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MICHELANGELO E RAFFAELLO - parte 1, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

vita e formazione di Michelangelo e Raffaello Michelangelo: Pietà di San Pietro, David, Tondo Taddei, Tondi Pitti, Tondo Doni Raffaello: Sposalizio della Vergine (+ tabella paragone con opera di Perugino)

Tipologia: Appunti

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Michelangelo E Raffaello
Michelangelo Buonarroti fu scultore, pittore, architetto e poeta, campi nei quali, a
detta di Vasari, è il migliore in assoluto perché raggiunge il massimo livello. Egli nasce
nel 1475 e muore nel 1564 e manifesta precocemente il suo amore per l’arte: in età
preadolescenziale entra nella bottega dei fratelli Ghirlandaio e frequenta i Giardini
medicei di San marco, dove Lorenzo il Magnifico aveva allestito una sorta di scuola
d’arte. All’età di 15 anni venne accolto nella corte di Lorenzo il Magnifico, dove ebbe
l’opportunità di frequentare le lezioni dei più colti letterati e filosofi dell’epoca,
acquisendo una preparazione umanistica rarissima per un artista dell’epoca.
Raffaello Sanzio nasce a Urbino nel 1483 e muore giovanissimo, quando è nel
momento del suo apogeo, nel 1520. Fu figlio di Giovanni Santi, un pittore abbastanza
famoso ai tempi che lavorava alla corte dei Montefeltro. L’attività di Raffaello
possiamo dividerla in 3 parti:
1) Formazione prima nella bottega del padre e poi in quella di Perugino
2) Fase fiorentina, ha inizio nel 1504, quando si trasferisce a Firenze
3) Fase romana, che lo rende celebre
Pietà di San Pietro/Vaticana, Michelangelo
Il committente è il cardinale francese ambasciatore del re
di Francia presso papa Alessandro VI.
Il tema della pietà viene trattato in modo diverso rispetto
all’iconografia tradizionale diffusa nei paesi nordici, che
prevedeva Maria più anziana e straziata dal dolore che
reggeva il corpo del figlio morto. Michelangelo rappresenta
Maria come una bella giovane che prova un dolore
composto e Gesù è perfettamente proporzionato ed è
appena segnato dalla crocifissione.
Il gesto della mano sinistra di Maria richiama l’attenzione del fedele sulla tragedia
della crocifissione e sembra un’offerta ai fedeli del corpo di Cristo. Michelangelo
sceglie di rappresentare Maria più giovane del figlio per incarnare il mistero divino per
il quale Maria è madre pur essendo vergine e Gesù è figlio e padre allo stesso tempo.
David, Michelangelo
I committenti sono i sovrintendenti dell’opera del Duomo di Firenze,
che chiesero a Michelangelo di scolpire un enorme blocco di marmo
già abbozzato in precedenza ma poi lasciato nei depositi della
cattedrale del Duomo. Era un’impresa considerata impossibile, di
fronte alla quale si erano arresi i più valenti scultori della
generazione precedente.
Dopo tre anni, Michelangelo riuscì nell’impresa e l’opera fu
considerata uno dei simboli della Repubblica fiorentina, al punto che
una commissione (nel quale erano presenti anche Botticelli e
Leonardo) decise di collocare il David davanti a Palazzo Vecchio
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Michelangelo E Raffaello

Michelangelo Buonarroti fu scultore, pittore, architetto e poeta, campi nei quali, a detta di Vasari, è il migliore in assoluto perché raggiunge il massimo livello. Egli nasce nel 1475 e muore nel 1564 e manifesta precocemente il suo amore per l’arte: in età preadolescenziale entra nella bottega dei fratelli Ghirlandaio e frequenta i Giardini medicei di San marco, dove Lorenzo il Magnifico aveva allestito una sorta di scuola d’arte. All’età di 15 anni venne accolto nella corte di Lorenzo il Magnifico, dove ebbe l’opportunità di frequentare le lezioni dei più colti letterati e filosofi dell’epoca, acquisendo una preparazione umanistica rarissima per un artista dell’epoca. Raffaello Sanzio nasce a Urbino nel 1483 e muore giovanissimo, quando è nel momento del suo apogeo, nel 1520. Fu figlio di Giovanni Santi, un pittore abbastanza famoso ai tempi che lavorava alla corte dei Montefeltro. L’attività di Raffaello possiamo dividerla in 3 parti: 1) Formazione prima nella bottega del padre e poi in quella di Perugino 2) Fase fiorentina , ha inizio nel 1504, quando si trasferisce a Firenze 3) Fase romana , che lo rende celebre

Pietà di San Pietro/Vaticana, Michelangelo

Il committente è il cardinale francese ambasciatore del re di Francia presso papa Alessandro VI. Il tema della pietà viene trattato in modo diverso rispetto all’iconografia tradizionale diffusa nei paesi nordici, che prevedeva Maria più anziana e straziata dal dolore che reggeva il corpo del figlio morto. Michelangelo rappresenta Maria come una bella giovane che prova un dolore composto e Gesù è perfettamente proporzionato ed è appena segnato dalla crocifissione. Il gesto della mano sinistra di Maria richiama l’attenzione del fedele sulla tragedia della crocifissione e sembra un’offerta ai fedeli del corpo di Cristo. Michelangelo sceglie di rappresentare Maria più giovane del figlio per incarnare il mistero divino per il quale Maria è madre pur essendo vergine e Gesù è figlio e padre allo stesso tempo.

David, Michelangelo

I committenti sono i sovrintendenti dell’opera del Duomo di Firenze, che chiesero a Michelangelo di scolpire un enorme blocco di marmo già abbozzato in precedenza ma poi lasciato nei depositi della cattedrale del Duomo. Era un’impresa considerata impossibile, di fronte alla quale si erano arresi i più valenti scultori della generazione precedente. Dopo tre anni, Michelangelo riuscì nell’impresa e l’opera fu considerata uno dei simboli della Repubblica fiorentina, al punto che una commissione (nel quale erano presenti anche Botticelli e Leonardo) decise di collocare il David davanti a Palazzo Vecchio

(anche se Leonardo non era d’accordo). La statua fu poi trasportata all’interno della Galleria dell’Accademia e al suo posto venne sistemata una copia in marmo. Michelangelo cambia l’iconografia tradizionale dell’eroe biblico: si passa da un adolescente non molto fisicato rappresentato nel momento della vittoria dopo lo scontro a un uomo forte e giovane rappresentato in un momento di concentrazione prima dello scontro con il gigante Golia. La concentrazione si nota dalla fronte corrucciata, dalle sopracciglia e dalla muscolatura in tensione. La posizione richiama il chiasmo, la posa a X che alterna tensioni e flessioni nei vari arti, anche se in realtà tutti gli arti sono in fortissima tensione muscolare.

Tondo Taddei e Tondo Pitti, Michelangelo

Si vede il “non finito” michelangelesco  indefinito spaziale nello sfondo e nei personaggi, riprende lo sfumato di Leonardo. Marmo scolpito in maniera indefinita, come se fosse lasciato abbozzato.

Tondo Doni, Michelangelo

Il vero nome di quest’opera è “sacra famiglia con san Giovannino” , ma è più comunemente nota come “Tondo Doni” per il nome del committente, Agnolo Doni, ricco mercante e mecenate fiorentino che voleva celebrare la nascita di sua figlia (madre: Maddalena Strozzi). Il gruppo centrale è formato da San Giuseppe che porge Gesù Bambino a Maria, che è scalza, seduta per terra e tiene in grembo un libro chiuso, in quanto ella è considerata “Sede della Sapienza”. Alle spalle della Sacra Famiglia si scorge un muretto, dietro il quale compare San Giovannino che guarda Gesù e cinque “ignudi”. Degli ignudi sullo sfondo ci sono varie interpretazioni: o Figure profetiche o Peccatori in attesa del battesimo per la presenza di San Giovanni Battista → simbolo del mondo pagano e dell’umanità prima di Cristo o Allusione a 3 epoche della storia dell’umanità

  1. Ignudi → mondo pagano prima di Mosè
  2. San Giuseppe e San Giovannino → Antico Testamento
  3. Nuovo Testamento, età della redenzione La composizione è prospetticamente ottenuta adottando due punti di vista differenti: il gruppo centrale è mostrato dal basso, mentre gli ignudi sono rappresentati frontalmente.

Donne a sinistra e uomini a destra Uomini a sinistra e donne a destra sacerdote Meno composto Perfettamente dritto e composto Raffaello si firma come “Raffaello di Urbino” sopra l’arco centrale del tempio. Il quadro presenta Maria e Giuseppe che si uniscono in matrimonio alla presenza delle ancelle di Maria (sinistra) e degli ex pretendenti (destra). I pretendenti, come Giuseppe, tengono dei bastoncini secchi → richiamo a una leggenda secondo cui chi rompe un bastoncino e trova un fiore è destinato a sposare Maria. In primo piano notiamo un ragazzo che spezza la propria bacchetta, ormai inutile. Raffaello a Firenze inizia ad acquisire una certa fama. Qui c’erano già passati Leonardo e Michelangelo con cui Raffaello si confronta, fondendo ciò che gli piace di uno e dell’altro per creare un suo stile personale.