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Ulisse e la maga Circe: Esercizio di Latino, Versioni di Latino

Traduzione dal latino all'italiano del testo, Ulisse e la maga Circe

Tipologia: Versioni

2018/2019

Caricato il 12/03/2019

anastasia.g
anastasia.g 🇮🇹

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Ulisse e la maga Circe
Cum diu per maria vagatus esset, Ulixes ad
Circes magae insulam cum sociis navi
advectus est. Ex iis nonnulli, quibus dux erat
Eurylochus, cum ad deae aedes progressi
essent, leones et lupos conspicati sunt, qui
non solum minime crudeles erant sed advenis
advenientibus adulabantur canum more. Cum
deam domi canentem audivissent, eam
vocaverunt, quae, cum ianuam aperuisset, eis
persuasit ut ingrederentur. Tum incaute
ingressi sunt omnes praeter unum
Eurylochum, qui, dominae diffisus, ante
ianuam moratus est. Nam dolum aliquod
suspicatus erat neque deae fisus erat.
Comitibus, ubi ingressi sunt, Circe persuasit
ut secum epulis accumberent et convivarentur.
Sic cibos, quibus medicamentum mixtum
erat, comederunt, et, cum eos gustavissent,
statim hominum speciem exuerunt et in
porcos conversi sunt. Tunc Eurylochus, cum
egredientes comites vidisset nec eos
agnovisset, ad Ulixem reversus est ut ei
miserorum mortem narraret.
Avendo vagato a lungo per i mari, Ulisse
giunse con la nave all’isola della maga Circe
con i compagni. Alcuni di questi, il cui capo
era Euriloco, essendo avanzati alla casa della
dea, scorsero dei leoni e dei lupi, che non solo
non erano affatto feroci, ma giungendo dei
forestieri facevano anche moine alla maniera
dei cani. Avendo udito la dea che cantava
nella casa, chiamarono quella, che, avendo
aperto la porta, li persuase ad entrare. Allora
incautamente entrarono tutti, tranne il solo
Euriloco, che, diffidando della padrona,
indugiò davanti alla porta. Infatti aveva
sospettato qualche inganno e non si era fidato
della dea. Circe persuase i compagni, quando
entrarono, a prendere posto con lei a un
banchetto e mangiare insieme. Così
mangiarono dei cibi, ai quali era mischiato un
filtro e, avendoli assaggiati, subito lasciarono
la forma di uomini e furono trasformati in
porci. Allora Euriloco, avendo visto i
compagni che uscivano e non avendoli
riconosciuti, ritornò da Ulisse per raccontargli
la morte degli sventurati.

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Ulisse e la maga Circe

Cum diu per maria vagatus esset, Ulixes ad Circes magae insulam cum sociis navi advectus est. Ex iis nonnulli, quibus dux erat Eurylochus, cum ad deae aedes progressi essent, leones et lupos conspicati sunt, qui non solum minime crudeles erant sed advenis advenientibus adulabantur canum more. Cum deam domi canentem audivissent, eam vocaverunt, quae, cum ianuam aperuisset, eis persuasit ut ingrederentur. Tum incaute ingressi sunt omnes praeter unum Eurylochum, qui, dominae diffisus, ante ianuam moratus est. Nam dolum aliquod suspicatus erat neque deae fisus erat. Comitibus, ubi ingressi sunt, Circe persuasit ut secum epulis accumberent et convivarentur. Sic cibos, quibus medicamentum mixtum erat, comederunt, et, cum eos gustavissent, statim hominum speciem exuerunt et in porcos conversi sunt. Tunc Eurylochus, cum egredientes comites vidisset nec eos agnovisset, ad Ulixem reversus est ut ei miserorum mortem narraret.

Avendo vagato a lungo per i mari, Ulisse giunse con la nave all’isola della maga Circe con i compagni. Alcuni di questi, il cui capo era Euriloco, essendo avanzati alla casa della dea, scorsero dei leoni e dei lupi, che non solo non erano affatto feroci, ma giungendo dei forestieri facevano anche moine alla maniera dei cani. Avendo udito la dea che cantava nella casa, chiamarono quella, che, avendo aperto la porta, li persuase ad entrare. Allora incautamente entrarono tutti, tranne il solo Euriloco, che, diffidando della padrona, indugiò davanti alla porta. Infatti aveva sospettato qualche inganno e non si era fidato della dea. Circe persuase i compagni, quando entrarono, a prendere posto con lei a un banchetto e mangiare insieme. Così mangiarono dei cibi, ai quali era mischiato un filtro e, avendoli assaggiati, subito lasciarono la forma di uomini e furono trasformati in porci. Allora Euriloco, avendo visto i compagni che uscivano e non avendoli riconosciuti, ritornò da Ulisse per raccontargli la morte degli sventurati.