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Appunti di lezione della materia money matters: banche e risparmio, facente parte del minor impresa, banche, lavoro e fisco
Tipologia: Appunti
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bancaria (operazioni bancarie): combinazione di due attività: o raccolta del risparmio o esercizio del credito (concedere finanziamenti) un cliente può essere allo stesso tempo un risparmiatore, ma anche una persona che si finanzia in banca. Quello che caratterizza l’attività bancaria e la rende un’attività riservata (ovvero che solo le banche sono autorizzate a svolgerla e se un operatore non è autorizzato a farlo non può neppure utilizzare la denominazione di banca) è il fatto che la raccolta del risparmio è a vista. L’unico altro operatore che raccoglie i risparmi a vista sono le poste, ma non esercitano il credito: danno un finanziamento, ma non è erogato dalle Poste (è erogato da una banca che ha un accordo con le Poste, come se la posta fosse un negozio di rivendita della banca). Tutte le regole a tutela del cliente della banca si applicano comunque anche al cliente delle Poste. La banca è comunque un’impresa e, in quanto tale, fa quindi il suo interesse, non quello del cliente. finanziarie : vi sono due attività: o erogazione di servizi di pagamento o investimento (supportare il cliente nell’investimento dei propri risparmi) Queste attività, a differenza dell’attività bancaria, non sono riservate alla banca, per evitare un monopolio nei servizi di pagamento. riservate : vi sono due attività: o gestione collettiva del risparmio (fondi comuni d’investimento. Questa attività è riservata alla categoria di intermediari finanziari, che sono le società di gestione del risparmio. La banca ha due modi per operare in questa attività: o fa l’accordo con questa società che utilizza le filiali della banca per collocare le quote di questi fondi di investimento, o detiene il controllo della società di gestione del risparmio che quindi di fatto è un’unità organizzativa della banca. o assicurativa (ex. RC auto, che posso farla anche in banca perché questa può distribuire queste polizze per conto di un’impresa di assicurazioni che potrebbe essere controllata dalla banca stessa). La banca quindi è un’impresa diversificata, in quanto opera in diverse aree di attività. Tutto il resto delle attività che si trova tra quelle finanziarie e riservate si nominano come servizi. SERVIZI CHE OFFRE LA BANCA: trasparenza : la banca deve fornire un’adeguata informazione su tutte le caratteristiche ed i costi dei prodotti che offre. A questo concetto, si allaccia quello di correttezza : oltre a fornire adeguate informazioni al cliente, è importante anche il suo comportamento che deve essere, appunto, corretto. Le norme sulla trasparenza sono in alcuni casi più a tutela del cliente, un consumatore è più tutelato dalle norme rispetto ad un cliente che non rientra nella categoria dei consumatori. Tutti i consumatori sono clienti, ma non tutti i clienti sono consumatori. pubblicità , collegata alla trasparenza. Le informazioni che una banca deve rendere pubbliche sono: o guide pratiche o fogli informativi per operazioni e servizi bancari: contengono le caratteristiche delle operazioni e dei servizi, i rischi che corre il cliente (ex. per un mutuo a tasso variabile, vi è il rischio per il cliente che questo possa aumentare) e le condizioni economiche applicate al cliente. Le condizioni economiche non si possono sommare (ex. se un mutuo ha un tasso di interesse del 2% e delle spese fisse di 100 euro, non posso sommarli). Ecco perché la banca ha creato il cosiddetto indicatore di costo complessivo (ICC). La banca ha l’obbligo di calcolare l’ICC nei conti correnti dedicati ai consumatori. Deve essere riportato, oltre che nei fogli informativi, nell’estratto conto, in quanto il costo complessivo va misurato anche ex post. o copia del contratto : la banca la deve consegnarla al cliente, così che il cliente, avendola, ha la possibilità di leggerlo o farlo leggere a qualcuno di più competente. Il fatto di richiedere la copia del contratto non è vincolante (se leggo il contratto prima di stipularlo e non mi convince, questo non mi vincola).
o documento di sintesi : si riceve una volta l’anno assieme all’estratto conto di fine anno per sintetizzare le info essenziali riguardanti il contratto (condizioni economiche). Il cliente viene quindi messo nelle condizioni di fare una scelta ragionata, poi sta a lui scegliere se approfittare o meno di questi privilegi. POSSIBILITÀ DI CONTO CORRENTE Quando apriamo un conto corrente, abbiamo tre possibilità: cc a pacchetto : ha al suo interno determinati servizi, cc ordinari : solo il cc in senso stretto e non ha altri servizi, cc in convenzione : ha delle condizioni economiche agevolate perché si rivolge a determinati clienti (ex. Credit Agricole in convenzione con Ca’ Foscari). TAEG tasso annuo effettivo globale →tasso di interesse che tiene conto di tutte le condizioni economiche praticate dalla banca. CONTRATTO BANCARIO Caratteristiche del contratto: deve essere in forma scritta , deve contenere tutte le condizioni praticate (diverse dalle condizioni pubblicizzate -standard, generali, valide per qualsiasi cliente- →sono quelle concordate dal singolo cliente con la banca), clausole (alcune potrebbero essere nulle: la banca non può mai applicare condizioni peggiori rispetto a quelle pubblicizzate) →ve ne sono alcune che devono essere approvate in maniera specifica. Per tutelare il cliente, il contratto resta valido se ci sono delle clausole nulle, che verranno sostituite (con tasso dei bot, annuali o condizioni pubblicizzate), con l’obiettivo di mantenere in vita il contratto. Nel contratto vi sono delle clausole che devono essere sottoscritte specificamente, tra cui quella che autorizza la banca a modificare le condizioni. Le condizioni unilaterali possono essere modificate in un contratto a tempo indeterminato con un preavviso di minimo 2mesi e per un giustificato motivo, che può riguardare le condizioni del mercato (la banca aumenta le spese del conto corrente a fronte di un aumento di costi di gestione o tassi di interesse sul mercato finanziario) o il cliente stesso (il suo rischio insito). Se si ritiene che la modifica delle condizioni economiche che la banca propone non siano accettabili, si ha la facoltà di recedere dal contratto. Oltre ai contratti a tempo determinato, vi è l’insieme dei contratti di durata →la banca non può modificare i tassi di interesse se il cliente è un consumatore nei contratti di durata, è vietato, a meno che non sia stato stabilito nel contratto stesso. comunicazioni alla clientela: o periodiche : inviate al cliente dalla banca ogni tot senza che il cliente le richieda. Questa comunicazione si chiama rendiconto e, quando si tratta di un’operazione in conto corrente, estratto conto. o documento di sintesi : sintetizza le principali condizioni del contratto ed evidenzia le eventuali variazioni avvenute durante l’anno (la legge impone alle banche di evidenziare da un punto di vista grafico le variazioni economiche avvenute rispetto al periodo precedente). Il cliente ha diritto a richiedere informazioni, come quello di fornire le informazioni sulle operazioni effettuate negli ultimi dieci anni. Ricevere le comunicazioni quanto costa? →vi sono delle spese addebitabili, al di fuori di quelle sostenute per richiedere informazioni. La banca non può addebitare alcuna spesa in caso di trasmissione telematica, ma solo in caso di invio cartaceo. Anche la comunicazione di modifiche unilaterali è gratuita (in questo caso, anche se inviata per posta; scelta a tutela del cliente). CALCOLO DEGLI INTERESSI se ho un prestito 100, la banca calcola gli interessi su 102. Se il tasso di interesse è dell’8%, alla fine dell’anno pagherò l’8,24%: la differenza tra 8,24 ed 8 sono gli interessi sugli interessi. La banca non può capitalizzare gli interessi passivi, in particolare durante l’anno. La banca deve calcolare gli interessi con una periodicità di calcolo non inferiore ad un anno e può esigerne il pagamento il primo marzo dell’anno successivo a quello di calcolo. L’addebito in conto corrente deve avvenire previa autorizzazione del cliente. Fido : debito massimo che posso assumere nei confronti della banca.
risarcimento proporzionale sia al ritardo nell’esecuzione della prestazione che alla disponibilità dello stesso nel conto), durante i quali si deve garantire la continuità dei servizi. CREDITO AI CONSUMATORI: si concretizza da un punto di vista giuridico nella stipula di un contratto. Un’operazione di finanziamento rientra nel credito ai consumatori quando è per un importo non superiore ai 75.000euro e maggiore di 200euro (le operazioni di importo così piccolo rientrano nel microcredito); la banca ha l’obbligo di indicare il costo totale dell’operazione (si misura con il TAEG). Forme tecniche del credito: prestito personale , suddiviso in finanziamenti diretti e finalizzati, cessione del quinto : in base al mio stipendio, posso calcolare il finanziamento che posso chiedere, carta di credito revolving : data gratuitamente al cliente, ma in realtà il guadagno arriva poi dagli interessi, contratto di credito (con merito creditizio): se la banca nega un finanziamento, lo deve motivare. Il consumatore ha la possibilità di recedere dal contratto entro 14g. CENTRALE DEI RISCHI (collegata al contratto creditizio): banca dati gestita dalla Banca d’Italia presso la quale ogni banca ha l’obbligo di comunicare i prestiti che concede e riesce a vedere se alcuni di questi finanziamenti concessi sono delle sofferenze (quel finanziamento è fatto nei confronti di un cliente insolvente). SIC: sistemi d’informazione creditizia →banche dati private che raccolgono tutte le informazioni che non vengono segnalate alla centrale dei rischi. IL MUTUO scadenza : operazione a lungo termine (ovvero superiore ai cinque anni). garantito da ipoteca : se il consumatore non è in grado di rimborsare il mutuo, la banca potrà rivalersi sull’immobile in garanzia (normalmente su immobili). Se un mutuo è garantito su un immobile e concesso da una banca, si chiama mutuo fondiario. L’ipoteca deve essere iscritta su un immobile →di questo si occupa il notaio, che applicherà una commissione rapportata al valore dell’immobile. Il notaio viene pagato subito, quindi la spesa di istruttoria per il notaio è la spesa immediata. Il mutuo viene quantificato dalla banca in base al valore del bene ipotecato. il rimborso avviene mediante rimborso rateale attraverso un piano di ammortamento. al mutuo si applicano diverse condizioni economiche , il che determina il fatto che il costo effettivo sia più alto del tasso di interesse: o il mutuo ha un certo tasso di interesse : mutuo a tasso fisso (rischio di ribasso dei tassi, ma non cambia la rata, quindi il piano di ammortamento) o variabile (rischio di rialzo dei tassi). Per la scelta tra fisso e variabile, mi confronto con i tassi di interesse del mercato di quel momento, ma poi tutto dipende dalle previsioni sull’andamento dei tassi. o interessi di mora : addebitati in caso di ritardato pagamento di una rata →sono parecchio onerosi. o penali : applicate in caso di rimborso anticipato, in quanto rimborsando prima il cliente non pagherebbe gli interessi. o spese di istruttoria : valutazione del merito creditizio. Vengono addebitate subito (la banca non accredita il mutuo, ma il mutuo al netto delle spese di istruttoria. CREDITO IMMOBILIARE AI CONSUMATORI Le banche hanno l’obbligo di predisporre il prospetto informativo europeo standardizzato (PIES), per consentire al consumatore di valutare adeguatamente la decisione da prendere. Una volta che il consumatore ha definito le caratteristiche dell’operazione, queste sono vincolanti per la banca e il consumatore ha diritto a sette giorni (periodo di riflessione) per valutare l’offerta, durante i quali la banca non può modificare le condizioni che ha proposto. Se il cliente non è in grado di rimborsare il finanziamento, questo è un problema che riguarda sia le procedure che la banca deve adottare nei confronti del consumatore, ma anche la gestione della garanzia che il consumatore ha fornito alla banca. La banca deve cercare assieme al consumatore di trovare delle modalità che gli consentano di rimborsare il finanziamento, vi deve essere un comportamento di supporto al consumatore.
Un consumatore è può essere un cliente con delle conoscenze finanziarie piuttosto limitate, quindi la banca può anche fare da consulente. MODALITÀ DI RIMBORSO DEL MUTUO (con tasso CDI fisso): a rata costante : pago delle rate che hanno una quota di interessi decrescente (calcolo gli interessi sul debito residuo, quindi ogni volta che pago la rata diminuisce il debito e quindi quando vado a calcolare gli interessi sono più bassi) e una quota capitale crescente. a rata decrescente. Quando devo calcolare il costo effettivo del mutuo, dopo aver conosciuto tutte le condizioni economiche che trovo nei fogli informativi, utilizzo il calcolatore della Banca d’Italia per calcolare la rata ed applico la formula su Excel per trovare il tasso di interesse del mutuo. La banca quando calcola il TAEG non tiene conto delle condizioni assicurative. Il costo effettivo del mutuo è più alto del TAEG calcolato dalla banca, a meno che questa non offra un prodotto “chiavi in mano”, dove all’interno delle spese sono compresi anche notaio e copertura assicurativa. A quel punto il TAEG calcolato sarà pari al costo effettivo per il consumatore. OPERAZIONI DI RACCOLTA vi è una distinzione fra raccolta diretta ed indiretta: o diretta : la banca assume una posizione debitoria nei confronti del risparmiatore →il risparmiatore deposita in banca (libretti di risparmio, conti correnti, certificati di deposito, assegni circolari) ed ha un credito nei suoi confronti →quando chiede un prestito, il consumatore ha un debito nei confronti della banca. o indiretta : riguarda titoli di credito e altri valori, non emessi dalla banca depositaria, ricevuti dalla stessa in deposito a custodia, amministrazione o in relazione all'attività di gestione di patrimoni mobiliari Le operazioni con cui la banca raccoglie i risparmi direttamente dai clienti sono o i depositi in c/c. o i depositi a risparmio (libretto a risparmio): deposito dove si può versare ed accumulare del risparmio che, quando mi servono, posso prelevare dal libretto. È un deposito a vista, ma difficilmente è considerabile come strumento di pagamento (con un c/c posso fare bonifici ed utilizzare bancomat, con un libretto a risparmio non posso, riesco soltanto a prelevare). o conto deposito: non utilizzato per effettuare e gestire incassi e pagamenti, ma soltanto risparmi. È collegato al c/c, posso trasferire i risparmi dal c/c al conto deposito e le somme lì depositate non sono più a vista, ma hanno una scadenza (i conti depositi vanno a mesi fino a cinque anni: più elevata è la scadenza, maggiore sarà l’interesse che la banca ci riconosce). Vi è rischio di liquidità: non posso prelevare, quindi rinuncio alla liquidità in cambio di un rendimento. o conto titoli: trovo gli strumenti finanziari nei quali ho investito i miei risparmi. o Obbligazioni: titoli a lungo termine, con scadenza più spesso di anni. I certificati e conti di deposito non possono essere messi in mercato, mentre le obbligazioni sono negoziabili sul mercato, ma l’obbligazione è più rischiosa, perché ha scadenza lunga e quindi è più rischioso di un titolo con scadenza breve sia per le oscillazioni di valore, sia perché sto finanziando la banca e quindi tanto più lungo è l’orizzonte temporale dell’investimento, tanto più difficile sarà capire se la banca riuscirà a rimborsarmi alla fine del periodo. La banca può emettere obbligazioni garantite (ho la garanzia che, alla sua scadenza, l’obbligazione verrà rimborsata →il valore delle obbligazioni è garantito da attività legate a questa (ex. crediti della banca, immobili, altri elementi legati soltanto al rimborso di obbligazioni da lei emesse). A questo punto il rimborso sarà garantito dal fatto che vi sono degli investimenti separati in qualche modo dalla gestione della banca e collegati al rimborso →il valore delle attività deve sempre essere almeno pari al valore residuo delle obbligazioni o subordinate (il loro rimborso è subordinato al rimborso di obbligazioni semplici →gli investitori le comprano perché essendo più rischiose, danno un rendimento maggiore). Le operazioni con cui la banca raccoglie i risparmi indirettamente (la banca si limita ad amministrare i titoli dal cliente) dai clienti sono: o titoli amministrati, o gestioni patrimoniali: incarico la banca di gestire il mio patrimonio. Rischi delle operazioni di raccolta: bail-in. Regolamentazione europea che va a toccare anche i risparmiatori. Quando una banca va in crisi, il suo salvataggio non deve coinvolgere lo Stato come prima di questa norma, ma al contrario gli azionisti (le banche sono tutte spa).
Le proposte trovano esecuzione l'"una contro l'altra", abbinandosi con le proposte di segno contrario (ma compatibili per prezzo e quantità) immesse nel sistema da altri intermediari, senza l'interposizione del gestore del mercato (questo sistema di negoziazione è detto di tipo multilaterale). Sono gestiti da società di gestione del mercato, autorizzate dalla Consob, che adottano un regolamento approvato dalla stessa Consob. Importante caratteristica è l'ampiezza delle informazioni disponibili per gli investitori relativamente all'emittente gli strumenti finanziari negoziati (situazione finanziaria, fatti rilevanti che lo riguardano, maggiori azionisti, soggetti che esercitano il controllo sulla società) e agli stessi strumenti finanziari (caratteristiche, vendite allo scoperto significative di azioni, azioni acquistate o vendute dal Top Management dell'emittente). sistemi multilaterali di negoziazione (MTF): per molti aspetti sono simili ai Mercati regolamentati in quanto sono sistemi di negoziazione multilaterale, autorizzati dalla Consob e disciplinati da regole sottoposte alla stessa Consob. Possono però essere gestiti anche da soggetti diversi da società di gestione del mercato (ad esempio banche o sim) purché autorizzati allo specifico servizio di investimento della gestione di sistemi multilateriali di negoziazione. Anche il set informativo a disposizione è meno ampio; non sono ad esempio previsti meccanismi di pubblicità relativamente ai maggiori azionisti, al controllo della società e alle operazioni compiute da amministrazioni, sindaci e dirigenti su titoli dell'emittente ( Top managers ). internalizzatori sistematici : sono intermediari (soprattutto banche) abilitati al servizio di investimento di negoziazione per conto proprio che, in modo organizzato, frequente e sistematico, negoziano strumenti finanziari per conto proprio, eseguendo gli ordini dei clienti. Si tratta di un sistema di negoziazione bilaterale (e non multilaterale) perché l'unico intermediario presente è proprio l'internalizzatore sistematico che si interpone in ogni operazione, acquistando, al prezzo da esso stesso stabilito, dai clienti che vogliono vendere e vendendo a quelli che vogliono acquistare. Non sono previste norme particolari per quanto riguarda le informazioni sugli emittenti i titoli negoziati esclusivamente su tali sistemi. E' inoltre possibile acquistare o vendere strumenti finanziari anche al di fuori dei mercati (c.d. over-the- counter ). Queste operazioni avvengono in genere in contropartita con il proprio intermediario abilitato (banca o sim). Come sono regolate queste piattaforme? Se le regole sono minime, i mercati vengono chiamati over-counter : le regole di ingaggio, scambio, sono minimali →può scambiare solo chi ha accesso a determinate piattaforme di scambio. INTEGRITÀ DEI MERCATI Sono previste sanzioni per chi commette abusi di mercato che possono essere suddivisi in: abuso di informazioni privilegiate - cioè l'utilizzo o la comunicazione ad altri di informazioni di carattere preciso (cioè relativa a fatti esistenti o che verosimilmente si realizzeranno e non generica) concernenti emittenti di strumenti finanziari o gli stessi strumenti finanziari che, se rese pubbliche, potrebbero influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari. manipolazione del mercato – cioè la diffusione di informazioni false o il conferimenti di ordini al fine di alterare ingiustificatamente il processo di formazione dei prezzi. Le sanzioni consistono in forti multe ma, anche, nella la confisca del profitto dell'illecito. Per diverse fattispecie dolose sono anche stabilite sanzioni penali. Le banche che hanno clienti che investono, vogliono comprare titoli che la banca è in grado di intermediare attraverso una sua procedura interna (internalizzatori sistematici). Si tratta di un sistema di negoziazione bilaterale e non multilaterale perché l’unico intermediario presente è la banca che si interpone nel mezzo di ogni operazione acquistando, al prezzo stabilito, dai clienti che vogliono vendere e vendendo quello che i clienti vogliono acquistare. Una banca può quindi organizzare un suo mercato interno in cui riceve gli ordini dei clienti, li esegue e poi li rivende. Gli internalizzatori sistematici sottostanno ad alcune regole che sono dettate dalla CONSOB che regola il funzionamento dei mercati finanziari in Italia. Il sistema multilaterale di negoziazione è qualcosa di diverso dall’internalizzatore sistematico perché è sempre gestito da una banca o da un’impresa di investimenti, ma in questo caso i clienti possono operare direttamente fra loro. Ha un livello di complessità maggiore ed è molto più regolato e controllato dalla CONSOB. Hanno un livello ancora più controllato i grandi mercati finanziari perché il numero di investitori attivi è molto
elevato: la NYSE, la Borsa Italiana, la NASDAQ, … Ancora oggi si parla di mercati ufficiali, ma non esistono! Esistono i regolamentati gestiti da enti privati. Ci sono due reati importanti: la manipolazione del mercato (diffusione voluta di info false o il conferimento di ordini al fine di alterare la formazione dei prezzi) e l’abuso di info privilegiate (insider trading: svolgere acquisti o vendite usando info di cui si è in possesso grazie ai ruoli che si ricopre direttamente o meno in azienda). STRUMENTI FINANZIARI le azioni : sono le singole parti unitarie in cui è diviso il capitale delle società per azioni →rappresentano quote del capitale proprio di un’azienda (il titolare possiede “un pezzetto” della società) →con l’emissione e il collocamento delle azioni, le spa finanziano la propria attività. Le azioni sono anche un titolo di credito. Chi investe in azioni attraverso i mercati finanziari è un socio dell’azienda di cui possiede le azioni. Il potere del socio dipende dalla capacità di avere un peso nel voto delle assemblee aziendali. Nelle azioni è importante il rapporto price-earnings. I principali tipi di azioni si differenziano per alcuni diritti che sono super potenziati o depotenziati. Le azioni di risparmio hanno dei privilegi sui dividendi come quelle privilegiate; le azioni a voto plurimo, rispettano la regola “un’azione = più di un voto”. Gli investitori si orientano sul fatto che gli utili dell’impresa su cui investono saranno sempre maggiori. I prezzi alti trovano una giustificazione nelle aspettative di earnings (redditività) elevate delle azioni, aspettative che sono per definizione previsioni sul futuro. Queste aspettative sono aleatorie, non esistono aspettative sicure. Le azioni possono essere: o quotate: è più facile acquistarle o venderle ad un prezzo di mercato, o non quotate: possono presentare grossi problemi al momento della vendita. Azionista: socio (no creditore) della società e quindi partecipa all'attività economica della società stessa sopportandone i rischi in caso di perdite. I diritti dell'azionista sono: la percezione dei dividendi , se distribuiti dalla società; la possibilità di esprimere il proprio voto nelle assemblee; la possibilità di consultare determinati libri sociali ; la possibilità di impugnare le delibere assembleari invalide. Tipi di azioni: Di norma le azioni hanno uguale valore (valore nominale) e uguali diritti. Tuttavia, le società, nello statuto, possono prevedere diverse categorie di azioni, con diritti amministrativi ed economici differenziati: azioni di risparmio : non danno diritto di voto ma hanno dei privilegi di natura economica in genere riferiti alla distribuzione dividendi; azioni privilegiate : generalmente queste azioni prevedono una prevalenza nella distribuzione dei dividendi a fronte della limitazione del diritto di voto alle sole assemblee straordinarie; azioni a voto plurimo : prevedono la possibilità, per le società non quotate, di creare statutariamente azioni con diritto di voto plurimo. Anche le società quotate possano avere azioni a voto plurimo nel caso in cui tale categoria fosse già presente prima della quotazione. azioni a voto maggiorato : gli statuti delle società quotate possono prevedere che sia attribuito un voto maggiorato, fino a un massimo di due voti, per ciascuna azione appartenente al medesimo soggetto per un periodo continuativo non inferiore a due anni. Dove e come si negoziano le azioni: A parte il caso di chi decida di acquistare azioni di società (generalmente di piccole dimensioni) direttamente dalla società stessa o dai suoi azionisti, il luogo dove sono negoziati i titoli azionari è il mercato azionario. I "mercati" operanti in Italia possono essere suddivisi in tre categorie: Mercati regolamentati; Sistemi multilaterali di negoziazione ("MTF"); Internalizzatori sistematici. Il più importante mercato regolamentato azionario è gestito da Borsa Italiana s.p.a.
Sotto questo profilo, esistono titoli di diversa rischiosità, poiché non tutti gli Emittenti hanno la stessa affidabilità (ex. uno Stato è generalmente più affidabile di una impresa privata e, infatti, il fallimento di uno Stato, anche se possibile, è meno probabile di quello di un'impresa). E anche per lo stesso emittente, non tutte le obbligazioni hanno il medesimo rischio →esistono le obbligazioni subordinate , per le quali il pagamento delle cedole ed il rimborso del capitale, in caso di particolari difficoltà finanziarie dell'emittente, dipendono dalla soddisfazione degli altri creditori non subordinati (o subordinati di livello inferiore, perché possono esistere vari livelli di subordinazione, ai quali corrispondono diversi livelli di rischio). La presenza di livelli diversi di merito creditizio spiega perché non tutte le obbligazioni offrono lo stesso rendimento, anche se uguali per scadenza e per tipologia. Il rendimento, infatti, cresce al ridursi dell'affidabilità dell'emittente. Esistono delle agenzie di rating che misurano l'affidabilità di un emittente assegnando un rating che individua il relativo rischio di credito. Il rating non è altroché un giudizio sulla capacità dell'emittente di far fronte ai suoi impegni. o il rischio di liquidità è la possibilità di vendere rapidamente e senza perdita in termini di prezzo le proprie obbligazioni prima della scadenza →i titoli quotati sono meno liquidi di quelli quotati. o il rischio di cambio è il rischio che si corre se si investe in titoli denominati valuta diversa da quella domestica ed è legato alla variabilità del rapporto di cambio tra le due valute. o rischio di interesse : riguarda la possibilità che il prezzo del titolo diminuisca a seguito di variazioni dei tassi di interesse. I titoli a tasso fisso, e soprattutto quelli a lunga scadenza, sono maggiormente esposti a questo rischio rispetto ai titoli a tasso variabile. Infatti, se variano i tassi di interesse: i titoli a tasso fisso non possono modificare le cedole e, quindi,per adeguare il loro rendimento ai nuovi livelli dei tassi, si modifica il prezzo; i titoli a tasso variabile adeguano le cedole al nuovo livello dei tassi per cui il prezzo si modifica solo limitatamente (tale modifica dipende dalla velocità e dall'ampiezza con cui avviene l'adeguamento delle cedole). Le obbligazioni (come tutti i titoli) possono essere acquistate sul: mercato primario , sottoscrivendoli al momento in cui vengono offerti per la prima volta al pubblico; mercato secondario , cioè acquistandoli "in borsa", in un momento successivo alla loro emissione, da chi lo ha già acquistato. La presenza di un mercato secondario permette all'investitore, in caso di necessità, di vendere prima della scadenza i propri titoli. In assenza di un mercato secondario l'investitore dovrebbe, con molta probabilità, aspettare la scadenza del titolo per smobilizzare la propria posizione. I FONDI COMUNI D’INVESTIMENTO sono strumenti d’investimento gestiti dalle società di gestione del risparmio (sgr) che riuniscono le somme di più risparmiatori e le investono con un unico patrimonio in attività finanziarie o immobili, rispettando regole volte a ridurre i rischi. Sono suddivise in tanti parte unitarie che vengono sottoscritte dai risparmiatori e garantiscono uguali diritti, dette quote. Accanto alla forma tradizionale, sgr/fondo comune, la stessa attività di investimento può essere svolta dalle società di investimento a capitale variabile (sicav) o a capitale fisso (sicaf). In teoria , la differenza è netta, perché il fondo comune è un patrimonio a sé stante, costituito con il denaro dei sottoscrittori e gestito dalla sgr, mentre le sicav e le sicaf sono vere e proprie società di cui i sottoscrittori divengono soci con tutti i relativi diritti (ad esempio il diritto di voto). In pratica, sia i fondi che le sicav e le sicaf svolgono lo stesso tipo di attività , per cui nel prosieguo con il termine "fondo" ci riferiamo anche alle "sicav" e alle "sicaf". Morningstar è la principale attività a livello mondiale che fornisce informazioni sui fondi comuni di investimento. Chiunque può sottoscrivere un accesso libero. Vantaggi : gestione del patrimonio da parte degli azionisti,
diversificazione degli investimenti, qualificazione del fondo come patrimonio giuridicamente separato dal patrimonio della società di gestione →non mi devo preoccupare del fallimento della società di gestione, perché il tutto graverebbe solo su questa società e non sui miei risparmi, articolata serie di controlli, sia pubblici (Consob e Banca d’Italia), che privati (controlli interni alla società, società di revisione e banca depositaria), disponibilità di info per scegliere e seguire un investimento. Svantaggi : non ho la garanzia di rendimento o dell’integrità del capitale (il valore delle attività che compongono i fondi, infatti, può variare in connessione all'andamento dei relativi mercati), I fondi possono essere: aperti (investono in società quotate): consentono di sottoscrivere quote, o chiederne il rimborso, in qualsiasi momento: aperti armonizzati : costituiti nei paesi dell'Unione europea, che investono prevalentemente in titoli quotati (azioni, obbligazioni, ecc.). Il termine "armonizzati" deriva dal fatto che seguono regole e criteri comuni volti a tutelare gli interessi dei risparmiatori, limitando e frazionando i rischi assumibili dai fondi. La vigilanza sui fondi armonizzati è affidata alle autorità del paese di origine (ex. un fondo lussemburghese sarà vigilato dall'autorità del Lussemburgo, anche se offerto in Italia). Alle autorità italiane spetta esclusivamente la vigilanza sulle modalità di commercializzazione del prodotto nel nostro Paese. A seconda delle politiche di investimento, i fondi armonizzati si suddividono in: azionari : investono prevalentemente in azioni e, generalmente, si caratterizzano per un alto grado di rischio; obbligazionari : investono principalmente in titoli di Stato ed in obbligazioni e si caratterizzano per un grado di rischio generalmente minore dei fondi azionari; bilanciati : investono sia in azioni che in obbligazioni, con livelli di rischio via via crescenti in base alla percentuale di azioni presenti in portafoglio; monetari : investono in strumenti del mercato monetario a breve termine (non superiore a 6 mesi). chiusi (investono in società non quotate o immobili): consentono di sottoscrivere quote solo nel periodo di offerta, che si svolge prima di iniziare l'operatività vera e propria, e le rimborsano di norma solo alla scadenza del fondo →l’investitore è costretto a rimanere investito fino al termine del periodo di investimento, per permettere al fondo di avere i tempi necessari a disinvestire nei modi e tempi opportuni gli investimenti che ha fatto. SCEGLIERE IL FONDO per scegliere il fondo, devo leggere il KIID ( Key Investor Information Document ), che deve essere obbligatoriamente consegnato al sottoscrittore. Si deve prestare attenzione alle caratteristiche chiave: finalità e politica di investimento : principali tipologie di attività in cui il fondo investe, con particolare riguardo, se rilevante, all'area geografica o settoriale di riferimento; profilo di rischio-rendimento : ciascun fondo è classificato con un indicatore sintetico di rischio che va da 1 (minimo rischio) a 7 (massimo rischio); costi : commissioni di sottoscrizione e/o rimborso, di gestione, di performance →conoscere i costi è importante, perché: o possono abbattere in maniera significativa il rendimento del fondo o molti fondi offrono formule alternative di costi (ad esempio commissioni di rimborso invece che di sottoscrizione) che meglio possono soddisfare le nostre esigenze; rendimenti passati : per ciascun fondo vengono riportati i rendimenti conseguiti negli ultimi 10 anni →non bisogna sopravvalutare questi dati, perché non c’è certezza di conseguire quei rendimenti in futuro. DOPO AVER ACQUISTATO IL FONDO L'investimento in fondi deve essere seguito nel tempo. In questo, il risparmiatore è avvantaggiato dalla mole di informazioni che può ottenere, grazie alle quali può monitorare l'investimento ed, eventualmente, maturare altre scelte. Le informazioni a disposizione del risparmiatore sono: valore della quota , pubblicato sui principali quotidiani o anche su internet →ci dà giorno per giorno l'ammontare e l'andamento del nostro investimento;
In particolare, se il tasso variabile risulta superiore alle aspettative, chi è obbligato a pagare il tasso fisso matura un profitto (in quanto, fermo restando i pagamenti a tasso fisso cui è obbligato, riceverà pagamenti a tasso variabile di importo superiore a quanto previsto). Il contrario se il tasso variabile scende. Currency Swap - letteralmente "scambio di valute": sono contratti in cui due parti si scambiano il capitale e gli interessi espressi in una divisa contro capitale e interessi espressi in un'altra divisa. Caratteristica ricorrente dei currency swap è che entrambi i flussi di pagamenti sono a tasso variabile. Asset Swap: sono contratti in cui due parti si scambiano pagamenti periodici liquidati in relazione ad un titolo obbligazionario (asset) detenuto da una di esse (e non, quindi, come per gli IRS, in relazione ad una semplice somma di denaro). Chi detiene l'obbligazione corrisponde l'interesse connesso all'obbligazione. L'altra parte riceve l'interesse dell'obbligazione e paga un tasso di natura diversa (se l'obbligazione è a tasso fisso pagherà un variabile e viceversa). Credit Default Swap (CDS): sono contratti in cui un soggetto (c.d. protection buyer), a fronte di pagamenti periodici effettuati a favore della controparte (c.d. protection seller), si protegge dal rischio di credito associato ad un determinato sottostante che può essere costituito da una specifica emissione, da un emittente o da un intero portafoglio di strumenti finanziari. La funzione tipica del contratto è quindi la copertura dei rischi associati ad una determinata attività. opzioni : contratto che attribuisce il diritto, ma non l'obbligo, di comprare (opzione call) o vendere (opzione put) una data quantità di un bene (sottostante) ad un prezzo prefissato (strike price o prezzo di esercizio) entro una certa data (scadenza, o maturità), nel qual caso si parla di opzione americana, o al raggiungimento della stessa, nel qual caso si parla di opzione europea. Il bene sottostante (che deve essere scambiato su un mercato con quotazioni ufficiali o pubblicamente riconosciute ovvero, nel caso di evento, oggettivamente riscontrabile) può essere: o un'attività finanziaria, come azioni, obbligazioni, valute, strumenti finanziari derivati, ecc.; o una merce, come petrolio, oro, grano, ecc.; o un evento di varia natura. Nel momento in cui il compratore dell'opzione esercita il diritto, cioè decide di acquistare (call) o vendere (put), il suo ricavo consisterà: o nel caso di opzione call, nella differenza tra il prezzo corrente del sottostante (c.d. prezzo spot) e il prezzo di esercizio; o nel caso di put, nella differenza tra prezzo di esercizio e prezzo spot. Assimilabili alle opzioni sono i covered warrant i quali, a differenza delle opzioni che sono contratti, sono titoli che incorporano un'opzione, emessi da banche o imprese di investimento; sono strumenti diffusi anche fra i piccoli risparmiatori Le CRIPTOVALUTE si tratta di una valuta nascosta, nel senso che è visibile ed utilizzabile solo conoscendo un determinato codice informatico. La criptovaluta non esiste in forma fisica (anche per questo viene definita ‘virtuale'), ma si genera e si scambia esclusivamente per via telematica. Non è pertanto possibile trovare in circolazione dei bitcoin in formato cartaceo o metallico. Alcuni concetti tradizionalmente utilizzati per le monete a corso legale, come ad esempio quello di ‘portafoglio', sono stati adattati anche al contesto delle monete virtuali, dove si parla di ‘portafoglio digitale/elettronico' (o wallet digitale/elettronico o semplicemente e-wallet ). La criptovaluta, ove ci sia consenso tra i partecipanti alla relativa transazione, può essere scambiata in modalità peer-to-peer (ovvero tra due dispositivi direttamente, senza necessità di intermediari) per acquistare beni e servizi (come fosse moneta a corso legale a tutti gli effetti). Un'altra classificazione in uso prevede la suddivisione tra moneta virtuale ‘chiusa', ‘unidirezionale' e ‘bidirezionale'. La differenza tra le tre fattispecie risiede nella possibilità o meno di poter scambiare la criptovaluta con moneta a corso legale (o valuta ‘ufficiale' o ‘moneta fiat', secondo altre comuni denominazioni) e nella tipologia di beni/servizi acquistabili. Il bitcoin, ad esempio, è una moneta virtuale bidirezionale in quanto può essere facilmente convertita con le principali valute ufficiali e viceversa. Caratteristiche principali:
Le criptovalute hanno caratteristiche peculiari che le contraddistinguono. Di seguito sono riportati gli elementi costitutivi: un insieme di regole (detto " protocollo "), cioè un codice informatico che specifica il modo in cui i partecipanti possono effettuare le transazioni; una sorta di " libro mastro " ( distributed ledger o blockchain ) che conserva immodificabilmente la storia della transazioni; una rete decentralizzata di partecipanti che aggiornano, conservano e consultano la distributed ledger delle transazioni, secondo le regole del protocollo. Chiunque può creare una valuta digitale; quindi in qualsiasi momento ci possono essere centinaia o persino migliaia di criptovalute in circolazione. Per creare/distribuire criptovalute si può ricorrere ad una cosiddetta " initial coin offering " (ICO). Le prime ICO furono proprio lanciate per raccogliere fondi per nuove criptovalute, mentre in seguito la finalità principale è diventata quella di finanziare direttamente delle idee imprenditoriali. Una volta emesse, le valute virtuali possono essere acquistate o vendute su una piattaforma di scambio (c.d. exchange platform ) utilizzando denaro a corso legale (per esempio, EUR, USD, ecc.). Le piattaforme di scambio su cui si acquistano e vendono valute digitali non sono attualmente regolamentate, quindi non è prevista una tutela legale specifica in caso di contenzioso o fallimento. Le criptovalute si sottrarrebbero all'azione degli incentivi, potenzialmente controproducenti, tradizionalmente legati alle banche e ai governi sovrani. Le criptovalute offrirebbero molti potenziali vantaggi, tra cui una maggiore velocità ed efficienza nei pagamenti e nelle rimesse estere, promuovendo altresì l'inclusione finanziaria. La natura relativamente anonima delle valute digitali li ha resi molto attraenti per i criminali, che potrebbero utilizzarli per riciclaggio di denaro sporco e altre attività illegali. Secondo le ricostruzioni delle autorità di settore, le criptovalute possono comportare rischi notevoli anche con riguardo alle truffe. Pongono quindi numerosi interrogativi in termini di protezione dei consumatori/investitori. I rischi per la gestione della politica monetaria sembrano, invece, del tutto improbabili, considerata la loro attuale esigua diffusione. Quanto ai rischi per la stabilità finanziaria, solo una ben più ampia utilizzazione delle criptovalute potrebbe determinarne l'insorgenza. L'assenza di un quadro giuridico preciso determina l'impossibilità di attuare un'efficace tutela legale e/o contrattuale degli interessi degli utenti, che possono, pertanto, trovarsi esposti a dover subire ingenti perdite economiche, ad esempio in caso di condotte fraudolente, fallimento o cessazione di attività delle piattaforme on-line di scambio presso cui vengono custoditi i portafogli digitali personali (i cosiddetti e-wallets ). In un contesto di assenza di obblighi informativi e di regole di trasparenza, le piattaforme di scambio sono altresì esposte a elevati rischi operativi e di sicurezza: esse, infatti, a differenza degli intermediari autorizzati, non sono tenute ad alcuna garanzia di qualità del servizio, né devono rispettare requisiti patrimoniali o procedure di controllo interno e gestione dei rischi, con conseguente elevata probabilità di frodi ed esposizione al cybercrim e. Sussistono, inoltre, rischi di controparte, di mercato, di liquidità e di esecuzione. Priva di ogni garanzia è d'altronde la futura possibilità di un'immediata conversione dei bitcoin e delle altre criptovalute in moneta ufficiale a prezzi di mercato. PREVIDENZA E PENSIONE Aderire alla previdenza complementare significa accantonare regolarmente una parte dei tuoi risparmi durante la vita lavorativa per ottenere una pensione che si aggiunge a quella corrisposta dalla previdenza obbligatoria. È un’opportunità di risparmio a cui lo Stato riconosce agevolazioni fiscali di cui altre forme di risparmio non beneficiano e che valgono anche nel caso di versamenti effettuati a favore di familiari fiscalmente a carico. La previdenza complementare si basa sul cosiddetto regime della contribuzione definita; pertanto, la somma che riuscirai ad accantonare per la pensione, cioè la tua posizione individuale, dipende: dall’importo complessivamente versato alla forma pensionistica complementare, dalla durata del periodo di contribuzione (più anni =più contributi), dai costi sostenuti durante la partecipazione alla forma pensionistica, dai rendimenti (al netto della tassazione) ottenuti con l’investimento sui mercati finanziari di quanto versato.
o polizze vita intera : vengono versate dopo la morte del contraente, indipendentemente da quando essa avvenga. Polizza caso vita : il rischio vita si corre sopravvivendo, e andando incontro a spese ed eventi che magari senza un capitale solido non si riuscirebbero a gestire: per questa ragione le polizze sulla vita caso vita sono spesso assimilate ad una pensione integrativa, quindi ad una rendita vitalizia. Il premio “accantonato”, comprensivo degli interessi maturati durante il periodo del contratto, potrà generare una rendita immediata, ed in tal caso l’assicurazione comincerà a versare la rendita a partire dalla data della stipula del contratto, oppure differita, quindi la data in cui si comincerà a percepire la rendita, sarà stabilita per contratto, e comunque partirà da un momento successivo rispetto a quello della sottoscrizione. Polizza mista : assicura un individuo sia in caso di rischio morte che di rischio vita, rendendo disponibile un capitale o una rendita a copertura di entrambe le eventualità. Infatti, sia che l’assicurato sia colpito da morte prematura, che sopravviva al contratto, viene riconosciuto al beneficiario un capitale disponibile per affrontare la vita nonostante le difficoltà. Il contratto che si sottoscrive con una compagnia assicurativa è definito polizza. All’interno del contratto assicurativo sono riportate tutte le informazioni riguardo la tipologia di polizza, le informazioni anagrafiche dettagliate sul contraente, l’assicurato ed il beneficiario e la durata dell’assicurazione. Non possono mancare anche tutte le specifiche riguardo all’entità del premio, alla modalità di pagamento prescelta, ed al capitale che si vuole assicurare. Quando il contraente sottoscrive una polizza deve comunque attendere che la proposta sia accettata dalla compagnia assicurativa. INVESTIMENTI Nella definizione dei tuoi obiettivi dovrai valutare quanto puoi investire, quando avrai bisogno del denaro investito (l'orizzonte temporale dell'investimento), i rendimenti a cui aspiri e il rischio che sei disposto ad assumerti. Questi sono gli elementi che definiscono il tuo profilo finanziario. Non esistono investimenti che rendono tanto e sono poco rischiosi. Diffida delle proposte di guadagni facili e sicuri. Chiedi sempre quanto rendono investimenti alternativi potenzialmente meno rischiosi, quali ad esempio i titoli di Stato italiani e tedeschi di pari scadenza. Non investire tutto in un solo titolo o in titoli emessi dalla stessa società! L'ideale è scegliere investimenti diversi tra loro (per emittente, settore e scadenza). La diversificazione ti permette di ridurre il rischio complessivo del tuo portafoglio di investimenti. Sii consapevole che agire di intuito permette di compiere scelte immediate ma non sempre corrette e che il modo in cui vengono presentate le informazioni può orientare la percezione del rischio e le decisioni. Prima di investire, quindi, rifletti e sciogli tutti i tuoi dubbi. Come cliente al dettaglio ( retail ) riceverai il livello massimo di tutela degli investitori. La normativa europea in materia (Direttiva MiFID) prevede, infatti, una protezione maggiore per gli investitori con minore conoscenza ed esperienza negli investimenti (clienti retail ), mentre gli investitori con maggiore conoscenza ed esperienza in materia (clienti professionali) ricevono una protezione minore. Fra i clienti professionali rientrano le banche, i governi, i fondi pensionistici, le grandi società e, in via eccezionale, alcune persone fisiche. INTERMEDIARI AUTORIZZATI Per garantire una migliore protezione al risparmiatore la legge prevede che i servizi di investimento e la gestione collettiva del risparmio possono essere prestati solo da banche e da altri soggetti abilitati: quando il risparmiatore decide di investire i propri risparmi può verificare che l'intermediario con cui entra in contatto sia stato autorizzato. La Consob pubblica sul proprio sito i provvedimenti adottati nei confronti di soggetti che offrono prodotti finanziari senza le dovute autorizzazioni (ex. la sospensione o il divieto di effettuare un'offerta senza aver pubblicato il prospetto) e i nominativi dei soggetti, segnalati anche da autorità di vigilanza estere, che sono privi dell'autorizzazione per la prestazione dei servizi di investimento. Inoltre gli stessi risparmiatori possono segnalarci di essere entrati in contatto con un soggetto che presta servizi di investimento senza le dovute autorizzazioni.
diritto generale ad ottenere la prestazione del servizio di investimento da parte dell'intermediario in base ai principi e regole di condotta definiti dalla disciplina di riferimento: o agire in modo onesto, equo e professionale, o fornire informazioni appropriate e complete, o offrire dei servizi che tengano conto della situazione individuale del risparmiatore. Il diritto di carattere generale può essere declinato, tempo per tempo, in una serie articolata di diritti di contenuto specifico: ricevere dall'intermediario, prima di investire, informazioni su: o servizi offerti, o caratteristiche e rischi dei tipi di strumenti finanziari che si possono acquistare o negoziare, o modalità di esecuzione degli ordini, o costi dei servizi offerti. essere classificato prima della prestazione del servizio di investimento, a seconda dei requisiti, in cliente al dettaglio o cliente professionale →viene evidenziata la circostanza che il cliente al dettaglio riceve il livello massimo di tutela previsto per l'investitore. stipulare il contratto con l'intermediario, nel caso di cliente al dettaglio, in forma scritta. ricevere l'assistenza dall'intermediario, a seconda del servizio di investimento prestato, sotto diverse gradazioni via via decrescenti in termini di tutela: dalla valutazione di adeguatezza dell'investimento a quella di appropriatezza fino all'esclusione di ogni valutazioni nel caso della mera esecuzione di ordini. essere informato dell'esistenza degli eventuali: o compensi, commissioni o prestazioni non monetarie (cd. "incentivi") pagati o ricevuti da un intermediario in connessione alla prestazione di un servizio di investimento, della loro natura e portata, o conflitti di interesse. ricevere dall'intermediario, dopo aver investito, la rendicontazione dell'attività prestata, comprensiva dei costi applicati. RESPONSABILITÀ DEGLI INVESTITORI prima di investire : o verificare se l'intermediario è in possesso delle autorizzazioni richieste ad operare in Italia, o acquisire le informazioni necessarie dagli intermediari (e dai promotori finanziari che operano per conto degli intermediari), o diffidare delle proposte "improbabili" (ad esempio le cd. "catene di San Antonio" o le promesse di rendimenti eccessivamente alti e "fuori mercato"), o considerare con attenzione i prodotti "rischiosi". al momento di concludere il contratto : o pretendere che il contratto sia concluso nelle forme dovute, o consegnare il denaro da investire solo nelle forme previste dal contratto ed, in particolare, non consegnare mai denaro in contanti nel caso in cui il contatto con l'intermediario avvenga tramite promotori finanziari, o non firmare mai contratti e moduli senza aver letti o, addirittura, senza che siano stati compilati delegando poi l'intermediario a riempirli. dopo aver concluso il contratto : controllare la regolarità dell'attività svolta dall'intermediario. in caso di insolvenza di un intermediario : possibilità di chiedere l'intervento del Fondo Nazionale di Garanzia al fine di ottenere l'indennizzo previsto e le connesse modalità operative.