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omissione nei reati propri ed impropri
Tipologia: Appunti
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L’OMISSIONE : Accanto ai reati commissivi o di azione compaiono anche i reati omissivi, reati caratterizzati dall ’omissione delle azioni imposte da quei comandi per proteggere i beni giuridici. è penalmente rilevante soltanto il mancato compimento di azioni imposte da quei comandi contenuti in norme giuridiche , obblighi etico sociali, pur avvertiti come vincolanti da parte della società, rivelano per il diritto penale solo se ribaditi da norme giuridiche. Ove questo non accada , la loro inottemperanza comporterà solo l’ eventuale riprovazione del gruppo sociale. In definita L’ OMISSIONE PENALMENTE RILEVANTE CONSISTE NEL MANCATO COMPIMENTO DI UN AZIONE CHE SI HA L’ OBBLIGO GIURIDICO DI COMPIERE. All’ interno dei reati omissivi si distinguono : REATI OMISSIVI PROPRI - ( O DI MERA OMISSISSIONE ) REATI IMPROPRI ( O COMMISSIVI MEDIANTE OMISSIONE ) 1.REATI OMISSIVI PROPRI = quelli nei quali il legislatore reprime il mancato compimento di una azione giuridicamente doverosa, indipendentemente dal verificarsi o meno di un evento come conseguenza dell’omissione, tali reati sono direttamente configurati da singole norme incriminatrici, che descrivono sia l’azione doverosa la cui omissione è penalmente rilevante, sia i presupposti in presenza dei quali sorge l’obbligo giuridico di agire. Si pensi al delitto di → omissione di soccorso art.593. c.p: prevede due ipotesi Nella prima 593 co,1 c.p. omissione penalmente rilevante consiste nell’omettere di dare immediato avviso all’autorità e il presupposto di questa condotta omissiva è l’aver trovato abbandonato o smarrito un fanciullo minore di anni 10 o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o corpo, per vecchiaia o per altra causa. Nella seconda 593 co 2 c.p. seconda ipotesi art.593. 2 c.p. l’omissione penalmente rilevante consiste nell’omettere di prestare l’assistenza occorrente o di dare immediato avviso all’autorità e il presupposto di questa condotta omissiva è il trovare un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero persona ferita o altrimenti in pericolo. Nel delitto di Omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale art.361c.p. la condotta omissiva consiste nell’ omettere o ritardare di denunciare un reato alla autorità giudiziaria , o ad un'altra autorità che abbia l’ obbligo di riferire, e il presupposto dell’ omissione è che il pubblico ufficiale abbia avuto notizie del reato nell’ esercizio e a causa delle sue funzioni. Nel delitto di omissione di atti di ufficio 328c.p. l’ omissione consiste nel mancato compimento dell’ atto da parte del pubblico ufficiale e nel non rispondere entro
trenta giorni per esporre le ragioni del ritardo , presupposto dell’ omissione è che vi sia stata richiesta scritta da parte di chi abbia interesse al compimento dell’ atto. Altro esempio consiste nell’ omesso versamento dell’ iva , la condotta omissiva consiste nel mancato versamento entro il termine di legge ( per un ammontare superiore a 150.000 euro ) dell’ imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla dichiarazione annuale. L’obbligo giuridico di agire presuppone il potere materiale di compiere l’azione doverosa, → se chi si trova abbandonato o smarrito un fanciullo minore di anni 10 è il portatore di un grave handicap fisico, solo, non assistito da alcun accompagnatore e sprovvisto di messi per comunicare a distanza, il mancato avviso all’autorità non integrerà un’omissione penalmente rilevante. Anche nei reati omissivi propri è presente l’ offesa al bene tutelato , come elemento sottointeso del fatto. Nell’ omissione di soccorso di una persona ferita, 593c.p. l’ offesa consiste nel mantenimento di una preesistente situazione di pericolo per la vita o l’ integrità fisica , che si aveva l’ obbligo di rimuovere compiendo le azioni doverose imposte dalla legge. 2 .I REATI OMISSIVI IMPROPRI o REATI COMMISSIVI MEDIANTE OMISSIONE reati nei quali la legge incrimina il mancato compimento di un’azione giuridicamente doverosa imposta per impedire il verificarsi di un evento: in questi casi l’evento è elemento costitutivo del fatto. Il dovere giuridico di agire ha un estensione piu ampia rispetto a quella che caratterizza i reati omissivi propri , includendo anche nel suo oggetto l’ impedimento dell’ evento. → esempio : bambino che corre il pericolo di affogare in una piscina, sotto gli occhi del bagnino e di un amico di quest’ultimo, anche lui esperto nuotatore. Se entrambi rimangono inerti e il bambino muore, il bagnino che ha il dovere giuridico di proteggere la vita dei bagnanti impedendone la morte, realizzerà un fatto di omicidio (reato omissivo improprio) mentre l’amico risponderà di omissione di soccorso (reato omissivo proprio) aggravata ai sensi art.593.3 c.p. Anche nei reati omissivi impropri l’ obbligo di impedire l’ evento presuppone il relativo potere materiale, pertanto il padre destinatario dell’ obbligo di impedire eventi dannosi o pericolosi per la vita o l’ integrità fisica dei figli minori, se non sa nuotare , non risponderà del mancato impedimento della morte del figlio per aver assistito impotente al suo annegamento senza buttarsi in acqua per salvarlo. A differenza dei reati omissivi propri, i reati omissivi impropri non sono configurati attraverso apposite norme di parte speciale. , la loro previsione è il risultato del combinarsi di una disposizione di parte generale (art.40.2 c.p. “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo”) e di norme incriminatrici di parte speciale che vietano la
→ Dall’altra parte si pensi all’ipotesi di chi apre una buca in una strada (magari per svolgere attività di manutenzione) e tralasci di apporre le protezioni necessarie per impedire che i passanti possano cadere nella buca, qualora di verifichi la morte o la lesione del passante caduto nella buca, si dovrebbe rispondere di omicidio o di lesioni colpose non per aver omesso di impedire l’uno o l’altro evento, bensì per averlo causato per colpa, non adottando le misure cautelari (apposizione di segnale) richieste a chi intraprenda lavori pericolosi per l’incolumità degli utenti della strada. Il contenuto e i presupposti degli obblighi giuridici richiamati art.40.2 c.p. possono essere desunti solo dalle singole norme giuridiche che fondano l’obbligo di impedire questo o quell’evento. Abbiamo obblighi di: Protezione = quando l’obbligo giuridico riguarda la tutela di uno o più beni che fanno capo a singoli soggetti (bambino, un anziano, un malato ) o a una determinata classe di soggetti nei confronti di una gamma più o meno ampia di pericoli. Questi obblighi derivano dalle fonti più disparate, come nell’ambito dei rapporti di famiglia è la legge art.147 c.c. che impegna i genitori a garantire la vita e l’integrità fisica dei figli minori (il padre o la madre che non alimentano il figlio neonato risponderanno di omicidio doloso o colposo, a seconda dei casi, quando la mancata alimentazione abbia provocato un processo di denutrizione sfociato nella morte). Un altro esempio di obbligo di protezione derivante dalla legge è stato segnalato alla attenzione generale dal caso Schettino,( naufragio della nave da crociera Costa Concordia , avvenuto nel 2012 di fronte all’ isola del Giglio , nel quale morirono 32 persone) come si legge nella sentenza che ha confermato la condanna di Schettino per naufragio colposo, 449c.p. per omicidio e lesioni personali colpose plurime e per abbandono della nave in pericolo : il comandante della nave ,è titolare di un ampia posizione di garanzia , in base alla quale egli ha l’obbligo di sovraintendere a tutte le funzioni che attengono alla salvaguardia della incolumità collettiva delle persone imbarcate e della nave , ivi comprese le operazioni di salvataggio dei passeggeri e di evacuazione. Quali obblighi di protezione derivanti da un “ contratto ” si può pensare al dovere di proteggere la vita dei bagnanti assunto dal bagnino attraverso un contratto stipulato con il concessionario di uno stabilimento balneare attraverso o proprietario di una piscina, se il bagnino conversando amabilmente con avvenente ospite dello stabilimento, non si accorge che anziano sta per affogare e quindi non interviene, integrerà un fatto di omicidio colposo mediante omissione. Ovvero si pensi all’ obbligo di proteggere la salute e la vita di una persona assunto da un infermiera che si impegni nell’ assistenza domiciliare , stipulando un contratto con i parenti del malato, se l’ infermiera attenta più ai programmi televisivi che alle cure del malato , non gli somministra con la dovuta regolarità i farmaci prescritti dal medico , il paziente si aggrava e muore , l’ infermiera risponderà di lesioni colpose o di omicidio colposo per non aver impedito eventi che aveva l’ obbligo giuridico di impedire. → bisogna sottolineare che l’obbligo di protezione nascente da un contratto può riguardare anche persone diverse dai contraenti. Inoltre l’obbligo di impedire l’evento nascente da un contratto sorge a partire non dal momento pattuito fra le parti, bensì dal momento in cui l’obbligato assume effettivamente e materialmente l’incarico. QUINDI: è necessario che l’obbligato venga a contatto con la specifica situazione pericolosa che egli deve neutralizzare: l’instaurarsi di questo contatto è infatti un presupposto implicito della rilevanza penale degli obblighi giuridici di protezione di fonte
contrattuale. L’ obbligo di protezione sorge in capo al bagnino o all’ infermiera solo dopo che si sono recati sul posto di lavoro e hanno assunto le funzioni previste dal contratto. L’ eventuale mancata presentazione del bagnino o dell’ infermiera darà soltanto luogo a una responsabilità civile per inadempimento degli obblighi contrattuali. Del pari la posizione di garanzia del medico operante in una struttura pubblica nei confronti della vita o della salute di questo o quel paziente sorge non nel momento in cui il medico viene inquadrato nella struttura ospedaliera , bensì nel momento in cui si instaura un rapporto terapeutico fra medico e il singolo paziente, in taluni casi come quello del chirurgo, anestetista , la posizione di garanzia permane anche nella fase dell’ assistenza post operatoria. Controllo = quelli aventi per oggetto la neutralizzazione dei pericoli derivanti da una determinata fonte, in funzione di tutela di chiunque possa essere messo a repentaglio da quella fonte di pericolo. Vengono qui in evidenza sia pericoli creati da forze della natura, sia pericoli connessi allo svolgimento di attività umane. → esempio, pericoli creati da forze della natura: obbligo di neutralizzare i pericoli per l’incolumità pubblica derivanti da inondazioni, frane, valanghe incombe sui diversi organi, centrali, periferici in cui si articola il Servizio della Protezione civile, così se il Sindaco, Prefetto, organi della Protezione Civile non adottano le misure necessarie per mettere in salvo le persone in pericolo (allertamento della popolazione, evacuazione della zona […]) risponderanno dei delitti colposi di inondazione, frana o valanga ed eventualmente di omicidio colposo plurimo per non aver adottato i comportamenti doverosi che avrebbero evitato il pericolo per la pubblica incolumità derivante dai pericoli. → esempio, pericoli connessi svolgimento attività umane: garanti della sicurezza dei lavoratori e terzi, nonché integrità dell’ambiente nei confronti del pericolo di caduta di frane connesse ad attività minerarie sono i costruttori, i gestori e i direttori della cava o miniera, se il direttore di una cava davanti al pericolo di crollo di una parete della montagna intaccata dalla cava, omette di ordinare la cessazione dei lavori con la conseguenza che cade una massa di roccia e travolge e uccide alcuni operai e mette in pericolo incolumità degli abitanti di un intero villaggio risponderà di frana colposa per non aver impedito la caduta e omicidio colposo plurimo. L’individuazione dei garanti nelle società commerciali: problemi presenta l’individuazione dei garanti nell’ambito delle imprese strutturate in forma societaria: abbiamo due fondamentali categorie di doveri di garanzia:
verificarsi dell’evento, nel senso che aggiungendola mentalmente, l’evento non si sarebbe verificato( la morte per denutrizione del bambino non si fosse verificata se la madre ed il padre lo avessero alimentato tempestivamente, come era loro dovere giuridico. L’accertamento del rapporto di causalità tra omissione ed evento richiede una duplice indagine:
- accertare un effettivo rapporto di causalità tra un dato antecedente (azione umana o fattore naturale) e un dato evento concreto (deragliamento del treno è stato causato da uno scontro a un passaggio livello con un camion, la morte di un bambino per **soffocamento è stata causata dall’ ingestione di un piccolo giocattolo)
Secondo la struttura del fatto abbiamo : Reati di mera condotta = quando il fatto si esaurisce nel compimento di una o più azioni, (reati di mera azione ) ovvero nel mancato compimento di una azione doverosa( reati di mera omissione o reati omissivi impropri ) : in questi reati è irrilevante che all’azione o all’omissione descritta dalla norma incriminatrice consegua il verificarsi di uno o più eventi, nel senso che le eventuali conseguenza dell’azione o dell’omissione non sono elementi costitutivi del fatto. Esempio: nel delitto di falsità materiale in atto pubblico la formazione di un atto falso o alterazione di un atto vero da parte del pubblico ufficiale integrano il fatto di reato, senza che sia necessaria l’induzione in errore di uno o più potenziali destinatari. Reato di evento = quando il fatto consta non solo di un’azione o di un’omissione, ma anche di uno o più eventi, conseguenza dell’azione( reati commissivi di evento ) o dell’omissione( reati omissioni impropri o commissivi mediante omissione ) Esempio: la morte dell’uomo causata o non impedita da chi aveva l’obbligo giuridico di impedirla è elemento costitutivo dei delitti di omicidio. La distinzione fra reati di mera condotta e reati di evento rileva sotto svariati profili : solo nei reati di evento sorge il problema del nesso di casualità , solo le norme incriminatrici di reati di evento combinate fra di loro possono dare vita a reati omissivi impropri. Reato consumato = quando nel caso concreto si sono verificati tutti gli estremi del fatto descritto dalla norma incriminatrice; finché il reato non è giunto a consumazione, potranno eventualmente ricorrere gli estremi di un tentativo. Dopo questa precisazione si può distinguere tra: reato istantaneo = nei quali, una volta verificatasi la consumazione del reato, è irrilevante che la situazione antigiuridica creata dall’agente si protragga nel tempo, esempio: il fatto costitutivo del delitto di furto si esaurisce nel momento dell’impossessamento della cosa mobile altrui, sottratta al detentore, ed è irrilevante che l’agente conservi e custodisca la cosa per un tempo più o meno lungo. reato permanente = nei quali il protrarsi nel tempo della situazione antigiuridica creata dalla condotta è rilevante, nel senso che il reato è perfetto nel momento in cui si realizza la condotta ed eventualmente si verifica l’evento, ma il reato non si esaurisce finché perdura la situazione antigiuridica → la consumazione perdura dunque nel tempo e gli atti compiuti dal soggetto per conservare la situazione antigiuridica appartengono ancora alla fase consumativa del reato. Esempio: nel sequestro di persona il reato è già consumato e quindi punibile allorchè una persona viene privata della libertà di movimento anche per un breve lasso di tempo, ma la fase consumativa del reato perdura per tutto il tempo in cui l’agente volontariamente mantiene la vittima in stato di privazione di libertà (sequestro di persona può protrarsi per mesi). Reati abituali = reato il cui fatto esige la ripetizione, anche ad apprezzabile distanza di tempo, di una serie di azioni od omissioni: con la conseguenza che un singolo atto del tipo descritto nella norma incriminatrice non integrerà la figura legale del reato in questione. Esempio: delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi art.572 c.p si perfezione solo con il compimento di una