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La storia e le caratteristiche di diverse forme di governo, dalla democrazia classica greca e romana alla democrazia liberale moderna. anche della crisi dei regimi autoritari in Europa Meridionale e del ruolo della chiesa cattolica, della politica estera e dei media nella democratizzazione. Inoltre, vengono distinti i regimi autoritari e totalitari, con esempi come il regime nazista e il regime sovietico.
Tipologia: Sintesi del corso
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Parte 1 DEMOCRAZIA CLASSICA Richiamo a modelli di democrazie antiche, antica Grecia (democrazia ateniese) e antica Roma (Democrazia= potere del popolo, termine greco) Antica Grecia : il regime che conteneva il tipo di interazione che noi associamo come una democrazia si chiamava politeia , termine con senso molto ampio che può comprendere varie forme di regimi (termine più vasto per indicare quelli che poi si specificano in stati, oppure regimi democratici, città stato ecc.) Caratterizzata da una partecipazione diretta dei cittadini nella gestione della politeia e della città Antica Roma : res pubblica, ossia di una cosa pubblica, secondo l’idea che la comunità si vuole autogovernare ( repubblicanesimo ) Livello di istituzionalizzazione e divisione dei compiti e di pesi e contrappesi fra organi più monocratici e oligarchici e altri più democratici più complessa DEMOCRAZIA LIBERALE Concetto di democrazia liberale = si afferma fra il 17 e il 18 sec., soprattutto nel mondo anglosassone. Associato soprattutto alle prime teorizzazioni di John Locke (regime liberale) e Thomas Hobbes che hanno teorizzato il regime statale e in un secondo momento a quelle di James Meade , Jeremy Bentham , che sono stati gli studiosi che hanno affermato quello che allora era definito utilitarismo , ossia il calcolo della felicità in base alla quantità di utilità che ognuno di noi poteva ricevere. Negli stati Uniti invece si afferma soprattutto durante l’elaborazione dei criteri che avrebbero governato la colonia che si andava rendendo autonoma dalla madre patria, grazie soprattutto ai contributi di James Madison agli articoli federalisti che vennero all’epoca pubblicati su molti giornali e poi raccolti in pubblicazioni ( The Federalist Paper ) DIFFERENZA TRA DEMOCRAZIA PROTETTIVA O MINIMALE E DEMOCRAZIA DI SVILUPPO (Held) Al concetto di democrazia liberale, oltre all’idea di uno stato che si deve occupare di un certo numero minimo di funzioni per garantire la convivenza dei cittadini all’interno di questo stato, si è andato ad aggiungere una serie di requisiti ormai richiesti ai regimi liberali e che vengono associati
non solo ai diritti civili ma anche a garanzie ulteriori che permettono a ciascun cittadino non solo di avere un diritto teorico ma anche un diritto concreto alla partecipazione alla vita politica , e di venire aiutato dalla politeia nel sviluppare le sue capacità come individuo e come cittadino. La democrazia di sviluppo cerca dunque di enfatizzare la partecipazione dei cittadini alla vita politica Fino a sfociare in altri tipi di democrazia quali la social-democrazia , la democrazia diretta di stampo socialista e comunista ecc. DEFINIZIONE DI DEMOCRAZIA Definizione di democrazia minima e di stampo elitista - Schumpeter 1954 (austriaco, quindi presenta la teoria continentale della democrazia più elitista rispetto a quella per esempio anglosassone) “Strumento istituzionale per giungere a decisioni politiche, in base alle quali singoli individui ottengono il potere di decidere attraverso una competizione che ha per oggetto il voto popolare” Metodo procedurale per cui si dava ai singoli individui cittadini il potere di eleggere, ossia selezionare attraverso il voto popolare e quindi le elezioni, colore che poi avrebbero preso le decisioni per tutti, i quali competono fra di loro per il voto popolare Questa concezione di democrazia assegna al popolo una funzione abbastanza limitata, in quanto una volta selezionati ed eletti i governanti, il ruolo dei cittadini della vita politica era “concluso”, e dovevano solo lasciare che i governanti prendessero le decisioni per loro Per questo si considera questa definizione come elitista, in quanto alla fine a governare una democrazia erano solamente quei pochi individui che riuscivano a competere con successo per il voto popolare Definizione di Dahl 1971 enfatizza l’importanza delle garanzia democratiche “Regime politico caratterizzato dalla continua capacità di risposta de governo alle preferenze dei suoi cittadini, considerati politicamente uguali” La democrazia è un regime politico nel quale i governanti devono rispondere alle preferenze dei cittadini (tutti uguali politicamente) e la corrispondenza tra le azioni dei governanti e le preferenze dei cittadini deve essere continua, anche dopo che essi sono stati eletti. Quindi l’interazione fra cittadini e governanti avviene in maniera continuativa , al contrario di ciò che appare nella definizione di Shumpete
4- Democratizzazione= ossia la conquista del potere esecutivo, quando i rappresentati, ad esempio dei lavoratori, non solo sono legittimati a partecipare al dibattito politico e sono incorporati nel dialogo democratico tramite il loro dialogo con i datori di lavoro e possono votare ed essere eletti, ma anche possono aspirare ad arrivare al governo. I primi partiti ad arrivare al governo sono i partiti social-democratici Rokkan regala degli affreschi dell’estrema varietà nei processi di trasformazione democratica all’inizio del 20 sec., che presentano una propria struttura interna Inoltre tali diverse condizioni spiegano anche diversi effetti in termini di stabilizzazione oppure di crisi democratica nei seguenti decenni, e quindi di processi di de-democratizzazione Parte 2 TEORIA DELL’ANCORAGGIO DEMOCRATICO Associata soprattutto a Diamond e Morlino, quest’ultimo politologo italiano, che ha teorizzato il momento di consolidamento della democrazia Il primo passaggio necessario per consolidare la democrazia è ancorarla, da qui la teoria dell’ancoraggio democratico Quanto più numerose le ancore della democrazia, tanto più consolidata nel tempo essa sarà. Inoltre queste ancora sono tanto più necessarie e devono essere tanto più complesse quanto più rapido è stato il processo di democratizzazione; difatti, come visto precedentemente, processi più lenti portano ad una poliarchia che sia una democratizzazione solida, mentre percorsi più diretti portano al rischio di successivi crisi democratiche Quali sono le ancore? Partiti e soggetti politici I partiti sono importanti in quanto organizzano e propongono le preferenze dei cittadini. Vi sono anche altri soggetti politici che contribuiscono all’ancoraggio democratico e sono per esempio le rappresentanze dei lavoratori le chiese, movimenti culturali ecc. E’ necessario che questi soggetti siano molteplici (potenzialmente tutti potrebbero diventare soggetti politici) e abbiano posizioni anche molto diverse fra di loro purché riconoscano nella democrazia il meccanismo per eccellenza per determinare poi chi alla fine viene selezionato per prendere le decisioni in nome, per conto e a favore dei cittadini. sistema pluralistico degli interessi è costruito sui rapporti stabili fra i partiti e gli interessi sociali, ma anche altri soggetti politici possono contribuire a questa pluralità di voci che articolano le preferenze dei cittadini
rapporti clientelari sviluppo di un sistematico ma limitato numero di rapporti clientelari. Idea che rappresentati politici siano ancorati a dei rapporti con delle clientele ampie, che possono essere categoriali , sociali o territoriali (es. in Alto Adige i rappresentati politici parlano soprattutto in nome e per conto dei loro cittadini, con le domande e le preferenze tipiche dei cittadini dell’Alto Adige). Questo non va visto come rapporti negativi e patologici, ma come la nascita di rapporti importanti fra rappresentati politici e gruppi categoriali, sociali o territoriali accordi triangolari (imprenditori, sindacati, Stato) ancora molto importante in quanto anche rappresentanze di imprenditori, lavoratori e Stati possono davvero mettersi d’accordo in maniera ordinata circa lo sviluppo della politica, per esempio economica, in modo da non inficiare il funzionamento dell’economia e quindi anche il giusto sviluppo di imprese e la creazione di ricchezza, ma senza nemmeno andare a discapito dei diritti dei lavoratori e della necessità di condividere con essi la ricchezza che essi stessi hanno contribuito a creare questi accordi triangolari sono tipici dei modelli democratici di tipo neo-corporativo e sono molto importanti per stabilizzare l’economia, condividendo i costi di momenti di crisi ma anche i benefici di momenti di sviluppo più dinamico LE TRE ONDATE DI DEMOCRATIZZAZIONE (HUNTINGTON 1991) Prima ondata (1820- 1920) Democratizzazione in Nord America (Stati Uniti) e Europa Gli Stati Uniti dopo la secessione dall’Inghilterra con la guerra di Indipendenza, culminata nella Dichiarazione d’Indipendenza nel 1776, inizialmente le prime 13 colonie poi anche le altre hanno costituito un regime democratico a cui davano a tutti i cittadini maschi (presto anche alle donne) il diritto di voto, democratizzazione che si completa nel 1820 con Thomas Jefferson In Europa (nord, paesi scandinavi e Regno Unito) ha interessato soprattutto i regimi che avevano iniziato molto tempo prima a democratizzarsi, lentamente, lungo il primo percorso di Dahl, che sono giunti almeno ad un suffragio universale maschile agli inizi del 1800 (per quello femminile bisogna aspettare la fine del 1800 per esempio nel Regno Unito) Include però anche quei regimi che si sono democratizzati nei primi venti anni del 1900, in seguito alla prima guerra mondiale. Infatti normalmente dopo le guerre seguono delle ondate di democratizzazione in quanto è contraddittorio ai cittadini di dare la propria vita, quindi sacrificare il bene più alto in difesa di uno stato, e non dare poi loro la possibilità di partecipare alla gestione della cosa pubblica (Italia prima elezione a suffragio universale maschile del 1913, la seconda 1918)
***** pag. 134-135 fa considerazioni a margine della teoria di Huntintong, poiché è noto per ave coniato il termine “ scontro di civiltà ” Egli suddivide il globo in grandi civilizzazioni e ritiene che alcune civiltà, soprattutto caratterizzate dall’aspetto religioso, non siano culturalmente aperte ad uno sviluppo democratico. Famosa la sua polemica con il mondo islamico, che lui riteneva non adatto alla democratizzazione ( a questo poi vi sono state contro-teorie) Come si misura la democrazia? Banche dati che misurano il grado di libertà e le dimensioni della democrazia in tutti i regimi del mondo. Queste associazioni infatti misurano vari aspetti della intensione della democrazia. Per esempio Freedom House (organizzazione non governativa) distingue regimi liberi, da semi- liberi, a non liberi a seconda che si manifestino tutta una serie di indicatori nelle varie democrazie e avverte anche circa l’andamento di esse ( poiché la democrazia non è una condizione statica, e anche le democrazie già assodate possono passare attraverso momenti di disaffezione democratica ) Pag. d 134 a 137 come si distribuiscono i regimi liberi nel mondo (riferimento empirico) Parte 3 LA PRIMA TIPOLOGIA DI LIJPHART (1977) Lijpart sviluppa questa tipologia a partire dalla tipologia di Almond
- Cultura politica frammentata o non frammentata (= si è d’accordo sui fondamentali) - Stile predominante nei rapporti tra le élite, competitivo (non accomodanti) o non competitivo (accomodanti) Le democrazie si dividono in 4 tipi: CONSOCIATIVA= frammentata con élite non competitive (Paesi bassi, Svizzera, Austria) CENTRIFUGA= frammentata con élite competitive (Francia, Germania, Italia) DEPOLITICIZZATA= non frammentata con élite non competitive (paesi Scandinavi)
*la tabella risale al 1977, dagli anni ’80 in poi le élite scandinave sono diventate molto meno accomodanti, anche se in confronto ad altre élite lo sono ancora CENTRIPETA= non frammentata con élite competitive (Stati Uniti, Gran Bretagna) ELEMENTI EMPIRICI Perché per esempio diciamo che nei Paesi Bassi, Svizzera e Austria la politica è frammentata? In Austria vi è stata una guerra civile fra il campo liberale degli imprenditori e il campo socialista dei lavoratori (inizio 1900). Storicamente la cultura politica austriaca è molto movimentata (ora si è andata via via consolidando), ma funzionava poiché aveva delle élite accomodanti La Svizzera è molto frammentata, da un punto di vista linguistico (4 lingue: francese, tedesco, italiano e romance), religioso (3 religioni dominanti: cattolica, protestante e valdese) Paesi Bassi , costituiti da più province ( di cui l’Olanda è una), con un territorio diviso tra tre campi che si sono fatti guerra ( parte nord-orientale saldamente protestante, la parte sud cattolica, e campo laico) Perché la Francia, la Germania e l’Italia hanno culture politiche frammentate? In Italia c’è una grossa diversità secolare tra cultura cattolica e cultura laica (il regno d’Italia infatti è stato formato facendo guerra alla chiesa) In Germania la maggioranza è protestante (soprattutto in Prussia, nord e alcune zone del sudovest) ma anche zone cattoliche (come la Baviera e la Renania) In Francia diversità secolare fra cattolici e laici, campo monarchico e campo repubblicano che si sono dati battaglia per secoli Quindi democrazie complicate che tendono ad essere centrifughe , ossia storicamente a non essere d’accordo sui fondamentali, ossia l’insieme di valori centrali a cui tutti fanno riferimento, e dove le frange politiche estreme sono abbastanza importanti Perché Stati Uniti e Gran Bretagna sono democrazie non frammentate? Stati Uniti e Gran Bretagna sono paesi noti per essere delle democrazie dove la maggior parte della popolazione è d’accordo sui fondamentali e dove la competizione politica va verso il centro, cerca di rubarsi i voti sostanzialmente fra quelli che stanno in centro (no destra o sinistra)
rappresentanza degli interessi deve essere organizzata, altrimenti il sistema finisce per avere una complessità ingestibile WESTMINSTER Governi monopartitici= favoriti inoltre da un sistema elettorale che “crea” dei vincitori fra due partiti contendenti (anche se partecipano tanti partiti alle elezioni, difatto a poter ottenere un numero sufficiente di seggi in parlamento per formare il governo saranno solo due partiti) Predominio dell’esecutivo= sul legislativo, poiché il partito di governo ha anche la maggioranza nel parlamento e, a meno che non si creino delle divisioni all’interno di questo partito, esso continua a governare per tutta la legislatura Sistema bipartitico= supportato dal sistema elettorale e istituzionale visto prima. Bipartitico non significa che esistono solo due partiti, poiché ce ne sono altri, ma ad ambire per avere i voti sufficienti per governare sono solamente due (nel Regno Unito i due maggiori sono i conservatori e i laburisti) Sistema elettorale maggioritario= tende a “costruire” queste maggioranze. Anche se talvolta il voto è distribuito sul territorio in modo più equilibrato, questo sistema elettorale infatti tende a dare delle maggioranze parlamentari ad uno dei due partiti principali. Pluralismo dei gruppi di interesse= proprio perché l’esecutivo è forte più del legislativo (i voti del partito che sta al governo contano di più perché sono di più di quelli del parlamento) si può permettere ai gruppi di interesse di essere molto diversificati (mentre nel consensuale si ha la necessità di gruppi di interesse che si mettano d’accordo, gerarchicamente organizzati) 5 nell’ambito della struttura dello stato, dimensione federale- unitaria , che fa riferimento all’organizzazione territoriale e anche di altro tipo del potere : DEMOCRATICO CONSENSUALE Bicameralismo forte= ci sono due camere rappresentative che svolgono funzioni diverse, per avere ancora più garanzie che tutte le voci vengano ascoltate e che le decisioni prese rispecchino la grande pluralità degli interessi di queste democrazie Federalismo o governo decentrato= es. Svizzera e Austria e in parte Paesi Bassi, poiché organizzato in province
Costituzione rigida= per avere la garanzia che nessun gruppo, che possa avere il predominio momentaneo del parlamento, cambi la costituzione a discapito di tutti gli altri. Nel caso dei sistemi federali deve essere approvata anche da una maggioranza di landers o cantoni, nel caso dei Paesi Bassi deve essere approvata anche da maggioranze particolarmente qualificate Revisione giurisdizionale= significa che c’è una corte suprema che è superiore nonostante questi pesi e contrappesi e giudica la costituzionalità della legislazione e anche l’attribuzione delle competenza fra stato centrale e stati decentrati Banca centrale indipendente= negli affari economici occorre che la banca centrale sia indipendente e non sia tirata a destra e a sinistra dai vari gruppi di interesse, altrimenti l’economia collasserebbe (speculare del neocorporativismo) Quindi è importante che tutti vengano ascoltati ma ci sono anche salvaguardie nell’economia affinché il tutto non degeneri in completa anarchia WESTMINSTER Legislativo unicamerale= nel Regno Unito vi è la camera dei comuni e la camera dei lord, ma quest’ultima non conta praticamente nulla, non ha potere legislativo, non ha potere di formazione del governo, funziona come una camera di saggi dove soprattutto vengono sviscerati degli argomenti complessi e al massimo si può imporre un rallentamento nel processo decisionale ma mai essa può impedire alla camera dei comuni di passare la legislazione, così come la monarchia non può impedire al parlamento di decidere. La camera dei comuni è sovrana Governo accentrato e unitario= anche da un punto di vista territoriale. Ad esempio nel Regno Unito (che se pur è costituito da 4 nazioni: Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del nord) l’imprinting lo si vede in Inghilterra, dove esistono formalmente delle contee e regioni ma hanno zero poteri Costituzione flessibile= il Regno Unito non ha una costituzione chiamata tale, ma ha documenti molto importanti che fanno da substrato costituzionale, ma quello che non ha è una corte costituzionale che decida dei conflitti di attribuzione fra stato centrale e regioni,
Regimi democratici successivi alla prima ondata di democratizzazione (1920-1943) Regimi autoritari, regimi totalitari, regimi autoritari di mobilitazione, “democrazie” popolari Regimi non democratici di transizione Fanno riferimento a lunghi e travagliati processi di democratizzazione che sono caratteristici della terza e quarta ondata di democratizzazione Regimi militari, regimi civili-militari, regimi “protettivi” Regimi non democratici ibridi Regimi tradizionali, dittature mascherate, democrazie illiberali (riferimento a quelle democrazie che erano succedute alle terza ondata di democratizzazione a che stanno avendo problemi a mantenere l’aspetto liberale della democrazia), democrazie limitate, quasi democrazie, democrazie senza Stato, democrazie elettorali (le sole elezioni non bastano per definire una democrazia) AUTORITARISMO E TOTALITARISMO Regimi autoritari sistemi caratterizzati da pluralismo politico limitato e non responsabile (= dal questo pluralismo non deriva quel contrappeso che esiste normalmente nelle democrazie fra un governo e la sua opposizione, quindi non è sufficiente per arginare il potere di chi è al potere) senza elaborata ideologia-guida, spesso appoggiati su valori tradizionali (=patria, famiglia, Dio) non perseguono necessariamente la mobilitazione politica delle masse (=in un regime autoritario si preferisce infatti che i cittadini si occupino delle proprie faccende affidandosi alle linee guida Dio, patria, famiglia e magari anche ad un certo senso di nazionalismo, militarismo) fanno riferimento a un leader o piccolo gruppo dirigente che esercita il potere entro limiti non formalmente definiti, ma prevedibili esempio di regime autoritario: Spagna di Francisco Franco , dal momento che era un regime che aveva una sorta di pluralismo convenzionale in quanto vi era ancora la chiesa come fonte di potere e messaggi politici, anche se difatto essa sosteneva il regime autoritario. Anche i ceti militari e qualche cento industriale
appoggiavano il regime autoritario di Francisco Franco. Le ideologie erano tradizionali e il potere veniva esercitato in maniera autoritaria ma prevedibile (militarizzato) Regimi totalitari sistemi caratterizzati da monismo politico , ruolo indiscusso del partito unico ideologia codificata finalizzata alla politicizzazione della società perseguimento della mobilità sociale persecuzione sistematica di ogni oppositore, uso indiscriminato della violenza repressiva esercizio del potere da parte di un leader di partito o un gruppo dirigente entro limiti non prevedibili esempio di regime totalitario: Regime Nazista , monismo politico in quanto il partito nazional-socialista e il furer era unica fonte di decisioni politiche, ruolo indiscusso del partito unico, ideologia molto codificata e finalizzata a indottrinare tutta la società, fino a prevedere grandi manifestazioni di massa. Persecuzione e repressione sistematica di gruppi sociali o entici dichiarati dal regime come non degni di cittadinanza ne’ politica ne’ civile all’interno del terzo reich (ebrei, ma anche altre etnie e omosessuali). Esercizio del potere imprevedibile in quanto potevano decidere tutto in ogni momento Il regime fascista ha tratti sia del regime autoritario sia del regime totalitario: Da un lato è caratterizzato da un certo pluralismo politico (sicuramente limitato e non responsabile) poiché in Italia oltre al partito nazionale-fascista vi era la chiesa, i partiti industriali, i gruppi agrari, i gruppi militari, ma non erano sufficienti ad arginare il potere del partito fascista, anzi semmai lo supportavano L’ideologia era più elaborata rispetto a quella tradizionale , anche se risultava comunque ancora molto tradizionale, poiché assegnava ai cittadini il loro ruolo in base alla loro funzione produttiva, però vi era anche recuperata l’ideologia di grandezza e il fasto dell’antica Roma, con una serie di terminologie e aspettative derivate da quello
REGIMI AUTORITARI RECENTI (dopo la terza ondata di democratizzazione) : Arabia Saudita, Corea del Nord, Cambogia, Repubblica Iraniana nella repubblica ecc. (vedi libro) REGIMI NON DEMOCRATICI di DEMOCRAZIA FITTIZZIA Non necessariamente di transizione, ma che ormai si stabilizzazione della persistenze transitorietà, ossia pseudo-democrazie in permanente transizione verso la democrazia ma che non lo sono Democrazie protette, in cui il regime militare crea una protezione al gioco democratico fra vari gruppi sociali, fra governo e opposizione Democrazie elettorali, che non sono vere democrazie in quanto vi è solo l’apparenza di essa come partecipazione al voto ma difatto, a causa della limitata competizione fra partiti e magari della intimidazione della popolazione in realtà il voto non determina nessun cambio di potere Regimi ibridi, che rimangono tali. Tra questi ci sono le democrazie limitate , in cui la polizia ha un controllo abbastanza serrato della vita delle persone (Cina, Turchia). Democrazie senza Stato , nelle quali lo stato è troppo debole per garantire la democrazia (Albania), democrazie che stanno rifluendo verso la non democrazia. Tra cui anche le democrazie illiberali (Ungheria, Polonia e Romani) dove alla formale selezione del governante attraverso le elezioni si affianca però la teorizzazione della illiberalità, ossia del venir meno di tute quelle garanzie costituzionali e liberali che associamo al termine “democrazia” INDICATORI DELLA QUALITA’ DEMOCRATICA (MORLINO 2012) Poiché la democrazia ha bisogno di continui miglioramenti (è sempre work in progress) e specialmente in momenti di crisi si ha la tentazione di disaffezionarsi alla democrazia, e questo è molto pericoloso in quanto anche le democrazie consolidate ed affermate possono fare passi indietro e avviarsi alla de-democratizzazione INDICATORI DELLA RULE OF LAW : Sicurezza sociale (lo stato non può minacciarmi attraverso un indebolimento del mio status socio-economico fino a ridurmi al silenzio)
autonomia del potere giurisdizionale (la magistratura è indipendente, e quindi giudica indipendentemente dalle pressioni politiche che possono venire dai governanti) capacità amministrativa ( le amministrazioni attuano le leggi universalistiche che vengono approvate ) reazione a crimine e corruzione INDICATORI DELLA ACCAUNTABILITY: elettorale ( le elezioni servono non solo ad indicare i governanti ma anche a mandarli a casa nel caso in cui non governino bene. Questo garantisce l’accauntability verticale)) inter-istituzionale (l’esecutivo viene normalmente controllato dal parlamento e anche dalla magistratura. Interazione fra i poteri istituzionali dello stato garantisce l’accauntability orizzontale) INDICATORI DELLA DIMENSIONE PROCEDURALE: partecipazione politica (dei cittadini) competizione politica (dei partiti) per garantire libertà, uguaglianza e la responsività dei governi ai loro cittadini