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TEST ORTOPEDIA
ARTROSI
Patologia cronico degenera6va ad evoluzione progressiva delle ar6colazioni:
- Mala?a delle ar6colazioni più comune al mondo, principale causa di invalidità e di dolore dei pazien6 con età maggiore dei 60 anni, colpite l’80% delle persone di età superiore a 75 anni. FaMori di rischio:
- Età
- Razza
- FaMori geografici
- Obesità
- Traumi
- Pregresse mala?e ar6colari infiammatorie Classificazione
- Primaria ( artrosi localizzata o artrosi generalizzata
- Secondaria ( a sovraccarico meccanico: Obesità, dife? di postura, a?vità lavora6ve o spor6ve etc.) Aspe? clinici artrosi Dolore ar6colare (aumenta con l’a?vità, diminuisce col riposo), limitazione funzionale Segni:
- Dolorabilità alla palpazione dei capi ar6colari
- Limitazione alla mobilizzazione
- Rumore di scroscio alla mobilizzazione
- Versamento ar6colare
- Disallineamento e/o deformità ar6colare Dolore nell’artrosi: Dolore ar6colare sintomo primario, spesso presente da mesi o anni, prima saltuario dopo più persistente, descriMo come dolore di 6po grava6vo, acu6zzato dal carico e dal movimento dell’ar6colazione interessata, si trova beneficio aMraverso il riposo, ma dolore più intenso nei periodi freddi. Si differenzia con artrite e osteoartrosi per diversi faMori, sopraMuMo i sintomi, ad esempio l’artrite ha un range di età di comparsa più frequente tra i 20-40 anni, e il dolore peggiora col riposo, mentre l’osteoartrosi invece coinvolge la car6lagine e l’infiammazione non è comune.
Diagnosi strumentale effeMuata aMraverso:
- Raggi x
- Ecografia
- TAC colonna
- Risonanza magne6ca colonna
- Artroscopia ( anca e ginocchio) Profilassi dell’artrosi
- Controllo peso corporeo, risparmio ar6colare, adeguamento delle a?vità lavora6ve e/o spor6ve, Chinesiterapia precoce, Misure terapeu6che diverse e variegate tra cui Chinesiterapia, terapia fisica, correzione faMori di rischio etc. FARMACOLOGICA An6dolorifici ( fans) Infiltrazioni ( acido ialuronico) Chirurgia ( osteptomie corre?ve, artrodesi, protesi) Localizzazioni artrosi più frequen6:
- Colonna lombo-sacrale 64%
- Colonna cervicale 62%
- Ginocchia 25%
- Mani
- Anche SPONDILOARTROSI Comprende l’artrosi delle ar6colazioni interapofisarie, uncovertebrali cervicali e degenerazione dei dischi intervertebrali ( discartrosi). La spondiloartrosi è la localizzazione più frequente, segmen6 cervicale e lombo-sacrale i più colpi6. Dolore di 6po meccanico, accentuato dalle contraMure della muscolatura paravertebrale. GONARTROSI Interessa l’ar6colazione del ginocchio, problema meccanico favorito da, deformazioni femoro- 6biali, alterazione delle superfici ar6colari, sequele di traumi ossei, meniscectomie, roMure di legamen6 (LCA) Terapia infiltra6va:
- Antero-laterale (AL)
- Antero-mediale (AM)
- Mediorotuleo Laterale Eseguita in ambiente ase?co, aghi di 5,1 cm e 21 Gauge
FaMori di rischio Osteoporosi:
- Non modificabili: sesso femminile, età maggiore dei 50 anni, bassa concentrazione di estrogeni, BMI minore di 19 kg, storie di fraMure da fragilità, razza caucasica e asia6ca
- Modificabile: Malnutrizione, deficit di calcio e vitamina D, fumo, abuso di alcol, s6le di vita sedentario, uso di steroidi e an6convulsivi. Ar6colazione coxo-femorale; enartrosi, rom :
- Estensione: 20 gradi
- Flessione: 100 gradi
- Abduzione: 20-30 gradi
- Intra-extra rotazione: 90 gradi E’ possibile dis6nguere la testa del femore e il collo del femore, oltre che le porzioni dell’osso, ovvero il grande ed il piccolo trocantere e la cresta intertrocanterica. Angolo di inclinazione femorale:
- Normale – 130 +/- 7 gradi
- Coxa vara minore di 120 gradi
- Coxa valga maggiore di 135 gradi Angolo di An6versione:
- Normale- 10/15 gradi
- An6verso > 15 gradi
- Retroverso < 10 gradi Fasci trabecolari femorali: Sistema trabecolare interno, orientato lungo le linee di maggiore stress:
- Fascio cefalico
- Fascio trocanterico
- Fascio arciforme Formano il triangolo di Ward Vascolarizzazione:
- Arteria Epifisaria Laterale: fornisce la maggior parte del rapporto ema6co alla testa del femore
- Arteria del legamento rotondo: Irrora la parte antero-inferiore della testa
- Arteria circonflessa laterale: Minor apporto rispeMo alla arteria circonflessa mediale La vascolarizzazione condiziona il traMamento delle fraMure Ogni fraMura che si versifica a monte dell’inserzione distale della capsula può interrompere la circolazione del frammento prossimale, aumentando il rischio di necrosi della testa del femore, la rivascolarizzazione della testa femorale è possibile se:
- Integrità vasale
- Capacità di rigenerazione vascolare
CAPSULA ARTICOLARE
Dal labbro acetabolare, la capsula si inserisce anteriormente sulla linea intertrocanterica e posteriormente sul collo anatomico, ar6colazione rinforzata dai legamen6 ileo-femorale, ischio- femorale e pubo-femorale. ESAMI STRUMENTALI RX-grafia: fondamentali le due proiezioni:
- Antero-posteriore
- Assiale Esse evidenziano:
- La linea di fraMura, completa o incompleta
- Angolo di fraMura
- Eventuale accorciamento del collo
- Piccolo trocantere prominente
- Numero di frammen FRATTURE MEDIALI DEL FEMORE Epidemiologia: 6piche dei pazien6 osteoporo6ci e meno frequen6 delle fraMure laterali Dovute a:
- banali cadute, urtando direMamente la parte al di sopra del grande trocantere
- Rotazione laterale dell’arto
- Carichi ripetu6 ai distre? muscolari, associa6 a movimen6 di torsione
- Traumi ad alta energia nei giovani adul Segni clinici:
- Leggero dolore a livello inguinale
- Zoppia
- Fas6dio durante i movimen6 a?vi e passivi dell’arto interessato
- Lieve rotazione esterna ed accorciamento dell’arto fraMurato Diagnosi di certezza-Radigrafica e rx Classificazione topografica:
- SoMocapitata: più comune e rima di fraMura base testa del femore
- Basicervicale: coinvolge la base del collo femorale con linea di fraMura che scorre lungo la linea di inserzione capsulare
- Transcervicale: rima di fraMura nel collo femorale, deformità in varismo
- Transcervicale obliqua
- Indice di singh < 3
- Possibilità di fraMure patologiche Meccanismo trauma6co: Trauma direMo ( caduta con impaMo sulla regione trocanterica) trauma indireMo ( torsione dell’arto flesso) Segni clinici: Dolore regione trocanterica, ematoma nella coscia, rotazione esterna dell’arto > 45 gradi, accorciamento dell’arto, adduzione. Radiografie standard, per diagnosi di certezza, in antero-posteriore ed assiale dell’anca, raramente si approfondisce con TC Classificazione topografica:
- Intertrocanterica
- SoMo trocanterica: inferiormente al piccolo trocantere, fino a 5 cm distalmente, le forze muscolari provocano spesso una importante scomposizione
- SoMo trocanterica diafisiaria
- Pertrocanterica: più comune tra le fraMure extra-capsulari, deformità in varismo, classificate secondo evans in stabili ed instabili FraMura isolata del gande trocantere: avviene principalmente nelle donne osteoporo6che, è il risultato di un trauma direMo sul grande trocantere o per avulsione a causa di una trazione del tendine del muscolo gluteo medio. Classificazione di Evans-Jensen per fraMure pertrocanteriche:
- Tipo 1: fraMura con divisione in due porzioni della base della base del collo del femore dal femore ma senza divisione totale
- Tipo 2: stessa cosa ma con divsione totale in due par
- Tipo 3: Divisione in 3 par6, perdita del supporto posterolaterale
- Tipo 4: divisione in 3 par6, perdta del supporto mediale
- Tipo 5: Divisione in 4 par Tipo 1 e 2 stabili, 3,4 e 5 instabili Classificazione di Seinsheimer per fraMure soMotrocanteriche:
- Grado 1: fraMura con meno di 2mm di scomposizione
- Grado 2a: due par6 posizionate trasversalmente
- Gradi 2b: due par6 a spirale con piccolo trocantere nel frammento prossimale
- Grado 2c: due par6 a spirale con piccolo trocantere nel frammento distale
- Grado 3a: Tre par6 a spirale, il 3 frammento è il piccolo trocantere
- Grado 3b: tre par6, il 3 frammento è il buMerfly fragment
- Grado 4: quaMro o più frammen
- Grado 5: qualsiasi fraMura con estensione al grande trocantere TraMamento chirurgico o?male del paziente con una fraMura laterale del femore prossimale prevede riduzione ed osteosintesi con chiodo endomidollare. Vi possono essere complicanze come perdita della sintesi prossimale, infezioni, ritardo di consolidazione, osteonecrosi, fraMura diafisi femorale, dolore.
OSTEOPOROSI
Disordine scheletrico caraMerizzato da una riduzione della densità minerale ossea e da deterioramento della micro-architeMura dell’osso, comporta un aumentato rischio di fraMure per traumi a bassa energia: fraMure da fragilità Classificazione:
- Osteoporosi primaria: post-menopausale, senile, diapa6ca del giovane adulto
- Osteoporosi secondaria: Mala?e(artrite reumatoide, mala?e endocrine), farmaci (cor6sone) Le fraMure osteoporo6che più comuni sono quelle vertebrali, il 30/50% circa delle donne e il 20% degli uomini nella vita possono andarne incontro Diagnosi Clinica: esami ematochimici ( calcemia, crea6nemia, cor6solo, testosterone) Densitometria ossea: Esame che quan6fica la massa ossea in relazione alla densità in Sali minerali dell’osso e può essere eseguita con tecniche basate sull’aMenuazione di raggi x e sulla diffusione e trasmissione di ultrasuoni ( BDM bone mineral density) TraMamento: prevenzione, farmacologico (supplementazione calcica, terapia ormonale sos6tu6va, SERMs che sarebbero modulatori sele?vi del receMore degli estrogeni), chirurgico in caso di fraMure. COXA VARA E COXA VALGA Angolo cervico-diafisiario o di inclinazione, è l’angolo che l’asse del collo del femore forma con l’asse diafisiario del femore:
- È aperto medialmente, con valore medio di 125°- 126° ( fino ad un max di 130°)
- Esprime il grado di lateralizzazione del femore Valori normali:
- Neonato 150°
- Bambino 135°-145°
- Adulto 126°
- Anziano 110°-120° Angolo di an6versione cervico-cefalico o di declinazione, è l’angolo di torsione o declinazione femorale ed è compreso tra l’asse longitudinale del collo femorale e l’asse transcondiloideo femorale Valori normale:
- Neonato 30°-40°
- Bambino 15°-20°
- Adulto 12°-15°
Coxa vara rachi6ca caraMeris6che radiologiche: deformità a clava del femore, ver6calizzazione della car6lagine di coniugazione, ipertrofia nucleo di ossificazione prossimale, allargamento della metafisi Coxa vara dell’adulto secondaria a :
- Trauma
- Esito coxa vara infan6le Segni clinici coxa vara: Ar6 extra-rota6 e flessi, zoppia di caduta, coxalgia con irradiazione al ginocchio TraMamento:
- Coxa vara rachi6ca: divieto di carico e uso di tutori ortopedici
- Coxa vara congenita: Incruento ( immobilizzazione in abduzione massima fino all’ossificazione nei casi precoci) cruento ( osteotomia valgizzante inter- e soMo- trocanterica) SINDROME DEL TUNNEL CARPALE Il tunnel carpale è la sindrome canalicolare più frequente ed è dovuta ad una compressione del nervo mediano al passaggio aMraverso il canale del carpo, è composto da un pavimento formato da radio, ulna e ossa del carpo e da un teMo formato dal legamento trasverso del carpo. Questa sindrome insorge quando il nervo mediano, subisce una compressione nervosa tale per cui perde parte della sua funzione sensi6va e parte della sua funzione motoria. Eziologia: Gravidanza, disordini endocrini come diabete, esi6 di fraMure del polso, cis6 sinoviali, alcolismo, idiopa6co. Patogenesi: Compressione estrinseca, squilibrio tra volume contenitore ( canale osteofibroso) e volume contenuto ( tendini, guaina sinoviale, nervo mediano), presenza di elemento anomalo nel canale del carpo e fragilità del nervo mediano. Sintomi: Intorpidimento, formicolio e dolore sopraMuMo noMurno, debolezza e difficoltà nel sen6re e maneggiare piccoli ogge?. 3 fasi:
- Fase di irritazione: dolore e parestesie
- Fase di compressione: ipovalidità dei muscoli dell’eminenza tenar e dei primi due lombricali
- Fase di paralisi: Atrofia dell’eminenza tenar Diagnosi Clinica: Iperalgesia, segno di 6nel, segno di phalen, Atrofia dell’eminenza tenar. Diagnosi strumentale: EleMromiografia, ecografia, Rx, risonanza magne6ca. TraMamento:
- Conserva6vo: Riposo, fans, tutore di polso
- Chirurgico: release del tunnel carpale a cielo aperto ( consiste nell’incisione di 3-4 cm longitudinale lungo l’asse tra la piega distale del polso e caudalmente la linea di Kaplan, resezione del legamento trasverso del carpo e decompressione del nervo mediano).
Complicanze del traMamento chirurgico: sezione incompleta del legamento, Dolore, retrazione dei tendini flessori, infezioni, lesioni nervose. SINDROME DI DE QUERVAIN Stenosi della guaina tendinea del muscolo abduMore lungo del pollice e del muscolo estensore breve del pollice per ispessimento delle pare6 della guaina. Eziologia: Microtrauma6smi ripetu6, dovu6 a movimen6 di flesso estensione del pollice ripetu6 ( a?vità come il cucino, tas6era pc, suonare strumen6), può essere correlata inoltre alle patologie tendinee del gomito come epicondilite. Esame obie?vo: Gonfiore e ispessimento palpabile della guaina fibrosa, neMa debolezza al livello del processo s6loideo del radio e test di Finkelstein posi6vo. TraMamento di 6po conserva6vo: Tutore primo dito, Infiltrazioni cor6soniche, fans e fisioterapia. TraMamento di 6po chirurgico: Anestesia totale, incisione trasversa o longitudinale, la guaina ispessita viene aperta con un’incisione longitudinale e dopo l’intervento la mano ed il pollice vengono immobilizza6 per i primi giorni con una stecca di gesso o un tutore rigido. Complicanze del traMamento chirurgico come formazione di un neuroma, decompressione inadeguata, instabilità tendinee, aderenze tendinee, aderenze della cicatrice chirurgica. MORBO DI DEPUYTREN Affezione caraMerizzata dalla scomparsa di una flessione irriducibile di uno o più dita della mano, determinate dalla retrazione e dall’ispessimento dell’aponeurosi palmare superficiale. Eziologia: faMori gene6ci ( predisposizione di 6po ereditario, più diffusa nelle popolazioni di origine cel6ca) faMori metabolici ( consumo di alcolici, diabete mellito) faMori meccanici ( traumi o uso di an6epile?ci per tempo prolungato ). Diagnosi clinica: inizialmente piccoli ispessimen6 nodulari soMocutanei nel palmo della mano e noduli palpabili, non apprezzabili ad occhio nudo e dolen6 alla palpazione. Nella fase successiva avremo formazione di cordoni aponevro6ci ( flessione delle dita di 6po permanente) TraMamento di 6po conserva6vo nelle forme esclusivamente nodulari: farmacologico, ultrasonoterapia, ionoforesi, mesoterapia, infiltrazioni di collagenasi. TraMamento di 6po chirurgico quando l’incurvamento in flessione delle dita è tale da impedire uno svolgimento correMo delle a?vità del soggeMo: Aponeurectomia sele?va o totale, fasciotomia percutanea, fermofascectomia, amputazione. RIZOATROSI Patologia degenera6va artrosica, più colpito il sesso femminile, età presenile in relazione al climaterio, manifestazione spesso bilaterale con prevalenza in una sede, interessa principalmente l’ar6colazione trapezio-metacarpale e le ar6colazioni interfalangee della mano. Manifestazione clinica: dolore urente e grava6vo con con6nue poussèes evolu6ve, dolore presente a riposo e nelle ore noMurne, progressiva abolizione dei movimen6 ar6colari del pollice, deformità della mano che assume un caraMeris6co aspeMo e tumefazione dura e dolente sul lato dorsale
Classificazione clinica ernie lombari: Stadio:
- Solo disturbi sensi6vi (60/70%)
- Disturbi sensi6vi e motori
- Sindrome cauda equina (rara) Stadio 1: sensi6vo Terapia conserva6va successo nei 2/3 dei casi obie?vo di abba?mento della chirurgia discale Stadio 2: sensi6vo e motorio, dolore, ipoestesia, diminuzione o scomparsa dei riflessi e deficit muscolari TraMamento ernie discali:
- TraMamento medico
- Nucleolisi
- Diatermoterapia
- Nucleotomia percutanea
- Discectomia chirurgica Stenosi: per stenosi vertebrale lombare si intende un insieme di condizioni che determinano la riduzione dell’area totale del canale vertebrale, dei recessi laterali o dei foramina nervosi:
- Claudica6o neurogena: coscia,glutei,polpaccio. Dolore crampiforme, ipostenia e ipoestesia. Difficoltà nel deambulare,correre, stazione ereMa prolungata. Il dolore diminuisce con lo stare seduto o a leMo, china6 in avan
- Claudica6o vascolare: polpaccio. Dolore crampiforme. Esercizi in qualsiasi postura. Diminuisce stando sedu6 o in piedi purchè fermi. Valutazione iniziale che comprende anamnesi ed esame obie?vo, esame clinico che deve riguardare anamnesi familiare e patologie remote, valutazione degli appara6, osservazione del comportamento psichico e valutazione della condizione socio-economica e lavora6va, nonché ovviamente, età, impotenza funzionale, dolore (cronologia, caraMere e risposta ad un precedente traMamento, localizzazione per eventuale radiazione, faMori aggravan6 come tosse, faMori allevian6 come riposo esercizi e farmaci). Durante l’esame obie?vo è importante l’esame delle anche indicato per escludere un coinvolgimento dell’ar6colazione o una mala?a primi6va dell’anca che possa causare dolore lombare, inoltre andrebbero analizzate le lunghezze degli ar6 inferiori, l’orizzontalità del bacino e il valore delle curve rachidee dorsale e lombare. Esame clinico completato con la ricerca dei segni par6colari evoca6 da manovre diagnos6che specifiche come ad esempio la MANOVRA DI LASEGUE ( comprende l’elevazione passiva dell’arto inferiore in estensione, devono essere nota6 la presenza e l’intensità del dolore e l’angolo fino al quale può venire alzato l’arto teso, per valutare anche l’andamento della mala?a nel tempo. La posi6vità, comparsa del dolore, o l’impossibilità ad eseguire il movimento depone per la sofferenza di una radice nervosa bassa (L4,L5 o S1). La manovra va eseguita bilateralmente).
La sofferenza di radici più alte (L2,L3 o L4) può essere scoperta con:
- MANOVRA DI WASSERMAN: a paziente prono l’estensione del ginocchio dovrebbe suscitare dolore anteriore della coscia
- MANOVRA DI MILGRAM: (meMendo in tensione i muscoli addominali anteriori ed ileo- psoas, aumenta la pressione intrarachidea) va eseguita a paziente supino invitandolo a sollevare gli ar6 estesi per 30 s. Se il test viene ul6mato senza dolore si può escludere la presenza di una patologia intrarachidea. Esame obie?vo Livello L4:
- Valutazione della funzionalità muscolare: la radice nervosa di L4 è meglio valutabile esaminando la flessione dorsale della caviglia, e viene aMuata contraendo il muscolo 6biale anteriore
- Valutazione della sensibilità ta?le: il dermatomero di per6nenza della radice di L4 è localizzato in corrispondenza del margine mediale della gamba e si estende oltre il malleolo mediale.
- Valutazione dei riflessi osteotendinei: La radice L4 viene valutata evocando il riflesso quadricipitale. Livello L5:
- Valutazione della funzionalità muscolare: la radice nervosa di L5 è meglio valutabile esaminando il muscolo estensore lungo dell’alluce, che ne estende la falange distale
- Valutazione della sensibilità ta?le: il dermatomero di per6nenza della radice L5 è localizzato in corrispondenza della regione antero-laterale della gamba e si estende sulla parte dorsale del piede.
- Valutazione dei riflessi osteotendinei: la contrazione del bicipite femorale nella sua porzione mediale può essere u6lizzata per la valutazione della radice di L5. Livello S
- “ : la radice nervosa di S1 si valuta esaminando la flessione plantare del piede aMuata dai muscoli gastrocnemio e soleo. Questa è effeMuata chiedendo al paziente di assumere la stazione ereMa in punta di piedi.
- “: il dermatomero di per6nenza della radice S1 è localizzato in corrispondenza della regione posteriore del polpaccio e si estende distalmente al calcagno, per proseguire lungo il bordo laterale del dorso del piede
- “: la contrazione in flessione plantare della caviglia può essere u6lizzata per la valutazione della radice S1, si può avere un indebolimento o assenza del riflesso achilleo.
COXOARTROSI
Manifestazione artrosica dell’ar6colazione coxo-femorale, 2/4% dei sogge? tra i 40 e 70 anni. Lesione di 6po distru?vo à erosione car6lagine e osso sub condrale Lesione di 6po prolifera6vo à osteofi6 (tenta6vi di riparazione ma senza u6lità biomeccanica perché fuori dalle zone di carico) 2 6pologie:
- Coxoartrosi primaria: 30/40%, esordio a 60 anni, colpisce ar6colazioni normali ed eziopatogenesi sconosciuta
- Coxoartrosi secondaria: 60/70%, esordio 40 anni, eziopatogenesi variegata ( displasia congenita anca, osteocondrosi, protusioni, osteonecrosi, artri6 giovanili, esi6 di traumi, obesità, sport pra6cato a lungo). Sintomatologia Dolore e limitazione funzionale, sede del dolore ( inguine, regione anteriore della coscia sino al ginocchio, più raro regione laterale), 6pologia del dolore ( meccanico ossia esacerbato da deambulazione, stazione ereMa), segno di trendelenburg, progressiva limitazione funzionale e contraMure muscolari. Negli esami strumentali vediamo chiaramente come l’interlinea di congiunzione tra acetabolo e testa del femore non sia più visibile e la comparsa invece di geodi e osteofi6 con sclerosi della rima ar6colare. TraMamento conserva6vo con riposo, fans, fisiokinesiterapia, sana alimentazione e infiltrazioni. TraMamento chirurgico con spesso protesi. ConfliMo femoro-acetabolare: è un dismorfismo della regione prossimale del femore e/o dell’acetabolo che può causare dolori all’anca sopraMuMo in sogge? giovani e spor6vi, ma anche in sogge? con vita sedentaria. Eziologia: ContaMo patologico tra il margine antero superiore dell’acetabolo e la giunzione tra testa e collo del femore durante il movimento à danno del labbro acetabolare à distacco della superficie condrale à lesioni car6laginee parziali o a tuMo spessore à ARTROSI. FaMori di rischio: Patologie pediatriche, sport ad alto impaMo pra6ca6 durante la crescita come calcio o basket, faMo gene6ci, sedentarietà, M>F TIPOLOGIE Il confliMo CAM interessa la giunzione tra la testa ed il collo del femore con conseguente perdita di sfericità della testa femorale. La perdita di sfericità è causata da una patologica presenza di tessuto osseo alla giunzione tra la testa ed il collo. Il confliMo PINCER è dovuto ad una eccessiva copertura anteriore della testa del femore da parte dell’acetabolo. Questa eccessiva copertura è solitamente nella regione supero anteriore del margine acetabolare.
Esiste infine un’associazione tra le due deformità che è anche la più frequente che chiamiamo confliMo 6po MISTO. Sintomatologia: Dolore in regione inguinale e glutea evocato da movimen6 di flessione dell’anca oltre i 90°, intrarotazione e adduzione, extrarotazione ed abduzione, guida automobile e a?vità spor6va. Diagnosi Clinica: FADIR test ( flessione- adduzione. Intrarotazione) o segno dell’impingement: questo test viene effeMuato piegando l’anca a 90° ( flessione), ruotando l’anca verso l’interno (rotazione interna) e portando la coscia verso l’altra anca (adduzione). Questo test è posi6vo quando provoca dolore. FABER test ( flessione, abduzione, extrarotazione): il medico, con il paziente in posizione supina, porta il piede del lato da esaminare sul ginocchio controlaterale ed esercita una gen6le pressione che in caso di posi6vità del test evoca dolore. Il test può essere ripetuto anche ad anca estesa ed è in questo caso posi6vo se è presente un impingement posteriore. Diagnosi strumentale: RX, TC, RMN TraMamento chirurgico: a cielo aperto o intervento in artoscopia ANCA A SCATTO Sensazione di scaMo a livello dell’ar6colazione dell’anca durante il cammino, nel salire e scendere le scale e nei movimen6 di flesso-estensione. A volte lo scaMo ar6colare è udibile anche dall’esterno e ,spesso, il paziente è in grado di riprodurlo a volontà. In altri casi lo scaMo è improvviso e può presentarsi anche con un vero e proprio blocco dell’ar6colazione. Eziologia:
- Anca a scaMo interna (origine intra-ar6colare): più rara di quella esterna, roMure del labbro acetabolare, sinovite villo nodulare
- Anca a scaMo esterna (origine extra-ar6colare): frizione anomala di alcuni tendini durante il movimento TraMamento conserva6vo: Fisioterapia ed esercizi di stretching della fascia lata, uso transitorio di an6nfiammatori. TraMamento chirurgico: sia con tecnica convenzionale a cielo aperto sia con tecnica artroscopica ILEOPSOAS-EMINENZA ILEO PETTINEA: Frizione tra il tendine del muscolo ileopsoas su una sporgenza ossea del pube che prende il nome di eminenza ileope?nea con scaMo avver6to a livello della regione inguinale. Asintoma6co inizialmente, si presenta con dolore inguinale e con uno scaMo sordo e profondo. TraMamento iniziale conserva6vo ( riposo, fans, esercizi di stretching dell’ileopsoas, infiltrazioni locali)
Test valutazione del CLBB Segno di popeye o di lundington: si effeMua facendo contrarre al paziente entrambi i bicipi6 con le mani poste sulla testa, tumefazione regione anteriore del braccio alla flessione del gomito Test di Speed, Test di Yergason posi6ve nella patologia infiammatoria o degenera6va, una retrazione distale del ventre muscolare o una mancata contrazione è indica6va di roMura del capo lungo del bicipite. Palpazione solo CLB: dolore alla palpazione del solco in elevazione contrastata Palm up test: il soggeMo con il gomito esteso e palmo della mano supinato deve elevare l’arto in flessione anteriore mentre l’esaminatore contrasta il movimento con una mano posta sul palmo del paziente, il test si considera posi6vo se genera dolore all’elevazione contrastata a gomito esteso. Test per il labbro glenoideo ( test di O’brien): il paziente è posto con la spalla flessa avan6 di 90°, a gomito esteso, deve resistere ad una spinta verso il basso esercitata dall’esaminatore, prima in massima intrarotazione e poi in massima extrarotazione, il test è pos6vo quando provoca dolore ad arto extraruotato, segno di un’anomalia del labbro glenoideo Esami strumentali: Rx grafia, ecografia (esame preliminare nel caso di lesioni muscolari, tendini della cuffia, borsi6 o sinovi6, TC (preferita alla RM nella valutazione delle superfici ossee e delle calcificazioni), RMN (u6le per la valutazione dei tessu6 molli).