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Messico 1968 Olimpiadi, Appunti di Scienze Umane

Olimpiadi Messico 1968 in scienze motorie

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 26/05/2021

angelorogaiaa
angelorogaiaa 🇮🇹

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Città Del Messico 1968
Olimpiadi dei record e delle rivoluzioni!
Furono le Olimpiadi più “alte», a 2.250 metri di altitudine!
Furono quelle con più record storici.!
Furono le Olimpiadi delle innovazioni tecnologiche (tartan, rilievi elettronici dei tempi e delle
distanze)!
Furono i Giochi delle rivoluzioni tecniche, con il trionfo di Dick Fosbury nel suo strano salto in
alto.!
Ci fu il primo squalificato per doping nella storia olimpica, il pentatleta svedese Hans-Gunnar
Lijenwall, per tasso alcolemico troppo alto.!
Furono i Giochi più sanguinosi e più politicizzati fin ad allora svolti!
1968: Contesto sociale e politico
Il vento della controcultura infiamma il mondo e partire dal «Free Speech Movement» nato a
Berkley, le contestazioni giovanili e le rivolte studentesche si propagano ovunque!
Negli USA crescono le poteste del movimento studentesco contro la Guerra del Vietnam!
L’assassinio di Martin Luther King (4 aprile 1968)!
L’assassinio Bob Kennedy (6 giugno 1968)!
Il Maggio Francese!
Il movimento di protesta studentesca in Italia!
La Primavera di Praga (5 gennaio/20 agosto 1968)!
Il massacro della piazza Tlatelolco (piazza delle Tre Culture) 2 ottobre 68!
Olympic Project for Human Rights
Movimento civile contro la segregazione razziale fondato nell’ottobre 1967 dal professore di
sociologia, afro americano, Harry Edwards.!
Questo movimento per mesi radunò intorno a sé oltre 200 atleti neri americani tra cui Tommie
Smith e Juan Carlos, Lee Evans, portandoli a un passo dal boicottaggio olimpico.Il movimento si
batteva per la riabilitazione di Muhammad Ali, a cui erano stati revocati titolo mondiale e licenza
per il rifiuto di andare in Vietnam al grido di «Nessun Vietcong mi ha mai chiamato negro»!
la rimozione dalla presidenza del Cio di Avery Brundage, per il tentativo di questi a riammettere ai
Giochi del 1968, Sudafrica, nonostante le leggi dell’Aparteid, che di fatto vietavano la
partecipazione di atleti di colore!
l’assunzione di allenatori neri nella squadra olimpica americana!
l’inclusione di due persone nere tra i responsabili politici!
la desegregazione del New York Athletic Club, una polisportiva tra le più importanti negli Usa che
nega l’accesso a neri ed ebrei!
Nel corso dei mesi si susseguono i boicottaggi di eventi sportivi e i dialoghi con gli studenti
messicani e gli atleti africani.!
Fino all’omicidio di Martin Luther King, che toglie forza al partito del boicottaggio.!
Bob Beamon La gara del secolo
La gara del salto in lungo si disputò il 18 ottobre 1968!
Al primo salto, Bemon fece la misura di 8,90 migliorando il primato mondiale di ben 55 cm.!
Beamon ha detenuto il record del mondo per 23 anni fino al 30 Agosto del 1991 quando, ai
mondiali di Atletica di Tokyo, si sfidarono in un memorabile duello Mike Powell e Carl Lewis!
Lewis 8,91 m Powell 8,95 m!
Staetta 4x 100
Il «Quartetto d’oro» 2’56’’ 11!
Lee Evans ,Larry James ,Ronald Freeman e Vincent Mattheis!
I quattro salirono sul podio indossando un basco nero in segno di solidarietà con i «fratelli» Smith
e Carlos.!
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Città Del Messico 1968 Olimpiadi dei record e delle rivoluzioni

  • Furono le Olimpiadi più “alte», a 2.250 metri di altitudine
  • Furono quelle con più record storici.
  • Furono le Olimpiadi delle innovazioni tecnologiche (tartan, rilievi elettronici dei tempi e delle distanze)
  • Furono i Giochi delle rivoluzioni tecniche, con il trionfo di Dick Fosbury nel suo strano salto in alto.
  • Ci fu il primo squalificato per doping nella storia olimpica, il pentatleta svedese Hans-Gunnar Lijenwall, per tasso alcolemico troppo alto.
  • Furono i Giochi più sanguinosi e più politicizzati fin ad allora svolti 1968: Contesto sociale e politico
  • Il vento della controcultura infiamma il mondo e partire dal «Free Speech Movement» nato a Berkley, le contestazioni giovanili e le rivolte studentesche si propagano ovunque
  • Negli USA crescono le poteste del movimento studentesco contro la Guerra del Vietnam
  • L’assassinio di Martin Luther King (4 aprile 1968)
  • L’assassinio Bob Kennedy (6 giugno 1968)
  • Il Maggio Francese
  • Il movimento di protesta studentesca in Italia
  • La Primavera di Praga (5 gennaio/20 agosto 1968)
  • Il massacro della piazza Tlatelolco (piazza delle Tre Culture) 2 ottobre 68 Olympic Project for Human Rights Movimento civile contro la segregazione razziale fondato nell’ottobre 1967 dal professore di sociologia, afro americano, Harry Edwards. Questo movimento per mesi radunò intorno a sé oltre 200 atleti neri americani tra cui Tommie Smith e Juan Carlos, Lee Evans, portandoli a un passo dal boicottaggio olimpico.Il movimento si batteva per la riabilitazione di Muhammad Ali, a cui erano stati revocati titolo mondiale e licenza per il rifiuto di andare in Vietnam al grido di «Nessun Vietcong mi ha mai chiamato negro» la rimozione dalla presidenza del Cio di Avery Brundage, per il tentativo di questi a riammettere ai Giochi del 1968, Sudafrica, nonostante le leggi dell’Aparteid, che di fatto vietavano la partecipazione di atleti di colore l’assunzione di allenatori neri nella squadra olimpica americana l’inclusione di due persone nere tra i responsabili politici la desegregazione del New York Athletic Club, una polisportiva tra le più importanti negli Usa che nega l’accesso a neri ed ebrei Nel corso dei mesi si susseguono i boicottaggi di eventi sportivi e i dialoghi con gli studenti messicani e gli atleti africani. Fino all’omicidio di Martin Luther King, che toglie forza al partito del boicottaggio. Bob Beamon La gara del secolo La gara del salto in lungo si disputò il 18 ottobre 1968 Al primo salto, Bemon fece la misura di 8,90 migliorando il primato mondiale di ben 55 cm. Beamon ha detenuto il record del mondo per 23 anni fino al 30 Agosto del 1991 quando, ai mondiali di Atletica di Tokyo, si sfidarono in un memorabile duello Mike Powell e Carl Lewis Lewis 8,91 m Powell 8,95 m Staffetta 4x 100 Il «Quartetto d’oro» 2’56’’ 11 Lee Evans ,Larry James ,Ronald Freeman e Vincent Mattheis I quattro salirono sul podio indossando un basco nero in segno di solidarietà con i «fratelli» Smith e Carlos.

Vera Caslaska: il personaggio Vera Caslaska (Praga 1942/1916 )è una delle più grandi ginnaste di tutti tempi:

  • 7 ori e 4 argenti Olimpici • 4 titoli mondiali
  • 11 titoli europei Tra Tokio 1964 e Messico1968 è imbattibile sui campi di gara, capace di coniugare potenza, innovazione tecnica e grazia come nessun altra. Nel 1968 viene nominata la seconda donna più celebre al mondo dopo Jackie Kennedy Ginnasta e Dissidente
  • «Nel giugno del 1968 si schiera a favore delle riforme liberali di Alexander Dubcek e firma, insieme ad altri olimpionici e intellettuali, artisti scienziati e rappresentanti della società civile il manifesto anticomunista «Duemila parole»
  • Nel agosto 1968 quando i russi invadono la Cecoslovacchia e riprendono il controllo del paese per lei e per tutti i dissidenti si profilano tempi difficili
  • Vera è malvista dal regime sovietico e la sua partecipazione alle Olimpiadi è in fortissimo dubbio.
  • Cosi mentre le ginnaste russe sono già in Messico per acclimatarsi, lei per la paura di ritorsioni è costretta a rifugiarsi nella campagna della Moravia La partecipazione ai giochi e il grande successo personale e sportivo
  • Il regime comunista, che deve far digerire alla popolazione la fine delle speranze liberali e il ritorno all’influenza sovietica, difronte alla forza e alla fama mondiale di questa ginnasta, per evitare ulteriori tensioni, autorizza la sua partenza per Città del Messico.
  • Vera parte, diventa subito la beniamina del pubblico e infila uno dietro l’altro una serie di successi clamorosi: oro nel concorso individuale, oro nel volteggio, oro nelle parallele.
  • Alla trave un contestato giudizio la fa arrivare 2^ dietro la russa Natalia Kuchinskay
  • La gara più contestata è quella del corpo libero: alla fine della esibizione Vera sembra essere la vincitrice, poi la giuria, su pressione di un membro russo, cambia il voto di qualificazione della russa Larissa Petrik che si ritrova oro a pari merito con la ginnasta cecoslovacca La protesta silenziosa La fine della carriera sportiva e la persecuzione e i drammi personali
  • Come Smith e Carlos, che hanno alzato i pugni per rappresentare al mondo la loro rivendicazione dei diritti civili per i neri d’America, cosi Vera Caslavska gira il viso e non onora la bandiera del paese che opprime il suo popolo
  • Tornata in Patria viene messa sotto indagine del governo, insieme ad altri atleti del suo team, per «influenze scorrette»
  • Le chiedono di ritrattare tutto e di togliere la sua firma al Manifesto Liberale.
  • Lei rifiuta, ponendo in questo modo fine alla sua carriera agonistica, non le verrà concesso neanche la possibilità di allenare
  • Diventata persona non gradita dal regime, impossibilitata ad espatriare, per lunghi anni si guadagnerà da vivere facendo le pulizie
  • Sperimenterà in questi anni anche tragedie e lutti personali gravissimi: divorzia da marito il quale sarà poi ucciso dallo loro stesso figlio durante una lite. La riabilitazione «Dopo aver raggiunto la cima dell’Olimpo, non sono scesa per il percorso più facile. La mia strada è stata di pietre, discese a precipizio e pozzi profondissimi”. Solo negli anni Novanta e Duemila, dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine del regime sovietico, Vera Caslavska è riabilitata e ha gli onori che merita, diventando presidente del Comitato Olimpico cecoslovacco prima e ceco dopo, membro del Comitato Olimpico Internazionale e consigliera del presidente della Repubblica, Vaclav Havel. Negli ultimi anni si è schierata contro la xenofobia e a favore della protezione dei profughi. “Se avessi rinnegato quel manifesto e quella speranza, la gente che credeva nella libertà avrebbe perduto fiducia e coraggio. Volevo che conservassero almeno la speranza’.