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Neopositivismo e Interpretativismo, Appunti di Metodologia della ricerca

Questione ontologica, epistemiologica e metodologica nel neopositivismo e nell'interpretativismo

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 08/07/2023

beatrice-petrin
beatrice-petrin 🇮🇹

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Neopositivismo e Post-positivismo (‘900)
Sostiene che la realtà dipende dalle lenti teoriche e individuali applicate dal
ricercatore per osservarla la certezza della legge viene meno = le ipotesi teoriche
non sono mai definitivamente valide (relativismo + probabilità)
Si ha una ridefinizione dei presupposti iniziali (epistemologia e ontologia) ma una
fermezza in quelli metodologici dell’operativizzazione, quantificazione,
generalizzazione
Linguaggio delle variabili: ogni oggetto sociale veniva definito sulla base di attributi e
proprietà (variabili) e ridotto a queste. La variabile è neutrale, oggettiva e
operativizzabile matematicamente fenomeni sociali analizzati come relazioni tra
variabili
ex. test, scale di atteggiamento, campionamento causale)
Come rispondono alle questioni:
1) Ontologia: realismo critico. Si presume l’esistenza di una realtà esterna all’uomo ma
è solo
imperfettamente conoscibile: sia per imprecisione di conoscenza umana sia per
leggi
probabilistiche. Realismo (relazioni causa-effetto esistono fuori da mente umana)
critico
(atteggiamento di sospetto e messa in discussione di scienziato).
2) Epistemologia: dualismo-oggettività modificati; leggi di medio raggio,
probabilistiche e
provvisorie. Consapevolezza di elementi di disturbo introdotti da soggetto che studia.
L’oggettività può essere raggiunta solo in maniera approssimata. Valorizzata
deduzione, con
falsificazione ipotesi. Intento di arrivare a generalizzazioni di leggi, anche se limitate in
portata, provvisorie nel tempo e probabilistiche.
3) Metodologia: sperimentale-manipolativa modificata. Fasi operative di ricerca legate
al
distacco tra ricercatore e oggetto studiato, con esperimenti, manipolazione variabili,
interviste
quantitative e analisi di fonti statistiche. Apertura a metodi qualitativi.
Critiche:
- riduzionismo = mito del metodo e del dato a scapito delle teorizzazioni
- categorie osservative indipendenti da quelle teoriche
Interpretativismo
- discontinuità tra scienze naturali e sociali = spiegare scienze naturali, comprendere
scienze
sociali
- oggettività scienze sociali = avalutatività + generalizzabilità ma comunque selettive
e che
partono dall’individuo
- attenzione a livello micro = per comprendere la società si devono osservare le
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Neopositivismo e Post-positivismo (‘900) Sostiene che la realtà dipende dalle lenti teoriche e individuali applicate dal ricercatore per osservarla  la certezza della legge viene meno = le ipotesi teoriche non sono mai definitivamente valide (relativismo + probabilità) Si ha una ridefinizione dei presupposti iniziali (epistemologia e ontologia) ma una fermezza in quelli metodologici dell’operativizzazione, quantificazione, generalizzazione Linguaggio delle variabili: ogni oggetto sociale veniva definito sulla base di attributi e proprietà (variabili) e ridotto a queste. La variabile è neutrale, oggettiva e operativizzabile matematicamente  fenomeni sociali analizzati come relazioni tra variabili ex. test, scale di atteggiamento, campionamento causale) Come rispondono alle questioni:

  1. Ontologia: realismo critico. Si presume l’esistenza di una realtà esterna all’uomo ma è solo imperfettamente conoscibile : sia per imprecisione di conoscenza umana sia per leggi probabilistiche. Realismo (relazioni causa-effetto esistono fuori da mente umana) critico (atteggiamento di sospetto e messa in discussione di scienziato).
  2. Epistemologia: dualismo-oggettività modificati; leggi di medio raggio, probabilistiche e provvisorie. Consapevolezza di elementi di disturbo introdotti da soggetto che studia. L’oggettività può essere raggiunta solo in maniera approssimata. Valorizzata deduzione , con falsificazione ipotesi. Intento di arrivare a generalizzazioni di leggi, anche se limitate in portata, provvisorie nel tempo e probabilistiche.
  3. Metodologia: sperimentale-manipolativa modificata. Fasi operative di ricerca legate al distacco tra ricercatore e oggetto studiato, con esperimenti, manipolazione variabili, interviste quantitative e analisi di fonti statistiche. Apertura a metodi qualitativi. Critiche:
  • riduzionismo = mito del metodo e del dato a scapito delle teorizzazioni
  • categorie osservative indipendenti da quelle teoriche Interpretativismo
  • discontinuità tra scienze naturali e sociali = spiegare scienze naturali, comprendere scienze sociali
  • oggettività scienze sociali = avalutatività + generalizzabilità ma comunque selettive e che partono dall’individuo
  • attenzione a livello micro = per comprendere la società si devono osservare le

interazioni tra individui

  • rilevanza dell’osservazione del mondo della vita quotidiana + interesse verso dimensioni soggettive dell’esistenza umana Dall’individuo Diversità tecniche e procedure, no linguaggio delle variabili ma componenti intenzionali e soggettive, colte solo con immedesimazione empatica; dà vita a ricerca qualitativa. Come risponde alle questioni:
  1. Ontologia: costruttivismo e relativismo (realtà multiple). Il mondo conoscibile è quello del significato attribuito dagli individui, escludendo l’esistenza di un mondo oggettivo in quanto ogni individuo produce una sua realtà. Relativismo in quanto i significati e le costruzioni mentali variano tra individui e culture, esistono molteplici realtà in quanto sono molteplici le prospettive con le quali gli uomini interpretano i fatti sociali.
  2. Epistemologia: non dualismo e non oggettività; tipi ideali, enunciati di possibilità. Scompare la separazione tra studioso e oggetto, la ricerca diventa una scienza interpretativa in cerca di significato. L’obiettivo è la comprensione del comportamento individuale e la scienza sociale si serve di astrazioni e generalizzazioni: tipi ideali ed enunciati di possibilità.
  3. Metodologia: interazione empatica tra studioso e studiato. L’interazione tra studioso e studiato è alla base del processo conoscitivo. Tecniche qualitative e soggettive e la conoscenza avviene per induzione , cioè per scoperta della realtà da parte di uno studioso senza pregiudizi o teorie precostituite Critiche:
  • tradimento del costrutto di scienza/sociale basata su conoscenze oggettive e sul controllo intersoggettivo
  • tradimento della prospettiva sociologica, concentrata anche su livelli meso e macro della società e delle istituzioni
  1. Rifiuto di teorie generali e universali, accusate di repressione delle differenze fra le società
  2. Rifiuto della razionalità, linearità, semplicità conoscenza scientifica, a favore di paradosso, contraddizione e opacità
  3. Esaltazione delle differenze, celebrazione di diversità e molteplicità di verità locali e contestuali, rifiuto cumulatività della scienza
  4. Esaltazione dell’altro, del diverso, delle minoranze e identificazione con gli oppressi