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Marziale sente spesso il bisogno di chiarire i punti essenziali della propria concezione e produzione poetica; Egli si presenta innanzitutto contrario alla mitologia, in quanto viene da lui considerata come falsa e inverosimile, sostiene invece la necessità di una poesia legata alla realtà quotidiana che egli identifica con i comportamenti umani; Marziale, infatti, intende trattare i costumi dei suoi contemporanei. Il poeta preferisce inoltre rivolgere i suoi attacchi contro la culpa piuttosto che contro i colpevoli, e si propone di parlare dei vizi anziché delle persone, ammettendo anche una certa disinvoltura verso contenuti volgari e osceni. L’opera più matura di Marziale è composta dai dodici libri di Epigrammata, in cui affronta il mondo dell’epigrammatica, un genere letterario che nel corso dei secoli aveva subito un’immensa stratificazione tematica, che permette al poeta di spaziare dall’ambito erotico a quello funerario, dall’elogio alla derisione e così via. Nell’opera risalta l’influenza di alcuni predecessori, tra i più illustri vi è Catullo, da cui Marziale riprende la vivace aggressività, rinunciando però all’attacco personale, ricorrente in Catullo. L’influenza di quest’ultimo è sottolineata anche nella struttura, il poeta ,infatti, sceglie di utilizzare altri metri oltre al tradizionale distico elegiaco; anche nella forma Marziale si riallaccia ai poeti anteriori: con l’epigramma ellenistico si aveva la tendenza a concentrare gli elementi comici nella parte finale del componimento, e questa tecnica viene ripresa dall’autore. La tematica relativa alla vita quotidiana è svolta in circa la metà degli epigrammi, in essi il mondo reale è reinterpretato in maniera spiritosa e brillante, la materia principale scelta da Marziale è l’esperienza quotidiana ai suoi livelli più bassi e semplici e viene talora rappresentata con accanimento sugli aspetti più miseri e ripugnanti di persone o oggetti. Caratteristica è anche la carica aggressiva che conferisce ad alcuni dei componimenti un tono satirico; in tal modo l’atteggiamento comico-realistico raggiunge dei livelli più originali, in quanto il poeta deride situazioni e abitudini tipiche dei Romani a lui contemporanei. Oltre al filone comico-realistico, sono presenti i carmi celebrativi, rivolti ad amici o ad altre persone; l’epigramma funerario; gli epigrammi descrittivi, nei quali sono presenti episodi passati, casi curiosi o fatti di attualità; i carmi amorosi, nei quali l’amore è descritto come
desiderio fisico; gli epigrammi riflessivi e personali, dedicati all’espressione di idee, convinzioni e spunti autobiografici dell’autore; gli epigrammi letterari, nei quali l’autore dà spazio alle polemiche contro i critici e alle riflessioni sulla situazione del letterato. La molteplicità degli argomenti e di toni trattati e utilizzati, si riflette nello stile che muta a seconda della specie di epigrammi: alcuni di essi caratterizzati da lingua e stile sostenuti, ed altri caratterizzati da lessico colloquiale e vocaboli bassi o volgari. Nel T1 “Una poesia che “sa di uomo”” (Epigrammata,X,4), Marziale sente il dovere di spiegare la sua rinuncia alla poesia alta, osservando che la tragedia e l’épos si occupano solo di miti inverosimili, mentre gli epigrammi hanno come oggetto la vita reale e rappresentano tutte le sfaccettature del comportamento degli uomini, consentendo al lettore di riconoscere se stesso. Pur attribuendo alla propria poesia la funzione di intrattenere il pubblico, l’autore non rinuncia ad un valore formativo, assente nella poesia mitologica che Marziale definisce dotta ma vuota. La recusatio di Marziale si sviluppa attraverso personaggi mitici: nei primi versi sono menzionati personaggi autori di orribili delitti contro i loro familiari; nei versi successivi sono citati giovani bellissimi protagonisti di vicende inverosimili; infine, i personaggi del terzo gruppo sono ancora più inverosimili per via del loro aspetto, metà umano e metà ferino. Dal v.8 l’autore dichiara esplicitamente che cosa bisogna ricercare nella poesia, ovvero l’adesione alla realtà, la vita del lettore può, infatti, rispecchiarsi negli epigrammi di Marziale, al centro del componimento è proprio la persona del destinatario, che il poeta vuole convincere ad accostarsi a un testo lontano dalla poesia dotta e alta, ma vuota. EUGENIA NATALE VDS 24/02/