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Le caratteristiche e le articolazioni dei processi e delle vertebre del collo, nonché del sistema scheletrico dell'omiero, dell'ulna, del radio e della mano. Vengono trattate le differenze tra le varie vertebre cervicali, le articolazioni intervertebrali, la sindesmosi radio-ulnare e le articolazioni radio-ulnare prossimale e distale. Inoltre, vengono elencate le ossa del carpo, metacarpo e falangi.
Tipologia: Sbobinature
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OSTEOLOGIA – Palumbo 17 e 22/11/ Scheletro assile = cranio, colonna vertebrale, gabbia toracica e ossa del bacino. LA COLONNA VERTEBRALE ⇨ 33 o 34 vertebre suddivise in
CARATTERISTICHE GENERALI DI OGNI VERTEBRA: (lezione del 22/ 11/ 2021) le vertebre sono ossa brevi e irregolari. Ogni vertebra è formata da: un corpo vertebrale anteriore di forma cilindroide; un arco posteriore formato da 2 lamine pari e laterali; queste lamine convergono posteriormente a formare il processo spinoso. Inoltre, su ciascuna lamina, emerge un processo trasverso. Dall'arco si staccano anche 2 coppie di processi pari e laterali, ovvero i processi articolari superiori e inferiori. I processi articolari sono chiamati anche “faccette”: consentono l'articolazione di una vertebra con quella precedente e quella seguente. ∙ I processi o faccette articolari superiori (rivolti all'indietro) si articolano con i processi articolari inferiori della vertebra precedente; ∙ i processi o faccette articolari inferiori (rivolti in avanti)si articolano con i processi articolari superiori della vertebra seguente; 2 peduncoli laterali che uniscono il corpo all'arco. Questi elementi circoscrivono un foro vertebrale. La sovrapposizione di tutti questi fori forma lo speco vertebrale , la cavità che contiene il midollo spinale e le meningi (rivestimenti). Il corpo e il foro vertebrale possono variare a seconda del tipo di vertebra: ad es. le v. dorsali presentano un corpo cilindroide ≠ le v. cervicali hanno corpo quadrangolare ≠ le v. lombari hanno un corpo reniforme. Caratteristiche generali delle vertebre: corpo anteriore e arco posteriori fusi insieme tramite peduncoli che circoscrivono il foro vertebrale e una serie di processi che si staccano dall'arco: il processo spinoso indietro; i processi trasversi lateralmente; i processi articolari superiori in alto; i processi articolari inferiori in basso. CARATTERISTICHE PECULIARI DEI VARI TRATTI VERTEBRALI: TRATTO CERVICALE: forame vertebrale di forma triangolare; processo spinoso corto e bifido (termina con 2 punte); processo trasverso forato (chiamato anche “forame” o “processo trasversario”) che fa passare l'arteria e la vena vertebrale. Caratteristiche peculiari della 1ᵃ, della 2ᵃ e della 7ᵃ vertebra cervicale:
Le coste hanno: → 1 testa rivolta verso la c. vert. che presenta 2 faccette articolari (1 superiore e 1 inferiore); → 1 collo (restringimento); → 1 tubercolo nella parte posteriore che presenta una faccetta articolare. La costa si porta in avanti a formare un angolo costale. La testa e il tubercolo della costa si articolano con la c. vertebrale tramite 2 emifaccette. La testa di ogni costa si articola a cavallo di 2 vertebre: quella di numero corrispondente e quella precedente. Il tubercolo si articola tramite la sua faccetta con quelle che si trovano sul processo trasverso della vertebra di numero corrispondente. Artrodìe: faccette piatte. TRATTO LOMBARE: le vertebre sono più massicce perché a questo livello della colonna aumentano le linee di carico. Il corpo vertebrale è reniforme e il foro è triangolare. Il processo spinoso dell'arco e le lamine sono sono tozzi. Le lamine si portano indietro quasi trasversalmente. I processi trasversi o costiformi delle lombari sono derivati da una bozza di fusione costale involuta fusa al processo trasverso. Processi articolari → superiori : guardano indietro e medialmente; → inferiori : guardano in avanti e un po' lateralmente. Tra una vertebra e l'altra, tra un peduncolo e l'altro, c'è una coppia di fori intervertebrali che rappresentano l'uscita dei nervi spinali. I fori sono delimitati in avanti da corpo e disco; in alto e in basso dai peduncoli e dai processi; indietro dall'articolazione dei processi articolari superiori e inferiori. (Peduncoli: punti dove il corpo è fuso all'arco.) Il carico meccanico incide di più sul disco intervertebrale → a livello lombare c'è un maggior rischio di erniatura. DISCO: nucleo polposo che può fuoriuscire dalla sua sede e andare e schiacciare i nervi spinali. Compressione della radice posteriore → dolore; compressione della radice motorio/ sensitiva → difficoltà motoria. OSSO SACRO: sono 5 vertebre fuse insieme, solo la prima ha caratteristiche riconoscibili. L'osso sacro è formato da:
in avanti → 2 creste orizzontali (o trasversali). Rappresentano l'involuzione delle sinfisi e la fusione dei corpi; sui lati → ali del sacro (ispessimento dei processi trasversi); sulla faccia posteriore → 2 creste verticali. Cresta sacrale media (o mediana) : fusione dei processi spinosi delle v. sacrali; Cresta sacrale intermedia : fusione dei processi articolari (destra e sinistra); Cresta sacrale laterale : fusione dei processi trasversi (destra e sinistra). Sulle ali del sacro (sia a destra che a sinistra) c'è una superficie che si chiama faccia auricolare (ricorda un padiglione) ed è impegnata nell'articolazione con l'osso dell'anca. Nel sacro troviamo i fori sacrali: dalle coppie anteriori escono i rami ventrali dei nervi spinali sacrali; dalle coppie posteriori escono i rami dorsali dei nervi spinali sacrali. Il nervo spinale è all'interno del sacro, a differenza delle altre vertebre in cui il nervo spinale è fori dallo speco vertebrale. COCCIGE: la 1ᵃ vertebra è l'unica riconoscibile. SCHELETRO APPENDICOLARE è formato da una cintura articolata con lo scheletro assile e dai vari segmenti scheletrici che compongono l'arto. Si distingue in scheletro appendicolare superiore e inferiore. Lo SCHELETRO APPENDICOLARE SUPERIORE è formato da: cintura scapolare composta da scapola (osso piatto situato nel versante posteriore) e clavicola (osso lungo trasversale, situato alla base del collo); 3 segmenti: braccio ( omero ); avambraccio ( ulna e radio ); mano ( carpo , metacarpo e falangi ). SCHELETRO DEL BRACCIO: omero : osso lungo. 1 diafisi a sezione quasi triangolare e 2 epifisi (1 prossimale e 1 distale); → epifisi prossimale: la testa dell'omero è a forma di segmento di sfera (quindi è convessa). Si articola con la superficie glenoidea della scapola (che è concava)= articolazione della spalla o gleno-omerale o scapolo-omerale ; !!!N.B. Se l'osso è verticale → 1 diafisi prossimale e 1 distale; Se l'osso è orizzontale → 1 diafisi mediale e 1 laterale!!! → epifisi distale: si slarga e dà origine a 2 superfici articolari:
Nella prono-supinazione della mano il radio si incrocia con l'ulna e quindi ci sono 2 articolazioni che permettono alle 2 ossa di spostarsi reciprocamente: hanno cioè un'articolazione distale e una prossimale → 2 articolazioni radio-ulnari: articolazione radio-ulnare prossimale articolazione radio-ulnare distale in questo modo, quando il radio incrocia l'ulna, la sua parte distale e quella prossimale devono spostarsi rispetto all'ulna a livello di queste 2 articolazioni Inoltre radio e ulna sono articolate (tenute insieme) anche dalla sindesmosi inter ossea. Distalmente l'ulna presenta l'articolazione radio-ulnare distale che presenta il processo stiloideo dell'ulna, una piccola sporgenza. Quindi, la descrizione corretta dell'ulna è: osso lungo con diafisi a sezione triangolare, nella superficie prossimale presenta 2 facce articolari: la superficie semilunare dell'ulna (tra processo olecranico e processo coronoideo) che si articola con la troclea dell'omero e presenta una faccetta articolare per il radio. Distalmente presenta un'altra faccetta articolare per il radio (nell'articolazione radio-ulnare distale) e una sporgenza che è detta “processo stiloideo dell'ulna”. RADIO: rispetto all'ulna è meno sviluppato prossimalmente ed è più sviluppato distalmente. Prossimalmente (quindi nell'articolazione radio-ulnare prossimale) presenta 2 superfici articolari: 1 che si articola con il condilo dell'omero; 1 che si articola con l'ulna il radio ha una testa (una specie di cilindro) che presenta sopra una fossetta che si articola col condilo omerale e la sua circonferenza è una circonferenza articolare, ovvero si articola con l'ulna. Distalmente il radio presenta sempre 2 faccette articolari, una più ristretta che si articola con l'ulna, e una più ampia perché l'articolazione tra avambraccio e carpo è quasi di competenza del radio, ovvero l'ulna vi partecipa in modo molto marginale (infatti distalmente è molto più sviluppato il radio).
Anche il radio, oltre ad una superficie articolare per il carpo, presenta una sporgenza che si chiama processo stiloideo del radio. Sul polso, quindi, abbiamo 2 processi stiloidei: uno dell'ulna (mediale) e l'altro del radio (laterale). L'articolazione del gomito, ovvero l'articolazione che c'è tra braccio e avambraccio è in realtà un complesso di 3 articolazioni distinte. Nella capsula articolare c'è un complesso articolare: 1 – articolazione omero-ulnare (tra la troclea dell'omero e l'incisura semilunare dell'ulna); 2 – articolazione omero-radiale ( tra il condilo dell'omero e la fossetta della testa del radio); 3 - articolazione radio-ulnare prossimale (tra la circonferenza della testa del radio e la superficie sull'ulna) LA MANO è divisa in 3 segmenti in senso prossimo-distale: carpo, metacarpo e falangi. Il carpo è costituito da 8 ossa brevi, disposte in 2 file da 4 ossa ciascuna. Se fletto la mano sull'avambraccio vedrò che si formano due linee di pelle a ridosso della base della mano. La piega orizzontale più prossimale è l'articolazione radio-carpica, cioè tra l'avambraccio e la prima fila. La seconda piega corrisponde all'articolazione medio-carpica, cioè tra la prima e la seconda fila di ossicini. Radio e ulna di articolano con la prima fila di ossicine carpali, le quali a loro volta si articolano con la seconda fila di ossicine carpali. Nomi delle ossa della prima fila in senso latero-mediale (dal 1° al 5° dito): scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme; nomi delle ossa della seconda fila in senso latero-mediale: trapezio, trapezoide, capitato, uncinato. SCASEPIPISITRATRACAUNCI Il metacarpo è formato da 5 ossa lunghe che corrispondono allo scheletro del palmo e del dorso della mano. E infine per ogni dito ci sono 3 falangi (ad eccezione del 1° dito che ne ha solo 2), ovvero: la falange prossimale (più estesa), la falange intermedia e la falange distale che sono tutte ossa lunghe. Il primo dito presenta solamente la falange prossimale e la falange distale. SCHELETRO APPENDICOLARE INFERIORE
Nel margine posteriore dell'osso dell'anca si osserva una spina sporgente indietro → spina ischiatica, la quale con alcuni legamenti che si inseriscono sopra di essa, vengono a identificarsi 2 fori di uscita dal bacino osseo : il grande forame ischiatico e il piccolo formane ischiatico. Il bacino osseo (formato indietro dall'osso sacro e sui lati dall'osso dell'anca, che in avanti si articola con la sinfisi pubica) ha uno spiccato dimorfismo sessuale, perché nel sesso femminile sono più sviluppati i diametri trasversali, mentre nel sesso maschile sono più sviluppati i diametri verticali. Il bacino della donna deve poter accogliere il feto in sviluppo e consentire il parto. Il grado di angolazione che si forma tra le due ossa del pube sotto la sinfisi permette di capire se il bacino è di uno scheletro femminile o maschile. Angolo sottopubico → sesso maschile arco sottopubico → sesso femminile FEMORE Il femore è l'osso più lungo che abbiamo, ha una diafisi cilindrica che al centro può presentare una sezione triangolare. Ha ovviamente un'epifisi distale e una prossimale e in genere questo osso determina l'altezza del soggetto. Dall'epifisi prossimale si stacca la testa del femore , un grosso processo a forma di segmento di sfera (2/ di sfera) ≠ testa dell'omero (½ di sfera) La testa del femore si articola con la cavità dell'acetabolo dell'anca, che è la parte cava che accoglie appunto il segmento di sfera. La testa del femore presenta un collo che lo collega al resto della diafisi. Laddove il collo si unisce alla diafisi ci sono 2 grosse sporgenze che danno ancoraggio alle inserzioni muscolari, come ad esempio i glutei. Queste due sporgenze sono il grande e il piccolo trocantere. Negli atleti c'è un terzo trocantere dovuto alla continua sollecitazione meccanica. Guardando posteriormente la diafisi c'è una linea irregolare, che sembra formata da due labbra accostate → linea aspra che va in alto verso i trocanteri e in basso diverge nell'estremità distale, formata da due condili: il condilo mediale il condilo laterale in mezzo a loro c'è la fossa intercondiloidea
Questi 2 condili femorali, verso cui si dirige posteriormente lo sdoppiamento dei labbri della linea aspra, in avanti si fondono in un'unica superficie, la superficie patellare o rotulea → articolazione con l'osso patella o rotula (osso sporgente anteriormente del ginocchio). Ricapitolando: il femore è un osso lungo che forma lo scheletro della coscia, presenta una testa a forma di 2/3 di segmenti di sfera che si articola con l'acetabolo dell'anca. Presenta 2 grossi trocanteri che danno inserzioni muscolari. Dietro presenta una linea aspra, formata dall'accollamento di 2 labbri irregolari che divergono sia in alto (verso i trocanteri) che in basso (verso i condili) e nell'estremità distale presenta due condili che anteriormente si fondono in un'unica faccia patellare in rapporto con la rotula. I 2 condili, inferiormente, si articolano con lo scheletro della gamba. Differenza tra articolazione tra braccio e avambraccio (scheletro superiore) e tra coscia e gamba (scheletro inferiore) è che, diversamente da quanto avviene nell'arto superiore, il femore si articola esclusivamente con la tibia. La fibula (o perone) con la sua testa si articola esclusivamente con la tibia e sono quasi nulli i movimenti tra tibia e fibula. Mentre, a livello del ginocchio, i due condili femorali si articolano con i due condili tibiali. La patella si articola con la faccia patellare dei condili femorali. Scheletro della gamba → tibia (medialmente) e fibula o perone (lateralmente) la tibia è un osso lungo a sezione grossomodo triangolare che nell'estremità prossimale presenta 2 condili cavi che si articolano con i condili del femore e distalmente presenta una superficie articolare che si completa con quella della fibula per l'articolazione con il piede. Anche tra tibia e fibula (come tra radio e ulna) c'è una membrana inter ossea tesa fra due margini che si raffrontano. Questa membrana ha una funzione minore rispetto a quella che c'è nello scheletro del braccio perché tibia e fibula non sono così mobili tra loro come radio e ulna. Anche questa membrana è considerata un0articolazione e si chiama sindesmosi tibio-fibulare Sia tibia che fibula presentano in basso 2 sporgenze chiamate “malleoli” (malleolo mediale è della tibia ≠ malleolo laterale è della fibula). Con questi due malleoli e con la superficie articolare, tibia e fibula si articolano con il piede. La superficie articolare inferiore di tibia e fibula e le 2 superfici dei malleoli formano la pinza malleolare che si articola esattamente con il primo osso del piede. L'articolazione tibio-tarsica, cioè tra la gamba e la parte più prossimale del piede, è data dalla tibia, dalla fibula e dai loro malleoli.
Ma non solo: le articolazioni durante lo sviluppo hanno una funzione di accrescimento dei segmenti scheletrici fra i quali sono presenti. Quindi: le funzioni delle articolazioni sono due: accrescimento e movimento. Alla fine dell'accrescimento somatico tutte quelle articolazioni che avevano come funzione esclusivamente l'accrescimento ossificano perché hanno esaurito la loro funzione. Sinartrosi → articolazioni per continuità Diartrosi → articolazioni per continguità A seconda del tipo di materiale che c'è tra un segmento e l'altro delle sinartrosi, queste prenderanno un nome diverso. Se tra un osso e l'altro c'è del tessuto connettivo → sinfibrosi se tra un osso e l'altro c'è del materiale cartilagineo → sincondrosi se tra un osso e l'altro c'è materiale fibro-cartilagineo → sinfisi La membrana interossea è una sinfibrosi!!!