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MICROBIOLOGIA GENERALE
CAPITOLO 1: INTRODUZIONE
Lo studio della microbiologia ebbe una svolta grazie a Antony Van Leeuwenhoek, che creò delle lenti che permettevano di visualizzare piccole cellule e microrganismi con una buona risoluzione. Altri personaggi importanti furono Louis Pasteur, che introdusse la fermentazione e i vaccini, e Robert Koch, che scoprì il vibrione del colera, l’agente della tubercolosi e dimostrò la correlazione tra microrganismi e malattia. La microbiologia è la scienza che studia i microrganismi e le loro relazioni con l’ambiente e con gli esseri viventi. Tra questi abbiamo:
- Batteri
- funghi (lieviti e muffe)
- protozoi e virus. CARATTERISTICHE CELLULE Diverse caratteristiche distinguono gli organismi procarioti dagli eucarioti.
- La cellule eucariotica presenta un involucro nucleare che separa il DNA del citoplasma, ha dimensioni comprese tra 10 e 100 micron; ha ribosomi.
- La cellula procariotica il DNA è libero, in una zona detta nucleoide; ha una dimensione di circa 1 micron; il citoplasma della cellula procariota è priva del sistema di endomembrane; entrambe hanno ribosomi (nelle procariotiche più piccoli); I mitocondri si pensa che siano nati da un rapporto tra un microrganismo procariota e una cellula eucariota. LINEE EVOLUTIVE Esistono tre linee evolutive degli organismi viventi:
- due che indicano i procarioti, bacteria e archea
- uno che indica gli eucarioti, eukarya. Gli archaea si distinguono dai bacteria poiché hanno sequenze ribosomiali particolari, una struttura parietale completamente diversa da quella dei batteri ed entrambe condividono alcune caratteristiche con la cellula eucariota. Il dominio dei bacteria costituisce la parte più abbondante delle forme di vita, e sono i primi organismi che sono nati sulla terra, dai quali si sono evoluti gli altri. In un dominio si distinguono raggruppamenti in base a caratteristiche fenotipiche e genotipiche (dal gruppo all’organismo specifico), dopo i domini ci sono:
- Phylum
- Classe
- Ordine
- Famiglia
- Genere
- specie. Esempio: l’escherichia coli ha il primo nome che indica il genere, mentre il secondo la specie. I MICRORGANISMI Sono necessari per: cicli bio-geochimici, produzione e conservazione degli alimenti, e per la produzione di antibiotici.
- I microrganismi dalla loro comparsa hanno colonizzato tutti gli ecosistemi disponibili traendone vantaggi per la loro sopravvivenza e mantenendo funzioni essenziali per la vita su tutto il pianeta. Essi sono necessari per i cicli bio- geochimici (o gassosi, in quanto le riserve dei rispettivi elementi sono costituiti da gas). Un ciclo importante è quello dell’ azoto : esso si muove tra l’atmosfera e il terreno, è fondamentale perché forma le molecole organiche fondamentali per la vita degli organismi superiori (amminoacidi e proteine), ad eccezione dei batteri azoto-fissatori , l’azoto atmosferico non può essere direttamente assorbito dagli organismi. Le piante possono assimilare l’azoto tramite l’assorbimento di composti azotati (nitriti, nitrati) prodotti dai batteri azoto- fissatori del suolo (dei noduli radicali delle leguminose), che sono in grado di trasformare l’azoto in sostanze inorganiche che vengono riassorbite attraverso
Il rapporto può anche diventare pericoloso , poiché in caso di danno all’interno dell’organismo possono causare infezioni con conseguenze negative per l’uomo, ed in questo caso i microrganismi si definiscono opportunisti. COSA SONO I PATOGENI? Si definiscono patogeni invece i microrganismi che possiedono la capacità: di attraversare le barriere anatomiche e di resistere alla difese dell’ospite. La virulenza descrive il grado di patogenicità del ceppo coinvolto nell’infezione; a parte alcune eccezioni come per i batteri tossigenici, dei quali la patogenicità è legata esclusivamente alla produzione di tossine. LA MICROSCOPIA E I MICROSCOPI I microrganismi sono troppo piccoli per essere visibili ad occhio nudo, infatti vengono visualizzati tramite i microscopi , in particolare quelli ottici. o Un microscopio ottico è costituito da una sorgente luminosa che illumina il campione, che prende il nome di stativo, poi c’è un sistema di lenti del condensatore, che concentra la luce sul campione e due sistemi di lenti che sono l’obiettivo e l’oculare, che ingrandiscono l’immagine. Può essere:
- Esiste anche la microscopia a contrasto di fase , che sfrutta differenze sull’indice di rifrazione tra il campione da analizzare e il mezzo circostante. Permette un’analisi più dettagliata delle strutture interne. Questo microscopio è utile per lo studio strutturale delle cellule eucariotiche e per mettere in evidenza diverse formazioni batteriche.
- La microscopia in campo scuro ha gli stessi obiettivi della microscopia in campo chiaro (la prima) e consiste in un sistema di illuminazione che raggiunge il preparato lateralmente, formando un’immagine chiara su uno sfondo scuro.
- Nella microscopia a fluorescenza il campione è illuminato con la luce ultravioletta in modo da eccitare il colorante fluorescente precedentemente introdotto nel campione. I coloranti sono detti fluorocromi e assorbono la luce ultravioletta a breve lunghezza d’onda, emettendo la luce visibile a lunghezza d’onda maggiore. Le immagini
luminose generate dal fluorocromo vengono ingrandite dalle lenti dell’obiettivo e dell’oculare. o La microscopia elettronica è legato alla lunghezza d’onda della luce utilizzata. Il potere risolutivo cresce al decrescere della lunghezza d’onda delle radiazioni utilizzate. Si ricorre a lenti elettrostatiche o magnetiche. Questa tecnica permette l’osservazione di campioni con ingrandimenti e risoluzione 1000 volte superiore alla microscopia ottica ordinaria. Esistono microscopi elettronici:
- A SCANSIONE : generano un’immagine che, evidenziando le superfici delle strutture analizzate, mostra la loro tridimensionalità;
- A TRASMISSIONE : danno un’immagine bidimensionale. COLORANTI PER IL CONTRASTO Le cellule sono generalmente trasparenti, per cui il contrasto tra cellula e ambiente è insufficiente per avere una visualizzazione chiara, pertanto si usano i coloranti, che devono consentire:
- forte contrasto tra microrganismi e fondo;
- differenziazione di vari tipi morfologici (forma e organizzazione);
- evidenziazione di alcune strutture (flagelli, capsule, endospore). I coloranti sono:
- basici , che hanno una carica positiva ed affinità per le strutture acide;
- acidi , che hanno una carica negativa e affinità per le strutture basiche. Nella batteriologia si usano per lo più coloranti basici, per lo più sali costituiti da diversi anelli benzenici, dove legami tra un anello e l’altro costituisce la colorazione. Nelle cellule eucariotiche si utilizzano sia coloranti acidi che basici per evidenziare nucleo e citoplasma. Esistono colorazioni semplici e differenziali:
i quali non sono fondamentali per la vita del batterio, ma conferiscono ad esso delle capacità importanti : come la resistenza ad antibiotici e la capacità di produrre tossine. Il citoplasma è racchiuso da un involucro cellulare composto da vari strati funzionalmente distinti, i più importanti: sono la membrana citoplasmatica e la parete cellulare.
- La membrana citoplasmatica è simile a quella di una cellula eucariotica, ed è formata da un doppio strato fosfolipidico. La membrana citoplasmatica costituisce una barriera perm-selettiva ed è sede del trasporto degli elettroni e di energia sotto forma di ATP.
- La parete cellulare è situata esternamente alla membrana cellulare ed è una struttura semirigida che circonda la cellula. L’unità strutturale della parete cellulare è il peptidoglicano, che è formato da due carboidrati azotati, N- acetilglucosamina e acido muramico; La parete cellulare è fondamentale perché conferisce forma al batterio e previene la lisi osmotica. I batteri si riproducono per scissione binaria : ogni batterio da luogo a cellule figlie identiche; una volta ricominciata la replicazione il numero dei batteri aumenta in maniera esponenziale e il processo di divisione cellulare è preceduto dalla replicazione del DNA e avviene attraverso la formazione di un setto lungo un piano, che nei bacilli è perpendicolare all’asse maggiore della cellula, e nei cocchi è all’incirca equatoriale. Il tempo minimo di replicazione può variare da un minimo di 20 minuti fino a parecchi giorni (tempo di generazione). LA PARETE DEI BATTERI La struttura della parete cellulare batterico è complessa e presenta profonde differenze tra i batteri gram- positivi e gram-negativi. Oltre a uno strato spesso dell’involucro polisaccaridico composto dal peptidoglicano si presentano diverse molecole, come gli acidi tecoici e gli acidi lipoteicoici. Queste molecole conferiscono forza ed elasticità , stimolano il nostro sistema immunitario (immunogeni) e intervengono nei meccanismi di patogenicità microbica e batterica promuovendo l’adesione alla cellula ospite. PARETE DEI BATTERI GRAM NEGATIVI Nei batteri gram-negativi la parete è molto più complessa è costituita da:
- uno strato sottile di peptidoglicano avvolto da una membrana esterna, unica in quanto asimmetrica;
- lo strato che prende contatto con il peptidoglicano è formato da fosfolipidi;
- mentre la parte esterna contiene una molecola peculiare chiamata lipopolisaccaride (LPS). La membrana esterna rappresenta una barriera di permeabilità per molecole di grandi dimensioni e per molecole idrofobiche proteggendo, quindi, i batteri da dannose presenti nell’ambiente. Nella membrana esterna sono presenti delle porine , delle proteine che formano dei larghi canali consentendo la diffusione passiva dall’esterno di ioni, zuccheri e aminoacidi. MEMBRANA DEI BATTERI GRAM NEGATIVI Il lipopolisaccaride è uno dei componenti della membrana cellulare dei batteri Gram- negativi. E’ costituito da tre regioni distinte:
- una regione centrale definita core , che è una corta catena di zuccheri , essa è costante in tutti i batteri gram negativi;
- la parte esterna è detta antigene O, ossia una lunga catena polisaccaridica
- costituita dalla ripetizione di subunità tri tetra e penta-saccaridiche che comprendono zuccheri diversi e non comuni;
- immerso nello strato della membrana vi è il lipide A, cioè un glicolipide formato da due glucosamine fosforilate, esso è essenziale per la sopravvivenza della cellula batterica rappresentando la frazione tossica del lipopolisaccaride o l’emotossina dei gram negativi. Durante l’invasione di batteri gram negativi, nell’ospite il lipide A è coinvolto nelle manifestazioni delle malattie, come febbre, coagulazione intravascolare disseminata e shock. La tossicità del lipide A risiede nella sua capacità di attivare il sistema immunitario innato, e stimolare il rilascio citochine. I macrofagi, inoltre stimola il rilascio di cellule dendritiche e altre cellule. I FLAGELLI La cellula batterica presenta anche delle appendici superficiali, ossia i flagelli , che sono dei filamenti a struttura elicoidale di natura proteica;
SPORA BATTERICA
Alcune generi microbici gram positivi producono spore, che sono delle forme di vita molto resistenti a calore, essiccamento ed agenti chimici. Esse si formano in risposta ed eventi ambientali avversi, come mancanza di nutrienti, e vengono quindi immesse nell’ambiente. Una spora contiene una copia completa del cromosoma, e grazie ai suoi spessi rivestimenti è resistente alla penetrazione di sostanze estranee, all’essiccamento, alle radiazioni ultraviolette e presenta un’elevata termoresistenza. Le spore sono in grado di germinare e di ripristinare la cellule vegetativa. CLASSIFICAZIONE DEI BATTERI I batteri sono classificati in base a: morfologia, raggruppamento, colorazione, metabolismo, sierologia e genetica. In base alla MORFOLOGIA vi sono elementi:
- sferici, detti cocchi;
- cilindrici, detti bacili;
- a forma di virgola, detti vibrioni;
- spiraliformi, detti spirilli. In base al RAGGRUPPAMENTO :
- a coppie, come diplococchi o diplobacilli;
- a grappoli, come gli stafilococchi;
- a catena, come gli streptococchi o streptobacilli. In base al METABOLISMO: Il metabolismo indica l’insieme delle reazioni biochimiche necessarie per la disgregazione del substrato e conversione in energia.
- Si parla di catabolismo in caso di reazioni degradative, che ci permettono la formazioni di composti organici, elementi chimici ed energia;
- si parla di anabolismo in caso di reazioni biosintetiche, che richiedono l’utilizzo di energia per diversi processi (movimento, trasporto) e in cui avviene la costruzione di molecole complesse. I batteri patogeni sono microrganismi chemioeterotrofi, ossia che utilizzano sostanze organiche per sintetizzare le proprie molecole organiche ed utilizzano l’energia chimica contenuta nei legami delle molecole. L’ATP viene prodotta dal glucosio attraverso vie metaboliche di:
- respirazione aerobica , in cui il donatore di elettroni è un composto organico (glucosio) e l’accettore finale di elettroni è l’ossigeno molecolare;
- la respirazione anaerobica , in cui il donatore di elettroni è un composto organico e gli accettori finali di elettroni sono diversi composti inorganici (nitrati, carbonati);
- la fermentazione , un processo che avviene in assenza di ossigeno, in cui il donatore è un composto organico (glucosio) e l’accettore finale di elettroni è un intermedio organico che può essere trasformato: o nella fermentazione alcolica in alcool etilico o nella fermentazione lattica in acido lattico La fermentazione è un processo che produce meno energia, ma è molto veloce. FATTORI CHE INFLUENZANO LA CRESCITA BATTERICA Sono: temperatura, pH ambientale e quantità di ossigeno.
- In base alla temperatura di dividono: in psicrofili , i batteri che prediligono il freddo, mesofili , i batteri che prediligono temperature intermedie e termofili i batteri che prediligono il caldo. Tutti i batteri patogeni sono organismi mesofili, ossia che si sviluppano in temperature ottimali comprese tra i 30 e i 37 gradi.
- Per quanto riguarda il pH esistono: acidofili che vivono a pH acido, neutrofili a pH circa neutro, e alcalofili a pH basico. I batteri patogeni sono neutrofili.
- Per quanto riguarda l ’ossigeno esistono: batteri aerobi obbligati , ossia gli organismi che vivono esclusivamente in presenza di ossigeno atmosferico, batteri anaerobi obbligati , che muoiono in presenza di ossigeno atmosferico, batteri microaerofili , che necessitano di una riduzione della pressione parziale di ossigeno (concentrazione tra 1 e 15% di ossigeno), batteri anaerobi facoltativi , ossia che sono capaci di crescere in condizioni aerobie ed anaerobie (metabolismo sia di respirazione che di fermentazione).
- infezioni trasmesse dalla madre al feto durante vita durante la vita intrauterina, ossia infezioni prenatali ;
- infezioni nel canale del parto, ossia infezioni perinatali ;
- infezioni attraverso gli stretti rapporti tra madre e neonato, ossia infezioni postnatali. Le infezioni tratte in ospedale sono dette nosocomiali o ospedaliere ; comprendono anche le infezioni che il personale ospedaliero può contrarre lavorando. Sono sostenuta da microrganismi opportunisti sia esogeni sia endogeni, spesso antibiotico- resistenti. Le condizioni predisponenti sono terapie immunosoppressive, manovre strumentali (cateteri, endoscopie), trasfusioni ecc. PROCESSO DEL BATTERIO PATOGENO Un batterio patogeno segue un processo specifico:
- adesione (alle cellule ospiti)
- invasione (degli epiteli)
- colonizzazione e crescita
- tossicità e invasività
- danno ai tessuti e malattia. Durante la colonizzazione batterica, la produzione da parte del batterio di enzimi, può promuovere la penetrazione del batterio stessi in spazi intercellulari (patogeni extracellulari). In altre circostanze sono in grado di penetrare nelle cellule ospiti, assicurandosi un ambiente protetto dal sistema immunitario e ricco di nutrienti (patogeni intracellulari). La virulenza di un patogeno è determinata anche dalla sua tossicità. Le tossine batteriche sono divise in due gruppi:
- esotossine , che sono dotate di una specifica azione tossica, sono di natura proteica, vengono eliminate all’esterno, sono generalmente termolabili e sono ottimi antigeni;
- endotossine , ossia i lipopolisaccaridi dei gram negativi, sono delle molecole molto stabili e non distrutte da una normale processo di sterilizzazione. CAPITOLO 3: VIRUS I costituenti essenziali dei virus sono: l’acido nucleico (DNA o RNA), un rivestimento proteico con funzione di protezione, coinvolto nel legame con la cellula ospite, detto capside. Esso è formato unità proteiche dette capsomeri , associate in sub unità. I virus così formati vengono detti virus nudi , o nucleocapsidi (capside + genoma).
Altri virus posseggono un ulteriore involucro, detto envelope (pronuncia in inglese) o pericapside , formato da glicoproteine, lipidi e proteine, questi virus sono detti virus con envelope o rivestiti ; l’envelope viene acquisito da un virus tramite gemmazione da una membrana cellulare e conferisce al virus la capacità di uscire dalla cellula ospite senza ucciderla; l’envelope contiene almeno una proteine codificata dal virus, pertanto se essa viene persa il virus perde la capacità di infettare. I virus con envelope sono i virus più fragili, mentre i virus nudi sono più resistenti. SIMMETRIE DEI VIRUS A seconda della diversa organizzazione strutturale del nucleocapside i virus hanno diverse simmetrie (icosaedrica, elicoidale, complessa):
- I virus a DNA hanno prevalentemente simmetria di tipo icosaedrico
- i virus a RNA possono assumere simmetria di tipo icosaedrico o elicoidale.
- Esistono anche virus a forma complessa, che presentano una testa, in cui è presente il materiale genetico, ed una struttura formata da fibrille, che ha funzione di riconoscimento recettoriale e di adesione alle cellule ospiti. STRUTTURA DEI VIRUS
- I virus sono privi di organizzazione cellulare
- Sono più piccoli rispetto ai batteri
- hanno un ciclo vitale da parassita intracellulare obbligato, poiché non possiedono meccanismi per la produzione di energia
- non sintetizzano proteine
- non sono in grado di replicare autonomamente il loro genoma
- non sono sensibili agli antibiotici e possono parassitare ogni tipo di cellula, cioè batteri (virus batteriofagi), cellule vegetali (virus vegetali), cellule animali (virus animali).
5 assemblaggio 6 rilascio :
- i virus nudi escono per lisi della cellula, causandone la morte
- i virus con envelope escono per esocitosi o per gemmazione attraverso la membrana plasmatica. INFEZIONI VIRALI L’ ingresso del virus nell’organismo, generalmente tramite le mucose del tratto respiratorio, alimentare e urogenitale è comune ad ogni infezione. Alcune infezioni virali restano localizzate nella porta d’ingresso, causando sintomi localizzati in quella zona (es diarrea), altre diffondono dal sito di entrata ad altri organi e provocano infezioni sistemica (citomegalovirus, virus del morbillo, della rosolia e della parotite). Il virus si replica nelle cellule:
- presenti al livello della porta d’entrata
- dopo di che passa attraverso i linfonodi locali
- se non viene eliminato, entra nel circolo sanguigno e da luogo a un’epidemia primaria con possibile replicazione del virus, raggiungendo vari organi bersaglio (fegato, milza, midollo osseo), dove si replicano e possono causare sintomatiche aspecifiche (come la febbre); Dagli organi interni il virus attraverso il sangue può dare luogo ad una viremia secondaria , colpendo gli organi bersaglio con sviluppo di sintomi caratteristici della malattia. Alcuni virus (alcuni herpesvirus, virus della rabbia) diffondono anziché tramite il sangue per via nervosa. Dopo l’infezione il virus, per sopravvivere deve uscire dall’ospite e infettare altri ospiti suscettibili. La principale sorgente di infezione virale è costituita prevalentemente da altri uomini e talvolta da animali (zoonosi). I virus possono essere trasmessi per via orizzontale diretta (da un individuo infetto ad uno sano) attraverso: via respiratoria, digerente, cutanea, genitale, parenterale.
- I virus trasmessi per via respiratoria si replicano nelle cellule delle mucose delle prime vie respiratorie causando malattie respiratorie (polmonite) o infezioni sistemiche (morbillo, rosolia, parotite).
- I virus trasmessi per ingestioni si replicano nella mucosa intestinale causando malattie del tratto digerente (diarrea), altri danno infezioni sistemiche (virus dell’epatite a).
- I virus trasmessi per via sessuale infettano le mucose del tratto urogenitale, causando infezioni localizzate (papilloma virus, herpes simplex), o dare infezioni sistemiche (HIV, HCV, HBV).
- I virus trasmessi per via cutanea possono dare infezioni localizzate solo se i virus entrano al suo interno attraverso lesioni cutanee, e non sono in grado di replicarsi al livello cutaneo, poiché le cellule dello strato esterno della cute sono cellule morte (papilloma virus). C’è anche una trasmissione per via orizzontale indiretta , ossia tramite oggetti e sostanze contaminate o vettori (animali contaminati). Per via verticale invece si intende da madre a figlio: alcuni virus possono attraversare la placenta ed essere trasmessi al feto durante la vita intrauterina (trasmissione transplacentare, tra cui rosolia, citomegalovirus, HIV); i retrovirus , che integrano il lodo DNA con il genoma dell’ospite, sono trasmessi ereditariamente; durante la nascita invece il neonato può infettarsi tramite l’apparato genitale della madre (herpes simplex, HIV, papilloma virus); inoltre la trasmissione verticale può avvenire attraverso gli stretti rapporti tra madre e neonato (infezioni postnatali), ad esempio durante l’allattamento possono essere trasmessi virus presenti nel latte (retrovirus della leucemia umana) o nel sangue infetto (dai capezzoli, epatite b, c, HIV). EFFETTI DEI VIRUS SULLE CELLULE Diversi sono i possibili effetti dei virus sulle cellule: 1 nelle cellule permissive la replicazione virale conduce alla lisi delle cellule con rilascio delle particelle virali prodotte (infezione litica); 2 in alcuni casi la replicazione virale è lenta e poco efficiente e non porta alla lisi delle cellule (infezioni persistente produttiva); 3 in alcuni casi il genoma virale può restare a lungo presente all'interno della cellula senza essere espresso, quindi senza causare danni né produzione di nuovi virioni (infezione persistente latente); alcuni virus possono immortalizzare le cellule ospiti con trasformazione delle cellule normali in cellule tumorali (infezioni trasformanti).
organico per la loro nutrizione, infatti ottengono il loro nutrimento attraverso la secrezione di enzimi nel substrato a loro disposizione, assorbendone i nutrimenti rilasciati dopo aver digerito. Hanno una struttura più semplice rispetto alle piante e agli animali, infatti non esiste una divisione delle cellule in tessuto e organi. Si riconoscono almeno 100000 specie fungine, delle quali solo un centinaio possono essere considerati patogeni, tutti quanti hanno come habitat il suolo. STRUTTURA Oltre la membrana citoplasmatica formata da un doppio strato fosfolipidico in cui è presente ergosterolo, vi è la presenza di una parete cellulare rigida composta da:
- un fitto intreccio di chitina (polimeri di N- acetilglucosamina) associati a carboidrati come B-glucani,
- lipidi
- proteine. Queste caratteristiche li differenziano dalle:
- cellule animali perché non presentano la parete cellulare
- cellule vegetali perché la presentano ma è costituita da cellulosa. La parete condiziona la forma delle cellule e molte delle sue proprietà antigeniche, attuando diverse interazioni con la cellula ospite, come l’adesività e l’immunomodulazione della risposta cellulare. FORME DI MICETI Esistono due forme morfologiche dei miceti, ossia muffe e lieviti.
- MUFFE : hanno un’organizzazione unicellulare, si presentano come colonie più grandi, filamentose e lanose. Le muffe sono funghi filamentosi aerobi obbligati. STRUTTURA
- il corpo vegetativo , detto tallo : appare formato da una massa di filamenti tubulari dette IFE, cave e multinucleate;
- possono essere presenti dei setti , cioè delle pareti divisorie tra IFE.
- I setti presentano dei pori centrali sottili che permettono il fluire del citoplasma tra un IFA e un’altra;
- le IFE si uniscono a formare una struttura detta micelio.
RIPRODUZIONE
Le muffe si riproducono principalmente attraverso la produzione asessuale e sessuale di spore. Le spore sono sia strutturalmente che funzionalmente diverse dalle spore batteriche, poiché il loro significato è quello riproduttivo, mentre nei batteri costituiscono elementi di resistenza. L’identificazione dei funghi filamentosi patogeni per l’uomo si basa sul riconoscimento delle spore asessuali. Quando le muffe si sviluppano producono IFE dette IFE vegetative che crescono sia al di sotto che al di sopra del substrato, la cui funzione è l’assorbimento dei nutrienti. Si sviluppano inoltre le IFE aeree sulla superficie del mezzo di coltura, queste IFE sono fondamentali perché si possono specializzare e formare i conidi, ossia le spore deputate alla riproduzione sessuale. Essi possono essere prodotti per gemmazione o per frammentazione di segmenti ifali; TIPI DI SPORE Le spore si trasmettono per vie aerea. § In molti casi le spore vengono dette conidiospore , che si formano su IFE aeree dette conidiofori; esse diffondono per via aerea e quando incontrano un substrato idoneo germinano dando vita al tallo. § In altri casi si parla di sporangiospore , ossia spore che si sviluppano in un sacco detto sporangio su IFE dette sporangiofori. Lo sporangio deriva dalle cellule apicali delle IFE le quali a sviluppo completato assumono una forma a sacculo diversa per ogni specie. Quando lo sporangio raggiunge la piena maturità le sporangiospore vengono rilasciate e si diffondono nell’ambiente.