MARZIALE
Marziale nasce in Spagna a Biblisi tra il 38 e il 41 a.C. studia grammatica e
retorica. Si reca a Roma per specializzarsi in queste materie. Nella capitale
conosce pisone, si legherà all'ambiente senatorio in opposizione a
Nerone. Scrive dietro pagamento in quanto viveva in ristrettezze
economiche ma raggiunse una buona fama, infatti ebbe buoni legami con
gli imperatori successivi. Ricoprì cariche come quella di tribuno militare
ed entrò nel ceto equestre. Nonostante la sua popolarità non viveva in
modo agiato, spesso in miseria. Lui stesso in una sua opera dice che aveva
acquistato una piccola casa con un orticello sul Quirinale. Abbandona
Roma a un certo punto per la mancanza di denaro, oltre che per il caos
cittadino. Ritorna in Spagna, qui possedeva un terreno con una casa
mettendo in evidenza la tranquillità della natura e della campagna
spagnola ritrovata rispetto al caos di Roma, questo confronto è messo in
mostra nell’opera. In Spagna prova nostalgia per Roma, insoddisfatto
continua a vivere questo contrasto e muore nel 104 d.C. anno della sua
morte non certo tuttavia.
OPERA DI MARZIALE
Quando si parla di marziale e dei suoi epigrammi abbiamo il concetto di
realismo poetico, perché caratterizzato dalla ripresa di momenti della vita
personale. Egli si dedica alla composizione di epigrammi dalle dimensioni
piuttosto varie. Sono state raccolte in una raccolta in dodici libri preceduti
da un libro a sé stante che riporta il titolo di “ liber de spectaculis” seguite
da altre due raccolte rispettivamente intitolate Apoforeta e Csenia.
L'età in cui opera è composta corrisponde all'età Flavia, facendo una
casistica di come si muovono gli autori di questo periodo si denota un
ritorno verso le tematiche morali.
Si cerca di recuperare la solennità della poesia agendo in questo modo.
Lui ha introdotto una novità in questo ripristino. Ha composto
riprendendo la forma peptica ma non nella sua solennità tipica dell’epica
ma in forma più umile. Ha voluto dare origine a una poesia non
altisonante quasi di poco conto. Questo l’autore lo testimonia
dall’epigramma n 10 in cui si oppone al genere epico mitologico e alla sua