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Opere cezanne, Guide, Progetti e Ricerche di Arte e territorio

OPERE DI CEZANNE, CON DESCRIZIONE E FOTO

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2015/2016

Caricato il 20/04/2016

LaTange
LaTange 🇮🇹

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OPERE
La casa dell'impiccato ad Auvers
La casa dell'impiccato è una delle tre tele che Cézanne presenta alla prima mostra impressionista del 1874.
L'influsso del suo amico Camille Pissarro, con il quale lavora regolarmente nella regione di Pontoise e di
Auvers-sur-Oise, è evidente. Rispetto alle sue opere di gioventù, Cézanne ha adottato i colori chiari e la
pennellata frammentata degli impressionisti. Egli ha altresì abbandonato i temi drammatici o letterari a
favore di un soggetto semplice, addirittura banale. Benché si tratti di un'opera impressionista, La casa
dell'impiccato rivela un impressionismo molto personale e rivisitato dall'artista stesso.
La composizione di questa tela è complessa. Possiamo notare molti assi forti a partire da un punto centrale:
una strada che sale verso la sinistra; un'altra che scende verso la parte centrale del quadro; una scarpata che
forma una curva che sbuca verso destra; i rami degli alberi si innalzano obliquamente verso l'alto. I piani si
uniscono in modo molto ravvicinato. Lo spessore della pennellata granulosa sembra "costruire" il quadro.
L'assenza di personaggi, la vegetazione immobile, austera, le tonalità fredde contribuiscono a creare un forte
sentimento di solitudine. Questo quadro, tuttavia, benché non abbia convinto la critica, è anche la prima
opera che Cézanne riuscirà a vendere ad un collezionista.
Paul Cézanne
La casa dell'impiccato, Auvers- sur-Oise
1873
Olio su tela
Cm 55 x 66
© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay)
CRITICA ANTONIO DE LEO
Osserviamo “La casa dell’impiccato”: la scena rappresentata narra la storia di un paesaggio comune, ma
l’originalità sta nel modo in cui lo fa.
Si tratta di un “gioco sapiente, chiarezza e magnificenza di volumi sotto la luce”.
È evidente la plasticità geometrica, visibile ovunque, dalla casa al cielo e ciò implica la presenza di una
struttura interna delle cose che ci permette di percepirle nelle diverse manifestazioni, attraverso la sua
scomposizione e integrazione.
Conseguenza essenziale è l’uso appropriato del colore che sembra quasi incrostarsi sulla casa, dare il
senso della profondità del viottolo ed esprimere la pienezza dei soggetti.
E’ insensato parlare di prospettiva, la profondità è una caratteristica intrinseca delle cose; l’occhio non può
percepire le varianti possibili della realtà contemporaneamente, non esiste un punto di vista.
La realtà è completa e totalizzante, è identità della coscienza umana.
Impressione e pensiero coincidono: impossibile scindere i due elementi.
Les joueurs de cartes [I giocatori di carte]
Cézanne aveva certamente avuto occasione di vedere al museo d'Aix-en-Provence, la sua città natale, I
giocatori di carte, un'opera attribuita ai fratelli Le Nain. Negli anni novanta del XIX secolo, l'artista tratta a
più riprese questo tema di ispirazione caravaggesca e conferisce alla partita un carattere estremamente
austero. All' ingegnoso intreccio di gesti e di sguardi, Cézanne sostituisce le figure massicce e la
concentrazione silenziosa dei personaggi.
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OPERE

La casa dell'impiccato ad Auvers

La casa dell'impiccato è una delle tre tele che Cézanne presenta alla prima mostra impressionista del 1874. L'influsso del suo amico Camille Pissarro, con il quale lavora regolarmente nella regione di Pontoise e di Auvers-sur-Oise, è evidente. Rispetto alle sue opere di gioventù, Cézanne ha adottato i colori chiari e la pennellata frammentata degli impressionisti. Egli ha altresì abbandonato i temi drammatici o letterari a favore di un soggetto semplice, addirittura banale. Benché si tratti di un'opera impressionista, La casa dell'impiccato rivela un impressionismo molto personale e rivisitato dall'artista stesso.

La composizione di questa tela è complessa. Possiamo notare molti assi forti a partire da un punto centrale: una strada che sale verso la sinistra; un'altra che scende verso la parte centrale del quadro; una scarpata che forma una curva che sbuca verso destra; i rami degli alberi si innalzano obliquamente verso l'alto. I piani si uniscono in modo molto ravvicinato. Lo spessore della pennellata granulosa sembra "costruire" il quadro. L'assenza di personaggi, la vegetazione immobile, austera, le tonalità fredde contribuiscono a creare un forte sentimento di solitudine. Questo quadro, tuttavia, benché non abbia convinto la critica, è anche la prima opera che Cézanne riuscirà a vendere ad un collezionista.

Paul Cézanne

La casa dell'impiccato, Auvers- sur-Oise

1873

Olio su tela

Cm 55 x 66

© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay)

CRITICA ANTONIO DE LEO

Osserviamo “La casa dell’impiccato”: la scena rappresentata narra la storia di un paesaggio comune, ma l’originalità sta nel modo in cui lo fa. Si tratta di un “gioco sapiente, chiarezza e magnificenza di volumi sotto la luce”. È evidente la plasticità geometrica , visibile ovunque, dalla casa al cielo e ciò implica la presenza di una struttura interna delle cose che ci permette di percepirle nelle diverse manifestazioni, attraverso la sua scomposizione e integrazione. Conseguenza essenziale è l’uso appropriato del colore che sembra quasi incrostarsi sulla casa, dare il senso della profondità del viottolo ed esprimere la pienezza dei soggetti. E’ insensato parlare di prospettiva, la profondità è una caratteristica intrinseca delle cose; l’occhio non può percepire le varianti possibili della realtà contemporaneamente, non esiste un punto di vista. La realtà è completa e totalizzante, è identità della coscienza umana.

Impressione e pensiero coincidono: impossibile scindere i due elementi.

Les joueurs de cartes [I giocatori di carte]

Cézanne aveva certamente avuto occasione di vedere al museo d'Aix-en-Provence, la sua città natale, I giocatori di carte, un'opera attribuita ai fratelli Le Nain. Negli anni novanta del XIX secolo, l'artista tratta a più riprese questo tema di ispirazione caravaggesca e conferisce alla partita un carattere estremamente austero. All' ingegnoso intreccio di gesti e di sguardi, Cézanne sostituisce le figure massicce e la concentrazione silenziosa dei personaggi.

La bottiglia sulla quale si riflette la luce, costituisce l'asse centrale della composizione. Essa separa lo spazio in due zone simmetriche, il che accentua la posizione contrapposta dei giocatori. Costoro sarebbero dei contadini che il pittore era solito osservare nella tenuta paterna al Jas de Bouffan, nei pressi di Aix. L'uomo che fuma la pipa è stato identificato nella persona di "compare Alexandre", giardiniere del luogo. Delle cinque tele che il pittore dedica a questo tema, questa è una delle più spoglie. In quest'opera, tutto contribuisce a conferire un aspetto decisamente monumentale alla composizione, favorendo così un cromatismo dalle sontuose armonie. La presenza ricorrente di giocatori di carte nelle opere che Cézanne realizzò negli ultimi anni della sua vita ha dato luogo ad un'interessante interpretazione: la partita che oppone due giocatori non starebbe forse a significare la lotta che l'artista dovette combattere contro suo padre per giungere al riconoscimento della sua pittura rappresentata questo caso dalla "carta da gioco"?

Paul Cézanne (1839-1906)

I giocatori di carte

1890-

Olio su tela

Cm 47,5 x 57

© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay)

Rafforzamento e dimostrazione del pensiero di Cèzanne è ancora un quadro, “Giocatori di Carte”.

CRITICA DE LEO

Prima della descrizione del quadro, occorre, tuttavia, traslare il concetto di pittura totalizzante a quello di universo armonioso. La coscienza è l’elemento fondamentale che ci permette di percepire la distinzione delle cose reali e di capire il rapporto che intercorre tra queste e lo spazio che le circonda, considerato ancora come identità della coscienza.

Tutto è raccordato come in un’intonata melodia che non ostacola l’armonico ascolto…

Così accade nella pittura, specchio di questa realtà: le macchie cromatiche discostanti non comportano una visione distorta o dissonante dell’opera.

Per capire meglio, analizziamo la scena del quadro.

È un episodio comune, in cui è la coscienza a dettare le forme, proprio come nei capolavori di Le Corbusier è stata la funzione a creare la struttura. Il giocatore sulla sinistra è fermo, una figura statica, poiché il suo è uno stato di attesa, riportato in volumi cilindrici: la giacca, lo schienale della sedia, il cappello. L’immobilità dell’istante analizzato è sottolineata dallo spigolo della tovaglia che cade perpendicolarmente: non c’è un sospiro, si trattiene il respiro. Il giocatore sulla destra rappresenta l’opposto del primo: le forme e le linee sono più morbide, i colori più rilassanti, espressioni di una decisione già presa che, nel migliore dei casi, segnerà una schiacciante vittoria. L’istante è dinamico.

Si tratta, dunque, di due situazioni contrapposte, avvolte da un’unica atmosfera, nella quale è impossibile riconoscere la presenza di un colore sovrastante gli altri, ma tutto questo non turba la nostra vista, poiché è una scena che siamo abituati a percepire tutti i giorni e la nostra coscienza, l’ha già assimilata.

LA MONTAGNA DI SAINTE VICTOIRE

UNA MODERNA OLYMPIA

Una moderna Olympia è un dipinto a olio su tela (46 × 55 cm) realizzato tra il 1873 e il 1874 dal pittore Paul Cézanne. È conservato nel Museo d'Orsay di Parigi. Il dipinto viene esposto alla prima mostra degli impressionisti nel 1874. Le prime opere di Cézanne, realizzate facendo ricorso a colori cupi, si rifacevano in ampia misura a quelle dei maestri antichi e alle composizioni di Delacroix, Daumier e Courbet. Una pittura del 1870, tipica di questo periodo, mostrava già Una moderna Olympia (coll. privata) in risposta alla tela di grande formato di Manet che aveva suscitato scandalo al Salon del 1865.

Alcuni anni dopo, Cézanne affronta di nuovo questo tema. Questa seconda versione, però, è completamente diversa per i suoi colori, luminosi e brillanti e per la sua perfetta esecuzione che fanno pensare alle pitture di Fragonard. Lo stile di Cézanne è all'epoca in piena evoluzione verso l'impressionismo. Proprio durante un soggiorno dell'artista ad Auvers-sur-Oise, a casa del dottor Gachet, il pittore, nella concitazione di una discussione, avrebbe afferrato il pennello per buttare giù questo schizzo colorato. In questo modo, Cézanne realizza un'interpretazione molto più audace del soggetto di Manet. La contrapposizione tra il nudo della donna spogliata dalla propria domestica nera e l'abbigliamento elegante dell'uomo vestito di nero che, per altro, assomiglia curiosamente a Cézanne e che la guarda da spettatore, contribuisce a conferire alla scena un carattere erotico e teatrale. L'effetto è ulteriormente accentuato dalla presenza della tenda sospesa a sinistra.

Nel corso della prima mostra impressionista del 1874, questa raffigurazione un po'inquietante fu oggetto di dileggio da parte di pubblico e critica. Nella rivista L'artista del primo maggio 1874, Marc de Montifaud scrive: "come una visione voluttuosa, quest'angolo di paradiso artificiale, ha lasciato di stucco i più coraggiosi ...e Cézanne non appare più come una specie di folle, sconvolto mentre dipinge in preda ad una forma di delirium tremens".

LE GRANDI BAGNANTI

Le grandi bagnanti è un dipinto a olio su tela (208x251 cm) realizzato nel 1906 dal pittore Paul Cézanne e conservato nel Museum of Art di Filadelfia. Viene considerato il capolavoro del pittore.

Il tema dei bagnanti è uno dei preferiti di Cèzanne, tanto che lo stesso pittore dedicò a questo soggetto un intero ciclo, come aveva fatto Renoir. È la tela più grande mai dipinta da Cézanne, che la elaborò per sette anni nello studio che aveva ai Lauves, ed è la prima delle tre versioni giudicate conclusive del tema delle bagnanti. La luminosità è resa da incrostazioni di colore sovrapposto a strati. Le linee nere che disegnano nettamente i contorni fanno risaltare i corpi in modo quasi scultoreo. La scena è fortemente evocativa e carica di mistero e di energia.

La gamma dei colori è ridotta alle sfumature di ocra, lilla e verdi, mentre l'architettura del dipinto è scandita da due gruppi di figure, e due quinte arboree, che aprono una profondità centrale vuota. I dipinti delle Bagnanti avranno grande fortuna per la storia dell'arte successiva, e influirono su altri importanti pittori d'avanguardia quali Henri Matisse, Braque, Pablo Picasso e Moore.

Ritratto di Victor Chocquet

Ritratto di Victor Chocquet è un dipinto a olio su tela (46x38 cm) realizzato nel 1877 dal pittore francese Paul Cézanne.

È conservato nel Columbus Museum of Art di Columbus, capitale dello stato dell'Ohio.

Il soggetto del dipinto è Victor Chocquet, impiegato del Ministero delle Finanze francese e collezionista di opere d'arte, grande estimatore e acquirente delle tele di Cézanne. Il loro incontro avvenne grazie alla comune conoscenza di Renoir.

In quella mostra Cézanne presentò anche il Ritratto di Victor Chocquet, suo amico che lo incoraggiava comprandogli anche delle tele. La somiglianza del Chocquet con un criminale di nome Billoir, allora molto noto alle cronache, diede occasione al pubblico di ribattezzare ironicamente l'opera Billoir al cioccolato. Ma per il Venturi questo ritratto - immagine di uomo serio, sensibile, dotato di profonda vita morale - è un esempio della raggiunta unità in Cézanne, attraverso i valori propri dell'Impressionismo, di pittura e umanità, di oggetto che raggiunge il valore dell'arte in quanto in esso sono rappresentati i valori dello spirito. «Le carni rossastre risaltano sopra un fondo di verde chiaro; effetto dunque di tono scuro su chiaro. I tocchi, anche se spessi di colore, variano perché la luce possa vibrare, anzi possa essa stessa formare l'immagine»

Pommes et oranges [Natura morta con mele e arance]

Benché Cézanne dipinga nature morte sin dagli esordi della sua carriera, questo genere conquista un posto di primo piano nell'opera del pittore soltanto nel periodo della piena maturità dell'artista, epoca alla quale appartiene appunto questa tela.

Il quadro rientra in una serie di sei nature morte realizzate nel 1899 nella bottega parigina di Cézanne. In tutti questi sei dipinti sono infatti presenti gli stessi oggetti: piatti di maiolica, un boccale con decorazioni floreali. Simile è anche il principio di composizione di queste tele: in tutti i sei quadri compare una carta da parati che chiude la prospettiva evocando, in questo modo, le nature morte fiamminghe del XVII secolo. Tuttavia, l'effetto dinamico creato da una costruzione spaziale soggettiva e complessa e da un'altrettanto soggettiva percezione degli oggetti sottolineano l'atteggiamento principalmente pittorico di Cézanne.

Tramite questo linguaggio plastico di grande rigore, Cézanne rinnova profondamente un genere tradizionale della pittura francese dall'epoca di Chardin. La modernità e la sontuosità di Mele e arance fanno di questo quadro la più importante natura morta mai dipinta dall'artista alla fine degli anni novanta del XIX secolo.

Paul Cézanne (1839-1906)

Natura morta con mele e arance

1899 circa

Olio su tela

Cm 74 x 93

© RMN-Grand Palais (Musée d'Orsay) / Hervé LewandowskiRMN (Musée d'Orsay) /

Donna con caffettiera

Donna con caffettiera è un dipinto a olio su tela (130x97 cm) realizzato nel 1895 circa dal pittore francese Paul Cézanne.

È conservato nel Museo d'Orsay di Parigi ed è considerato uno dei quadri più interessanti del pittore poiché segna il passaggio dall'impressionismo al cubismo.

La scena è ambientata in un interno domestico ed il soggetto è la moglie del pittore. È ritratta seduta su un piano d'appoggio a noi invisibile, vestita d'azzurro e con un'espressione severa.

Sullo sfondo vi è una porta in legno, mentre sulla destra si vede un tavolo con una caffettiera ed una tazza con cucchiaio: sulla sinistra delle rose rosa ornano l'estremità della tela.

Gli elementi principali dell'opera sono rappresentati in modo particolarmente semplificato. La donna ritratta appare senza emozioni e sentimenti, quasi come se lei stessa facesse parte della natura morta