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Le Olimpiadi in Città del Messico si sono svolte dal 12 al 27 ottobre 1968. Parteciparono 5516 atleti, in rappresentanza di 112 paesi, gareggiando in 18 sport. Antefatto: Il 2 ottobre 1968, dieci giorni prima dell'apertura dei Giochi, nella Piazza delle tre culture a Città del Messico, un gruppo di studenti manifestò pacificamente per protestare contro la grossa spesa sostenuta dal presidente Gustavo Díaz Ordaz per costruire gli impianti per gli Giochi Olimpici. I soldati, non si sa se per o
Tipologia: Dispense
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Le Olimpiadi in Città del Messico si sono svolte dal 1 2 al 27 ottobre 1968. Parteciparono 5516 atleti, in rappresentanza di 112 paesi, gareggiando in 18 sport. Antefatto: Il 2 ottobre 1968 , dieci giorni prima dell'apertura dei Giochi, nella Piazza delle tre culture a Città del Messico, un gruppo di studenti manifestò pacificamente per protestare contro la grossa spesa sostenuta dal presidente Gustavo Díaz Ordaz per costruire gli impianti per gli Giochi Olimpici. I soldati, non si sa se per ordine diretto del presidente, iniziarono a sparare ad altezza d'uomo. Fu una strage: non venne mai reso noto il numero dei morti, secondo alcuni forse furono addirittura qualche centinaio. Alcuni giornalisti erano già presenti sul posto, tra cui l'italiana Oriana Fallaci rimasta ferita e creduta morta, per cui notizie e immagini del massacro non tardarono a fare il giro del mondo e contribuirono all'idea di dover disputare questa edizione dei Giochi in un'altra sede, diversa da Città del Messico. Il presidente del CIO, Avery Brundage, si adoperò perché il programma olimpico seguisse il suo corso regolare, come se il fatto non fosse accaduto, in quanto affermò che la politica non aveva nulla a che vedere con lo sport, permettendo ai giochi olimpici di stendere una sorta di “velo pietoso” sulla strage e offuscare il massacro. Il motivo principale per cui i Giochi di Città del Messico, però, sono passati alla storia, non risiede in un’impresa sportiva, ma in una delle più potenti immagini che si siano mai impresse nella memoria collettiva: quella che, il 16 ottobre 1968, ritrasse i velocisti afroamericani Tommie Smith e John Carlos , i quali misero in atto una serie di gesti simbolici: Durante la premiazione della gara dei 200m si presentarono scalzi in segno di povertà che vivo i neri in America, con il pugno chiuso guantato di nero sollevato, simbolo del movimento delle Pantere Nere , in segno di protesta contro il razzismo e a sostegno del movimento per i diritti civili dell’uomo. Essi ascoltarono l'inno nazionale americano con il capo chinato, tenendo gli occhi fissi sulle loro medaglie come in segno di protesta e un grido di libertà. I due atleti furono espulsi dal Villaggio Olimpico e la loro carriera fu gravemente compromessa, ma il loro gesto resta una dei simboli più evocativi della storia dello sport moderno. Gli Stati Uniti, che non hanno apprezzato il loro gesto, proveranno a metterli nel dimenticatoio, appena rientrati in patria perdono il lavoro e i vantaggi economici che avrebbe potuto portare una medaglia olimpica