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Neoclassici e Preromantici, Sintesi del corso di Italiano

Introduzione; Il Neoclassicismo; Il Neoclassicismo letterario; Il Preromanticismo; Il Preromanticismo italiano.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

In vendita dal 23/11/2020

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Neoclassici e preromantici
L'illuminismo è di per sé una reazione radicale alla cultura ridondante del barocco. Come tale può accettare
la "classicità" solo in quanto esempio di ordine e di armonia: cioè quale incontro di natura e ragione. Da
questo punto di vista, l'illuminismo tende a reagire persino all'Arcadia, troppo spesso retorica e superficiale
nei contenuti. La classicità, insomma, è accettabile nel momento in cui si offre come una testimonianza
eroica e concreta di vita civile.
Il Neoclassicismo
Un'immagine essenziale di grecità e romanità viene cercata nell'ambito delle arti visive: gli scavi di Ercolano
(1738) e di Pompei (1748), la stessa nascita dell'archeologia diventano le occasioni per un forte ritorno del
gusto classico. Un'opera pera di sintesi è quella del tedesco Johann Joachim Winckelmann (1717-1768): i
suoi Pensieri sull'imitazione dell'arte greca nella pittura e nella scultura (1755) e soprattutto la Storia
dell'arte antica (1764) formulano i concetti cardine del neoclassicismo: una bellezza pura, armonica,
razionale quanto nostalgica, in cui la "nobile semplicità e quieta grandezza diventa il senso di passioni che
non vengono mai espresse direttamente, ma sono lasciate intendere attraverso la compostezza e la
luminosità della forma. L'arrivo di Winckelmann a Roma (1755) è un momento essenziale per il classicismo
italiano. Altri autori hanno determinato il neoclassicismo: tra questi, il tedesco Gotthold Ephraim Lessing
(1729-1781), con il saggio Laocoonte o dei confini tra pittura e poesia (1766). I pittori Anton Raphael Mengs
(1728- 1779) e Giambattista Piranesi (1720-1778) sono i promotori di un nuovo ideale di bellezza,
definitivamente moderno (cioè razionale, oggettivo e civile), ma sensibile alle imitazioni dell'antichità,
come se solo nella purezza della natura, testimoniata dagli antichi, si ritrovasse la fonte del bello e del
razionale. Il neoclassicismo europeo produsse grandi risultati in ambito architettonico e urbanistico - nella
scultura, specialmente con Antonio Canova, nella pittura con Jacques Louis David - diventando l'arte
ufficiale della rivoluzione francese e soprattutto dell'impero napoleonico.
Il neoclassicismo letterario
La diffusione del neoclassicismo letterario fu vasta e articolata, spesso alimentando condizioni culturali
complesse e apparentemente opposte (come il preromanticismo). È il caso tedesco e inglese: Hólderlin,
Schiller, per molti aspetti Goethe, o gli inglesi Shelley e Keats sono i grandi protagonisti di un
neoclassicismo europeo, sebbene siano al tempo stesso i promotori di una nuova cultura che si radica nel
cuore della cultura romantica. Anche in Italia il neoclassicismo significa tante cose. Innanzi tutto un
modello di "stile ufficiale": Parini (quello delle odi Ilpericolo, 1787; Il dono, 1790;Ilmessaggio, 1793)
propone una nitidezza formale struggente e nostalgica. C'è poi una fase più dichiaratamente di scuola, che
viene condizionata dal dinamismo sorprendente delle vicende politiche di quegli anni; il conservatorismo
del papato, le repubbliche pubbliche napoleoniche, la stagione dell'impero francese e il ritorno austriaco
sono vicende di segni opposti che pure chiedono al neoclassicismo un esemplare "grande stile", la
possibilità di una rappresentazione artistica. Questo secondo tempo è ben rappresentato, tra fine
Settecento e inizio Ottocento, dalla complessità di Monti e di Foscolo. Il neoclassicismo fu per gli italiani
anche che uno strano campo di prova. In effetti poteva significare sia un avvicinamento all'Europa, sia un
modo per "sperimentare" il modello poetico senza dover uscire da un campo di elezione tutto italiano,
come appunto la classicità. Anche per questo motivo il neoclassicismo significa per l'Italia "mediazione"
culturale, combinazione e ingresso di elementi culturali diversi.
Il Preromanticismo
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Neoclassici e preromantici L'illuminismo è di per sé una reazione radicale alla cultura ridondante del barocco. Come tale può accettare la "classicità" solo in quanto esempio di ordine e di armonia: cioè quale incontro di natura e ragione. Da questo punto di vista, l'illuminismo tende a reagire persino all'Arcadia, troppo spesso retorica e superficiale nei contenuti. La classicità, insomma, è accettabile nel momento in cui si offre come una testimonianza eroica e concreta di vita civile. Il Neoclassicismo Un'immagine essenziale di grecità e romanità viene cercata nell'ambito delle arti visive: gli scavi di Ercolano (1738) e di Pompei (1748), la stessa nascita dell'archeologia diventano le occasioni per un forte ritorno del gusto classico. Un'opera pera di sintesi è quella del tedesco Johann Joachim Winckelmann (1717-1768): i suoi Pensieri sull'imitazione dell'arte greca nella pittura e nella scultura (1755) e soprattutto la Storia dell'arte antica (1764) formulano i concetti cardine del neoclassicismo: una bellezza pura, armonica, razionale quanto nostalgica, in cui la "nobile semplicità e quieta grandezza diventa il senso di passioni che non vengono mai espresse direttamente, ma sono lasciate intendere attraverso la compostezza e la luminosità della forma. L'arrivo di Winckelmann a Roma (1755) è un momento essenziale per il classicismo italiano. Altri autori hanno determinato il neoclassicismo: tra questi, il tedesco Gotthold Ephraim Lessing (1729-1781), con il saggio Laocoonte o dei confini tra pittura e poesia (1766). I pittori Anton Raphael Mengs (1728- 1779) e Giambattista Piranesi (1720-1778) sono i promotori di un nuovo ideale di bellezza , definitivamente moderno ( cioè razionale, oggettivo e civile ), ma sensibile alle imitazioni dell'antichità , come se solo nella purezza della natura, testimoniata dagli antichi, si ritrovasse la fonte del bello e del razionale. Il neoclassicismo europeo produsse grandi risultati in ambito architettonico e urbanistico - nella scultura, specialmente con Antonio Canova, nella pittura con Jacques Louis David - diventando l' arte ufficiale della rivoluzione francese e soprattutto dell'impero napoleonico. Il neoclassicismo letterario La diffusione del neoclassicismo letterario fu vasta e articolata, spesso alimentando condizioni culturali complesse e apparentemente opposte (come il preromanticismo). È il caso tedesco e inglese: Hólderlin, Schiller, per molti aspetti Goethe, o gli inglesi Shelley e Keats sono i grandi protagonisti di un neoclassicismo europeo, sebbene siano al tempo stesso i promotori di una nuova cultura che si radica nel cuore della cultura romantica. Anche in Italia il neoclassicismo significa tante cose. Innanzi tutto un modello di "stile ufficiale": Parini (quello delle odi Ilpericolo, 1787; Il dono, 1790;Ilmessaggio, 1793) propone una nitidezza formale struggente e nostalgica. C'è poi una fase più dichiaratamente di scuola, che viene condizionata dal dinamismo sorprendente delle vicende politiche di quegli anni; il conservatorismo del papato, le repubbliche pubbliche napoleoniche, la stagione dell'impero francese e il ritorno austriaco sono vicende di segni opposti che pure chiedono al neoclassicismo un esemplare "grande stile", la possibilità di una rappresentazione artistica. Questo secondo tempo è ben rappresentato, tra fine Settecento e inizio Ottocento, dalla complessità di Monti e di Foscolo. Il neoclassicismo fu per gli italiani anche che uno strano campo di prova. In effetti poteva significare sia un avvicinamento all'Europa , sia un modo per "sperimentare" il modello poetico senza dover uscire da un campo di elezione tutto italiano, come appunto la classicità. Anche per questo motivo il neoclassicismo significa per l'Italia "mediazione" culturale, combinazione e ingresso di elementi culturali diversi. Il Preromanticismo

Un fenomeno apparentemente opposto al gusto neoclassico è il cosiddetto preromanticismo. I suoi caratteri principali sono: la moda delle "visioni" dell'aldilà (Friedrich Gottlieb tlieb Klopstock, 1724-1803, soprattutto con llMessia, 1748); la diffusione della poesia "notturna" e sepolcrale (con un forte gusto macabro: Pensieri notturni, 1742-45 di Edward Young, 1683-1765; l'Elegia scritta in un cimitero campestre, stre, 1750, di Thomas Gray, 1716-1771); l'esplosione dei romanzi "gotici" , ambientati tra fantasmi e leggende antiche (Il castello di Otranto, 1764, di Horace Walpole, 1717- 1797); la nascita di un gusto "primitivo" , alla ricerca delle leggende segrete dei celti e dei germani, come nel caso fortunatissimo dei Canti di Ossian (1760), scritti da James Macpherson, il quale finse di aver trovato e poi tradotto frammenti di antichi canti epici celtici, opera del bardo Ossian. Il gusto preromantico è portatore anche di un nuovo sentimento della natura : i contenuti fantastici preromantici finiscono per trovare punti in comune anche con un maestro illuministico dell"`individualità" e del "sentimentale", Jean Jacques Rousseau (1712-1778). Il preromanticismo ha la sua più forte espressione nel movimento tedesco dello Sturm und Drang (tempesta e assalto), che rivendica lo spirito come la forza naturale del "popolo", e che ha avuto in Johann Gottfried Herder (1744-1803) il suo maggiore esponente. In questo clima Wolfgang Goethe (1749- 1832) scrive il suo capolavoro di sintesi sentimentale e preromantica romantica I dolori del giovane Werther (1774), base poi di altre opere su cui Goethe fonderà una nuova visione classica sica e insieme romantica della letteratura. Il preromanticismo italiano In Italia l'esempio più alto di "mediazione" culturale è offerto dal lavoro di Melchiorre Cesarotti (1730- 1808). Notevole vole la sua traduzione delle Poesie di Ossian figlio di Fingal, gal, antico poeta celtico (1763, 1772). Nella traduzione, Cesarotti si avvale d'un linguaggio poetico che recupera modelli della poesia latina insieme a cadenze della poesia popolare, creando una versificazione mossa e vibrante, al di là degli schemi dell'ancora dominante petrarchismo e delle soluzioni linguistiche puriste. Nel 1772 tradusse l'Elegia del cimitero campestre di Thomas Gray e l'Iliade, di cui fece una versione in prosa. Entrato nel 1785 nell'Accademia dell'Arcadia l'Arcadia, pubblicò due opere sull'estetica e sul problema della lingua, che rappresentano il risultato più significativo dell'illuminismo italiano d'ispirazione sensistica: il Saggio sulla filosofia del gusto (1785) e il Saggio sopra la lingua italiana (1785). Anche Alessandro Verri, dopo la prima stagione illuministica, offrì un esempio di mediazione. Trasferitosi a Roma (1767), comincia a scrivere romanzi neoclassici, pur con un forte gusto delle "rovine" e del mistero (Le avventure di Saffo poetessa di Mitilene, 1782; Notti romane al sepolcro degli Scipioni, 1792 e 1804; La vita di Erostrato, 1815). Un altro scrittore come Aurelio Bertola De' Giorgi (1753-1798) scrive "notturni", pur se in un luminoso gusto neoclassico (Viaggio nel Reno e ne' suoi contorni, 1795; le Notti Clementine, 1775). Anche Alfonso Varano (1705-1788) riprende i toni biblici e danteschi delle "visioni" (soprattutto con le Visioni morali e sacre, 1749-66), offrendo in tono minore l'idea di piccolo laboratorio delle forme tipico della poesia italiana di fine Settecento.