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Selezione del Personale e Protezione dalla Discriminazione, Appunti di Diritto del Lavoro

Sulla selezione del personale e le normative che regolano la raccolta di informazioni sul candidato durante il processo di selezione. Viene esplorata la legge italiana e europea in merito alla discriminazione, i documenti richiesti durante il colloquio di selezione e le visite mediche. Inoltre, vengono presentate le categorie di lavoratori e le mansioni, qualifiche e categorie legali.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 09/12/2020

Etsimi
Etsimi 🇮🇹

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SELEZIONE DEL PERSONALE
Si parla di selezione quando un candidato si presenta dinanzi ad un datori di lavoro o qualcuno da
esso delegato per la selezione, come l’agenzia interinale.
I datori di lavoro possono raccogliere informazioni sul candidato ma solo se rilevanti sulla
valutazione della sua attitudine professionale, quindi sono vietate quelle inerenti alla sfera
personalissima del lavoratore.
Le fonti normative di riferimento sono:
Lo statuto dei lavoratori (l.300/70): art. 8 ossia il divieto di indagine per il datore di lavoro
sulle opinione del lavoratore.
Legge Biagi (276/03): art.10 divieti di indagine sulle opinioni e trattamento discriminatori
da parte delle agenzie del lavoro.
Codice della privacy: art.117
I dati potenzialmente discriminatori sono tutti quei dati che rientrano nella sfera personale come le
convinzioni personali, religioni, affiliazioni sindacali o politica, sesso, orientamento sessuale, età,
stato matrimoniale ecc.
Un eccezione a tale raccolta rientrano le informazioni finalizzata per fornire specifici servizi
o azioni mirati all’assistenza per le categorie di lavoratori svantaggiati nella ricerca di un
occupazione, come per esempio gli individui con mobilità ridotta che rientrano nella legge
68/99.
Altre normative per la tutela della discriminazione sono
delle direttive europee per la parità di trattamento indipendentemente dalla razza e l'origine
etnica e in materia di occupazione e condizioni di lavoro.
Mentre risale al 2006 il codice delle pari opportunità tra uomo e donna.
Eccezione: non è discriminazione se la differenza di trattamento alle caratteristiche se esse
costituiscono un requisito essenziale ai fini dello svolgimento dell’attività
Tutela della privacy (D. Lgs. 196/2003)
Durante il colloquio è possibile richiedere ai candidati documenti:
è legittima la richiesta del certificato di laurea o degli altri titoli di studi conseguiti
è facoltà del datore di lavoro accettare anche un auto certificazione.
È illegittima la richiesta del certificato dei carichi pendenti (cozza con il principio di
presunzione d’innocenza)o del casellario giudiziario.
La giurisprudenza afferma anche che anche se il casellario giudiziario non può essere
richiesto è anche vero che in presenza di condanne penali o passati giudicato possono essere
richiesti.
A riguardo la giurisprudenza ha ribadito più volte che sono nulle le clausole di vincoli di
parentela, di residenza, precludono la partecipazione a causa di un titolo di studi superiori.
Test attitudinali non possono essere finalizzati alla raccolta di informazioni non attinenti e
sopratutto devono essere svolti da io psicologico, altrimenti è un esercitazioni abusivo della
professione di psicologo.
Inoltre per la corte di giustizia ha affermato che il datori di lavoro non può rifiutarsi, dopo la
cessione del rapporto di lavoro, di fornire referenze.
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SELEZIONE DEL PERSONALE

Si parla di selezione quando un candidato si presenta dinanzi ad un datori di lavoro o qualcuno da esso delegato per la selezione, come l’agenzia interinale. I datori di lavoro possono raccogliere informazioni sul candidato ma solo se rilevanti sulla valutazione della sua attitudine professionale, quindi sono vietate quelle inerenti alla sfera personalissima del lavoratore. Le fonti normative di riferimento sono:

  • Lo statuto dei lavoratori (l.300/70): art. 8 ossia il divieto di indagine per il datore di lavoro sulle opinione del lavoratore.
  • Legge Biagi (276/03): art.10 divieti di indagine sulle opinioni e trattamento discriminatori da parte delle agenzie del lavoro.
  • Codice della privacy: art. I dati potenzialmente discriminatori sono tutti quei dati che rientrano nella sfera personale come le convinzioni personali, religioni, affiliazioni sindacali o politica, sesso, orientamento sessuale, età, stato matrimoniale ecc. ➔ Un eccezione a tale raccolta rientrano le informazioni finalizzata per fornire specifici servizi o azioni mirati all’assistenza per le categorie di lavoratori svantaggiati nella ricerca di un occupazione, come per esempio gli individui con mobilità ridotta che rientrano nella legge 68/99. Altre normative per la tutela della discriminazione sono
  • delle direttive europee per la parità di trattamento indipendentemente dalla razza e l'origine etnica e in materia di occupazione e condizioni di lavoro.
  • Mentre risale al 2006 il codice delle pari opportunità tra uomo e donna. ➔ Eccezione: non è discriminazione se la differenza di trattamento alle caratteristiche se esse costituiscono un requisito essenziale ai fini dello svolgimento dell’attività Tutela della privacy (D. Lgs. 196/2003) Durante il colloquio è possibile richiedere ai candidati documenti:
  • è legittima la richiesta del certificato di laurea o degli altri titoli di studi conseguiti è facoltà del datore di lavoro accettare anche un auto certificazione.
  • È illegittima la richiesta del certificato dei carichi pendenti (cozza con il principio di presunzione d’innocenza)o del casellario giudiziario. La giurisprudenza afferma anche che anche se il casellario giudiziario non può essere richiesto è anche vero che in presenza di condanne penali o passati giudicato possono essere richiesti. A riguardo la giurisprudenza ha ribadito più volte che sono nulle le clausole di vincoli di parentela, di residenza, precludono la partecipazione a causa di un titolo di studi superiori. Test attitudinali non possono essere finalizzati alla raccolta di informazioni non attinenti e sopratutto devono essere svolti da io psicologico, altrimenti è un esercitazioni abusivo della professione di psicologo. Inoltre per la corte di giustizia ha affermato che il datori di lavoro non può rifiutarsi, dopo la cessione del rapporto di lavoro, di fornire referenze.

VISITE MEDICHE

lo statuto dei lavoratori (L.300/70): art.5 vieta accertamenti sanitari sull’idoneità e infermità per malattia o infortunio del lavoratore, ma solo da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico. Il Testo Unico della sicurezza sul lavoro (T.U. 81/2008):art. 41 sostiene che è possibile effettuare visite mediche preventive in fase preassuntiva ma: la valutazione idoneità deve essere valutata da: medico competente o dipartimento prevenzione dell’ASL e in base al riscontro possiamo avere:

  • inidoneità assoluta: possibile mancata assunzione
  • inidoneità per specifiche mansioni: si valutano pertanto solo le mansioni compatibili così da poter effettuare regolare assunzioni
  • idoneità: assunzione. Modificato dal D. Lgs. 106/

MANSIONI

Prestazione lavorativa: è l’obbligazione principale del lavoratore, determinata da:

  • tipo attività lavorativa: ossia le mansioni
  • durata
  • luogo le mansioni indicano insieme dei compiti e specifiche attività che il lavoratore deve eseguire nell’ambito del rapporto. È oggetti della prestazione indicato in modo generico, si fa riferimento alla mansioni per cui è stato assunto, e tali compiti è di volta in volta specificato al lavoratore dal datore secondo il potere direttivo. In relazione alle mansioni si distinguono:
  • qualifica: indica u raggruppamento di mansioni ed identifica una figura professionale
  • categoria legale: raggruppamento di qualifiche (art. 2095 c.c.) Inizialmente l’art. 2095 individuava: dirigenti- dipendenti-operai successivamente, secondo la L. 190/85: è stata aggiunta anche la categoria quadri.
  • Quadri: categoria di prestatori di lavoro subordinato che, pur non essendo dirigenti, svolgono funzioni di carattere continuativo dei rilevante importanza ai fini dello sviluppo e dell’attuazione degli obiettivi di impresa. Rientrano nell’ambito impiegativi, anche se in lato senso
  • Impiegato: Reggio decreto legge sull’impiego privato n. 1825/1924, art.1: colui che svolge attività professionale con funzioni di collaborazione, eccettuata ogni prestazione che sa semplicemente mano d’opera. Quindi non può svolgete compiti solo manualità ma anche attività professionali/intellettuali. Questa definizione è stata ritenuta insufficiente, così che la giurisprudenza ha dato rilevanza alla collaborazione impiegatizia, cioè alla particolare funzione degli impiegati di collaborare alle modalità organizzativa della produzione imprenditoriale un certo mento storico c’è stato una processo di distinzione tra le due categorie legali ossia tra impiegati ed operai, superamento di distinzione e siamo sopraggiunti ad un inquadramento unico. dagli anni 80la giurisprudenza ha ritenuto che rientrasse nella categoria impiegati anche quei soggetti del tutto privi di poteri direzionali. ◦ Attività professionale di funzione di organizzazione ◦ attività non prevalentemente non manuali
  • Operaio
  • Dirigente:c’è una differenze rispetto alle altre categorie, alcune sono sottratti ad una serie di norme protettive come orari, disciplina lavoro a termine e il licenziamento at nunc ( previsto anche dalla legge art.10 del 604/66). per quanto riguarda la retribuzione, preavviso, french benefits. Manca una definizione specifica, la giurisprudenza ha tradizionalmente definito dirigente come: l’alter ego dell'imprenditore; preposto alla direzione dell’impresa o un ramo

◦ dopo 6 mesi continuativi, che possono variare in base ai contratti collettivi inoltre il lavoratore ha il diritto di essere riassegnato alle precedenti mansioni inferiori ➔