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Meccanica quantistica, Appunti di Meccanica Quantistica

Tratta la maggior parte degli argomenti di un primo corso di meccanica quantistica per fisici. Per alcuni argomenti ho fatto riferimento a “Meccanica quantistica moderna” di J.J. Sakurai, mentre per altri alle lezioni tenute dal mio professore.

Tipologia: Appunti

2025/2026

In vendita dal 05/02/2026

Balliny
Balliny 🇮🇹

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bg1
Meccanica Quantistica
Alessandro Ballini
October 2025
Contents
1 Formalismo matematico in MQ 3
1.1 NotazionediDirac .......................... 3
1.2 Ortogonalit`a, ortonormalit`a e basi . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
1.3 Operatori ............................... 6
1.4 Autovalori e autovettori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
1.5 Relazione di indeterminazione generalizzata . . . . . . . . . . . . 8
1.6 MatricidiPauli............................ 10
2 Posizione, impulso e traslazione 12
2.1 Spettricontinui............................ 12
2.2 Traslazione .............................. 12
2.3 Op eratore impulso nella base delle coordinate . . . . . . . . . . . 14
2.4 Pacchetto d’onda gaussiano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
2.5 Esercizi e osservazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
3 Equazione di Schrodinger 20
3.1 Hamiltoniano indipendente dal tempo . . . . . . . . . . . . . . . 22
3.2 Rappresentazione di Heisenberg . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
3.3 Interpretazione probabilistica della meccanica quantistica . . . . 23
3.4 Limite classico dell’equazione di Schrodinger . . . . . . . . . . . . 24
3.5 Nucleo integrale di evoluzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
3.5.1 Nucleo integrale di evoluzione per particella libera . . . . 25
4 Oscillatore armonico 26
4.1 Oscillatore armonico unidimensionale con metodo algebrico . . . 26
4.2 Oscillatore armonico unidimensionale con equazione di Fuchs . . 29
4.3 Oscillatore armonico in rappresentazione di Heisenberg . . . . . . 31
4.4 Staticoerenti ............................. 32
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Meccanica Quantistica

 - October Alessandro Ballini 
  • 1 Formalismo matematico in MQ Contents
    • 1.1 Notazione di Dirac
    • 1.2 Ortogonalita, ortonormalita e basi
    • 1.3 Operatori
    • 1.4 Autovalori e autovettori
    • 1.5 Relazione di indeterminazione generalizzata
    • 1.6 Matrici di Pauli
  • 2 Posizione, impulso e traslazione
    • 2.1 Spettri continui
    • 2.2 Traslazione
    • 2.3 Operatore impulso nella base delle coordinate
    • 2.4 Pacchetto d’onda gaussiano
    • 2.5 Esercizi e osservazioni
  • 3 Equazione di Schrodinger
    • 3.1 Hamiltoniano indipendente dal tempo
    • 3.2 Rappresentazione di Heisenberg
    • 3.3 Interpretazione probabilistica della meccanica quantistica
    • 3.4 Limite classico dell’equazione di Schrodinger
    • 3.5 Nucleo integrale di evoluzione
      • 3.5.1 Nucleo integrale di evoluzione per particella libera
  • 4 Oscillatore armonico
    • 4.1 Oscillatore armonico unidimensionale con metodo algebrico
    • 4.2 Oscillatore armonico unidimensionale con equazione di Fuchs
    • 4.3 Oscillatore armonico in rappresentazione di Heisenberg
    • 4.4 Stati coerenti
  • 5 Momento angolare
    • 5.1 Relazioni di commutazione del momento angolare
    • 5.2 Autovalori e autostati del momento angolare
    • 5.3 Momento angolare orbitale
      • 5.3.1 Particella carica in campo elettromagnetico
    • 5.4 Somma di momenti angolari
  • 6 Hamiltoniano con potenziale centrale
    • 6.1 Hamiltoniano moto relativo
    • 6.2 Potenziale coulombiano
  • 7 Potenziali costanti e potenziale lineare
    • 7.1 Buca infinita
    • 7.2 Buca finita simmetrica
    • 7.3 Potenziale delta
    • 7.4 Barriera di potenziale
    • 7.5 Potenziale lineare
    • 7.6 Approssimazione WKB
  • 8 Teoria delle perturbazioni - genere 8.1 Teoria delle perturbazioni indipendenti dal tempo: caso non de-
    • 8.2 Teoria delle perturbazioni indipendenti dal tempo: caso degenere
    • 8.3 Applicazioni
      • 8.3.1 Effetto Stark
      • 8.3.2 Correzione relativistica dell’energia cinetica
    • 8.4 Teoria delle perturbazione dipendenti dal tempo
  • 9 Particelle identiche

1.2 Ortogonalita, ortonormalita e basi

Lavoriamo ora su spazi finito-dimensionali. Una volta introdotto un prodotto hermitiano (definito positivo) `e sempre possibile definire una norma su H po- nendo

∥ϕ∥ :=

p ⟨ϕ|ϕ⟩

ed un concetto di ortogonalit`a ponendo

α ⊥ β ⇐⇒ ⟨α|β⟩ = 0

In particolare un ket `e detto normalizzato se

∥ϕ∥ = 1

Un ket |ψ⟩ con norma non unitaria pu`o sempre essere normalizzato considerando un nuovo ket |ψ′⟩ dato da

|ψ′⟩ =

∥ψ∥

|ψ⟩

Consideriamo ora uno spazio H di dimensione finita n e un’insieme di n vet- tori linearmente indipendenti {|i⟩ : i = 1,... , n}. Tale insieme costituisce una base dello spazio H, in particolare puo sempre essere trasformata in una base ortonormale con il procedimento di Gram-Schimdt. In MQ vengono chiamati completi insiemi di n vettori linearmente indipen- denti, mentre vengono chiamati basi dello spazio H insiemi di n versori linear- mente indipendenti tra loro ortogonali. Le basi permettono di dare un ”nome” ai ket, consideriamo uno spazio H e una base {|i⟩ : i = 1,... , n} di H, allora ogni ket puo essere scritto come combinazione lineare degli elementi di base, ovvero per ogni |ψ⟩ esistono unici c 1 ,... , cn ∈ C tali che

|ψ⟩ =

X^ n

i=

ci |i⟩

a questo punto esiste una corrispondenza biunivoca (o omomorfismo) tra H e Cn, pertanto possiamo identificare un ket come una n-pla

|ψ⟩ ⇐⇒

c 1 . . cn

e, in questa ottica, il bra non diventa altro che il trasposto coniugato, ovvero un vettore riga della forma

⟨ψ| ⇐⇒ (c∗ 1 ,... , c∗ n)

inoltre il prodotto interno diventa moltiplicazione matriciale tra un vettore riga ed un vettore colonna. Possiamo indicare l’i-esima componente di un ket (bra) con l’i-esima entrata della n-pla che lo identifica

|ψ; i⟩ = ci ⟨ψ; i| = c∗ i

per ogni i = 1,... , n.

Trattiamo come operatore anche il prodotto esterno (ket - bra), ovvero

|α⟩ ⟨β|

agisce come operatore secondo la seguente definizione

|α⟩ ⟨β| |ψ⟩ = ⟨β|ψ⟩ |α⟩

inoltre, per quanto visto in (1. 3 .1) si ha che

(|α⟩ ⟨β|)†^ = |β⟩ ⟨α|

Una volta introdotta la rappresentazione matriciale di A rispetto ad una base ortonormale si ha che l’operatore autoaggiunto o hermitiano prende la forma della matrice trasposta coniugata.

1.4 Autovalori e autovettori

Teorema: ogni operatore hermitiano ha tutti autovalori reali e ammette una base ortonormale di autovettori.

Dimostrazione: (caso non degenere) sia A un operatore hermitiano, allora A†^ = A. Consideriamo l’insieme degli autovettori di A

{|ai⟩ ∈ H : A |ai⟩ = ai |ai⟩}

si ha che

⟨aj | A = ⟨aj | a∗ j

dunque

⟨aj |A|ai⟩ = a∗ j ⟨aj |ai⟩ ⟨aj |A|ai⟩ = ai ⟨aj |ai⟩

pertanto si ottiene

0 = (ai − a∗ j ) ⟨aj |ai⟩

per ogni i, j = 1,... , n. Se i = j si ha ⟨ai|ai⟩̸ = 0 dunque deve valere ai = a∗ i , cioe ai ∈ R. Se i ̸= j, poich´e per ipotesi lo spettro di Ae non degenere (ai ̸= aj ), deve valere ⟨aj |ai⟩ = 0, cio`e gli autovettori di A sono mutualmente ortonormali.

Definiamo il valore medio di un operatore A rispetto ad uno stato arbitrario |ψ⟩ essere

⟨A⟩ = ⟨ψ|A|ψ⟩ =

X

ij

⟨ψ|aj ⟩ ⟨aj |A|ai⟩ ⟨ai|ψ⟩

X

ij

ai| ⟨ai|ψ⟩ |^2 δij

X

i

ai| ⟨ai|ψ⟩ |^2

ovvero `e una media pesata degli autovalori di A con pesi | ⟨ai|ψ⟩ |^2.

1.5 Relazione di indeterminazione generalizzata

Consideriamo due osservabili A e B, i loro valori medi (in riferimento ad uno stato generico |ψ⟩) sono dati da

⟨A⟩ = ⟨ψ|A|ψ⟩ ⟨B⟩ = ⟨ψ|B|ψ⟩

1.6 Matrici di Pauli

Le 3 matrici di Pauli unite alla matrice identita formano una base di M 2 (C) con proprieta molto utili. Le matrici di Pauli sono le seguenti

σ 1 =

σ 2 =

0 −i i 0

σ 3 =

Notiamo immediatamente che sono tutte matrici hermitiane (rappresentano op- eratori autoaggiunti). Inoltre σ^2 i = 1 per ogni i = 1, 2 , 3 ed e facile verificare la seguente identita

σiσj = 1 δij + iεijkσk

per i, j, k = 1, 2 , 3.

Sia A ∈ M 2 (C), allora

A = c 01 + c 1 · σ 1 + c 2 · σ 2 + c 3 · σ 3

con c 0 , c 1 , c 2 , c 3 ∈ C, ovvero

A =

c 0 + c 3 c 1 − ic 2 c 1 + ic 2 c 0 − c 3

ci`o comporta che una matrice hermitiana generica deve soddisfare

c∗ 0 + c∗ 3 = c 0 + c 3 c∗ 0 − c∗ 3 = c 0 − c 3 c∗ 1 − ic∗ 2 = c 1 − ic 2 c∗ 1 + ic∗ 2 = c 1 + ic 2

pertanto c 0 , c 1 , c 2 , c 3 ∈ R. Con abuso di notazione si pu`o scrivere

A = c 01 +c⃗ ·σ⃗

avendo postoc ⃗= (c 1 , c 2 , c 3 ) eσ⃗ = (σ 1 , σ 2 , σ 3 ). Poniamo

ˆn =

∥c⃗∥

c := (n 1 , n 2 , n 3 )

e notiamo che la matrice

ˆn ·σ⃗ =

n 3 n 1 − in 2 n 1 + in 2 −n 3

ha sempre autovalori λ± = ±1, infatti il polinomio caratteristico `e

p(λ) = (λ − n 3 )(λ + n 3 ) − n^21 − n^22 = λ^2 − (n^21 + n^22 + n^23 ) = λ^2 − 1

dunque concludiamo che la matrice ∥c⃗∥(ˆn ·σ⃗) ha autovalori λ (^) ± = ±∥c⃗∥, inoltre, siccome si ha che

A = c 01 + ∥c⃗∥(ˆn ·σ⃗)

concludiamo che la matrice A ha autovalori c 0 ± ∥c⃗∥. Dunque avendo note le coordinate di A rispetto alle matrici di Pauli si conoscono immediatamente gli autovalori di A.

Determiniamo ora gli autovettori di A. Per fare ci`o dobbiamo determinare

ker(A − λ± 1 )

ovvero `e necessario risolvere il seguente sistema lineare

( (n 3 ∓ 1)x + (n 1 − in 2 )y = 0 (n 1 + in 2 )x − (n 3 ± 1)y = 0

le equazioni sono linearmente indipendenti ovviamente. Risolvendo la seconda si ottiene

(n 1 + in 2 )x = (n 3 ± 1)y

ovvero

|+⟩ˆn =

r 1 + n 3 2

n 1 +in 2 n 3 +

|−⟩ˆn =

r 1 − n 3 2

n 1 +in 2 n 3 − 1

si abbia

T (dx′)T (dx′′) = T (dx′^ + dx′′)

La terza proprieta riguarda l’invertibilita della traslazione, in particolare ha senso richiedere che

T (−dx) = T −^1 (dx)

Infine, la quarta proprieta riguarda la continuita dell’operatore traslazione in- finitesima, in particolare imponiamo

lim |dx|→ 0

T (dx) = 1

Scegliendo l’operatore di traslazione infinitesima della seguente forma

T (dx) = 1 − iK · dx

con K = (Kx, Ky , Kz ) operatore vettoriale hermitiano, vengono soddisfatte tutte le proprieta argomentate. Inoltre, accettando questa forma come corretta,e possibile ricavare una relazione fondamentale di commutazione tra l’operatore x e K, ovvero

xT (dx) |x⟩ = x |x + dx⟩ = (x + dx) |x + dx⟩ T (dx)x |x⟩ = x |x + dx⟩

pertanto concludiamo che

[x, T (dx)] = dx |x + dx⟩ ≃ dx |x⟩

dove nell’ultima parte `e stato trascurato il contributo di ordine quadratico in dx. Sviluppando i conti si ottiene

[x, T (dx)] = −ixK · dx + iK · dxx = dx

scegliendo dx nella direzione xj e formando il prodotto scalare con xi si ottiene

[x, T (dx)] = −ixiKj dxj + iKj dxj xi = xiKj dxj − Kj dxj xi = iδij dxj

ovvero

[xi, Kj ] = iδij (2.1.1)

A questo punto prendiamo in prestito dalla meccanica classica che l’impulso `e il generatore delle traslazioni infinitesime. Tuttavia l’operatore K ha le dimensioni dell’inverso di una lunghezza, siamo quindi portati a pensare che

K =

p costante universali con dimensioni di azione

Viene quindi naturale pensare che

K = p ℏ

segue da (2. 1 .1) che

[xi, pj ] = iℏδij

e dalla relazione generalizzata di indeterminazione otteniamo la seguente re- lazione fondamentale della MQ

∆x^2 i ∆p^2 i =

ℏ^2

Per determinare la forma operazionale di una traslazione finita componiamo N traslazione infinitesime di ∆x/N nella direzionex⃗ (direzione arbitraria)

T (∆x⃗x) = lim N →∞

1 − i

px∆x ℏN

N

= e−i^

px ℏ∆x

in generale, per una traslazione di una quantit`a a|⃗| in un direzionea⃗ si ha

T a(⃗) = e −i^

pa·⃗ ℏ

Infine, la relazione di commutazione tra le traslazioni ci porta alla seguente relazione di commutazione fondamentale

[pi, pj ] = 0

per ogni i, j = x, y, z.

2.3 Operatore impulso nella base delle coordinate

Consideriamo un ket |α⟩, nella base delle coordinate pu`o essere espresso come segue

|α⟩ =

Z

R

dx |x⟩ ⟨x|α⟩

pertanto si ha che

T (dx) |α⟩ =

Z

R

dx |x⟩ ⟨x|T (dx)|α⟩ (2.3.1)

poich´e che T `e un operatore unitario si ha che T (dx) = T †(−dx), pertanto la (2. 3 .1) diventa

T (dx) |α⟩ =

Z

R

dx |x⟩ ⟨x − dx|α⟩

in termini delle funzioni d’onda si ottiene

ψα(x) =

Z

R

dpN ei^

px ℏ (^) ϕα(p)

ϕα(p) =

Z

R

dxN e−i^

px ℏ ψα(x)

sono dunque quantit`a legate da trasformata e antitrasformata di Fourier.

2.4 Pacchetto d’onda gaussiano

Supponiamo di avere la seguente funzione d’onda

ψα(x) = N eikx−^

x^2 2 d^2

dunque l’ampiezza di probabilita di trovare la particella in un dato puntoe data da un’onda piana modulata da un profilo gaussiano centrato nell’origine. Determiniamo i valori medi degli operatori x, x^2 , p, p^2

⟨x⟩ = 0

per simmetria della funzione d’onda.

⟨x^2 ⟩ =

Z

R

dx x^2 |ψα(x)|^2

Z

R

dx x^2 e−^

x^2 d^2

d^2 2 Mentre

⟨p⟩ =

Z

R

dx ψ∗ α(x)

−iℏ

d dx

ψα(x)

= −iℏ

Z

R

dx N 2 e−ikx−^

x^2 2 d^2

ik − 

x d^2

eikx−^

x^2 2 d^2

= ℏk

Z

R

dx N 2 |ψα(x)|^2 = ℏk

e

⟨p^2 ⟩ =

Z

R

dx ψ α∗(x)

−ℏ^2

d^2 dx^2 ψα(x)

= ℏ^2

Z

R

dx N 2 |ψα(x)|^2

−ik

ik − x d^2

d^2

x d^2

ik − x d^2

= ℏ^2

Z

R

dx N 2 |ψα(x)|^2

k^2 + 

i x d^2

d^2

ik

x d^2

x^2 d^4

= ℏ^2 k^2 +

ℏ^2

2 d^2

Pertanto si ottiene che

∆x^2 ∆p^2 =

ℏ^2

ovvero il pacchetto gaussiano satura il principio di indeterminazione.

2.5 Esercizi e osservazioni

Stima dell’energia dello stato fondamentale: usando il principio di inde- terminazione ∆x∆p ≥ ℏ 2 possiamo stimare l’energia dello stato fondamentale di un qualsiasi sistema fisico per il quale vale ϕ′(xmin) = 0. Infatti ponendo

x ∼ xmin + ∆x pmin ∼ 0 + ∆p

si ottiene

E 0 =

p^2 2 m

  • ϕ(x)

∆p^2 2 m

  • ϕmin + (^) ϕ′ min∆x +

ϕ′′ min∆x^2

ℏ^2

8 m∆x^2

  • ϕmin +

ϕ′′ min∆x^2

annulliamo la derivata per trovare il punto di minimo

∂E 0

∂∆x

ℏ^2

4 m∆x^3

  • ϕ′′ min∆x

dunque otteniamo

∆x^4 =

ℏ^2

4 mϕ′′ min

pertanto

E 0 ∼ ϕmin +

r ϕ′′ min m

tale stima `e esatta per l’oscillatore armonico.

Teorema (di non degenerazione): in una dimensione i livelli energetici degli stati legati sono non degeneri.

Dimostrazione: supponiamo che esistano due autofunzioni diverse ψ 1 e ψ 2 corrispondenti allo stesso autovalore E

ℏ^2

2 m

ψ 1 (x) + ϕ(x)ψ 1 (x) = Eψ 1 (x)

ℏ^2

2 m

ψ 2 (x) + ϕ(x)ψ 2 (x) = Eψ 2 (x)

Moltiplicando la prima per ψ 2 , la seconda per ψ 1 e sottraendo si ottiene

ψ 2 ψ′′ 1 − ψ 1 ψ′′ 2 = 0

nullo perch´e il valore medio di qualsiasi osservabile su stati stazionari `e indipen- dente dal tempo. In particolare si ha

[xp + px, H] = x[p, H] + [x, H]p + p[x, H] + [p, H]x
=

− 2 xV ′^ + 2

p^2 m

= −xV ′^ + p^2 m

ovvero

⟨ψ|(−xV ′^ +

p^2 m

|ψ⟩ = 0

pertanto si ottiene la tesi

2 ⟨ψ|

p^2 2 m |ψ⟩ = ⟨ψ|xV ′|ψ⟩

In caso di V (x) ∝ xα^ si ha xV ′(x) = αV , dunque si ottiene

2 ⟨T ⟩ = α ⟨V ⟩

3 Equazione di Schrodinger

Supponiamo di avere un sistema fisico il cui stato al tempo t 0 `e dato dal ket |α⟩, siamo interessati a come evolve nel tempo tale stato avendo noto l’hamiltoniano del sistema fisico in esame, dunque necessitiamo di un’equazione differenziale che governa tale sistema.

Poich´e supponiamo, ragionevolmente, che il tempo sia un parametro continuo, deve valere la seguente relazione

lim t→t 0 |α, t 0 ; t⟩ = |α⟩

ovvero in forma compatta |α, t 0 ; t 0 ⟩ = |α⟩.

I due ket devono essere legati da un operatore di evoluzione temporale U(t, t 0 ) (non hermitiano) tale che

|α, t 0 ; t⟩ = U(t, t 0 ) |α, t 0 ⟩

Vediamo ora che proprieta deve soddisfare l’operatore di evoluzione tempo- rale. La primae la proprieta di unitarieta, necessaria per la conservazione della probabilit`a, infatti supponiamo di esprimere il ket |α⟩ rispetto ad una base di autovettori di qualche osservabile A

|α⟩ =

X^ n

i=

ci(t 0 ) |ai⟩

analogamente si ha

|α, t 0 ; t⟩ =

X^ n

i=

ci(t) |ai⟩

ovviamente in generale vale ci(t 0 ) ̸= ci(t), tuttavia cio che deve rimanere invari- atoe la norma del ket, ovvero

X^ n

i=

|ci(t 0 )|^2 =

X^ n

i=

|ci(t)|^2

pertanto U deve soddisfare

U†(t, t 0 )U(t, t 0 ) = 1

ovvero U deve essere un operatore unitario.

Un’altra proprieta che deve soddisfaree quella di composizione, ovvero deve valere

U(t 2 , t 0 ) = U(t 2 , t 1 )U(t 1 , t 0 )