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né Rarporto tevapentn-famizliu hlema/confiitto) 0 al riconoscimento che nom si tratta più di un problema, o all'affievolimento progressivo della Gestalt petcettivo-cogniziva-comportementale che ne definiva la na- tura problematica. Tn altre parole, la traduzione nella prassi terapeutica delle premesse generali in base alle quali viene favorita la compar sa di una nuova, ma non iroppo, storia, è data da una serie di micropratiche, movimenti trasformativi proposti e consolida. ri dal rerapeuta attraverso il dialogo {Sluzki 19911. Ogni «storia» ha una «struttura» © dei «buchi». La struttura dà informazioni sull'organizzazione interna; è ricorsiva; parla di «relazioni» e non è mai «vera» nel senso che è un derivato delle nostre percezioni e del nostro pensiero. Intercorre — in altri termini — tra struttura e verità lo stes- so rapporto che è possibile identificare tra mappa è terrilo- rio, laddove la nota non uguaglianza tra i due termini ci per mette di ragionare sulle differenze (iu che modo la mappa dit ferisca dall’ipotetico territorio). Adesso che abbiamo (sommariamente definito) la «struttura» f..1 vediamo come il nostro tessuto di descrizioni, di resoconti e di ingiunzioni si armonizza con un mondo concreto fatto di viva e di accadimenti. La prima cosa che si nota è che è pieno di buchi. Se tentiamo di capire Lutta la vita con le nostre descrizioni f...] vedia mo subito che occerre uma dose maggiore di descrizione. Ma per quanta struttura si aggiunge, per quanto le nostre specificazioni ano particolareggiaie e minuziose, i buchi rimangono [Bateson è Bateson 1987; trad. it. 1989, 2427 Trasponendo quesii concetti in ambito psicoterapeutico, su questi «buchi» sembrano innescarsi - ad esempio — quelli che chiamiamo «miti familiari» di cui Andolfi e Angelo 119871 si sono occupati con particolare attenzione. 3.1 miti familiari Qual è la differenza tra mito e realtà? © rra mito e storia? siste un confine netto che possa aiutarci a dire che cosa è Puno e che cosa sono le altre? i] mito familiare contiene una serie di credenze condivi. sc da initi i membri della famiglia, riguardanti ciascuno di Rapprrto terapeuta famiglia “VIT essi e le loro posizioni reciproche all'interno della vita del sistcina. Il mito, come ia fiaba, viene a costruirsi su una rete di eventi, di personaggi, di ruoli, di contenuti simbolici collegati tra lore cin cui spiccano alcuni elementi «organizzatori» che rivestono un'im- portanza particolare nel tracciare un tema o una trama, Il terreno di sviluppo sembra collocarsi nei «problemi non risalri di perdita, separazione, abbandono, individuazione, nutrimento e deprivazione», meotre la trama sembra segnire quel «libro dei du bit e dei crediti» intra e intergenerazionali che stabiliscono la com- parsa © l'evoluzione dei vari ruoli che le persone coinvolte devono ricoprire, seguendo remariche di colpa, riparazione, ricerca di perfe» zione, così comuni e familiari in ogni storia [Andolfi e Angelo 1987] Il tipo di influenza espressa dal mito familiare dipenderà dalla «forza» e dalla ricchezza di quest'ultimo, dal livello di individuazione e differenziazione raggiunto dalla persona in- terussata e dalle sue capacità di elaborazione nei confronti del mito. Infatti quanto più il mito sarà «articolato», tanto maggio- ri saranno le possibilità di sviluppo e di scelta da parte del- l'individuo; invece quanto più forie sarà una delle sue com penenti, tanto più essa avrà il predominio sulle altre nella richiesta di soddisfazione. { grado di autonomia e di individuazione del soggetto dipenderà dal modo in cui ha strutturato e risolto i propri legami com fe figure familiari più significative. Una delle caratteristiche del mito sembra proprio quella di collocarsi in un’area intermedia dove la realtà e la storia si mescolano sila fantasia per creare nuove situazioni in cui gli clementi originari vengono arbitrariamente utilizzati e colle gati tra loro, H mito diventa quindi l’antitesi della cronaca: dave questa non può prescindere dal maggior numero di ele» menti di realtà per descrivere in modo appropriato quanto accade, il primo cresce e si sviluppa propria sui «vuoti», sul- la mancanza o sull'incompletezza di dati e spiegazioni atten- ibili su di essi. Alloro posto subentra Patto creativo fanta- stica, nel quale viene introdotta tutta una serie di inlerroga» tivi legati ai grandi temi della vira (la vita, la morte, la soprav- vivenza, l’amore, la paura dell'ignoto e della solitudine, ecc.), iptesrogativi a cui esso cerca di dare una risposta.