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Osservazione del gioco e del comportamento sociale nella scuola dell'infanzia - Prof. Arac, Sintesi del corso di Psicologia Infantile

Psicologia della prima infanzia (Scienze dell'Educazione)

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 25/02/2019

giulia_perotti1
giulia_perotti1 🇮🇹

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OSSERVARE PER EDUCARE (D’ODORICO E CASSIBBA)
IL METODO OSSERVATIVO
L’OSSERVAZIONE PER L’ACQUISIZIONE DELLE CONSCENZE
L’educatore deve conoscere i singoli bambini (meno sono, più sarà elevata), trovare le
strategie adatte per trasmettergli conoscenze, conoscere il livello di sviluppo del bambino.
Il genitore vuole confrontare il comportamento del figlio da un contesto familiare ad uno
extra e capire se l’educatore davvero ha capito suo figlio.
COME E QUAND OSSERVARE
OSSERVAZIONE SISTEMATICA guidata da uno specifico obiettivo, ha procedure particolari e ha
tecniche per registrare ciò che è stato osservato FORMALIZZAZIONE e SISTEMATIZZAZIONE
DELLE OSSERVAZIONI).
DIVENTARE “OSSERVATORI”
L’osservatore non deve guardare solo le situazioni o i bambini che attirano maggiormente la sua
attenzione e deve avere l’oggettività della descrizione. Inoltre ciò che si è osservato non è
sufficiente per formulare un giudizio adeguato e non bisogna soffermarsi su un singolo episodio,
perché non è sufficiente per esprimere una valutazione.
TEMPI E SITUAZIONI DI OSSERVAZIONE
Richiede tempo
È difficoltoso farlo mentre si sta insegnando
L’osservatore deve essere per i bambini il più invisibile possibile
Si può utilizzare una telecamera , ma la sua introduzione deve essere accuratamente
preparata. Essa permette di distinguere tra CIO’ CHE ACCADE E CIO’ CHE SI PENSA
SIA ACCADUTO
LA COSTRUZIONE DI UNA GRIGLIA DI OSSERVAZIONE
LOSSERVAZIONE deve essere SISTEMATICA (richiede un’attenta programmazione dei
tempi e dei contesti di osservazione).
Griglia di osservazione: insieme di descrizioni comportamentali, legate da relazioni
specifiche , utile per rilevare dei comportamenti:
1. Esplicitazione di quali comportamenti osservare
2. Individuare un ambito di sviluppo
3. Stabilire il livello di ampiezza delle categorie di osservazione (“micro categorie” per evitare
problemi di sovra interpretazione, oppure categorie più ampie). Tanto più è articolata, tanto
meno interpretazioni soggettive ci saranno.
Le categorie devono essere PRECISE (un comportamento non può essere classificato in
altre categorie) e AFFIDABILI (due osservatori di fronte ad uno stesso comportamento li
devono classificare allo stesso modo).
La tipologia della griglia di osservazione si può suddividere in 3 categorie:
1. SCHEMI DI CODIFICA : definizione chiara dei comportamenti da osservare. Bisogna
avere conoscenze riguardanti le linee di sviluppo e le caratteristiche del fenomeno che
bisogna osservare. La base di partenza può essere la consultazione degli schemi di codifica
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OSSERVARE PER EDUCARE (D’ODORICO E CASSIBBA)

IL METODO OSSERVATIVO

L’OSSERVAZIONE PER L’ACQUISIZIONE DELLE CONSCENZE

  • L’educatore deve conoscere i singoli bambini (meno sono, più sarà elevata), trovare le strategie adatte per trasmettergli conoscenze, conoscere il livello di sviluppo del bambino.
  • Il genitore vuole confrontare il comportamento del figlio da un contesto familiare ad uno extra e capire se l’educatore davvero ha capito suo figlio.

COME E QUAND OSSERVARE

OSSERVAZIONE SISTEMATICA guidata da uno specifico obiettivo, ha procedure particolari e ha tecniche per registrare ciò che è stato osservato FORMALIZZAZIONE e SISTEMATIZZAZIONE DELLE OSSERVAZIONI).

DIVENTARE “OSSERVATORI”

L’osservatore non deve guardare solo le situazioni o i bambini che attirano maggiormente la sua attenzione e deve avere l’oggettività della descrizione. Inoltre ciò che si è osservato non è sufficiente per formulare un giudizio adeguato e non bisogna soffermarsi su un singolo episodio, perché non è sufficiente per esprimere una valutazione.

TEMPI E SITUAZIONI DI OSSERVAZIONE

  • Richiede tempo
  • È difficoltoso farlo mentre si sta insegnando
  • L’osservatore deve essere per i bambini il più invisibile possibile
  • Si può utilizzare una telecamera , ma la sua introduzione deve essere accuratamente preparata. Essa permette di distinguere tra CIO’ CHE ACCADE E CIO’ CHE SI PENSA SIA ACCADUTO

LA COSTRUZIONE DI UNA GRIGLIA DI OSSERVAZIONE

  • L’OSSERVAZIONE deve essere SISTEMATICA (richiede un’attenta programmazione dei tempi e dei contesti di osservazione).
  • Griglia di osservazione: insieme di descrizioni comportamentali, legate da relazioni specifiche , utile per rilevare dei comportamenti:
  1. Esplicitazione di quali comportamenti osservare
  2. Individuare un ambito di sviluppo
  3. Stabilire il livello di ampiezza delle categorie di osservazione (“micro categorie” per evitare problemi di sovra interpretazione, oppure categorie più ampie). Tanto più è articolata, tanto meno interpretazioni soggettive ci saranno.

Le categorie devono essere PRECISE (un comportamento non può essere classificato in altre categorie) e AFFIDABILI (due osservatori di fronte ad uno stesso comportamento li devono classificare allo stesso modo). La tipologia della griglia di osservazione si può suddividere in 3 categorie:

  1. SCHEMI DI CODIFICA : definizione chiara dei comportamenti da osservare. Bisogna avere conoscenze riguardanti le linee di sviluppo e le caratteristiche del fenomeno che bisogna osservare. La base di partenza può essere la consultazione degli schemi di codifica

di altri ricercatori. Devono essere multidimensionali (devono avere la stessa variabile, lo stesso livello di ampiezza e ogni comportamento osservato deve essere classificato una sola volta per ogni dimensione; possono essere organizzati anche in maniera gerarchica)

  1. CHECKLIST : descrizione di comportamenti in un ordine logico di sviluppo e l’osservatore deve indicare la presenza o l’assenza di ognuno mentre osserva. Deve essere facile, ma i comportamenti riducibili ad essa sono molto pochi.
  2. SCALE DI VALUTAZIONE : permette di risparmiare tempo, ma può avere problemi di attendibilità.

PRINCIPALI TECNICHE DI RILEVAZIONE DEL COMPORTAMENTO

  • COMPARSA o FREQUENZA del comportamento (RILEVAZIONE PER EVENTI comportamenti già indicati, l’osservatore deve solo marcarne la presenza; utilizzato nell’osservazione diretta)
  • DIMENSIONE TEMPORALE del comportamento (annotare momento preciso in cui un comportamento inizia e finisce oppure si divide il periodo di osservazione in intervalli e si annota la comparsa o meno delle diverse categorie comportamentali)

È importante annotare tutti i comportamenti e tenere in considerazione se l’osservazione è incentrata solo su un individuo o su un gruppo.

L’OSSERVAZIONE NEI CONTESTI EDUCATIVI

I COMPORTAMENTI OSSERVABILI NEI CONTESTI EDUCATIVI

Nei contesti educativi si analizzano molte variabili, suddivisibili in 2 gruppi:

  1. VARIABILI RELATIVE AL CONTESTO: possono essere osservate in maniera diretta o indiretta e coinvolgono l’insegnate (osservazione dei comportamenti che sono espressione delle sue professionalità), il bambino (bisogna conoscerlo a fondo) e la classe (organizzazione degli spazi, degli orari, degli arredi, la ricchezza dei sussidi didattici per il nido: arredi, cure di routine, ascoltare e parlare, attività di apprendimento, interazione, organizzazione e bisogni degli adulti). Analizza le caratteristiche principali dei fattori che influenzano il processo educativo.
  2. VARIABILI RELATIVE AL PROCESSO EDUCATIVO: interazioni che intervengono nel contesto educativo tra adulto e bambino (come l’insegnante gestisce l’apprendimento e il modo di partecipare del bimbo), tra bambino-bambino (dinamiche relazionali che caratterizzano lo scambio tra i partecipanti) o tra educatori (modalità di comunicazione).

L’OSSERVAZIONE IN PROGRAMMAZIONE E IN VALUTAZIONE

L’osservazione del bambino è importante per la programmazione delle attività(prima dell’attività e la verifica dei risultati) variabili delle caratteristiche del contesto in cui si svolge l’intervento educativo e per la valutazione (delle modificazioni dell’intervento educativo) variabili relative alle caratteristiche cognitive, affettive e motivazionali. L’educatore può predisporre un cambiamento non nel bambino, bensì nel contesto educativo in cui opera, rivedere le metodologie e gli strumenti usati.

L’OSSERVAZIONE NEGLI INCONTRI CON I GENITORI

Serve per far conoscere ai genitori l’ambiente in cui il figlio passerà del tempo e per spiegare il motivo di particolari scelte educative.

  1. Valutazione dell’esperienza visione del filmato e commenti

Imparare ad osservare

  • Educatore necessità di delimitare il campo di osservazione e di fissare degli obiettivi bisogna conoscere le difficoltà dell’osservazione e il ruolo dei fattori che rendono poco attendibili le osservazioni i dati devono essere fedeli a ciò che si è osservato (confronto delle proprie osservazioni con quelle di un secondo osservatore)
  • Due modi di valutare le capacità osservative dell’educatore
    1. Confronto tra le rilevazioni di un educatore con quelle di uno già addestrato all’osservazione per valutare l’accuratezza della descrizione dei fenomeni
    2. Verificare se entrambi gli osservatori hanno individuato gli stessi disaccordi nell’osservazione di un fenomeno (per la ricerca di eventuali errori)

CAPITOLO 3 – STRUMENTI PER L’OSSERVAZIONE DEL GIOCO

■ L’importanza del gioco nella prima infanzia

  • Attività che assumono la forma di gioco lasciare spazio alla libera manifestazione degli aspetti creativi e temperamentali del bambino
  • Gioco organizzato intorno alla manipolazione e all’uso degli oggetti
  • Prima infanzia i bambini esplorano gli oggetti interazione con la realtà
  • Sequenza di giochi sempre più sofisticati poiché si raggiungono diverse tappe nello sviluppo cognitivo a. Attività orientata agli oggetti di tipo indifferenziato b. Comportamenti esplorativi per estrarre informazioni sugli oggetti c. Bambini mettono in relazione due o più oggetti in maniera adeguata
  • Dopo si ha l’utilizzo simbolico degli oggetti
  • Tre fasi che corrispondono ad uno sviluppo cognitivo
  1. Fase di decentramento atti di finzioni rivolti alla realtà esterna
  2. Fase di decontestualizzazione gioco di finzione diventa sempre più indipendente rispetto all’ambiente
  3. Fase di integrazione giochi organizzati sequenzialmente e gerarchicamente
  • (^) Gioco è fondamentale per la valutazione dello sviluppo e gli oggetti sono utili per uno sviluppo cognitivo

■ L’osservazione del gioco nella scuola dell’infanzia

  • Occasioni per osservare il gioco sono molteplici però è difficile individuare i momenti opportuni per svolgere le osservazioni
  • Il bambino ha a disposizione molti giochi e questi influenzano le sue scelte ludiche
  • (^) Numero ridotto di bambini che accedono ad un determinato gioco
  • Con i bambini sotto i 3 anni, l’osservazione dovrebbe essere individualizzata
  • Due categorie di strategie per poter valutare il gioco precoce con gli oggetti
    1. Osservazione non intrusiva del gioco libero in un ambiente familiare (approccio naturalistico) vantaggi: verificare quale sia l’effettivo comportamento del bambino
    2. Osservazione in situazioni predisposte e al bambino vengono dati dei particolari giocattoli (approccio strutturato) vantaggi: permette di favorire l’espressione di giochi particolarmente elaborati

■ Il gioco spontaneo

  • Rubenstein e Howes procedura naturalistica: lasciare giocare i bambini in modo spontaneo
  • Classificazione su 4 livelli utili per l’osservazione di bambini dai 8 ai 30 mesi
    1. Contatto orale
    2. Manipolazione attiva
    3. Sfruttamento delle proprietà tipiche del gioco
    4. Gioco ricreativo o immaginativo
  • Morgan, Harmon e Bennet valutazione del gioco in bambini tra 8 e 24 mesi: osservazione di 40 min del gioco libero, ogni venti secondi l’osservatore deve registrare il più elevato livello di gioco osservato sulla base dell’esplorazione passiva, gioco attivo e gioco di livello elevato
  • Nicolich esaminazione del gioco simbolico nei bambini tra i 15 e 36 mesi: osservazione di 30 min di gioco libero con 36 oggetti che favoriscono l’attività simbolica e i giochi di ruolo
  • (^) 5 macrocategorie comportamentali
    1. Schemi presimbolici semplici (uso corretto degli oggetti)
    2. Schemi simbolici rivolti a se stessi (comportamenti di finzioni legati alla propria persona)
    3. Gioco simbolico decentrato (comportamenti di finzione rivolti agli altri)
    4. Gioco simbolico combinato (unico comportamento di finzione rivolto a diversi agenti esterni)
    5. Gioco di finzione gerarchico (produzione di schemi d’azione simbolici che hanno una sruttura gerarchica)

■ Il gioco suggerito

  • Strategie di modellamento dimostrazione pratica di atti di gioco sempre più sofisticati e la descrizione verbale di essi
  • Stimolazione del bambino alla produzione del livello massimo di gioco di cui è capace
  • Watson e Fischer esaminazione abilità di decentramento manifestata dai bambini mediante il gioco di finzione
  • Individuano 4 tipi di agente
    1. Il sé
    2. Agente passivo esterno
    3. Sostituto esterno passivo
    4. Agente esterno attivo

CAPITOLO 4 – STRUMENTI PER L’OSSERVAZIONE DEL

COMPORTAMENTO SOCIALE

■ La competenza sociale nell’interazione tra pari

  • Efficacia nelle interazioni sociali competenza sociale è la capacità di raggiungere obiettivi personali nelle interazioni sociali e di mantenere la relazione con gli altri
  • Competenza sociale è composta da abilità sviluppo sociale è l’insieme di tutte le modificazioni di ogni singola abilità nel corso dello sviluppo
  • Interazione con pari fina da piccoli c’è interesse per i pari e si vogliono mettere in contatto con loro
  • Primi mesi di vita oggetti mediano le interazioni sociali Poi abbiamo la cooperazione Impegnarsi con gli altri in giochi con regole
  • Bambini mantengono le interazioni positive con i pari

■ La rilevazione del tasso di interazione

  • Annotazione dei contatti sociali del bambino con gli altri abilità sociali del bambino
  • Osservare i comportamenti spontanei
  • Comportamenti sociali
    1. Postivi scambio di oggetti, imitazione reciproca, fare un gioco insieme, parlare con un compagno, manifestazione di affetto ed emozioni positive
    2. Negativi aggressività, sottrazione di oggetti, rifiuto a cooperare
  • Analizzare la natura dei contatti sociali e i comportamenti che mettono in atto quando sono da soli

■ Il gioco sociale

  • Osservazioni nel 1932 di Mildred Parten gioco del bambino in 3 diverse forme
  1. mai
  2. qualche volta
  3. spesso
  4. sempre

■ analisi delle relazioni diadiche

  • analisi dell’interazione che avviene all’interno di una coppia di bambini utilizzo del DRSQ (Diadyc Realtionship Q-sort)

CAPITOLO 5 – STRUMENTI PER L’OSSERVAZIONE DEL

COMPORTAMENTO COMUNICATIVO

■ Sviluppo di competenze comunicative e linguistiche

  • Ambiente più facilitare o rallentare l’acquisizione del linguaggio porre attenzione ai fenomeni linguistici all’interno delle istituzioni educative
  • Primi mesi di vita bambino comunica con l’ambiente tramite segnali vocali e gestuali che devono essere interpretati dagli altri (bambino condivide significati diversi)
  • Primo anno bambino ha imparato l’uso appropriato di alcune parole e gesti (capacità di indicare un oggetto, fondamentale per lo sviluppo del vocabolario)
  • Fine primo anno prime parole legate ad elementi di esperienza diretta. Aumento del vocabolario
  • 2 anni si iniziano a vedere le differenze individuali per quanto riguarda il vocabolario; creazione delle prime frasi (forma telegrafica, perché mancano articoli, particelle pronominali e preposizioni)
  • 4 anni bambino comunica in modo simile a quello dell’adulto, però è ancora in corso lo sviluppo del linguaggio
  • Educatore deve lavorare per far sentire a suo agio un nuovo bambino nel gruppo
  • Osservazioni utili per la valutazione del livello di competenza di ogni bambino e per la creazione di situazioni che devono favorire lo sviluppo linguistico

■ Checklist per la valutazione nei primi tre anni di vita

  • REEL scala presentata ai genitori come intervista
  • (^) Si osservano l’età nelle quali il bambino deve manifestare un determinato comportamento relativo alla comprensione e alla produzione

■ Sviluppo delle capacità conversazionali

  • Prime interazioni tra mamma e bambino sono viste come un DIALOGO alternanza nei comportamenti che dimostra la presenza di uno scambio e influenza reciproca
  • Conversazione scambio verbale composto da almeno due turni
  • (^) Avviene grazie a tre condizioni
    1. I parlanti si devono alternare
    2. I messaggi devono essere comprensibili
    3. Connessioni tematiche e formali
  • Non bisogna parlare “sopra” ma neanche far aspettare troppo l’interlocutore
  • Conversazione fluida caratterizzata da brevi pause
  • Comprensibilità dei messaggi
  • Decodificare in modo corretto le parole pronunciate
  • Bambini devono sviluppare dei significati condivisi per far si che un determinato messaggio acquisisca un determinato significato
  • Si sviluppa principalmente alla scuola dell’infanzia
  • Sviluppo delle capacità conversazionale dai 3 ai 5/6 anni
  • 3 anni produzione di frasi complesse; conversazioni con i pari durante il gioco simbolico
  • 3/4 anni conversazioni che riguardano l’attività in corso e non sono coerenti dal punto di vista tematico e formale
  • 5/6 anni conversazioni che riguardano eventi non presenti, visibili nel gioco simbolico
  • Gioco simbolico bambino si esercita nel parlare di eventi non presenti con la creazione di significati condivisi con gli altri

■ Svolgimento di una conversazione

  • Tramite
    1. Una ripetizione del turno precedente con piccole variazioni
    2. Domanda legata semanticamente al turno precedente
    3. Un riconoscimento del turno precedente
    4. (^) Uso dell’anafora

CAPITOLO 6 – STRUMENTI PER L’OSSERVAZIONE DELLA RELAZIONE

INSEGNANTE-BAMBINO

■ Caratteristiche della relazione insegnante-bambino

  • (^) Legame tra caratteristiche dell’insegnante e il successo dell’insegnamento caratteristiche del buon insegnante
  • Insegnante deve creare nella classe delle interazioni che rendano possibili gli apprendimenti e lo sviluppo delle abilità desiderati
  • Educatore in contatto con i genitori; aiuta il bambino ad apprendere, ha funzioni di accudimento, supporto fisico ed emozionale (educatore simile alla madre)

■ Valutazione del legame affettivo tra educatore e bambino

  • AQS “Attachment Q-sort”: serve per valutare il legame di attaccamento tra bambino ed educatrice o insegnante
  • Accurata osservazione del bambino insegnante può scegliere tra 5 risposte riferite alla somiglianza tra il comportamento descritto nel test e quello esibito dal bambino
  • Utilizzato anche per la propria formazione e autovalutazione

■ La valutazione della sensibilità dell’insegnante

  • Modo in cui l’educatrice risponde alle richieste di interazione del bambino
  • Educatrice sensibile capacità di catturare i segnali inviati dal bambino, interpretarli correttamente e rispondervi per promuovere un attaccamento sicuro

■ (^) Scala per la valutazione delle cure di routine

  • Routine importante per la creazione di legami con il bambino
  • Svolta in momenti delicati come il sonno, pranzo, distacco dal genitore e ricongiungimento bambino ha bisogno di sentirsi tranquillo, rilassato e a proprio agio
  • Usata la SOVASI (Scala per l’osservazione e la valutazione della scuola dell’infanzia)
  • Chiamata anche “cure di routine”
  • Valuta in che misura questi momenti sono curati e in modo in cui vengono sfruttate le opportunità di interazione
  • 5 item
    1. momenti di benvenuto e commiato
    2. Momento dei pasti e merende se i pasti sono ben equilibrati e serviti secondo il programma, capacità dell’insegnante di sfruttare opportunità di interazione o per sviluppane nei bambini certe competenze
    3. Momento del sonno tempi e luoghi sono adatti
    4. (^) Momento del cambio condizioni igieniche, strumenti adatti ai bambini
    5. Pulizia personale per sviluppare un positivo concetto di sé