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Caratteristiche e classificazione dei regimi non democratici - Prof. Locatelli, Appunti di Scienza Politica

Questa lezione riguarda i regimi non democratici, con particolare attenzione ai regimi autoritari e totalitari. Vengono analizzate le caratteristiche distintive di questi regimi, come la limitazione del pluralismo, la presenza di mentalità caratteristiche e la giustificazione dell'autorità attraverso determinati slogan. Viene inoltre fornita una sotto classificazione dei regimi autoritari in militare, civile-militare e civile. Infine, vengono discussi i regimi totalitari, con elementi come il partito unico di massa, il terrorismo di Stato e l'esercizio del potere imprevedibile.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 05/10/2021

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Regimi non democratici
Lezione 15 29 marzo
Introduzione
I regimi sono l’architettura del potere: sono tutte le regole che hanno a che fare con il
conseguimento del potere. Il regime si realizza nelle regole scritte, norme, prassi, consuetudini,
che stabiliscono in che modo si può conseguire il potere, come mantenerlo e come esercitarlo.
Perché occuparci dei regimi non democratici?
I regimi non democratici sono differenti tra di loro, possiedono una grande varietà: regime
autoritario, totalitario, post-totalitario, regime sultanistico e regime ibrido.
Regime autoritario
Definizione di Juan Linz con 5 caratteristiche comune per la distinzione dei regimi autoritari:
Prima caratteristica:
oPluralismo limitato e non responsabile si hanno pochi attori che comandano. La
competizione politica è limitata, secondo Linz può essere di natura sociale o politica,
in un regime autoritario potrebbe esserci una società che esprime pochi attori
dotati di potere. Linz parla di pluralismo sociale a influenza politica indiretta. Nei
sistemi autoritari sono pochi gli attori sociali che riescono a condizionare la politica.
Tendenzialmente c’è un partito, oppure 3 o 4, ma vince sempre lo stesso partito, gli
altri dovranno agire nell’illegalità (opposizioni). Il regime è sostenuto politicamente
da questi gruppi sociali o politici. La solidità del regime dipende da quanto sarà
coeso il gruppo di attori coalizione dominante ristretta. Il regime rimane solido
nella misura in cui la coesione funziona, la responsabilità deve essere presa in
considerazione. Chi è al potere è responsabile nei confronti degli altri membri della
coalizione, è tutta interna. La ricchezza sarà concentrata nelle mani di pochi. In
pochi possiedono l’accesso al potere (al contrario, in America tutti possono
candidarsi al potere).
oPluralismo non responsabile: il regime rimane solido quando la coalizione funziona.
La responsabilità è interna le decisioni prese sono valutate dai gruppi di
coalizione.
I regimi autoritari possono essere a loro volta:
oDi natura sociale. In un regime autoritario può esserci una società con pochi attori
dotati di potere: in Italia, quanti attori nella società (confindustria, anziani) gruppi
che rappresentano l’identità di genere ed esprimono i propri interessi.
Nei sistemi autoritari, sono pochi gli attori che riescono ad avere un’influenza
politica: nel 800 e 900, i latifondisti rispetto i contadini. Un gruppo etnico che ha un accesso
esclusivo alla politica, mentre l’altro è escluso.
- Di natura politica. Indica quanti sono gli attori istituzionali che possiedono interessi.
Seconda caratteristica: scarsa mobilitazione politica.
Individua la scarsa partecipazione: iscriversi ai partiti, andare a votare e partecipare alle
manifestazioni di governo. L’individuo non viene considerato, ci sono le elezioni, ma le persone
che vanno a votare sono poche, c’è poca gente che si iscrive al partito società sottomessa, non
va d’accordo con il regime. Il regime autoritario, deve procurarsi degli apparati repressivi: polizia
che costringe le persone ad andare a votare e non fare scioperi contro il governo. Presenza anche
dell’assenza o il limite alle garanzie e ai diritti di voto, non tutti possono votare. I partiti saranno
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Regimi non democratici Lezione 15 29 marzo Introduzione I regimi sono l’architettura del potere : sono tutte le regole che hanno a che fare con il conseguimento del potere. Il regime si realizza nelle regole scritte, norme, prassi, consuetudini, che stabiliscono in che modo si può conseguire il potere, come mantenerlo e come esercitarlo. Perché occuparci dei regimi non democratici? I regimi non democratici sono differenti tra di loro, possiedono una grande varietà: regime autoritario, totalitario, post-totalitario, regime sultanistico e regime ibrido. Regime autoritario Definizione di Juan Linz con 5 caratteristiche comune per la distinzione dei regimi autoritari: Prima caratteristica: o Pluralismo limitato e non responsabile si hanno pochi attori che comandano. La competizione politica è limitata, secondo Linz può essere di natura sociale o politica, in un regime autoritario potrebbe esserci una società che esprime pochi attori dotati di potere. Linz parla di pluralismo sociale a influenza politica indiretta. Nei sistemi autoritari sono pochi gli attori sociali che riescono a condizionare la politica. Tendenzialmente c’è un partito, oppure 3 o 4, ma vince sempre lo stesso partito, gli altri dovranno agire nell’illegalità (opposizioni). Il regime è sostenuto politicamente da questi gruppi sociali o politici. La solidità del regime dipende da quanto sarà coeso il gruppo di attori coalizione dominante ristretta. Il regime rimane solido nella misura in cui la coesione funziona, la responsabilità deve essere presa in considerazione. Chi è al potere è responsabile nei confronti degli altri membri della coalizione, è tutta interna. La ricchezza sarà concentrata nelle mani di pochi. In pochi possiedono l’accesso al potere (al contrario, in America tutti possono candidarsi al potere). o Pluralismo non responsabile : il regime rimane solido quando la coalizione funziona. La responsabilità è interna le decisioni prese sono valutate dai gruppi di coalizione. I regimi autoritari possono essere a loro volta: o Di natura sociale. In un regime autoritario può esserci una società con pochi attori dotati di potere: in Italia, quanti attori nella società (confindustria, anziani) gruppi che rappresentano l’identità di genere ed esprimono i propri interessi. Nei sistemi autoritari, sono pochi gli attori che riescono ad avere un’influenza politica: nel 800 e 900, i latifondisti rispetto i contadini. Un gruppo etnico che ha un accesso esclusivo alla politica, mentre l’altro è escluso.

  • Di natura politica. Indica quanti sono gli attori istituzionali che possiedono interessi. Seconda caratteristica: scarsa mobilitazione politica. Individua la scarsa partecipazione: iscriversi ai partiti, andare a votare e partecipare alle manifestazioni di governo. L’individuo non viene considerato, ci sono le elezioni, ma le persone che vanno a votare sono poche, c’è poca gente che si iscrive al partito società sottomessa, non va d’accordo con il regime. Il regime autoritario, deve procurarsi degli apparati repressivi : polizia che costringe le persone ad andare a votare e non fare scioperi contro il governo. Presenza anche dell’assenza o il limite alle garanzie e ai diritti di voto, non tutti possono votare. I partiti saranno

deboli o addirittura assenti, servono ad incanalare gli interessi, che devono essere portati in politica. Terza caratteristica: mentalità caratteristiche Nel regime autoritario, vi è la presenza di mentalità caratteristiche. Ci sono degli atteggiamenti e valori condivisi, non si dà un valore casuale. Juan Linz pensa che il potere in un regime autoritario, giustifica la propria autorità attraverso alcune parole ed atteggiamenti ha alcuni ‘ slogan ’ che invocano ‘patria, nazione, ordine, Dio e famiglia’ Quarta caratteristica: leader o piccolo gruppo al potere Il potere è in mano dei leader o nel piccolo gruppo al potere. Il potere sta nelle mani della coalizione dominante. Quinta caratteristica: limiti mal definiti all’esercizio del potere, ma prevedibili. Nei regimi democratici, la legge è cristallina al potere. Chi ha il potere è vincolato da una legge, ma ci sono dei limiti che possono essere superati ex: durata di un governo, quanto il potere si allarga. L’arbitrarietà del governo non eccede mai la prevedibilità, non può procedere in modo completamente arbitrario. Lezione 16 del 12 aprile Sotto classificazione dei regimi autoritari 3 classi: o Regime militare o Regime civile-militare o Regime civile Dividiamo i regimi in base a chi possiede il potere (coalizione dominante). I regimi non democratici: il tipo autoritario Il regime militare: coalizione dominante fatta di forze armate:

  1. Esempio Pinochet: colpo di stato del 1973. La coalizione dominante è rappresentata dal singolo leader. Oppure i Colonnelli greci: esperienza di 10 anni dal 1964 al 1974.
    • Nasce da un golpe (colpo di stato) da parte di militari di un Paese, già programmato ed eseguito da pochi.
    • Diversa è la rivoluzione, che è un movimento di massa. Caratteristiche del regime militare Domanda: quali sono gli attori che partecipano alla coalizione dominante? o Coalizione dominante: il regime è così limitato che solo le forze armate comandano. Le forze armate sono una burocrazia all’interno degli stati che tutelano la sicurezza. Nei regimi democratici, le forze armate obbediscono. Hanno la capacità dell’utilizzo di armi. o Mentalità/ideologia: in questo caso non la usano come giustificazione al loro potere, è poco importante. I militari si legittimano dicendo che sono tutori dell’ordine. Se fanno un golpe oppure occupano posizioni più alte (esecutive, della burocrazia), molto spesso si tratta di regimi temporanei  così i militari legittimano il loro potere. o Mobilitazione dall’alto: la mobilitazione che il regime otterrà è alta o bassa? --> le elezioni porteranno tante persone alle urne o poche? La capacità di mobilitazione di un governo militare è limitata : possiede pochi strumenti per mobilitare il consenso. Il consenso del

2 tipi di regime: Regime burocratico-militare: (ufficiali e burocratici). Si hanno delle politiche pragmatiche (politiche che siano funzionali contenimento delle spese statali, incremento delle tasse). Sono politiche che creano scontento fra la popolazione.  Misure repressivi. I militari rimangono attori tradizionali: perché i militari non hanno un pieno controllo del regime, devono negoziare con altri attori. Regime corporativo Esempi: Perù negli anni 60 e quello di Rivera. L’elemento caratterizzante di questo regime è che i militari sono al potere insieme ai borghesi e burocrati. È un regime che vuole risolvere i problemi economici , e cerca una giustificazione per le proprie politiche.  L’ideologia è fondamentale in questo regime, mentre in quello burocratico no. L’ideologia è quella di vedere lo stato come un organismo, l’idea che sia possibile configurare delle istituzioni statali come delle istituzioni organiche : artigianato etc viene rimodellato attraverso un modello che valorizzi l’appartenenza a organizzazioni sociali primarie. La cellula alla base dello stato è la cooperativa agricola o l’associazione professionale. Si ha una strutturazione medio-alta dello stato: fa grandi riforme. Vengono costruite delle strutture intermedie  parlamenti corporativi : camera di conciliazione distinte per settore (parlamento per l’industria o agricoltura). Sindacati verticali: sindacati che nascono per contenere gli interessi imposti dall’alto. Il regime civile Il più comune. È associato al concetto di dittatura. È molto diverso da quello militare. Caratteristiche:

  1. Coalizione dominante: partito unico attraverso cui la coalizione si esprime comanda l’élite o il leader del partito. La scelta politica distingue un partito quando è legittimo oppure un sistema di partito egemonico.
  2. Mentalità/ideologia: è importante, c’è una mentalità definita e bozza di ideologia. Il partito giocarsi la credibilità delle elezioni, il partito non fa da sé le armi per la repressione.
  3. Mobilitazione dall’alto: tentativo di mobilitazione è frequente. Si cerca di portare le persone a votare non potendole costringere.
  4. Strutturazione del regime: la struttura è elevata--< crea istituzioni nel momento in cui detiene il potere Tipi di regimi civili o Mobilitazione post-indipendenza: Stati dopo gli anni 70 nascono con costituzioni democratiche e poi diventare regimi autoritari. Esempio Kennedy e Cruma : quest’ultimo ha un partito alle spalle che nasce da una mobilitazione pregressa. Il partito unico è l’incarnazione del movimento indipendentista che porta all’indipendenza. Il leader è il fondatore della patria, il partito unico è la trasformazione, è l’equivalente politico del movimento indipendentista. Il partito unico è l’unico he c’è perché è il solo ad avere già radici. La mobilitazione è dunque alta perché nasceva già da prima combattere differentemente il nemico. Da qui dipende l’ideologia nazionalista. o Regime civile a base religiosa : nasce da una struttura di mobilitazione articolata: il clero. Si sfrutta la capacità di mobilitazione del clero, e questo ha un’ideologia innata. Esempio: l’Islam funge da legittimazione ideologica del potere. o Regime civile fascista di mobilitazione : si basa su un partito unico, ossia partito fascista, dove il leader possiede un ruolo carismatico. Il fascismo si basava sulla mentalità familiare.

C’era anche una componente nazionalista. Questo regime ha una élite ristretta al potere , formata da un partito fascista. Si giustifica sull’ideologia nazionalista e riesce a mobilitare dall’alto un grande gruppo di persone. Esso costruì organi e strutture burocratiche in cui il partito dominava. Schema riassuntivo Regime non democratici: il tipo totalitario : Hitler, Stalin, Pol Pot Elementi caratterizzanti o Come nei regimi autoritari Pluralismo limitato come nei regimi autoritari: leader o piccolo gruppo al potere(Hitler o Stalin). o In aggiunta: partito unico di massa --> è una struttura gerarchizzata dove comanda il vertice e si ha un’articolazione in modo capillare. La gerarchia di massa si trova anche in un paese remoto. Il partito riesce a sottomettere tutti gli altri organi dello stato: struttura del potere è incarnata dal partito, ed è più importante dello Stato. Il partito duplica le strutture statali e amministrative (centri decisionali) che diventano strutture di partito--> un ufficio di collocamento è una struttura pubblica dello stato. Conseguenza: lo stato svuota di potere le strutture statali ed esso diventa una rete di trasmissione

  • Terrorismo di Stato: la violenza è essenza dei regimi totalitari (violenza/terrore). Il partito stabilisce che c’è un nemico, avversario detto tale dello stato ex: ebrei per nazismo, ee Kullaki nel comunismo.
  • Il terrorismo nasce da una ideologia di trasformazione sociale : ideologia che mira al miglioramento della società. All’interno della società vi sono elementi impuri: bisogna rendere la società omogenea. L’ ideologia di trasformazione sociale fa del partito
  1. Esperienza del regime post-totalitario precoce In Bulgaria, la destalinizzazione mostrò una forma di cambiamento, nella quale la leadership non mantenne con sé la capacità di esercitare il potere come nel passato.  Il pluralismo inesistente : il post totalitarismo portò una debolezza della leadership del partito, ma non un’apertura.  Ideologia sclerotizzata : vede un dogma il comunismo è la via giusta.  Mobilitazione sporadica, ritualistica : la capacità del regime di dominare è ritualistica rimangono le parate, i momenti di memoria del regime.
  2. Esperienza del regime post-totalitario congelato Alcune azioni e attività critiche della società civile verso il partito, sono tollerate. I gruppi possono organizzarsi e creare associazioni di natura clandestina il partito del regime mantiene le forme di controllo.  Pluralismo emergente : la capacità del partito è limitata non si forma un partito che va alle elezioni, però ci si può organizzare: una forma al pluralismo che non viene concessa interamente, ma che viene tollerata.  Ideologia svuotata : l’ideologia rimane vuota di contenuti, prevede dogmi ripetuti, ma non con la stessa frequenza.  Mobilitazione abbandonata : il regime non tenta di mobilitare, perché consapevole di non esserne capace. Dunque, precisa di controllare che il pluralismo sia sufficientemente limitato.
  3. Esperienza del post-totalitarismo maturo Il ruolo del partito non viene messo in discussione. Il caso ungherese è paragonabile alla Cina.  Pluralismo tollerato: apertura limitata del partito  Ideologia con elementi tecnocratici: accetta che ci siano contraddizioni. Ad esempio, la Cina è un regime comunista accetta elementi di economia e di mercato: politiche capitaliste.  Mobilitazione terminata: il tentativo di mobilitazione politica ha termine. Il partito non deve mobilitare attraverso il dogma ideologico o dal consenso, perché il consenso deriva dal successo delle politiche economiche. Regime sultanistico Regime come quello dell’Arabia Saudita. È un regime che ha una caratteristica fondamentale legata a un rapporto di potere patrimoniale. Elementi caratterizzanti
  • Nessuna ideologia: regime che si basa su una figura carismatica di leader: è il buon padre del paese. Il leader fa ciò che preferisce. L’ideologia è puramente superficiale, fatta per celebrare il leader (profeta, o maggior esponente dell’ideale del paese).
  • Pluralismo consentito nei vincoli concessi dal sultano: pluralismo politico, gruppi sociali ammessi, ma anche pluralismo religioso religioni accettabili e professate nel paese.
  • Mobilitazione assente, se non puramente cerimoniale: la mobilitazione celebra le cerimonie pubbliche e il culto del sovrano. Elementi distintivi  Nemmeno mentalità specifica  Patrimonialismo: significa che la cosa pubblica è un patrimonio privato del leader. Ciò che cambia in questo regime è l’attività del leader politico: pubblico e privato sono le

medesime cose: le finanze dello Stato sono le finanze del sovrano. Ad esempio: il sovrano costruisce un ospedale, ma il sovrano finanzia di tasca sua la struttura. Il concetto fondamentale è dunque che lo Stato è il patrimonio dello Stato.  Patronage: rapporto individualistico con il sovrano e gruppi ristretti (familiari o i clan). Il sovrano concede dei benefici a quei pochi (familiari) che occupano posizioni nel governo o ai clan. Il sovrano dunque necessita del sostegno dei pochi individui per esercitare il potere. Regimi ibridi Elementi caratterizzanti  Presentano alcune istituzioni e procedure proprie della democrazia, ma conservano aspetti autoritari: dunque le elezioni libere e frequenti, e ne scaturiscono il rispetto di alcuni diritti civili: libertà di espressione, diritto di avere opinioni. Inoltre, ci sarà un parziale apertura al pluralismo: dunque concessione a più partiti di presentarsi il pluralismo è condizionato.  Origine dei regimi da casi di un regime precedente (democratico o autoritario): regime democratico regime in cui il pluralismo è limitato: ad esempio traiettoria di stati come Turchia e Russia: vi erano regimi democratici che contrattero la loro apertura politica. Persiste uno stallo tra questi regimi: uno stallo tra le forze che costituiscono la coalizione dominante ristretta e coloro che sono esclusi. In questi regimi vi sono dei. Veto player: attori istituzionali (gruppi sociali e oligarchie dunque militari etc), che impediscono la transizione pieno verso l’apertura o la chiusura totale del regime. Dimensioni  Coalizione dominante: è indebolita e nascono le opposizioni. La minore coalizione interna porta ad un allargamento dei gruppi.  Mentalità/ideologia: entrambe assenti  Mobilitazione dall’alto: assente  Strutturazione del regime: scarsa capacità statale  non riesce a mantenere l’ordine e a sviluppare politiche pubbliche.