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Struttura dell'occhio umano e analisi delle sue componenti.
Tipologia: Appunti
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L’interno dell’occhio, compreso tra il cristallino e la retina,è riempito da una sostanza gelatinosa, il vitreo, simile al bianco dell’uovo. Gli impulsi visivi, generati dalle immagini focalizzate sulla retina dalla cornea e cristallino, raggiungono il cervello attraverso il nervo ottico.
L’occhio è in grado di formare delle immagini nitide solo quando raggiunge delle dimensioni adeguate e una forma sferica (come una palla da calcio).
L’occhio, invece forma delle immagini sfocate quando:
(UNITÀ DI MISURA DELLA CAPACITÀ VISIVA)
Nel nostro paese, per valutare la capacità visiva di un occhio utilizziamo dei simboli (lettere, anelli spezzati, ecc.) disposti su dieci righe in ordine di grandezza decrescente dall’alto verso il basso. Ad ogni riga corrisponde un DECIMO.
Il decimo è una specie di “punteggio” assegnato all’occhio. Quante più righe (decimi) l’occhio è in grado di leggere tanto migliore è la sua capacità visiva. Per esempio un occhio in grado di vedere soltanto i simboli della prima riga in alto (i più grandi) ha una capacità visiva di 1/decimo (visione ridotta al 10%).
Un occhio in grado di vedere fino alla quinta riga, ha una capacità visiva di 5/decimi (visione ridotta al 50%).
Infine, l’occhio che riesce a vedere fino all’ultima riga in basso (i simboli più piccoli), ha una capacità visiva di 10/decimi (visione normale, del 100%).
FUNZIONE ED EVOLUZIONE
L’ACCOMODAZIONE
Il cristallino ha la funzione di variare la messa a fuoco dell’occhio. Questo è possibile grazie alla sua elasticità e trasparenza che gli consentono di modificare la sua forma.
È questa l’ Accomodazione , e ci permette di vedere nitidamente sia da lontano sia da vicino. L’accomodazione è paragonabile all’autofocus delle moderne macchine fotografiche.
Il cristallino, avanzando negli anni, perde progressivamente la sua elasticità e trasparenza riducendo la capacità di “accomodare” la vista da lontano e vicino.
Per questo, superati i 40/45 anni di età, è necessario usare gli occhiali per leggere, eseguire lavori a distanza ravvicinata ecc. I soggetti miopi sono invece costretti a togliere gli occhiali usati per vedere lontano o utilizzarne un paio con lenti di potere inferiore.
È questa la Presbiopia.
Alcune malattie dell ’Apparato Visivo ( occhio vie ottiche cervello ) provocano la comparsa di “difetti” nel campo visivo (come macchie di inchiostro su una fotografia) chiamati Scotomi.
Gli scotomi Grandi e Centrali vengono subito notati perché ostacolano la vista. (fig 3)
Gli scotoni Piccoli e Marginali , invece, possono passare inosservati consentendo l’evoluzione indisturbata della malattia. (fig4)
Figura 3 Figura 4
Il Campo Visivo Computerizzato è uno strumento che permette, proiettando un piccolo puntino luminoso su ogni parte del campo visivo, di rilevare la presenza degli Scotomi.
Graficamente gli scotomi sono rappresentati da: “ Aree più Scure ”.
L’esame del Fondo Oculare consente di valutare lo stato di salute delle strutture interne dell’occhio (retina, vitreo, cristallino, ecc.)
PUÒ ESSERE ESEGUITO
Con la pupilla di dimensione Naturale, (diametro di 2-3 millimetri). (fig5) In questo caso l’esame delle strutture interne dell’occhio è Limitato al diametro “ristretto” della pupilla (come guardare in una stanza attraverso il foro della serratura). (fig6)
Figura 5 Figura 6 Con la pupilla Dilatata, dall’azione di alcuni colliri (diametro di 7-8 millimetri). (fig7) In questo caso è possibile l’esame Completo delle strutture interne dell’occhio. (Come aprire la porta ad entrare nella stanza). (fig8)
Figura 7 Figura 8
trasportati tramite il nervo ottico al cervello), ed i vasi sanguigni (arterie e vene che portano il nutrimento alla retina stessa), inoltre permette di misurare accuratamente i cosiddetti “difetti di refrazione” (miopia, ipermetropia astigmatismo).
Il 4% dei bambini presenta difetti visivi che possono ridurre la capacità visiva in uno oppure entrambi gli occhi. I difetti più comuni sono lo strabismo ( occhi “storti”), l’ambiopia ( occhio “pigro” ) ed vizi di refrazione ( miopia, ipermetropia, astigmatismo ).
Strabismo è un termine che indica un’anomalia degli occhi secondo la quale gli assi visivi non sono paralleli, ma un occhio può essere deviato all’interno o all’esterno, verso l’alto o verso il basso. Lo strabismo può essere costante oppure intermittente. I bambini strabici normalmente sono inconsapevoli del loro problema, ma questa condizione interferisce con il normale sviluppo degli occhi e pertanto va curato con una terapia refrattiva (occhiali), ortottica o, a volte, chirurgica.
L’ambliopia (“occhio pigro”) consiste in un ridotto sviluppo della funzione visiva in uno e entrambi gli occhi. Ciò si verifica soprattutto nell’infanzia, periodo durante il quale si compie lo sviluppo visivo.Se l’ambliopia viene scoperta presto (entro i 3- anni) è più facile porle rimedio; se viceversa la diagnosi avviene nella tarda infanzia, tale difetto può risultare non più correggibile. Le cause più comuni di ambliopia sono lo strabismo ed i vizi di refrazione, comunque, qualsiasi difetto visivo che impedisce la formazione di un’immagine chiara sulla retina, può comportare l’ambliopia. La terapia dell’ambliopia consiste da un lato nella correzione del difetto visivo del bambino con occhiali, dall’altro nella occlusione dell’occhio sano con speciali bende adesive, oppure con filtri sulla lente dell’occhiale, al fine di stimolare il cervello a sviluppare la funzione visiva nell’occhio pigro.
entro il primo anno d’età , soprattutto se: a) vi sono in famiglia problemi oculari ereditari (ad esempio cataratta congenita, glaucoma congenito, strabismo, miopia elevata); b) il bimbo presenta occhi arrossati, fastidio alla luce, lacrimazione abbondante, sembra avere gli occhi “storti”, abbassamento delle palpebre, occhi troppo grandi o troppo piccoli, strizza gli occhi per vedere un oggetto distante; c) presenza di segni comportamentali anomali (sguardo assente, difficoltà nel seguire oggetti in movimento, difficoltà ad afferrare oggetti, cadute frequenti, difficoltà nell’evitare ostacoli).
a 2-3 anni d’età per valutare il corretto sviluppo della funzione visiva;
in età scolare, verso i 5-6 anni ;
a 10-12 anni , quando inizia a manifestarsi la maggior parte delle miopie lievi o moderate.