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La natura della memoria, la sua capacità di conservare le informazioni apprese e di recuperarle quando servono. La memoria è un processo attivo e dinamico, dipendente dalla storia di ciascuno di noi. i principali sistemi della memoria a lungo termine e le loro caratteristiche. Inoltre, viene spiegata la differenza tra memoria esplicita e implicita, memoria semantica ed episodica e memoria procedurale e dichiarativa.
Tipologia: Sintesi del corso
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Capitolo 7 Memoria e oblio 1.0. Natura della memoria La memoria è la capacità di conservare nel tempo le informazioni apprese e di recuperarle quando servono. Senza l'esperienza non sarebbe possibile l'apprendimento. Ogni nuova esperienza comporta dei cambiamenti nei circuiti nervosi, rafforzando alcuni e indebolendo altri, così da creare nuovi percorsi nervosi. Anche ricordare qualcosa è un processo attivo che modifica il ricordo stesso. Infatti la memoria va considerata come un processo attivo e dinamico, dipendente dalla storia di ciascuno di noi. E' un sistema in continuo divenire. Per certi aspetti, noi siamo la nostra memoria. Essa è la nostra storia come individui ( memoria personale ) e come comunità cui apparteniamo ( memoria collettiva ). Però c'è da precisare che la memoria non è la fotocopia della realtà. Essendo una ricostruzione, implica in ogni caso un certo grado di distorsione rispetto a una ripresa oggettiva dei fatti. In quanto tale, la memoria è soggetta a suggestioni e ad una rielaborazione personale che, di solito, conducono ad un miglioramento dei ricordi ( ottimismo mnestico ). La memoria, inoltre, pur essendo molto estesa, non è infinita. E' limitata sia in termini quantitativi che in termini di durata. La memoria è quindi strettamente connessa con l' oblio. Anche se comunemente si pensa che l'oblio sia uno svantaggio, in realtà esso potrebbe essere anche un vantaggio perché elimina dalla mente informazioni superflue lasciando spazio ai nuovi apprendimenti. Il gioco fra ritenzione, oblio e recupero fa pensare che la memoria non è statica. Accanto ai dispositivi stabili e attendibili della memoria a lungo termine, c'è la memoria di lavoro (o memoria a breve termine ), che si attiva nel momento in cui dobbiamo elaborare le informazioni ricevute per poi mandarle nell'archivio della memoria a lungo termine. 1.2. Principali sistemi della memoria a lungo termine ● Memoria procedurale e memoria dichiarativa → la memoria procedurale riguarda la conservazione delle competenze e procedure con cui fare le cose. La memoria procedurale è attivata da compiti di natura motoria e concerne il modo in cui svolgere diversità E' una forma implicita di memoria e ha sede prevalente nei gangli basali del cervello. Di solito, abbiamo difficoltà a spiegare ciò di cui siamo capaci di fare e come lo facciamo. La soluzione più semplice è far vedere come si fa. Inoltre, la memoria è valutabile solo attraverso l'esecuzione delle attività in oggetto. Per contro, la memoria dichiarativa concerne la conservazione delle conoscenze sui fatti che possono essere acquisite in una volta sola e che sono direttamente accessibili alla coscienza. E' una memoria esplicita che ha sede nell'ippocampo e nella corteccia temporale mediale. La distinzione fra memoria procedurale e memoria dichiarativa è stata riferita alla differenza tra "sapere cosa" e il "sapere come". ● Memoria semantica e memoria episodica → la memoria episodica si riferisce alla capacità di memorizzare e recuperare eventi specifici e contiene informazioni spaziali e temporali che definiscono il dove e il quando l'evento ha avuto luogo. A volte, basta una singola esposizione ad un episodio per ricordarlo. I ricordi della memoria episodica resterebbero per un certo periodo di tempo nell'ippocampo e poi sarebbero consolidati nelle aree neo corticali. Inoltre, le aree prefrontali giocano un ruolo
rilevante nella codifica e nel recupero di questo tipo di informazioni. E' un'attivazione asimmetrica (aree frontali di sinistra durante la codifica, aree frontali destra durante il recupero). La memoria episodica è talvolta caratterizzata da ricordi particolari, denominati flash di memoria. Sono ricordi particolarmente dettagliti e permanenti, soprattutto se sono che ci hanno colpito a livello emotivo e cognitivo. Possono essere eventi personali o pubblici. Per contro, la memoria semantica va considerata come un lessico mentale che organizza le conoscenze che una persona possiede circa le parole e i simboli, i significati e i concetti, nonché le relazioni tra loro esistenti. Secondo alcuni studiosi risiede nei lobi temporali mediali; secondo altri, sarebbe maggiormente distribuita nel cervello. Al riguardo, si è ipotizzata di reti semantiche, in grado di collegare una parola con altre parole sulla base di relazioni logiche o associative. Mentre l'emisfero sinistro attiva una rete semantica in modo distinto selezionando le proprietà essenziali della parola, l'emisfero destro attiva tale rete in modo indistinto includendo proprietà semantiche anche distinti. La memoria episodica ha a che fare con ciò che ci ricordiamo , mentre quella semantica con ciò che sappiamo. Tuttavia, di recente questa distinzione è stata messa in discussione dalla prospettiva della mente situata e radicata nel corpo. Dato che i simboli amodali (non provenienti dalle modalità sensoriali) non sono stati verificati sperimentalmente a livello neuropsicologico, qualsiasi ricordo di entità astratte (per es., libertà, giustizia, democrazia ecc.) è recuperato attraverso l'attivazione dei simboli percettivi provenienti dalle modalità sensoriali e motorie (libertà può essere associata ad uno spazio immenso). Il ricordo attinge da informazioni elaborate in base a definite esperienze e, in quanto tale, presenta in ogni caso aspetti di contingenza associati a immagini specifiche. In fase di riattivazione, anche i ricordi appartenenti alla memoria semantica hanno tratti di episodicità. ● Memoria esplicita e implicita → la memoria esplicita si riferisce alla conservazione di informazioni che riguardano specifici eventi o conoscenze generali. E' un processo consapevole, poiché sappiamo di ricordare. Ha sede nel lobo temporale mediale, soprattutto nell'ippocampo. Per contro, la memoria implicita riguarda la capacità di ricordare senza averne consapevolezza, poiché è la conoscenza che si manifesta in prestazioni senza che il soggetto ne abbia coscienza. Le nostre abilità motorie sono registrate come modelli e sequenze di movimenti nella memoria implicita. E' una memoria caratterizzata da modesta variabilità nel tempo, da una sostanziale indipendenza rispetto all'età e da una modesta connessione con l'intelligenza. E' attivata soprattutto dai gangli basali del cervello. La memoria implicita è importante per il nostro funzionamento mentale. Per esempio, nell'apprendimento delle attività motorie, effettuato mediante il sistema di connessione, l'input percettivo è associato ad uno specifico movimento. Con la ripetizione di tale associazione otteniamo, di solito, un miglioramento dell'abilità motoria, anche se il soggetto non è in grado di ricordare in che modo tali miglioramenti abbiano avuto luogo. Vi sono, quindi, informazioni contenuti nella memoria implicita, in grado di influenzare i nostri comportamenti al di fuori della nostra consapevolezza. ● Memoria autobiografica → la memoria è una componente essenziale per l'identità personale e sociale. Collega ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che intendiamo essere domani. Parliamo di memoria autobiografica per indicare la capacità di conservare le informazioni e le conoscenze legate al sé a
Poiché le caratteristiche di un oggetto o evento sono integrate in modo coerente per dare origine ad una rappresentazione mentale dotata di senso, il recupero consiste nel collegare fra loro le diverse caratteristiche dell’oggetto collocate nei depositi di memoria. In tal modo, siamo in grado di recuperare le informazioni pertinenti seguendo diverse strade e di avere accesso ai dispositivi di memoria anche nel caso in cui disponiamo di un numero limitato di elementi. E’ il processo del completamento di un modello. Tale processo comporta una riattivazione delle informazioni nella fase iniziale della codifica. Il recupero delle informazioni è sotteso a operazioni mentali diverse come la rievocazione (capacità di ricordare in modo spontaneo la quantità massima possibile del materiale prima esposto), il riconoscimento (capacità di identificare correttamente le informazioni presentate in precedenza distinguendole da altre informazioni non pertinenti, note come distrattori ) e il riapprendimento (capacità di apprendere nuovamente un materiale già presente in memoria in un tempo minore rispetto all’apprendimento iniziale; si registra in tal modo il risparmio di tempo ottenuto). Nel riconoscimento assume una particolare importanza la familiarità nello stimolo considerato. Tanto è più elevato il grado di somiglianza fra lo stimolo di origine e lo stimolo da riconoscere, quanto più il compito è eseguito in tempi rapidi. 2.3. Distorsioni della memoria del passato ● Ricordi falsi →nel recupero delle informazioni, è frequente un tipo di distorsione chiamato falsa attribuzione , poiché i falsi riconoscimenti sono frequenti quando uno stimolo nuovo è simile a uno stimolo già codificato. Al momento del recupero, la memoria per aver pensato una parola associata è confusa con la memoria per aver visto tale parola. La somiglianza induce uno scambio fra ciò che pensiamo di aver ricordato e ciò che di fatto abbiamo ricordato. L’ipnosi favorisce grandemente il recupero dei ricordi, anche quelli rimossi da tempo. Tuttavia, i soggetti sottoposti a induzione ipnotica riferiscono ricordi che almeno il 50% delle volte descrivono episodi mai esistiti. In questo caso si tratta di vere e proprie confabulazioni. Per questo tutte le testimonianze ottenute sotto ipnosi sono state bandite dai tribunali degli USA. Anche l’interpretazione dei sogni e la tecnica dell’immaginazione guidata (i soggetti sono aiutati dallo psicologo a immaginare un avvenimento complesso per alcuni minuti come se fosse un film) favoriscono la produzione di falsi ricordi nel 25% circa dei casi, poiché l’intervento dello psicologo finisce per indurre il paziente a crearsi ricordi su fatti o esperienze mai esistite. In questi casi entrano in azione complessi processi di autoinganno. La costruzione di falsi ricordi è facilitata, inoltre, da domande fuorvianti. ● Ricostruzione dei ricordi →anche nella ricostruzione dei ricordi andiamo incontro a una serie di distorsioni. Il ricordo non è una fotocopia della realtà, non è una riappropriazione degli eventi, ma una ricostruzione soggettiva dell’esperienza. La memoria umana, ben lungi dall’essere perfetta, essendo un processo elaborativo, conduce a induzioni dai dati della realtà. Già negli anni 30 si era messo in evidenza che, nel raccontare un breve racconto fatto da altri, le persone procedono a importanti variazioni. Anzitutto, esse producono una rilevante riduzione delle informazioni contenute nel racconto, anche del 50%. Inoltre, esse forniscono una diversa organizzazione delle informazioni, sottolineandone alcune, Parimenti, a fronte di aspetti di esse ritenuti divergenti o incongruenti, procedendo a un’operazione di assimilazione, ossia cercano di rendere coerente il
2.4. Ipermnesia e amnesia La memoria non è un semplice magazzino. E’ un processo attivo e ricostruttivo delle informazioni acquisite che va incontro a fenomeni particolari di eccitazione o di depressione. In caso di eccitazione della memoria parliamo di ipermnesia , come capacità particolarmente lucida di ricordare scene complesse in tutti i loro particolari, anche se lontane nel tempo. Potrebbe essere considerata come una capacità transitoria oppure permanente e parziale degli artisti, come anche un danno di qualche disturbo psichico, come il disturbo post - traumatico o per danni cerebrali. In contrapposizione abbiamo l’ amnesia, intesa come una perdita totale (fino a dimenticarsi il proprio nome) o parziale (ti limita in un certo ambito di conoscenze o competenze) di memoria a seguito di un trauma (fisico o psichico) o di una malattia cerebrale. L’amnesia si divide in: a. amnesia retrograda →perdita di memoria per eventi accaduti prima del trauma, ma si ha la memoria per quelli successivi b. amnesia anterograda →perdita di memoria che non comprende gli eventi passati, ma limita enormemente la capacità di memorizzare informazioni presenti (come Alzheimer)
informazione della memoria. In particolare, l’oblio svolge un lavoro di selezione. Dato che la memoria, pur essendo molto potente, ha dei limiti di capienza, se vogliamo che funzioni nel presente, occorre che cerrti ricordi del passato siano eliminati. Nella natura umana questi due processi svolgono una funzione si intrecciano fra loro e la censura dei filtri non è sempre netta. Talvolta alcune informazioni filtrano, ma sono labili e scompaiono a meno di non essere deliberatamente rinforzate attraverso la reitenzione. Non siamo consapevoli dell’azione dei filtri. 3.4. Le ragioni dell’oblio L’ipotesi del decadimento del materiale depositato negli archivi di memoria non è sostenibile, poiché il tempo, da solo, non riesce a spiegare l’oblio. In modo simile, possiamo pensare che l’oblio sia indotto dal fatto che, se un ricordo non è rievocato per molto tempo, a poco a poco va perduto. E’ l’ipotesi del disuso. Esso non spiega, tuttavia, per quale motivo certi ricordi lontani possono riaffiorare dopo molto tempo, a volte in modo spontaneo, a volte a seguito di un lavoro personale (come la psicoterapia). L’oblio può essere dovuto al fatto che la memoria funziona in continuazione. Succede così che il nuovo materiale acquisito venga a interferire con quello già conservato e viceversa. E’ la teoria dell’interferenza. Abbiamo 2 tipi di interferenza: