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Novecento traduttori, Appunti di Storia

Descrizione traduttori del novecento

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 04/05/2019

anna-paravella
anna-paravella 🇮🇹

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Novecento
Periodo pre-scientifico: la fase di riflessione sul tradurre che va dall’epoca classico-romana fino ai primi decenni del
Novecento. Non si può parlare di studi con una teoria articolata. !
Le teorie si concentrano solo sulle traduzioni letterarie o di testi sacri; sono riflessioni nate dall’attività pratica del
tradurre (introduzione, epilogo o parte aggiuntiva delle opere tradotte).!
Periodo scientifico: vi è una svolta fondamentale. Nella seconda metà del Novecento: emergono numerosi studi che
danno il via alla formazione di una disciplina con un approccio teorico che si aronta con criteri sempre più consapevoli
e rigorosi!
dicoltà: denominazione. Chiamata con nomi diversi a seconda della diversa impostazione teorica. !
Identificata: inizialmente ‘Scienza della traduzione’, ‘Teorie della traduzione’, e ‘Traduttologia’, si è aermato infine
in ambito internazionale il termine Translation Studies.
Nel novecento aumentano le ricerche e gli studi.!
La traduzione si aerma come disciplina autonoma e i translation studies pongono sempre
maggiore attenzione al lavoro dei traduttori.!
Benedetto Croce:!
Benedetto Croce scrive la “varietà irriducibile delle forme espressive”.!
Ogni traduzione deforma e sminuisce l’originale poiché è creazione di una nuova
espressione, nata dalla fusione con l’originale e le impressioni del traduttore.!
É un’approssimazione che ha valore originale, una propria autonomia.!
Benjamin:!
Benjamin invece scrive un testo sul “compito del traduttore” nel quale inquadra la traduzione tra
produzione letteratura e filosofica.!
È importante quindi l’essenza dell’opera che deve essere capita e riprodotta nella traduzione,
che serve anche a vivificare l’opera, la traduzione tiene in vita l’originale che a sua volta è
sorgente da cui deriva la traduzione.!
Ezra Pound:!
Secondo Ezra Pound:!
La traduzione dovrebbe essere una nuova opera d’arte!
La traduzione è una sorta di critica dell’originale, mostra i punti forti e sottolinea i limiti!
La traduzione non deve riprodurre tutti gli aspetti dell originale, può togliere e aggiungere.!
1950/1960 - computer!
1950 e 1960 nasce la vera disciplina scientifica grazie alla comparsa dei primi computer ma i
risultati mostrano grossi limiti:!
I computer traducono parola per parola e creano testi illeggibili (source oriented). Ciò fa capire
che è necessario tradurre il contesto da una lingua all’altra. Importanza del contesto in cui la
parola viene calata. La traduzione è la trasposizione di un testo da una cultura ad un’altra,
ogni testo è connesso alla cultura in cui è creato.!
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Novecento

Periodo pre-scientifico : la fase di riflessione sul tradurre che va dall’epoca classico-romana fino ai primi decenni del Novecento. Non si può parlare di studi con una teoria articolata. Le teorie si concentrano solo sulle traduzioni letterarie o di testi sacri; sono riflessioni nate dall’attività pratica del tradurre (introduzione, epilogo o parte aggiuntiva delle opere tradotte). Periodo scientifico: vi è una svolta fondamentale_._ Nella seconda metà del Novecento: emergono numerosi studi che danno il via alla formazione di una disciplina con un approccio teorico che si affronta con criteri sempre più consapevoli e rigorosi difficoltà: denominazione. Chiamata con nomi diversi a seconda della diversa impostazione teorica. Identificata: inizialmente ‘Scienza della traduzione’ , ‘Teorie della traduzione’ , e ‘ Traduttologia’ , si è affermato infine in ambito internazionale il termine Translation Studies. Nel novecento aumentano le ricerche e gli studi. La traduzione si afferma come disciplina autonoma e i translation studies pongono sempre maggiore attenzione al lavoro dei traduttori.

Benedetto Croce:

Benedetto Croce scrive la “ varietà irriducibile delle forme espressive ”.

  • Ogni traduzione^ deforma e sminuisce l’originale^ poiché è creazione di una^ nuova espressione , nata dalla fusione con l’ originale e le impressioni del traduttore.
  • É un’approssimazione che ha valore originale, una^ propria autonomia.

Benjamin:

Benjamin invece scrive un testo sul “ compito del traduttore ” nel quale inquadra la traduzione tra produzione letteratura e filosofica. È importante quindi l’ essenza dell’opera che deve essere capita e riprodotta nella traduzione, che serve anche a vivificare l’opera , la traduzione tiene in vita l’originale che a sua volta è sorgente da cui deriva la traduzione.

Ezra Pound:

Secondo Ezra Pound:

  • La traduzione dovrebbe essere una^ nuova opera d’arte
  • La traduzione è una sorta di^ critica dell’originale , mostra i^ punti forti e sottolinea i limiti
  • La traduzione^ non^ deve riprodurre^ tutti gli aspetti^ dell originale, può^ togliere e aggiungere.

1950/1960 - computer

1950 e 1960 nasce la vera disciplina scientifica grazie alla comparsa dei primi computer ma i risultati mostrano grossi limiti:

  • I computer traducono^ parola per parola^ e creano testi illeggibili (source oriented). Ciò fa capire che è necessario tradurre il contesto da una lingua all’altra. Importanza del contesto in cui la parola viene calata. La traduzione è la trasposizione di un testo da una cultura ad un’ altra, ogni testo è connesso alla cultura in cui è creato.

Jakobson:

Negli anni 1960 c’è una vera e proprio svolta. Jakobson elabora nuove teoria valide ancora oggi: La traduzione è comunicazione perché consiste nel trasporre il significato di una parola con altre parole. Lo studioso propone uno schema tripartito secondo il quale esistono tre tipi di traduzione :

  • Inter-linguistica:^ tra altre lingue
  • Endo-linguistica:^ stessa lingua (parafrasi)
  • Inter-semiotica:^ interpretazione attraverso un sistema non linguistico (musica, video, ecc) Quello che accomuna questi modi è l’impossibilità di arrivare a un equivalenza completa tra sistemi culturali e linguistici del testo di partenza e arrivo. Equivalenza nella differenza. Negli anni 1970 nasce la necessità di dare un nome alla disciplina ed evidenziarne le sue caratteristiche principali. (periodo scientifico)

James Holmes:

James Holmes disegna l’ossatura dei translation studies. Secondo il suo pensiero i translation studies si possono dividere in due branche: i puri e gli applicati.

Gli applied si dividono in:

  • Translation training : formazione del traduttore
  • Translation aids : supporti della traduzione (dizionari ecc)
  • Translation criticism : critica delle traduzioni per arrivare a capire cosa significa esattamente tradurre bene e tradurre male.

Gli studi puri si dividono in teoretici e descrittivi :

  • (^) I teorici si dividono a loro volta in generali e parziali: Di cui i parziali si riferiscono solo ad un aspetto ben specifico e possono essere:
  • Medium restricted : si focalizzano sul mezzo utilizzato per tradurre (pro e contro della traduzione automatica ripeto a quella manuale)
  • Area restricted : riguardo un solo livello testuale ( quello lessicale, trad termini scientifici cc) - Text type restricted.
  • (^) I descrittivi si occupano della traduzione come:
  • Product oriented :^ traduzioni già esistenti, punto di partenza solo le traduzioni individuali successivamente le traduzioni vengono raggruppate per effettuare una descrizione comparativa
  • Function oriented : descrizione delle funzioni della traduzione, studio del contesto storico- sociale.
  • Process oriented : illustrate cosa accade nella mente del traduttore quando deve affrontare un testo
  • Forte^ necessità dell’essere umano di comunicare , che a volte giunge anche a livelli estremi.
  • Drastico aumento della comunicazione^ di tutti i tipi.

Diversity paradox

Lingua franca elf (english as a lingua franca, lingua comune adottata in una certa circostanza dove le due parti non hanno madrelingua comune, non bada alla correttezza grammaticale pensi alla comprensione, lingua franca è sempre esistita.) efl (english as a foreign language, quella che si studia a scuola ) Se andiamo verso una lingua franca le traduzioni in teoria dovrebbero scomparire e non essere necessarie. Si chiama diversity paradox , il fatto che nonostante la presenza di una lingua franca più o meno condivisa da tutti, le traduzioni stanno aumentando in maniera esponenziale, la risposta sta nel diversity paradox. Localizzazione: nell’ambito di distribuzione dei beni, un altro fattore importante è la localizzazione. Quando un prodotto viene localizzato in diversi paesi prima viene tradotto letteralmente e poi adattato alla cultura di arrivo, per evitare un flop di vendite.