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Informazioni dettagliate sul microclima, la qualità dell’aria e l’illuminazione negli ambienti di lavoro, analizzando i fattori che influenzano il benessere dei lavoratori. Vengono approfonditi i concetti di temperatura, umidità, velocità dell’aria e i loro effetti sulla salute, con particolare attenzione alle malattie correlate agli edifici (bri). Anche indici di stress fisiologico e metodi per valutare gli ambienti termici caldi e freddi.
Tipologia: Dispense
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De Pasquale Tirocinio II anno 2019\ 2020 Microclima L’opera deve essere concepita e costruita in modo da garantire
CO 2 Respirazione degli occupanti e combustione Ozono Apparecchiature elettriche Batteri, virus, pollini e funghi Occupanti, piante, impianti di condizionamento ed aria esterna Il comfort può essere definito come una condizione di benessere psicofisico dell’individuo rispetto all’ambiente in cui vive ed opera. Il comfort lavorativo dipende da diversi fattori quali :
condizioni climatiche di un ambiente (come ad esempio un ambiente di lavoro) chiuso o semi- chiuso. Se, come nel caso della temperatura degli ambienti di vita e di lavoro, la normativa del D.Lgs.81\ 08 non prevede limiti, si fa riferimento alla normativa regionale e se non disponibile agli enti normativi internazionali, reperendo i dati nelle UNI-EN ISO. La temperatura del corpo umano è di circa 36,7 °C e questa temperatura deve essere mantenuta indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne. La testa è la parte del corpo che subisce sbalzi termici maggiori, le mani possono raggiungere anche temperature inferiori ai 30°C ed i pieni anche sotto i 25 °C. solitamente la temperatura viene misurata con termometri a contatto, anche se quella rettale risulta essere quella più rappresentativa poiché calcola la temperatura del nucleo. Ciò che regola la temperatura corporea mantenendo l’omeostasi è l’ipotalamo, una ghiandola che provoca le risposte corrette a seconda dello stimolo ambientale. Se ad esempio risulta esserci molto freddo, per evitare che la temperatura corporea diminuisca troppo, vengono prodotti degli impulsi nervosi che generano delle contrazioni muscolare ed una vasocostrizione, i brividi e la vaso costrizione sono utili ad evitare il dissipamento del calore corporeo e per la produzione di energia termica. Al contrario se risulta esserci molto caldo i recettori termici stimolano l’ipotalamo il quale attiva le ghiandole sudoripare in modo che attraverso il sudore parte dell’energia termica venga dissipata per evaporazione sottoforma di sudore, in questo caso si assisterà ad una vaso dilatazione. Il corpo umano ha per ciò i propri meccanismi fisiologici di termoregolazione che constano in :
fattori fisici come :
un singolo valore, l’effetto della temperatura, l’umidità ed il movimento dell’aria di posti ombreggiati e protetti dal vento. La temperatura effettiva è un parametro che tiene conto della temperatura di bulbo umido e quella di bulbo asciutto di posti ombreggiati e protetti dal vento. Questo indice vene utilizzato quando la temperatura esterna è compresa tra 21 e 47 °C e solo per descrivere condizioni di disagio fisiologico dovuto al caldo-umido. Una volta calcolato il valore del DI è possibile utilizzare una tabella che ci dice qual è la condizione rilevata Lettura della tabella : Fino a 21 Nessun disagio o benessere generalizzato Da 21 a 24 Meno della metà della popolazione prova disagio Da 25 a 27 Più della metà della popolazione prova disagio Da 28 a 29 La maggioranza della popolazione prova disagio Da 30 a 32 Tutta la popolazione prova un forte disagio Oltre 32 Stato di emergenza sanitaria per il disagio molto forte con elevato rischio di colpi di calore L’indice di Thom viene usato solo per calcolare il disagio “discomfort” e non per mostrare un’ eventuale situazione di pericolosità per il colpo di calore
Ambienti termici caldi Per valutare lo stress prodotto dagli ambienti termici caldi esistono due metodi :
Indice Humidex Tiene conto della temperatura e dell’umidità relativa. Indici da Freddo Indice WILD CHILL l’origine di questo indice risale a un esperimento condotto in Antartide nell’inverno del 1941 da due ricercatori che misurarono il tempo che un panno umido impiegava per congelare e trovarono che la velocità di congelamento dipendeva dalla velocità del vento. Wc = (33+ (Ta-33) x (0,474 + 0,454+ (^) √𝒗 – (0,0454 x v) dove : Ta = temperatura dell’aria (°C) V = velocità del vento (espressa in m\s) Tale indice è applicabile quando la velocità del vento è compresa tra 2m\s e 24 m\s e quando la temperatura è inferiore a 11°C. Ad ogni classe dell’ indice corrispondono determinati effetti sull’organismo umano. Ovviamente il discorso per un essere umano è ben più complesso di un panno umido, poiché sono diversi i fattori che influenzano la sensibilità alla temperatura, come ad esempio l’età, la corporatura, lo stato di salute. Nonostante ciò questo indice può comunque essere impiegato per descrivere quale sia la reale temperatura avvertita da un organismo umano in relazione alla temperatura dell’aria e alla velocità del vento. L’indice Wild Chill esprime la capacità di togliere calore al corpo umano, quindi è una misura del tasso di calore disperso dal corpo, per calcolare questo indice viene utilizzata un’equazione empirica che tiene conto della temperatura dell’aria e della velocità del vento.
Per il microclima severo freddo è possibile usare il WCI (wild chill Index) WCI = 1,16 (10,45 + 10v - v) (33 - t a ) tCH = 33 – WCI / 25, Ambienti termici severi freddi (metodo analitico) UNI ENV ISO 11079 del 2001 “valutazione degli ambienti termici freddi : determinazione dell’isolamento richiesto” Il criterio di valutazione degli ambienti termici freddi risulta basato sul l’indice IREQ acronimo di Insulation Required (isolamento richiesto). L’indice IREQ valuta se l’isolamento fornito dal vestiario indossato nelle reali condizioni ambientali è sufficiente a garantire condizioni termiche accettabili per il soggetto esposto. L’IREQ viene calcolato tramite risoluzione dell’equazione del bilancio energetico ed al crescere dell’attività lavorativa svolta decresce l’indice (proporzionalità inversa). Vengono calcolati due valori IREQ : IREQ (^) MIN → Isolamento richiesto per mantenere il bilancio termico al livello minimo compatibile con lo svolgimento delle attività IREQ (^) NEUTRAL → isolamento richiesto per mantenere l’equilibrio energetico dell’organismo IREQ (^) NEUTRAL > IREQ (^) MIN Per valutare il rischio dobbiamo prendere in considerazione 3 ipotesi :
1. Vestiario troppo pesante che dà una protezione eccessiva
leggero, ma non sempre si ha un effetto positivo. Per esempio d’estate i venti "migliori" sono quelli caldi e secchi piuttosto che caldi e umidi. Alcuni studi hanno mostrato un effetto benefico del vento fino a 33°C; oltre i 34°C, invece, la presenza del vento aumenta la sensazione di malessere. Inoltre, con temperature > 42°C, non importa più il valore dell’umidità relativa: l’indice fornirà comunque una condizione di "elevato pericolo". Questo indice viene utilizzato in America dal NOOA per valutare il disagio termico durante l’estate Quando l’Indice di Calore supera per almeno 2 giorni consecutivi i 105°F – 110°F (41°C – 43°C), il Servizio Meteorologico Nazionale avvia una procedura di allerta per la popolazione americana. Tale procedura consiste nel: divulgare uno speciale comunicato sul tempo e/o un comunicato di pubblica informazione, riportando dettagliatamente i valori dell’Indice di Calore; segnalare quali soggetti sono più a rischio e le norme di sicurezza più adatte per ridurre il pericolo; indicare i presidi sanitari locali e, nel caso di pericolose ondate di calore, assistere il personale delle strutture sanitarie.