


Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto libro dei seguenti capitoli: 1, 2, 4
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 4
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!



MUSEI E ANTROPOLOGIA Vito Lattanzi INTRODUZIONE A partire dagli anni 80 il museo iniziò ad essere visto come uno spazio di iscrizione e di interazione di culture, di relazioni sociali, di storie umane e istituzionali. Attraverso lo studio dell’antropologia ci si accorse che le diverse culture venivano interpretate in base alle varie situazioni e circostanze. Il museo da istituzione impegnata nella raccolta, conservazione, classificazione ed esposizione di oggetti, cominciava a presentarsi come un mezzo di costruzione di comunità immaginate, una fabbrica di identità. uno strumento del nazionalismo. Il museo non era un semplice luogo di conservazione di tesori, ma un luogo utile sia sul piano sociale che sul piano lavorativo, di indagine antropologica. I musei sono luoghi di riflessione identitaria, un insieme di culture, saperi. Il compito del museo è quello di raccontarla: conducendo il visitatore attraverso uno spazio geografico sia reale che virtuale. Un museo non è più artecentico, ma antropocentrico perché si mette al centro lo studio dell’antropologia, quindi l’uomo.
1 CRISI DEL VISUALISMO E MODI DELLA RAPPRESENTAZIONE Il museo è un modo di vedere, per questo motivo dobbiamo conoscere il concetto di “visualismo”, che è stato messo in discussione da parte degli antropologi negli ultimi venti anni del 900. Dagli anni 60 agli anno 90 del secolo scorso (800) sono stati momenti molto movimentati e hanno significato soprattutto crisi e ripensamento dei criteri della rappresentazione stenografica. L'antropologo Borges scrisse un racconto intitolato L'etnografo in cui racconta la sua esperienza sul campo che lo ha aiutato a raccogliere informazioni e segreti sugli indiani delle praterie per poi constatare l'impossibilità di tradurli nel linguaggio della scienza. Tutta la sua etnografia risulta ineffabile e misteriosa. In questo periodo nasce anche l'antropologia "rimpatriata' ovvero un'antropologia che ha iniziato a creare nuovi oggetti di interesse nelle società. La cosa che ha colpito gli osservatori è che nella maggior parte degli studi la crisi della rappresentazione è diventata rappresentazione della crisi. L'antropologia era pervaso da un notevole bisogno di critica per migliorare o modificare le metodologie di ricerca attraverso nuovi criteri descrittivi e comunicativi. L'antropologo Fisher propone di rifondare la disciplina nata negli anni 60 quando l'attenzione non più nulla teoria generale della cultura, ma si pensava alla riflessione sulle forme di scrittura del testo (Geertz Clifford). L'antropologia si trasforma in una conoscenza dialogica: l'antropologo (soggetto dell'enunciazione) e il nativo (soggetto dell'enunciato) diventano le parti costituenti di un processo di negoziazione (pensiero interculturale). Dialogo e partecipazione sono molto importanti, ma bisogna sapere che non eliminano il pregiudizio, ma consentono di superarlo. Durante la ricerca bisogna tenere presente i propri pregiudizi e riflettere su di essi. Il compito dell'antropologia e della rappresentazione culturale non è solo descrivere la realtà, ma anche dispiegare i fatti culturali in modo da raggiungere una visione chiara di tutti i problemi che li riguardano. La costruzione della realtà interpretata ha valore di verità (ermeneutica) perché risulta un'esperienza conoscitiva verificabile ( e falsificabile), ma progressiva e dinamica che può modificare le nostre idee, opinioni, punti di vista e porre nuovi problemi. La museografia è una pratica di scrittura finalizzata alla rappresentazione culturale. Il museo è un'interpretazione di interpretazione. Il museo è un luogo in cui i beni acquistano un valore culturalmente soggettivo. Ora il museo è anche un luogo di intrattenimento,
capace di competere con altre attività finalizzate alla cultura e al tempo libero; è un luogo dove è possibile visitare mostre, mangiare, studiare, ascoltare musica e vedere gente. Alcune istruzioni come il Louvre sono diventate imprese in franchising poiché hanno delocalizzato la produzione culturale. Il museo è sia un luogo di apprendimento che di consumo. Il rapporto tra museo e consumo culturale esige di considerare il visitatore come persona fondamentale. Il visitatore deve essere coinvolto, partecipe ad esperienze. ….. La museografia, come l'etnografia, è finalizzata alla rappresentazione culturale. Il museo infatti consente al visitatore di compiere un viaggio antropologico mediante la disposizione di opere e reperti. La contestualizzare degli oggetti è molto importante ai fini del viaggio e dell'interpretazione. Il museo è interpretazione dell'interpretazione: al curatore del museo di chiede infatti di rappresentare un oggetto, il quale assume un significato e un valore comunicativo, e di interpretare egli stesso le sue conoscenze e trasferirle nel momento dell'allestimento di un museo per garantire una conoscenza al visitatore di quelle determinate culture. Ovviamente al visitatore non si fornisce un'illusione della realtà, ma si cerca di catturarlo con lievi stimoli per poi lasciarlo libero di misurarsi con l'esposizione e compiere un'interpretazione dell'interpretazione con uno sguardo STRANIATO, ovvero capace di effettuare un pensiero critico. Il curatore deve rendere sempre possibile la verifica delle conoscenze ragioni culturali chieste al visitatore adottando dispositivi riflessivi espliciti tali da documentare, ma senza illusioni di completa trasparenza consegnando le opere alla capacità ermeneutica della visita. È cambiato nel tempo anche il modo di intendere il visitatore da parte della museografia, che passa da essere un fruitore passivo ad avere un ruolo attivo centrale nella riuscita di un esposizione. Ovviamente è cambiato anche il modo di considerare un museo, non più quello intuizione che ha il ruolo di conservare i suoi reperti e di classificarli in categorie assolute dell'arte, della scienza e della filosofia. Oggi il museo è uno spazio dove i beni conservati acquistano un valore culturalmente soggettivo, ed è un riflesso dell'immaginario collettivo di quella società in una data epoca. A queste modifiche di vedute ha contribuito il flusso di informazioni globali fornite dai media e dal web in particolare. Ora il museo è anche un luogo di intrattenimento, capace di competere con altre attività finalizzate alla cultura e al tempo libero; è un luogo dove è possibile visitare mostre, mangiare, studiare, ascoltare musica e vedere gente. I musei si sono presentati a lungo come templi dell'arte e della memoria ai nostri occhi, ma oggi tra i principali compiti del museo c'è quello di aprire spazi nuovi dove si può fare uno scambio di espressione, dove si può discutere sulle collezioni rendendo il pubblico protagonista attivo della promozione dello sviluppo culturale. Inoltre è molto importante rendere i musei accessibili a tutte le categorie di pubblico adattando varie strategie come l'evoluzione di strumenti e dispositivi tecnologici che rendono il museo un luogo attuale.
2. MEMORIA CULTURALE E USI DEL PASSATO L' EPIGONISMO è quella tendenza all'accumulo e alla conservazione di memoria che dal punto di vista collettivo ha una funzione rassicurante perché aiuta a rendere il presente più accettabile e comprensibile. Il museo è diventato uno dei principali luoghi di conservazione dell'identità e in epoca moderna si è affermato come centro di incubazione e veicolo di diffusione della tendenza dell'epigonismo. Gli oggetti in un museo non solo solo semplici dati, ma sono tracce, impronte lasciate in un luogo dai testimoni di un certo tempo. Ogni
Il contemporaneo e frenetico impulso di progettare ed aprire nuovi musei è proprio quello degli stati post-moderni che hanno il problema di dover affermare una propria coesione interna. Per cui l'istituzione di un museo è una costruzione simbolica che unisce la nozione di etnicità bcob le politiche di nazionalismo.
- VERSO LA DISSOLUZIONE DEL MUSEO ETNOLOGICO I padri fondatori della museografia italiana ( Pigorini, Pitre e Loria) ebbero modo di cimentarsi in sperimentazioni che avrebbero dato vita e musei che avrebbero stimolato negli anni successivi la progettazione di altri musei. Se facessimo delle ricerche sul web e alla parola museo e accostassimo etnografico ed etnologico raggiungeremmo un numero di musei talmente alto che non sarebbe possibile classificarli in delle categorie. Sino a tutto il XIX secolo ci si è chiesti cosa si differenzia l'etnografia dall'etnologia ma anche dall'antropologia. Uno degli ultimi tentativi è quello operato da Mochi al primo Congresso di Etnografia Italiana del 1911 quando entrò in polemica con l'antropologo Morselli per sottolineare la differenza tra le due discipline. Morselli ricondusse l'antropologia nell'insieme delle scienze naturali dell'uomo, mentre all'etnografia riservava il compito di studiare i gruppi umani dal punto di vista sociale, storico-geografico ponendo particolare attenzione alla cultura materiale. Mochi invece puntualizzò che l'antropologia si riferisce allo studio somatico dell'uomo preso come individuo, mentre l'etnologia usato come sinonimo di etnografie si riferisce al rapporto tra gruppi umani e culturali (cultura). La maggioranza degli studiosi era dell'idea che etnologia ed etnografia contribuissero a definire in modo più ampio l'antropologia come storia naturale dell'uomo. Ricordiamo anche Mantegazza che ha fatto molte cose nel corso degli anni: ha istituito nel 1869 il Museo di antropologia e di etnologia nel 1870 aveva dato vita alla Società italiana di antropologia ed etnologia e nel 1871 aveva avviato le pubblicazioni di "Archivio per l'antropologia e l'etnologia". L'antropologia era per lui una scienza naturale, la scienza generale che si dispiega sia l'etnologia, in quanto studio delle razze umane, sia l'etnografia intesa come studio dei popoli e delle loro culture. Nel 1871 promosse dei Materiali per l'Etnologia per documentare i caratteri fisici degli Italiani. Un altro antropologo importante è Luigi Pigorini che nel 1875 aveva in mente un modello centrato sul dialogo tra archeologia ed etnologia, ma avrebbero chiamato il suo museo ricordando la preistoria e l'etnografia. Ricordiamo due principali musei del settore(etnografico): il Museo preistorico etnografico di Pigorini e il Museo di Etnografia Italiana di Loria. L'attributo etnografico è stato presente nella salvaguardia del patrimonio culturale fino al 1998 quando si è scelto di sostituirlo con "demo-etno-antropologico" che comprendeva la "Demologia"( studio del folklore, delle tradizioni popolari), "l'Etnologia" (studio della società extraeuropee a prevalente studio orale), " l'antropologia culturale" (studio della variabilità culturale nei diversi contesti sociali anche occidentali e urbani). Il museo antropologico ha oggi il compito di assumere come problematica la relazione con gli altri, non può avere l'ambizione di mostrare o spiegare le culture, ma deve indagare sui processi della costruzione dell'identità nel passato e oggi. Si tratta di un'istituzione che rinuncia all'attributo "etnografico" ma che non può fare a meno dell'etnografia come pratica di descrizione riflessiva e comparativa. Ogni tipologia di pubblico vede il museo come un luogo di aggregazione e di espressione, uno spazio dove prendere coscienza del proprio passato e dove costruire un ponte tra la generazione e le diverse tradizioni. Avvicinando tutti i cittadini del mondo alle diverse collezioni, il museo assolve anche il compito di rendere la lontananza dal proprio paese più prossima e transitabile.