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Una dettagliata descrizione delle cellule staminali, loro classificazione e proprietà specifiche. Vengono trattate cellule staminali embrionali e adulte, con un focus sui loro potenziali impieghi terapeutici. Il testo include anche informazioni su cellule iPS, pluripotenti, multipotenti, unipotenti e cellule staminali fetali, cordone ombelicale e del liquido amniotico.
Tipologia: Appunti
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Che cosa sono le cellule staminali? Una cellula staminale è una cellula immatura che presenta due caratteristiche principali che la distingue dalle altre cellule:
sottolineare che le cellule staminali adulte (del sangue, della pelle, del muscolo, del sistema nervoso, del rene, ecc), sebbene raggruppate in un’unica tipologia, comprendono categorie e definiscono ambiti di ricerca ben distinti, in quanto a caratteristiche delle cellule, possibilità del loro isolamento ed espansione, potenzialità differenziativa e potenziali impieghi terapeutici. Nelle diverse tipologie di cellule staminali presenti nelle varie fase dello sviluppo si assiste ad un graduale restringimento delle potenzialità differenziative delle cellule.
Cellule staminali fetali Cosa sono? Sono cellule staminali estratte dal feto, durante il periodo dello sviluppo che va dalla decima settimana di gestazione fino alla nascita A cosa servono? Le cellule staminali fetali hanno essenzialmente le proprietà delle cellule staminali adulte, cioè sono parzialmente specializzate e possono generare solo pochi tipi cellulari. Tuttavia, essendo derivate da un organismo più giovane, sono dotate di maggiori capacità di moltiplicarsi e attecchire. A paragone delle cellule staminali adulte sarebbero inoltre più semplici da ottenere poiché potrebbero essere ricavate dai feti di aborti spontanei o volontari. Si possono usare per curare malattie? Al momento no, ma sono in corso di sperimentazione sull’uomo. Esperimenti condotti su animali hanno mostrato che le cellule staminali fetali possono miglio- rare le conseguenze dell’infarto o del danno spinale. Cellule staminali del cordone ombelicale Cosa sono? Le cellule staminali del cordone ombelicale sono cellule staminali del sangue. Sono simili alle cellule staminali del sangue che si trovano nel midollo osseo dell’adulto ma essendo derivate da un organismo più giovane (il neonato) hanno maggiori capacità di moltiplicarsi e di attecchire. Dove si trovano? Le cellule staminali del cordone ombelicale si trovano nel sangue del cordone ombelicale e nel circolo sanguigno del neonato. Al momento della nascita, quando il cordone viene staccato dal neonato, le cellule in esso contenute possono essere facilmente raccolte e congelate per usi successivi. Si possono usare per curare malattie? Sì, sono attualmente usate per curare diverse malattie del sangue, come le leucemie. La persona da curare viene trattata con forti dosi di chemioterapici, in modo da eliminare le sue cellule malate presenti nel sangue e nel midollo osseo, quindi gli vengono iniettate delle cellule staminali di cordone ombelicale, che popolano il midollo e producono nuove cellule sane del sangue. Poiché la quantità di cellule che si ricava da un cordone ombelicale è piuttosto scarsa, di solito le cellule staminali del cordone sono sufficienti solo a curare bambini fino a circa 25 Kg di peso. Una quantità molto maggiore di cellule staminali con le stesse caratteristiche può essere ricavata dalla placenta, ma questa procedura per ora è poco usata. Le cellule staminali del cordone ombelicale potrebbero essere usate in futuro per curare altre malattie oltre a quelle del sangue: sono in corso sperimentazioni per il diabete, l’ictus e l’infarto.
Cellule staminali del liquido amniotico Cosa sono? Sono cellule staminali con caratteristiche miste tra quelle delle staminali embrionali e quelle delle staminali adulte. Infatti sembrano essere molto versatili (come le staminali embrionali) ma non formano tumori negli animali da esperimento (similmente alle staminali adulte). Le cellule staminali del liquido amniotico sono molto promettenti per un futuro uso clinico poiché sono relativamente facili da ottenere, potrebbero essere usate per curare il bambino stesso già al momento della nascita e inoltre non pongono i problemi etici delle cellule staminali embrionali. Dove si trovano? Si trovano nel liquido amniotico, il liquido in cui è sospeso il feto durante la gravidanza. Si possono usare per curare malattie? Ancora no. Le ricerche su queste cellule sono ancora agli inizi e non sono mai stati fatti studi sull’uomo per vedere la loro capacità di curare malattie. Nel 2010 alcuni scienziati sono riusciti a trasformare le cellule staminali del liquido amniotico in cellule staminali pluripotenti indotte (vedi paragrafo successivo) per renderle più simili a staminali embrionali e quindi più versatili. Tuttavia sono necessarie ancora molte ricerche prima che queste cellule raggiungano l’uso clinico. Cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) Cosa sono? Sono delle cellule staminali embrionali artificiali, che vengono prodotte in laboratorio a partire da cellule del corpo di diversa natura (es. cellule della pelle o del sangue). Le cellule di partenza vengono modificate in modo da far esprimere dei geni tipici delle staminali embrionali, con un processo chiamato riprogrammazione. Le cellule così modificate vengono chiamate cellule staminali pluripotenti indotte ( iPS, induced Pluripotent Stem cells ) e si comportano in modo molto simile alle cellule staminali embrionali, diventando capaci di formare tutti gli organi e i tessuti del corpo. Dove si trovano? Vengono create nei laboratori di ricerca. Si possono usare per curare malattie? Ancora no. I metodi usati per creare le cellule staminali pluripotenti indotte innescano dei processi che sono perlo più misteriosi e che potrebbero facilitare una successiva trasformazione maligna delle cellule. Molti laboratori sono impegnati a cercare dei metodi per produrre iPS sempre più semplici e sicuri, e vengono continuamente prodotti dei miglioramenti in questo senso. Infatti le cellule staminali pluripotenti indotte rappresentano una risorsa molto promettente per la medicina, poiché permettono di ottenere da una persona adulta una sorgente di cellule staminali “simil-embrionali” che potrebbero essere usate per curare la persona stessa senza rischi di rigetto. Tuttavia prima che queste cellule possano essere sperimentate per curare delle malattie è necessario che vengano studiate molto più a fondo.