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riassunto delle lezioni, del testo di Luigi Balsamo e del testo della Del Bono
Tipologia: Sintesi del corso
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La prima definizione di bibliografia la identifica come un ELENCO DI LIBRI mentre nel linguaggio specialistico la definiamo come un ELENCO INDICALE DI RISORSE SECONDO UN ORDINE SISTEMATICO. Nei manuali la bibliografia è definita come un ELENCO DI TESTI O DOCUMENTI PER ESIGENZE SISTEMATICHE SECONDO UN CRITERIO COSTANTE. Quest’ultimo presuppone all’ORDINE ovvero afferma che la bibliografia produce delle sequenze di libri ordinate. Secondo alcuni la bibliografia presuppone la conoscenza delle opere di tutti i paesi a partire dalla nascita dei caratteri mobili di Gutenberg. Si inseriscono anche le risorse della prima rivoluzione digitale ovvero quelle digitalizzate e della seconda rivoluzione digitale ovvero quelle nate digitali. La bibliografia presuppone ricerca, elencazione e descrizione che permettono di realizzare gli strumenti bibliografici che prendono il nome di REPERTORI BIBLIOGRAFICI o BIBLIOGRAFIE e sono strumenti che facilitano il lavoro dell’intellettuale e registrano la memoria di una società. Quando facciamo riferimento alla lista di libri facciamo riferimento all’aspetto più superficiale, ma se andassimo a fondo ci chiederemmo se la bibliografia è una PRATICA o una SCIENZA. Da sempre viene considerata un’attività soprattutto quando applica dei criteri tecnici, ma la bibliografia presuppone una SCELTA in quanto quando si deve inserire un testo in un elenco si va ad interpretare il testo. Dunque, si tratta di una scelta e quindi una SCIENZA. Anche in Italia viene considerata una pratica e il concetto di scienza si sviluppa a partire dal XX secolo con Serrai e Caproni. Caproni definisce la bibliografia come ORDINE DELLA CONOSCENZA ATTRAVERSO L’ORDINE DEI LIBRI e la divide in LIBRO che presuppone pensare, studiare, comunicare e SISTEMA che presuppone delle attività per organizzare i fenomeni intellettuali. Il termine deriva dal latino BIBLIOGRAPHIA in cui BIBLION vuol dire libro e GRAPHEIN vuol dire scrivere, ma inteso nel senso di descrivere facendo riferimento all’attività di copiatura dei monaci del XII secolo. Oggi quando si parla di descrizione si fa riferimento a quell’attività che desume gli elementi identificativi di una pubblicazione in forma INDICALE quindi sottoforma di citazione o ENUMERATIVA quindi sottoforma di indice. Gli strumenti bibliografici hanno 3 livelli di descrizione: ESTERNA quando compaiono autore, titolo, luogo, edizione e anno INTERNA quando si fa riferimento al contenuto STORICA quando riflette la realtà storica in cui è stato prodotto
Quando parliamo di bibliografia a livello elementare intendiamo “l’uso e la compilazione di elenchi di libri” realizzati con criteri variabili e per finalità di studio o informazione. Se volessimo inquadrare il termine nelle sue coordinate spazio-temporali ci dovremmo chiedere: che cos’è la bibliografia? Cos’è stata fino ad oggi? Che funzioni ha svolto? Essa svolge una funzione istituzionale nell’ambito della diffusione della cultura e vede come protagonisti i librai. Essa sarà mediatrice tra produzione libraria e lettori. In più, i librai faranno emergere le caratteristiche economiche della disciplina inerenti al commercio librario. Il termine bibliografia nasce nel 1630 e si generalizza nell’800. Il termine non va collegato al suo uso in quanto anche prima della nascita del termine si soddisfavano le esigenze informative in forma scritta. Venivano utilizzati altri termini quali bibliotheca che metteva in relazione la produzione documentale e l’organizzazione delle informazioni. La bibliografia entra in crisi nel 900 sia per la nascita di nuovi supporti sia per la difficoltà di controllo della produzione in crescita. CAPITOLO 2 Il mondo dei libri cambia in base alle diverse caratteristiche del mercato che sono condizionate dai sistemi di comunicazione, dalle caratteristiche del materiale e dalle tecniche di produzione. Nel mondo antico il tutto era gestito da editori-librai che affiggevano fuori dalle tabernae degli avvisi con i libri di cui disponevano. Dunque, esisteva già un sistema di comunicazione orale e scritto mediato da editori-venditori e talvolta rafforzati dalla presenza dell’autore. I primi esempi di bibliografia furono quella di Galeno che mostrava le sue opere autentiche denunciando quelle attribuitegli falsamente e anche quella di Beda e san Girolamo che non avevano fini commerciali ma solo culturali. Nell’alto medioevo la situazione cambia a causa del crollo del mondo romano e dell’avvento del cristianesimo. Le officine librarie non esistevano più, ma tutto avveniva negli scriptoria monastici e vescovili. Cambia anche il mercato in quanto i vescovi e i monaci provvedevano a tutto autonomamente. In questo contesto è importante la figura di Richard De Bury, un vescovo che cercava di procurarsi testi di privati e di istituzioni religiose che visitava personalmente. Quando non riusciva ad andare se li faceva procurare pagando anche in anticipo. Egli si dota di una fitta rete di collaboratori e di artigiani per la cura dei testi. Incontra Francesco Petrarca che cerca di emularlo dotandosi anche lui di una fitta rete di collaboratori. Possiamo quindi parlare di INFORMAZIONE BIBLIOGRAFICA : da alcune lettere che Petrarca invia a Giovanni Anchiseo emergono due momenti: Egli chiede informazioni sull’esistenza di determinate opere scritte da determinati autori. Informazioni che ricava da citazioni o riferimenti. Si tratta di una conoscenza indiretta che prende il nome di NOTITIA REI LITTERARIAE e può elencare tutte le opere di un determinato autore o informare sull’esistenza di alcuni testi.
Dunque, diversi autori si interessano di discipline specifiche e si dedicano alla compilazione di questi repertori speciali, tra cui Giovanni Nevizzano si occupa di repertori in diritto civile e canonico, De Liuzzi si occupa di repertori di anatomia e Gesner fu il primo a compilare repertori di botanica e zoologia. Ci si trova però a confrontarsi con una moltitudine di libri, all’interno della quale è difficile orientarsi tanto che Nevizzano sostiene che non riesca mai a trovare i testi adatti alle proprie esigenze. È per questo che si pensa di dotarsi di strumenti nuovi che supportino il lettore. LA BIBLIOTHECA UNIVERSALIS È uno dei punti di riferimento della bibliografia. È realizzata da Gessner nel 1545 in latino. egli è consapevole dell’insufficienza di libri e delle perdite che potrebbe subire il patrimonio librario a causa delle varie invasioni, tra cui quella dei Turchi. Il suo obbiettivo è salvare e conservare il patrimonio librario. Infatti, spinge molto per la costruzione di biblioteche pubbliche che sono le uniche in grado di conservare a lungo i libri e contemporaneamente permetterne l’uso. Egli vuole che tutti possano accedere alla moltitudine di libri che compongono il patrimonio librario e vuole servire e supportare il lettore. Inserisce 12.000 opere che diventeranno 15.000 con le appendix del 1555. Mostra anche le fonti di cui si serve che trova nelle biblioteche di Bologna, di Firenze e di Roma. In più si serve di cataloghi editoriali e repertori speciali. La sua opera è considerata un catalogo scriptorium in quanto vuole tramandare ai posteri ma si rende anche conto delle esigenze dei contemporanei. Inserisce diverse informazioni di opere di cui ha notizia per permettere al lettore di svolgere al meglio la propria indagine. Inserisce anche quegli autori che non considera validi in modo che i lettori se ne accorgano autonomamente. Infatti, si pone contro i librai impreparati che raggirano i lettori con acquisti inutili. Inserisce i titoli dei capitoli e gli argomenti trattati: realizza una scheda bibliografica articolata con note, data, luogo, numero di pagine, nome del tipografo. Realizza quindi la scheda che vediamo oggi a cui sarà poi aggiunta la posizione sullo scaffale. L’indagine di Gessner si compone di 3 fasi: recupero dei dati, inserimento dei dati in una memoria, recupero di notizie da parte di chiunque. In più la sua opera si divide in due parti: la prima parte contiene i nomi degli autori alfabeticamente e un indice di cognomi, ma presenta dei limiti in quanto chi non conosce il nome dell’autore fa fatica a condurre la propria ricerca. La seconda parte prende il nome di pandectae e contiene delle aggiunte critiche. Il suo invito a continuare la sua opera non viene accolto bene, solo Lycostenes decide di pubblicare un’opera che sostanzialmente è la stessa di Gessner solo che senza aggiunte critiche. Gessner ci tiene a sottolineare la differenza con la sua opera che serviva per evitare sprechi con l’acquisto di opere inutili: il punto è che con i suoi consigli pratici e critici lede il lavoro di librai e editori. BIBLIOTHECA SELECTA Viene realizzata da Antonio Possevino nel 1593. Si tratta di un’opera che vuole tradurre in pratica le dottrine del concilio di Trento e opporsi all’opera di Gessner in quanto l’universalità minaccia il mondo cattolico. Possevino vuole realizzare dei programmi individuali per ogni individuo a seconda della propria condizione e del proprio stato sociale. Si tratta di un piano di studi che non
ammette scelte da parte degli individui. Si configura come un trattato che gerarchizza il sapere: sacre scritture, teologia scolastica, teologia pratica, teologia catechitica. Per gli ecclesiastici realizza un repertorio a parte con 8000 autori in ordine alfabetico. IL VOLGARE Quando la bibbia viene tradotta in volgare, si nobilitano le lingue volgari e le lingue nazionali iniziano a diventare autonome. Nascono le bibliografie su modulo nazionale. Le prime nascono nei paesi che avevano già raggiunto l’unità politica. In Inghilterra John Bole realizza un repertorio Bio-Bibliografico con indice di autori per cognome e autori inseriti cronologicamente. Mounsell voleva salvare i libri del proprio paese dall’oblio e dalla distruzione e realizza Catalogue of English Printed books. Egli introduce anche delle novità ovvero anteporre il cognome prima del nome, le note tipografiche, inserire sotto al titolo le opere senza autore, indicare il formato per ogni opera. In Francia Du Maine voleva sistemare i testi secondo un nuovo modello di classificazione chiamato 100 scansie. In questo stesso contesto iniziano a nascere anche cataloghi realizzati da editori e venditori chiamati CATALOGHI DI VENDITA. Essi contenevano la notizia riguardante la disponibilità commerciale di un testo in una determinata data. Non erano quindi considerate bibliografie nazionali ma cataloghi librorum. I testi erano suddivisi per materie: libri theologici protestantium e libri teologici catholicorum per agevolare il lettore nella scelta. In più erano divisi in base alla scrittura utilizzata, gotica o romana, per far comprendere al lettore la leggibilità. CAPITOLO 5 Nel corso del 500 si diffonde l’alfabetizzazione anche grazie alla grande produzione carta. È un periodo caratterizzato da lotte ideologiche e controversie. Infatti, si contrappongono due visioni: VISIONE LAICA : secondo cui la dignità dell’uomo risiede nella ricerca razionale della verità VISIONE DOGMATICA : sono coloro che credono di essere portatori di certezze di fronte alle quali i singoli individui non hanno possibilità di scelta. Il 500 si apre con l’ APPARATUS SACCER che rafforza le lotte ideologiche, ma pone le basi per la nascita di biblioteche come servizio pubblico con l’obbiettivo di fornire a tutti gli strumenti culturali. Federico Borromeo fonda la biblioteca Ambrosiana che sarà affiancata da un collegio di dottori e da una tipografia e ha come obbiettivo la difesa della dottrina cattolica. Sulla stessa scia Gabriel Naudè fonda la biblioteca di Mazzarino a Parigi nel
Nel corso del 600 si diffonde e si sviluppa la TECNICA BIBLIOGRAFICA. Infatti, Philippe Labbè scrive il REPERTORIO DEI REPERTORI che conteneva moltissimi titoli riguardanti tutte le discipline del mondo e facenti riferimento a tutti i popoli del mondo più 8 indici. Egli unisce diverse tipologie di repertori, tra cui cataloghi di biblioteca, cataloghi scriptorium, raccolte di privati o cataloghi editoriali. Si tratta di un ulteriore sussidio per gli utenti. In questo contesto emergono diverse personalità: HOTTINGER che scrive BIBLIOTHECARIUS QUADRIPARTITUS che era una guida all’organizzazione di una biblioteca. sosteneva di dover utilizzare una classificazione utile per un facile reperimento delle opere. I repertori non vengono solo elencanti, ma vengono esaminati e divisi in generali e particolari che a loro volta sono divisi. MORHOF scrive POLYSTOR e voleva dare un bilancio delle conoscenze in tutte le discipline. Usava un metodo critico quindi non organizzazione per autore, cronologica o per lingua. L’opera è preceduta da due libri che mostrano la strumentazione e la metodica. Il termine bibliografia viene utilizzato per la prima volta da Gabriel Naudè nella sua opera BIBLIOGRAFIA POLITICA in cui elenca opere di un settore disciplinare. Non poteva chiamarla BIBLIOTECA perché non era uno dei soliti repertori. Il termine non ebbe molto successo fin quando non venne pubblicata l’opera di Jacobs BIBLIOGRAFIA PARISINA che dava notizie di opere stampate in una determinata area. Si trattava di un REPERTORIO NUOVO che dava vita alla BIBLIOGRAFIA NAZIONALE MODERNA. CAPITOLO 6 Vi è una differenza tra: BIBLIOTHECAE/REPERTORI : sono una memoria pubblica con l’obbiettivo di conservare a lungo autori e testi del passato. Sono in latino GIORNALI : mostra la conoscenza recente e come vanno avanti gli studi su determinate discipline. Sono in lingue nazionali e quindi lingue accessibili ad un pubblico più ampio. Si tratta di funzioni diverse ma complementari. In questo contesto è importanti citare i GIORNALI DEI LETTERATI che fanno parte dell’area bibliografica e insieme ai repertori costituiscono un’unica informazione. I GIORNALI LETTERARI ITALIANI sono molto diffusi e mostrano come non ci sia più una posizione individuale ma collettiva e danno anche dei giudizi critici. Il veneto era l’area più importante per il giornalismo del 700 ed è proprio qui che nasce il GIORNALE DEI LETTERATI D’ITALIA con l’obbiettivo di inserire l’Italia nel contesto del giornalismo europeo. Erano divisi in: rassegne di libri italiani e novelle delle città d’Italia. Con il tempo il termine giornale scompare e viene sostituito da Storia letteraria. I giornali davano informazioni immediate sui libri e ne facilitavano la circolazione testimoniando anche l’approfondimento degli studi. Importanti sono anche le informazioni che ci giungono dall’area delle scuole tedesche in cui sono presenti due personaggi importanti: STRUVE : autore di diversi repertori e manuali che sostiene che la conoscenza dei libri è perseguibile tramite i librai che sono interessati a
titoli e varietà di edizioni e chi studia che è interessato ai contenuti. Fa una distinzione tra historia litteraria che è un processo articolato in ordine cronologico accompagnato da sequenze e correlazioni e la notizia rei literariae che attraverso i repertori classifica le info di base. HEUMAN : condannava l’enciclopedismo superficiale. Illustra modi e mezzi per trovare il libro più adatto alle proprie esigenze. Individue 3 strade: o VIA BONA : attraverso cataloghi e repertori di biblioteche pubbliche e private o VIA MELIOR : attraverso repertori inerenti a determinate discipline o VIA OPTIMA : con i giornali. REPERTORI SPECIALI In Germania iniziano a nascere repertori rigorosi ed incisivi. Fabricius che era un noto bibliografo scrive BIBLIOTHECA GRAECA in cui fornisce gli strumenti per lo studio e lo sviluppo della filologia classica. Inoltre, è anche uno strumento critico dell’informazione bibliografica. Questi cataloghi si sviluppano in Germania in relazione alle scienze naturali mentre in Italia l’attenzione è concentrata sulla storia antica tanto che alcuni testi vengono tradotti in volgare per renderli accessibili. Nel 700 ci si rende conto che un uomo solo non può possere tutto il sapere; dunque, iniziano a nascere i repertori generali retrospettivi ed il primo in Italia fu realizzato da GIUSTO FONTANINI. Si diffondono anche REPERTORI BIO BIBLIOGRAFICI LOCALI grazie alla nascita di diverse biblioteche private di scrittori. IL COLLEZIONISMO Si tratta di un fenomeno antico che viene teorizzato in Italia da PELLEGRINO ORLANDI che ci mostra il sentimento di bibliofilia dell’epoca ovvero quella dilettazione che fa nascere il desiderio di ricercare libri dalle prime edizioni. Egli distingue 3 tipologie di collezionisti: PERSONE DOTTE che sono coloro che cercano le edizioni sicure soprattutto per interesse filologico PERSONE CHE NON GUARDANO ALLA QUALITA’ in quanto sono attratte solo dall’edizione di quel periodo VENDITORI che sono coloro che cercano libri per il solo scopo di venderli spogliando librerie, case private e spostandoli dall’Italia ad altri paesi Tutte e 3 queste figure hanno in comune la figura del LIBRAIO che è un mediatore tra i raccoglitori di libri. Il collezionismo provato va diffondere la vendita di libri all’asta mentre in olanda si distribuiscono i cataloghi a stampa. In questo contesto emerge la figura di GABRIEL MARTIN che crea una propria classificazione bibliografica modificando quella del suo predecessore MARCHAND che aveva previsto una classificazione in 5 classi ovvero teologia, giurisprudenza, filosofia, storia e humanae litterae. Il metodo di Martin ebbe più successo in quanto era più ordinato, razionale ed intelligente. Nasce il termine BIBLIOGRAFIA intesa come attività che viene anche personalizzato da Martina secondo il genere delle opere. L’attenzione si sposta sul libro inteso come oggetto e quindi per poterlo vendere bisognava esaltarne le caratteristiche e i pregi. Ciò avveniva tramite il
I problemi della bibliografia vennero discussi in diverse sedi, tra cui l’ISTITUTO NAZIONALE DI SCIENZE E ARTE in cui emergono diverse posizioni, tra cui si rivendica il ruolo del bibliotecario rispetto a quello del libraio in quanto il bibliotecario doveva avere più competenze, doveva essere una biblioteca vivente. Emerge anche il parere di CAMUS che scrive BIBLIOGRAFIA BIBLIOTECARIA definendo la classificazione come lo strumento più importante per l’individuazione e l’uso dei libri da parte dei bibliotecari. Emerge anche il parere di GABRIEL PEIGNOT che utilizza il termine BIBLIOLOGIA definendola come la parte teorica della bibliografia. Il suo testo suscitò diverse perplessità soprattutto nei librai. Emerge anche la figura di BOULARD che scrive TRATTATO ELEMENTARE DI BIBLIOGRAFIA distinguendo i bibliografi in AMATORI, BIBLIOTECARI E LIBRAI. Si trattava di un testo utile per bibliotecari, bibliofili e librai principianti. Sulla stessa scia scrive ACHARD che utilizza gli stessi temi di Boulard ma con più attenzione per la classificazione e definiva la bibliografia come SCIENZA DEL BIBLIOTECARIO. Nasce la figura del BIBLIOTECARIO DI STATO che aveva come suo unico obbiettivo il LIBRO dimenticando talvolta anche il pubblico ed escludendo il lettore tanto da arrivare a proteggere il libro proprio da loro. Nel 800 la bibliografia dei librai era al suo massimo ed è proprio in questo periodo che viene pubblicata l’opera di BENNET. Si trattava di un repertorio bibliografico di libri scelti per far emergere libri di pregio, il loro valore e le contraffazioni, ma senza dare giudizi. Il testo viene ampliato con una in cui i libri vengono classificati secondo i metodi parigini. Si presentano delle perplessità per quanto riguarda l’incremento delle pubblicazioni grazie a nuove tecnologie e meccanizzazione della stampa. INSEGNARE BIBLIOGRAFIA Nel XIX secolo le discussioni sui problemi della bibliografia non erano ancora incisivi, erano molto più importanti i fatti. Infatti, in Francia, l’ECOLE DES CHARDE istituisce nel 1847 l’insegnamento di ordinamento di archivi e biblioteche, ma nel piano di studi non compariva la bibliografia. Nel 1812 presso la biblioteca nazionale di Napoli viene istituita la cattedra di biografia letteraria e bibliografia ed uguale viene istituita da Ferdinando I presso la biblioteca ferdinandiana di Reggio Calabria. Nel 1869 nasce il corso di bibliografia e ordinamento delle biblioteche e nel 1895 si volevano separare archivi e biblioteche tanto che vengono distinti i corsi di bibliografia, bibliologia e biblioteconomia. Contemporaneamente viene pubblicata l’opera di LAGLOIS : per lui insegnare bibliografia significava fornire la maniera giusta per servirsi degli strumenti bibliografici. Il suo testo si divideva in BIBLIOGRAFIA GENERALE E BIBLIOGRAFIA STORICA. Da questo momento, con il termine bibliografia si faceva riferimento a tutti gli elenchi di libri che fino a quel momento erano stati identificati con i termini di BIBLIOTHECA, CATALOGO O SCRIPTORUM.
Che cos’è la bibliografia? È il risultato pratico di lavori di studio, ricerca e organizzazione di dati tramite dei criteri ben precisi. Protagonista di questa disciplina è il LIBRO visto sia come oggetto materiale che come contenitore di informazioni e messaggi. Esso si collega alla bibliografia come disciplina che studia il libro come oggetto materiale e come disciplina che compila repertori e cataloghi. CENNI STORICI Il termine BIBLIOGRAFIA viene utilizzato per la prima volta nel 1633 da Gabriel Naudè che lo usava con l’accezione di descrizione dei libri. Prima di questo si usava il termine BIBLIOTHECA. Nel 700 la tecnica bibliografica si perfeziona e la bibliografia viene vista come conoscenza e descrizione dei libri. Si diffonde il collezionismo librario e grazie alla bibliofilia la bibliografia acquisisce diverse tecniche. Nel 800 ci sono diverse innovazioni tecnologiche ma è anche il periodo delle soppressioni che fanno si che diversi testi appartenenti a biblioteche private o religiose confluiscano nelle mani dello stato. Ne conseguono problemi relativi all’organizzazione. Il 900 è il periodo in cui si cercano di ridefinire i contorni della disciplina.
Esistono diversi modi per classificare le bibliografie e noi valuteremo quello di Totok. CARATTERISTICHE ESTERNE : la bibliografia è essa stessa una pubblicazione o Può essere pubblicata in volumi, fascicoli, fogli sciolti o CD-ROM o Può essere pubblicata in forma autonoma oppure come bibliografia interna ovvero contenuta o subordinata ad un’altra pubblicazione CRITERI REDAZIONALI : che sono quelli tramite i quali vengono redatte le bibliografie o BIBLIOGRAFIA PRIMARIA quando i dati sono desunti da altre pubblicazioni o BIBLIOGRAFIA SECONDARIA quando i dati sono desunti da altri repertori METODO DI PRESENTAZIONE DELLE NOTIZIE o BIBLIOGRAFIA SEGNALETICA : quando si limita a riportare delle notizie, elementi utili alla descrizione e individuazione della risorsa o BIBLIOGRAFIA RAGIONATA : quando inserisce notizie bibliografiche e notizie sul contenuto o BIBLIOGRAFIA DESCRITTIVA : quando inserisce notizie bibliografiche e descrizione delle edizioni o RASSEGNA CRITICA AMBITO E COPERTURA o BIBLIOGRAFIA INTERNAZIONALE : quando contiene testi pubblicati in vari paesi o BIBLIOGRAFIA NAZIONALE : quando contiene testi pubblicati in un solo paese o in una sola lingua o BIBLIOGRAFIA COMPLETA: tende ad essere esaustiva e a registrare tutto o BIBLIOGRAFIA RETROSPETTIVA : quando contiene pubblicazioni di un certo periodo di tempo o BIBLIOGRAFIA CORRENTE : quando contiene pubblicazioni coeve e pubblicate periodicamente o BIBLIOGRAFIA SELETTIVA: quando applica criteri di merito e validità DESTINAZIONE o BIBLIOGRAFIA COMMERCIALE O PER BIBLIOFILI : inserisce dati editoriali, numero di pagine, luogo, data, nome autore e titolo o BIBLIOGRAFIA SPECIALE ; non inserisce dati editoriali ma guarda solo alla validità scientifica. ORDINAMENTO INTERNO DELLE BIBLIOGRAFIE Conoscere l’ordinamento interno di una bibliografia significa comprenderne il significato e il livello di pertinenza del repertorio. Solitamente l’ordinamento si trova nella parte principale della bibliografia e si divide in: ACCESSI PRINCIPALI che contengono le informazioni bibliografiche complete ACCESSI SECONDARI che contengono gli elementi per la redazione di indici o altri strumenti sussidiari
Gli indici a loro volta si possono dividere in: INDICI GENERALI O ANALITICI : inseriscono in un’unica stringa informazioni di varia natura INDICI SPECIALI : inseriscono le informazioni in sezioni separate L’ordinamento interno prevede 3 modalità: ALFABETICO ovvero per autore, per titolo, per materia o per soggetto CRONOLOGICO in base alla data d pubblicazione SISTEMATICO O CLASSIFICATO quando le informazioni sono divise in sezioni e sottosezioni che possono essere generi o forme Questi elementi non sono gerarchici ma si applicano il base al contenuto e alle finalità del repertorio. CAPITOLO 3 LE BIBLIOGRAFIE GENERALI GLI STRUMENTI PER ORIENTARSI Sarebbe impossibile orientarsi nel mondo dei libri senza avere degli strumenti come supporto. Possiamo citarne 2: BIBLIOGRAFIE DI BIBLIOGRAFIE che censiscono esclusivamente repertori. Nascono nel 600 e la più importante è quella di Petzholdt che prende il nome di BIBLIOGRAFIA BIBLIOGRAFICA e contiene circa 5000 bibliografie con un indice per soggetto e autore GUIDA ALLE OPERE DI CONSULTAZIONE che prendono il nome di GUIDE BIBLIOGRAFICHE che segnalano anche cataloghi di biblioteche e hanno un ordine sistematico per materia o per raggruppamenti disciplinari. MANUALI DI BIBLIOGRAFIA che contengono i testi più conosciuti e di studio per il mondo bibliografico LE BIBLIOGRAFIE GENERALI INTERNAZIONALI Sono i giornali letterari che nascono alla metà del 600 e contengono la produzione coeva. L’Institute international de bibliographie voleva realizzare un repertorio che contenesse la produzione editoriale di ogni paese e in ogni lingua. Si tratta di un’idea lontana dalla completezza. Tra questi vanno ricordati i REPERTORI DI INCUNABULI che nascono con Van Beugheme e il più importante è quello di HAIN. Inoltre esiste anche l’INCUNABULA SHORT TITLE CATALOGUE ideato dalla British Library che contiene il censimento degli incunabuli delle biblioteche americane con l’aggiunta del posseduto della British Library, dell’IGI e di alcune biblioteche di Olanda e Belgio. LE BIBLIOGRAFIE NAZIONALI Bisogna fare una distinzione tra: BIBLIOGRAFIE DI TIPO TERRITORIALE che contengono le opere di un determinato paese BIBLIOGRAFIE DI TIPO LINGUISTICO che usano come criterio di selezione la lingua BIBLIOGRAFIE DOCUMENTARIE che contengono documenti che hanno un certo rapporto con un paese
Contiene tutte quelle pubblicazioni di cui non si conosce la responsabilità. È necessario fare un distinguo tra: PUBBLICAZIONI ANONIME che sono quelle di cui non si conosce il nome dell’autore REPERTORI DI OPERE ANONONIME che contengono quelle opere che pur avendo un autore non se ne conosce il nome OPERE PSEUDONIME in cui il nome dell’autore è celato da uno pseudonimo LE INIZIATIVE DEL COMMERCIO LIBRARIO Da sempre la responsabilità di organizzare il mondo librario è stata delle istituzioni. Ma a svolgere un ruolo chiave sono stati anche librai ed editori. Infatti, esiste un REPERTORIO DELLE OPERE PUBBLICATE che contiene quelle opere che circolano in un determinato momento e in una determinata area. Viene pubblicato annualmente e sono molto utili per gli acquisti delle biblioteche. La prima apparizione ci fu in Inghilterra e Stati Uniti. Altrettanto importanti sono i CATALOGHI DELLE CASE EDITRICI che possono essere CORRENTI con le pubblicazioni coeve oppure STORICI. CAPITOLO 3 I CATALOGHI A STAMPA BIBLIOGRAFIA E CATALOGO Secondo Serrai entrambi sono degli strumenti che servono a mostrare la descrizione delle risorse. Hanno però delle finalità differenti e dunque devono usare criteri e metodi differenti. Infatti, la bibliografia è utile all’individuazione e al reperimento delle notizie mentre il catalogo è utile all’individuazione e al reperimento delle risorse. La differenza principale sta nel modulo descrittivo: la bibliografia è un elenco di libri indipendentemente dalla loro posizione o ubicazione mentre il catalogo è un elenco di libri contenuti in una biblioteca. Esso da un lato è escluso dalle bibliografie, ma esistono anche cataloghi a stampa di alcune biblioteche che svolgono anche la funzione di bibliografia. I CATALOGHI COLLETTIVI Sono quei cataloghi che descrivono il patrimonio di più biblioteche fondendoli in un’unica serie. Essi possono essere: LOCALI quando fanno riferimento a biblioteche di una città REGIONALI quando fanno riferimento a biblioteche che hanno sede nella stessa regione NAZIONALI quando fanno riferimento a biblioteche della stessa nazione I NTERNAZIONALI quando fanno riferimento a biblioteche di diverse nazioni In più, questi cataloghi possono registrare tutto il patrimonio oppure solo ambiti specifici o sezioni specifiche. Non è semplice la redazione di un catalogo collettivo ed infatti bisogna avvalersi di strumenti tecnologici. L’unico catalogo che è considerato anche una bibliografia internazionale selettiva retrospettiva è il NATIONAL UNION CATALOGUE.
È accessibile online e registra il consistente patrimonio di biblioteche statunitensi e canadesi. Il suo successo è dovuto alla disponibilità del sistema bibliotecario statunitense ed è fortemente collegato alla LIBRARY OF CONGRESS di Washington. Infatti, questa biblioteca finisce di stampare il suo catalogo nel 1946 con l’aggiunta di 3 supplementi. Si pensa quindi alla realizzazione di un catalogo unico ed è così che nel 1958 nasce NATIONAL UNION CATALOGUE che conteneva 685 volumi più le aggiunte per un totale di 753 volumi. Essi venivano pubblicati con cadenza mensile, trimestrale e annuale e a volte anche quinquennale. Oltre alle monografie conteneva anche periodici, musica e carte geografiche. SISTEMA OCLC Si tratta di Online Computer Library Centre, considerata la più grande rete interbibliotecaria mondiale che nasce come rete universitaria. Nasce nel 1971 con l’adesione di 54 biblioteche che diventeranno poi 22.000. l’obbiettivo era rendere accessibili a tutti un numero elevato di documenti. CATALOGO DELLA BIBLIOTEQUE NATIONAL DI PARIGI Questa biblioteca ha pensato da subito alla stampa del proprio catalogo: non voleva realizzare un catalogo unico ma tanti cataloghi in base alle classi di divisione del materiale. CATALOGO DELLA BRITISH LIBRARY Già alla metà del 700 questa biblioteca pubblicava il suo catalogo. Quando ci fu la riorganizzazione della biblioteca, la realizzazione del catalogo fu affidata ad Antonio Panizzi. Nel 1975 il british museum diventa british library e viene realizzato il BRITISH LIBRARY CATALOGUE con le voci ordinate per autori e titoli mentre se si fosse trattato di autori famosi o con tante pubblicazioni si sarebbe usato una struttura bibliografica. CATALOGHI A STAMPA DI ALTRE BIBLIOTECHE In Italia nessuna biblioteca ha stampato il proprio catalogo ne tanto meno vi è stata la realizzazione di un catalogo collettivo. Nel 1951 nasce l’istituto centrale per il catalogo unico ovvero l’ICCU che doveva produrre un catalogo collettivo ma che si è fermato alla lettera B in quanto le norme redazionali prevedevano che le descrizioni delle varie biblioteche fossero ridotte ad un unicum. Alla fine degli anni 70 inizia la progettazione di SBN per favorire una catalogazione partecipata. CAPITOLO 4 LE BIBLIOGRAFIE DI PERIODICI È necessario fare un distinguo tra: SERIALE che è un documento pubblicato in parti successive con ordinamento numerico o cronologico. Tra questi ricordiamo riviste, giornali o seriali PERIODICO che è un documento che ha una pubblicazione continua oppure un documento che esce periodicamente
L’unica iniziativa in questo campo è stato l’ARCHIVIO DEL CNR che ha realizzato un catalogo collettivo delle pubblicazioni periodiche. LE BIBLIOGRAFIE ANALITICHE DI PERIODICI Vanno ad analizzare il contenuto dei periodici estraendo dati bibliografici. Il primo di questi progetti prende il nome di INDEZ TO PERIODICAL LITERATURE di Poole ma il più importante è quello identificato con la sigla IBZ insieme a PCI che contiene 300 riviste in diverse lingue LE BIBLIOGRAFIE DI RECENSIONI Contengono esclusivamente recensioni e consentono di localizzare l’articolo in cui è contenuta la recensione. REPERTORI DI ABBREVIAZIONI L’ISO progetta questi repertori con l’obbiettivo di sciogliere abbreviazioni o sigle nei titoli. CAPPITOLO 6 ALTRI GENERI BIBLIOGRAFICI LE BIBLIOGRAFIA DI TRADUZIONI Sono dei repertori che contengono al loro interno traduzioni delle opere. Si tratta di un genere recente che ha avuto successo soprattutto in Germania dove vi è un repertorio corrente e uno retrospettivo. Per gli altri paesi le registrazioni sono effettuate dalle bibliografie nazionali. LE BIBLIOGRAFIE DI PUBBLICAZIONI UFFICIALI Le pubblicazioni ufficiali sono dei documenti redatti dallo stato, da istituzioni o da fondazioni. A livello internazionale esistono due repertori che si occupano della registrazione di queste pubblicazioni: ONU che ha un repertorio mensile in cui registra i suoi documenti UNESCO che ha una guida dedicata a queste pubblicazioni più un catalogo retrospettivo Le registrazioni costanti di queste pubblicazioni si hanno per i paesi che hanno il deposito legale e per quei paesi in cui sono stampate e distribuite a livello centralizzato. Per quanto riguarda l’Italia, questi non sono esclusi dalla bibliografia nazionale ma sono registrati sporadicamente. LE BIBLIOGRAFIE DI MISCELLANEE CELEBRATIVE le miscellanee celebrative sono opere realizzate da più autori per celebrare un personaggio, una data o un avvenimento. Esse sono registrate nelle bibliografie nazionali. Esistono diversi strumenti che si occupano di queste pubblicazioni, tra cui il REPERTORIO DI LEISTNER che registra le pubblicazioni in ordine alfabetico del nome della persona alla quale è dedicata. LE BIBLIOGRAFIE DI TESI DI DOTTORATO Si tratta di repertori che contengono tesi di dottorato oppure documenti inerenti al mondo delle università. In alcuni paesi sono registrate in repertori separati mentre in altri sono gestite dalle bibliografie nazionali. GERMANIA vi sono due repertori che le registrano in serie separate
AUSTRIA sono registrate in una serie separata della bibliografia nazionale più un repertorio speciale FRANCIA sono inserite nella bibliografia nazionale solo quelle stampate ma vi è anche una banca dati INGHILTERRA costituisce un repertorio corrente ITALIA sono inserite in una serie della bibliografia nazionale italiana LE BIBLIOGRAFIE DI CONGRESSI Si tratta di pubblicazioni di difficile controllo in quanto spesso sono denominate con il nome ufficiale del congresso, ma anche perché i congressi hanno sede in luoghi diversi e quindi spesso i documenti sono divisi nelle varie bibliografie nazionali. Esistono due repertori principali: CALENDARI DI CONGRESSI in cui è presente nome ufficiale del congresso, data e luogo BIBLIOGRAFIE DI RENDICONTO DI CONGRESSI in cui si danno informazioni sui vari interventi CAPITOLO 7 ALTRI STRUMENTI DI INFORMAZIONI BIBLIOGRAFICHE LE ENCICLOPEDIE Si tratta di strumenti a cui è affidato il compito di fare il punto della conoscenza umana su determinati periodi storici. Esse riflettono il clima culturale del periodo in cui sono state redatte o compilate. Inizialmente erano compilate con un ordine SISTEMATICO quindi con le informazioni inserite in una griglia della conoscenza e solo del XX secolo iniziano a comparire i lemmi in ordine alfabetico. Le enciclopedie possono essere generali, multidisciplinari o specializzate, ma esistono anche i DIZIONARI ENCICLOPEDICI che hanno fini più divulgativi e sono caratterizzati dalla brevità. Secondo Baudiquez esistono due tipologie di enciclopedie: ENCICLOPEDIE CON LESSICO AMPIO che sono quelle caratterizzate dalla presenza di innumerevoli lemmi ma con una descrizione breve e senza firma ENCICLOPEDIE CON LESSICO RIDOTTO che sono quelle caratterizzate da un numero ridotto di lemmi ma descritti ampiamente con firma e info bibliografiche La caratteristica principale delle enciclopedie è l’ AGGIORNAMENTO che per poter essere effettuato necessità che l’enciclopedia sia in fogli sciolti per permettere un aggiornamento o modifica o sostituzione dei lemmi. In Italia le enciclopedie più importanti sono quelle realizzate dall’ ISTITUTO DELLE ENCICLOPEDIE ITALIAN E fondato nel 1925 da Treccani. Ne esistono anche altre redatte da case editrici autonome. LE BIOGRAFIE GENERALI Si tratta di strumenti che raccolgono e registrano informazioni biografiche. Si tratta di un genere che ha una lunga storia in quanto da sempre si è sentita l’esigenza di registrare la memoria e le attività di uomini illustri. Solo nel XVI secolo nasceranno biografie collettive e solo nel 800 il genere si perfezionerà con l’inserimento dei nomi in ordine alfabetico. Esistono: