformi, o più brutte delle vecchie (climax) Prendi queste come compagne, le porti con te nei banchetti, nei portici, nei teatri. O Fabulla, sei cosi bella e giovane (bellezza della gioventù) Epigrammata, XI, 35 Il poeta di successo Marziale viene invitato a cena, con altri ospiti a lui sconosciuti. Il padrone non dovrebbe dispiacersi del suo rifiuto, perché anche tra tanti ospiti ci si può sentire enormemente soli.
Per lui nessuno potrebbe reggere ad una fatica continua e per questo momenti di pausa sono necessari. Lo studio si basa sul desiderio di imparare, che non può essere dovuto a costrizioni. Grazie a momenti di intervallo e di gioco i ragazzi potranno essere freschi, riposati e desiderosi di studiare, mettendoci più energie e impegno. Sarebbe un peccato non scoprire una mente brillante solo perché non si riesce a creare queste condizioni. Al contraro la privazione di questi momenti porterebbe ad una atteggiamento negativo dei ragazzi nei confronti dello studio. L’umore dovrebbe essere ottimale , inoltre esistono giochi utili per affinare l’intelligenza dei ragazzi. Grazie a questo si rivelano sfumature del carattere ma si riesce anche a far apprendere comportamenti corretti ai ragazzi, che ancora alla tenera età obbediscono. Institutio oratoria, I, 2 Qui Quintiliano espone la tesi dell’importanza dell’insegnamento collettivo. Un maestro spreca tempo ad insegnare ad un solo allievo, e questo da solo come potrebbe imparare senza stancarsi ed annoiarsi. Sarebbe meglio insegnare a tutti nello stesso tempo e con la stessa lezione. Il futuro oratore deve imparare a vivere una vita di relazione con molte persone, imparare ad esporsi, e non essere timido in pubblico, può aiutare l’insegnamento collettivo Il pensiero va tenuto sveglio, in allenamento, grazie a compagni con cui confrontarsi, che possono aiutare anche a non peccare di superbia. Cosi da non arrivare impreparati per ogni tipo di occasione i rapporti umani ci fanno fare esperienza utilissima per il futuro. Inoltre le amicizie createsi grazie a studi in comune non durano meno di quelle basate su vincoli religiosi. L’oratore perfetto ha quindi bisogno di rapporti umani, imparare a comportarsi in società, con il prossimo….