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Metodi e tecniche selezione, Appunti di Psicologia del Lavoro

Appunti Metodi e tecniche di selezione

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 27/05/2021

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giulpry_23 🇮🇹

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fMETODI E TECNICHE DI SELEZIONE E ASSESSMENT DELLE RISORSE UMANE
Analizziamo il contesto in cui una organizzazione agisce, e quanto sia l’organizzazione sia le persone interne
ad essa modificano il loro modo di agire e di lavorare.
I cambiamenti che sono avvenuti sul piano dell’azienda e quanto questi cambiamenti condizionano i processi
di selezione e valutazione. La selezione del personale oggi è molto diversa dalla selezione di 20 o 30 anni fa.
Questo perché le figure ricercate, gli strumenti e le metodologie sono cambiate molto nel corso del tempo.
LAVORARE OGGI
- Quali sono i principali tratti distinti dei moderni contesti di lavoro, le peculiarità della forza lavoro
odierna?
- Quali sono le principali sfide da affrontare per migliorare la qualità dell’esperienza lavorativa?
- Quali sono le domande del lavoro, le risorse offerte dai contesti e le risorse personali necessarie per
costruire risposte lavorative soddisfacenti?
- Quali sono le vecchie/nuove competenze necessarie oggi?
La maggior parte del lavoro oggi viene eseguito in gruppo, mentre nel passato si tendeva ad eseguire più un
lavoro di tipo individuale, per questo che le competenze richieste nel campo lavorativo sono ben diverse dal
passato. Sono quindi cambiati i requisiti richiesti alle persone che vogliono entrare nel mondo del lavoro.
Oggi molto importante e molto richiesta è la flessibilità, dettata appunto dal contesto sociale in cui una
persona entra nel mondo del lavoro. Nuova competenza oggi richiesta fa parte delle competenze hard ovvero
le capacità informatiche come il saper utilizzare il computer.
Nel passato le aziende operavano all’interno di uno scenario politico-economico stabile, oggi invece è
particolarmente instabile. Questa instabilità è stata data anche dalla globalizzazione.
Lavoratori della conoscenza: lavoratori che possiedono un profilo personale che hanno una quantità di
competenze e conoscenze che nel mondo del lavoro sono molto ricercate. Le aziende fanno a gara per
ottenere queste persone.
Le persone con un profilo basso sono invece quelle persone che le aziende poco vanno a ricercare. Poiché
sono privi di capacità o caratteristiche fondamentali per le aziende.
INNOVAZIONE TECNOLOGICA
I principali vantaggi delle tecnologie informatiche e industriali avanzate consistono nella possibilità di:
- Aumentare la produttività
- Accrescere la flessibilità in risposta alle mutevoli esigenze di mercato
- Ridurre il tempo intercorrente tra la progettazione e la realizzazione del prodotto (time to market)
essere più veloci dei concorrenti nella creazione e nella messa nel mercato di un nuovo prodotto,
arrivare quindi prima sul mercato, è sicuramente un aspetto competitivo delle diverse aziende.
- Migliorare la consistenza del risultato: i risultati devono essere costanti nel tempo.
- Ridurre i costi: la tecnologia va a sostituire le persone, il lavoro umano, ovvero un aspetto che va a
costare molto alle aziende.
- Migliorare la qualità: l’uomo non riuscirà mai a raggiungere la qualità che una macchina riesce a
creare e a produrre.
Questa tecnologia cosi ampliata viene oggi utilizzata in molti contesti lavorativi.
Dal punto di vista organizzativo le aziende per essere più efficienti e per ridurre i costi di produzione hanno
modificato il loro modo di operare, aprendosi ad aspetti sicuramente più flessibili. Questo però ha portato per
i dipendenti dei cambiamenti caratterizzati soprattutto da instabilità, flessibilità e tanto cambiamento nel
modo di lavorare, dettato anche dalla sostituzione dei dipendenti per macchine da lavoro. Le persone sono
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fMETODI E TECNICHE DI SELEZIONE E ASSESSMENT DELLE RISORSE UMANE Analizziamo il contesto in cui una organizzazione agisce, e quanto sia l’organizzazione sia le persone interne ad essa modificano il loro modo di agire e di lavorare. I cambiamenti che sono avvenuti sul piano dell’azienda e quanto questi cambiamenti condizionano i processi di selezione e valutazione. La selezione del personale oggi è molto diversa dalla selezione di 20 o 30 anni fa. Questo perché le figure ricercate, gli strumenti e le metodologie sono cambiate molto nel corso del tempo. LAVORARE OGGI

  • Quali sono i principali tratti distinti dei moderni contesti di lavoro, le peculiarità della forza lavoro odierna?
  • Quali sono le principali sfide da affrontare per migliorare la qualità dell’esperienza lavorativa?
  • Quali sono le domande del lavoro, le risorse offerte dai contesti e le risorse personali necessarie per costruire risposte lavorative soddisfacenti?
  • Quali sono le vecchie/nuove competenze necessarie oggi? La maggior parte del lavoro oggi viene eseguito in gruppo, mentre nel passato si tendeva ad eseguire più un lavoro di tipo individuale, per questo che le competenze richieste nel campo lavorativo sono ben diverse dal passato. Sono quindi cambiati i requisiti richiesti alle persone che vogliono entrare nel mondo del lavoro. Oggi molto importante e molto richiesta è la flessibilità, dettata appunto dal contesto sociale in cui una persona entra nel mondo del lavoro. Nuova competenza oggi richiesta fa parte delle competenze hard ovvero le capacità informatiche come il saper utilizzare il computer. Nel passato le aziende operavano all’interno di uno scenario politico-economico stabile, oggi invece è particolarmente instabile. Questa instabilità è stata data anche dalla globalizzazione. Lavoratori della conoscenza: lavoratori che possiedono un profilo personale che hanno una quantità di competenze e conoscenze che nel mondo del lavoro sono molto ricercate. Le aziende fanno a gara per ottenere queste persone. Le persone con un profilo basso sono invece quelle persone che le aziende poco vanno a ricercare. Poiché sono privi di capacità o caratteristiche fondamentali per le aziende. INNOVAZIONE TECNOLOGICA I principali vantaggi delle tecnologie informatiche e industriali avanzate consistono nella possibilità di:
  • Aumentare la produttività
  • Accrescere la flessibilità in risposta alle mutevoli esigenze di mercato
  • Ridurre il tempo intercorrente tra la progettazione e la realizzazione del prodotto (time to market) essere più veloci dei concorrenti nella creazione e nella messa nel mercato di un nuovo prodotto, arrivare quindi prima sul mercato, è sicuramente un aspetto competitivo delle diverse aziende.
  • Migliorare la consistenza del risultato: i risultati devono essere costanti nel tempo.
  • Ridurre i costi: la tecnologia va a sostituire le persone, il lavoro umano, ovvero un aspetto che va a costare molto alle aziende.
  • Migliorare la qualità: l’uomo non riuscirà mai a raggiungere la qualità che una macchina riesce a creare e a produrre. Questa tecnologia cosi ampliata viene oggi utilizzata in molti contesti lavorativi. Dal punto di vista organizzativo le aziende per essere più efficienti e per ridurre i costi di produzione hanno modificato il loro modo di operare, aprendosi ad aspetti sicuramente più flessibili. Questo però ha portato per i dipendenti dei cambiamenti caratterizzati soprattutto da instabilità, flessibilità e tanto cambiamento nel modo di lavorare, dettato anche dalla sostituzione dei dipendenti per macchine da lavoro. Le persone sono

consapevoli che nel corso della loro vita tenderanno a modificarsi e cambiare sia all’interno della stessa azienda sia in aziende diverse. Un aspetto fondamentale per i dipendenti o per un futuro dipendente è quello di specializzarsi in una particolare competenza che potrebbe essere richiesta in un particolare contesto. Avere tante competenze è fondamentale ma anche specializzarsi in una di esse potrebbe portare la differenza all’interno di un contesto lavorativo. Una delle competenze cruciali che porta una persona a fare la differenza è l’apprendimento continuo, il saper imparare sempre e in modo costante. Se una persona sviluppa caratteristiche che lo rendano occupabile sicuramente avrà la capacità e possibilità di essere chiamato e voluto da altre aziende. Per diventare così occupabile dalle aziende è importante che la persona sia aperta all’apprendimento continuo, alla creatività, alla flessibilità e ad un pizzico di follia e di coraggio. Le organizzazioni hanno dovuto far conto alle diverse trasformazioni a livello tecnologico, culturale e sociale. I mutamenti organizzativi sono:

  • Internazionalizzazione: le organizzazioni hanno risposto alla globalizzazione attraverso l’apertura dei propri canali anche all’estero.
  • Esternalizzazione: le aziende hanno ridotto il numero di personale interno andando a comprare aspetti provenienti dall’esterno e quindi da altre aziende. Questo permette alle aziende di concentrarsi solamente sul proprio lavoro e sull’aspetto principale per cui l’organizzazione è sorta
  • Terziarizzazione: chiudere parti di azienda, andando a vendere quella parte all’esterno perché non è più considerato cruciale. Anche questo aspetto permette all’azienda di concentrarsi sull’aspetto cruciale dell’azienda. La ragione principale per cui avviene questo aspetto è per avere una maggiore flessibilità per quanto riguarda i costi. Le organizzazioni utilizzano le risorse umane esterne solamente quando servono mentre quando non servono più queste persone esterne non vengono più chiamate. Questo porta ad una maggiore riduzione dei costi. Questo pero per le persone comporta una maggiore insicurezza per il futuro.
  • Azienda rete: aziende che hanno molte relazioni con l’esterno e di dipendenza con l’esterno.
  • Aziende corte: sono diminuiti i livelli gerarchici, c’è meno distanza tra la base e il vertice, questo per essere più veloci nelle decisioni. Le aziende sono meno burocratiche rispetto al passato. Aziende meno a livelli gerarchici. Questo aspetto però porta inevitabilmente ad un aumento di responsabilità nei piani anche più bassi, questo poi a sua volta porta ad un aumento delle competenze e delle capacità di una persona per entrare e lavorare all’interno dell’azienda. Si richiede maggiore responsabilità autonomia, flessibilità e maggiore presa di decisioni anche ai piani bassi di una organizzazione.
  • Flessibilità organizzativa: le aziende richiedono molta flessibilità organizzativa per cambiamenti interni o esterni all’organizzazione. Il covid ha portato molti lavoratori ad essere flessibili a seconda di nuove richieste esterne.
  • Diffusione dell’I.T.: diffusione dell’informazione tecnologica (competenze digitali). Tutta la ricerca del personale richiede la capacità di saper utilizzare il computer o aspetti tecnologici.
  • Produzione Just-in-time: le aziende in un mercato sempre più competitivo devono ridurre i fattori di costi, riducendo i costi si riesce a produrre con costi più bassi e riuscire poi a vendere nel mercato. Le aziende per essere più economiche possono utilizzare il just-in-time, una tecnica partita dalla Toyota. Ogni azienda ha all’interno un magazzino dove all’interno possiamo trovare dei materiali o dei componenti (di una macchina), riempire un magazzino di questi componenti costa molto, cioè un enorme capitale immobilizzato. Ridurre al minimo il magazzino (eliminarlo del tutto) e far si che i fornitori esterni quotidianamente consegnino all’azienda ciò che all’azienda serve per produrre. In questo modo non si mobilizza un grande capitale. Il costo si riduce o sparisce del tutto. Il prodotto finale costerà meno. Se però c’è un problema della consegna del materiale l’azienda si blocca e non può produrre. È importante che ci sia un rapporto di partnership forte e basato sulla fiducia tra l’azienda e colui che consegna e rifornisce l’azienda.

All’opposto si colloca la percezione di insicurezza lavorativa ovvero la paura di perdere il lavoro (e di conseguenza il reddito) a causa di licenziamento, ristrutturazione, fusioni o chiusura dell’azienda. I soggetti forti sul mercato del lavoro sono i soggetti che vengono ricercati dal mondo del lavoro, al contrario dei soggetti deboli che invece vedono nella flessibilità una minaccia, apprezzano la continuità contrattuale, non progettano un miglioramento professionale, hanno un locus of control esterno e maturano scarse strategie di coping. I soggetti forti invece sono abili nella gestione delle tecnologie, conoscono le lingue straniere, ricercano una formazione continua, sperimentano forme di lavoro atipico e flessibile, sviluppano competenze trasversali, controllano l’ansia ed hanno un locus of control interno. ed evolute strategie di coping. NUOVI PROFILI PROFESSIONALI/PERSONALI

  • Capacità cognitive: attenzione, memoria, ragionamento logico-astratto, capacità decisionali, capacità di anticipare i problemi, capacità di compiere previsioni su eventi futuri, problem solving.
  • Capacità trasversali: dialogo/comunicazione, lavoro di gruppo, autonomia, flessibilità/apprendimento continuo dall’esperienza (agilità mentale), apertura a nuove esperienze lavorative, propositività (saper dare dei suggerimenti, dare delle idee nuove e innovative). Oggi all’uomo vengono chieste capacità più complesse dei classici comportamenti routinizzati. I comportamenti routinizzati vengono svolti dalle macchine e non più dalle persone. Ci sono nuove modalità di lavoro che mettono in campo nuove modalità di gestione delle risorse umane
  • Reclutamento
  • Selezione
  • Orientamento
  • Formazione
  • Valutazione
  • Motivazione
  • Gestione Il mondo del lavoro pone delle domande al lavoratore come un impegno cognitivo e fisico alle quali il dipendente deve rispondere con capacità e competenze. Il contratto psicologico (vedere sul libro triennale) LA SELEZIONE DEL PERSONALE Perché attuare un processo di selezione?
  • Collocare la persona giusta al posto giusto: maggiore vantaggio per l’azienda e per la persona
  • Scoprire talenti: creano vantaggio competitivo con le altre aziende
  • Migliorare la competitività aziendale: rimanere attivi sul mercato, perché il mercato è molto difficile e competitivo.
  • Creare valore: anche gli stessi cittadini sono degli stackolders ovvero portatori di interesse. I cittadini saranno attenti che una azienda sia il più ecologica possibile. Tutti questi aspetti creano e danno risultati all’organizzazione ma anche al singolo individuo. La selezione è fondamentale affinchè si abbia uno sviluppo nell’organizzazione. I METODI PRE SCIENTIFICI Nel corso del tempo fin dai secoli passati si sono sempre utilizzati metodi per identificare le persone da destinare a determinati ruoli:
  • Fisiognomica: comprendere la personalità di una persona dai suoi lineamenti e dalla sua fisionomia
  • Frenologia: comprendere la personalità della persona a seconda della grandezza del suo cranio. L’idea era che se il soggetto aveva delle competenze extra allora il cranio sarebbe stato sicuramente più grande.
  • Grafologia
  • Astrologia
  • Test proiettivi (?) ancora oggi si ha il dubbio sulla loro scientificità Perché vengono impiegati metodi e strumenti non scientifici? Alcuni di questi metodi vengono ancora utilizzati: EFFETTO BARNUM (O FORER): effetto di convalida soggettiva, fenomeno secondo cui un individuo ha la tendenza a riconoscersi in profili o risultati generici e applicabili a molte o più persone, quel profilo risulta essere vago e generico da adattarsi a un numero più ampio di persone. (esempio l’oroscopo). IL PARADIGMA DELLE DIFFERENZE Nel 1869 Galton per la prima volta presentò un sistema di classificazione degli individui a secondo delle loro abilità. Galton identificò un certo numero di categorie generali, entro le quali poter assegnare gli individui sulla base delle loro capacità, tramite l’assegnazione di un punteggio (punteggio standard). Questo può rappresentare un primo tentativo di strumento oggettivo per la valutazione degli individui. 800- Successivamente a Galton, gli esperti e gli psicologi si sono adoperati per la costruzione di strumenti volti a misurare attitudini umane. È però solo alla fine del 1800 che si diffondono i primi test (es. test di reazione, sensibilità tattile, a orientamento psico-motorio, velocità di presa ...) Per quanto concerne le dimensioni più prettamente psicologiche, il primo test di intelligenza viene pubblicato nel 1905 da Binet e Simon. INIZIO 900 Durante la Prima Guerra Mondiale, nacque la necessità di selezionare soldati da destinare alle diverse mansioni e di identificare coloro che erano a rischio di crollo psichico.
  • Army Alpha (creato per la valutazione dei soldati analfabeti)
  • Army Beta (per la valutazione dei soldati scolarizzati)
  • Personal data sheet (per la valutazione della personalità): l’attenzione si sposta dallo studio dell’intelligenza allo studio della personalità. SECONDA META’ DEL 900 Si diffondono i test di intelligenza e vengono impiegati in svariati contesti (dalle organizzazioni lavorative al settore militare) Si diffonde la convinzione che la selezione del personale sia una previsione del futuro comportamento del candidato, e che da questa dipenda il successo dell’organizzazione. In questi anni si è trascurato il diritto alla privacy e alle pari opportunità dei candidati, e nella seconda metà del 1900 sorgono importanti critiche Nascono il diritto al trattamento confidenziale dei dati, il diritto alla privacy, il diritto a poter presentare ricorso, il diritto a essere informati sui contenuti emersi dalla selezione. Successivamente avviene un profondo mutamento: vi è maggiore attenzione al contesto di lavoro, alla motivazione e alla socializzazione dei lavoratori. Si passa a test specifici, come quelli per la valutazione delle capacità logico-simboliche, alla valutazione dell’autonomia, l’iniziativa, il senso di responsabilità … Inoltre, la selezione non viene più vista come un processo in cui il candidato ha ruolo passivo (era l’azienda che portava avanti la selezione con un comportamento attivo, mentre il soggetto aveva un comportamento passivo) ma vi è uno scambio bidirezionale tra recruiter e candidato. Oggi viene riconosciuto al candidato un

OBIETTIVI

L’obiettivo principale della selezione è identificazione del candidato più idoneo per la posizione lavorativa vacante. Il capitale umano dell’organizzazione rappresenta uno dei principali elementi di produttività e successo aziendale, dunque la selezione è volta a gestire e supportare lo sviluppo dell’impresa. L’obiettivo generale dell’intero processo di selezione è: “assegnare ogni uomo al lavoro più adatto a lui e alla società, in quanto ciascuno dovrebbe utilizzare le proprie capacità, il proprio carattere e le proprie aspirazioni nel modo per lui migliore e la società dovrebbe fare il miglior uso possibile delle proprie risorse umane globali”. (Dunette) FATTORI INFLUENZANTI Non tutte le aziende svolgono nello stesso modo e nella stessa quantità le tecniche di selezione INTERNI:

  • Dimensioni: i processi di selezione cambiano molto a seconda della grandezza dell’azienda. Cambiano gli strumenti, la durata, le fasi del processo. Le aziende piccole fanno una selezione molto semplificata che utilizzano solamente il colloquio, mentre le aziende più grandi utilizzano più fasi con una durata ben diversa.
  • Recruitment policy
  • Immagine aziendale: l’immagine aziendale positiva o negativa fa si che i candidati siano attratti da una certa azienda o siano respinti. Il selezionatore risente di questo aspetto, se l’azienda ha una cattiva immagine avrà sicuramente difficoltà nell’eseguire il proprio lavoro in quanto non ci sarebbero molte candidature. Al contrario una immagine positiva porterà un buon numero di possibili lavoratori. Se la richiesta da parte dei partecipanti è alta il reclutamento non è da fare in quanto vengono fatte da sole. Se le aziende hanno una immagine aziendale negativa è importante migliorarla attraverso l’employal branding.
  • Immagine del lavoro ESTERNI:
  • Variabili demografiche
  • Mercato del lavoro: una figura ben precisa quante opportunità di lavoro ha in un particolare momento storico o temporale.
  • Tasso di disoccupazione
  • Leggi sul lavoro: a livello di norme a favore dei propri lavoratori
  • Competitors: se i nostri competitors non stanno assumendo la nostra azienda potrebbe avere maggiore visione, al contrario saremmo in gara con qualcun altro
  • Eque opportunità: esistono delle regole normative che favoriscono l’inserimento normativo di persone di entrambi i generi senza distinzione. Il buon esito della selezione è dato sì dal selezionatore ma anche dalle influenze esterne ed interne che potrebbero incidere sul processo. GLI ATTORI DELLA SELEZIONE
  • Specialisti aziendali: è un addetto di una azienda che fa parte delle risorse umane, facendo dei colloqui ma non possono utilizzare i test se non sono psicologi.
  • Liberi professionisti/consulenti: consulenti esterni
  • Società di lavoro interinale (agenzie per il lavoro)
  • Centri per l’impiego: navigator
  • Società di consulenza: le aziende si rivolgono a queste società per trovare persone specializzate
  • Head hunter: ricerca di persone top all’interno dell’azienda come manager. Utilizzano dei canali di reclutamento e delle tecniche di selezione specifiche e bene definite che sono ben diverse dalle tecniche di selezione comuni.

APPROCCI ALLA SELEZIONE DEL PERSONALE

1) APPROCCIO PSICOMETRICO

L’obiettivo è raccogliere informazioni utili per prevedere in maniera precisa il futuro rendimento lavorativo del candidato. Ha una prospettiva individualista, si focalizza sugli strumenti di selezione: attenzione alle caratteristiche psicometriche (validità, attendibilità e campionamento) di questionari e interviste. Criticità: poco peso dato agli aspetti di interazione sociale e di contesto; non considera la relazione selezionatore-candidato; il candidato è considerato soprattutto come “oggetto” di valutazione. Il selezionatore gestisce il processo, il candidato ha un ruolo passivo e quindi è vittima del processo.

  1. APPROCCIO SOCIALE Ruolo attivo del candidato, che è visto come un soggetto che ha delle reazioni in merito all’azienda stessa, che lo porterà ad una scelta o ad un rifiuto della richiesta lavorativa. C’è un focus sugli aspetti di comunicazione e interazione tra le parti. L’obiettivo è l’avvio di un contratto psicologico tra le parti individuo e organizzazione). Il candidato è un soggetto attivo dell’interazione. Gli aspetti psicometrici sono in secondo piano, mentre l’attenzione è sull’interazione tra i ruoli, spesso basato su aspettative implicite e attribuzione reciproche. La selezione è vista come una prima fase della relazione tra il candidato e l’azienda. Si creano i presupposti per un positivo contratto psicologico tra le due parti.
  2. APPROCCIO CLINICO Il colloquio e la selezione come una occasione per dare un feedback al candidato. Il selezionatore non si limita a selezionare il candidato, ma è lì anche a dargli dei consigli per aiutarlo a costruire un progetto lavorativo o una strada da intraprendere. Può essere visto come un counselor. Si dà molta importanza al colloquio visto come una consulenza. Il candidato è visto come un utente. Il colloquio è un momento di socializzazione anticipatoria in cui il candidato è un soggetto attivo dell’interazione. La soggettività del selezionatore è uno strumento di lavoro. Gli aspetti psicometrici sono marginali. Questi tre approcci hanno avuto risalto in fasi storiche differenti. L’approccio psicometrico si è presentato per primo. I test sono stati poi messi da parte per fare spazio ad un approccio di tipo sociale. Ed infine si è sviluppato l’approccio clinico. Tutti e tre hanno però un aspetto importante e nessuno è meglio di un altro. L’approccio psicometrico mi permette di eseguire una previsione del lavoro e del comportamento che il soggetto metterà in campo. Solo l’utilizzo di questo approccio non da una analisi completa del soggetto. La stessa cosa per gli altri due approcci. All’interno della selezione è importante considerare tutti e tre gli approcci. L’approccio che viene meno è l’approccio clinico in quanto il selezionatore non deve fare una diagnosi del soggetto e il soggetto non ricerca consigli o una consulenza psicologica. Una selezione condotta in maniera adeguata comporta dei vantaggi per l’organizzazione e per il candidato. I vantaggi della selezione ben condotta:
  • per l’organizzazione: più risultati dalle persone, meno turnover (le persone non lasciano in fretta l’azienda), meno infortuni (se le persone svolgono il lavoro più adatto per loro avranno meno infortuni), persone adeguatamente selezionate avranno meno bisogno di percorsi di addestramento/formazione meno lunghi, persone più soddisfatte e quindi un miglior clima aziendale.
  • Per la persona: pari opportunità (senza discriminazione su genere, cultura e razza), più soddisfazione professionale TRE PUNTI DI VISTA SULLA SELEZIONE
  • Valutazione: il candidato scelto dal reclutamento viene chiamato per un colloquio. In un processo di selezione è possibile incontrare anche un medico per accertare la presenza di requisiti tecnici importanti per la figura da ricoprire.
  • Inserimento Il processo di selezione non deve essere troppo lungo sia per i candidati sia per l’organizzazione. IL PROCESSO DI SELEZIONE
  • Analisi e qualificazione dei fabbisogni (ciò di cui l’azienda ha bisogno): elaborazione del piano assunzioni/inserimenti, questa fase viene fatta dalle risorse umane; definizione del profilo del candidato (che candidato serve? Job Analysis); standard di selezione (il voto di laurea potrebbe essere uno standard di selezione, l’età o le possibili esperienze lavorative); attivazione e verifica reperibilità interna o esterna (ci sono possibilità che il candidato che serve per coprire un ruolo all’interno dell’azienda è già interno all’azienda, in questo caso avremmo una mobilità interna; altre volte serve reclutare e selezionare una nuova figura proveniente dall’esterno)
  • Reclutamento interno: Job posting interni (offerta di lavoro, l’azienda rende noto attraverso canali di comunicazione interna che un posto si è liberato e che chi fosse interessato di inviare la domanda. L’azienda riceve le proposte da parte dei dipendenti), banca dati interna, vincoli aziendali, colloquio HR-Linea (serve per vedere se le richieste e le proposte dei candidati siano buone per la figura da ricoprire). È meglio eseguire un reclutamento interno perché si da una risposta vera e propria alle diverse possibili aspettative di salire di ruolo che esistono all’interno dell’organizzazione.
  • Reclutamento esterno: (un modo per contattare un possibile candidato è internet. Nel passato il contatto con una possibile figura era sui giornali). Contatti con scuole e università (le aziende vanno nelle università per mettersi in contatto con i laureandi), contatti con mercato del lavoro, attenzione dei candidati employer branding (l’azienda deve diventare attrattiva, in questo modo riceverà delle candidature in modo spontaneo), certificazione e scelta del fornitore (a volte il reclutamento di persone viene assegnato a persone esterne come agenzie del lavoro oppure cacciatori di teste), vincoli normativi (ci sono dei vincoli che rientrano nelle autorizzazioni del ministero)
  • Selezione: test (test proiettivi e test costruiti su base di questionari: i test proiettivi vengono utilizzati poco perché hanno un aspetto clinico e servono per mettere in evidenza patologie psicologiche, nei test inoltre possiamo avere test di personalità di tipo clinico e quindi vedere gli aspetti patologici e poi abbiamo test che possono andare ad esaminare aspetti positivi dell’individuo. esempi di test che vengono utilizzati sono Big Five, 16PF, una seconda categoria che viene utilizzata sono i test attitudinali che servono a vedere se il soggetto è in grado di eseguire esercizi attitudinali attraverso l’analisi delle capacità cognitive, in questo tipo di test ci sono risposte giuste e si effettuano in un tempo ben stabilito, una terza categoria sono i test di interesse professionali, ovvero questionari che valutano l’orientamento motivazionale e professionale). L’intervista di selezione (incontro tra intervistatore e intervistato in entrambi i casi i soggetti sono interessati per ottenere più info possibile, è quindi una comunicazione a due vie, il selezionatore è quello di valutare mentre il selezionato ha l’obiettivo di dare una buona immagine di sé. Esistono anche delle interviste strutturate dove ci sono domande ben precise.), assessment di gruppo (tecniche di selezione che prevedono attività di gruppo, vengono utilizzate queste tecniche per vedere quanto i soggetti sono in grado di lavorare in gruppo e inoltre misurare il livello di leadership di ciascun candidato, all’interno di queste prove possiamo trovare anche altri strumenti più individuali), il colloquio HR-Linea (molto spesso un candidato oltre a fare un colloquio con il selezionatore, farà anche un colloquio con il futuro responsabile di una certa funzione aziendale dove verrà inserito il candidato, il colloquio con le risorse umane (hechar  human resorces: persone che si occupano della gestione delle risorse umane, il candidato può fare anche un colloquio con l’hechar per comprendere la politica aziendale, il trattamento che verrà servito al soggetto e tutti gli aspetti interni al lavoro come ferie, stipendio e inquadramento generale), esame medico (la figura coinvolta è il medico, ma non tutti gli esami

medici vengo effettuati nel momento della selezione, l’esame medico serve a comprendere se quel candidato ha tutti gli aspetti fisiologici idonei per la figura da ricoprire, alcuni accertamenti sono però vietati come l’esame dell’HIV, esame dell’alcolismo ecc.. questi tipi di esami devono essere giustificati del datore di lavoro), vincoli normativi (quadri normativi che impongono alcuni aspetti alle aziende come l’uguaglianza nel genere, tra i vincoli normativi c’è tutto il tema dei dati personali)

  • Inserimento: offerta/negoziazione (il contratto di lavoro e le diverse aspettative con la ricompensa, può essere caratterizzata anche da una negoziazione che può caratterizzare le richieste lavorative e le differenti caratteristiche del lavoro stesso, questo accade principalmente per figure di alto ruolo), politiche accoglimento e inserimento (le persone nel primo giorno di lavoro vanno seguite, poiché il primo periodo di lavoro è molto delicato in quanto si formano le prime osservazioni che un pò persistono per tutta la carriera), welcome kit (kit dove si descrive l’azienda, i comportamenti da seguire, gli aspetti importanti del lavoro da tenere in considerazione), in questa fase di inserimento lo psicologo di lavoro non è essenziale, ma hanno comunque delle implicazioni psicologiche.
  • Valutazione della selezione: parte il periodo di prova: individuazione tutor (il neo assunto viene assistito da un tutor che darà al soggetto indicazioni, istruzioni e aiuti, il tutor è un facilitatore dell’apprendimento, gli ostacoli che si possono presentare vengano superati in fretta), raccolta feedback su risultati e comportamento lavorativo (a termine del periodo di prova s chiederà ai responsabili come è andato il nuovo assunto nel primo periodo di prova), confronto selezione/risultati (andare ad analizzare cosa abbiamo preveduto in fase di selezione e cosa abbiamo veramente ottenuto nel primo periodo, questo ci porterà anche a comprendere quanto la selezione appena eseguita è stata fatta correttamente, uno strumento è ben valido quando mi permette di eseguire una buona previsione del candidato data appunto da questo confronto, mi permette anche di comprendere se gli strumenti che ho utilizzato nella selezione sono utili e veritieri), valutazione fornitore (fornitore utilizzato per il reclutamento del personale, vedere se il reclutamento è stato idoneo ed ha portato un soggetto idoneo con le richieste dell’azienda). Lo psicologo del lavoro è fondamentale nella job analysis, nella fase di selezione e nel confronto tra selezione e i risultati raggiunti. LA FASE PRELIMINARE Lo psicologo ha un ruolo importante nell’analisi della posizione di lavoro con elencazione dei requisiti richiesti dalla stessa. C’è anche una definizione del profilo psico-professionale da adottare come standard. Alcuni termini che vengono utilizzati per la selezione del personale
  • Job vacancy: si crea un posto libero, c’è una posizione di lavoro libera
  • Job posting: comunicazione che si fa nel momento in cui c’è un job vacancy
  • Job analysis: attività di analisi del lavoro con descrizione del posto di lavoro. Si può fare attraverso l’osservazione della tipologia di lavoro, interviste a chi fa quella attività o attraverso questionari sempre a chi già esegue questo lavoro
  • Job description: è la conseguenza della job analysis e riguarda la descrizione del posto di lavoro
  • Job specification: molto simile alla job description, descrizione della mansione lavorativa da ricoprire
  • Job requirements: i requisiti richiesti dal lavoro (una certa esperienza lavorativa, una fascia di età ben precisa) un insieme di job requirements forma il job profile
  • Job profile:
  • Man profile: parliamo dei requisiti del candidato, riferito alla persona e non più al posto di lavoro
  • Person specification: molto simile al man profile JOB VACANCY E JOB POSTING

I test che si utilizzano nella selezione sono test già presenti in commercio. L’acquisto di un test è riservato a psicologi iscritti all’ordine. USO DEI TEST IN AMBITO AZIENDALE Un test non valido, o che comprenda elementi non connessi al lavoro in esame, può portare alla ingiusta esclusione di persone che invece potrebbero svolgere adeguatamente il lavoro in oggetto. Un test deve essere valido altrimenti un test non valido potrebbe portare all’esclusione del soggetto dalla selezione perché non si è selezionato bene il soggetto. La procedura d’uso dovrebbe prevedere:

  • Raccolta di una batteria provvisoria di test coerente con il profilo (tratti, attitudini, abilità …) che si intende misurare
  • Validazione di ciascun test in via preliminare a fronte di un criterio di successo lavorativo (per validare il test è fondamentale mettere a confronto il risultato del test con un parametro come il raggiungimento degli obiettivi. Per fare ciò facciamo una analisi di correlazione, più il valore della correlazione è alto e più il test è valido e vuol dire che il test ha preveduto un comportamento che poi si è manifestato. Il coefficiente di validità è un indice che indica la correlazione tra il punteggio del test e il criterio valutativo. Il punteggio di 1 mi da un punteggio molto valido in quanto rappresenta un punteggio alto di correlazione
  • Scelta finale dei test da includere nella batteria
  • Formulazione di criteri e standard di selezione: formulazione dei cut-off ovvero punteggi soglia che ci aiutano a comprendere dentro a quale punteggio un soggetto verrà assunto. ESEMPI DI TEST UTILI AI FINI AZIENDALI I test utilizzabili in ambito aziendale possono riguardare:
  • Efficienza intellettiva (ragionamento, astrazione, logica…)
  • Funzioni psicomotorie (velocità, coordinamento, destrezza, precisione ...)
  • Attitudini meccaniche (informazione e ragionamento meccanico, spaziale…)
  • Attitudini per i lavori di ufficio (autonomia interpretativa e di comprensione, velocità percettiva, precisione esecutiva ...)
  • Competenze trasversali e soft skills: comunicazione, team working, leadership, orientamento al cambiamento ...)
  • Esempi di test (dal catalogo O.S. Firenze)
  • Test di efficienza intellettiva: matrice progressive di Raven
  • Test di personalità: BFQ (big five)
  • Test di motivazione/valori: WIS/SVP (scala dei valori professionali)
  • TOM (test di orientamento motivazionale)
  • ACS (assessment Center System) JOB ANALYSIS E PROFILI PROFESSIONALI: dall’analisi del lavoro alla definizione dei requisiti richiesti. DEFINIZIONE E OBIETTIVO: processo sistematico ed intenzionale di raccolta di info relativamente agli aspetti importanti ad una specifica posizione lavorativa:
  • Attività lavorative
  • Strumenti ed equipaggiamenti utilizzati nell’attività JOB ANALYSIS: responsabilità, compiti, condizioni di lavoro. Attrezzature, comportamenti Identificare caratteristiche: conoscenze, competenze, abilità, altre caratteristiche Selezione e strumenti: test, domande, prove di gruppo.

La job analysis è alla base degli altri due processi, ci aiuta a comprendere la figura da selezionare. Le fasi costituenti la job analysis sono rappresentate dalla rilevazione della descrizione della mansione (job description) e dalla definizione delle caratteristiche comportamentali (person specification). Per realizzare la job analysis si possono utilizzare vari metodi che consentono di raccogliere le info sul lavoro. Il metodo più frequente utilizzato è l’intervista diretta a chi occupa la posizione o al responsabile di area/funzione che richiede l’inserimento di una nuova risorsa. Il questionario che maggiormente viene utilizzato è il PAQ questionario. I METODI DI JOB ANALYSIS: i primi 3 sono le tecniche più utilizzate

  • Questionari
  • Interviste individuali
  • Osservazione diretta
  • Analisi di esperti: l’analisi viene eseguita da un esperto del lavoro
  • Partecipazione nel lavoro (affiancamento): lo psicologo affianca una persona per comprendere bene in cosa consiste quella attività
  • Tecnica “critical incident” (Flanangan): forma di intervista alle persone che eseguono un particolare lavoro, chiedendo al soggetto tutti aspetti interni e caratteristici del lavoro, riportare fatti significativi del lavoro, eventi in cui lui ha avuto successo o insuccesso sul lavoro, fatti significativi. Da questi fatti di successo e insuccesso si deducono le caratteristiche del lavoro e le competenze richieste.
  • Diario di lavoro: chiedere ad una persona che svolge un ruolo lavorativo di registrare le cose che fa e i compiti da portare in avanti. Si ricavano info utili per la job analysis.
  • Check list: contengono una lista di compiti possibili (compiere tabelle, scrivere documenti con word, utilizzare il computer …) è uno strumento che può essere utilizzato nell’osservazione diretta, è quindi un ausilio all’osservazione, in questo caso con la presenza della check list diventa una osservazione guidata
  • Analisi dell’informazione: metodo proposto negli anni 60 da Ombredane e Faverge. Erano molto interessati al paragone tra uomo e macchina. Questo sistema si basa sullo scambio di info tra uomo e macchina, i due interagiscono attraverso lo scambio di info. Lo scambio di info tra le due parti ci fa comprendere l’analisi del lavoro. Una persona che lavora con una macchina (computer o macchina generica …) questo tipo di analisi viene eseguita solo in quei ruoli dove c’è uno scambio di info tra uomo e macchina. ELEMENTI DELLA JOB DESCRIPTION: dopo la job analysis segue la job description ovvero la descrizione che ne esce dalla analisi eseguita in precedenza. La job description contiene:
  • Titolo della posizione: esempio venditore, impiegato amministrativo, team manager ecc …
  • Funzione aziendale/dipartimento: le aziende vengono divise in funzione o dipartimenti (contabilità, amministrazione, risorse personale …) le funzioni hanno all’interno diverse forme lavorative che eseguono tutte un tipo di lavoro collegato ad un particolare tema.
  • Sede
  • Risponde a …: a chi fa capo
  • Scopo: finalità della posizione, il motivo aziendale per cui esiste una certa posizione lavorativa, si parte sempre con un verbo (garantire, assicurare, assicurare all’azienda i fabbisogni del personale …)
  • Attività principali: le principali attività che la figura ricerca esegue durante la sua giornata.
  • Collegamenti e contatti: collegamenti all’interno o all’esterno dell’azienda. Un addetto alla selezione avrà per esempio (scuole, università, agenzien interinali …)
  • Responsabilità su altro personale: spiegare se sotto di lui ci sono altre persone a cui dovrà fare da responsabile o da capo. Si vanno in questo caso a vedere competenze legate alla leadership o al lavoro di gruppo.

Nelle organizzazioni non si può non valutare. Tutte le organizzazioni valutano. La differenza sta nelle attività formalizzate ovvero attraverso metodologie e strumenti di valutazione formalizzati (inizio anno si danno degli obiettivi a fine anno si analizzano se questi obiettivi sono stati raggiunti quindi in modo oggettivo). Ci sono anche metodologie non formalizzate, modalità soggettive che non vengono a volte comunicate ai soggetti valutati. Ciò che si valuta sono le persone e i loro comportamenti. Si valutano i tratti personali (sistema di valutazione che misura l’autonomia, attenzione al cliente, cordialità… aspetti di carattere), comportamenti lavorativi (team working), risultati lavorativi (si usano misure obiettive, di obiettivi raggiunti misurabili in maniera oggettiva. Per esempio aver aumentato del 5% le vendite), le attitudini (la capacità di problem solving, capacità numeriche, capacità di analisi e approfondimento) e infine il potenziale (aspetti personali inespressi nell’attività passata in quanto non erano richiesti dal lavoro affidato). Molte aziende fanno rientrare tutta la lista precedente dentro al gruppo delle competenze. La psicologia da un contributo molto grande a questo tipo di analisi. VALUTAZIONE FORMALIZZATA VS VALUTAZIONE NON FORMALIZZATA La valutazione formalizzata è continuo nel tempo a differenza della non formalizzata che avviane in modo saltuario o casuale. Nella valutazione formalizzata abbiamo una omogeneità del processo quindi avviene in modo uguale per tutti, molto oggettiva. Al contrario della non formalizzata che è disomogenea. Minori distorsioni nella valutazione formalizzata perché avviene in modo oggettivo utilizzando strumenti e procedure standardizzati, se non vengono utilizzati strumenti e metodi precisi l’analisi è prettamente soggettiva che è caratterizzata da errori e distorsioni dell’analisi. COSA SI VALUTA?

  • Posizioni: l’oggetto della valutazione non è il lavoratore, si analizza il ruolo che il lavoratore ricopre. Analisi delle posizioni si cerca di descrivere un certo ruolo lavorativo indipendentemente dalla persona che lo andrà a ricoprire. Ha il compito di pesare l’importanza della posizione all’interno dell’organigramma. Alcune posizioni sono cruciali altri lo sono meno. Alcune posizioni hanno una capacità di influire maggiormente rispetto ad altre. Ha lo scopo di pesare le posizioni per decidere quale è il livello retributivo adeguato ad una determinata posizione. Ha un ruolo organizzativo gestionale, amministrativo. Consente di analizzare lo stipendio di una particolare posizione. Non è una analisi che fa lo psicologo.
  • Prestazioni: quale è stato il contributo che il soggetto ha dato nell’ultimo anno? Quali obiettivi ha raggiunto? È una valutazione del passato e avviene infatti a fine anno per verificare gli obiettivi raggiunti
  • Competenze: qualcosa che il soggetto ha, cio che il soggetto può ad oggi esprimere. Si riferisce all’oggi. Fotografare le capacità, qualità conoscenze che il soggetto oggi possiede. Una persona può avere buone competenze ma cattive prestazioni. In questo caso si tratta di persone non motivate che non mettono in campo aspetti molto importanti che invece il soggetto possiede.
  • Potenziale: caratteristiche personali possedute ma inespresse utili per un cambio di ruolo. Potenziale al futuro. VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE Competenza: fotografiamo la persona nel suo totale
  • Competenze di base: competenze generali che possono essere trasferibili in compiti differenti. Fanno riferimento soprattutto al sapere di una persona, sapere generale. Sono frutto di conoscenze, processi di apprendimento formale o informale. Cultura generale
  • Competenze tecnico professionali: competenze specialistiche acquisite in ambiti specialistici. Sono specifiche in ambiti professionali. Sono le hard skills.
  • Competenze trasversali: soft skills. Mentre le altre due si riferiscono al sapere queste si riferiscono al saper fare o al saper essere. Ci riferiamo ai comportamenti efficaci. Abilità di mettere in campo

strategie efficienti per collegare le proprie capacità alle richieste dell’ambiente, integrano le diverse risorse possedute. Quale è il ruolo dello psicologo? È quello di analizzare le competenze trasversali. Per le altre due non serve lo psicologo basta un questionario, una prova o una prova pratica. Sono molto più difficili da analizzare le soft skills. Questo perché non possiamo accedere direttamente alla leadership o al saper lavorare in gruppo, si manifestano attraverso l’azione e il comportamento nella pratica. LA METAFORA DELL’ICEBERG I risultati che si ottengono sul lavoro che vengono analizzati dalla valutazione ci sono delle competenze o qualità personali che non sono direttamente visibili e che possono essere utile analizzarle. I risultati potrebbero essere influenzati dalla presenza o meno da attitutdini, personalità e motivazioni che non sono direttamente osservabili ma che sono intrinseci al comportamento del soggetto. Ciò che si vede quindi è solo la punta dell’iceberg, ma in realtà sotto alla punta c’è una parte più grande fatta di aspetti intimi, psicologici che incidono molto sui comportamenti, soft skill e conoscenze. Ci sono competenze facilmente osservabili le hard skills mentre le soft skills non sono direttamente osservabili. LE FASI DELLA VALUTAZIONE

  • Definire gli obiettivi e gli oggetti di valutazione: comptenze, potenziali e prestazioni
  • Identificare variabili culturali e organizzative
  • Identificare i valutatori: chi è che valuta? Prestazioni  responsabili, potenziale  psicologo
  • Selezionare metodi e strumenti
  • Formare i valutatori
  • Raccogliere i dati
  • Effettuare la valutazione dei dati
  • Comunicare il feedback
  • Utilizzare la valutazione per decisioni gestionali Il problema della valutazione soprattutto nell’analisi degli aspetti legati alla parte bassa dell’iceberg sono difficili da analizzare ed è possibile eseguire un errore di valutazione. Percepiamo qualcosa di sbagliato. La valutazione utilizza la parte soggettiva che potrebbe incidere sull’analisi. si possono commettere degli errori di valutazione. La valutazione può essere frutto di una percezione soggettiva ed è per questo che la percezione potrebbe portare il soggetto a compiere degli errori di valutazione. GLI STRUMENTI DISPONIBILI PER LA VALUTAZIONE DI PRESTAZIONI E COMPETENZE Approccio quantitativo per lo studio di comportamenti. I metodi che si possono utilizzare possono essere:
  • Metodi formali e metodi informali: meglio utilizzare quelli formali perché più oggettivi
  • Metodi oggettivi e metodi soggettivi: meglio utilizzare i metodi oggettivi, limitano la soggettività del valutatore
  • Metodi quantitativi e qualitativi: meglio quantitativo in quanto è possibile fare paragoni fra soggetti
  • Metodi relativi o metodi assoluti: i primi mettono in analisi più soggetti come la graduatoria mentre l’altro è un metodo legato al singolo. Si fanno meno errori con i metodi relativi perché mettiamo a confronto due soggetti e da dei risultati migliori. STRUMENTI DI VALUTAZIONE
  • Descrizioni narrative: il valutatore esprime in maniera libera la sua valutazione di una persona. Contiene comportamenti adeguati o non adeguati della persona. Sono frutto di una osservazione. Non è uno strumento quantitativo ma è qualitativo. In maniera libera si può raccogliere in maniera

vero e proprio vede. Il limite di questa valutazione è che anche queste fonti diverse potrebbero analizzare solo l’aspetto lavorativo nel presente senza considerare l’aspetto legato al potenziale. ASSESSMENT CENTER Letteralmente tradotto in centro di valutazione poiché ha lo scopo di condurre un esame caratteristiche essenziali. Si differenzia dal development centre in quanto questo ha un feedback utile all’individuo per prendere coscienza dei propri punti di forza e di punti di debolezza per dare al soggetto l’opportunità di sviluppare i propri punti di forza e migliorare i punti di debolezza. Non è a scopo gestionale e quindi di cambio di incarico ma è un modo per porre un premesso e iniziare uno sviluppo personale del soggetto stesso. Questo processo può essere guidato da un coach che aiuta il soggetto a migliorare i suoi punti di debolezza. La differenza sta nell’utilizzo dello strumento e non nelle tecniche, sono diversi i due scopi. Molte aziende tendono ad utilizzare l’assessment center come prova di selezione e prevedono prove di gruppo. Le tecniche che vengono utilizzate all’interno di un assessment center, esso è come un contenitore dove si possono inserire diversi strumenti. Molti sono caratteristici e indispensabili che differenziano una prova da tipo individuale a prove di gruppo. Nelle prove di gruppo si evidenziano capacità manageriali. Nelle prove di gruppo a ruoli liberi viene dato un problema dove i soggetti Business case: prove di gruppo fortemente ancorate in un contesto lavorativo e i soggetti possono avere ruoli liberi o ruoli assegnati. Esempi che si possono utilizzare: caso del naufragio, viene presentato questo caso dove una nave sta affondando e potete portare con voi 5 cose. Viene presentata una lista di oggetti che il soggetto deve scegliere. Ogni oggetto ha un significato. Il soggetto sceglie 5 oggetti e dà una particolare spiegazione e il gruppo deve arrivare ad una conclusione finale. Non esistono risposte giuste o risposte sbagliate. Un'altra prova è far finta di essere in un consiglio comunale e decidere a chi devolvere una certa quota, in questo caso può accadere che il ruolo viene assegnato e il soggetto deve convincere gli altri per far devolvere la cifra nel proprio ambito, in questo caso si vedono gli aspetti di negoziazione, di relazione ecc.. In queste prove di gruppo si usa utilizzare più valutatori di cui 1 o 2 psicologi. Si possono utilizzare anche capi, responsabili formati sulla tecnica di valutazione che vengono utilizzati come osservatori. L’assessment center può contenere altri strumenti come per esempio strumenti di coppia, ovvero esercizi di trattativa e negoziazione che avvengono in una relazione di coppia. Si vedono così le abilità commerciali e negoziali dell’individuo. i ruoli molte volte vengono già assegnati. Ci possono poi essere prove individuali: queste prove individuali possono essere si individuali ma da eseguire in gruppo come, per esempio una auto presentazione dove il singolo soggetto prepara una presentazione e la espone di fronte ad un gruppo. Un’altra prova di questo tipo è il public speech, chiedere ad una persona di parlare in pubblico su un certo tema. Prova individuale In-basket: traduzione “cestino della posta”. La situazione ipotizzata è che il soggetto abbia ricevuto un certo tipo di informazioni o comunicazione, il soggetto deve quindi assumere un certo ruolo, deve indicare cosa farebbe in quel giorno per risolvere il problema presentato. Si analizza il modo in cui il soggetto gestisce particolari problemi e si cerca di comprendere come il soggetto prende particolari decisioni per risolvere tale problema. Prove In-Tray: è simile alla prova precedente ma in questo caso è una prova pratica che si esegue ai livelli più bassi di una organizzazione. Costruire qualcosa, riparare un oggetto … Intervista individuale: intervista ulteriore prova individuale di assessment center: interviste in cui si chiede al soggetto di dire in una certa situazione come si è comportato e cosa ha ottenuto (evidenziare le competenze e le qualità del soggetto). La durata minima di un assessment center è minimo di una giornata, altre possono durare anche due o tre giorni consecutivi (toyota). Le prove sono anche all’interno di momenti non interni alla prova come la cena o il pranzo. Si fa sempre un intervista individuale perché ci sono aspetti che è difficile da analizzare senza l’utilizzo e l’aiuto di una intervista faccia a faccia.

VANTAGGI E SVANTAGGI AC

Pluralità di tecniche di valutazione e più valutatori. Alla fine dell’assessment center i valutatori possono confrontarsi nelle valutazioni. Osservazioni varie e ripetute. Si parla anche di prove di simulazione, tutto quello che viene fatto ha un’attinenza con il lavoro. Vantaggi:

  • Pluralità di tecniche di valutazione e di valutatori
  • Varietà delle osservazioni rilevate
  • Quantità e qualità elevate delle info raccolte
  • Riduzione del rischio di valutazione soggettive o limitate
  • Flessibilità nell’applicazione delle metodologie: ciascuna prova può essere scelta a seconda del contesto in cui ci troviamo
  • Impatto formativo per i soggetti coinvolti: si da un feedback alla fine del processo e quindi può essere utile per una possibile formazione al soggetto stesso. Il soggetto può comprendere le decisioni dell’azienda e può prendere spunto per migliorare alcuni punti negativi. Svantaggi:
  • Modalità di rilevazione impegnative: sono prove impegnative sia per chi analizza sia per chi le esegue. Si chiede di esporsi e per qualcuno può essere difficile.
  • Fatica e stress dei partecipanti: disagio dei partecipanti
  • Costi: lo sviluppo di questa strumentazione ha un suo costo di progettazione degli strumenti; c’è un costo perché le persone vengono tolte dalla loro attività per eseguire queste prove e poi c’è il costo dei consulenti sia interni che esterni. Le aziende molte volte preferiscono utilizzare psicologi esterni. Il costo totale viene fatto a seconda dei numeri dei partecipanti (1.200 a partecipante).
  • Tempi: sia di progettazione sia della realizzazione sia per la stesura dei profili richiedono molto tempo. ASPETTI ORGANIZZATIVI
  • Il gruppo osservato è comporto da 7-8 partecipanti e 3-4 osservatori
  • Gli osservatori osservano due partecipanti ciascuno
  • Gli osservatori cambiano coppia ad ogni esercizio
  • Non porgono mai le spalle ai partecipanti
  • Ogni candidato è osservato da tutti i valutatori, a rotazione, negli esercizi previsti
  • Riguardo ad una stessa capacità ogni candidato è misurato in prove diverse da due valutatori Un ulteriore modo èè disporre i soggetti a ferro di cavallo e davanti porre i valutatori. Se tutti i valutatori si trovano di fronte ai soggetti permette loro di guardare tutti i soggetti contemporaneamente. Al contrario un layout a quadrato non permette una visuale completa di tutti i soggetti in quanto alcuni risultano posizionarsi di spalle al valutatore. È importante mettere tutti i soggetti a proprio agio. Test questionari self report Questionario molto utilizzato è il Big Five che misura 5 aspetti della personalità di una persona normale e adulta. Misura l’energia, amicalità, coscienziosità, stabilità emotiva e apertura mentale. Possiede una scala Lie per vedere se il soggetto che risponde sta mentendo. Ogni dimensione si divide in due aspetti sottostanti. Altri questionari di personalità utili sono il 16PF e il OPQ32. Le tecniche proiettive vengono utilizzate molto poco. Vengono utilizzati anche test cognitivi e attitudinali: Test di domino, raven e GMA. Questionari di interessi professionali: WIS-SVP scala dei valori professionali misura valori intrinseci es estrinseci al lavoro. L’intervista individuale strutturata e semi strutturata. Intervista mirata (STAR)