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Matematica generale - secondo parziale, Appunti di Matematica Generale

Appunti del secondo parziale di matematica generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Appunti completi per la preparazione all’esame del primo parziale. Consulta il nostro profilo per ottenere gli appunti del primo parziale o gli appunti dell’esame intero. Buono studio da parte di *Appunti per Cattolici*

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 21/12/2021

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Appunti per Cattolici Università Cattolica del Sacro Cuore
MATEMATICA GENERALE (1°SEMESTRE)
1
INDICE: Limiti e continuità
1. Operazioni in 𝑅………………….…………….…………….…………………………..…………….…………….………………………………Pag 3
2. Il concetto di limiti…………….…………….…………….…………….…………….…………….………………………………………………Pag 3
3. Il calcolo dei limiti………………..…………….…………….…………….…………….…………….…………….………..……………………Pag 6
4. Funzioni discontinue…………….…………….…………….…………….…………….………….………….…………….……………………Pag 12
5. Teoremi sulle funzioni continue…………….…………….…………….….…….…………….…………………………………………….Pag 12
INDICE: Calcolo differenziale
1. Rapporto incrementale e derivata………………….…………….…………….…………………………..…………….…………….…..Pag 14
2. Linearizzazione di una funzione…………….…………….…………….…………….…………….…………….………………..…..Pag 15
3. Derivabilità/continuità e punti di non derivabilità………………..…………….…………….…………….……….………………Pag 15
4. La funzione derivata…………….…………….…………….…………….…………….………….………….…………….……………………Pag 17
5. Teorema di Lagrange e corollari…………….…………….…………….….…….…………….…………………………………………...Pag 19
6. Punti di massimo e minimo locali………………………………………………………………………………………………………….….Pag 21
7. Studio della natura di un punto critico e di frontiera………………………………………………………………………....Pag 22
8. Punti di massimo e minimo globali………………………………………………………………………………….…………………….Pag 23
9. Funzioni concave e convesse…………………………………………………………………………………………………….…………….Pag 24
10. Punti di flesso………………………………………………………………………………………………………………………….……………...Pag 25
11. Formula di Taylor con resto secondo Peano……………………………………………………………………………………………Pag 25
12. Condizioni sufficienti per l’esistenza di massimi e minimi locali e punti di flesso…………………………………….Pag 26
INDICE: Calcolo integrale
1. Il problema del calcolo delle aree e definizione geometrica…………………………………………………………………..Pag 28
2. Proprietà dell’integrale definito……………………………………………………………………………………………………………..Pag 29
3. Calcolo di un integrale definito………………………………………………………………………………………………………………Pag 30
4. Primitive e primitive immediate…………………………………………………………………………………………………………….Pag 31
5. Metodi di integrazione…………………………………………………………………………………………………………………………..Pag 32
6. Integrale definito e primitive…………………………………………………………………………………………………………………Pag 34
7. Teorema del valor medio………………………………………………………………………………………………………………………Pag 35
pf3
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pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
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Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

INDICE: Limiti e continuità

  1. Operazioni in 𝑅

………………….…………….…………….…………………………..…………….…………….………………………………Pag 3

  1. Il concetto di limiti…………….…………….…………….…………….…………….…………….………………………………………………Pag 3
  2. Il calcolo dei limiti………………..…………….…………….…………….…………….…………….…………….………..……………………Pag 6
  3. Funzioni discontinue…………….…………….…………….…………….…………….………….………….…………….……………………Pag 12
  4. Teoremi sulle funzioni continue…………….…………….…………….….…….…………….…………………………………………….Pag 12

INDICE: Calcolo differenziale

  1. Rapporto incrementale e derivata………………….…………….…………….…………………………..…………….…………….…..Pag 14
  2. Linearizzazione di una funzione…………….…………….…………….…………….…………….…………….………………..……..…Pag 15
  3. Derivabilità/continuità e punti di non derivabilità………………..…………….…………….…………….……….………………Pag 15
  4. La funzione derivata…………….…………….…………….…………….…………….………….………….…………….……………………Pag 17
  5. Teorema di Lagrange e corollari…………….…………….…………….….…….…………….…………………………………………...Pag 19
  6. Punti di massimo e minimo locali………………………………………………………………………………………………………….….Pag 21
  7. Studio della natura di un punto critico e di frontiera………………………………………………………………………….…...Pag 22
  8. Punti di massimo e minimo globali…………………………………………………………………………………….…………………….Pag 23
  9. Funzioni concave e convesse…………………………………………………………………………………………………….…………….Pag 24
  10. Punti di flesso………………………………………………………………………………………………………………………….……………...Pag 25
  11. Formula di Taylor con resto secondo Peano……………………………………………………………………………………………Pag 25
  12. Condizioni sufficienti per l’esistenza di massimi e minimi locali e punti di flesso…………………………………….Pag 26

INDICE: Calcolo integrale

  1. Il problema del calcolo delle aree e definizione geometrica…………………………………………………………………..Pag 28
  2. Proprietà dell’integrale definito……………………………………………………………………………………………………………..Pag 29
  3. Calcolo di un integrale definito………………………………………………………………………………………………………………Pag 30
  4. Primitive e primitive immediate…………………………………………………………………………………………………………….Pag 31
  5. Metodi di integrazione…………………………………………………………………………………………………………………………..Pag 32
  6. Integrale definito e primitive…………………………………………………………………………………………………………………Pag 34
  7. Teorema del valor medio………………………………………………………………………………………………………………………Pag 35

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

INDICE: Calcolo integrale

  1. Grafico a curve di livello per funzioni di due variabili………...…………………………………………………………………..Pag 36
  2. Funzioni continue…………………………………………………………………………………………………………………………………..Pag 36
  3. Derivate parziali prime/seconde, vettore gradiente e matrice hessiana…………………………..……………………Pag 37
  4. Segno di forma quadratica, funzione convesse/concave e funzioni omogene……………………………………….Pag 39
  5. Massimi e minimi in insiemi aperti e punti stazionari………………………………………………………………..…………..Pag 40
  6. Studio della natura di un punto stazionario………………………………………………………………………………...…………Pag 40
  7. Ottimizzazione vincolata con vincoli uguaglianza…………………………………………………………………………………..Pag 41

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

(-) Funzioni convergenti, divergenti e indeterminate (-)

Sia 𝑓: 𝐴 → 𝑅, 𝑥 0

Se lim

𝑥→𝑥

0

Si dice 𝑓 converge a 𝐿 per 𝑥 → 𝑥 0

  1. Se 𝑥

0

∈ 𝐴 (quindi posso calcolare 𝑓(𝑥):

a. Il limite 𝐿 = 𝑓

0

→ è continua in 𝑥

0

b. Il limite 𝐿 ≠ 𝑓

0

→ è discontinua in 𝑥

0

  1. Se 𝑥

0

= ±∞ allora 𝑓 ammette asintoti orizzontali di equazione 𝑦 = 𝐿 per 𝑥 → ±∞

Esempio 1:

lim

𝑥→−∞

𝑥

𝑦 = 0 è dunque asintoto orizzontale per 𝑥 → −∞ e non lo è per 𝑥 → +∞ ( lim

𝑥→+∞

𝑥

Esempio 2:

lim

𝑥→ 2

2

La funzione è definita in 2 quindi 𝑓 è continua in 𝑥 0

Esempio 3:

lim

𝑥→ 3

→ lim

𝑥→ 3

La funzione è discontinua in 𝑥 0

Se invece lim

𝑥→𝑥

0

𝑓(𝑥) = ±∞, significa che la funzione diverge per 𝑥 → ±∞. Se 𝑥

0

è un punto reale, 𝑓 ha un asintoto

verticale di equazione 𝑥 = 𝑥 0

Esempio 1 :

lim

𝑥→ 3

Esempio 2 :

lim

𝑥→−∞

𝑥

La funzione si avvicina a 0 da valori positivi e quindi posso dire che la funzione si avvicina a 0

lim

𝑥→𝑥 0

0

Quando ∀𝐼

[

esiste un intorno 𝐼

0

tal che 𝑓

0

tranne, al più 𝑥 ≠ 𝑥

0

Esempio 3 :

lim

𝑥→ 0

2

Mi avvicino a zero da parti più piccole di quel valore, perciò 0

Osservazioni:

1

0

1

0

Esempio 4 :

lim

𝑥→ 0

= 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒, 𝑚𝑎 𝑠𝑒 lim

𝑥→ 0

= +∞ 𝑒 lim

𝑥→ 0

(-) Limiti destro e sinistro (-)

Sia 𝑓: 𝐴 → 𝑅, 𝑥 0

Si dice che lim

𝑥→𝑥

0

= 𝐿 se ∀ 𝐼(𝐿) esiste un intorno destro 𝐼

0

tale che 𝑓(𝑥) ∈ 𝐼(𝐿)

Si dice che lim

𝑥→𝑥

0

𝑓(𝑥) = 𝐿 se ∀ 𝐼(𝐿) esiste un intorno sinistro 𝐼

0

) tale che 𝑓(𝑥) ∈ 𝐼(𝐿)

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

Esempio:

lim

𝑥→ 0

→ lim

𝑥→ 0

lim

𝑥→ 0

𝑓(𝑥) → lim

𝑥→ 0

Osservazione:

lim

𝑥→𝑥 0

lim

𝑥→𝑥

0

lim

𝑥→𝑥

0

(-) Teorema di permanenza del segno (-)

Sia 𝑓: 𝐴 → 𝑅 𝑥 0

  • Se lim

𝑥→𝑥 0

𝑓(𝑥) = 𝐿 > 0 allora esiste un intorno di 𝐼(𝑥

0

) tale che 𝑓(𝑥) > 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼(𝑥

0

0

  • Se lim

𝑥→𝑥 0

𝑓(𝑥) = 𝐿 < 0 allora esiste un intorno di 𝐼(𝑥

0

) tale che 𝑓(𝑥) < 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼(𝑥

0

0

Esempio:

lim

𝑥→ 0

→ lim

𝑥→ 0

Come 𝐼

prendo (− 1 , + 1 ) allora: 𝑓

Osservazione:

se lim

𝑥→𝑥

0

𝑓(𝑥) = 0 non posso dire nulla sul segno di 𝑓 vicino a 𝑥

0

. Infatti, considero due esempi:

2

→ lim

𝑥→ 0

𝑓(𝑥) = 0. In questo caso esiste 𝐼( 0 ) dove 𝑓(𝑥) > 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼( 0 ).

(-) Teorema del confronto (-)

Siano 𝑓: 𝐴 → 𝑅, 𝑔: 𝐴 → 𝑅, ℎ: 𝐴 → 𝑅, 𝑥 0

∈ 𝐴′. Se esiste un intorno in 𝑥

0

tale che:

0

0

  • lim

𝑥→𝑥

0

𝑓(𝑥) = lim

𝑥→𝑥

0

Allora:

lim

𝑥→𝑥

0

Osservazione:

se 𝑓 è limitata in un intorno 𝐼(𝑥 0

) (cioè ∃𝑀 > 0 |𝑓(𝑥)| ≤ 𝑀 ∀𝑥 ∈ 𝐼(𝑥

0

)) e lim

𝑥→𝑥 0

𝑔(𝑥) = 0 , allora:

lim

𝑥→ 0

Esempio:

lim

𝑥→+∞

= lim

𝑥→+∞

Osservo che:

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

(-) Simboli di Landau (-)

Esempio 1:

lim

𝑥→+∞

2

Come svolgo se ho forme indeterminate allora?

2

Quindi per 𝑥 → +∞ in 𝑥

2

  • 𝑥 conta di più 𝑥

2

, in altre parole, 𝑥 è trascurabile rispetto a 𝑥

2

quando 𝑥 → +∞.

Osservo che:

lim

𝑥→+∞

2

= lim

𝑥→+∞

2

Esempio 2:

lim

𝑥→+∞

→ lim

𝑥→+∞

Ma posso ragionare anche in un altro modo:

in 𝑥 + 1 , 1 è trascurabile rispetto ad 𝑥 se 𝑥 → +∞, quindi lim

𝑥→+∞

𝑥+ 1

2 𝑥

→ lim

𝑥→+∞

𝑥

2 𝑥

1

2

I simboli di Landau sono:

  • 𝑓 è asintotica a 𝑔 per 𝑥 → 𝑥

0

0

) quando lim

𝑥→𝑥 0

𝑓(𝑥)

𝑔(𝑥)

= 1 (𝑓 e 𝑔 hanno lo stesso comportamento

quando 𝑥 → 𝑥

0

  • 𝑓 è o-piccolo di 𝑔 per 𝑥 → 𝑥

0

0

) quando lim

𝑥→𝑥

0

𝑓(𝑥)

𝑔(𝑥)

= 0 (𝑓 è trascurabile rispetto a 𝑔,

quando 𝑥 → 𝑥

0

Osservazioni:

𝑚

𝑛

) per 𝑥 → +∞ quando 𝑚 < 𝑛, infatti lim

𝑥→+∞

𝑥

𝑚

𝑥

𝑛

→ lim

𝑥→+∞

𝑚−𝑛

𝑚

𝑛

per 𝑥 → 0 quando 𝑚 > 𝑛, infatti lim

𝑥→ 0

𝑥

𝑚

𝑥

𝑛

→ lim

𝑥→ 0

𝑚−𝑛

(-) Osservazione sui simboli di Landau (-)

(1) Se lim

𝑥→𝑥 0

𝑓(𝑥) = ±∞ e 𝑔 è limitata in un intorno di 𝑥

0

allora 𝑔 = 𝑜(𝑓).

Esempio:

lim

𝑥→+∞

𝑥 = +∞ il 𝑠𝑖𝑛𝑥 è limitata su tutto 𝑅 (in particolare in (𝑀, +∞))

lim

𝑥→𝑥 0

𝑠𝑖𝑛𝑥

𝑥

(2) 𝑓 = 𝑜( 1 ) per 𝑥 → 𝑥 0

⟺ lim

𝑥→𝑥 0

(3) Se 𝑓 = 𝑜(𝑔) per 𝑥 → 𝑥 0

⟹ 𝑓 = 𝑜(𝐿𝑔) per 𝑥 → 𝑥

0

con 𝐿 ≠ 0

Esempio:

3

3

= 𝑜(𝑥) per 𝑥 → 𝑥

0

3

7

3

𝑥) per 𝑥 → 𝑥

0

(infatti lim

𝑥→ 0

𝑥

3

7

3

𝑥

= lim

𝑥→ 0

3

7

2

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

(4) 𝑓~𝐿𝑔 per 𝑥 → 𝑥 0

⟺ 𝑓(𝑥) = 𝐿𝑔(𝑥) + 𝑜(𝑔(𝑥)) in un intorno di 𝑥

0

Esempio:

lim

𝑥→+∞

2 𝑥

3

− 3 𝑥

2

𝑥

3

So che 2 𝑥

3

2

3

3

2

3

3

lim

𝑥→+∞

3

2

3

→ lim

𝑥→+∞

3

2

(5) Se 𝑓 = 𝑜(𝑔) per 𝑥 → 𝑥 0

allora:

lim

𝑥→𝑥

0

𝑓(𝑥) + 𝑔(𝑥) = lim

𝑥→𝑥

0

Esempio:

lim

𝑥→+∞

𝑥

2

− 3 𝑥

7 𝑥− √

𝑥

Osservo che 3 𝑥 = 𝑜

2

e √

per 𝑥 → +∞

2

2

(6) Se 𝑓~𝑔 per 𝑥 → 𝑥 0

e lim

𝑥→𝑥

0

𝑔(𝑥) esiste, allora:

lim

𝑥→𝑥

0

𝑓(𝑥) = lim

𝑥→𝑥

0

(-) Limiti notevoli per 𝒙 → +∞ (-)

  1. lim

𝑥→+∞

𝑥

𝛼

𝑎

𝑥

= 0 𝑐𝑜𝑛 (𝑎 > 1 , 𝛼 > 0 ) a +∞ “cresce di più” 𝑎

𝑥

rispetto a 𝑥

𝛼

  1. lim

𝑥→+∞

( log 𝑎

𝑥

)

𝑏

𝑥

𝛼

(-) Gerarchia degli infiniti per 𝒙 → +∞ (-)

𝑥

o 3

𝑥

o 𝑒

𝑥

o 2 𝑥

𝛼

o 𝑥

3

o 𝑥

2

o √

log

𝑎

𝑏

Andando verso l’alto, le funzioni crescono più velocemente, perciò vanno a +∞ più velocemente.

Esempio:

lim

𝑥→+∞

𝑥

2

𝑥

→ lim

𝑥→+∞

𝑥

𝑥

Osservo che: − 5 𝑥

2

𝑥

) e 𝑙𝑜𝑔𝑥 = 𝑜( 3 𝑒

𝑥

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

(-) Teorema: sostituzione nel limite (-)

Sia lim

𝑥→𝑥 0

e sia 𝑔 definita in un intorno di 𝐿, tranne al più in 𝐿, tale che:

  • Se 𝐿 ∈ 𝑅, 𝑔 è continua in 𝐿 (lim

𝑥→𝐿

  • Se 𝐿 = ±∞, esiste lim

𝑡→𝐿

Allora:

lim

𝑥→𝑥

0

= lim

𝑡→𝐿

Chiamo 𝑓

= 𝑡 e osservo che lim

𝑥→𝑥 0

= 𝐿, cioè se 𝑥 → 𝑥

0

Osservazione:

Rileggo i limiti notevoli per 𝑥 → 0.

Sia 𝑓(𝑥) tale che lim

𝑥→𝑥

0

𝑓(𝑥) = 0 allora:

  • lim

𝑥→𝑥 0

sin(𝑓

( 𝑥

) )

𝑓(𝑥)

  • lim

𝑥→𝑥 0

log 𝑎

( 1 +𝑓(𝑥))

𝑓(𝑥)

= log

𝑎

  • lim

𝑥→𝑥 0

𝑎

𝑓

( 𝑥

)

− 1

𝑓(𝑥)

  • lim

𝑥→𝑥 0

( 1 +𝑓

( 𝑥

) )

𝛼

− 1

𝑓

( 𝑥

)

Esempio 1:

lim

𝑥→ 0

sin( √

3

→ lim

𝑥→ 0

3

→ lim

𝑥→ 0

1

2

1

3

→ lim

𝑥→ 0

1

6 = 0

Osservo che lim

𝑥→ 0

Esempio 2:

lim

𝑥→ 0

𝑠𝑖𝑛𝑥

log

4

2

→ lim

𝑥→ 0

(log

4

2

→ lim

𝑥→ 0

(log

4

2

→ lim

𝑥→ 0

(log

4

Osservo che lim

𝑥→ 0

𝑠𝑖𝑛𝑥

− 1 ~𝑠𝑖𝑛𝑥) e lim

𝑥→ 0

2

= 0 (log

4

2

Esempio 3 (con sostituzione):

lim

𝑥→ 0

Chiamo 𝑡 =

1

𝑥

, perciò se 𝑥 → 0

allora 𝑡 → +∞

lim

𝑡→+∞

∙ ln (

) → lim

𝑥→+∞

∙ ln(𝑡

− 1

) → lim

𝑥→+∞

(-) Classe di limiti speciali (-)

lim

𝑥→𝑥

0

[𝑓(𝑥)]

𝑔(𝑥)

Osservo che

[

)]

𝑔(𝑥)

ln[𝑓(𝑥)]

𝑔(𝑥)

𝑔(𝑥)∙ln(𝑓(𝑥))

Se so che il lim

𝑥→𝑥 0

𝑔(𝑥) ∙ ln(𝑓(𝑥)) = 𝐿 ∈ 𝑅

allora con la sostituzione 𝑡 = 𝑔(𝑥) ∙ ln(𝑓(𝑥)) ho:

lim

𝑥→𝑥 0

[

)]

𝑔(𝑥)

= lim

𝑥→𝑥 0

𝑔(𝑥)∙ln(𝑓(𝑥))

= lim

𝑡→𝐿

𝑡

𝐿

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

Esempio 1:

lim

𝑥→𝑜

1

𝑥 → lim

𝑥→𝑥 0

1

𝑥

∙𝑙𝑛𝑥

−∞

Osservo che: 𝑥

1

𝑥 = 𝑒

ln(𝑥

1

𝑥 )

1

𝑥

𝑙𝑛𝑥

Osservo che: lim

𝑥→ 0

𝑙𝑛𝑥

𝑥

0

Esempio 2:

lim

𝑥→+∞

𝑥

= lim

𝑥→+∞

𝑥𝑙𝑛𝑥

+∞

Osservo che: 𝑥

𝑥

ln

( 𝑥

𝑥

)

(-) Asintoti obliqui (-)

Sappiamo già che se lim

𝑥→±∞

𝑓(𝑥) = 𝛼 voleva dire che 𝑦 = 𝛼 asintoto orizzontale.

Sia lim

𝑥→+∞

𝑓(𝑥) = ±∞ posso chiedermi se esiste una retta (obliqua) di equazione 𝑦 = 𝑚𝑥 + 𝑞 tale che il grafico di 𝑓 si

avvicini indefinitivamente a 𝑦 = 𝑚𝑥 + 𝑞 quando 𝑥 → +∞.

In altri termini questo vuol dire che 𝑓

~𝑚𝑥 + 𝑞 quando 𝑥 → +∞, cioè che:

𝑓(𝑥) = 𝑚𝑥 + 𝑞 + 𝑜( 1 ) se 𝑥 → +∞

Quando esiste 𝑦 = 𝑚𝑥 + 𝑞 tale che 𝑓(𝑥) = 𝑚𝑥 + 𝑞 + 𝑜( 1 )?

Si dimostra che la retta 𝑦 = 𝑚𝑥 + 𝑞 con la proprietà desiderata esiste se esistono finiti i limiti:

  • lim

𝑥→+∞

𝑓(𝑥)

𝑥

  • lim

𝑥→+∞

[

]

Quindi ho anche trovato l’equazione 𝑦 = 𝑚𝑥 + 𝑞 dell’ asintoto obliquo per 𝑥 → +∞.

“Tutto questo procedimento vale anche se metto −∞”

Esempio:

2

Il dominio è (−∞,

1

2

1

2

lim

𝑥→+∞

2

Può esistere un asintoto obliquo quindi:

𝑚 = lim

𝑥→+∞

2

→ lim

𝑥→+∞

2

2

→ lim

𝑥→+∞

2

2

𝑞 = lim

𝑥→+∞

[

2

𝑥] → lim

𝑥→+∞

2

2

→ lim

𝑥→+∞

L’asintoto obliquo di questa funzione per 𝑥 → +∞:

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

(-) Teorema degli zeri (-)

Sia 𝑓 continua nell’intervallo chiuso e limitato [𝑎, 𝑏]. Se 𝑓 assume valori di segno opposto agli estremi dell’intervallo,

ossia se 𝑓(𝑎) ∙ 𝑓(𝑏) < 0 , allora esiste almeno un punto 𝑐 ∈ (𝑎, 𝑏) in cui 𝑓(𝑐) = 0. Se 𝑓 è crescente (decrescente) il

punto 𝑐 è unico.

Sia 𝐼 ⊆ 𝑅 un intervallo. Sappiamo che una funzione 𝑓: 𝐼 → 𝑅 iniettiva risulta invertibile sul suo codominio 𝑓

Condizione sufficiente, ma non necessaria, per l’iniettività è la monotonia di 𝑓 in 𝐼 (𝑓 crescente o decrescente in 𝐼). Per

le funzioni continue in intervalli vale il seguente risultato:

Teorema di invertibilità per funzioni continue : Data una funzione continua, la funzione è invertibile sul suo codominio

se e solo se è monotona. La funzione inversa è anch’essa continua e monotona dello stesso tipo.

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

Calcolo differenziale (Seconda parte – Modulo B)

(1) Rapporto incrementale e derivata (1)

(-) Rapporto incrementale (-)

0

0

𝑓: 𝐼 → 𝑅 considero il rapporto:

0

0

0

0

0

0

0

0

Quest’ultima è la variazione dei valori di 𝑓 quando 𝑥 passa da 𝑥 0

a 𝑥

0

Rapporto incrementale di 𝑓 relativo a 𝑥 0

e all’incremento ℎ.

0

0

0

0

0

∆𝑓(𝑥 0

,ℎ)

∆𝑥

( 𝑥 0

,ℎ

)

è il coefficiente angolare della corda che unisce 𝑃

0

a 𝑃

Vado a considerare:

lim

ℎ→ 0

0

0

Considerazioni su questo limite:

  • Se questo limite esiste finito, si chiama derivata di 𝑓 in 𝑥

0

ed usiamo questa notazione: 𝑓

0

Osservazione: 𝑓 derivabile in 𝑥 0

(in 𝑥

0

esiste 𝑓

0

) allora 𝑓

0

è il coefficiente angolare della retta tangente al grafico

di 𝑓 in 𝑃 0

0

0

Esempio 1:

2

0

( 2 ) = lim

𝑥→ 0

→ lim

𝑥→ 0

2

2

→ lim

𝑥→ 0

2

→ lim

𝑥→ 0

Esempio 2:

0

= lim

ℎ→ 0

→ lim

ℎ→ 0

→ lim

ℎ→ 0

→ lim

ℎ→ 0

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

Esempio 2:

𝑓(𝑥) = |𝑥| e 𝑥 0

lim

ℎ→ 0

→ lim

ℎ→ 0

Se il lim

ℎ→ 0

𝑓(𝑥

0

+ℎ)−𝑓(𝑥

0

)

0

) derivata destra di 𝑓 in 𝑥

0

Se il lim

ℎ→ 0

𝑓

( 𝑥 0

+ℎ

) −𝑓

( 𝑥 0

)

0

) derivata sinistra di 𝑓 in 𝑥

0

Se esistono entrambi finiti si dice che 𝑥 0

è un punto angoloso.

Esempio 3:

2

3

e 𝑥

0

lim

ℎ→ 0

→ lim

ℎ→ 0

2

3

→ lim

ℎ→ 0

3

lim

ℎ→ 0

3

lim

ℎ→ 0

3

Se il lim

ℎ→ 0

𝑓(𝑥

0

+ℎ)−𝑓(𝑥

0

)

= +∞ e lim

ℎ→ 0

𝑓(𝑥

0

+ℎ)−𝑓(𝑥

0

)

= −∞, allora 𝑥

0

è un punto di cuspide.

Esempio 4:

lim

ℎ→ 0

→ lim

ℎ→ 0

→ lim

ℎ→ 0

sin (

Se almeno uno dei due limiti: lim

ℎ→ 0

𝑓

( 𝑥 0

+ℎ

) −𝑓

( 𝑥 0

)

o lim

ℎ→ 0

𝑓

( 𝑥 0

+ℎ

) −𝑓

( 𝑥 0

)

non esistono, 𝑓 non è derivabile.

Osservazione: sia 𝑓: [𝑎; 𝑏] → 𝑅. In 𝑥 = 𝑎 posso parlare solo di derivata destra in 𝑎 (𝑓

(𝑎)) ed in 𝑥 = 𝑏 posso parlare solo

di derivata sinistra in 𝑏 (𝑓 −

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

(5) La funzione derivata (5)

(-) Derivata (-)

Una funzione 𝑓 è derivabile in un intervallo 𝐼 = (𝑎, 𝑏) se risulta derivabile in tutti i punti di tale intervallo. In questo caso

risulta definita una funzione che associa ad ogni punto di 𝐼 il valore della derivata di 𝑓 in quel punto:

Tale funzione viene detta funzione derivata.

(-) Derivate delle funzioni elementari (-)

𝛼

𝛼− 1

𝑥

𝑥

∙ ln 𝑎

𝑥

𝑥

log

𝑎

∙ log

𝑎

ln 𝑥

(-) Operazioni aritmetiche e derivazione (-)

2. 𝐷[𝑓(𝑥) ± 𝑔(𝑥)] = 𝐷𝑓(𝑥) ± 𝐷𝑔(𝑥)

3. 𝐷[𝑓(𝑥) ∙ 𝑔(𝑥)] = 𝐷𝑓(𝑥) ∙ 𝑔(𝑥) + 𝑓(𝑥) ∙ 𝐷𝑔(𝑥)

4. 𝐷 [

𝑓(𝑥)

𝑔

( 𝑥

)

] =

𝐷𝑓(𝑥)∙𝑔(𝑥)−𝑓(𝑥)∙𝐷𝑔(𝑥)

𝑔

( 𝑥

)

2

Esempio 1:

𝟑

1

3

)

2

3 → 𝑓

2

3

Esempio 2:

𝟑

𝟑

𝒙

∙ log

3

2

𝑥

3

𝑥

log

3

𝑥

2

3

Esempio 3:

𝒙

𝑥

𝑥

𝑥

Esempio 4:

3

2

∙ [

1

2 ∙ 𝑙𝑛𝑥 − 𝑥

3

2 ∙

2

] → 𝑓

ln

2

Esempio 5 (goniometrica):

cos

2

cos

2

𝑥 + sin

2

cos

2

cos

2

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

(-) Derivate di ordine superiore (-)

Sia 𝑓 una funzione derivabile in un intervallo aperto 𝐼. Se la funzione derivata 𝑓′ risulta a sua volta derivabile in 𝐼, si può

definire la funzione derivata seconda :

′′

Posso dunque fare la derivata prima (𝑓

(𝑥)), la derivata seconda (𝑓

′′

(𝑥)) e avanti così.

Esempio:

𝑥

3

2

𝑥

2

′′

𝑥

′′′

𝑥

′′′′

𝑥

( 6 ) Teorema di Lagrange e Corollari ( 6 )

(-) Teorema di Lagrange (-)

Sia 𝑓: [𝑎, 𝑏] → 𝑅

Se:

  • 𝑓 è continua in [𝑎, 𝑏]
  • 𝑓 è derivabile in (𝑎, 𝑏)

Allora esiste almeno un punto 𝑐 ∈ (𝑎, 𝑏) tale che:

Significato geometrico del teorema di Lagrange :

𝑓

( 𝑏

) −𝑓(𝑎)

𝑏−𝑎

𝐴𝐵

=coefficiente angolare della corda che

unisce 𝐴 e 𝐵.

(𝑐) = coefficiente angolare della retta tangente al

grafico di 𝑓 in (𝑐, 𝑓(𝑐)).

Il teorema di Lagrange, infatti dice che esiste almeno un

punto 𝑐 ∈ (𝑎, 𝑏) dove la tangente al grafico di 𝑓 è parallela

ad 𝐴𝐵.

Esempio:

2

𝑖𝑛 [ 0 , 1 ]

𝑓 è continua in [ 0 , 1 ] e derivabile in ( 0 , 1 ), cerco il punto 𝑐 ∈ ( 0 , 1 ) la cui esistenza è garantita dal teorema di Lagrange,

cioè cerco 𝑐 tale che:

Ma 𝑓

= 2 𝑥, quindi:

2

2

(-) Corollario 1: Test di monotonia (-)

𝐼 intervallo aperto; 𝑓: 𝐼 → 𝑅, derivabile in 𝐼:

  1. Se 𝑓

≥ 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼 → 𝑓 è non decrescente in 𝐼;

  1. Se 𝑓

≤ 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼 → 𝑓 è non crescente in 𝐼;

  1. Se 𝑓

(𝑥) > 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼 → 𝑓 è crescente in 𝐼;

  1. Se 𝑓

(𝑥) < 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼 → 𝑓 è decrescente in 𝐼;

Osservazione: Il test di monotonia vale solo per intervalli. Infatti, si consideri 𝑓(𝑥) =

1

𝑥

in 𝐴 = −∞, 0 ) ∪ ( 0 , +∞).

1

𝑥

2

< 0 ma 𝑓 non è decrescente in 𝐴. Se mi restringo a 𝐼 =

𝑓 è decrescente e vale il test di monotonia.

Appunti per Cattolici

Università Cattolica del Sacro Cuore

(-) Corollario 2: Caratterizzazione funzioni costanti (-)

𝐼 intervallo aperto; 𝑓: 𝐼 → 𝑅 derivabile in 𝐼.

𝑓 è costante in 𝐼 ⟺ 𝑓

Osservazione: il Corollario 2 vale solo per intervalli, infatti:

𝑓 non è costante in (− 1 , 0 ) ∪ ( 1 , 2 ), ma 𝑓

(-) Corollario 3: Teorema del limite della derivata (-)

Sia 𝑥 0

punto interno ad 𝐼 intervallo. Sia 𝑓: 𝐼 → 𝑅:

  1. Continua in 𝐼
  2. Derivabile in 𝐼 − {𝑥

0

Se lim

𝑥→𝑥 0

(𝑥) esiste finito, allora 𝑓 è derivabile in 𝑥

0

0

) = lim

𝑥→𝑥 0

Osservazione: sotto le ipotesi del corollario 3, se 𝑓 è continua in 𝐼 e derivabile in 𝐼 − {𝑥 0

} e lim

𝑥→𝑥

0

𝑓′(𝑥) non esiste non

posso garantire che 𝑓 non sia derivabile; infatti:

Esempio:

2

∙ sin

𝑓 è continua in 𝐼.

= 2 𝑥 ∙ sin

2

∙ cos (

2

lim

𝑥→ 0

(𝑥) = lim

𝑥→ 0

( 2 𝑥 ∙ sin (

) + cos (

Ma 𝑓 è derivabile in 𝑥 = 0 ; infatti, lim

ℎ→ 0

𝑓( 0 +ℎ)−𝑓( 0 )

→ lim

ℎ→ 0

2

∙sin(

1

)− 0

→ lim

ℎ→ 0

2

∙sin(

1

)

→ lim

ℎ→ 0

ℎ ∙ sin (

1