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Tipologia: Sbobinature
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È costituito da una componente passiva, l’apparato scheletrico, e da una componente attiva, il sistema muscolare; funzioni: sostegno, protezione di parti molli, equilibrio, movimento, plastica, emopoietica e di deposito. TRAUMATOLOGIA È la branca della medicina che interessa la diagnosi, il trattamento e la riabilitazione di tutte le lesioni scaturite da traumi. TRAUMA è un evento violento, la cui forza danneggia i tessuti perché ne supera il limite di resistenza. Nei casi più gravi, ai danni locali si associa il coinvolgimento delle condizioni generali, per cui si parla di malattia traumatica. cause di un infortunio di trauma: la caduta accidentale (40%), incidenti stradali (25-30%), ferite da taglio e da arma da fuoco luogo del trauma, istituti residenziali, strada, a casa, incidenti sul lavoro. distretti corporei interessati: il collo perché viene interessato anche il midollo testa causano lesioni cerebrali, che possono essere permanenti torace causano contusioni polmonari, addome lesionano la milza (shock emorragico) bacino. si può avere una lesione dei vasi e si può avere uno shock emorragico. TIPI DI TRAUMA (Contusione, distorsione, lussazioni e fratture) CONTUSIONE È una lesione traumatica prodotta dalla violenta compressione di un agente esterno sulla superficie del corpo, oppure dall’urto del corpo spinto ad una certa velocità contro un ostacolo solido. La contusione può essere senza frattura e/o con frattura: in quella senza frattura la cute è integra e il danno è al livello dei tessuti sottocutanei, soprattutto a livello del derma, il quale, essendo riccamente vascolarizzato, da uno stravaso ematico. Secondo Dupuytren i gradi di contusioni sono:
pressione nei vasi e si dilatano), analgesia, riduzione dell’edema;
frattura stessa:
resistenza ai meccanismi traumatici. Sono tipiche nell’età evolutiva (da 0 a 18 anni) e si distinguono in sottoperiostee, a legno verde, infrazioni ed infossamenti.
di
o diagnosi precoce: dolore acuto, scomparsa dei polsi, scomparsa della sensibilità; o trattamento in urgenza: fasciotomia.
strati di condrociti si dispongono in senso longitudinale. La fisi costituita da 3 sistemi vascolari, che sono i vasi metafisari, epifisari e pericondrali, i quali danno nutrimento a questa zona per favorirne l’accrescimento. La fisi è collegata alla sua porzione epifisaria e metafisaria tramite 2 zone: zona di Ranvier e il pericondrio, o anello pericondrale di LaCroix. SINTOMATOLOGIA È simile a quella delle fratture più comuni nell’età adulta: la differenza sta nel fatto che l’adulto descrive in maniera pressoché chiara l’evento traumatico, il bambino no, per cui è molto più complesso comprenderne il tipo di lesione. CLASSIFICAZIONE DI SALTER E HARRIS > I tipo : L’interruzione decorre esclusivamente nel disco cartilagineo (distacco puro), ovvero interessa esclusivamente la cartilagine di accrescimento. Spesso colpisce gli arti superiori (radio prossimale, omero prossimale) e inferiori (femore distale e prossimale) nella prima infanzia > II tipo : l’interruzione inizia nel disco cartilagineo e termina nel contesto della metafisi (distacco misto). È la più frequente nei soggetti >10 anni. Tipico è il segno di Holland, cioè il frammento triangolare che si trova nella porzione metafisaria. Nel caso questo frammento triangolare sia libero e distaccato totalmente dalla sua porzione ossea è più complesso ridurlo e quindi è uno di quei rari casi in cui potrebbe essere necessario una tecnica open per la riduzione di questa frattura. Quando, invece, il trattamento dei distacchi epifisari è più conservativo possibile o se chirurgico una così detta sintesi minima cioè poco invasiva. > III tipo : l’interruzione interessa il disco cartilagineo ed il nucleo epifisario (distacco misto). Il follow up è ancora più
di coniugazione ma anche l’epifisi, metafisi o addirittura entrambe. FATTORI PROGNOSTICI Come tutte le condizioni associate alle lesioni ossee (anche nell’adulto), i fattori prognostici, che influenzano l’andamento della lesione, sono: il tipo di lesione (distacco puro, misto), l’età all’epoca del trauma (un soggetto di età superiore quando le piastre di accrescimento sono quasi del tutto fuse ovviamente la prognosi sarà superiore perché avremo poca crescita residua), apporto sanguigno (integrità vascolare) e metodo di trattamento. COMPLICANZE
lievi (le principali sono quelle del collo del femore, del polso e a livello della colonna). L’osteoporosi è preceduta da una fase di osteopenia, cioè una diminuzione delle densità minerale ossea senza sintomi clinici (non abbiamo fratture) e si può misurare con l’esame BMD che ha un valore tra -1 e -2.5 Deviazioni Standard: al di sotto di questo -2,5 DS si va in una condizione di osteoporosi e quindi qualsiasi trauma a bassa energia può determinare una frattura. I Fattori di rischio non modificabili: sesso femminile, età >50, bassa concentrazioni di estrogeni, BMI <19kg/m^2 (sta a significare una problematica di malnutrizione), storia di fratture da fragilità, razza caucasica e asiatica sono più soggetti a questo tipo di osteoporosi Fattori modificabili: Malnutrizione (supplemento di Calcio e vitamina D possono aiutare a ritardare il passaggio da osteopenia a osteoporosi), eliminare il fumo, alcool, evitare uno stile di vita sedentario e un uso eccessivo di steroidi e anticonvulsivi ARTICOLAZIONE COXO-FEMORALE È un’enartrosi e riguarda la testa del femore, che va si inserisce a livello dell’acetabolo dell’osso dell’anca. Il ROM dell’articolazione sono di: estensione 20°, flessione di 100°, abduzione di 20-30°, intra- extra rotazione 90°. TESTA E COLLO È importante fare una distinzione tra testa del femore e collo del femore. Tutto ciò che riguarda la testa non fa parte delle comuni fratture dell’anca, infatti la frattura della testa del femore è dovuta a traumi ad altissima energia ed è chiamata frattura di Pipkin, che richiede un trattamento con una ricostruzione della testa. Le fratture del collo del femore partono appunto dal collo del femore e poi si estendono sia verso il grande e il piccolo trocantere (entrambi prendono il nome di massiccio trocenterico) che verso la cresta intertrocanterica (linea di unione tra piccolo e grande trocantere), dove la capsula articolare dell’articolazione coxo-femorale si va ad inserire. ANGOLI FEMORALI Ci sono degli angoli ben specifici da valutare, in modo particolare si ha:
La capsula articolare origina dal labbro acetabolare e si inserisce anteriormente sulla linea intertrocanterica e posteriormente sul collo anatomico: per tale ragione le fratture mediali sono quelle all’interno della capsula (intra-capsulari), mentre quelle laterali lo sono al di fuori della capsula e vengono definite extra-capsulari (per esempio fratture trocanteriche o sotto- trocanteriche) e, dal punto di vista clinico, cambia la sintomatologia. La capsula inoltre è rinforzata da 3 legamenti: ileo- femorale, ischio- femorale, pubo-femorale. NB: la diagnosi si effettua con una radiografia in proiezioni antero-posteriore e assiale per evidenziare: linea di frattura (completa o incompleta), angolo di frattura, eventuale accorciamento del collo, piccolo trocantere prominente, numero di frammenti. FRATTURE MEDIALI Sono tipiche dei pazienti osteoporotici e sono meno frequenti delle fratture laterali. Sono dovute:
terminale nella regione mediale, assenza di periostio, presenza di liquido sinoviale. Il trattamento varia in base all’età, al livello di attività pre-infortunio, alle comorbidità, alla scomposizione e all’osteoporosi. Tuttavia, vi sono due tipi di trattamento, il trattamento conservativo e il trattamento chirurgico:
È definita come un disordine scheletrico caratterizzato da una riduzione della densità minerale ossea (≤ - 2.5 DS rispetto alla media di adulti sani) e da un deterioramento della micro-architettura dell’osso, in presenza di un normale rapporto tra matrice organica e fase minerale; comporta un aumentato rischio di fratture da fragilità per traumi a bassa energia. Si hanno due tipi di osteoporosi: