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Sintesi del saggio Neoclassicismo di Hugh Honour
Tipologia: Sintesi del corso
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Le varie tendenze che avevano iniziato a delinearsi intorno alla metà del secolo coagulano negli anni Ottanta per produrre un gruppo di capolavori: Il giuramento degli Orazi di David, il Monumento a Clemente XIV di Canova e le barrières parigine di Ledoux. Tutte queste opere sono create tra il 1783 e il 1789, pur rappresentando il culmine di tre processi personali di maturazione artistiche ed essendo realizzate in modo indipendente. Il carattere esplosivo di questo fenomeno artistico è pienamente riconosciuto dai contemporanei (viene detto risorgimento delle arti), ed è chiaramente ispirato da un nuovo fervore e da una matura pienezza di propositi. Benché queste opere siano state realizzate alla vigilia della rivoluzione francese, esse non hanno implicazioni speci camente politiche. David inizia la sua carriera all’ombra del rococò, entrando nello studio di Vien, sotto la cui guida David ottiene un posto tra i protetti della scuola dell’Accademia, e nel 1775 viene mandato all’Accademia francese di Roma. In Italia incontra il teorico Quatremère de Quincy, che gli apre gli occhi all’antico. Da questo incontro nasce il Belisario che riceve l’elemosina (quest’opera, pur contenendo già elementi neoclassicisti, si ispira ancora al revival Luigi XIV). Con il Giuramento degli Orazi David raggiunge di colpo la piena maturità, con un appello alla virtù civica e al sentimento patriottico. Canova viene educato nella Venezia rococò, e ben presto raggiunge un grande virtuosismo tecnico. Egli non mostra però tendenze ribelli se non dopo il 1780, quando va a Eoma ed entra in una cerchia internazionale di artisti e teorici. Da questo momento egli si dedica alla creazione di un nuovo stile rivoluzionario nella sua severità. Il risultato è Teseo e il Minotauro morto. Quest’opera viene eseguita in un momento in cui a Roma si stava ancora lavorando ad uno stile tardobarocco o all’imitazione di marmi antichi: l’opera merita così a Canova il titolo di restauratore e di continuatore della tradizione antica, e gli vengono commissionati due monumenti papali (le commissioni più importanti per uno scultore a Roma). Le a nità tra l’opera di David e quella di Canova sono derivate dal ri uto degli ornamenti super ui e dall'aspirazione alla semplicità, ma anche dal fatto che queste caratteristiche sono raggiunte con mezzi analoghi. In entrambe le opere si insiste sull’orizzontalità, le gure sono poste o di pro lo o perfettamente frontali, il tipo di composizione è uno in cui i vari elementi sono deliberatamente separati l’uno dall’altro e giustapposti. Questo stesso processo di separazione e giustapposizione è visibile nel progetto di Ledoux per la Barrière de la Villette a Parigi (opera che è a ne al Giuramento degli Orazi per un vocabolario architettonico sempli cato e al Monumento a Clemente XIV per l’uso di forme geometricamente pure).
come il sommo primitivo coincide con una nuova considerazione di altra poesia arcaica, in particolare delle tragedie di Eschilo, le opere di Esiodo e Pindaro, ma anche Dante e Shakespeare. Il tardo ‘ vuole vedere la vita arcaica come semplice, rude, non ricercata, ma allo stesso tempo morale, razionale e non priva di sentimento. Questo atteggiamento trova un parallelo nelle rappresentazioni neoclassiche dei temi omerici: i soggetti licenziosi o erotici sono tralasciati; artisti e committenti preferiscono quelli che mostrano grandezza d’animo e fatti eroici.
opere celebrano il coraggio, la sobrietà, la continenza, il rispetto delle leggi e il patriottismo; il loro compito non è quello di celebrare la corona, ma di educare il popolo. Sulla metà del ‘700 inizia a di ondersi in tutta Europa la volontà di celebrare gli uomini famosi, soprattutto scrittori e loso , con statue (le quali dopo il Rinascimento erano riservate quasi esclusivamente ai sovrani dinastici). Sulla ne del secolo la tendenza alla generalizzazione astratta viene portata più avanti con il monumento architettonico e con l’erezione o il progetto di monumenti dedicati a idee generali o a singoli individui. La convinzione illuministica che la grandezza dei governanti si basi meno sulle conquiste territoriali e più sulle opere d’arte e di letteratura realizzate sotto il loro governo agisce come un’ulteriore spinta al miglioramento delle arti. Le accademie iniziano a moltiplicarsi, e la loro attenzione si concentra più sulla teoria e meno sull’attività operativa: questo atteggiamento porta all’esigenza del museo pubblico. Per quanto aperti al pubblico, questi musei sono ancora collezioni private, anche se ci sono già le premesse per un’idea rivoluzionaria circa la funzione del museo.
mettere a nudo la verità che si trova al di sotto della super cie della natura, essi si concentrano sulla forma più che sul modo di trattare la super cie della materia, sulla linea più che sul colore. L’accostarsi all’Ideale è cerebrale e deriva dalla convinzione che l’arte debba rivolgersi all’intelletto come alle percezioni dei sensi e che i problemi artistici possano risolversi attraverso un processo razionale. Gli artisti neoclassici di dano degli e etti di colore e di materia non solo perché sono super ciali, ma anche perché possono essere colti solo attraverso i sensi e quindi appaiono diversi a seconda dei soggetti. Il disegno a puro contorno è considerato non solo il più antico mezzo di rappresentazione pittorica, ma anche lo stile più puro e naturale. Il colore viene a essere considerato ingannevole, perché maschera la purezza delle forme essenziali.
di incisioni dai quali gli architetti possono attingere nuovi elementi (inizialmente questi volumi vengono utilizzati più come un vocabolario per decorazioni all’antica, allora di moda). In ogni caso, Roma è solo una tappa intermedia per coloro che vogliono tornare alla purezza architettonica: la Grecia. L’attività archeologica della metà del secolo mette a disposizione i primi disegni accurati di templi dorici. L’ordine dorico era considerato come il prodotto di un popolo incorrotto che viveva vicino alla natura, e quindi l’espressione più pura di un ideale architettonico. Un’altra via per accostarsi all’ideale architettonico è rappresentata dalla geometria. L’insistenza sulla purezza, semplicità e chiarezza volumetrica nell’architettura corrisponde all’interesse che il pittore porta al disegno a puro contorno. Anche nei quadri in cui sono ra gurate architetture si accentua allo stesso modo il contrasto tra masse giustapposte. Le manifestazioni più signi cative dell’architettura neoclassica sono costituite da edi ci pubblici ai quali è possibile imprimere un carattere austeramente monumentale. Tuttavia, quest’epoca non era economicamente propizia a vasti disegni architettonici, quindi commissioni pubbliche del genere erano rare. Molti dei progetti più interessanti non si sono mai concretizzati. Man mano che le possibilità di costruire si riducono, la fantasia degli architetti si dilata, incoraggiata dalle numerose accademie di nuova istituzione che richiedono agli studenti di preparare disegni destinati ai concorsi. Nei progetti neoclassici sia la decorazione che la funzione sono dominate dalla forma puramente architettonica, anche se non pratica dal punto di vista del costruttore e dell’utente. La funzione è suggerita dalla forma anziché dalla decorazione, ma non nel senso funzionalistico del ‘900.
ad eventi esterni, né è stato il risultato di una reazione paragonabile a quella che aveva portato al ri uto del rococò. Il movimento neoclassico conteneva in sé i germi di gran parte delle forze romantiche che lo avrebbero distrutto. È dall’atelier dello stesso David che escono i primi pittori veramente romantici sul nire dell’ultimo decennio del secolo. Tra gli allievi di David, la rottura di Girodet con il neoclassicismo è completa con il quadro Ossian che riceve i generali della Repubblica (1800-1802): quest’opera segna anche un ritorno alle forme compositive unitarie e agli e etti pittorici del barocco in genere e di Rubens in particolare. Un altro gruppo di allievi di David, i Primitifs, sulla ne dell’ultimo decennio del ‘700 portano al punto di rottura le convinzioni che sono alla base della dottrina neoclassica dell’Ideale. Portando alcune idee neoclassiche alla loro logica conclusione e oltre, i Primitifs sono costretti a rinunciare a delle altre. Con il loro fanatismo essi sconvolgono deliberatamente l’equilibrio che era stato realizzato tra rispetto delle regole e ammirazione per il genio, la fede nel valore dell’imitazione e il desiderio di originalità, i richiami alla mente o al cuore e i richiami all’occhio. Al pari di Girodet, anche se in modi opposti, essi segnano la morte del neoclassicismo con forza vitale nell’arte europea. I Primitifs avrebbero un interesse marginale se non fosse per l’in uenza che essi hanno avuto su un altro allievo di David, Ingres. Egli è stato spesso considerato come l’ultimo degli artisti neoclassici, di contro al romantico Delacroix. In realtà, nel suo Edipo e la Sfinge del 1808, dimostra di essere lontano dall’ideale neoclassico di David. Inizia a venire alla luce una nuova visione dell’antichità, molto diversa dalla fredda e calma terra neoclassica.