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Metodo di studio efficace per studenti con DSA: strategie, strumenti e tecniche, Sintesi del corso di Pedagogia

riassunto del libro metodo di studio e dsa

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 21/08/2020

ladysghì
ladysghì 🇮🇹

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METODO DI STUDIO E DSA
STRATEGIE DIDATTICHE INCLUSIVE
INTRODUZIONE
Acquisire un metodo di studio, induce la capacità di sviluppare le potenzialità personali,
massimizzando le opportunità di apprendimento nel corso della vita e accrescendo l'autonomia, il
senso di responsabilità e la capacità di "Imparare ad imparare".
Il "metodo di studio" è un vero e proprio diritto di ciascun allievo; in particolare i DSA vanno
supportati ed aiutati a far proprie determinate tecniche, mostrandogli come applicarle e usufruendo di
strategie di studio.
E' uno dei primi canali di promozione dei processi di inclusione, che prevede l' utilizzo di strumenti
compensativi, fondamentali per la creazione di un metodo personale, ma spesso fonte di disagio
emotivo qualora la classe non venga correttamente coinvolta.
Il concetto di Funzionamento Umano, è mutato nella ICF, Classificazione Internazionale del
fuzionamento della Disabilità e della Salute. Essa rileva come l' allievo interagisce con l' ambiente e l'
influenza di acluni fattori esterni come, gli atteggiamenti dei familiari, le strategie didattiche utilizzate
o le interazioni con compagni di classe e inseganti.
PARTE PRIMA
IL METODO DI STUDIO NELLA RICERCA EDUCATIVA E NELLA DIDATTICA A SCUOLA
CAPITOLO 1
METODO DI STUDIO E DIDATTICA INCLUSIVA: POTENZIALITA' E PROSPETTIVE
LO SVILUPPO DEL METODO DI STUDIO TRA UTILITA' E PROGETTUALITA'
La tradizione moderna vede nel metodo un' idea pedagogica e umanistica. Il metodo si connette allo
studio come valore vitale e non solo utilitaristico.
Diventa "cosa scolastica" quando gli obiettivi risultano una priorità, con annessi i progetti previsti dall'
organizzazione.
Gli insegnanti devono:
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METODO DI STUDIO E DSA

STRATEGIE DIDATTICHE INCLUSIVE

INTRODUZIONE

Acquisire un metodo di studio , induce la capacità di sviluppare le potenzialità personali, massimizzando le opportunità di apprendimento nel corso della vita e accrescendo l'autonomia, il senso di responsabilità e la capacità di " Imparare ad imparare ". Il "metodo di studio" è un vero e proprio diritto di ciascun allievo; in particolare i DSA vanno supportati ed aiutati a far proprie determinate tecniche, mostrandogli come applicarle e usufruendo di strategie di studio. E' uno dei primi canali di promozione dei processi di inclusione, che prevede l' utilizzo di strumenti compensativi, fondamentali per la creazione di un metodo personale, ma spesso fonte di disagio emotivo qualora la classe non venga correttamente coinvolta. Il concetto di Funzionamento Umano , è mutato nella ICF , Classificazione Internazionale del fuzionamento della Disabilità e della Salute. Essa rileva come l' allievo interagisce con l' ambiente e l' influenza di acluni fattori esterni come, gli atteggiamenti dei familiari, le strategie didattiche utilizzate o le interazioni con compagni di classe e inseganti.

PARTE PRIMA

IL METODO DI STUDIO NELLA RICERCA EDUCATIVA E NELLA DIDATTICA A SCUOLA

CAPITOLO 1

METODO DI STUDIO E DIDATTICA INCLUSIVA: POTENZIALITA' E PROSPETTIVE

LO SVILUPPO DEL METODO DI STUDIO TRA UTILITA' E PROGETTUALITA'

La tradizione moderna vede nel metodo un' idea pedagogica e umanistica. Il metodo si connette allo studio come valore vitale e non solo utilitaristico. Diventa "cosa scolastica" quando gli obiettivi risultano una priorità, con annessi i progetti previsti dall' organizzazione. Gli insegnanti devono:

 perseguire gli obiettivi e i progetti  dare attenzione al valore intrinseco dello studio Obiettivo: fornire a ciascun allievo un bagaglio di strumenti cognitivi, di convinzioni motivazionali e di interesse intrinseco, per avviarli ad una serie di esperienze scolastche e non. "Imparare ad Imparare" è una competenza che si persegue a partire dalla persona che apprende con il suo metodo di studio personalizzato e opportunità offerte dalle ret di relazioni che legano alla famiglia e alle altre persone. DELORS: Il metodo è  Un tesoro di cui ognuno di noi dispone nel cambiamento sociale e nelle trasformazioni personali  Il valore più alto che ognuno possa avere per costruire il proprio futuro Secondo lui, il compito della scuola è quello di stimolare il desiderio e il piacere dell' apprendimento, dell' imparare ad imparare, della curiosità intellettuale. L' apprendimento dura tutta la vita ( LifeLong ), in vari contesti ( LifeWide ), e si avvale delle personali risorse affettivo-motivazionali che scaturiscono dall' interazione con gli imput emotivi e cognitivi con gli altri. CHE COS' E' IL METODO DI STUDIO. LA RELAZIONE SEMANTICA CON LA COMPETENZA CHIAVE "IMPARARE AD IMPARARE" Non esiste un metodo di studio universale, ma una gamma di approcci e di modalità che portano il soggetto alla consapevolezza del personale modo di apprendere. Le esigenze educative della nostra epoca richiedono a ciascuno di saper imparare piuttosto che di sapere. Per saper imparare bisogna essere in possesso di un metodo. Occorre essere disponibili e abili ad orgaizzare e regolare il proprio apprendimento individualmente e in un gruppo.  Gestire il proprio tempo produttivamente  Risolvere problemi  Acquisire, elaborare, valutare, assimilare nuove conoscenze  Applicare le abilità in diveri contesti L' allievo strategico attribuisce significato al suo "Modus Operandi" e al suo oggetto di studio. Il pensiero si manifesta nell' azione e l' azione genera il pensiero, la conoscenza.

PERCHE' NON SI PUO' DIRE "NON HAI METODO"

Nel contesto scolastico con l' espressione "Non hai metodo" ci si riferisce alle tecniche di comprensione, memorizzazione e ripetizione del contenuto di apprendimento. Nel contesto domestico, lo si usa quando un figlio non è in grado di eseguire e terminare i compiti assegnati dall' insegnante. La famiglia e la scuola sono gli osservatori privilegiati per rilevare l' acquisizione di metodo. La prima ha il compito di sostenere l' allievo sul piano pratico ed emotivo, ponendo le condizioni per organizzare il setting di studio. La seconda ha il compito di agire, assumendosi la responsabilità di porre tutti gli allievi nelle migliori condizioni possibili per apprendere un proprio metodo, attraverso l' insegnamento di tecniche, modalità, opportunità e strumenti. E' necessario un insegnamento specifico di strategie cognitive, organizzative ed emotive per la costruzione del metodo: gli allievi vanno aiutati ad adattare e applicare tali procedimenti.  DIDATTICA: deve occuparsi di insegnare il metodo.  DIDATTICA INCLUSIVA: deve predisporre e realizzare ambienti di apprendimento adeguati alle caratteristiche di tutti gli allievi, tra cui BES, quindi DSA, affinchè possano anche essi acquisire modalità di studio e usufruirne tramite l' uso di determinati strumenti compensativi. La didattica inclusiva evita l' insorgere di stereotipi etici, in quanto offre:  flessibilità di proposte didattiche  successi  gratificazione della finalizzazione delle attività Le figure centrali in gioco sono: la scuola, la famiglia, i servizi I DSA NEL CONTESTO SCOLASTICO La Legge dell' 8 Ottobre 2010, n° 170 "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico", fu la prima a dare una regolamentazione normativa a DSA quali dislessia, dsagrafia, disortografia e discalculia. Fu precisata con le "Linee guida per il diritto di studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento", del MIUR, 2011. DISLESSIA: difficoltà nell' imparare a leggere, minore correttezza e rapidità nella lettura rispetto all' età anagrafica

DISGRAFIA: disturbo di scrittura, fa riferimento agli aspetti formali della scrittura manuale DISORTOGRAFIA: difficoltà nei processi linguistici di transcodifica DISCALCULIA: difficoltà nel calcolo e nell' elaborazione di numeri e cifre Consensus Conference nel 2006, sintetizzarono delle "Raccomandazioni per la pratica clinica dei disturbi specifici di apprendimento". Ha definito il percorso diagnostico di tali disturbi, raccogliendo una serie di definizioni tecniche e operative per l' intervento. Tra le conseguenze di tali disturbi:  Raggiungimento di un livello scolastico inferiore  Tasso più elevato di abbandono scolastico  Disagio emotivo-motivazionale L' insegnamento deve tener conto delle diverse individualità e dei bisogni educativi e didattici ad personam. COME E PERCHE' IL METODO DI STUDIO PROMUOVE IL PROCESSO DI INCLUSIONE. LA DIDATTICA ORIENTATIVA PER I DSA. Un modo per incrementare il livello di inclusione in classe è l' apprendimento di tutti gli allievi, facendo leva sull' acquisizione del metodo di studio individuale, attivando tutte le risorse possibili e diversificando le metodologie didattiche. Non bisogna separare perchè sia funzionale tutto il processo, gli interventi individualizzati/personalizzati dalla didattica curricolare. Le scelte educative e metodologiche si rivelano utili a tutti. Un metodo di studio, è la prima misura compensativa e risulta adeguato se:  è utilie ai fini personali: l ' allievo utilizza le proprie capacità cognitive e risorse intellettuali in modo produttivo  ha valenza euristica: il metodo non esclude alcuna attività ed esperienza scolastica  porta a uno sviluppo di forme plurime di apprendimento: permette di acquisire conoscenze e comportamenti da sè stessi, dagli altri e dal contesto in cui vive attraverso l' uso intenzionale di tecniche, abilità e competenze, consapevole e autonomo In merito alla valenza euristica di tale acquisizione, il metodo garantisce di non essere esclusi da attività ed esperienze consentendo di perseguire gli obiettivi scolastii prefissati.

 Proporre a tutti l' utilizzo degli strumenti comoensativi  Invitare esperti in DSA  Simulare le difficoltà dell' allievo con DSA mentre legge, scrive, espone contenuti o elabora calcoli  Visionare film, documentari su storie di persone con DSA  Svolgere ricerche su personaggi celebri con DSA METODO DI STUDIO E FUNZIONAMENTO UMANO I fattori che risultano determinanti nella costruzione di un metodo di studio sono di tipo ambientale, sociale, individuale e strumentale. Non tenendo conto della loro probabile influenza sugli allievi, si può incorrere nel rischio di un' esclusione scolastica e sociale e nella tendenza a ridurre lo studio. E' importantissimo perciò condurre un' attenta osservazione attiva e l' eliminazione degli ostacoli in campo soprattutti didattico. Atteggiamenti di familiari, insegnanti e compagni sono di fondamentale importanza in quanto determinano un' interazione positiva o negativa tra l' allievo e il contesto in cui vive, potendo perciò esserefacilitanti o ostacolanti per la percezione di stima di sè e senso di autosufficienza.

CAPITOLO 2

IL CONTRIBUTO DELLA RICERCA EDUCATIVA

METODO DI STUDIO E DIDATTICA

Sono stati individuati con finalità operative a uso degli insegnanti, 9 punti essenziali ai quali è possibile ricondurre i processi dell' apprendimento e dell' acquisizione del metodo di studio. I 9 punti riguardano:

  1. Identificazione di somiglianze e differenze tra i concetti: l'abilità di cogliere un concetto e di distinguerne gli aspetti similari e di diversità rispetto ad altri concetti.
  2. Riassunto dei contenuti e il prendere appunti durante le lezioni: analisi dei contenuti. Richiesta degli insegnanti a revisionare i propri appunti dando un ordine gerarchico alle informazioni raccolte.
  3. Impegno: mostrare la connessione tra lo sforzo e il risultato ottenuto permette agli allievi di

vedere il proprio impegno individuale riconosciuto.

  1. Lo svolgimento dei compiti casa: spiegare gli esercizi da svolgere a casa. Inizialmente è importante variare forme di esercizi, verificare il tempo e l' accuratezza nell' esecuzione.
  2. Le rappresentazioni linguistiche: la conoscenza si fonda per gli allievi su due forme, una lnguistica e una visiva. Molti sono in grado di usarle entrambe, altri non sono nelle condizioni di farlo per varie ragioni. E' opportuno perciò in ambito didattico promuovere forme di collegamento tra le parole, le immagini, con simboli e schemi.
  3. L' apprendimento cooperativo: tale modalità didattica va usata in modo mirato, senza farne un uso eccessivo e senza costituire gruppi numerosi, bensì ristretti, scelti con cura e interessi comuni.
  4. Definizione di obiettivi e l' offerta di feedback: è necessario che gli obbiettivi di apprendimento non siano troppo specifici, adattabili alle esigenze dei ragazzi, favorendo forme di autovalutazione.
  5. Formulazione e verifica di ipotesi: l'abilità di pensare sul piano deduttivo e induttivo serve per trovare conclusioni chiare. Occorre incentivare la previsione e l' anticipazione dei contenuti, sollecitare riflessioni ad alta voce.
  6. Elaborazione di domande e suggerimenti: permette agli alliev di andare oltre le conoscenze già apprese e di estendere quindi, il proprio apprendimento. Domande specifiche su concetti essenziali, esemplificare. Suggerimenti intervallati nel tempo. Utilizzare nella didattica questi 9 punti è di grande efficacia per guidare l' allievi nei processi di apprendimento. Favorisce l' acquisizione di strategie operative e la regolazione delle attività di studio in termini di pianificazione dei tempi e degli spazi e delle dinamiche emotivo-motivazionali che entrano in gioco in questo processo. ACQUISIZIONE, USO E COMPONENTI DEL METODO DI STUDIO Aspetti centrali interconnessi con la formazione personale del metodo di studio:  Concentrazione: mantenimento dell' attenzione  Selezione dei nodi principali dei contenuti di studio: processi di controllo durante la lettura di un testo  Autovalutazione: legata alla metacognizione, fondamentale per l' uso delle risorse cognitive individuali  Strategie di preparazione: flessibilità cognitiva e organizzativa

I processi di attenzione, elaborazione e organizzazione delle informazioni che generano apprendimento, riguardano diverse capacità:  Focalizzare l' attenzione su elementi importanti  Elaborare informazioni  Organizzae i diversi elementi informativi in unità piiù comprensive Bandura sosteneva che c'è differenza tra possedere conoscenze e essere capaci di acioni efficaci. Conoscenze e abilità cognitive sono necessrie, ma non sufficieti per il successo scolastico. Gli studenti spesso sanno cosa fare, ma non sanno tradurre le proprie conoscenze in una buona prestazione. LA COMPONENTE DEL METODO DI STUDIO "ORGANIZZAZIONE E PIANIFICAZIONE DEL LAVORO". LA PROGETTUALITA' La capacità di autoregolazione permette all' allievo di sapere cosa e come fare. Tecniche principali per tale capacità:  Organizzazione del tempo  Pianificazione del lavoro  Predisposizione di un ambiente favorevole allo studio Il processo di organizzazione del tempo e pianificazione delle attività di studio, muove innanzitutto dalla consapevolezza dell' allievo, di dover far fronte al problema dello studio e quindi dal riconoscimento di una richiesta di riflessione, cui devono seguire le azioni necessarie per lo ento del compito. E' importante individuare il piano di azione più efficace tra quelli che fanno già parte del suo patrimonio di conoscenze, oppure svilupparne delle nuove attuando il processo di problem solving. METACOGNIZIONE, AUTOREGOLAZIONE E STUDIO La capacità metacognitiva che coinvolge la percezione, la critica, il giudizio e il processo decisionale, consente alle persone di autoregolare le proprie capacità di apprendimento e quelle capacità comprese nel termine "Pensiero Critico". Al centro della metacognizione dunque, c'è il controllo attivo del proprio pensiero, che rende l' allievo consapevole dei suoi funzionamenti e dei suoi processi di apprendimento. La metacognizione contribuisce attraverso l' attività riflessiva, a rendere l' allievo consapevole dei suoi

funzionamenti e dei suoi processi di apprendimento, migliorandone gli esiti. Le strategie metacognitive facilitano lo sviluppo del metodo di studio attraverso:  la pianificazione spaziale e temporale: procedure he guidano il pensiero  il monitoraggio sul proprio apprendimento: comprensione del compito  la valutazione delle proprie conoscenze: valutare e correggere i propri processi cognitivi LA COMPONENTE DEL METODO DI STUDIO "GESTIONE DELLE EMOZIONI". LA RELAZIONE EDUCATIVA Nell' ambito dell' approccio metacognitivo è interessante il modello Good Strategy User (GSU), che descrive le relazioni tra aspetti cognitivi, strategici e metacognitivi dell' individuo e suggerisce il modo per acquisire un corretto atteggiamento meta-cognitivo-motivazionale. Secondo il GSU, anche grazie ai rinforzi esterni , ai successi e agli insuccessi, l' allievo apprende l' uso di strategie e sviluppa un certo stile attributivo che influenza la sfera motivazionale. Al fine di acquisire un buon metodo di studio, bisogna:  possedere flessibilità mentale  sviluppare pensiero strategico  avere un buon rapporto con lo studio Borkowki individua 10 punti:

  1. conoscere un gran numero di strategie
  2. capire quando, dove e perchè queste strategie sono importanti
  3. scegliere le strategie con saggezza e monitorarle
  4. essere motivati
  5. aderire a una visione incrementale della crescita della mente
  6. non temere l' insuccesso
  7. non essere ansiosi di fronte ad una paura
  8. credere nello sforzo organizzato con attenzione
  9. rispettare e apprezzare le diversità del talento umano

condivisione di quei valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità. La famiglia è importante in questo: deve assolutamente allearsi con la scuola che come primario agente, è investita della domanda di educare con strumenti della cultura che le sono propri, di una cultura che plasma la mente e che non può prescindere dalla valorizzazione degli allievi e dalla loro diretta partecioazione al processo di insegnamento-apprendimento. Tutti questi interventi necessitano di azioni comuni nella prospettiva dello sviluppo integrale della persona nel suo benessere psicofisico.

PARTE SECONDA

PROGETTAZIONE DIDATTICA E METODO DI STUDIO: INTERVENTI PER L' ACQUISIZIONE E LO

SVILUPPO

CAPITOLO 3

IL METODO DI STUDIO COME "PRIMA MISURA COMPENSATIVA" PER GLI ALLIEVI CON

DSA

GLI ESITI DI APPRENDIMENTO E I DSA

Ambiente socio-culturale, clima familiare, qualità dell' istruzione scolastica, incidono fortemente sugli esiti di apprendimento di qualsiasi studente. I DSA sono circostritti a campi cognitivi specifici, ma le loro risultanze in termini di comportamento, attenzione, rendimento scolastico e interazione sociale, possono compromettere diversi ambiti della persona. In Italia, con la Legge 170/2010 si assiste ad un radicale cambiamento culturale: essa tiene conto anche dei fattori ambientali, personali e della sfera emotiva. I DSA: ASPETTI EZIOLOGICI E NORMATIVI

I DSA fanno parte dei disturbi dello sviluppo e si manifestano in "presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire limitazioni importanti per alcune attività della vita quotidiana" (Legge 170/2010). Tra le limitazioni:

  1. rischio di disagio
  2. manifestazione di sintomi di sofferenza psicologica
  3. problematiche di adattamento al contesto Con la Legge 170/2010, Le linee guida, si è avuto modo di ripensare il ruolo dell' insegnante e di revisionare l' impostazione metodologica della scuola. In particolar modo le linee guida forniscono indicazioni operative agli insegnanti, guidandoli all' uso adeguato di misure di compensazione e dipensazione, nonchè alla messa a punto di interventi didattici realizzati attraverso l' elaborazione del PDP, piano didattico personalizzato , entro il primo tremestre. I DSA NELLA NUOVA PROSPETTIVA DEL DSM- Nel 2014 è stata pubblicata la quinta edizione del DSM-5 , Manuale diagnostico e statico dei disturbi mentali, ad uso principalmente clinico. Ha suggerito un' impostazione eziologica differente rispetto ai precedenti ICD-10 e DCM-IV:  DSA: disturbi con un' origine biologia, cioè nati da un' interazione di fattori genetici, epigenetici e ambientali, che colpiscono le capacità celebrali di percepire o di processare informazioni verbali e non verbali in modo preciso. Il Disturbo dipende:  dal contesto  dai compiti richiesti  dalle co-morbilità  dalla gravità del disturbo  dai sistemi di sostegno e intervento disponibili L' esordio avviene durante i primi anni di scuola primaria.

Quest' ultima veicola l' apprendimento dei contenuti. Alcuni riscontrano difficoltà anche quando devono riflettere sul testo ed è una difficoltà questa connessa a quella del collegamento di ciò che già sanno e ciò che ancora devono acquisire. A scuola ciò potrebbe scaturire dall' organizzazione di un didattica che non stimola connessioni. Algtre difficoltà riguardano la memorizzazione di informazioni precise, date, luoghi, nomi e la loro succesiva rielaborazione, co annessa fatica nell' accedere intuitivamente al significato di singole parole come "un, il, che, in" ecc. Manifestazioni delle possibili difficoltà nella componente "Strategie.."  Labilità mnemonica  Ordinamento della sequenzialità degli eventi  connessioni infratestuali  basso livello di metacognizione  inadeguata riflessione sul testo  recupero delle informazioni ecc ecc.. LE DIFFICOLTA' NELL' ORGANIZZAZIONE E PIANIFICAZIONE DEL LAVORO Le difficoltà sono dovute alla tendenza di porre l' attenzione su aspetti superflui. Il comportamento più diffuso è quello di passare da una disciplina all' altra senza concluderle. Tale comportamento è determinato anche dall' inadeguato sviluppo della memoria di lavoro. Inoltre si aggiunge una alteettanto inadeguata accettazione degli strumenti compensativi. E' perciò importante sviluppare capacità meta-cognitive. Manifestazioni delle possibili difficoltà nella componente "Organizzazione e pianificazione.."  Abitudini inadeguate nell' affrontare lo studio  Labilità di attenzione  Scarsa Autonomia  Uso poco consapevole degli strumenti compensativi  Scarsa capacità di prendere appunti ecc ecc..

LE DIFFICOLTA' NELLA GESTIONE DELLE EMOZIONI

La cattiva gestione della componente emotivo-motivazionale, influenza la costruzione dell' individuale metodo di studio. Esiste un rapporto tra forme di dfficoltà di apprendimento e rappresentazioni legate ai vissuti personali che si manifestano in alunni con bassa autostima scolastica, ansia da prestazione e scarso livello di autoefficacia. Tali difficoltà possono manifestarsi con demotivazione verso la scuola o una certa disciplina; portano l' alunno a dilazionare o eludere il compito, acquisendo un atteggiamento rinunciatorio nato dalla percezione di non poter modificare il corso degli eventi (hepless), accettando passivamente tutto ciò che accade. Manifestazioni delle possibili difficoltà nella componente "Gestione delle emozioni"  Demotivazione  Disinteresse  Ansia da prestazione  Depressione  Debole concetto di sè  Bassa autostima ecc ecc.. LE CONDIZIONI "PREGIUDIZIALI" PER L' ACQUISIZIONE DEL METODO DI STUDIO Gli allievi con DSA non riescono a utilizzare un adeguato metodo di studio per diverse ragioni. Bisogna perciò creare le condizioni pregiudiziali postive per permettere l' acquisizione di un metodo, attraverso lo stimolo all' apprendimento e all' organizzazione del lavoro che ne consegue. La condizione pregiudiziale fondamentale è quella di aprontare una didattica realmente orientativa e inclusiva, che garantisca diverse modalità di studio, un' istruzione diretta, aperta. In tal modo ogni studente si sente motivato ad apprendere, migliorando il concetto di sè che spesso risulta negativo. Una didattica intesa così contribuisce a sviluppare un atteggiament strategico e consapevole, che rappresenza la condizione più motivante e produttiva affinchè uno studente apprenda. GLI ALLIEVI CON DSA E GLI INSEGNANTI: ASPETTI DI GESTIONE DELLA CLASSE E' importante predisporre un ambiente stimolante e creare un clima sereno, poichè situazioni di disagio emotivo-motivazionale, incidono sull' apprendimento. I docenti devono stimolare la

al funzionamento cognitivo, allo sviluppo dell' autoregolazione e all' impiego degli strumenti compensativi che gradualmente deve imparare a padroneggiare. E' fondamentale l'operato della famiglia, tanto quello dell scuola. L' ORGANIZZAZIONE DELLA DIDATTICA PER I DSA E PER LA CLASSE: I PUNTI DI CONTATTO E' la scuola a porre gli allievi nelle condizioni ottimali per apprendere, assumendo precisi impegni didattici finalizzati alla promozione e all' implementazione della metacognizione. I docenti spesso incontrano difficoltà nel progettare un curricolo inclusivo integrato con il PDP. E' preferibile iniziare non dalla diversità, ma da ciò che è comune, per raggungere eguali obiettivi della classe attraverso proposte, risorse materiali, strategie. ALCUNE RIFLESSIONI SUL SIGNIFICATIVO DI "COMPENSAZIONE" L' apprendimento autodiretto è identificabile in un contesto nel quale l' allievo è posto nella condizione di imparare grazie al dialogo e al confronto con gli altri, da cui attinge pur nella libertà di giudizio e di affermazione di sè. Fornisce questo le basi per l' inserimento del termine di "Compensazione". L' apprendimento autodiretto è un lavoro pedagogico atto su sè stessi. La gestione dipende dal soggetto che apprende e lo si può equiparare, come già accennato, al concetto di.. Compensazione , per la quale si modificano la struttura valoriale, lo scenario culturale e gli atteggiamenti individuali. I compiti evolutivi sono sfide poste all' instruzione, restituendo all' allievo senso di iniziativa personale, autonomia e responsabilità. La compensazione è promossa dalla scuola, in quanto prodotto di una relazione comunicativa dialettica con il contesto e con i compagni e gli insegnanti. Porta all' acquisizione di metodo e l' allievo arriva da solo a capire le sue esigenze, a definire gli obiettivi della compensazione stessa, scegliendo strategie più opportune. OPPORTUNITA' DELLE MISURE COMPENSATIVE E DISPENSATIVE NELLA DIDATTICA INCLUSIVA L' impiego di strumenti compensativi e l acquisizione di un metodo individuale di studio, rappresentano gli aspetti più importanti e qualificanti dell' intervento didattico orientato nella prospettiva del Lifelong Learning. Tra gli strumenti compensativi più diffusi, ci sono le Rappresentazioni Schematiche , che sviluppano la

capacità di integrare informazioni verbali e visive come diagrammi, mappe ecc. e rendono più visibili le relazioni tra i concetti rilevati. Sono utili per la riduzione del carico di lavoro sulla memoria e facilitano la rappresentazione mentale. LE MAPPE CONCETTUALI  Permettono la comprensione di concetti astratti  Rappresentano uno strumento di autovalutazione e arricchimento delle conoscenze possedute già  Esplicitano i collegamenti tra i concetti in generale e tra quelli già acquisiti Ogni mappa concettuale deve avere una struttra gerarchica, dal generale al particolare e deve implicare una corretta esplicitazione dell' argomento centrale. LE MAPPE MENTALI E MULTIMEDIALI Un altro tipo di mappa compensativa è quella mentale.  Mappe Mentali: è di grande utilità per l' allievo con dsa veicola la generalizzazione delle idee e stimola il pensiero creativo, mediato immagini evocate e associazioni evidenziate. Permette di ricostruire velocemente il concetto principale e di avere una rapida visione d' insieme dell' argomento. Hanno forma di raggiera gerarchica- associativa, organizzata intorno ad una parola. A partire dalla radice si generano rami che rappresentano il dettaglio. Sono: evocative, semantiche associative, concentriche ecc.. Indicazioni operative per gli insegnanti:  gli allievi espongono idee e queste si scrivono su pezzi di carta  le idee vanno disposte sul banco  le idee vengono classificate in gruppi di appartenenza  si individuano collegamenti e si spostano i pezzi di carta  si trascrivono su un unico foglio con frecce per i collegamenti  si aggiungono disegni, icone, colori  si verbalizza il contenuto