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Concetti principali dei metodi di studio e dsa
Tipologia: Appunti
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L’apprendimento durante tutto il corso della vita consiste in una prospettiva che permette a ciascuno di vivere e di operare nella conoscenza e nella società della conoscenza, e di trasferire il processo di apprendere ad apprendere nei diversi contesti e luoghi di vita. La competenza imparare ad imparare si persegue a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalle reti di relazioni che legano alla famiglia e agli ambiti sociali. Acquisire un metodo di studio significa estendere le proprie potenzialità di apprendimento e di formazione, agire sulla propria vita e sugli oggetti di conoscenza attraverso un’azione trasformativa, accrescere il proprio protagonismo e la propria autonomia.
Il metodo di studio nell’ambito della pedagogia rappresenta un impegno affrontato con efficacia in ambito scolastico. Avere un buon metodo di studio implica la disponibilità e l’abilità a organizzare e regolare il proprio apprendimento, sia in modo individuale sia in gruppo. Include la capacità di organizzare il proprio tempo produttivamente, nel risolvere problemi, elaborare, valutare e assimilare nuove conoscenze ed applicarle in vari contesti. L’allievo strategico è colui che è capace di attribuire un significato al suo modo di operare, sviluppando una dimensione riflessiva e proattiva del suo apprendere e del suo studiare. Ciò che impegna la scuola a realizzare condizioni ottimali per far fiorire le potenzialità di ciascun allievo riguarda il costrutto di capacitazione in inglese capabilities. In questo senso,
Apprendimento come protoapprendimento nel quale viene delineato il comportamento e la struttura cognitiva dell’allievo attraverso processi di correzione e di un resoconto basati sull’esperienza. Apprendimento come Deuteroapprendimento nel quale l’apprendimento cambia e diventa più rapido. Il transfer dell’apprendimento fa parte di questo tipo di apprendimento che può essere considerato a fondamento della teoria per l’acquisizione del metodo di studio individuale e flessibile. Il curriculo uno corrisponde al protoapprendimento, mentre il curriculo due corrisponde al Deuteroapprendimento. La capacità di imparare ad imparare nella teoria di Le Boterf si impianta nel terzo livello, il metodo di studio si arricchisce della ricorsività tra metaconoscenza e
metacognizione che possono accrescere il valore per livelli progressivi di acquisizione da parte del soggetto in un processo di continua destrutturazione e strutturazione del proprio apprendimento. Acquisire e sviluppare un metodo di studio è una competenza che varia in funzione dell’evoluzione della situazione che permette di essere esercitata nell’ambito della combinazione dei vari elementi che la compongono. Sotto questo punto di vista, la famiglia ha il compito di sostenere l’allievo sul piano pratico ed emotivo, ponendolo nelle condizioni di organizzare il luogo di studio, invece la scuola ha il compito di agire, assumendosi la responsabilità di porre tutti gli allievi nelle migliori condizioni di apprendere un proprio metodo attraverso l’insegnamento di tecniche, modalità, opportunità e strumenti, anche coloro con bisogni
alla difficoltà dell’allievo di elaborare il calcolo matematico. Tali disturbi possono determinare conseguenze funzionali negative nel corso della vita degli allievi, rispetto agli altri allievi, con inevitabili ripercussioni a livello psicologico e di salute mentale. In questa prospettiva, di particolare rilevanza sono tre aspetti relativi all’acquisizione del metodo di studio quali: l ’utilità che permette all’allievo di usare le proprie capacità cognitive e risorse intellettuali in modo produttivo, efficace e organizzato; la valenza euristica permette all’allievo di non essere escluso dalle attività ed esperienze consentendo di perseguire gli obiettivi scolastici prefissati; le forme plurime di apprendimento permettono di acquisire conoscenze e comportamenti da se stessi, dagli altri, e dal contesto in cui si vive, attraverso l’applicazione di tecniche, abilità e
competenze in modo intenzionale, autonomo e consapevole. In riferimento alle misure compensative da adottare da parte degli insegnanti, è importante che essi acquisiscano competenze riguardo a quelle da adottare, anche in relazione alle discipline di insegnamento. Il contesto inclusivo fa si che le componenti che caratterizzino il metodo di studio, tra cui le strategie cognitive e di apprendimento, l’organizzazione del lavoro e la gestione delle emozioni, debbano essere sviluppate in un percorso di apprendimento tra curriculum di classe e piano didattico personalizzato. Vengono di seguito descritte le azioni di inclusione all’interno del gruppo classe quali:
dall’interazione tra le strutture e le funzioni corporee di un individuo e dal livello di partecipazione e dai fattori ambientali e personali. Le componenti del metodo di studio: il contributo della ricerca educativa A partire dagli anni Ottanta, i modelli cognitivi più complessi riconducono le abilità di apprendere e di studiare all’interconnessione tre le conoscenze, la motivazione e l’organizzazione personale. Nell’ambito della ricerca educativa sono stati individuati nove punti essenziali riguardo i processi di apprendimento e l’acquisizione del metodo di studio quali:
L’identificazione di somiglianze e differenze tra concetti consiste nell’abilità di cogliere un concetto e di distinguere gli aspetti similari e di diversità rispetto ad altri concetti permette la comprensione dei problemi complessi. Il riassunto dei contenuti e il prendere appunti durante le lezioni consistono nell’analisi dei contenuti disciplinari attraverso l’elaborazione di sintesi e di appunti, consente di aver chiaro gli elementi fondamentali dell’argomento trattato e di comprendere i significati profondi. L’impegno consiste nel collegare lo sforzo profuso e il risultato ottenuto permette agli allievi di riconoscere il proprio impegno individuale, che può essere considerato come un valore. Lo svolgimento dei compiti a casa consiste nel fatto che gli insegnanti spiegano agli allievi e i genitori
conclusioni chiare di qualsiasi apprendimento a lungo termine. L’elaborazione di domande e suggerimenti permette agli allievi di andare oltre le conoscenze apprese e di estendere il proprio apprendimento. Dal punto di vista metodologico e didattico vengono evidenziate le strategie cognitive e di apprendimento, l’organizzazione di pianificazione del lavoro e la gestione delle emozioni come dice Borkowski. Si tratta di componenti che implicano l’acquisizione di diversi tipi di flessibilità da parte dell’allievo nella lettura, nella memoria e nello studio. La flessibilità nello studio riguarda l’imparare a riflettere come lettore, leggere un compito specifico, riconoscere le strategie di lettura; la flessibilità nella memoria riguarda imparare a riflettere sulle proprie modalità mnemoniche e riconoscere
strategie per memorizzare, applicare strategie di memorizzazione e valutare le strategie utilizzate. Mentre l’abilità nello studio consiste nell’imparare a riflettere in quanto studente, nello svolgere il compito con o senza limiti di tempo, pianificare un’interrogazione sulla base della prestazione attesa, imparare a studiare in modo flessibile e pianificare gli esami. A partire dallo schema di interazione tra cognizione e conoscenza il concetto di reti di padronanza considera l’apprendimento scolastico una dimensione costruita da tre elementi fondamentali quali l’imparare a studiare, imparare a ragionare e imparare ad imparare. Numerose indagini hanno chiarito alcuni aspetti del funzionamento della mente e in particolar modo il funzionamento cognitivo rivolgendo l’attenzione all’apprendimento
strategie di apprendimento e le capacità di pensiero critico. Di particolare importanza è la conoscenza delle quattro fonti di natura emotivo-motivazionale implicati nel metodo di studio. La prima fonte motivazionale riguarda la percezione di autoefficacia nell’affrontare gli impegni scolastici che influenza il comportamento dell’allievo e le sue emozioni. La seconda fonte di motivazione riguarda la capacità di controllare il proprio rendimento scolastico e l’eventuale stato di ansia. La terza fonte di motivazione è rappresentata da Herbart e Dewey dall’interesse dell’allievo verso specifiche attività e idee. La quarta fonte motivazionale è data dall’integrazione di motivazioni intrinseche ed estrinseche.
Il metodo di studio come prima misura compensativa per gli allievi con Dsa I Dsa fatto parte dei disturbi dello sviluppo e si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali e possono costituire limitazioni importanti per alcune attività della vita quotidiana, in riferimento a specifiche competenze e abilità. Con il termine Dsa si intende
Nel Marzo del 2014 è stata pubblicata la quinta edizione del Dsm- 5 Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali , ad uso clinico e anche in riferimento ai Dsa, che definisce come disturbi con un’origine biologica che è alla base delle anomalie a livello cognitivo che sono associate ai sintomi comportamentali del disturbo. L’origine biologica comprende un’interazione di fattori genetici, epigenetici ed ambientali che colpiscono le capacità cerebrali di percepire o di processate informazioni verbali o non verbali in modo efficiente e preciso. Il Dsm-5 classifica i disturbi specifici dell’apprendimento secondo quattro criteri diagnostici offerti come linee guida per formulare la diagnosi e orientare il giudizio clinico, quali: Criterio A Difficoltà di apprendimento e nell’uso delle abilità scolastiche come
indicato dalla presenza di almeno uno dei seguenti sintomi che sono persistiti per almeno sei mesi, nonostante la messa a disposizione di interventi mirati su tali difficoltà quali la lettura delle parole, la difficoltà nella comprensione del significato di ciò che viene letto, difficoltà di spelling, difficoltà dell’espressione scritta, nel padroneggiare il concetto di numero e calcolo e nel ragionamento matematico. Criterio B le abilità scolastiche colpite sono notevolmente e quantificabilmente al di sotto di quelle attese per l’età cronologica dell’individuo. Criterio C le difficoltà di apprendimento iniziano durante gli anni scolastici ma possono non manifestarsi pienamente fino a che la richiesta supera le limitate capacità dell’individuo.