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In questa lezione si analizza in modo dettagliato la struttura e funzione di perossisomi e mitocondri
Tipologia: Dispense
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Argomenti: Mitocondrio e Perossisomi Il NAD+ è in grado di ricevere elettroni, e quindi serve per ossidare una molecola organica che gli cederà elettroni trasformandolo in NADH; invece il NADH serve per ridurre una molecola organica a cui cederà elettroni diventando NAD+. La glicolisi è quella via centrale che serve per la produzione di ATP, e quindi energia, in modo estremamente rapido. (Se devo fare 100 metri lo sforzo che devo fare richiede un consumo di energia in modo estremamente rapido. Per fornire questa energia devo fare glicolisi). La glicolisi è però un processo che sebbene sia rapido è anche poco efficiente, ovvero produce per una molecola di glucosio solo 2 molecole di ATP (in realtà ne produce 4, ma 2 vengono consumate), 2 molecole di piruvato, un prodotto a tre atomi di carbonio e 2 molecole di NADH (vengono quindi consumate 2 molecole di NAD+, che rappresentano però la tappa finale del processo). Rappresenta la tappa finale proprio perché se non vi è più NAD+ servono dei processi per rigenerarlo, come la fermentazione lattica , dove grazie all'enzima lattico deidrogenasi, il piruvato (CH3COCOH) viene ridotto a lattato. Il NADH cede elettroni al piruvato spezzando il doppio legame tra il carbonio e l'ossigeno, facendolo diventare lattato (CH3CHOHCOH). Pertanto attraverso la conversione del piruvato a lattato avviene la rigenerazione di due molecole di NAD+ che porta alla continuazione della glicolisi. Invece nella fermentazione alcolica (che il prof introduce con la battuta L'UOMO HA INIZIATO PRIMA A BERE ALCOL CHE A LAVARSI, trovando la fermentazione alcolica un processo molto interessante) il processo avviene grazie all'enzima alcol deidrogenasi che svolge questo processo in 2 tappe: la prima tappa è la decarbossilazione del piruvato: il piruvato (CH3COCOH), perde il gruppo COH, che significa perdita di una molecola di CO2 ogni molecola di piruvato, che porta alla formazione dell'acetaldeide. L'acetaldeide per generare NAD+ deve subire un processo di idrogenazione. Il NADH deve quindi cedere elettroni all'acetaldeide, ossidandosi e diventando NAD+. L'acetaldeide quando viene ridotta spezza quindi il legame tra carbonio e ossigeno e il piruvato rimane quindi CH3CH2OH. La CO2 liberata è quella che vediamo visivamente durante la fermentazione alcolica, quando l'alcool inizia a bollire. Sappiamo che la fermentazione alcolica viene svolta da batteri e funghi, in particolare tra i funghi ricordiamo quelli del genere saccharomyces.
Troviamo questo processo di decarbossilazione anche in un altro enzima fondamentale per il metabolismo aerobico, nei mitocondri, chiamato piruvato deidrogenasi o decarbossilasi, che elimina la CO2 e forma il gruppo acetilico che però va a legarsi al coenzima A per formare l'acetil-coenzima A. Dove quest'ultimo è un importantissimo metabolita impiegato in molti processi, tra cui quello più importante è il metabolismo degli acidi grassi e il ciclo di Krebs. L'acetil-coA viene fuso insieme all'enzima ossalacetato per formare l'enzima citrato sintasi (intermedio molto importante del ciclo di Krebs) che poi perderà una CO2 e diventerà chetoglutarato, che a sua volta diventerà succil-coA, succinato, fumarato, malato, nuovamente ossalacetato e si ripete il ciclo. Per ogni molecola di acetil-coA che entra nel ciclo di Krebs vengono formate 3 molecole di NADH, 1 di GTP, 2 di CO2 (in realtà questo si forma se il ciclo di Krebs ha un fine catabolico, cosa che non succede in quanto il ciclo è fatto da una serie di reazioni anaplerotiche , ovvero di riempimento, e quindi alcuni intermedi che si formano possono fuoriuscire dal ciclo di Krebs e rappresentare un precursore da cui inizierà una via biosintetica. Es. il citrato è il precursore della sintesi del colesterolo e degli acidi grassi; il chetoglutarato è il precursore del glutammato, della glutammina, se vi si aggiunge un gruppo amminico, e della sintesi delle purine; il succinil-coA è importante per la sintesi del gruppo EME che ritroviamo nell’emoglobina; l’ossalacetato se viene amminato serve per la biosintesi dell’aspartato, e serve per la biosintesi di purine e pirimidine ) e 1 di FADH2, che sta per flavin adenosin dinucleotide, (che si forma nel metabolismo del
mitocondriali e che noi troviamo a livello del DNA mitocondriale, e poi troviamo chiaramente tutto il macchinario trascrizionale e replicazionale del DNA mitocondriale. La membrana mitocondriale interna contiene invece le creste, come abbiamo detto, troviamo poi tutti i complessi che costituiscono la catena di trasporto degli elettroni e la proteina ATP-sintasi. Nello spazio intermembrana troviamo un accumulo enorme di ioni H+, quindi vi è un ambiente molto più acido rispetto alla matrice. Il motivo per il quale troviamo questi protoni accumulati è dovuto al processo di fosforilazione ossidativa , che oltre a produrre ATP serve proprio alla rigenerazione del NAD+. Così come abbiamo visto nella glicolisi, che funziona in concomitanza con il processo fermentativo, in cui abbiamo la rigenerazione del NAD+, anche il ciclo di Krebs funziona in concomitanza con la fosforilazione ossidativa, che riconvertirà tutto il NADH prodotto durante il ciclo di Krebs a NAD+. Il potere riducente del NADH quindi, potere di cedere elettroni energetici, viene sfruttato da un processo che serve per la sintesi di ATP, e quindi per produrre energia, cedendo elettroni all’ossigeno, a cui essi arriveranno alla fine della catena di trasporto degli elettroni mitocondriali, che acquistandoli e quindi riducendosi, diventerà acqua. Durante questo processo di movimento di elettroni dal NADH all’ossigeno, vengono continuamente pompati ioni H+ dalla matrice allo spazio intermembrana, ed è proprio questo che determina l’accumulo degli ioni dello spazio intermembrana, che genera un gradiente elettrochimico molto forte, che agisce come se si accumulasse energia potenziale che vorrebbe far ritornare i protoni dallo spazio intermembrana verso la matrice.
Il gradiente elettrochimico protonico è spinto da due forze: una che è quella della concentrazione degli ioni H+, ovvero gli ioni H+ sono più concentrati nello spazio intermembrana rispetto alla matrice e ciò genera chiaramente un gradiente, in quanto noi sappiamo che una molecola vuole sempre muoversi da una zona a più alta concentrazione a una più bassa; ma in questo caso vi è anche un gradiente elettrochimico in quanto gli ioni H+ fanno repulsione tra di loro e vogliono assolutamente muoversi verso l’ambiente matriciale che è più carico negativamente essendo attratti dalla carica di segno opposto che troviamo a livello della matrice. Come avviene questo processo degli elettroni dal NADH verso l’ossigeno? Il NADH cede 2 elettroni ad un complesso, che troviamo a livello della membrana mitocondriale interna, che si chiama complesso I o complesso della NADH deidrogenasi , complesso ricco di centri ferro-zolfo e di gruppi che si chiamano flavin mononucleotide, dove troviamo degli anelli aromatici che hanno la caratteristica di cedere e acquistare elettroni. La flavin mononucleotide accetta quindi gli elettroni per cederli ai centri ferro-zolfo che costituiscono sempre il complesso NADH deidrogenasi. I centri ferro-zolfo sono gruppi molto importanti, in quanto anch’essi hanno la funzione di accettare o cedere elettroni, perché il ferro può passare da uno stato ridotto a uno stato ossidato e viceversa (Fe3+ stato ossidato, Fe2+ stato ridotto). Il ferro è legato quindi agli atomi di zolfo delle cisteine e ciò serve proprio per acquistare elettroni, passando allo stato ridotto Fe2+, per poi cederli ad una molecola che sta nella membrana mitocondriale esterna che si chiama ubichinone , che quando accetta elettroni passa da uno stato ossidato a uno stato ridotto.
Il complesso 3 ha 2 citocromi: il citocromo b e il citocromo c. L’ubichinone ridotto, passando ad uno stato ossidato, va a cedere elettroni prima al citocromo b, che passa invece ad uno stato ridotto, il citocromo b cede elettroni al citocromo c e in questi passaggi altri 4 protoni vengono pompati dalla matrice allo spazio intermembrana. Per ogni NADH quindi vengono pompati 8 protoni. Il citocromo c, prima cederà questi elettroni al complesso 4 , anche chiamato complesso della citocromo c ossidasi , che cederà poi elettroni al citocromo a , che è un citocromo che non possiede ferro, ma un atomo di rame che passa dalla forma Cu2+ quando cede elettroni e Cu+ quando li acquista. Dal citocromo agli elettroni arriveranno infine all’ossigeno, che diventerà acqua, e in questo passaggio altri 4 protoni vengono pompati. Il complesso 2 invece anziché acquistare elettroni dal NADH, acquista elettroni dal FADH2, cedendoli poi al complesso 3, che li cederà al complesso 4 che poi li cederà all’ossigeno, secondo lo stesso procedimento.