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Riassunto del testo Morcellini "Comunicazione e media."
Tipologia: Sintesi del corso
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PIXEL = concentrato di ETICA e PRATICA della divulgazione. MEDIA STUDIES = studi scientifici e teorici sui media, di provenienza soprattutto nordamericana. Il bisogno di teorizzare si è manifestato sin dalla prima comparsa dei media. Intellettuali inizialmente preoccupati per l'avvento delle masse nella società e per i rischi di tale evento. Analizzeremo le varie teorie sulla comunicazione --> le teorie classiche vanno esaminate in relazione al contributo che sono ancora in grado di fornire per la comprensione del presente. Parole chiave: COMUNICAZIONE = da intendere in un'accezione che punti a conciliare la DIMENSIONE TEORICA e l'ESPERIENZA DI RICERCA. STUDIO = intendiamo un atteggiamento per cui si scelgono volutamente alcune dimensioni giudicate “fondative” per un approccio moderno e critico alla comunicazione. TRADIZIONE TEORICA = la riflessione scientifica è utile ad ampliare la conoscenza delle idee e delle interpretazioni del passato. La teoria serve a leggere le emergenze dell'attualità; in questa prospettiva, i classici sono tali solo se riescono a parlare al ricercatore contemporaneo, uscendo dai libri e influendo sugli studiosi. RELAZIONE TRA MEDIA, COMUNICAZIONE E CAMBIAMENTO SOCIALE = penetrazione dei media nella società italiana. Bisogna integrare analisi della struttura sociale e analisi della cultura. Bisogna analizzare criticamente le conseguenze del lungo periodo di dominazione dei media e rimettere in discussione l'idea che i media fossero facilitatori del cambiamento sociale: i media non ce l'hanno fatta ad <<addomesticare la modernità>>. La differenza rispetto al recente passato, in cui i ricercatori erano sistematicamente schierati a difesa della comunicazione sta nella presa d'atto di 2 NOVITA' riguardanti i MEDIA STUDIES: maggiore autocritica dei ricercatori e verifica più attenta delle conseguenze sociali dei pcropri assunti ; una nuova prospettiva nella società italiana che tende ad analizzare sempre più attentamente il modo in cui i media attaccano la modernità, la politica ecc... non possiamo ignorare di vivere in una realtà caratterizzata da una situazione di DECOMPOSIZIONE SOCIALE. CAPITOLO 1 : LEGGERE IN PROFONDITA' LA TRACCIA DELLA COMUNICAZIONE Elemento fondante della cultura europea risiede nel momento in cui gli uomini “hanno inventato la tradizione” (definizione di Hobsbawm e Ranger).
In tempi recenti abbiamo assistito a uno SLITTAMENTO delle SICUREZZE sulla MODERNITA' e una previsione del suo tramonto. Declino di fiducia della modernità ha messo in discussione il potenziale “ empowerment ” dell' homo communicans --> Lyotard parla di “fine delle grandi narrazioni”. Oggi la modernità sembra basata su ANTAGONISMO nei confronti della TRADIZIONE. I cambiamenti sociali si traducono in termini di STILI DI VITA e somatizzazione nell'assorbimento del nuovo alla luce di nuovi miti e aspirazioni. Nella modernità e la forma della CULTURA che restituisce senso all'AZIONE SOCIALE : la PROGETTUALITA' con cui il soggetto dà senso alle cose liquida ogni visione della cultura come “parente povero della struttura” (Margaret Archer). Importante citare il contributo di TENBRUCK (una delle figure più importanti della sociologia contemporanea) : “la realtà non equivale a una collezione di dati sensoriali ma a un universo di oggetti dotati di senso” --> ATTACCO esplicito alla sociologia dominante, caratterizzata invece da disprezzo per il “carattere culturale dell'azione umana”. Anche Clifford GEERTZ parla della CULTURA come qualcosa di vivo e fluido, che richiede comprensione soggettiva: l'uomo è sospeso tra ragnatele di significati che egli stesso ha tessuto. Oggi si è diffusa l'etichetta di COMUNICAZIONE DI MASSA contro quella più corretta di COMUNICAZIONE SOCIALE --> si parla di “BOLLA SPECULATIVA DELLA COMUNICAZIONE”, cioè senso di inferiorità, sudditanza psicologica che porta gli studiosi a raccontare le tappe dello sviluppo della comunicazione recidendo i legami col contesto sociale --> COMUNICAZIONE finisce per apparire come ELEMENTO EXTRASOCIALE, INDIPENDENTE DAI MUTAMENTI DELLA MODERNITA', REALTA' AUTOSUSSISTENTE. SUCCESSO E LEGITTIMAZIONE DEI MEDIA Mauro Wolf: i nuovi media, in quanto tecnologia caratterizzante della nostra nostra epoca, hanno grande potere di INFLUENZA. E’ importante che la sociologia della comunicazione si confronti coi processi culturali della modernità (infatti Edgar Morin intitolava la sua opera in cui analizzava il panorama comunicativo a lui contemporaneo “ Lo spirito del tempo ”, poi pubblicata in Italia col titolo “ L’industria culturale ”). CLASSICI COME PROVOCAZIONE ALL’EPOCA DELLA MODERNITA’ I CLASSICI vengono tralasciati nell’analisi dei fenomeni contemporanei perché accusati di essere oscuri o troppo teorici. COMUNICAZIONE è attività costitutiva dell’uomo e della sua azione per attribuire senso al mondo e anche architrave dell’attuale strutturazione del sociale principali CAMBIAMENTI nella COMUNICAZIONE: -MUTAMENTO DEL RUOLO DEL SOGGETTO: i ruoli entrano in crisi, si crea un contesto fluido e revocabile organizzato in interessi e sottogruppi mutevoli, mode e labili orientamenti collettivi. IPERTROFIA DELLA COMUNICAZIONE e SOCIETA’ DELLA SCELTA Siamo di fronte alla cosiddetta SOCIETA’ DELLA SCELTA. A partire dalla fine del fondamentalismo del lavoro e con la diffusione delle promesse della società del benessere si arriva a quell’exploit di media e tecnologia chiamato IPERTROFIA DELLA COMUNICAZIONE, caratterizzata da: MOLTIPLICAZIONE DELLE FONTI, MODIFICAZIONE DEI PROCESSI DI PRODUZIONE MEDIALE e PERCEZIONE DI VALORE DEI MESSAGGI.
tutte le società sono sempre state <<SOCIETA’ DELL’INFORMAZIONE >>. Quando parliamo invece di <<SOCIETA’ DELLA CONOSCENZA>> è perché le nostre società devono: -più che accumulare informazioni, selezionarle -più che conservarle, contestualizzarle nel fiume del cambiamento -vivere la società della conoscenza invece che reclamizzarla Bisogna realizzare adeguate strategie di educazione critica note come MEDIA EDUCATION. La ridondanza di informazioni è fonte di disordine informativo e disorientamento che presto si traducono in aumento della vulnerabilità sociale, soprattutto dei soggetti più distanti tematica nota come DIGITAL DIVIDE = divario esistente tra chi ha accesso effettivo al pc e internet e chi ne rimane escluso in modo parziale o totale. La FIDUCIA è un’aspettativa circa l’esatto compimento dell’azione dell’altro secondo specifiche regole di comportamento in questo senso, è sinonimo di controllabilità e persistenza di determinati esiti aspettati, in primis regole sociali e valori condivisi. Il livello più avanzato di CONOSCENZA (non si può prescindere dalla relazione conoscenza- comunicazione) passa attraverso la dimensione del CONFLITTO:per diventare uniti bisogna essere divisi, senza tensione sociale non vi può essere inclusione sociale (Georg Simmel). La comunicazione produce conoscenza solo quando riesce a stimolare consapevolezza, analisi critica, autoriflessività, quando diventa canale per l’elaborazione critica, la ricerca e l’invenzione in questo senso si può elaborare una spiegazione del declino sociale e culturale italiano, dovuto alla perdita di intenzionalità e progetto. Zigmunt Bauman ha parlato di <
potenti a un campo di forze più in equilibrio. Questo approccio sostituisce il termine di CONNESSIONE a quello di SOCIALIZZAZIONE più le connessioni si moltiplicano, più i legami sociali si assottigliano. La comunicazione, in passato attenta all’autoverifica e alla moderazione degli eccessi da narrazione, ora sembra perdere il senso del limite: le idee ingaggiate dai media (spesso poche e ripetute) diventano seccamente ideologia e diventano piattaforme di consenso. Dal 1975 al 1995 si registra <
Già nell’800, dopo la prima rivoluzione industriale, si dà grande importanza alla comunicazione intesa come trasporto di merci e persone mediante veicoli sempre più veloci. Anche le idee circolano più velocemente. La comunicazione non si limita a trasferire i significati ma AGISCE sul CONTENUTO. PRIMA GUERRA MONDIALE: TRA SENSO DI CRISI E PROPAGANDA 1 GUERRA MONDIALE è spartiacque importante perché contribuisce a definire il ruolo della comunicazione nella società moderna in due sensi:
Pensiero oggi insostenibile, che ignora le qualità personali rendendoci tutti ugualmente indifesi e riprende l’ideale americano secondo cui chiunque può farsi strada nella vita grazie a una formazione adeguata, impegno e perseveranza. Parla di <
I risultati vengono pubblicati da un giornalista freelance che pone l’accento sul tema della della delinquenza e sugli aspetti nefasti della relazione tra giovani e cinema quindi negli anni successivi crociata cattolica contro Hollywood e restrizioni sui contenuti dei film. PAUL FELIX LAZARSFELD E LA COMMUNICATION RESEARCH Fine anni 30: nascita della COMMUNICATION RESEARCH. Lazarsfeld viene chiamato negli USA dalla Fondazione Rockefeller: una squadra di esperti lavora impiegando vari metodi (inchieste di mercato di massa, analisi statistica dei dati, focus group ecc.) su problemi specifici (es. un caseificio vuole conoscere i fattori che incidono sul consumo di latte). Poi inizia studi sull’impatto sociale della RADIO anni 40: grazie a lui, COMUNICAZIONE DI MASSA si consolida come un campo di ricerca autonomo e capacità persuasorie dei mass media diventano elemento di grande importanza LA COMUNICAZIONE DIVENTA CAMPO DISCIPLINARE AUTONOMO Collaborazione Lazarfeld-Merton risultato: ricerca sulla comunicazione si sposta verso l’orizzonte funzionalista. I media, con la loro presenza,non influenzano la società così a fondo come si crede. Ma svolgono alcune funzioni, principalmente 3:
SENSO COMUNE = insieme di pre-requisiti che fondano il giudizio e aprono alle possibilità dell’azione. Se esso diviene un <
Questo aspetto sembra porre l’accento sull’INDIVIDUALISMO della comunicazione. In realtà però la comunicazione deve essere anche AZIONE DIALOGICA, APERTURA ALL’ALTRO: se l’altro non diventa interlocutore, la comunicazione non si costruisce. La dimensione non solo fisica della comunicazione è la causa dell’eccedenza comunicativa dei tempi moderni. RUMORE, ECCESSO, INVIASIONE DELLA PRIVACY sono le ferite dell’uomo moderno. E’ come se l’incertezza dei valori costringesse gli uomo ad <
risorsa ed è percepita come ammonimento e tutela pedagogica del soggetto. Il risultato di questo fenomeno è l’aumento di aspettative individuali. Il cambiamento è vissuto come deciso da altri, così come la crisi è priva di riscontro con la responsabilità individuale. CONTRO LA BABELE COMUNICATIVA La relazione critica tra conoscenza e comunicazione ha spesso esaltato la possibilità che l’espansione dei trend di uso della comunicazione avrebbe portato con sé un incremento della capacità di lettura del soggetto. Da un lato, la conoscenza aumenta di valore economico e competitivo incorporandosi nelle macchine e nelle reti organizzative ed informatiche svalorizzando la cultura come orientamento dell’azione individuale e collettiva. Dall’altro, la comunicazione tende a risolversi in una delegittimazione della socializzazione così come l’abbiamo conosciuta. La comunicazione non si pone come un limite di conoscenza. Eliot afferma che la comunicazione non è altro che informazione, grazie alla comunicazione il soggetto può aumentare il bagaglio dei propri saperi. È il problema della nuova Babele. COMUNICAZIONE E IDENTITA’ NAZIONALE: IL CAOS ITALIANO È indispensabile partire dalla comunicazione perché è l’aspetto più innovativo e definito del soggetto moderno, ma soprattutto perché è diventata ben più complicata che in passato. Basti pensare alla densità delle relazioni tra comunicazione e società, in rapporto all’atteggiamento di alleanza o distribuzione rispetto alle istituzioni. L’ipotesi è che il preteso funzionalismo possa valere al massimo per una società semplice come quella italiana. Nei decenni di penetrazione della cultura televisiva e mediale, è apparso in modo evidente che la modernizzazione della comunicazione tendesse a porsi come forma culturale perfetta.. Oggi le donne assumono la leadership in quasi tutti i processi di formazione e soprattutto nelle professioni che hanno un’affinità con il merito, talento e comunicazione. Nei primi decenni del Secondo Dopoguerra, la comunicazione sociale è un potere tra gli altri. L’eccezione può essere intravista nella relazione tra reputazione della scuola e della formazione del di-vertimento, del tempo libero e del piacere. La comunicazione è stata discretamente gestita entro un disegno di modernizzazione cauto, ma capace di capire i tempi individuali di adesione e di comprensione del nuovo. Essa sembra stata capace di avere in mente e mettere in campo un piano regolatore dell’innovazione. Senza eccedere nella valorizzazione della tv commerciale occorre ammettere che le cosmologie immaginarie degli anni 80 sono un processo di cambiamento che prepara alle novità degli anni 90. QUANDO LA MATRICE SOCIALE ERA FORTE In Italia: persistenza della MATRICE SOCIALE, nella comunicazione vecchio stile, fino alla frattura del duopolio Rai - Fininvest. Nei lunghi decenni del duopolio, al centro della relazione tra i media e le persone c’era ancora la SOCIETA’, con tutta la sua fitta trama di relazioni significative e associative fra i soggetti. La comunicazione nel suo insieme è riuscita a porsi come fonte di benessere per gli individui, e probabilmente anche infrastruttura capace di spostarli verso elevati livelli di competenza. La comunicazione ha funzionato da elemento induttore di società e socialità. IL RAPPORTO IM-MEDIATO INDIVIDUI-COMUNICAZIONE Da un rapporto tra soggetti e media innervato in una società efficiente siamo bruscamente passati ad un rapporto sostanzialmente im-mediato tra individui e comunicazione. E non è stata una riduzione di distanze che ha aumentato il potere dei soggetti ma è più forte l’esercizio di autonomia. L’autonomia si è presentata come emancipazione del soggetto. Il passaggio a una mancata impostazione commerciale è avvenuto in un contesto in cui si è cominciata a delineare una scissione negli atteggiamenti generali adottati nei confronti della comunicazione.
IPERTROFIA DELLA COMUNICAZIONE è un tema su cui abbiamo scarsità di dibattito. Lo scenario si complica con l’entrata della Rete, che impone un interrogativo: quanto il digitale sposta in avanti l’acquisizione di cultura e di sensibilità del sociale? La stagione di ipertrofia dei media si nutre non solo di generalismo ma anche di forme di intermedialità tra mainstream e reti. AMBIENTE SOCIALE, CLIMA RELAZIONALE, EFFICACIA DELLA COMUNICAZIONE: TRE POSSIBILI SCENARI. Ci sono diverse ipotesi per la lettura del funzionamento plurale delle diverse piattaforme comunicative:
Un ambiente comunicativo è formato dalla strumentazione tecnica che accoglie e rende possibili le interazioni tra persone, e dalle pratiche sociali che danno senso alle azioni svolte al suo interno. E’ opportuno ripercorrere alcuni momenti significativi nello sviluppo delle tecnologie e dei comportamenti delle persone. VANNEVAR BUSH E IL MEMEX Idea che una macchina pensata per il calcolo possa trasformarsi in un vero e proprio strumento di comunicazione. Vannevar Bush vive nel periodo in cui gli Stati Uniti giungono a progettare e usare la bomba atomica. Nel suo articolo ‘’ As We May Think’’, Bush ragiona sulla possibilità di applicare nuove tecnologie per la MEMORIZZAZIONE e il RECUPERO DELLE INFORMAZIONI a una macchina
ANNI ’90 : NASCITA DEL WEB ad opera di TIM BERNERS-LEE il pc diventa la porta di accesso ad un insieme di contenuti organizzati come un enorme repertorio di materiali, reso accessibile dai motori di ricerca. 1991: Tim Bersers-Lee pubblica su internet la sua prima pagina web. Usare un motore di ricerca ti permette di spedire allegati, trasmettere messaggi in chat, newsgroup o forum di discussione online; caricare testi, immagini, video, fil o musica. I computer sono diventati vere e proprie forme di comunicazione. RETE E SOCIETA’ Lo sviluppo dei media digitali sta contribuendo a modificare l’assetto della società contemporanea e le pratiche comunicative attraverso le quali si struttura il LEGAME SOCIALE. Un passaggio fondamentale nello studio su questi temi avviene a opera di BARRY WELLMAN, sociologo nord americano a cui si deve il concetto di ‘ ’networked individualism’’ , e di Manuel Castells che concepisce l’idea di una società talmente tantocaratterizzata dalla presenza dei network da definirla ‘ ’network society’’. Espressione NETWORKED INDIVIDUALISM rappresenta la difficoltà di tenere insieme due fenomeni contrapposti che caratterizzano l’attuale panorama relazionale: da una parte la crisi delle tradizionali agenzie di socializzazione e delle formazioni sociali collettive che funzionavano da ambiente di collegamento tra singolo e società; dall’altra lo sviluppo massiccio di mezzi di comunicazione che aumentano la possibilità di entrare in contatto con reti di soggetti disseminati territorialmente con cui si possono condividere interessi, passioni ecc. stiamo assistendo ad una trasformazione da gruppi sociali a network individualizzati. Il nesso di comunicazione e individualismo era già stato proposto da Mario Morcellini, che utilizzava la metafora socializzazioni senza mediazione. Wellman afferma che i recenti sviluppi delle tecnologie digitali hanno fatto dei network sociali la forma dominante delle organizzazioni sociali, modificando il modo in cui le persone interagiscono fra loro. DAL LUOGO ALLA PERSONA: LA NETWORK SOCIETY Le relazioni del passato erano basate su forme di PROSSIMITA’ TERRITORIALE. Oggi il contesto fisico viene sempre più scelto: il ruolo dei mezzi di comunicazione è quello dello spostamento di centralità dal luogo alla persona. Pensiamo allo sviluppo tecnologico del telefono: nella versione tradizionale la telefonata giungeva in un luogo specifico (es. casa, ufficio); adesso con l’avvento della telefonia mobile è possibile rintracciare una persona ovunque essa sia. Il nuovo assetto relazionale chiamato NETWORKED INDIVIDUALISM prefigura profonde modifiche del legame sociale di Castells recupera le intuizioni di Wellman e collega la descrizione della società in rete con il processo di lungo periodo che pone l’informazione al centro del sistema di produzione di valore qui l’elemento di discontinuità è nel protagonismo degli elementi immateriali che diventano la base materiale della società contemporanea. La NETWORK SOCIETY nasce da tre processi indipendenti: la rivoluzione dell’information technology , la crisi economica che ha investito il capitalismo e i modelli di economia statalista, e il sorgere dei movimenti culturali e sociali impegnati per la difesa della libertà di pensiero e parola, per i diritti delle donne, ambiente ecc. il nucleo di questo modello è l’individuazione della rete come morfologia sociale caratterizzante. LE TRE ETA’ DEGLI INTERNET STUDIES La sistematizzazione degli Internet Studies viene proposta da Wellmann. Siamo a metà anni 90, computer utilizzati per la comunicazione tra piccoli gruppi di persone. Lo studioso fa una ricerca sull’utilizzo dei computer per la comunicazione tra piccoli gruppi di persone. In questa fase gli studiosi sono attenti alle dinamiche organizzative rese possibili grazie ad internet. Nella seconda
metà degli anni ’90, lo sviluppo del web si allarga e a ciò si aggiunge la crescita della internet economy. La rete diventa un luogo separato dalla realtà, dove tutto può accadere. Poi ci sono i pessimisti che condannano la rete perché distrugge la vita relazionale delle persone in cambio di un altrove indipendente dalla realtà Questo è il PRIMO PERIODO degli INTERNET STUDIES. SECONDO PERIODO (fine anni ’90) : istituzionalizzazione della rete e l’inizio di un atteggiamento conoscitivo volto a mappare il suo sviluppo. Si comprende che la frequentazione delle reti digitali tende ad integrarsi nella vita quotidiana delle persone senza sostituire la loro vita. La rete si utilizza come pubblicazione di contenuti. TERZO PERIODO (dal 2004): con lo sviluppo delle applicazioni web 2.0. la rete smette di essere uno strumento di pubblicazione e comincia a diventare un metodo di interazione tra gli individui. L’utente del web 2.0 è produttore di contenuti che mette in rete allo scopo di condividerli. RETE E PERTECIPAZIONE Peter Dahlgren mette al centro della sua analisi il concetto di MEDIATED CITIZENSHIP = la radice dei comportamenti partecipativi istituzionalizzati deve essere messa in relazione con quell’afflato di partecipazione che ha modo di esprimersi prima delle formalizzazioni ufficiali, in una sfera del quotidiano nota come società civile grazie all’influenza dei mezzi di comunicazione, la SOCIETA’ CIVILE vive in profonda interconnessione coi media. I media digitali posseggono quelle che Dahlgren chiama CIVIC AFFORDANCES = caratteristiche tecniche che orientano il loro utilizzo in una direzione compatibile con un rinnovamento del civismo. La possibilità di fruire di questi contenuti personalizzati sono accompagnate da una pervasiva tendenza all’instabilità nelle traiettorie di vita personale. La libertà di scelta e di direzione sperimentata all’interno delle piattaforme digitali, tende ad allontanare dal riferimento ai gruppi tradizionali che fornivano supporto all’azione. Spesso,sostiene Dahlgren , le analisi si focalizzano su un solo aspetto e ragionano a partire da una visione idealizzata della democrazia. I rapporti di forza all’interno della società sono si influenzati dai media, ma hanno la capacità di orientare in profondità il panorama comunicativo. Alcuni progressi nell’utilizzo della rete sono evidenti e davvero contribuiscono a rendere più trasparente il potere e i processi decisionali avvicinando i cittadini alla gestione della cosa pubblica. L’analisi delle tecnologie di rete deve essere problematizzato a partire dall’analisi delle pratiche quotidiane in cui però emerge la forza della comunicazione civica. In questo ambito, sostiene Dahlgren, gruppi, organizzazioni e attivisti possono sperimentare nuovi modi di comunicare e agire come cittadini. In questo senso le pratiche comunicative messe a disposizione dai media digitali possono influire positivamente per rendere le persone consapevoli delle loro capacità; per rompere quel senso di isolamento e di sfiducia nell’azione collettiva che è alla base dell’attuale crisi dei sistemi democratici occidentali. LA NATURA SOCIALE DELLE COMPETENZE DIGITALI. Nell’analisi condotta si è più volte messo in evidenza come i saperi sociologici rischino una certa marginalità rispetto a modificazioni che appaiono più vistose dal lato dello sviluppo tecnologico. Se è vero che le tecnologie non sono tutte uguali i contesti culturali in cui operano sono molto differenti e i soggetti che devono mettere in atto i cambiamenti promessi non agiscono in un vuoto contestuale che elimina differenze nel capitale sociale e culturale a disposizione delle persone. ACCESSO E INCLUSIONE: L’ANALISI DI MAEK WARSCHAUER Mark Warschauer mette in evidenza quattro tipi di risorse necessarie affinché si possa parlare di accesso e inclusione rispetto alla tecnologia: