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appunti lezioni di matematica generale - unibs, Appunti di Matematica Generale

appunti chiari delle lezioni di matematica generale dagli insiemi al teorema di Cramer

Tipologia: Appunti

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In vendita dal 25/12/2014

alexkendo
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MATEMATICA GENARALE
LEZIONE 1
Sia f : X Y .
L’insieme X si chiama dominio o insieme di definizione della funzione e l’insieme Y si chiama codominio
della funzione. Il codominio è l’insieme Y in cui la funzione prende i propri valori.
Il sottoinsieme del codominio costituito dagli elementi che sono immagine mediante la funzione f di
almeno un elemento del dominio si chiama immagine di f e si indica con Im f .
Ricapitolando, sia f : X Y ,
Domf = Df = X
Imf = f (X) = {y Y : x X, f (x) = y}
CARATTERISTICHE DELLE FUNZIONI
Definizione
Si dice che una funzione f : A B è SURIETTIVA se ogni elemento di
B è immagine di almeno un elemento di A, Imf = B ovvero
y B x A : y = f (x).
Definizione
Si dice che una funzione f : A B è INIETTIVA se ogni elemento di B è immagine di al più un elemento di
A oppure equivalentemente se elementi distinti di A hanno immagini distinte in B
(x1, x2 A x1 ≠ x2) f (x1) ≠ f (x2).
Definizione
Si dice che una funzione f : A B è BIIETTIVA o BIUNIVOCA se ogni
elemento di B è immagine di uno e un solo elemento di A.
y B !x A : y = f (x)
NUMERI NATURALI
Definizione
L’insieme N dei numeri naturali è formato dai numeri
0, 1, 2, 3, · · · , n, n + 1, · · · .
N = {0, 1, 2, 3, · · · , n, n + 1, · · · }
Osservazione
Si indica con N0 = N{0}
In N si introduce una relazione di ordine totale, . La relazione d’ordine totale gode delle seguenti
proprietà:
a a, riflessiva
a b b c a c, transitiva
a b b a a = b, antisimmetrica
In N si introducono le operazioni di addizione (+) e di moltiplicazione (·):
f : N × N N
(n,m) n + m
e
g : N × N N
(n,m) n · m
Osservazione
Un’equazione in x del tipo a + x = b potrebbe essere priva di soluzione in N.
NUMERI INTERI
Definizione
L’insieme Z dei numeri interi relativi è formato dai numeri
0, 1,−1, 2,−2, · · · , n,n, · · · .
Z = {· · · ,n, · · · ,−3,−2,−1, 0, 1, 2, 3, · · · , n, · · · }
Si estendono in Z la relazione d’ordine totale, le operazioni di addizione e moltiplicazione.
Osservazione
1. L’equazione in x del tipo a + x = b, con a e b interi arbitrari,
ha una e una sola soluzione appartenente a Z.
2. Dati due numeri interi, a, b, l’espressione a · x = b potrebbe
essere priva di soluzione in Z.
NUMERI RAZIONALI
Definizione
L’insieme Q dei numeri razionali è formato dai quozienti tra un numero intero qualsiasi m detto
numeratore e un intero non nullo n detto denominatore:
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MATEMATICA GENARALE

LEZIONE 1

Sia f : X → Y. L’insieme X si chiama dominio o insieme di definizione della funzione e l’insieme Y si chiama codominio della funzione. Il codominio è l’insieme Y in cui la funzione prende i propri valori. Il sottoinsieme del codominio costituito dagli elementi che sono immagine mediante la funzione f di almeno un elemento del dominio si chiama immagine di f e si indica con Im f. Ricapitolando, sia f : X → Y ,

Domf = Df = X

Imf = f (X) = {y ∈ Y : ∃x ∈ X, f (x) = y}

CARATTERISTICHE DELLE FUNZIONI Definizione Si dice che una funzione f : A → B è SURIETTIVA se ogni elemento di B è immagine di almeno un elemento di A, Imf = B ovvero ∀y ∈ B ∃x ∈ A : y = f (x). Definizione Si dice che una funzione f : A → B è INIETTIVA se ogni elemento di B è immagine di al più un elemento di A oppure equivalentemente se elementi distinti di A hanno immagini distinte in B

(∀x 1 , x 2 ∈ A ∧ x 1 ≠ x 2 ) ⇒ f (x 1 ) ≠ f (x 2 ).

Definizione Si dice che una funzione f : A → B è BIIETTIVA o BIUNIVOCA se ogni elemento di B è immagine di uno e un solo elemento di A.

∀y ∈ B ∃!x ∈ A : y = f (x)

NUMERI NATURALI

Definizione L’insieme N dei numeri naturali è formato dai numeri 0 , 1 , 2 , 3 , · · · , n, n + 1 , · · ·. N = { 0 , 1 , 2 , 3 , · · · , n, n + 1 , · · · } Osservazione Si indica con N 0 = N∖{ 0 } In N si introduce una relazione di ordine totale, ≤. La relazione d’ordine totale ≤ gode delle seguenti proprietà:  a ≤ a, riflessiva  a ≤ b ∧ b ≤ c ⇒ a ≤ c, transitiva  a ≤ b ∧ b ≤ a ⇒ a = b, antisimmetrica In N si introducono le operazioni di addizione (+) e di moltiplicazione (·): f : N × N → N

( n,m ) ↦ n + m

e

g : N × N → N

( n,m ) ↦ n · m

Osservazione Un’equazione in x del tipo a + x = b potrebbe essere priva di soluzione in N.

NUMERI INTERI

Definizione L’insieme Z dei numeri interi relativi è formato dai numeri 0 , 1 , − 1 , 2 , − 2 , · · · , n,n, · · ·. Z = {· · · ,n, · · · , − 3 , − 2 , − 1 , 0 , 1 , 2 , 3 , · · · , n, · · · } Si estendono in Z la relazione d’ordine totale, le operazioni di addizione e moltiplicazione. Osservazione

  1. L’equazione in x del tipo a + x = b , con a e b interi arbitrari, ha una e una sola soluzione appartenente a Z.
  2. Dati due numeri interi, a, b , l’espressione a · x = b potrebbe essere priva di soluzione in Z.

NUMERI RAZIONALI

Definizione L’insieme Q dei numeri razionali è formato dai quozienti tra un numero intero qualsiasi m detto numeratore e un intero non nullo n detto denominatore:

Q = {

m

n :^ m, n^ ∈^ Z^ ∧^ n ≠0 }

Osservazione

  1. I numeri razionali sono rappresentati da allineamenti decimali finiti o illimitati periodici;
  2. La rappresentazione decimale è limitata se e solo se il denominatore della frazione ridotta ai minimi termini è multiplo di 2 o 5. In caso contrario è illimitata periodica. Rappresentazione geometrica
  3. Data una retta orientata e fissati una unità di misura u ed un punto di origine O di riferimento è possibile associare ad ogni numero a ∈ N oppure a ∈ Z oppure a ∈ Q un punto P della retta tale che OP sia esattamente a volte l’unità di misura?
  4. Dato un segmento unità, è possibile misurare rispetto ad esso ogni altro segmento?
  5. Se ad ogni numero razionale corrisponde un punto su una retta orientata, è vero anche il contrario? Osservazione No, esistono segmenti incommensurabili rispetto ad altri. Esempio: Incommensurabilità della diagonale del quadrato rispetto al lato. TEOREMA 1 (pagina 10 mod 2) L’ascissa d che misura la diagonale del quadrato di lato unitario non è un numero razionale. dim: ... NUMERI REALI Definizione Si definisce numero reale ogni allineamento finito o infinito del tipo p, a 1 a 2 a 3 a 4 · · · dove p è un numero intero relativo e a 1 a 2 a 3 a 4 · · · sono cifre decimali. Si indica con R l’insieme dei numeri reali. In R si estendono le operazioni di addizione, moltiplicazione e la relazione d’ordine con le rispettive proprietà. (R , + , ·); ≤: relazione d’ordine totale.  ∀ a, b, c ∈ R : aba + cb + c  ∀ a, b ∈ R ,c ∈ R+^ : abacbc  ∀ a, bR,c ∈ R−^ : abacbc

 Sia c ∈ R, se ∀a ∈ A e ∀b ∈ B si ha a ≤ c ≤ b allora il numero reale c è chiamato elemento separatore. Osservazione  Se A, B sono due insiemi separati allora esiste (almeno) un elemento separatore.  Se A, B sono due insiemi contigui allora esiste uno e un solo elemento separatore. INSIEMI LIMITATI Definizione Sia X ⊂ R. Sia k ∈ R.  Se ∀x ∈ X : x ≤ k allora k è un maggiorante di X  Se ∀x ∈ X : x ≥ k allora k è un minorante di X Definizione Sia X ⊂ R.  Se ∃k ∈ R : ∀x ∈ X si ha x ≤ k allora X è limitato superiormente  Se ∃k ∈ R : ∀x ∈ X si ha x ≥ k allora X è limitato inferiormente Definizione X si dice limitato se è limitato inferiormente e superiormente. Definizione Sia X ⊂ R.  se ∃ x * ∈ X : ∀ xX, xx * allora x * si dice massimo di X e si indica con max X = x ;  se ∃˜ xX : ∀ xX, ˜ xx allora ˜ x si dice minimo di X e si indica con min X = ˜ x. ESTREMO SUPERIORE Sia X ⊂ R un insieme limitato superiormente. Sia X ̸= ∅. Con X △ si indica l’insieme di tutti i maggioranti di X. Definizione Si chiama estemo superiore di X , indicato con sup X , il minimo dei maggioranti di X ossia sup X = min X △ Il sup X è tale che ∀ xX, x ≤ sup X ovvero ∀ 𝐀 > 0 ,xX : (sup X ) − 𝐀 < x ESTREMO INFERIORE Sia X ⊂ R un insieme limitato inferiormente. Sia X ̸= ∅. Con X ∇ si indica l’insieme di tutti i minoranti di X. Definizione Si chiama estemo inferiore di X , indicato con inf X il massimo dei minoranti di X ossia inf X = max X ∇ L’inf X è tale che ∀ xX, inf Xx ovvero ∀ 𝐀 > 0 ,xX : x < (inf X ) + 𝐀 Osservazione Se l’insieme X non è limitato  superiormente allora si pone sup X = +∞  inferiormente allora si pone inf X = −∞ Osservazione  R = R = R ∪ {−∞ , +∞} si dice RETTA REALE ESTESA Determinare, se esistono, il massimo, il minimo, l’estremo superiore e l’estremo inferiore dei seguenti insiemi:  X = { x ∈ R : x = − n + 2 nn ∈ N 0 }  X = { x ∈ R : − 5 ≤ x < 10 }  X = { x ∈ Q : x = 2 nn ∈ N 0 }  X = { x ∈ Z : x = √ nn ∈ N}  X = { x ∈ R : x ≥ 4 }  X = { x ∈ R : 3 ≤ x < 6 } ∪ { 9 }

SIMBOLI

Definizione Siano m, n due numeri interi con mn , ai con i = m,m + 1 , · · · , n − 1 , n , numeri reali. Si chiama sommatoria per i da m a n di ai la somma di tutti gli elementi ai e si indica con ∑ i = m n ai (^) = a

m +^ am + 1 +^ · · ·^ +^ an − 1 +^ an.

Definizione Siano m, n due numeri interi con mn , ai con i = m,m + 1 , · · · , n − 1 , n , numeri reali. Si chiama produttoria per i da m a n di ai il prodotto di tutti gli elementi ai e si indica con ∏ i = m n ai (^) = a

m +^ am + 1 +^ · · ·^ +^ an − 1 +^ an.

Definizione Si chiama FATTORIALE del numero naturale n il prodotto dei primi n numeri naturali non nulli e si indica con n! = ∏ i = 1 n i (^) = 1 · 2 · 3_..._ · n. Osservazione  1! = 0! = 1  n! = ( n − 1 )! n Definizione Il coefficiente binomiale di grado n e di classe k con nk è ( n k ) = n! k! ( nk )! si legge " n su k " Osservazione Il nome coefficiente binomiale deriva dallo sviluppo della potenza di un binomio tramite la cosidetta formula di Newton: ( a + b ) n = ∑ k = o n (

n

k )^ a nkbk Cenno ai NUMERI COMPLESSI Per ampliare l’insieme R dei numeri reali si introduce un nuovo "numero" il cui quadrato è −1. Definizione Si chiama unità immaginaria e si indica con i la radice quadrata di −1: i = √−1, ovvero i 2 = −1. Definizione Si dice numero complesso una espressione del tipo z = a + ib , con a, b ∈ R. L’insieme dei numeri complessi si indica con C. Nell’espressione z = a + ib , il termine a è detto parte reale, il termine ib è detto parte immaginaria e b è detto coefficiente della parte immaginaria. Le operazioni di addizione e moltiplicazione tra numeri complessi si definiscono nel seguente modo:  ( a + ib ) + ( c + id ) = ( a + c ) + i ( b + d )  ( a + ib ) · ( c + id ) = ( acbd ) + i ( ad + bc ) Osservazione

LEZIONE 3

Il VETTORE NULLO è il vettore 0 ∈ R n , 0 = [ 0 0 0 ] L’ i -esimo vettore fondamentale è il vettore e ( i )^ ∈ R n , e ( i )= [ 0 i … 0 ] ossia il vettore a componenti tutte nulle tranne la i -esima che vale 1. SOMMA DI UNO O PIÚ VETTORI Definizione Siano x , y ∈ R n. Se z ∈ R n : zi = xi + yii = 1 ,... , n allora z è il vettore somma di x e y. Da un punto di vista grafico, in R^2 , si ha Proprietà della somma tra vettori  ∀ x , y , t ∈ R n

  1. x + y = y + x proprietà commutativa
  2. ( x + y ) + t = x + ( y + t ) proprietà associativa
  3. x + 0 = 0 + x elemento neutro per la somma  I ∀ x ∈ R n, ∃(− x ) ∈ R n : x + (− x ) = 0. Il vettore − x è detto vettore opposto di x e si ottiene cambiando di segno ogni componente del vettore x. PRODOTTO PER UNO SCALARE Definizione Siano x ∈ R n e 𝐀 ∈ R. Se z ∈ R n : zi = 𝐀 xii = 1 ,... n allora z è il vettore prodotto di 𝐀 per x. Da un punto di vista geometrico, in R 2 , si ha DIFFERENZA FRA VETTORI

Esercizio Siano dati i vettori x , y , z ∈ R 3 con x T^ = [− 2 6 3 ] y T^ =[ 2 − 2 1 ] z T^ =[ 2 2 − 1 ] Determinare v ∈ R 3 tale che

  1. xy + v = 7 v + z
  2. 2 x − 3 y + 5 v + 3 z = 3 v + 4 z Proprietà del prodotto per uno scalare  ∀ x ∈ R n,𝐀, 𝐀 ∈ R 1. ( 𝐀 + 𝐀 ) x = 𝐀 x + 𝐀 x 2. 𝐀 ( 𝐀 x ) = ( 𝐀𝐀 ) x  ∀ x , y ∈ R n,𝐀 ∈ R 𝐀 ( x + y ) = 𝐀 x + 𝐀 y  ∀ x ∈ R n , 1 x = x Proposizione Con queste proprietà si dice che R n è uno spazio vettoriale o lineare su R_._ COMBINAZIONE LINEARE Definizione Siano dati k vettori a n componenti, x^1 , x^2 ,... , x k^ ∈ R n^ e k coefficienti c^1 , c^2_... , ck_^ ∈ R. Si dice combinazione lineare dei k vettori x^1 , x^2 ,... , x k^ l’espressione c 1 x^1 + c 2 x^2 +... + ck x k^ ∈ R n Il vettore v ∈ R n^ è combinazione lineare dei vettori x^1 , x^2 ,... , x k^ se esistono gli scalari 𝐀 1 , 𝐀 2_... , 𝐀k_ tali che v = ∑ i = 1 k α i x i

Esercizi

Esercizio Scrivere il vettore v T^ =[ 1 − 2 5 ] come combinazione lineare dei vettori x T^ = [ 1 1 1 ] , y T^ =[ 1 2 3 ], z T^ =[ 2 − 1 1 ] Esercizio Dati i vettori v T^ = [ 1 − 2 k ] , x T^ =[ 3 0 2 ], y T^ = [ 2 − 1 − 5 ] trovare per quale valore del parametro reale k il vettore v è combinazione lineare di x e y. DIPENDENZA E INDIPENDENZA LINEARE Definizione Sia R n uno spazio vettoriale su R e siano v^1 ,^ v^2 ,... , v n^ ∈ R n. Si dice che v^1 ,^ v^2 ,... , v n^ sono linearmente dipendenti se esistono 𝐀 1 , 𝐀 2_... , 𝐀n_ ∈ R NON tutti nulli tali che 𝐀 1 v^1 + 𝐀 2 v^2 +... + 𝐀n v n^ = 0 Se tale uguaglianza sussiste soltanto se ognuno dei coefficienti 𝐀 1 , 𝐀 2_... , 𝐀n_ è uguale a zero allora i vettori v 1 , v 2 ,... , v n si dicono linearmente indipendenti. Definizione Sia R n^ spazio vettoriale e siano v 1 , v 2 ,... , v s ∈ R n. Se ∀ v ∈ R n, v = ∑ i = 1 S α i (^) v i allora l’insieme dei vettori v 1 , v 2 ,... , v s si dice insieme di generatori di R n. Se l’insieme di generatori è costituito da vettori linearmente indipendenti allora si dice base per R n. Esercizio

= ∑ i = 1 n x i (^) yi = < x , y > = ( x , y ) = ( x | y ) Esempi. Verificare che risulta [2 3 4] · [ 1 − 1 2 ]^ = [^2 ·^^1 +^3 ·^ ( ^1 ) +^4 ·^^2 ] = [^7 ] [1 2 5 0] · [ 4 3 2 5 ]^ =^ [^1 ·^^4 +^2 ·^^3 + ( ^5 )^ ·^^2 +^0 ·^^5 ] = [^0 ] Il prodotto [2 3 4] [ 4 3 2 5 ] non è invece eseguibile.

Proprietà del prodotto scalare

x , y , z ϵ R n,^ ∀ α ∈ R  < x , y > = < y , x >< x + y , z > = < x , z > + < y , z >< __ x , y > = α < x , y >< x , x > ≥ 0  < x , x > = 0 , x = 0 Osservazione Notiamo che NON vale la legge di annullamento del prodotto ossia < x , y > = 0 ; x = 0 y = 0 Definizione (pag 57 mod 2) Siano x , y 2 R n. Se risulta < x , y > = 0 allora i vettori x , y si dicono ortogonali. SPAZIO NORMATO Sia f : R n^!_ R.

Se ∀ x , y 2 R n, ∀ α 2 R

 f ( x ) ≥ 0

 f ( x ) = 0 ↔ x = 0

 f ( x + y ) ≤ f ( x ) + f ( y )

 f ( α x ) = | α | f ( x )

allora f è una NORMA (e si indica la norma del vettore x con il simbolo ‖ x ‖

Osservazione

Rn^ con il concetto di norma sopra definito si chiama spazio normato.

Esempi di norma Definizione

Si definisce norma assoluta L 1 del vettore x ∈ R n^ il numero

‖ x ‖ =

¿ x i ∨¿ ∑ i = 1 n ¿ Definizione

Si dice norma (euclidea) del vettore x ϵ R n^ il numero

‖ x ‖ =

¿ x , x >¿

√¿ =^ √^

x 1

2

+ x 2

2

+ … + xn

2 Definizione

Si definisce norma infinita L ∞ del vettore x ∈ R n^ il numero

‖ x ‖ ∞ =

max

i = 1 , 2 ,· ·· , n |xi^ |

Proprietà della distanza

Sia d : X × X → R.

Se ∀ x, y, z ∈ X

 d ( x , y ) ≥ 0

Quando per gli elementi di un insieme qualsiasi X viene introdotta la nozione di intorno si dice che è stata definita una topologia di X LEZIONE 5 Elementi di Topologia Sia X uno spazio topologico. Allora valgono le seguenti proprietà:

  1. ogni punto x ha almeno un intorno B ( x )
  2. ogni intorno di x contiene x
  3. se y appartiene a un intorno B ( x ) di x , esiste almeno un intorno B ( y ) di y contenuto in B ( x )
  4. l’intersezione B 1 ( x ) \ B 2 ( x ) di due intorni di x contiene almeno un intorno di x
  5. se x 6 = y esistono almeno un intorno B ( x ) di x e un intorno B ( y ) di y privi di punti in comune Osservazione Quest’ultima è meglio conosciuta come proprietà di separazione di HAUSDORFF Sia A ⊂ R n ,  sia p ∈ A. Se Ir ( p ) ⊂ A allora p è un punto interno ad A. L’insieme dei punti interni di A si indica con Int A , Å oppure Ă Se A =Å allora si dice che A è aperto.  sia p (R n\A ) ossia Ir ( p ) tale che Ir ( p ) R n\A (ossia Ir ( p ) ∩ A = ). In questo caso si dice che^ p^ è un^ punto esterno^ ad^ A.  p si dice di frontiera per A se non è interno nè ad A nè al complementare di A (indicato con CA ). Con F A si indica l’insieme dei punti di frontiera di A.  Si chiama chiusura di A l’insieme (^) A ´ = A ∪ F A. A si dice chiuso se CA è aperto. Teorema A è aperto se e solo se il suo complementare è chiuso.p si dice punto di accumulazione per A se in ogni intorno di p esiste un punto di A diverso da p. L’insieme dei punti di accumulazione di A si dice insieme derivato di A e si indica con D A. Osservazione Un punto p di accumulazione per l’insieme A può appartenere oppure no all’insieme A. A = ( a, b ) Ogni punto di A è di accumulazione per A ; a e b sono punti di accumulazione per A non appartenenti ad A. A = { 1 n

n ∈ N }

L’origine è un punto di accumulazione per A.  Il punto p è un punto isolato di A se p ∈ A ˄ p D A , (^) Ir ( p ) : Ir ( p ) (^) A = { p }  Se A = D A allora A si dice perfetto

 Sia A un sottoinsieme di E. Se risulta che la chiusura di A coincide con la chiusura di E allora si dice che A è denso in E.

 Sia E ⊂ R n. Se ∃ Ir ( 0 ) : E ⊂ Ir ( 0 ) allora E si dice limitato.

Teorema (di BOLZANO - WEIERSTRASS)(pag 79 mod 2)

Sia E ⊂ R n.^ Se E è limitato e infinito allora E possiede almeno un punto di accumulazione. Definizione

Sia A ⊆ R n - L’insieme A si dice limitato se ∃ Ir ( 0 ) : A ⊆ Ir ( 0 )

Osservazione  Sia A chiuso e limitato allora A si dice compatto.

 Sia A ⊆ R n^ e D A = ∅ allora A si dice discreto.

Definizione Il segmento di estremi x , y è

segm ( x , y ) = {t x + ( 1 − t ) y : t ∈ [ 0 , 1 ] }

Osserviamo che t x + ( 1 − t ) y = t ( x y ) + y con t 2 [ 0 , 1 ]. Definizione

Sia A ⊆ R n.^ Se ∀ x , y ∈ A , segm ( x , y ) ⊆A allora si dice che A è un insieme convesso.

FUNZIONE REALE

Definizione

Una funzione reale di variabile reale è un’applicazione da un sottoinsieme X ∈ R n^ (il dominio)

nell’insieme dei numeri reali, cioè è una legge f che associa ad ogni x 2 X un numero reale f ( x ). Ossia

f : X → R , X ∈ R n,^ x → f ( x )

Determinare il dominio delle seguenti funzioni:

1. f : X → R, X ⊆ R, x → f ( x ) =

x^5 + 7 x x 2 − 1

2. f : X → R, X ⊆ R, x → f ( x ) = √ x + 3

FUNZIONI LIMITATE

Definizione Una funzione f : X → R , X ⊆ R n si dice

limitata superiormente se e solo se Imf ( x ) è limitato superiormente

limitata inferiormente se e solo se Imf ( x ) è limitato inferiormente

limitata se e solo se Imf ( x ) è limitato

ESTREMI DI UNA FUNZIONE

Definizione Sia f : X → R , X ⊆ R n. Se Imf ( x ) ammette massimo (o minimo) allora f ammette massimo assoluto o globale (oppure minimo assoluto o globale). In altre parole, la funzione f : X → R , X ⊆ R n ammette in x * ∈ X un punto di massimo assoluto se ∀ xX, f ( x ) ≤ f ( x *). D’altra parte, la funzione f : X → R , X ⊆ R n ammette in ~ xX un punto di minimo assoluto se ∀ xX, f ( ~ x ) ≤ f ( x ). In questa funzione, x 0 e x 2 sono minimi assoluti mentre x 3 è massimo assoluto. In questa funzione, x 1 è massimo assoluto mentre la funzione non ammette minimo assoluto. FUNZIONI MONOTONE Definizione Sia f : X → R, X ⊂ R, una funzione.  Se ∀ x 1 , x 2 ∈ X : x 1 < x 2 ⇒ f ( x 1 ) < f ( x 2 ) la funzione f si dice monotona strettamente crescente  Se ∀ x 1 , x 2 ∈ X : x 1 ≤ x 2 ⇒ f ( x 1 ) ≤ f ( x 2 ) la funzione f si dice monotona crescente  Se ∀ x 1 , x 2 ∈ X : x 1 < x 2 ⇒ f ( x 1 ) > f ( x 2 ) la funzione f si dice monotona strettamente decrescente  Se ∀ x 1 , x 2 ∈ X : x 1 ≤ x 2 ⇒ f ( x 1 ) ≥ f ( x 2 ) la funzione f si dice monotona decrescente Osservazione Se f è una funzione stettamente monotona allora f è iniettiva (il viceversa non è vero!) (es. f ( x ) =

x )

Funzioni simmetriche Vi sono alcune funzioni il cui grafico è caratterizzato da interessanti proprietà di simmetria. Sia f : X → R, X ⊆ R. Definizione

 La funzione f ( x ) si dice pari se ∀ xX f ( x ) = f (− x ), cioè se il suo grafico è simmetrico rispetto all’asse delle ordinate.  La funzione f ( x ) si dice dispari se ∀ xX f ( x ) = − f (− x ), cioè se il suo grafico è simmetrico rispetto all’origine. Esempio Le funzioni I y = x^2 , y = x^4 , y = x^6 · · · y = xn con n pari sono pari (grafico (a)). I y = x, y = x^3 , y = x^5 · · · y = xn con n dispari sono dispari (grafico (b)). Funzione composta Definizione Date due funzioni: f : X → R g : Y → R con X, Y ⊆ R, Imf ( x ) ⊆ Y , si dice funzione composta di f e g (nell’ordine) la funzione h : X →R definita da: h ( x ) = ( gf )( x ) = g [ f ( x )] Osservazione  La composizione di funzioni non è commutativa, cioè se anche le due funzioni fg e gf sono entrambe definite (e non succede sempre!), in generale sono diverse. Ad esempio se

f ( x ) = x^2 g ( t ) =

t + 1

t

allora g ( f ( z )) = z 2 + 1 Z 2

f ( g ( z )) = (

z + 1

Z )

z 2 + 2 z + 1 z 2 FUNZIONE INVERSA Definizione Una funzione f : X → R si dice invertibile se esiste una funzione g : Imf ( x ) → X tale che g [ f ( x )] = x e f [ g ( y )] = y La funzione g viene chiamata l’inversa di f ( x ) ed indicata col simbolo f −^1. Osservazione  Se la funzione f è strettamente monotona allora è invertibile;  se la funzione f è invertibile allora la sua inversa è simmetrica rispetto alla bisettrice del primo e terzo quadrante.

Scriviamo ora l’oggetto ottenuto dall’accostamento di questi k vettori: [ a^1 | a^2 |... | a k^ ] che, per componenti, diventa [ a 11 a 12 ⋯ a 1 k a 21 a 22 ⋯ a 2 k ⋮ an 1 ⋮ an 2 ⋱ ⋮ ⋯ ank^ ] Quest’oggetto è una matrice con n righe e k colonne ossia una matrice di ordine ( n, k ) oppure ( n × k ) Definizione Una matrice reale di ordine ( m × n ) è un insieme ordinato di m · n numeri reali disposti in una tabella di m righe e n colonne. Una matrice reale A si indica con il simbolo: [ a 11 a 12 ⋯ a 1 n ⋮ ⋮ ⋱ ⋮ am 1 am 2 ⋯ amn ] i numeri aij si chiamano elementi della matrice A. Altri modi di rappresentare una matrice sono i seguenti: A= ( a 11 ⋯ a 1 n ⋮ am 1 ⋱ ⋯ ⋮ amn^ )^ A=^ ‖ a 11 ⋯ a 1 n ⋮ ⋱ ⋮ am 1 ⋯ amn^ ‖ A = [ aij ] ; con 1 ≤ im e 1 ≤ jn Casi particolari  Se m = 1 si ha A = [ a 1 a 2_... an_ ]. Una matrice ( 1 × n ) è un vettore riga a n componenti.  Se n = 1 si ha A = [^ a 1 ⋮ am ] Una matrice ( m × 1 ) è un vettore colonna a m componenti.  Se mn si dice che la matrice A è una matrice rettangolare di ordine ( m × n ).  Se m = n si dice che la matrice A è una matrice quadrata di ordine n. MATRICI QUADRATE In una matrice quadrata A di ordine n : A = [ a 11 a 12 ⋯ a 1 n a 21 a 22 ⋯ a 2 n ⋮ an 1 ⋮ an 2 ⋱ ⋮ ⋯ ann^ ]^ ( n × n ) gli elementi  a 11 , a 22 ,... , ann costituiscono la diagonale principale  a 1 n, a 2 n − 1 ,... , an 1 costituiscono la diagonale secondaria  Una matrice quadrata A di ordine n che ha tutti gli elementi che non appartengono alla diagonale principale uguali a zero, si chiama matrice diagonale. A = [ a 11 0 0 0 a 22 0 0 0 ⋱ ⋮ ⋯ ann^ ]  Una matrice quadrata A di ordine n che ha tutti gli elementi sotto la diagonale principale uguali a zero, si chiama matrice triangolare superiore.

A = [ a 11 a 12 ⋯ a 1 n 0 a 22 ⋯ a 2 n ⋮ 0 0 ⋱ ⋮ ⋯ ann^ ]  Una matrice quadrata A di ordine n che ha tutti gli elementi sopra la diagonale principale uguali a zero, si chiama matrice triangolare inferiore. A = [ a 11 0 0 a 21 a 22 0 ⋮ a n 1 a^ ⋮ n 2 ⋱ ⋮ ⋯ ann^ ]  Una matrice quadrata di ordine n che ha tutti gli elementi della diagonale principale uguali a 1, mentre sono nulli tutti gli altri elementi, si chiama matrice identità (o matrice unità o matrice identica) e verrà indicata con il simbolo I (o In ): A = [ 1 0 0 0 1 0 0 0 ⋱ ⋮ ⋯ 1 ] Consideriamo il simbolo di Kronecker definito da: 𝐀ij ={

1 , se i = j ;

0, se i ̸ = j

Allora la matrice I si può scrivere I = [ 𝐀ij ]. UGUAGLIANZA FRA MATRICI In due matrici dello stesso ordine gli elementi di ugual posto si dicono corrispondenti. Ad esempio nelle matrici A = [

0 ]^ B=^ [

3

e

8 ] le coppie di elementi corrispondenti sono:

3 √^5 ) ,^ (−^2 ,^^1 ) ,^ (^3 ,^ e ) ,^ (√^2 ,^^4 ) ,^ (^5 , −^3 ) ,^ (^7 ,^ 𝐀 ) ,^ (^0 ,^^8 ). Definizione Due matrici A ( m,n ) = [ aij ] e B ( m,n ) = [ bij ] dello stesso ordine si dicono uguali se tutti gli elementi corrispondenti sono tra loro uguali: A = Baij = bij ,i = 1 ,... ,m,j = 1 ,... , n. Esempio. Le matrici A e B seguenti sono uguali: A = [ 1 2 0 ln e^2 − 3 2 0 ]^ B=^ [^ 1 2 √ 2 0 2 − 9 6 3 −√ 9 ] L’uguaglianza fra matrici soddisfa le seguenti proprietà:

  1. A = A proprietà riflessiva
  2. Se A = B allora B = A proprietà simmetrica
  3. Se A = B e B = C allora A = C proprietà transitiva. SOMMA FRA MATRICI Definizione Siano A = [ aij ] e B = [ bij ] due matrici di ordine ( m × n ). Si chiama somma di A e B la matrice C di ordine ( m × n ) ottenuta sommando gli elementi corrispondenti di A e B ossia A + B = C, con [ cij ] = [ aij + bij ]. Esempio. Siano