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Una introduzione alle funzioni matematiche, loro domini e immagini, limiti, derivate e integrali. Viene presentata una varietà di funzioni comuni come funzione relu, heaviside, funzione a gradino unitario e funzioni goniometriche. Inoltre, vengono discusse le trasformazioni di funzioni come traslazioni orizzontali e verticali, dilatazioni e contrazioni, riflessioni e simmetrie. Il documento include anche esempi di calcoli di limiti e operazioni con funzioni.
Tipologia: Sintesi del corso
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2023/
4
LAUREA IN SCIENZE DELL’ARCHITETTURA
GIULIA BALESTRIERI
a) OPERAZIONI CON FUNZIONI
b) FUNZIONI INVERSE
a) CONTINUITÀ
a) DERIVATE PARZIALI
b) MASSIMI E MINIMI
c) ALTRO SULLE DERIVATE
Le funzioni sono lo strumento per esprimere la dipendenza di una
quantità da un’altra.
DEF: una funzione f definita in un insieme D dominio e in un
insieme R codominio o immagine è una legge che " x Î D associa
un solo elemento f(x) Î R
DEF: il dominio naturale è l’insieme di tutti i valori che la x della
funzione può assumere e in cui il suo grafico è tracciabile (esiste)
DEF: l’insieme immagine R di una funzione con dominio D
racchiude i valori assunti da f sulla base di D (valori assunti dal
tracciato del grafico all’interno dell’area di dominio)
ú x÷ = x, se x³0 e - x, se x<
ReLU(x)= x, se x³0 e 0 se x<0 à rectified linear unit
Funzione di Heaviside
H(x)= 1 se x³0 e 0 se x<
Funzione a gradino unitario
a x una costante c
Es: y= x+
Vale lo stesso ragionamento per le traslazioni verticali solo
applicando la costante a y
costante a x o a y
Es: ax o by
Se le costanti sono minori di 1 si ottiene una dilatazione, se
sono maggiori di 1 una contrazione
Se a=b allora la trasformazione è definita cambio di scala
applicano si avrà la riflessione del grafico rispetto agli assi
Funzione pari: una funzione f è pari se il suo grafico viene riflesso
rispetto all’asse x
se per ogni - x Î D f (-x) = f(x)
Funzione dispari: una funzione è dispari se il suo grafico viene
riflesso rispetto all’origine
Se per ogni - x Î D f(-x) = - f(x)
Generalizzazione di simmetria
Se la funzione viene riflessa rispetto a un generico punto (a;b)
f (2a – x) = 2b – f(x)
oppure
f(x)= f (2c – x) allora il grafico è riflesso rispetto alla retta x=c
Funzione periodica: il grafico si ripete uguale dopo ogni periodo
Funzioni goniometriche
Se f e g sono due funzioni allora
f ∘ g
x
= 𝑓Dg
x
La funzione scritta per prima è quella a cui nell’operazione di
composizione andrà sostituito l’argomento con la seconda funzione
Es: se f(x)= x
%
e g(x)= 1+5x allora:
f ∘ g
x
1 + 5 x
%
Perché alla funzione dominante f(x) viene sostituito l’argomento x
con la funzione g(x) che in questo caso è 1+5x e quindi
componendo le due funzioni avremo 𝑔
x
%
Es 2:
𝑓(x) = sin(x)
x
f ∘ g
x
= sin
x + 2
𝑓(x)
x
%
%
𝑔(x)
(f ∘ g)(x)
%
%
sia 𝑓: 𝐴 ⊆ 𝑅 → 𝑅 una funzione e sia 𝑥 0 ∈ 𝐴 un punto di
accumulazione A. Si dice che f è continua in x0 se
lim
$→$&
Se f è continua in ogni punto di un intervallo diciamo che f è
continua sull’intervallo.
Possiamo dire che il grafico di una funzione continua può essere
disegnato senza staccare la penna dal foglio.
Un asintoto è una retta a cui la funzione si avvicina all’infinito senza
mai toccarla.
Gli asintoti sono verticali, orizzontali o obliqui.
Verticale: quando x=a e il limite della funzione per x che tende ad
a
o a
da infinito
Per verificare se la funzione ha asintoti verticali bisogna vedere i
punti del dominio dove la funzione non esiste e calcolarne il limite
lim
$→*
!
lim
$→*
"
Orizzontale: quando y=l e il limite della funzione per x che tende a
infinito da come risultato l.
Una funzione può avere al massimo due asintoti orizzontali che
possono intersecare la curva di f(x)
lim
$→+)
lim
$→")
Obliquo: l’asintoto obliquo è una retta di equazione y=mx+q
lim
$→±)
Avendo m e q incogniti si procede così:
calcolo m lim
$→±)
,($)
$
calcolo q lim
$→±)
compongo l’equazione della retta che sarà il mio asintoto obliquo
Limiti di funzione razionali (frazioni) per x che tende a x
Caso 1: quando provo a sostituire x con x0 e né il denominatore né
il numeratore si annullano
lim
$→%
Caso 2: quando si annulla il numeratore e non il denominatore
lim
$→#
%
Caso 3: quando provo a sostituire x0 si annulla solo il denominatore
lim
$→%
Calcolo del limite destro
lim
$→%
!
"
Ragionando il risultato è negativo perché sto dividendo una
quantità positiva per una negativa
Limiti di funzioni razionali per x che tende a ±∞
lim
$→+)
!
%
lim
$→")
!
/
= lim
$→")
!
%
a
/
/
a
lim
$→")
%
%
rimasti
𝑠𝑒 𝑁 > 𝐷 ⇒ lim 𝑓
𝑠𝑒 𝐷 > 𝑁 ⇒ lim 𝑓
𝑠𝑒 𝑁 = 𝐷 ⇒ lim 𝑓(𝑥) = 𝑛 ∈ 𝑅
Limiti con esponenziali e logaritmi
lim
$→+)
/
$
$
g
/
$
− 1 h = −∞
lim
$→+)
$
%
$
%
$
a
Scala di confronto a +∞
log 𝑥 ≪ 𝑥
0
$
Limiti di funzioni composte
lim
$→)
$
!
1
tende a 0? tende a 1
quindi analizzare prima a cosa tende la funzione interna e poi la
funzione “generale”
cambio di variabile: à posso anche sostituire la funzione “interna”
in x con y e risolvere il limite per la funzione interna eguagliando il
risultato a y
in seguito, risolvere il limite in y
esempio:
lim
$→)
$
$
+#
%$
$
"$
= lim
2 →
%
2
%
=
√
$
$
+#
%$
$
"$
→ lim
$→)
$
$
+#
%$
$
"$
%
Dunque, 𝑦 →
%
Limiti notevoli
Sono delle forme indeterminate di cui ci si impara il risultato:
lim
$→&
lim
$→&
3*4$
$
&
&
564$
$
785$
cos
%
𝑥 + sin
%
1 − cos
%
𝑥 = sin
%
) ) & & & )
Teorema di de l’Hôpital: quando un limite inizialmente risulta in
forma indeterminata si può applicare il teorema di de l’Hôpital che
consiste nel derivare il numeratore e il denominatore per poi finire
di calcolare il limite
Con la derivata prima si stabiliscono i punti di massimo e minimo
che possono essere relativi o assoluti:
DEF: un punto x=c è un punto di massimo/minimo locale per una
funzione f(x) se esiste un intorno c tale che f(c) è maggiore/minore o
uguale a f(x) per ogni x nell’intorno.
𝑢𝑛 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑥 = 𝑐 è 𝑢𝑛 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑐𝑟𝑖𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑠𝑒 𝑓
;
= 0 o se la derivata non
esiste in c.
Per determinare se un punto critico è un punto di massimo o
minimo locale basta porre la derivata seconda di f(x) maggiore o
minore di 0.
Se maggiore di 0 allora è un punto di minimo locale, se minore
allora è di massimo.
Con la derivata seconda si individuano i punti di flesso.
DEF: 𝑢𝑛 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑥 = 𝑐 è 𝑢𝑛 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑓𝑙𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓
se
la concavità della funzione cambia in c.
Un punto di flesso è associato a un punto in cui la derivata seconda
;;
= 0 o non esiste.
Se 𝑓
> 0 , il punto critico c è un punto di minimo locale
Se 𝑓
< 0 , il punto critico c è un punto di massimo locale
Se 𝑓
= 0 o non esiste, il punto critico c è un punto di flesso
Le derivate parziali sono essenziali in diversi campi, come la fisica,
l'ingegneria e l'economia, dove le funzioni dipendono spesso da
più di una variabile. Consentono di analizzare come cambi una
funzione rispetto a variazioni in ciascuna delle sue variabili
indipendenti.
Il calcolo delle derivate parziali avviene trattando una variabile
come costante mentre l’altra viene derivata.
Es:
%
%
I punti in cui le derivate parziali si annullano simultaneamente si
dicono punti stazionari e si determinano impostando un sistema con
le due soluzioni della derivata parziale ponendole uguali a 0.
Es: per la funzione 𝑓(𝑥, 𝑦) = 3 𝑥 + 2 𝑦 + 𝑥𝑦 + 𝑥
%
Risultano
<,
<$
<,
<
x
Risolvo il sistema e ottengo
y
In questo caso si evidenzia un solo punto stazionario (-2;1)