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riassunto cezanne duperiore linguistivo
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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“Tutto può essere ricondotto alle forme geometriche pure” (cilindro, sfera e cono) All’origine della scomposizione spaziale strutturale elaborata da Picasso e da Braque vi è la ricerca di Cézanne maturata già alla fine dell’Ottocento. Tutto in Cézanne si risolve in una serie di relazioni spaziali, di rapporti e di analisi delle forme primarie che segretamente si indovinano in ogni soggetto raffigurato, dalle nature morte alle tante immagini della montagna Sainte-Victoire, fino ai ritratti. Il concetto fondamentale di Cézanne, infatti, è racchiuso nella massima, ribadita all'infinito, che alla natura ci si dovrebbe accostare attraverso "il cilindro, la sfera, il cono", i quali andrebbero, tutti e tre, messi in una prospettiva diretta verso un unico punto di vista centrale. Secondo Cezanne «l’arte era un’armonia parallela alla natura» e l’artista aveva il compito di realizzare una sintesi della vera essenza delle cose, costruita attraverso la sua personale percezione. Fu questa la componente meditativa e intellettuale a suscitare l’ammirazione degli artisti a lui contemporanei e a porre le basi per lo sviluppo dell’Avanguardia cubista e per le future ricerche astratte e concettuali avviate da Piet Mondrian e Marcel Duchamp. Giocatori di carte Sembra essere la rappresentazione di una scena tipica dei bistrot. In realtà la scelta del soggetto non fu un elemento importante nella ricerca del maestro francese interessato invece a semplificare l’apparenza della realtà. I due giocatori impegnati nella partita a carte sono isolati dagli altri clienti del locale. I due uomini sono forse contadini e uno dei due probabilmente si chiamava Alexandre, il giardiniere della tenuta del padre dell’artista a Jas de Bouffan. Sono seduti ad un semplice tavolo di legno sul quale è appoggiata una bottiglia di vino chiusa da un tappo di sughero. I Giocatori di carte indossano semplici abiti ma dignitosi. Il signore di sinistra indossa una giacca ed un cappello. Mentre valuta attentamente le sue carte fuma da una pipa. Il giocatore di destra invece pare più giovane e veste in modo più disinvolto. Intorno a loro si osserva la boiserie del locale cioè la decorazione delle pareti in legno e i vetri di una porta. Paul Cézanne costruì le figure della scena utilizzando una semplificazione geometrica. Il cappello, le braccia, il busto del giocatore di sinistra sono ridotti a forme cilindriche. Il tavolino invece viene semplificato e reso come un parallelepipedo. Anche i rapporti tra gli arti sono trasformati in schemi geometrici. Le braccia flesse dei giocatori infatti sono articolate a formare dei triangoli. L’interesse principale di Paul Cézanne fu l’analisi delle forme reali e la loro descrizione mediante semplificazione. La sua ricerca si definisce quindi Postimpressionista. Il metodo di lavoro del maestro francese fu del tutto razionale. Cézanne infatti non si interessò alla narrazione di un evento o all’espressione di uno stato d’animo. Le sue ricerche influenzeranno in modo determinante la nascita del Cubismo. L’effetto è di stabilità, assenza di movimento e sospensione temporale.
Natura morta con mele e arance Mele e arance di Paul Cézanne è un esempio di sintesi formale, che fu di ispirazione ad altri artisti diretti verso l’astrazione. Alcune Mele e arance sono sparse su un telo, altre, poi, sono riunite su di un piatto e all’interno di un’alzata di porcellana. Sulla destra, invece, si trova una brocca decorata molto semplicemente. La frutta è colorata così con variazioni di tono che vanno dal giallo al rosso. Il colore medio risultante poi è l’arancione che forma un contrasto di complementare con il telo che copre il piano dai disegni violetti. La natura morta è disposta in obliquo rispetto al piano dipinto. Questo espediente rende il dipinto più dinamico. L’inquadratura, poi, lascia fuori alcune parti dei teli, riservando al centro la frutta dipinta. Quasi perfettamente al centro delle diagonali si trova la mela isolata, dipinta sulla destra del piatto.
Nel dipinto Picasso pone tutte le questioni che diverranno centrali nella sua ricerca successiva: il rifiuto di un’arte mimetica rispetto alla realtà (natura morta); la negazione della prospettiva rinascimentale( lo spazio risulta compresso, frantumato, quasi rovesciato in avanti verso l’osservatore), il sovvertimento tra figura e sfondo, la riduzione geometrica delle forme; la costruzione dell’immagine attraverso la combinazione di punti di vista diversi e contemporanei, come se la pittura voglia rappresentare non più solo ciò che si vede, ma ciò che di un oggetto o di una figura si conosce, per cui di una stessa figura vediamo allo stesso tempo la schiena, il volto e il profilo. Il dipinto è influenzato dall’arte africana. Fu disapprovato dalla critica. Si trattava di un attacco mosso dal pittore nei confronti della tradizione artistica occidentale. Si rivolge contro il mito della bellezza. Protocubismo Nella fase detta proto cubista 1907-1909, ispirandosi a Cézanne, Picasso e Braque realizzarono soprattutto paesaggi, nei quali l’impostazione geometrico strutturale viene esasperata e il paesaggio viene ridotto a poche forme solide e regolari. Le sagome degli oggetti, rigide e squadrate, sembrano occupare ogni spazio a disposizione. La semplificazione geometrizzante è accompagnata da una riduzione della gamma cromatica a toni di verde, ocra e grigio. Tutto è ridotto a “piccoli cubi”. Case in collina a Horta de Ebro, Picasso Case all’Estaque, Braque
Cubismo analitico Violino e brocca, Braque Il dipinto di Georges Braque presenta uno spazio frammentato le cui schegge formano linee spigolose che suggeriscono forme di oggetti. A sinistra, in prossimità del centro, è riconoscibile un brocca appoggiata su un tavolo. Invece, in basso, verso destra si può cogliere la figura destrutturata di un violino. Sempre al centro, alcuni fogli di carta sono appesi ad un chiodo conficcato alla parete. Sulla destra si intravede poi la porzione di una cornice che incontra, forse, una colonna. Bracque si esprime contro la tradizione figurativa che utilizza lo spazio prospettico per imitare lo sguardo umano. Infatti, secondo l’artista la centralità prospettica, razionale e rassicurante, non rappresenta più il mondo a lui contemporaneo caratterizzato dalla perdita del centro politico e filosofico. Ma jolie, Picasso Il dipinto Ma Jolie di Pablo Picasso è una immagine al limite della rappresentazione astratta. La superficie è infatti frammentata da schegge di chiaroscuro che difficilmente permettono di identificare le forme. In basso a sinistra spicca in modo evidente la scritta Ma Jolie. A destra si coglie invece la semplificazione grafica di una chiave di violino mentre al centro si individuano alcuni tratti paralleli verticali. L’immagine della donna diventa il pretesto per condurre un esperimento visivo sulla rappresentazione che superi i limiti della tridimensionalità. La chiave di violino che compare nel dipinto indica l’ispirazione che deriva dal brano musicale. In Ma Jolie come il altre opere del cubismo analitico Picasso utilizzò più linguaggi simultaneamente. Sono infatti presenti lettere in nero che compongono il titolo della canzone. La chiave di violino è poi un elemento simbolico che rimanda allo strumento. Infine le forme vengono rappresentate con il linguaggio spaziale del cubismo analitico. Il colore è steso con pennellate evidenti disposte con orientamento parallelo ai piani dell’opera.
Il portoghese, Braque In maniera analoga lavorò anche Braque. Nella tela Il portoghese, l'artista fissa il ricordo di un musicista lusitano incontrato in un caffè di Marsiglia. Come nel ritratto di Vollard eseguito da Picasso, la tavolozza è ridotta a pochi accordi di colore. L'artista crea una sorta di monocromo, consueto nei dipinti di questa fase, così che lo sguardo dell'osservatore non può che concentrarsi su linee e forme. Compaiono numeri e lettere dell’alfabeto: piatte e slegate tra loro, assumono una valenza di motivi grafici. Cubismo sintetico Il collage Nel 1912 Picasso realizza il primo collage della storia della pittura: si tratta proprio, per Picasso, di creare forma, racconto, illusione con tecniche o materiali semplici, in apparenza fortuiti. Il collage è una tecnica inventata da Braque e da Picasso intorno al 1912. Per la prima volta si inserirono in un dipinto pezzi di giornale, manifesti, spartiti musicali, stoffe e altri materiali. Essi sostituirono la resa illusionistica degli oggetti raffigurati con l’oggetto stesso o con un suo particolare. Se vengono impiegati solo ritagli di carta, il collage prende il nome di papier collé , mentre la mescolanza di materiali e oggetti che danno alla composizione un effetto di rilievo e volume viene chiamata assemblage. Natura morta con sedia impagliata, Picasso Una corda fa da cornice, mentre un frammento di canné evoca una sedia impagliata: Picasso non l’ha dipinta in prospettiva, né ha voluto mostrarla nell’insieme, con gambe e spalliere. Accanto dipinge altri oggetti (una fetta di limone, un bicchiere trasparente, una capasanta, una cannuccia, il fornello di una pipa), ma li accenna appena. Inserendo nel quadro oggetti o loro frammenti, Picasso non si propone di descriverli ma di evocarli, per darne solo una rappresentazione illusoria: il soggetto (la paglia) è falso, ma il materiale (la tela cerata) è
vero. Entrambi però sono falsi quando vogliamo rappresentare una sedia: in questo modo l’artista dimostra quanto sia labile la differenza tra realtà e rappresentazione. Per non cadere nell’astrattismo ha introdotto tre lettere a grandi caratteri maiuscoli JOU, che in francese alludono sia a journal (giornale) che a jouer (giocare). Le scritte si rivelano utili perché accrescono motivi di attenzione dell’immagine e contribuiscono alla vivacità dell’insieme, come qualsiasi altro motivo ornamentale. I colori dominanti sono i consueti bruni e grigi, interrotti soltanto dal giallo limone. Guernica “L’avete fatto voi” Genica è un manifesto di denuncia contro tutte le guerre. L’enorme tela, di quasi 8 m di base e circa 3,5 m di altezza, fu concepita per l’esposizione universale di Parigi del 1937 e dipinta in un solo mese di incessante lavoro. Fu uno dei fatti di cronaca più drammatici del secolo scorso: il bombardamento aereo della cittadina di Guernica, nei paesi baschi, scatenato il 26 aprile 1937 dall’aviazione tedesca, concessa da Hitler in appoggio alle milizie fasciste del generale Francisco Franco, impegnato nella guerra civile contro l’esercito repubblicano spagnolo. Picasso, apertamente schierato con la parte democratica e repubblicana, decise immediatamente di dedicare ai martiri di Gere nica l’opera che gli era stata commissionata per il padiglione spagnolo. L’opera condensa e tanti errori prodotti dal bombardamento in uno spazio dentro e caotico, privo di impianto prospettico e quasi bidimensionale, rendendo la scena serrata e claustrofobica. Le figure sono quasi sovrapposte. Partendo da sinistra verso destra notiamo subito una madre con un bambino in braccio : è disperata, il bambino è ferito o addirittura morto, nel suo volto c’è lo strazio di ha
La Guerra e La Pace a Vallauris Nel 1948 Picasso si trasferisce a Vallauris, sulla Costa Azzurra, dove resterà fino al 1955. Durante questi anni realizza numerose sculture e dipinti. Tra essi La guerra e la pace, due composizioni monumentali di oltre 100 metri quadri su pannelli di legno; riprendono la forma della volta della cappella del castello di Vallauris, oggi Il Museo Nazionale Pablo Picasso La Guerra e la Pace, a breve distanza dal centro della città che si trova al sud della Francia, vicino Cannes. Sulla parete sinistra è dipinta La Guerra: la Morte, con in mano un coltello insanguinato e sulle spalle un sacco pieno di teschi, cavalca un carro nero dal quale fuoriescono scarafaggi ed insetti millepiedi. Il carro è trainato da cavalli che calpestano un libro infuocato, la cultura bruciata e schiacciata dai regimi che impediscono libertà di parola e di pensiero e vogliono mantenere il popolo ignorante. Sullo sfondo incombono delle ombre nere: sono soldati, ognuno dei quali porta un'arma diversa, a rappresentare la paura di Picasso per le nuove tecnologie belliche, armi batteriologiche, chimiche, nucleari. La Giustizia, sulla sinistra, tiene in mano una bilancia ed uno scudo, al cui interno è raffigurata una colomba. Osservandola da più punti di vista si scopre un volto di donna, quello di Francoise Gilot, la compagna di Picasso in quegli anni. I colori sono cupi, freddi, acidi e contribuiscono a creare un'atmosfera inquietante dove la vita è assente.
Sulla parete destra invece Picasso ha dipinto La Pace e la scena si illumina di colori sgargianti e si anima di persone e di vita. Un sole enorme, con le spighe al posto dei raggi, splende nella volta e all'ombra di un albero verde, colmo di frutti, una mamma allatta il suo bambino, un uomo legge, un altro scrive. Un ragazzo ara la terra con un cavallo alato, mentre intorno a lui si danza e si suona. Un bambino gioca con una singolare struttura, che a me ricorda Le Mobiles di Calder, dove c'è una boccia per i pesci piena di uccelli e una gabbia di uccelli piena di pesci. Insomma, in tempo di pace, tutto è possibile. Sullo parete di fondo, quattro persone di etnie diverse ci riconducono all'idea dell'armonia tra i popoli protetta dalla immancabile colomba. War and Peace, Sean Landers La suggestione di oggi riguarda War and Peace di Sean Landers. Il titolo dell’opera è molto significativo per due aspetti essenziali: da un lato l’omaggio a due mostri sacri quali Lev Tolstoj con l’omonimo romanzo e Pablo Picasso con il suo Guernica. Dall’altro versante, Landers, sembra quasi cercare non solo l’omaggio ma il confronto-scontro con questi due artisti grandiosi. Il riferimento a Guernica , comprese le dimensioni, è netto; ma qui abbiamo una versione fumettistica data non solo dai colori e dalla stilizzazione delle figure ma anche da un bailamme di animali che in Picasso sono assenti come i galli, le scimmie e un gatto che fuma