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documento che parla di miano e le influenze da parte di letterati
Tipologia: Dispense
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Nel rinascimento si assiste ad un progressivo affermarsi delle corti come centro politico e culturale, (Milano, Firenze, Roma, Urbino e Napoli). I letterati si impegnano nella riscoperta dei classici latini e nel loro studio filologico, questo nuovo interesse ha forti effetti sulla scrittura in prosa che è dominata dal latino.
Francesco Filelfo nacque a Tolentino (nelle Marche) nel 1398, dopo alcuni anni d’insegnamento a Padova e Venezia, si recò a Costantinopoli dove imparò il greco. Chiamato alla cattedra di greco dello Studio fiorentino nel 1429, entrò in contrasto con Cosimo de’ Medici e dovette abbandonare la cattedra e la città, per rifugiarsi a Milano presso i Visconti. Torno poi a Firenze in prossimità della morte, avvenuta nel 1481. A Milano Filelfo si inserì facilmente negli ambienti della signoria viscontea, tradizionalmente avversa a Firenze, e nelle “Commentationes Florentinae de exilio” (1440) espresse la sua amarezza per il trattamento subito da Cosimo, che dipinse come un tiranno. Assunse invece un atteggiamento celebrativo nei confronti dei suoi protetto Filippo Maria Visconti (morto nel 1447) e Francesco Sforza. Testimonianza del circolo intellettuale di Filippo Maria Visconti sono i “Convivia Mediolanensia”, dialoghi conviviali su letteratura, musica, astronomia, etc. In onore di Francesco Sforza, invece scrisse un poema epico, le “Sphortias” (Sforziadi), il cui modello è l’Iliade di Omero. La letteratura del Rinascimento è un sistema articolato di generi: alcuni vengono rielaborati su modello classico come la commedia, la satira di Ariosto e il trattato; altri prendono vigore da tradizioni più recenti (la poesia è dominata dal poema cavalleresco) (Pulci, Boiardo, Ariosto, Tasso) altra figura importante è quella delle corti rinascimentali, infatti l’Italia tra il 400 e il 500 si presentava come un insieme di diversi centri urbani, gestiti politicamente e culturalmente da singole corti, all’interno delle quali soggiornavano spesso artisti e letterati, rendendo così possibile lo scambio di idee e tecniche tra artisti, incrementando quello che era il prestigio della corte stessa.