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Le idee di Karl Otto Apel e Jürgen Habermas sulla etica della comunicazione. Discutono temi come la normatività morale nell'agire comunicativo, la giustizia, la solidarietà e la co-responsabilità. Habermas introduce il concetto di etica del discorso, contrastando il non cognitivismo e affermando che è possibile trovare un principio per produrre accordo nelle argomentazioni morali. Il testo include anche discussioni su agire strategico e agire comunicativo, l'importanza della intesa e del riconoscimento reciproco, e la relazione tra etica deontologica e etica del discorso.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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▪ Ogni parlante è un agente razionale
Ogni parlante è membro di una comunità illimitata della comunicazione illimitata perché trascendentale concreta e ideale
der Philosophie , 1973], Rosenberg & Sellier, Torino 1977
nell'azione e razionalizzazione sociale; 2. Critica della ragione funzionalistica), Il Mulino, Bologna 1986
verità di fatto e relazioni matematiche, nulla di più. Circa i fini deve tacere. A. MacIntyre, After Virtue, 1981
E' possibile trovare un principio che consenta di produrre accordo nelle argomentazioni morali?
altro empiricamente, con la minaccia di sanzioni o la prospettiva di gratificazioni, per indurlo alla desiderata continuazione di un'interazione, nell'agire comunicativo uno viene razionalmente motivato dall'altro a un'azione concordata. (p. 66)
pratica che è preordinata alla ragione pratica intesa nel senso dell'etica del discorso. (p.116)
universalizzazione che si fonda su risultati e conseguenze dell'osservanza universale della norma per il bene del singolo, l'etica del discorso ha inserito fin dall'inizio nella propria procedura l'orientamento alle conseguenze. J. Habermas, Moralità ed eticità , 1986