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concetti di nazionalità, cittadinanza e stato nazionale
Tipologia: Appunti
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Stato territoriale moderno VS Stato Nazionale (concetto occidentale cristiano). Anche se oggi Stato = Nazione nel linguaggio comune, non è una sinonimia scontata. Equivoco diffusissimo, anche in burocrazia, anche nell’ONU. Quando si chiede Nazionalità in un documento, si scrive sempre la cittadinanza (errore!), addirittura l’ONU si definisce organizzazione delle Nazioni (!).
Il termine Nazione esisteva anche nel medioevo (Dante), significato antico: aggregazione di persone con una caratteristica comune (nazione dei panettieri). Gli Stati Nazionali non sono certo nati per raggruppare le persone, ma erano “proprietà dei monarchi”.
Solo con la PACE DI VESTFALIA si inizia a concepire lo STATO MODERNO come STATO TERRITORIALE. Le guerre non erano infatti popolazione A contro popolazione B, bensì Sovrano A contro Sovrano B. [caso della Guerra dei 7 anni in cui la coalizione GB+Pru VS Fr+Austr; Pace di Parigi del 1763, lo stesso Enrico II di Prussia si vantava che, malgrado la guerra contro l’Austria per la contesa della Slesia, i suoi sudditi potessero viaggiare da uno stato all’altro e commerciare col paese avversario. La guerra era considerata cosa del nemico, la popolazione civile ne restava fuori, a meno che non ci fossero rischi particolari.] Altre scenari simili oggi impossibili perché oggi Nazione VS Nazione, Pop. A VS Pop.B. con chiusura delle frontiere. Le questioni hanno poi assunto carattere nazionale.
Nazione concetto ambiguo, a volte corrisponde con cittadinanza, ma dipente. [es. Italia elementi identitari sono Cittadinanza Italiana e Residenza. Es2. Balcani concetto intermedio: nazionalità diversa da cittadinanza, ad esempio l’ex Jugoslavia. Dal dopoguerra la Jugoslavia era l’unione di sei repubbliche con sei nazionalità eponime (Slovenia, Croazia, Serbia, Montenegro, Macedonia, Bosnia Erzegovina). Tito aveva elevato la IDENTITA’ RELIGIOSA MUSULMANA a elemento di IDENTITA’ NAZIONALE, creando la NAZIONALITA’ MUSULMANA: perché la Bosnia Erzegovina non esisteva come nazionalità. In presenza di 6 diverse nazionalità riconosciute sotto “Jugoslavia”, non c’era corrispondenza identitaria. 1991 la Jugoslavia federale si scioglie e molti abitanti di diverse nazionalità eponime si sono improvvisamente trovati stranieri in casa propria (es. caso dei Serbi in Croazia 500.000.). La Nazione Croata ad es. inizia a definirsi Stato Croato (Croati diversi da Serbi per lingua e religione). Nei paesi balcanici è impensabile definire l’identità nazionale senza religione (in Italia no! ). Lo Stato della Nazione Cattolica (chiesa cattolica).
Nazione : origine delle nazioni concetto come valore innato di una popolazione, come se già stabilito dalla natura dell’organizzazione di uno Stato in n territorio. Non è così. Questa era l’idea in auge nel primo ‘900 e che ha portato a ideologie totalitaristiche, come se la Nazione fosse un fatto genetico. In realtà non è vero, è scientificamente provato il contrario. La razza umana è una ed è scientificamente sbagliato parlare di razze perché tutte hanno le stesse caratteristiche potenziali. I colori della pelle sono solo varianti fisiche della razza unica, Non c’è nulla di innato, solo differenze di cultura e appartenenza. (nei paesi balcanici occidentali popolazione e nazione tendono a coincidere).
Due modelli di nascita della Nazione: 1) Per Nazione si intende una comunità di membri che condividono gli stessi valori, la stessa lingua o religione (una o l’altra) [es. nazione tedesca: lingua; nazione serba: religione]. Si creano poi i confini della Nazione, al di fuori dei quali le proprie caratteristiche e fatti culturali non sono condivisi. Tale idea viene da Herber (tedesco) nel ‘700, ma ebbe seguito come modello di origine della nazione sono nell’800. 2) Un altro modello è quello francese, che emerge direttamente dalla Rivoluzione: una nazione che nasce dalla consapevolezza dei rappresentanti del terzo stato di rappresentare la popolazione francese. La nazione si identifica col concetto di cittadinanza, ma si accoglie solo il sistema istituzionale Nazione alla “francese”: sei francese anche se non parli la lingua (discutibile viste certe realtà di periferia degli immigrati), anche se non sei cristiano. Il discrimine è solo la cittadinanza.
Il dibattito odierno ha però proposto il concetto per cui la Nazione è una comunità immaginata (i cittadini non si conoscono tra loro perché è una realtà vastissima, milioni di persone). Ma allora come si fa ad essere “comunità”? Ci sono valori che fanno della persona un appartenente a una comunità. Benedict Anderson (sociologo irlandese che parlò del concetto) sostiene questa tesi. Si pensi alla Grande Guerra, le frontiere prima erano aperte, non occorreva mostrare documenti, libertà di movimento. Con la guerra ci si sente accomunati in quanto membri della stessa comunità nazionale e si considerano nemici quelli che appartengono a una comunità diversa. Si vietano i rapporti interpersonali, ma si immagina di far parte di una nazione (noi vs loro). Ecco perché comunità immaginata.
Nell’800 processo di formazione nazionale è un fatto storico, che ogni paese sviluppò in modo diverso.
Nazionalità : È un concetto usato da paesi più sviluppati e consolidati (Nazione Scozzese, per distinguersi da quella inglese). È la lingua, la religione o gli abitanti che fanno la nazionalità? Durante l’800, in pieno
Romanticismo, si pensava che fosse La Campagna ciò che fa l’identità nazionale e non le città (che sono solo le guide amministrative) e i porti, che rappresentavano invece luoghi di novità e di imbastardimento. La vera cultura era più pura in campagna.
Identità etnica : è un concetto usato da paesi più arretrati o con difficili situazioni (Etnia Serba, perché la situazione interna è difficile). Con questa distinzione si rischiano accuse di razzismo.
Cittadinanza : la cittadinanza è, nel diritto, la condizione della persona fisica (detta cittadino) alla quale l'ordinamento di uno Stato riconosce la pienezza dei diritti civili e politici. La cittadinanza, quindi, può essere vista come uno status del cittadino, ma anche come un rapporto giuridico tra cittadino e stato. Le persone che sono prive della cittadinanza di uno Stato sono dette stranieri se hanno la cittadinanza di un altro Stato, o apolidi se non hanno alcuna cittadinanza.
Stato nazionale : concetto inventato dai cristiani occidentali. Per l’Islam non vale perché non esiste il concetto di “dare a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio”, perché la Sharia è la prima legge dominante. Una repubblica islamica (Erdogan) prevede la Sharia come legge nazionale. Difficile deciderne una data di nascita.
Stato moderno/Stato territoriale
La costruzione delle identità nazionali Spagna : Ferdinando d’Aragona sposa Isabella di Castiglia 1400 unificazione della Spagna e fine della Reconquista. Francia : non era uno Stato nazionale in senso moderno, ma la Nazione francese nasce in tempi antichi. Dopo la guerra dei 100 anni (XIII – XIV) contro l’Inghilterra, dove per ragioni dinastiche la Francia sembrava dover diventare inglese, ma non per identità francese. Grazie alla figura di Giovanna d’Arco la Francia è un paese unito, anche se indentificatasi da sempre nella figura del proprio sovrano, il cui culmine è stato con l’assolutismo di Luigi XIV (lo Stato sono io!). Con la Rivoluzione francese le cose sono cambiate, quando il terzo stato, con la convocazione degli Stati Generali da parte di Luigi XVI rifiutano che le questioni vengano votate stato per stato e chiedono una votazione per testa (in quanto rappresentavano la maggioranza numerica. Aristocratici, ricchi o poveri che fossero, erano il 10%, alcuni di essi erano anche finiti a lavorare la terra, che non era considerata un’attività tanto disdicevole quanto il commercio, visto malissimo come le attività manifatturiere). Fino all’arrivo di Napoleone, ogni guerra era vissuta come difesa della NAZIONE, ed era sentita da tutto il popolo, dall’identità stessa del popolo. Polonia : era suddivisa tra Impero Asburgico, Prussia e Russia, Ebrei tenuti in disparte (yiddish) come anche gli aristocratici (20%). La Polonia è uno dei territori più vasti nel ‘600 in Europa, comprendeva territori baltici, ucraini, balcanici e tedeschi. Era ben più ricca e potente della povera, marginale e disabitata russa. Era una Monarchia elettiva, il potere quindi non era mai veramente radicato nel territorio e non era certo trasmissibile. La Dieta dei Nobili poteva eleggere il Sovrano (quello che faceva loro comodo). Il Sovrano non aveva grandi ricchezze e poteri. Erano i feudatari il vero potere (ricchezza, terre e popolazione). Mancava una coscienza nazionale e il re doveva ricorrere alla Dieta per ogni decisione (governo difficilissimo all’epoca, del tutto simile alle moderne assemblee parlamentari a maggioranza). Vigeva SEMPRE il principio di unanimità (300/400 membri della dieta) e quindi era difficilissimo prendere decisioni. Malgrado l’ingovernabilità, gli aristocratici non avevano alcuna intenzione di perdere il proprio potere. La Polonia spartita tra i tre grandi regni nel 1807 viene a trovarsi nelle mani di Napoleone VS Russia (appartenente alla IV coalizione). Napoleone occupa Varsavia e promette ai Polacchi la libertà (stavano iniziando a sviluppare nazionalità su modello francese), ma istituisce solo il Granducato di Varsavia (<Regno<Impero), satellite di Francia, concedendo una libertà fittizia montata per reclutare truppe per le proprie guerre. Nel 1815 Napoleone cade definitivamente, ma in Polonia resta il desiderio nazionale polacco, desiderio di far nascere una Nazione Polacca. La Polonia torna dopo il 1918 con la sconfitta degli Imperi centrali (rivoluzione in Russia, Impero Austro-Ungarico sconfitto). L’idea di Nazione si propaga anche presso altri paesi europei come la Germania POLONIA: Nazione polacca diventa Stato solo nel 1818. La Nazione diventa tale solo per le persone che effettivamente la compongono e ne fanno parte.
Germania : circa 250 staterelli prima del Congresso di Vienna (1815 dopo guerre napoleoniche), dopo diventano 36. Si diffonde l’idea di Nazione, unificazione politica (che già in parte c’era stata durante le guerre napoleoniche (lati positivi e negativi). Poi ne fu Otto von Bismarck il vero fautore per tutto l’ottocento. Fu Hitler che dal ’38 annetté l’Austria dando piena realizzazione alla creazione della tanto sognata Grande Germania (impero), unificando così il popolo tedesco (il cui elemento identitario era la lingua, diffusione con la bibbia nel 1545). Per la Germania l’atto di nascita dell’Identità nazionale è la traduzione nel 1545 della bibbia in tedesco da parte di Lutero, che poi cercò l’alleanza coi principi e attuò la sua riforma protestante, con la quale predicava un rapporto diretto tra i fedeli e la lettura (libero esame) del testo sacro, non in base a una interpretazione ecclesiastica. Diffusione massima grazie alla stampa. Italia : coscienza nazionale in seguito all’importazione nel ‘700 della rivoluzione francese, poi con Napoleone (che l’aveva semi-inglobata nel suo impero). Nel 1804 Napoleone Imperatore, trasformando le repubbliche italiane da lui precedentemente create in Regno d’Italia, sotto il controllo di suo figlio il Viceré Eugenio (Repubblica Cisalpina/Cispadana, la Chiesa soggiogata e il fratello Giuseppe a Napoli nel Mezzogiorno, a cui succedette il governo di Giocchino Murat, cognato di N.). Ci fu poi la restaurazione e il ritorno agli equilibri precedenti. Successivamente ci fu il controllo dell’Austria sul Lombardoveneto (da qui nasce l’idea della Nazione italiana. Grazie alla letteratura, l’Italia ha conservato la propria identità. Una lingua diviene (Germania e Italia) elemento identitario quando nasce una letteratura. Nazione italiana ha dato origine al Regno d’Italia. Quali sono gli elementi fondativi della nazione italiana (per secoli divisa)? La lingua nazionale ma solo sul piano letterario, lingua usata nelle corti e nella letteratura, ma anche in tutto il bacino del Mediterraneo orientale (Venezia). Ruolo scarso la religione, perché l’unificazione fu sempre osteggiata dalla Chiesa.
Guerra dei 30 anni 1618 e Pace di Vestfalia 1648 Guerra di tutta Europa, di tutti i paesi, con eserciti mercenari (sia cattolici che protestanti). Non esistevano eserciti nazionali. Difficile quindi per i civili distinguere amici e nemici. Chi passava, portava via. Una grande guerra civile europea. No schiacciante vittoria di qualcuno, ma pace di compromesso. PACE DI WESTFALIA 1648 Risorse finite, carestie, pestilenze, saccheggi, povertà. Tale pace stabilì sul piano religioso il principio precedente in base al quale la libertà religiosa (possibilità di esistenza anche del protestantesimo dentro l’impero). Il progetto di reintroduzione del cattolicesimo in tutto l’impero fallisce, ma ciò non determina il concetto ovvio e moderno della libertà di scelta e professione. Questo era riservato ai Principi, sceglievano quale fede professare, dopodiché i sudditi si sarebbero adeguati. Solo nel ‘700 con l’Illuminismo si afferma il principio di libertà di fede, tramite i filosofi e poi entra nella mentalità dei sovrani e della popolazione in genere.