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Descrizione traduttori del novecento
Tipologia: Appunti
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Periodo pre-scientifico : la fase di riflessione sul tradurre che va dall’epoca classico-romana fino ai primi decenni del Novecento. Non si può parlare di studi con una teoria articolata. Le teorie si concentrano solo sulle traduzioni letterarie o di testi sacri; sono riflessioni nate dall’attività pratica del tradurre (introduzione, epilogo o parte aggiuntiva delle opere tradotte). Periodo scientifico: vi è una svolta fondamentale_._ Nella seconda metà del Novecento: emergono numerosi studi che danno il via alla formazione di una disciplina con un approccio teorico che si affronta con criteri sempre più consapevoli e rigorosi difficoltà: denominazione. Chiamata con nomi diversi a seconda della diversa impostazione teorica. Identificata: inizialmente ‘Scienza della traduzione’ , ‘Teorie della traduzione’ , e ‘ Traduttologia’ , si è affermato infine in ambito internazionale il termine Translation Studies. Nel novecento aumentano le ricerche e gli studi. La traduzione si afferma come disciplina autonoma e i translation studies pongono sempre maggiore attenzione al lavoro dei traduttori.
Benedetto Croce scrive la “ varietà irriducibile delle forme espressive ”.
Benjamin invece scrive un testo sul “ compito del traduttore ” nel quale inquadra la traduzione tra produzione letteratura e filosofica. È importante quindi l’ essenza dell’opera che deve essere capita e riprodotta nella traduzione, che serve anche a vivificare l’opera , la traduzione tiene in vita l’originale che a sua volta è sorgente da cui deriva la traduzione.
Secondo Ezra Pound:
1950 e 1960 nasce la vera disciplina scientifica grazie alla comparsa dei primi computer ma i risultati mostrano grossi limiti:
Negli anni 1960 c’è una vera e proprio svolta. Jakobson elabora nuove teoria valide ancora oggi: La traduzione è comunicazione perché consiste nel trasporre il significato di una parola con altre parole. Lo studioso propone uno schema tripartito secondo il quale esistono tre tipi di traduzione :
James Holmes disegna l’ossatura dei translation studies. Secondo il suo pensiero i translation studies si possono dividere in due branche: i puri e gli applicati.
Lingua franca elf (english as a lingua franca, lingua comune adottata in una certa circostanza dove le due parti non hanno madrelingua comune, non bada alla correttezza grammaticale pensi alla comprensione, lingua franca è sempre esistita.) efl (english as a foreign language, quella che si studia a scuola ) Se andiamo verso una lingua franca le traduzioni in teoria dovrebbero scomparire e non essere necessarie. Si chiama diversity paradox , il fatto che nonostante la presenza di una lingua franca più o meno condivisa da tutti, le traduzioni stanno aumentando in maniera esponenziale, la risposta sta nel diversity paradox. Localizzazione: nell’ambito di distribuzione dei beni, un altro fattore importante è la localizzazione. Quando un prodotto viene localizzato in diversi paesi prima viene tradotto letteralmente e poi adattato alla cultura di arrivo, per evitare un flop di vendite.