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Il Razionalismo Critico di Karl Popper: Falsificabilità, Scienza e Società Aperta, Appunti di Filosofia

Il razionalismo critico di karl popper, concentrandosi sul suo concetto di falsificabilità come criterio di demarcazione tra scienza e non-scienza. Analizza il metodo scientifico di popper, la sua critica allo storicismo e al neopositivismo, e il suo rapporto con la filosofia di einstein. Il documento evidenzia l'importanza della critica, della discussione razionale e della società aperta nel pensiero di popper.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 25/11/2024

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corina-esan 🇮🇹

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NEOPOSITIVISMO
Corrente filosofica che si sviluppa nel primo Novecento.
Vede come centro di sviluppo il circolo di Vienna: opera in Austria dal 1907 fino al 1914, è una reazione
alla caduta delle certezze del Positivismo. Nel periodo tra le due Guerre Mondiali, in particolare con
l’Anschluss, il circolo si scioglie e molti intellettuali di origine ebraica portano le loro idee negli Stati Uniti.
Il suo modo di pensare la scienza è una rivisitazione del Positivismo. Ne supera però alcune ambiguità,
come la fede cieca nella scienza.
Ha una visione critica in grado di sottolineare aspetti positivi e negativi del processo scientifico.
Si propone di dare alla scienza un linguaggio universale basato sulla logica e sugli studi del formalismo
portati dalla matematica: deve epurarsi dalle forme del linguaggio comune che creano pregiudizi e
miscomprensioni. Si riprende l’impronta empiristica di Smith.
Nel 1929, in un manifesto scritto dal circolo di Vienna, i neopositivisti affermano il loro ideale di scienza e
cosa si propongono di fare:
1.
progetto di riunificazione delle teorie scientifiche unità alla ricerca
2.
importanza del lavoro collettivo comunità di scienziati sostenute dallo Stato e da laboratori
3.
metodo che si avvale di un chiaro linguaggio
4.
spazio dato alla filosofia e logica come Comte criticano la metafisica
5.
rigetto di qualsiasi forma di apriorismo fondamentale è l’esperienza
IL CRITERIO DI SIGNIFICANZA e IL PRINCIPIO DI VERIFICAZIONE
Il criterio di significanza è il cuore del Neopositivismo, proposto per portare avanti il progetto di
riunificazione della scienza e di distruzione della metafisica. In base a questo criterio si possono
discriminare le discipline dotate e prive di significato. È un criterio di demarcazione che distingue ciò
che è scientifico da ciò che non lo è: distingue scienza e metafisica.
Il principio di verificazione è la possibilità che ciò che una disciplina esprime sia verificabile: dà
significato ai pensieri umani.
Da esso deriva la sensatezza delle scienze empiriche, perché confrontabili con l’esperienza: le scienze
empiriche sono riducibili a protocolli, frasi semplici che descrivono situazioni di fatto e modi di esistere dei
fenomeni che sono il banco di prova di una teoria scientifica.
Parla anche di sensatezza logica e matematica. Esse sono fatte da frasi con valore tautologico, perché
le loro teorie sono rette dal principio di identità e non contraddizione. Sono vere e sensate, ma sono
proposizioni analitiche, nelle quali il predicato non dice nulla di nuovo rispetto al soggetto.
Non fanno progredire nella spiegazione della realtà.
La metafisica è un ambito insensato. Le sue idee non possono essere ridotte al principio di identità
e non contraddizione o a proposizioni protocollari: non è confrontabile con i dati di esperienza.
CRITICA DI POPPER
Popper in Logica della Scoperta Scientifica” (1934) critica il principio di verificazione e mostra che è
inverificabile. Inverificabile significa che è metafisico, quindi rende metafisiche le leggi naturali che si
basano su di esso.
Parlare di una verifica esperienziale è impossibile: verificare una legge vorrebbe dire che ho una
possibilità di vedere tutti i casi in cui si applica.
È un utopia del Neopositivismo.
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Scarica Il Razionalismo Critico di Karl Popper: Falsificabilità, Scienza e Società Aperta e più Appunti in PDF di Filosofia solo su Docsity!

NEOPOSITIVISMO

Corrente filosofica che si sviluppa nel primo Novecento. Vede come centro di sviluppo il circolo di Vienna : opera in Austria dal 1907 fino al 1914 , è una reazione alla caduta delle certezze del Positivismo. Nel periodo tra le due Guerre Mondiali, in particolare con l’Anschluss, il circolo si scioglie e molti intellettuali di origine ebraica portano le loro idee negli Stati Uniti. Il suo modo di pensare la scienza è una rivisitazione del Positivismo. Ne supera però alcune ambiguità, come la fede cieca nella scienza. ➔ Ha una visione critica in grado di sottolineare aspetti positivi e negativi del processo scientifico. Si propone di dare alla scienza un linguaggio universale basato sulla logica e sugli studi del formalismo portati dalla matematica: deve epurarsi dalle forme del linguaggio comune che creano pregiudizi e miscomprensioni. Si riprende l’impronta empiristica di Smith. Nel 1929 , in un manifesto scritto dal circolo di Vienna, i neopositivisti affermano il loro ideale di scienza e cosa si propongono di fare:

1. progetto di riunificazione delle teorie scientifiche ➔ unità alla ricerca 2. importanza del lavoro collettivo ➔ comunità di scienziati sostenute dallo Stato e da laboratori 3. metodo che si avvale di un chiaro linguaggio 4. spazio dato alla filosofia e logica ➔ come Comte criticano la metafisica 5. rigetto di qualsiasi forma di apriorismo ➔ fondamentale è l’esperienza

IL CRITERIO DI SIGNIFICANZA e IL PRINCIPIO DI VERIFICAZIONE

Il criterio di significanza è il cuore del Neopositivismo, proposto per portare avanti il progetto di riunificazione della scienza e di distruzione della metafisica. In base a questo criterio si possono discriminare le discipline dotate e prive di significato. È un criterio di demarcazione che distingue ciò che è scientifico da ciò che non lo è: distingue scienza e metafisica. Il principio di verificazione è la possibilità che ciò che una disciplina esprime sia verificabile: dà significato ai pensieri umani. Da esso deriva la sensatezza delle scienze empiriche, perché confrontabili con l’esperienza: le scienze empiriche sono riducibili a protocolli, frasi semplici che descrivono situazioni di fatto e modi di esistere dei fenomeni che sono il banco di prova di una teoria scientifica. Parla anche di sensatezza logica e matematica. Esse sono fatte da frasi con valore tautologico, perché le loro teorie sono rette dal principio di identità e non contraddizione. Sono vere e sensate, ma sono proposizioni analitiche, nelle quali il predicato non dice nulla di nuovo rispetto al soggetto. ➔ Non fanno progredire nella spiegazione della realtà. La metafisica è un ambito insensato. Le sue idee non possono essere ridotte al principio di identità e non contraddizione o a proposizioni protocollari: non è confrontabile con i dati di esperienza.

CRITICA DI POPPER

Popper in “ Logica della Scoperta Scientifica ” ( 1934 ) critica il principio di verificazione e mostra che è inverificabile. Inverificabile significa che è metafisico , quindi rende metafisiche le leggi naturali che si basano su di esso. Parlare di una verifica esperienziale è impossibile: verificare una legge vorrebbe dire che ho una possibilità di vedere tutti i casi in cui si applica. ➔ È un utopia del Neopositivismo.

KARL POPPER

VITA e OPERE

  • Nasce a Vienna nel 1902. Si laurea in filosofia, studia matematica e fisica.
  • Con l’avvento del nazismo, si trasferisce in Nuova Zelanda. Dopo la guerra, si trasferisce a Londra, dove muore nel 1994. È un pensatore scientifico con salde basi logiche e filosofiche. Scrive 1. La Logica della ricerca – 1935 : opera epistemologica, spiega il funzionamento della scienza sperimentale 2. In seguito all’Anschluss, Popper si trasferisce in Nuova Zelanda e scrive La miseria dello storicismo e **_La società aperta e i suoi nemici – 1944/ 45
  1. Congetture e Confutazioni_** – 1963 : opera epistemologica, rivoluzionaria nella spiegazione di come funziona la scienza. Dimostra che è una costruzione umana molto fragile, costruita su palafitte, senza fondamenta salde: va avanti per congetture e confutazioni 4. L’io e il suo cervello – 1977 : opera che ragiona sui rapporti mente-cervello Si interessò molto di educazione: in epoca dello sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa, intervenne su come utilizzare in modo educativo le nuove tecnologie. Nel saggio “Cattiva maestra televisione” critica l’abuso di strumentazioni che non permettevano lo sviluppo del senso critico. Perché si discostò dal nazismo, la sua cittadinanza venne tolta e i suoi libri bruciati. PENSIERO POLITICO Vede la scienza e la democrazia specularmente. La scienza è un ambito di esercizio della democrazia. Gli stati migliori esercitano la razionalità, la criticità e l’atteggiamento degli scienziati: un atteggiamento aperto alla scoperta, al rinnovamento per piccoli passi, non per grandi rivoluzioni. ➔ Scienza e democrazia hanno lo stesso spirito, democratico, progressivo, aperto al cambiamento e alla libertà. Popper critica l’atteggiamento dello storicismo : pensieri e filosofie che pretendono di aver scoperto il senso globale della storia, e di averla ridotta a delle leggi di funzionamento alla quale tutti gli individui dovrebbero uniformarsi. (es. idealismo di Hegel) La visione dei Marxisti porterà alla nascita del socialismo, dove non c’è distinzione tra classi e proprietà privata. È una visione diretta da leggi fondamentali. Platone ha questa visione: un’idea di stato utopico, che interpretato in chiave moderna avrebbe portato ad una tirannia. Popper fa 4 critiche allo storicismo: 1. Lo storicismo assume che la storia abbia un senso oggettivo → errore: la storia è fatta da fatti, e il senso che le diamo è frutto di un’interpretazione data ai fatti. Il fatto è un dato oggettivo, il suo significato è frutto di un’interpretazione umana, una rielaborazione. Lo storicismo che pensa di essere la scienza della storia sbaglia: non esiste un’unica interpretazione della storia. 2. Vi è la pretesa di una visione olistica della storia. Lo storicismo afferma che la storia ha un fine specifico, pretende di guardarla in modo globale → errore: la storia è un succedersi di fatti, l’uomo non può coglierne la totalità. Per essere studiata la storia va analizzata, divisa in parti. Quando studiamo dei fenomeni molto complessi in realtà ne stiamo studiando delle parti. Metafora mente-faro , indica il modo di conoscere e la mente dell’uomo. ➔ La mente umana è un faro che illumina in una direzione: limita l’uomo nella sua osservazione, se osserva qualcosa necessariamente lascia fuori altro.

POPPER

SOCIETA

APERTE

Salvaguardano l’individuo e la sua libertà , attraverso delle istituzioni democratiche auto-correggibili, che possono cambiare nel tempo in meglio. Prevedono l’intervento attivo dell’individuo, che ha la funzione di criticare se stesso e la società in modo razionale, proponendo lente riforme che portino al miglioramento. Utilizzano il metodo per tentativi ed errori , tipico della razionalità scientifica. Non pensano di essere le società più giuste al mondo, ma ritengono che fondamentale sia il bene dei cittadini, il progresso. Fondamentale è l’onestà , lo spirito di auto-critica : il lavoro dello stato va verificato continuamente. I governati hanno il potere di licenziare i governanti nel momento i cui non siano in grado di portare avanti il miglioramento della società. Vivono di un equilibrio instabile: sono sempre aperte alla ricerca di un nuovo equilibrio. SOCIETA CHIUSE Organizzate su regole molto rigide che non possono essere modificate. Sono basate su un’idea totalizzante, pensate come le migliori che non possono andare incontro ad ulteriori miglioramenti. L’individuo è sottoposto ad un controllo soffocante da parte delle istituzioni, è fondamentale che lo stato controlli gli individui con mezzi autoritari. Utilizzano lo strumento della religione e della moralità per controllare gli individui, elementi che costruiscono salde abitudini ed un immobilismo. Sono di tipo conservatore , totalitario , pensano di avere già aggiunto un equilibrio e fondamentale è non cambiare quell’equilibrio. Le società aperte sono quelle democratiche. La democrazia è per Popper l’opposto della tirannia: è la forma di governo nella quale i governati possono controllare i governanti attraverso istituzioni specifiche, e sono in grado di licenziarli senza ricorrere alla violenza. ➔ Una democrazia è aperta al cambiamento graduale, non violento, che avviene razionalmente per prove ed errori (come le elezioni). Bisogna riformare gradualmente gli errori , cercando quell’equilibrio instabile che permette di migliorare a piccoli passi. Come fa una società aperta a rimanere tale? È possibile solo se applica al suo interno un metodo di riformismo gradualista. Bisogna dubitare degli atteggiamenti rivoluzionari, di ribaltare totalmente una situazione e ricostruire totalmente da capo. ➔ I rivoluzionari operano nel segno dell’utopia e dello storicismo: agiscono con violenza. Ai rivoluzionari, Popper contrappone la tecnologia sociale a spizzico. La società va modificata tramite interventi limitati e graduali: è l’atteggiamento della scienza , che non elimina totalmente una teoria errata, ma ne corregge gli errori.

SUPERIORITA’ DEL METODO RIFORMISTA SUL METODO RIVOLUZIONARIO

  • Evita di promettere falsi paradisi che non si realizzano, non pone fini assoluti irrealizzabili
  • Il riformismo ha un certo realismo che i rivoluzionari perdono.
  • Si dominano meglio i mutamenti sociali procedendo per riforme: si possono vedere i risultati e criticarli. Gli uomini hanno paura della novità, procedere in modo graduale riesce meglio. Gli stessi rivoluzionari a volte sono costretti ad utilizzare delle riforme graduali, facendole passare per una grande rivoluzione.

POPPER CONSERVATORE? NO!

  1. La realtà non va accettata così com’è , deve essere incessantemente mutata gradualmente

  2. Ci sono dei limiti alla riforma. Si può riformare tutto, ma non ciò che rende democratica una società (non si possono toccare l’esercizio del voto o la libertà). → Con gli intolleranti non si può essere tolleranti. Il cittadino deve criticare le leggi, ma deve criticare secondo i metodi della democrazia. RAPPORTO CON IL NEOPOSITIVISMO Questo problematico rapporto ha diverse interpretazioni:

  3. ANNI 50 = rapporto di contrasto , perché anche se nasce nel Neopositivismo, si distacca

  4. ANNI 60 = avversario del movimento, pone delle critiche evidenti

  5. ANNI 80 = ha un’ epistemologia non totalmente neopositivista né un’alternativa totalmente radicale, mantiene una visione intermedia Oggi guardiamo a Popper come figura intermedia nel passaggio dall’epistemologia neopositivista a quella post-neopositivistica (anni ‘60/’70), vicina a come vediamo noi oggi la scienza. RAPPORTO POPPER-EINSTEIN La teoria della relatività di Einstein è l’influenza più importante sul pensiero scientifico di Popper, tanto che si può costruire una proporzione Popper:Einstein = Kant:Newton. Ha attirato l’attenzione di Popper il fatto che queste teoria siano rischiose, non facilmente confermabili dall’esperienza (= è una fisica che non cerca la verità assoluta ma improntata alle ipotesi). Popper è stato influenzato da Einstein in due sue teorie: 1. TEORIA DEL FALSIFICAZIONISMO = una vera teoria scientifica in potenza può essere falsificata da un’esperienza sensibile 2. TEORIA DEL FALLIBILISMO = la scienza non si basa su verità immutabili: è un insieme di teorie che si avvicinano gradualmente alla verità e che possono incorrere nell’errore, fondamentale per modificare la teoria e svilupparne di più verosimili SCIENZA E FILOSOFIA La filosofia di Popper è chiamata razionalismo critico : anche se non vede più l’assolutezza della scienza, Popper ritiene che alla base del procedimento scientifico ci sia la ragione e il metodo della discussione critica. ➔ La scienza è un progetto portato avanti da comunità di scienziati dove si sviluppa una teoria in base al metodo della discussione razionale, vengono sottolineati pregi, difetti errori. Alla base della scienza c’è il principio secondo il quale nulla deve essere esente dalla critica. La scienza è opposta al dogmatismo: non accetta nulla per vero. Con questa visione, Popper punta a riabilitare la filosofia e la metafisica.

  6. Esistono problemi filosofici che la scienza non può risolvere: la filosofia ha un senso, è necessaria , deve dare soluzioni a specifici problemi (es. problemi morali).

  7. Tutti gli uomini sono in potenza dei filosofi; tutti assumono atteggiamenti di fronte alla vita (anche chi dice di non essere filosofo, per affermarlo deve filosofare) ➔ la filosofia è inaggirabile.

  8. Molte teorie scientifiche sono nate da teorie filosofiche: la filosofia sollecita la scienza (es. l’atomismo di Democrito, la teoria filosofica alla base della teoria atomica).

METODO DELLA SCIENZA C’è quindi un metodo alla base della scienza? NO. Distinguiamo due metodi:

  1. LOGICA DELLA SCOPERTA DI UNA TEORIA SCIENTIFICA : non esiste un metodo. Tutto va bene per scoprire una teoria scientifica, poiché essa può nascere anche da elementi non scientifici (es. la creatività ed audacia hanno portato alla nascita della relatività di Einstein)
  2. LOGICA DELL’ACCETTAZIONE DI UNA TEORIA SCIENTIFICA : una scienza può essere accettata applicando il metodo del principio di falsificabilità, per congetture e confutazioni. Metodo di accettazione di una teoria: nasce un problema, si formula un’ipotesi per risolverlo, si affrontano le prove di falsificazione per vedere se l’ipotesi regge, andando per tentativi ed errori. Quest’idea sta alla base dell’evoluzionismo fisico-conoscitivo delle specie viventi: l’applicazione del procedimento per tentativi ed errori è tipico di qualsiasi essere vivente. ➔ Anche l’ameba lo fa, ma non è cosciente del procedimento ➔ Lo scienziato ne è consapevole: non procede a caso, ma analizza l’errore e ritenta L’induzione , base della scienza per i positivisti, viene rifiutata da Popper: è il procedimento logico che usiamo per passare da proposizioni particolari a proposizioni universali; ma esso non esiste, non dà nessun tipo di certezza. La scoperta scientifica parte da teorie , non da fatti. Le asserzioni generali vengono confrontate con i fatti singoli e accettate → sono controlli deduttivi. METAFORA MENTE-FARO Popper rifiuta il concetto di osservazionismo , cioè che fondamentale nella scienza è l’osservazione oggettiva da parte dello scienziato. ➔ L’osservazione senza presupposti è una pura utopia. La mente funziona come un faro: per aiutare le navi ad orientarsi fa necessariamente luce su una striscia di mare e lascia in ombra altre, così funziona la nostra mente. ➔ La nostra mente quando si approccia alla realtà ha già degli elementi che dirigono la nostra attenzione verso un aspetto o verso un altro. La scienza non parte mai da nulla. Il nostro sapere è problematico ed incerto. La scienza sbaglia, però si auto-corregge: il fallibilismo implica l’errore umano, indica anche l’autodeterminazione dell’uomo, in possesso della ricerca della verità (= concetto socratico per il quale la potenza umana sta nella ricerca mai conclusa della verità). All’interno di un discorso epistemologico è ritenuto corretto parlare di teorie inverosimili : come diceva Kant, la verità resta un’idea regolativa che ci spinge a ricercare e migliorare, mentre una teoria verosimile si avvicina più di un’altra all’ideale di una descrizione vera. POPPER CREDE AL PROGRESSO? Progresso come legge necessaria di teorie concatenate volte al meglio (= idea di Hegel e Comte)? Allora no, Popper non crede al progresso. Progresso cioè che l’uomo nella sua azione scientifica è mosso da un’idea regolativa di verità che lo spinge a fare sempre meglio? Allora sì, Popper crede nel progresso. Il progresso non è una linea ben definita: l’uomo progredisce anche tramite esperienze di progresso. A volte, delle teorie che erano state falsificate dall’esperienza, erano comunque tenute dalla comunità degli scienziati perché non c’erano teorie alternative.

PROBLEMA RAPPORTO MENTE-CORPO A questo problema, Popper non dà una soluzione tanto diversa dalla cartesiana. Mente e corpo appartengono a due mondi diversi:

1. il corpo appartiene al mondo fisico della natura , dove l’uomo ha poco controllo (mondo 1) ➔ vige il determinismo; 2. la mente appartiene al mondo della vita interiore dell’uomo (mondo 2 ) Esiste un mondo 3, costituito dalle conoscenze oggettive, del linguaggio e della cultura. ➔ Mette in relazione il mondo 1 e il mondo 2. Popper non chiama mente e corpo “sostanze”, come Cartesio. Utilizza una nuova visione, il dualismo interazionistico : sono situazioni in rapporto di azione e reazione reciproca. DETERMINISMO/INDETERMINISMO: METAFORA DELLE NUVOLE E DEGLI OROLOGI Popper entra nella disputa tra deterministi e indeterministi utilizzando queste due metafore. 1. METAFORA delle NUVOLE : si riferisce ai sistemi fisici che si presentano in modo irregolare e imprevedibile, disordinato, come i gas. 2. METAFORA degli OROLOGI : si riferisce ai sistemi fisici regolari, ordinati e prevedibili Con la fisica di Newton, era prevalsa la tesi deterministica, per la quale le nuvole sono orologi : anche i gas sono stati ridotti a sistemi di leggi deterministiche. Con il crollo della fisica classica e il sorgere della teoria dei quanti, la visione è stata ribaltata: gli orologi sono nuvole di elettroni , riconducibili a sistemi non regolari. Quale delle 2 interpretazioni deve essere quella maggiormente accolta dagli uomini? L’indeterminismo distrugge ogni possibile creatività, ma il determinismo non permette di spiegare il mondo 3 e di riconoscere la libertà umana. L’ indeterminismo è un prerequisito necessario per la dottrina della libertà: in una discussione razionale, è da preferire. Popper però si oppone all’indeterminismo, che si limita a sostituire il caso alla semplice necessità. ➔ Alla base della realtà umana c’è il comportamento razionale , libero, a metà tra caos e determinismo perfetto (= tra le nuvole perfette e gli orologi perfetti). Popper spiega questa sua visione parlando di controllo classico → l’uomo sperimenta la propria libertà di agire quando agisce in modo intelligente, quando evita il comportamento casuale, quando interviene con un controllo classico tramite i principi della razionalità critica. L’uomo agisce nell’idea di raggiungere un fine: modifica liberamente il proprio comportamento per raggiungerlo. Anche gli animali, privi del controllo classico, non sono rigidamente determinati (es. ameba che procede per tentativi ed errori). Gli uomini possono essere considerati liberi : progettano in anticipo la loro condotta, anche se spesso essa si scontra con elementi non controllabili dall’uomo, come il caso. L’uomo dotato di controllo classico, può ritornare sulle proprie azioni e di fronte all’imprevisto può cercare soluzioni vitali (stesso comportamento messo in atto dallo scienziato). ➔ Tutti i sistemi viventi adottano questo comportamento. La differenza rispetto agli animali è che l’uomo è dotato di consapevolezza , quindi mira a trovare le falle nella propria ipotesi.

NOZICK SEN

TESI A favore dello stato minimo, che si limiti a garantire ai cittadini la sicurezza, l'ordine pubblico, il rispetto dei loro beni e diritti, senza costringere nessuno a contribuire a beneficio di altri. A favore di sistemi di cooperazione che superino la dimensione strettamente individualistica consentano forme di cooperazione a maggior vantaggio generale. ARGOMENTI L'imperativo categorico di Kant vieta di considerare l'altro come un semplice mezzo: lo Stato non può imporre ai ricchi di pagare le tasse e usarli come strumento. Essere costrutti a contribuire al benessere altrui è una violazione dei diritti. Nessuno può essere sacrificato al bene comune, perché non esiste: esistono solo gli individui. Lo stato non può costringere un cittadino a sacrificarsi per il bene di un altro: deve essere neutrale nei confronti di tutti i cittadini. Il dilemma del prigioniero mostra che se ciascuno agisce egoisticamente, cioè per massimizzare il proprio vantaggio personale, sceglierà di non cooperare. Così otterrà un livello di appagamento inferiore di quello che conseguirebbe cooperando. Gli individui possono deviare dall’agire egoistico e scegliere di cooperare Questo, per ragioni strumentali, perché la cooperazione va a beneficio de gruppo nel suo insieme. Welfare State / Stato Sociale o del Benessere : secondo una definizione largamente accettata, è un insieme di politiche pubbliche con cui lo Stato fornisce ai propri cittadini, o a gruppi, protezione contro rischi e bisogni prestabiliti, in forma di assistenza, assicurazione, sicurezza sociale, prevedendo specifici diritti sociali e doveri di contribuzione. Costituisce una risposta alla nuova configurazione dei rischi e bisogni originata dai processi di modernizzazione e industrializzazione. È un fenomeno essenzialmente europeo, connesso con l'evoluzione della società, dello Stato nazionale e delle istituzioni democratiche registratasi in Europa a partire dalla fine del sec. 19". ➔ Lo sviluppo delle politiche sociali ha comportato un'estensione dei compiti dello Stato, oltre l'ambito originario (garanzia della sicurezza e della libertà) assegnatogli dalle concezioni liberali, per includere la predisposizione di tutele e di servizi ai cittadini. Ha trasformato in profondità il funzionamento delle strutture statali e il sistema di stratificazione sociale. La sua formazione è sì una reazione alle pressioni della classe operaia dell'industria, ma anche un portato della democrazia di massa. Ha stabilizzato la democrazia e l’ha conciliata con il capitalismo (T. Marshall), riducendo le diseguaglianze risultanti dalle strutture familiari e di classe, e offrendo sicurezze materiali e opportunità di sviluppo individuale e collettivo.