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L'influenza dell'opera italiana in inghilterra, focalizzandosi sulle figure di handel e mozart. Si esplora l'evoluzione dell'opera italiana nel contesto inglese, le sfide affrontate e l'impatto di handel e mozart sulla scena musicale inglese. Il documento evidenzia le caratteristiche distintive dell'opera italiana e come handel e mozart hanno adattato e riformulato questo genere per il pubblico inglese.
Tipologia: Appunti
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Haendel e Mozart sono dei compositori che solo in parte acquisiscono caratteristiche dell'opera metastasiana, ma che sviluppano caratteristiche proprie. Negli stessi anni di Metastasio, in Europa c'è un altro compositore che solo in parte prende dai libretti di Metastasio: Handel , che scrisse circa 40 opere.
Già dalla metà del '600, l'Inghilterra aveva accettato con difficoltà il fatto che l'opera italiana era diventata la forma egemone dell'opera, anche per il fatto che già esistevano delle forme di opera inglesi, come i masque. Quando l'opera diventa il genere egemone, anche in Inghilterra si afferma un certo tipo di opera italiana e la sua influenza è evidente anche in quegli autori che all'inizio facevano più fatica ad accettare l'opera italiana. Anche prima di Handel le influenze dell'opera italiana si facevano sentire:
GEORG FRIEDRICH HANDEL (1685-1759) Georg Friedrich Handel (1865-1759) rappresenta uno dei fenomeni più significativi della storia del melodramma e dell'intero teatro europeo moderno. Durante tutto il '700, rimane confinato entro i limiti della scena londinese e le sue musiche non intercettano il circuito dei teatri italiani nel momento cruciale durante il quale sboccia la grande stagione dell'operismo metastasiano: nonostante ciò, è proprio Handel a intuire l' importanza dei libretti di Metastasio e a propagandare l'arte dei giovani operisti italiani. La sua vicenda artistica si articola in tre fasi principali:
I suoi libretti sono sia in italiano che in inglese , così da far capire e apprezzare il dramma al pubblico. Per questo motivo i recitativi sono ridotti all'osso, dal momento che per il pubblico ingelese erano noiosi e non li capivano bene, mentre le arie e il canto hanno una grande enfasi: anche per questo i suoi libretti sono pieni di musica. Per il Rinaldo Handel attinge a degli 'autoimprestiti' , cosa che sia lui che poi Rossini faranno spesso: prende delle sue musiche che egli ha già composto per altre opere o per altre occasioni e le utilizza di nuovo. Per esempio per l'aria di Almirena "Lascia che io pianga" Handel utilizza un suo oratorio scritto in Italia chiamato Il trionfo del tempo e del disinganno. Grazie al Rinaldo il pubblico inglese si converte all'opera italiana, che diventa l'opera egemone anche in questo paese, anche se non senza critiche da parte di alcuni. Essendo un uomo di teatro, Handel capisce subito il sentire del pubblico inglese: oltre a ridurre i recitativi, gioca anche molto sulla varietà delle arie e dell'aspetto vocale e musicale. Così ogni aria presenta uno stile di canto e uno stile orchestrale molto vario, così da evitare la monotonia, della quale spesso era accusata l'opera italiana. L'opera mostra una ricca e virtuosistica scrittura musicale : arie, duetti, cori e brani strumentali per creare una varietà di emozioni e atmosfere. Le arie sono particolarmente notevoli per la loro bellezza melodica e per le sfide tecniche che pongono ai cantanti, con ornamenti, trilli e passaggi virtuosistici. ASCOLTO: Almirena, Augelletti che cantate (Atto I, scena 6) Siamo nel primo atto: Almirena è in un giardino e vede per la prima volta Rinaldo. Il testo è molto semplice, così che anche il pubblico inglese potesse capirlo. Il ruolo degli strumenti ha una grande importanza, creando quasi un dialogo tra canto e flauto. L'aria si apre con una lungo introduzione con flauto e organo, che prepara e inserisce gli spettatori in questo luogo idilliaco e magico
Dopo il Rinaldo , Handel diventa il punto di riferimento dell'opera italiana, tanto che il re nel 1718 gli affida la direzione della Royal Academy of Music , di cui Handel è principale responsabile e anche impresario. Ciò vuol dire che Handel deve scrivere le opere, contattare i librettisti e anche i cantanti, di cui dipende principalmente il successo dell'opera. A Londra, la svolta decisiva per Handel avviene con la nomina a direttore musicale della neonata Royal Academy of Music , a maggio 1719 , una società fondata da nobili e capeggiata dal sovrano, che per otto anni trasformò Londra nella capitale dell'operismo internazionali, dotandola dei migliori cantanti, compositori e scenografi presenti sul mercato. Per Handel, l'ingresso in questa società, significò l'avvio di una vera e propria attività imprenditoriale che gli impose, oltre alla nascita di una o due opere nuove all'anno, anche le operazioni di ingaggio e training vocale dei cantanti, la scrittura dei melodrammi importati dall'estero e la cura di ogni aspetto amministrativo degli allestimenti. Dopo pochi anni ci sono però delle nuove polemiche riguardo l'opera italiana. Nel 1728 J. Gay mette in scena The Beggar's Opera , un'opera in cui veniva fatta una parodia dell'oerpa italiana e che ha molto succeso. La Royal Academy fallisce, ma grazie all'incontro con J. Heiddeger , nel 1730 Handel fonda una seconda Royal Academy of Music. Il principe del Galles , per contrastare la Royal Academy of Music, finanziata dal re, crea l' Opera of Nobility , chiamando a Londra il compositore italiano Porpora , che porta con sè il suo allievo Farinelli ( 'one God only Farinelli' ). Handel resiste ancora un po', fino a quando prende in gestione con l' impresario John Rich il Covent Garden , teatro nella parte più periferica di Londra, dove risistemano il teatro e organizza delle nuove stagioni operistiche. Nel 1737 fallisce l'Opera of Nobility, ma Handel rimane comunque il compositore di riferimento dell'opera italiana. Durante il '700 l'opera italiana conosce un grande sviluppo in Inghilterra. I vari viaggi in Germani e in Italia , finalizzati al reclutamento di nuovi cantanti, costituirono per Handel importanti occasioni di aggiornamento sulla nuove tendenze musicali. Durante il soggiorno italiano del 1729, esperì il nuovo stile napoletano di Leo, Hasse, Porpora e Vinci applicato ai versi di Metastasio. Questo incontro fu determinante per un mutamento di scrittura direzionato verso un segno nuovo e un'inedita plasticità ritmica e che lo porterà a musicare due libretti metastasiani, Alessandro nell'Indie e Ezio. Importante è anche Ariodante (Covent Garden, 8 gennaio 1735), ricavato da Ginevra principessa di Scozia di Antonio Salvi. Il successo che nel gennaio 1728 riscosse il teatro di Lincoln's Inn Field the Beggar's Opera , fu la prova di come l'interesse del pubblico inglese per l'operismo italiano fosse giunto al termine. In questo periodo si assiste anche alla chiusura della Royal Academy. La gestione dell'Haymarket fu allora affidata per cinque anni a Handel e Heidegger. Handel, adesso, deve esaltare le abilità e le peculiarità vocali dei suoi interpreti, potendo allo stesso tempo esercitare su di loro un'influenza e un'autorità ben maggiore rispetto ai suoi colleghi italiani. Inoltre, la libertà di scegliere i soggetti da musicare e di riconfigurare i libretti, segnò uno sconfinamento nella gestione degli aspetti drammaturgici che si solito non spettava al compositore: Handel è così un drammaturgo musicale volto a concretizzare nelle sue partiture una personale idea di teatro, capace da un lato di realizzare in modo sfaccettato la natura psicologica dei personaggi e di veicolare i messaggi ideologici più opportuni nei vari momenti della vita istituzionale londinese.
WOLFGANG AMADEUS MOZART La carriera di Mozart risulta estremamente prolifica e versatile , influenzando profondamente tutti i principali generi musicali del suo tempo, tra cui sinfonie, musica da camera, opere e musica sacra. Iniziò a comporre a 5 anni e morì a 35. Fu il primo tra i musicisti più importanti a intraprendere una carriera come libero professionista , parallela comunque ai suoi impegni come compositore di corte a Vienna.Incluso nei massimi esponenti del classicismo musicale settecentesco, insieme a Franz Joseph Haydn e Ludwig van Beethoven costituisce la triade alla quale, nella letteratura musicologica, alcuni autori fanno riferimento come prima scuola di Vienna. Si dedicò sia all' opera italiana che al teatro tedesco ( singshel ). A Vienna, entra in contatto col mondo teatrale riformato. conosce Lorenzo da Ponte , poeta, librettista e professore italiano naturalizzato statunitense, che è stato librettista di Mozart in 3 occasioni (trilogia dapontiana). Importanti per Mozart furono i fruttuosi rapporti che egli stabilì con i protagonisti della vita musicale europea negli anni delle sue tournées compiute come bambino prodigio in compagnia del padre Leopold. Durante il viaggio in Italia , tappa obbligatoria del Grand Tour, il principale scopo del padre era quello di far conoscere il prodigioso figlio agli ambienti della grande committenza, per ottenere qualche guadagno dalle esibizioni concertistiche e dagli incarichi teatrali. Crescendo Mozart non inseguì l'ideale del libero professionismo, ma cercò invece fino all'ultimo un posto fisso a Vienna. Mozart individua nel melodramma il mezzo espressivo a sé più congeniale e una diffusa tendenza alla teatralità caratterizza anche la sua produzione strumentale, ben disposta a relazionare tra loro temi, motivi e cellule melodiche. Va ricordato che il repertorio sinfonico e cameratistico di Mozart si basava sulla sintassi delle “forme sonata” , mezzo di costruzione ideali per architetture musicali 'in divenire' e 'conversative'. Per Mozart “la poesia deve esser assolutamente figlia devota della musica” (lettera al padre 13 ottobre 1781), specialmente nel repertorio comico, nel quale spesso i testi sono scadenti e acquistano un nuovo senso solo grazie alla componente sonora. Mozart abbraccia a pieno il processo di riqualificazione dell'operato dell'operista, già avviatosi anni prima intorno alle figure di Paisiello e Sarti, utilizzando un linguaggio sofisticato che non tollerava i paragoni con altri operisti, nemmeno con i grandi maestri napoletani. Il primo contatto con il teatro musicale avviene con l'intermezzo in latino Apollo et Hyacinthus , recitato tra gli atti del dramma scolastico Clementia Croesi nell'Aula Magna dell'Università salisburghese il 13 maggio 1767. Grazie a questa prova precoce, Mozart potè realizzare anche tre commissioni del teatro Ducale di Milano: Mitridate re di Ponto , Ascanio in Alba e Lucio Silla , opere tutte e tre improntate sulla drammaturgia metastasiana. Dall'esame delle opere serie giovanili emerge una propensione all'espressività patetica e anche un tentativo, a fini drammatici, di far combaciare l'articolazione della forma sonata-concerto con l'aria tripartita. Questa logica, nel 1775, verrà applicata da Mozart nel Re pastore e nella Finta giardiniera. Dopo questa data abbiamo un silenzio di quasi sei anni, prima che Mozart si applichi nuovamente a una produzione operistica. La sua frustrazione traspare in molte delle lettere che egli scrive al padre.
Il 29 gennaio 1781 allo Hoftheater di Monaco di Baviera va in scena Idomeneo re di Creta , su versi dell'abate Giovanni Battista Varesco, ispirato all'omonima tragedie lyrique di Antoine Danchet musicata da André Campra nel 1712. Pur collocandosi ancora nella tradizione delle opere di corte infraciosata (soggetto mitologico, fluidità tra unità sceniche, spettacolarità visiva, integrazione tra coro e ballo nell'azione drammatica), l' Idomeneo si differenzia per l'ampiezza della campate drammatiche che vengono delineate. Nuova è anche l'idea di rapportare una sfaccettata semiosi musicale al testo poetico per arricchirne il significato, ma talvolta anche per trascenderlo o contraddirlo. Dopo dieci anni dopo l' Idomeneo , Mozart compone la Clemenza di Tito : la sua concezione dell'opera seria non è cambiata, ma l'organizzazione musicale dell'azione drammatica conosce un ulteriore incremento grazie agli otto ensembles che Caterino Mazzolà aveva innestato nel corpo del libretto metastasiano, rendendolo una “vera opera”. La ricezione da parte del pubblico dell'opera non fu delle migliori. Trilogia dapontiana , ovvero scritte tutte su libretto italiano di Lorenzo da Ponte, in cui Mozart trova il suo librettista ideale.
Vera e propria scena comica , che vede per la prima volta un confronto tra le due donne legate a Figaro, ovvero Marcellina e Susanna. Tutti i personaggi incontrati fino a ora sono definiti 'personaggi di mezzo carattere' , ovvero personaggio a metà tra la nobiltà e i personaggi più alti e i personaggi triviali. La scena tra le due è una scena comica: le due donne litigano con la scusa della precedenza, ovvero per chi delle due deve entrare prima nella stanza. Duetto comico tra due donne di diversa età e rivali d'amore. All'inizio è scherzoso , ma verso la fine in entrambe prevale la collera. All'inizio del duettino le due hanno entrambe due versi, mentre più il ritmo e la rabbia delle due incalza, entrambe hanno un solo verso, per poi arrivare ad un ritmo sempre più concitato con frasi più brevi. Anche Mozart attribuisce a Marcellina e Susanna delle frasi melodiche che restituiscono questo battibecco parlato, aumentando sempre di più il ritmo: restituisce con la musica ciò che avviene nel parlato.
Troviamo il personaggio di Cherubino , un ragazzino segretamente innamorato di Susanna e della contessa. Qui entra in scena dopo che viene beccato dal conte in atteggiamenti amorosi con un'altra donna, Barbarina. Cherubino è un adolescente in piena fase amorosa, sostanzialmente innamorato dell'amore. Alla fine Cherubino intona la sua aria più famosa "Non so più cosa sono e cosa faccio". Il testo di da Ponte restituisce i sentimenti di Cherubino e il suo desiderio di amore, che è un amore ideale. Il filosofo Kierkegaard individua in questa aria la rappresentazione della forza dell'amore, dell'eros e dall'innamoramento Molti commentatori vedono in Cherubino la rappresentazione della giovinezza di Mozart : un ragazzo, cresciuto precocemente e che sperimenta l'amore. L'aria è costruito da Mozart in varie sezioni musicali. Dopo la prima parte, si ha una sorta di lunga coda, in cui Cherubino si lascia ad una sorta di idillio. Al verso "che il suon de vani accenti" , Mozart attua una sospensione , sottolineata nell'orchestra dall'ingresso per la prima volta di fagotti e clarinetti. Gli ultimi due versi subiscono un' accelerazione , dal momento che costituiscono l'apice dell'eccitazione e del sentimento amoroso di Cherubino. La parola 'donna' subisce un cambiamento di accento, per enfatizzare questa parola. Cherubino, durante il recitativo, sembra un personaggio fuori dalle righe: è solo nella sua aria che viene fuori il suo turbamento interiore.