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parti sintetiche di concetti su storia delle religioni
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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l’insieme delle chiese, delle comunità, delle sette e dei gruppi che si richiamano alla predicazione di colui che è ritenuto il fondatore di questa religione < GESU’ DI NAZARET>. Storicamente si colloca all’anno 0 ed i concetti che rappresentano la rivoluzione cristiana sono 3: Incarnazione, Morte, Resurrezione. Il primo tra questi tre concetti ha destato molta discussione; La storia precedente alla nascita di Cristo (prima incarnazione) acquisisce un valore PROPEDEUTICO (preparazione alla salvezza di Dio) → cosa che invece nell’ebraismo/giudaismo vi è l’ATTESA alla salvezza di Dio.
Questo tema dell'Incarnazione e sulla veridicità di Gesù come figlio di Dio venne discusso:
ECUMENICO CRISTIANO) che cerca di rispondere alle provocazioni sostenute dagli Ariani. La chiesa affermava che il Figlio fosse uguale al Padre in quanto composto dalla stessa sostanza; Gli ariani invece sostenevano che Padre e Figlio fossero due distinti esseri divini, il Figlio pur essendo perfetto come creatura era stato comunque creato dal Padre quindi secondo Ario Gesù era subordinato a Dio. La sola fonte letteraria a nostra disposizione è il Nuovo Testamento, in contrapposizione all’antico Testamento; il canone del Nuovo dapprima aveva una tradizione orale ma in relazione alla vita e ai detti di Gesù si condensarono i primi nuclei scritti che portarono alla stesura dei vangeli sinottici, il più antico dei quali è Marco. Con la fine del II secolo grazie al canone muratoriano scoperto da ( Ludovico Antonio Muratori) abbiamo una prima lista completa ma non definitiva che comprende “l’Apocalisse di Pietro”, soltanto alla fine del IV secolo con i Concili di Ippona e Cartagine il canone approvato rimase definitivo; Comprende: i 4 Vangeli di Matteo, Marco, Luca Giovanni, gli Atti degli apostoli, tredici lettere di Paolo,
la lettera degli Ebrei, quella di Giacomo, due di Pietro, tre di Giovanni, quella di Giuda infine l’Apocalisse; 27 in totale.
storico il cristianesimo si è messo sempre in crisi creando delle ampie ferite al suo interno; Ecco alcuni casi:
Gesù con Dio, vennero)sanciti una serie di Editti che pongono Cristianesimo nell’ottica di confrontarsi con tema politico:
all'interno dell’Impero Romano (non accettato 100% cristianesimo accettato cristiani liberi nel professare il culto)
divenne religione di Stato →) di conseguenza coloro che non aderiscono al cristianesimo verranno perseguitati. Questi editti rappresentano una confusione del potere spirituale e
venne convocato il Concilio di Costantinopoli che sancisce la nascita della chiesa Cattolica; in cui la chiesa si fonda su due principi: APOSTOLICITA’ e CATTOLICITA’ ( sottoposta sotto il potere del Papa). Se prima i conflitti erano teologici (riguardanti la incarnazione) → ora il fulcro della questione diventa il Papa che possiede il potere temporale. Questa idea di unità della Chiesa cattolica al concilio puzzava a tal punto da creare una frattura interna alla Chiesa. Da qui importanti avvenimenti come:
motivazione di natura politica): nascita della CHIESA ORTODOSSA → interruzione di qualsiasi rapporto con il papa (sia di natura spirituale sia politico) La Chiesa greco-ortodossa è AUTOCEFALE → non vi è sottomissione al papa, ma a ogni comunità locale vi è a capo un patriarca.) La dottrina ortodossa riconosce i sacramenti intesi come MISTERI DIO che agisce nella vita dell’uomo.
con le 56 tesi di Martin Lutero (ex cattolico). Nasce all’interno del
mediazione dello Spirito) ma non è l’originale ma una riproduzione parziale in quanto per i musulmani risiede nel regno dei cieli. La natura particolare della teologia islamica è rilevata dal suo stesso nome “ kalam”, << Discorso>>, che si riferisce sia al discorso inteso come Parola divina sia al fine principale della teologia islamica che è Apologico prima che speculativo. Il “ Kalam” a differenza della teologia cristiana che vuole essere una riflessione razionale sul mistero della fede, non aspira ad approfondire con l’intelligenza il dogma musulmano, ma a difenderlo contro i suoi avversari. La prima vera scuola teologica musulmana, quella dei mu’taziliti, si costituì in un periodo di grande fermento intellettuale e le loro posizioni sono riassumibili in cinque tesi.
giustizia, affinchè il giudizio divino sia veramente giusto, era necessario ritenere l’uomo responsabile dei propri atti.
ma anche tenendo conto delle opere di ciascuno; Venivano distinte le colpe gravi da quelle minori, e veniva affermato che chi pecca gravemente e non si pente meriterà il castigo eterno.
considerato parte della comunità musulmana, occupando una posizione intermedia tra le due ali estreme di credente e di infedele: su di lui solo DIO avrebbe espresso il giudizio definitivo.
proibisce il male, ogni credente è tenuto ad esercitarlo anche nei confronti del principe che, come tutti, può essere corretto dal consiglio e dal richiamo del fratello di fede.
giudica ma ti perdona e + dinamica ed è + libera → influenza del pensiero FILOSOFICO OCCIDENTALE.
il concetto della RETRIBUZIONE, è + ermetico, l’assenso nella presa d’atto vi è la prevalenza di Dio (la responsabilità maggiore per ogni musulmano) e quindi compartecipazione NEGATIVA al pensiero speculativo. PRATICHE FONDAMENTALI: Esistono cinque pratiche fondamentali,
1500 a.C. e l’induismo da punto di vista geopolitico diventa un punto di incontro tra diverse culture; L’induismo non ha un unico fondatore a differenza delle altre religioni, il fulcro dell’esperienza spirituale induista è la fede in un ASSOLUTO, che si chiama Brahman ed è la realtà spirituale affiancata dall’Atman “ illuminazione personale”. La visione induista penetra tutti gli aspetti della vita sacralizzandoli con norme di purezza e rituali, nella convinzione che il senso della propria esistenza e l’armonia della propria comunità siano fondate su una legge verta ed eterna, il DHARMA.
Il corpus degli scritti dell’induismo sono i Veda => raggruppamento di tutti i testi frutto di un processo plurisecolare; somiglianze linguistiche e rituali con l’AVESTA mostrano forti legami con il mondo iranico. La tradizione induista non si è curata delle date di composizione o degli autori del Veda, perché li ha sempre considerati testi eterni e impersonali, frutto di rivelazioni. A partire X fino al VII secolo a.C. l’aspetto della mistica, captatio della rivelazione dello spirito Assoluto, si traduce in una testualità liturgica con la presenza di figure che non sono opposizioni, ma si integrano: MISTICO = colui che si mette in ascolto nella rivelazione dell’assoluto ( attraverso le parole sacre e non come il Cristianesimo tramite incarnazione). SACERDOTI = In modo più sistematico cercano di riferirsi all’ aspetto più tecnico del culto. Inoltre, l’induismo cerca di conciliarsi e distribuirsi anche nel buddismo, accanto al DHARMA c’è il KARMA = realizzazione personale di costruire esperienza personale all’interno del “contenitore” dello spirito assoluto.
IL CULTO => All’inizio del periodo Gupta, secolo IV d.C., il culto pubblico a Siva e Visnu era diffuso e templi venivano costruiti sia nelle città che nei luoghi sacri; Il luogo più sacro, buio e chiuso era detto garbhagrha, << DIMORA UTERINA >>, qui il donatore diventa un embrione così da esprimere una nuova rinascita, ma ora assume nel suo essere la natura della divinità. Mentre all’inizio l’atto di devozione che si celebrava era il sacrificio, con il tempo si sviluppò un rito più semplice, non cruento e più spontaneo di offerta e adorazione. Ma in questo contesto religioso la divinità è superiore all’uomo, che nel rito la serve e la onora come un ospite maestoso; Il fedele presenta le offerte che sono la vera e propria “puja” e comprendono doni di burro liquefatto, acqua di fiume sacro, incenso, fiori, frutta e dolci. Una parte del cibo viene restituita ai presenti come << benedizione>> e pasto comunitario; con il puja il devoto dona a Dio e lo adora senza volere nulla di utile in cambio; La divinità di fronte a questo atto di << abbandono>> di fede, << condivide>> il dono e lo ricambia con il contro- dono di grazia. LE SCUOLE DI PENSIERO = In epoca classica i più importanti furono sei: SCUOLA PURVAMIMAMSA : Sistema ortodosso nato dalla
tradizione ritualistica e si poneva a difesa della dottrina delle Samhità e dei Brahmana, per questa scuola la retta condotta si esprime nell’atto rituale, unica via verso il benessere in terra in armonia con il cosmo. SCUOLA VEDANTA: Sviluppatosi da riflessioni sulle Upanisad, fece dell’intuizione dell’identita fra ATMAN e BRAHMAN, il suo nucleo concettuale era postulato per delineare la via di salvezza e definire la natura della relazione tra Dio e cosmo. SCUOLA NYAYA e VAISESIKA : Il Nyaya si concentrava sui metodi di argomentazione del pensiero razionale, vedendo in essi una via più sicura di conoscenza e quindi di liberazione; Completamente ad esso è il movimento Vaisesika, che sosteneva una teoria cosmologica di tipo atomistico, elaborata su un sistema di distinzioni dualistiche. SCUOLA SAMKHYA: Suo fondamento teorico è la distinzione radicale tra spirito e natura: il primo ( il purusa) è immutabile, nascosto, inattivo e impassibile; la seconda( la prakrati) è la natura nel suo stato di assoluta virtualità, sviluppa da sé le forme dell’esistenza ; Essa comprende gli elementi materiali e psichici, ma è cieca, priva di coscienza