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Appunti del secondo parziale di matematica generale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Appunti completi per la preparazione all’esame del primo parziale. Consulta il nostro profilo per ottenere gli appunti del primo parziale o gli appunti dell’esame intero. Buono studio da parte di *Appunti per Cattolici*
Tipologia: Appunti
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∗
………………….…………….…………….…………………………..…………….…………….………………………………Pag 3
(-) Funzioni convergenti, divergenti e indeterminate (-)
Sia 𝑓: 𝐴 → 𝑅, 𝑥 0
′
Se lim
𝑥→𝑥
0
Si dice 𝑓 converge a 𝐿 per 𝑥 → 𝑥 0
0
∈ 𝐴 (quindi posso calcolare 𝑓(𝑥):
a. Il limite 𝐿 = 𝑓
0
→ è continua in 𝑥
0
b. Il limite 𝐿 ≠ 𝑓
0
→ è discontinua in 𝑥
0
0
= ±∞ allora 𝑓 ammette asintoti orizzontali di equazione 𝑦 = 𝐿 per 𝑥 → ±∞
Esempio 1:
lim
𝑥→−∞
𝑥
𝑦 = 0 è dunque asintoto orizzontale per 𝑥 → −∞ e non lo è per 𝑥 → +∞ ( lim
𝑥→+∞
𝑥
Esempio 2:
lim
𝑥→ 2
2
La funzione è definita in 2 quindi 𝑓 è continua in 𝑥 0
Esempio 3:
lim
𝑥→ 3
→ lim
𝑥→ 3
La funzione è discontinua in 𝑥 0
Se invece lim
𝑥→𝑥
0
𝑓(𝑥) = ±∞, significa che la funzione diverge per 𝑥 → ±∞. Se 𝑥
0
è un punto reale, 𝑓 ha un asintoto
verticale di equazione 𝑥 = 𝑥 0
Esempio 1 :
lim
𝑥→ 3
Esempio 2 :
lim
𝑥→−∞
𝑥
La funzione si avvicina a 0 da valori positivi e quindi posso dire che la funzione si avvicina a 0
lim
𝑥→𝑥 0
0
Quando ∀𝐼
esiste un intorno 𝐼
0
tal che 𝑓
0
tranne, al più 𝑥 ≠ 𝑥
0
Esempio 3 :
lim
𝑥→ 0
2
−
Mi avvicino a zero da parti più piccole di quel valore, perciò 0
−
Osservazioni:
1
0
−
1
0
Esempio 4 :
lim
𝑥→ 0
= 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒, 𝑚𝑎 𝑠𝑒 lim
𝑥→ 0
= +∞ 𝑒 lim
𝑥→ 0
−
(-) Limiti destro e sinistro (-)
Sia 𝑓: 𝐴 → 𝑅, 𝑥 0
Si dice che lim
𝑥→𝑥
0
= 𝐿 se ∀ 𝐼(𝐿) esiste un intorno destro 𝐼
0
tale che 𝑓(𝑥) ∈ 𝐼(𝐿)
Si dice che lim
𝑥→𝑥
0
−
𝑓(𝑥) = 𝐿 se ∀ 𝐼(𝐿) esiste un intorno sinistro 𝐼
−
0
) tale che 𝑓(𝑥) ∈ 𝐼(𝐿)
Esempio:
lim
𝑥→ 0
→ lim
𝑥→ 0
lim
𝑥→ 0
−
𝑓(𝑥) → lim
𝑥→ 0
−
−
Osservazione:
lim
𝑥→𝑥 0
lim
𝑥→𝑥
0
lim
𝑥→𝑥
0
−
(-) Teorema di permanenza del segno (-)
Sia 𝑓: 𝐴 → 𝑅 𝑥 0
′
𝑥→𝑥 0
𝑓(𝑥) = 𝐿 > 0 allora esiste un intorno di 𝐼(𝑥
0
) tale che 𝑓(𝑥) > 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼(𝑥
0
0
𝑥→𝑥 0
𝑓(𝑥) = 𝐿 < 0 allora esiste un intorno di 𝐼(𝑥
0
) tale che 𝑓(𝑥) < 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼(𝑥
0
0
Esempio:
lim
𝑥→ 0
→ lim
𝑥→ 0
Come 𝐼
prendo (− 1 , + 1 ) allora: 𝑓
Osservazione:
se lim
𝑥→𝑥
0
𝑓(𝑥) = 0 non posso dire nulla sul segno di 𝑓 vicino a 𝑥
0
. Infatti, considero due esempi:
2
→ lim
𝑥→ 0
𝑓(𝑥) = 0. In questo caso esiste 𝐼( 0 ) dove 𝑓(𝑥) > 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼( 0 ).
(-) Teorema del confronto (-)
Siano 𝑓: 𝐴 → 𝑅, 𝑔: 𝐴 → 𝑅, ℎ: 𝐴 → 𝑅, 𝑥 0
∈ 𝐴′. Se esiste un intorno in 𝑥
0
tale che:
0
0
𝑥→𝑥
0
𝑓(𝑥) = lim
𝑥→𝑥
0
Allora:
lim
𝑥→𝑥
0
Osservazione:
se 𝑓 è limitata in un intorno 𝐼(𝑥 0
) (cioè ∃𝑀 > 0 |𝑓(𝑥)| ≤ 𝑀 ∀𝑥 ∈ 𝐼(𝑥
0
)) e lim
𝑥→𝑥 0
𝑔(𝑥) = 0 , allora:
lim
𝑥→ 0
Esempio:
lim
𝑥→+∞
= lim
𝑥→+∞
Osservo che:
(-) Simboli di Landau (-)
Esempio 1:
lim
𝑥→+∞
2
Come svolgo se ho forme indeterminate allora?
2
Quindi per 𝑥 → +∞ in 𝑥
2
2
, in altre parole, 𝑥 è trascurabile rispetto a 𝑥
2
quando 𝑥 → +∞.
Osservo che:
lim
𝑥→+∞
2
= lim
𝑥→+∞
2
Esempio 2:
lim
𝑥→+∞
→ lim
𝑥→+∞
Ma posso ragionare anche in un altro modo:
in 𝑥 + 1 , 1 è trascurabile rispetto ad 𝑥 se 𝑥 → +∞, quindi lim
𝑥→+∞
𝑥+ 1
2 𝑥
→ lim
𝑥→+∞
𝑥
2 𝑥
1
2
I simboli di Landau sono:
0
0
) quando lim
𝑥→𝑥 0
𝑓(𝑥)
𝑔(𝑥)
= 1 (𝑓 e 𝑔 hanno lo stesso comportamento
quando 𝑥 → 𝑥
0
0
0
) quando lim
𝑥→𝑥
0
𝑓(𝑥)
𝑔(𝑥)
= 0 (𝑓 è trascurabile rispetto a 𝑔,
quando 𝑥 → 𝑥
0
Osservazioni:
𝑚
𝑛
) per 𝑥 → +∞ quando 𝑚 < 𝑛, infatti lim
𝑥→+∞
𝑥
𝑚
𝑥
𝑛
→ lim
𝑥→+∞
𝑚−𝑛
𝑚
𝑛
per 𝑥 → 0 quando 𝑚 > 𝑛, infatti lim
𝑥→ 0
𝑥
𝑚
𝑥
𝑛
→ lim
𝑥→ 0
𝑚−𝑛
(-) Osservazione sui simboli di Landau (-)
(1) Se lim
𝑥→𝑥 0
𝑓(𝑥) = ±∞ e 𝑔 è limitata in un intorno di 𝑥
0
allora 𝑔 = 𝑜(𝑓).
Esempio:
lim
𝑥→+∞
𝑥 = +∞ il 𝑠𝑖𝑛𝑥 è limitata su tutto 𝑅 (in particolare in (𝑀, +∞))
lim
𝑥→𝑥 0
𝑠𝑖𝑛𝑥
𝑥
(2) 𝑓 = 𝑜( 1 ) per 𝑥 → 𝑥 0
⟺ lim
𝑥→𝑥 0
(3) Se 𝑓 = 𝑜(𝑔) per 𝑥 → 𝑥 0
⟹ 𝑓 = 𝑜(𝐿𝑔) per 𝑥 → 𝑥
0
con 𝐿 ≠ 0
Esempio:
3
3
= 𝑜(𝑥) per 𝑥 → 𝑥
0
3
7
3
𝑥) per 𝑥 → 𝑥
0
(infatti lim
𝑥→ 0
𝑥
3
7
3
𝑥
= lim
𝑥→ 0
3
7
2
(4) 𝑓~𝐿𝑔 per 𝑥 → 𝑥 0
⟺ 𝑓(𝑥) = 𝐿𝑔(𝑥) + 𝑜(𝑔(𝑥)) in un intorno di 𝑥
0
Esempio:
lim
𝑥→+∞
2 𝑥
3
− 3 𝑥
2
𝑥
3
So che 2 𝑥
3
2
3
3
2
3
3
lim
𝑥→+∞
3
2
3
→ lim
𝑥→+∞
3
2
(5) Se 𝑓 = 𝑜(𝑔) per 𝑥 → 𝑥 0
allora:
lim
𝑥→𝑥
0
𝑓(𝑥) + 𝑔(𝑥) = lim
𝑥→𝑥
0
Esempio:
lim
𝑥→+∞
𝑥
2
− 3 𝑥
7 𝑥− √
𝑥
Osservo che 3 𝑥 = 𝑜
2
e √
per 𝑥 → +∞
2
2
(6) Se 𝑓~𝑔 per 𝑥 → 𝑥 0
e lim
𝑥→𝑥
0
𝑔(𝑥) esiste, allora:
lim
𝑥→𝑥
0
𝑓(𝑥) = lim
𝑥→𝑥
0
(-) Limiti notevoli per 𝒙 → +∞ (-)
𝑥→+∞
𝑥
𝛼
𝑎
𝑥
= 0 𝑐𝑜𝑛 (𝑎 > 1 , 𝛼 > 0 ) a +∞ “cresce di più” 𝑎
𝑥
rispetto a 𝑥
𝛼
𝑥→+∞
( log 𝑎
𝑥
)
𝑏
𝑥
𝛼
(-) Gerarchia degli infiniti per 𝒙 → +∞ (-)
𝑥
o 3
𝑥
o 𝑒
𝑥
o 2 𝑥
𝛼
o 𝑥
3
o 𝑥
2
o √
log
𝑎
𝑏
Andando verso l’alto, le funzioni crescono più velocemente, perciò vanno a +∞ più velocemente.
Esempio:
lim
𝑥→+∞
𝑥
2
𝑥
→ lim
𝑥→+∞
𝑥
𝑥
Osservo che: − 5 𝑥
2
𝑥
) e 𝑙𝑜𝑔𝑥 = 𝑜( 3 𝑒
𝑥
(-) Teorema: sostituzione nel limite (-)
Sia lim
𝑥→𝑥 0
∗
e sia 𝑔 definita in un intorno di 𝐿, tranne al più in 𝐿, tale che:
𝑥→𝐿
𝑡→𝐿
Allora:
lim
𝑥→𝑥
0
= lim
𝑡→𝐿
Chiamo 𝑓
= 𝑡 e osservo che lim
𝑥→𝑥 0
= 𝐿, cioè se 𝑥 → 𝑥
0
Osservazione:
Rileggo i limiti notevoli per 𝑥 → 0.
Sia 𝑓(𝑥) tale che lim
𝑥→𝑥
0
𝑓(𝑥) = 0 allora:
𝑥→𝑥 0
sin(𝑓
( 𝑥
) )
𝑓(𝑥)
𝑥→𝑥 0
log 𝑎
( 1 +𝑓(𝑥))
𝑓(𝑥)
= log
𝑎
𝑥→𝑥 0
𝑎
𝑓
( 𝑥
)
− 1
𝑓(𝑥)
𝑥→𝑥 0
( 1 +𝑓
( 𝑥
) )
𝛼
− 1
𝑓
( 𝑥
)
Esempio 1:
lim
𝑥→ 0
sin( √
3
→ lim
𝑥→ 0
3
→ lim
𝑥→ 0
1
2
1
3
→ lim
𝑥→ 0
1
6 = 0
Osservo che lim
𝑥→ 0
Esempio 2:
lim
𝑥→ 0
𝑠𝑖𝑛𝑥
log
4
2
→ lim
𝑥→ 0
(log
4
2
→ lim
𝑥→ 0
(log
4
2
→ lim
𝑥→ 0
(log
4
Osservo che lim
𝑥→ 0
𝑠𝑖𝑛𝑥
− 1 ~𝑠𝑖𝑛𝑥) e lim
𝑥→ 0
2
= 0 (log
4
2
Esempio 3 (con sostituzione):
lim
𝑥→ 0
Chiamo 𝑡 =
1
𝑥
, perciò se 𝑥 → 0
allora 𝑡 → +∞
lim
𝑡→+∞
∙ ln (
) → lim
𝑥→+∞
∙ ln(𝑡
− 1
) → lim
𝑥→+∞
(-) Classe di limiti speciali (-)
lim
𝑥→𝑥
0
𝑔(𝑥)
Osservo che
𝑔(𝑥)
ln[𝑓(𝑥)]
𝑔(𝑥)
𝑔(𝑥)∙ln(𝑓(𝑥))
Se so che il lim
𝑥→𝑥 0
𝑔(𝑥) ∙ ln(𝑓(𝑥)) = 𝐿 ∈ 𝑅
∗
allora con la sostituzione 𝑡 = 𝑔(𝑥) ∙ ln(𝑓(𝑥)) ho:
lim
𝑥→𝑥 0
𝑔(𝑥)
= lim
𝑥→𝑥 0
𝑔(𝑥)∙ln(𝑓(𝑥))
= lim
𝑡→𝐿
𝑡
𝐿
Esempio 1:
lim
𝑥→𝑜
1
𝑥 → lim
𝑥→𝑥 0
1
𝑥
∙𝑙𝑛𝑥
−∞
Osservo che: 𝑥
1
𝑥 = 𝑒
ln(𝑥
1
𝑥 )
1
𝑥
𝑙𝑛𝑥
Osservo che: lim
𝑥→ 0
𝑙𝑛𝑥
𝑥
∞
0
Esempio 2:
lim
𝑥→+∞
𝑥
= lim
𝑥→+∞
𝑥𝑙𝑛𝑥
+∞
Osservo che: 𝑥
𝑥
ln
( 𝑥
𝑥
)
(-) Asintoti obliqui (-)
Sappiamo già che se lim
𝑥→±∞
𝑓(𝑥) = 𝛼 voleva dire che 𝑦 = 𝛼 asintoto orizzontale.
Sia lim
𝑥→+∞
𝑓(𝑥) = ±∞ posso chiedermi se esiste una retta (obliqua) di equazione 𝑦 = 𝑚𝑥 + 𝑞 tale che il grafico di 𝑓 si
avvicini indefinitivamente a 𝑦 = 𝑚𝑥 + 𝑞 quando 𝑥 → +∞.
In altri termini questo vuol dire che 𝑓
~𝑚𝑥 + 𝑞 quando 𝑥 → +∞, cioè che:
𝑓(𝑥) = 𝑚𝑥 + 𝑞 + 𝑜( 1 ) se 𝑥 → +∞
Quando esiste 𝑦 = 𝑚𝑥 + 𝑞 tale che 𝑓(𝑥) = 𝑚𝑥 + 𝑞 + 𝑜( 1 )?
Si dimostra che la retta 𝑦 = 𝑚𝑥 + 𝑞 con la proprietà desiderata esiste se esistono finiti i limiti:
𝑥→+∞
𝑓(𝑥)
𝑥
𝑥→+∞
Quindi ho anche trovato l’equazione 𝑦 = 𝑚𝑥 + 𝑞 dell’ asintoto obliquo per 𝑥 → +∞.
“Tutto questo procedimento vale anche se metto −∞”
Esempio:
2
Il dominio è (−∞,
1
2
1
2
lim
𝑥→+∞
2
Può esistere un asintoto obliquo quindi:
𝑚 = lim
𝑥→+∞
2
→ lim
𝑥→+∞
2
2
→ lim
𝑥→+∞
2
2
𝑞 = lim
𝑥→+∞
2
𝑥] → lim
𝑥→+∞
2
2
→ lim
𝑥→+∞
L’asintoto obliquo di questa funzione per 𝑥 → +∞:
(-) Teorema degli zeri (-)
Sia 𝑓 continua nell’intervallo chiuso e limitato [𝑎, 𝑏]. Se 𝑓 assume valori di segno opposto agli estremi dell’intervallo,
ossia se 𝑓(𝑎) ∙ 𝑓(𝑏) < 0 , allora esiste almeno un punto 𝑐 ∈ (𝑎, 𝑏) in cui 𝑓(𝑐) = 0. Se 𝑓 è crescente (decrescente) il
punto 𝑐 è unico.
Sia 𝐼 ⊆ 𝑅 un intervallo. Sappiamo che una funzione 𝑓: 𝐼 → 𝑅 iniettiva risulta invertibile sul suo codominio 𝑓
Condizione sufficiente, ma non necessaria, per l’iniettività è la monotonia di 𝑓 in 𝐼 (𝑓 crescente o decrescente in 𝐼). Per
le funzioni continue in intervalli vale il seguente risultato:
Teorema di invertibilità per funzioni continue : Data una funzione continua, la funzione è invertibile sul suo codominio
se e solo se è monotona. La funzione inversa è anch’essa continua e monotona dello stesso tipo.
(-) Rapporto incrementale (-)
0
0
𝑓: 𝐼 → 𝑅 considero il rapporto:
0
0
0
0
0
0
0
0
Quest’ultima è la variazione dei valori di 𝑓 quando 𝑥 passa da 𝑥 0
a 𝑥
0
Rapporto incrementale di 𝑓 relativo a 𝑥 0
e all’incremento ℎ.
0
0
0
ℎ
0
0
∆𝑓(𝑥 0
,ℎ)
∆𝑥
( 𝑥 0
,ℎ
)
è il coefficiente angolare della corda che unisce 𝑃
0
a 𝑃
ℎ
Vado a considerare:
lim
ℎ→ 0
0
0
Considerazioni su questo limite:
0
ed usiamo questa notazione: 𝑓
′
0
Osservazione: 𝑓 derivabile in 𝑥 0
(in 𝑥
0
esiste 𝑓
′
0
) allora 𝑓
′
0
è il coefficiente angolare della retta tangente al grafico
di 𝑓 in 𝑃 0
0
0
Esempio 1:
2
0
′
( 2 ) = lim
𝑥→ 0
→ lim
𝑥→ 0
2
2
→ lim
𝑥→ 0
2
→ lim
𝑥→ 0
′
Esempio 2:
0
= lim
ℎ→ 0
→ lim
ℎ→ 0
→ lim
ℎ→ 0
→ lim
ℎ→ 0
Esempio 2:
𝑓(𝑥) = |𝑥| e 𝑥 0
lim
ℎ→ 0
→ lim
ℎ→ 0
Se il lim
ℎ→ 0
𝑓(𝑥
0
+ℎ)−𝑓(𝑥
0
)
ℎ
′
0
) derivata destra di 𝑓 in 𝑥
0
Se il lim
ℎ→ 0
−
𝑓
( 𝑥 0
+ℎ
) −𝑓
( 𝑥 0
)
ℎ
−
′
0
) derivata sinistra di 𝑓 in 𝑥
0
Se esistono entrambi finiti si dice che 𝑥 0
è un punto angoloso.
Esempio 3:
2
3
e 𝑥
0
lim
ℎ→ 0
→ lim
ℎ→ 0
2
3
→ lim
ℎ→ 0
3
lim
ℎ→ 0
3
lim
ℎ→ 0
−
3
Se il lim
ℎ→ 0
𝑓(𝑥
0
+ℎ)−𝑓(𝑥
0
)
ℎ
= +∞ e lim
ℎ→ 0
−
𝑓(𝑥
0
+ℎ)−𝑓(𝑥
0
)
ℎ
= −∞, allora 𝑥
0
è un punto di cuspide.
Esempio 4:
lim
ℎ→ 0
→ lim
ℎ→ 0
→ lim
ℎ→ 0
sin (
Se almeno uno dei due limiti: lim
ℎ→ 0
𝑓
( 𝑥 0
+ℎ
) −𝑓
( 𝑥 0
)
ℎ
o lim
ℎ→ 0
−
𝑓
( 𝑥 0
+ℎ
) −𝑓
( 𝑥 0
)
ℎ
non esistono, 𝑓 non è derivabile.
Osservazione: sia 𝑓: [𝑎; 𝑏] → 𝑅. In 𝑥 = 𝑎 posso parlare solo di derivata destra in 𝑎 (𝑓
′
(𝑎)) ed in 𝑥 = 𝑏 posso parlare solo
di derivata sinistra in 𝑏 (𝑓 −
′
(-) Derivata (-)
Una funzione 𝑓 è derivabile in un intervallo 𝐼 = (𝑎, 𝑏) se risulta derivabile in tutti i punti di tale intervallo. In questo caso
risulta definita una funzione che associa ad ogni punto di 𝐼 il valore della derivata di 𝑓 in quel punto:
Tale funzione viene detta funzione derivata.
(-) Derivate delle funzioni elementari (-)
′
𝛼
𝛼− 1
𝑥
𝑥
∙ ln 𝑎
𝑥
𝑥
log
𝑎
∙ log
𝑎
ln 𝑥
(-) Operazioni aritmetiche e derivazione (-)
𝑓(𝑥)
𝑔
( 𝑥
)
𝐷𝑓(𝑥)∙𝑔(𝑥)−𝑓(𝑥)∙𝐷𝑔(𝑥)
𝑔
( 𝑥
)
2
Esempio 1:
𝟑
′
1
3
)
′
−
2
3 → 𝑓
′
2
3
Esempio 2:
𝟑
𝟑
𝒙
′
∙ log
3
2
𝑥
3
𝑥
′
log
3
𝑥
2
3
Esempio 3:
𝒙
′
𝑥
𝑥
′
𝑥
Esempio 4:
3
2
′
1
2 ∙ 𝑙𝑛𝑥 − 𝑥
3
2 ∙
2
′
ln
2
Esempio 5 (goniometrica):
′
cos
2
′
cos
2
𝑥 + sin
2
cos
2
′
cos
2
(-) Derivate di ordine superiore (-)
Sia 𝑓 una funzione derivabile in un intervallo aperto 𝐼. Se la funzione derivata 𝑓′ risulta a sua volta derivabile in 𝐼, si può
definire la funzione derivata seconda :
′
′′
Posso dunque fare la derivata prima (𝑓
′
(𝑥)), la derivata seconda (𝑓
′′
(𝑥)) e avanti così.
Esempio:
𝑥
3
2
′
𝑥
2
′′
𝑥
′′′
𝑥
′′′′
𝑥
(-) Teorema di Lagrange (-)
Sia 𝑓: [𝑎, 𝑏] → 𝑅
Se:
Allora esiste almeno un punto 𝑐 ∈ (𝑎, 𝑏) tale che:
′
Significato geometrico del teorema di Lagrange :
𝑓
( 𝑏
) −𝑓(𝑎)
𝑏−𝑎
𝐴𝐵
=coefficiente angolare della corda che
unisce 𝐴 e 𝐵.
′
(𝑐) = coefficiente angolare della retta tangente al
grafico di 𝑓 in (𝑐, 𝑓(𝑐)).
Il teorema di Lagrange, infatti dice che esiste almeno un
punto 𝑐 ∈ (𝑎, 𝑏) dove la tangente al grafico di 𝑓 è parallela
ad 𝐴𝐵.
Esempio:
2
𝑓 è continua in [ 0 , 1 ] e derivabile in ( 0 , 1 ), cerco il punto 𝑐 ∈ ( 0 , 1 ) la cui esistenza è garantita dal teorema di Lagrange,
cioè cerco 𝑐 tale che:
′
Ma 𝑓
′
= 2 𝑥, quindi:
2
2
(-) Corollario 1: Test di monotonia (-)
𝐼 intervallo aperto; 𝑓: 𝐼 → 𝑅, derivabile in 𝐼:
′
≥ 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼 → 𝑓 è non decrescente in 𝐼;
′
≤ 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼 → 𝑓 è non crescente in 𝐼;
′
(𝑥) > 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼 → 𝑓 è crescente in 𝐼;
′
(𝑥) < 0 ∀𝑥 ∈ 𝐼 → 𝑓 è decrescente in 𝐼;
Osservazione: Il test di monotonia vale solo per intervalli. Infatti, si consideri 𝑓(𝑥) =
1
𝑥
in 𝐴 = −∞, 0 ) ∪ ( 0 , +∞).
′
1
𝑥
2
< 0 ma 𝑓 non è decrescente in 𝐴. Se mi restringo a 𝐼 =
𝑓 è decrescente e vale il test di monotonia.
(-) Corollario 2: Caratterizzazione funzioni costanti (-)
𝐼 intervallo aperto; 𝑓: 𝐼 → 𝑅 derivabile in 𝐼.
𝑓 è costante in 𝐼 ⟺ 𝑓
′
Osservazione: il Corollario 2 vale solo per intervalli, infatti:
𝑓 non è costante in (− 1 , 0 ) ∪ ( 1 , 2 ), ma 𝑓
′
(-) Corollario 3: Teorema del limite della derivata (-)
Sia 𝑥 0
punto interno ad 𝐼 intervallo. Sia 𝑓: 𝐼 → 𝑅:
0
Se lim
𝑥→𝑥 0
′
(𝑥) esiste finito, allora 𝑓 è derivabile in 𝑥
0
′
0
) = lim
𝑥→𝑥 0
Osservazione: sotto le ipotesi del corollario 3, se 𝑓 è continua in 𝐼 e derivabile in 𝐼 − {𝑥 0
} e lim
𝑥→𝑥
0
𝑓′(𝑥) non esiste non
posso garantire che 𝑓 non sia derivabile; infatti:
Esempio:
2
∙ sin
𝑓 è continua in 𝐼.
′
= 2 𝑥 ∙ sin
2
∙ cos (
2
lim
𝑥→ 0
′
(𝑥) = lim
𝑥→ 0
( 2 𝑥 ∙ sin (
) + cos (
Ma 𝑓 è derivabile in 𝑥 = 0 ; infatti, lim
ℎ→ 0
𝑓( 0 +ℎ)−𝑓( 0 )
ℎ
→ lim
ℎ→ 0
ℎ
2
∙sin(
1
ℎ
)− 0
ℎ
→ lim
ℎ→ 0
ℎ
2
∙sin(
1
ℎ
)
ℎ
→ lim
ℎ→ 0
ℎ ∙ sin (
1
ℎ
′