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Paniere a risposta multipla, Panieri di Diritto Commerciale

Paniere a risposta multipla completo per l'esame di diritto commerciale

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 01/07/2024

TuoPaniere
TuoPaniere 🇮🇹

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Lezione 002
1. Ai fini del diritto commerciale:
a. rileva lart. 41 Cost.
b. rileva l’art. 48 Cost
c. rileva l’art. 56 Cost.
d. non vi sono norme costituzionalmente rilevanti
2. Il diritto commerciale:
a. è una branca del diritto a sé stante
b. va studiato tenendo presente, tra gli altri, i principi del diritto pubblico che caratterizzano l’ordinamento
giuridico
c. presenta interferenze soltanto con il diritto privato
d. va studiato tenendo presente solo i principi del diritto pubblico
3. Ai fini del diritto commerciale:
a. rileva, fra l’altro, anche una serie di disposizioni nel codice civile che concorre a formare lo stato
dell’impresa
b. rileva solo il t.u.f.
c. rileva solo la Costituzione
d. rileva solo il testo unico bancario
4. Lo studio dell’evoluzione storica del diritto commerciale:
a. è inutile perché è sufficiente conoscere il diritto vigente
b. serve solo agli storici del diritto
c. consente una migliore comprensione solo dei problemi della realtà empirica
d. consente una migliore comprensione anche degli istituti
5. Unitarietà dell’ordinamento:
a. è uno dei principi che regge ogni sistema giuridico dell’era moderna
b. significa che, nell'interpretare gli istituti fondamentali, si può prescindere dai principi fondamentali
della Costituzione
c. è uno dei principi che da sempre regge ogni sistema giuridico
d. significa che, nell'interpretare gli istituti fondamentali, si può prescindere dai principi fondamentali
della Costituzione
6. Il diritto commerciale:
a. non ha una funzione pratica
b. non ha una funzione sociale
c. ha come obiettivo quello di risolvere problemi della realtà
d. ha come obiettivo quello di risolvere problemi della metafisica
7. Le norme:
a. sono suscettibili di essere comprese a prescindere dal relativo contesto storico
b. non rispondono mai ad esigenze di un determinato periodo storico
c. sono suscettibili di essere comprese solo se contestualizzate storicamente
d. non rispondono mai ad esigenze della realtà empirica
8. L'impresa si articola:
a. in forma collettiva e in forma individuale
b. solo in forma individuale
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Lezione 002

1. Ai fini del diritto commerciale: a. rileva l’art. 41 Cost. b. rileva l’art. 48 Cost c. rileva l’art. 56 Cost. d. non vi sono norme costituzionalmente rilevanti 2. Il diritto commerciale: a. è una branca del diritto a sé stante b. va studiato tenendo presente, tra gli altri, i principi del diritto pubblico che caratterizzano l’ordinamento giuridico c. presenta interferenze soltanto con il diritto privato d. va studiato tenendo presente solo i principi del diritto pubblico 3. Ai fini del diritto commerciale: a. rileva, fra l’altro, anche una serie di disposizioni nel codice civile che concorre a formare lo stato dell’impresa b. rileva solo il t.u.f. c. rileva solo la Costituzione d. rileva solo il testo unico bancario 4. Lo studio dell’evoluzione storica del diritto commerciale: a. è inutile perché è sufficiente conoscere il diritto vigente b. serve solo agli storici del diritto c. consente una migliore comprensione solo dei problemi della realtà empirica d. consente una migliore comprensione anche degli istituti 5. Unitarietà dell’ordinamento: a. è uno dei principi che regge ogni sistema giuridico dell’era moderna b. significa che, nell'interpretare gli istituti fondamentali, si può prescindere dai principi fondamentali della Costituzione c. è uno dei principi che da sempre regge ogni sistema giuridico d. significa che, nell'interpretare gli istituti fondamentali, si può prescindere dai principi fondamentali della Costituzione 6. Il diritto commerciale: a. non ha una funzione pratica b. non ha una funzione sociale c. ha come obiettivo quello di risolvere problemi della realtà d. ha come obiettivo quello di risolvere problemi della metafisica 7. Le norme: a. sono suscettibili di essere comprese a prescindere dal relativo contesto storico b. non rispondono mai ad esigenze di un determinato periodo storico c. sono suscettibili di essere comprese solo se contestualizzate storicamente d. non rispondono mai ad esigenze della realtà empirica 8. L'impresa si articola: a. in forma collettiva e in forma individuale b. solo in forma individuale

c. in forma solo commerciale d. solo in forma collettiva

9. Le norme elaborate con riferimento a contesti specifici: a. non sono mai suscettibili di estensione ad altri contesti b. possono diventare di generale applicazione c. non possono diventare di generale applicazione d. sono sempre suscettibili di estensione ad altri contesti 10. Il compito dell'interprete è: a. solo quello di interpretare letteralmente la norma b. quello di adeguare le norme alle esigenze della realtà empirica, che è statica c. quello di attendere le modifiche normative da parte del legislatore d. quello di adeguare le norme alle esigenze della realtà empirica, che è dinamica

Lezione 003

1. Nelle codificazioni del XIX secolo: a. il diritto commerciale se a compiere un atto è un mercante b. si avvia il processo di "soggettivizzazione" del diritto commerciale c. si avvia il processo di "eterovestizione" del diritto commerciale d. il diritto commerciale si applica agli atti di commercio 2. Nel diritto mercantile, nascono: a. forme associative atipiche per l’esercizio di attività mercantili b. la società a responbsabilità limitata e le fondazioni c. forme associative tipiche per l’esercizio di attività mercantili d. la società per azioni e le fondazioni 3. Il criterio della priorità temporale: a. determina che solo alcuni creditori "forti" partecipino alle perdite b. era di matrice romanistica c. non era di matrice romanistica d. determina che tutti i creditori non partecipino alle perdite 4. Le logiche che governavano il diritto comune erano: a. protezionistiche, al fine di evitare lo sviluppo dei traffici b. la solennità delle forme contrattuali c. un orientamento di favore nei confronti del debitore d. la previsione di interessi sui prestiti di denaro 5. Nel diritto mercantile: a. allo scadere del termine, l’obbligazione non produceva automaticamente interessi b. il giudice poteva concedere dilazioni di pagamento c. il giudice non poteva concedere dilazioni di pagamento d. allo scadere del termine, l’obbligazione produceva automaticamente interessi 6. L’istituto del fallimento:

1. Attraverso il negozio giuridico: a. si riconosce una forte rilevanza giuridica alle organizzazioni internazionali b. si riconosce una forte rilevanza giuridica allo Stato c. si riconosce una forte rilevanza giuridica al consenso manifestato dalle parti che porta alla conclusione di un accordo non tutelato dall'ordinamento d. si riconosce una forte rilevanza giuridica al consenso manifestato dalle parti che porta alla conclusione di un accordo tutelato dall'ordinamento 2. Nell'ordinamento italiano: a. non risulta costituzionalmente tutelato l'interesse alla collaborazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa (SBAGLIATA) b. non risulta costituzionalmente tutelato l'interesse all’accesso e alla tutela del risparmio privato c. risulta costituzionalmente tutelato l'interesse alla collaborazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa (pag. 38) d. risulta costituzionalmente tutelato l'interesse dei lavoratori a ricoprire cariche a contenuto gestorio nell'impresa 3. Il principio di libertà di stabilimento: a. non trova applicazione per le persone giuridiche b. opera sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche c. si applica ai paesi non membri dell'UE d. opera solo per le persone fisiche 4. Ai sensi dell’art. 41 della Costituzione italiana: a. l’iniziativa economica privata è libera con il limite dell’utilità sociale b. l’iniziativa economica privata è libera tra i privati ma quando parte contrattuale è lo Stato i prezzi dei beni sono sempre stabiliti dall’Autorità pubblica c. l’iniziativa economica privata è libera e non può essere in alcun modo condizionata dal perseguimento del bene pubblico d. l’iniziativa economica privata è libera tra i privati ma quando una parte non è una società per azioni 5. I Trattati comunitari: a. hanno introdotto una disciplina antimonopolistica b. non hanno introdotto una disciplina antimonopolistica c. hanno perseguito l'obiettivo di diversificare le legislazioni nazionali d. hanno perseguito l'obiettivo di incentivare la concorrenza fra gli ordinamenti 6. L'art. 45 Cost: a. concerne la promozione delle imprese cooperative a carattere di mutualità e con fini di speculazione individuale b. concerne la promozione delle imprese cooperative a carattere di mutualità e senza fini di speculazione individuale c. concerne la promozione delle imprese cooperative con fine ideale d. concerne la promozione delle imprese cooperative a carattere di mutualità e con fini di speculazione collettiva 7. Il sistema normativo italiano a. non è influenzato dalle Direttive comunitarie perché è un ordinamento autonomo b. è influenzato, in particolar modo, dalla politica legislativa europea c. è influenzato, in particolar modo, dalla politica legislativa portoghese

d. non è influenzato dalla politica legislativa di altri ordinamenti

8. La nozione di “mercato” sta ad indicare: a. il luogo fisico in cui si riunivano i mercanti per fissare i prezzi dei beni b. unicamente il luogo fisico in cui avveniva la vendita dei beni c. unicamente il luogo fisico in cui si pattuiscono le condizioni di vendita dei beni d. sia il luogo fisico sia il luogo virtuale dove avvengono gli scambi 9. Un'economia di mercato: a. non si avvale degli atti negoziali, ma solo delle direttive europee in materia b. è caratterizzata dalla libertà di scelta e dalla libertà di azione del privato c. non si avvale degli atti negoziali, ma solo delle direttive generali statali d. è caratterizzata dal monopolio statale 10. Il mercato è un luogo: a. solo fisico b. che non crea e non conforma i sistemi di funzionamento dell’economia di mercato c. "artificiale" d. che non presuppone la norma giuridica

Lezione 005

1. L'impresa può essere esercitata: a. solo in forma collettiva b. anche in forma collettiva c. solo in forma individuale d. in forma "mista": individuale e collettiva 2. I criteri di qualificazione delle imprese: a. concernono solo le dimensioni b. concernono solo il tipo di attività esercitata c. concernono anche la natura del soggetto che esercita l'attività d. non concernono la natura del soggetto che esercita l'attività 3. Le norme dello statuto dell'impresa commerciale: a. si applicano in ragione del criterio dimensionale b. si applicano solo in ragione del criterio qualitativo c. si applicano a tutte le imprese commerciali d. si applicano a tutte le attività d'impresa 4. Dello statuto generale dell'impresa: a. fanno parte le norme sui segni distintivi b. fanno parte le norme sull'obbligo di iscrizione nel registro delle imprese c. fanno parte le norme sull'obbligo di tenuta delle scritture contabili d. fanno parte le norme sul fallimento 5. Lo statuto generale dell'impresa: a. contiene le disposizioni che trovano applicazione solo se l'impresa raggiunge determinate soglie dimensionali b. contiene le disposizioni che trovano applicazione solo se l'impresa è commerciale c. contiene le norme sull'azienda e sul trasferimento dell'azienda

a. se l'attività non ha i requisiti individuati nell'art. 2082 c.c. b. se l'attività è commerciale (SBAGLIATA) c. se l'attività non è agricola d. se l'attività ha i requisiti individuati nell'art. 2195 c.c.

Lezione 006

1. Lo scopo di lucro: a. è un elemento necessario ai fini dell'integrazione della fattispecie "impresa" b. significa "lucro soggettivo" ai fini dell'integrazione della fattispecie "impresa" c. è un elemento naturale dell'esercizio dell'attività d'impresa d. è richiesto nelle società cooperative 2. Risulta qualificabile come "attività d'impresa" a. un'attività di godimento b. un'attività di godimento dei beni esistenti, in cui non vi è una nuova produzione di beni o servizi c. anche un'attività di scambio perché essa è volta ad incrementare l’utilità dei beni (oggetto di intermediazione) mediante lo spostamento degli stessi d. solo un'attività di scambio perché essa è volta ad incrementare l’utilità dei beni (oggetto di intermediazione) mediante lo spostamento degli stessi 3. L'attività deve essere economica ai fini dell'art. 2082 c.c. nel senso che: a. è sufficiente che sia rispettato un metodo lucrativo, anche se poi in concreto possono non esservi utili da distribuire b. è sufficiente che sia rispettato un metodo lucrativo, anche se poi in concreto può non essere deliberata la distribuzione di utili c. è sufficiente che la gestione sia finalizzata alla tendenziale copertura dei costi dell’attività con i ricavi d. è richiesto lo scopo di lucro 4. Nel sistema del Codice Civile, ai fini dell'applicazione degli Statuti normativi dell'impresa, assume rilievo: a. l'esercizio dell'attività con determinati requisiti a tutela dello stesso imprenditore b. il soggetto che esercita l'attività (ERRATA) c. l'esercizio dell'attività con determinati requisiti (pag. 57) d. la circostanza che il soggetto, il quale eserciti l'attività, abbia l'intenzione di assumere la qualifica di imprenditore 5. Il lavoratore autonomo: a. è una figura diversa dall'imprenditore perché è soddisfatto il requisito dell 'auto-organizzazione b. è un imprenditore come il piccolo imprenditore c. non è un imprenditore come la piccola impresa d. è una figura diversa dall'imprenditore perché è soddisfatto il requisito dell'etero-organizzazione 6. Qualifica l’imprenditore sotto l’aspetto dell’organizzazione: a. la natura dei diversi fattori impiegati b. il solo utilizzo del fattore produttivo lavoro c. il coordinamento dei fattori produttivi d. il solo utilizzo del fattore produttivo capitale

7. Perseguono scopo di lucro: a. le imprese pubbliche b. le mutue assicuratrici c. le fondazioni d. le società cooperative 8. L'economicità dell'attività deve intendersi riferita: a. all'attività dell'impresa nel suo complesso b. all'attività lucrativa dell'impresa c. ai principali atti dell'impresa d. ai singoli atti dell'impresa 9. Risulta qualificabile come attività d'impresa: a. un'attività di acquisto e gestione di partecipazioni soltanto di società cooperative b. un'attività d'investimento c. un'attività di mero godimento d. un'attività di scambio, ma solo se la produzione è artigianale 10. Le nozioni di imprenditore e di lavoratore autonomo: a. sono distinte e tale distinzione si basa sul requisito della professionalità b. sono distinte e tale distinzione si basa sul requisito dell’organizzazione c. coincidono sempre dato che l’imprenditore è sempre un lavoratore autonomo d. coincidono nel caso dell’imprenditore commerciale

Lezione 007

1. La circostanza che l’attività possa dirsi illegale od illecita: a. pone un problema di tutela dei terzi che instaurano rapporti con l'impresa b. fa sì che non si produca, pacificamente, nessun effetto tipico della relativa disciplina c. esclude, pacificamente, che gli atti posti in essere nell'esercizio dell'attività d'impresa possano essere validi d. esclude, pacificamente, che gli atti posti in essere nell'esercizio dell'attività d'impresa possano essere leciti 2. In materia di impresa "per conto proprio": a. le opinioni in dottrina convergono ormai verso il medesimo risultato interpretativo b. parte della dottrina ritiene che non si crei una nuova ricchezza c. parte della dottrina non ritiene che sia integrato il requisito dell'attività produttiva d. si rinvengono plurime soluzioni interpretative in dottrina 3. In tema di impresa illecita: a. è consentito trarre profitto o fruire degli effetti favorevoli di un comportamento illecito a tutela dei terzi b. secondo una parte della dottrina, si dovrebbe applicare tutta la disciplina sull'impresa c. secondo una parte della dottrina, si dovrebbe applicare la disciplina sull'impresa con effetti sfavorevoli d. secondo una parte della dottrina, si dovrebbe applicare la disciplina sull'impresa con effetti favorevoli 4. Secondo una parte della dottrina, sono riconducibili alla fattispecie delle "imprese per conto proprio":

1. Se non è agevole stabilire se una data attività costituisce professione intellettuale e se ricada perciò nell’ambito di applicazione dell’art. 2238 c.c.: a. si utilizza solo il criterio formale b. si basa sul carattere eminentemente intellettuale della prestazione c. si basa sul carattere mediamente intellettuale della prestazione d. si basa sul carattere lucrativo della prestazione 2. Per distinguere una professione intellettuale dalle altre attività: a. si applica il criterio del carattere prevalentemente intellettuale della prestazione offerta; b. si applica un criterio formale c. si applica il criterio del carattere prevalentemente intellettuale della prestazione offerta solo a coloro che sono già iscritti a determinati albi professionali; d. si fa riferimento unicamente agli albi professionali; 3. Il professionista, in stato di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile: a. può accedere alla procedura di concordato preventivo b. può accedere all'amministrazione controllata c. può essere dichiarato fallito d. può utilizzare gli strumenti che gli sono riservati dalla legge sul sovraindebitamento 4. Il farmacista: a. è un imprenditore perché ha redditi molto elevati b. non è un imprenditore perché esercita una professione intellettuale c. non è un imprenditore perché è iscritto ad un albo d. è un imprenditore perché vende farmaci al pubblico 5. Se l’espletamento di un'attività professionale richiede l’impiego di mezzi materiali e dell’opera di qualche ausiliario: a. il professionista può acquistare la qualità di imprenditore perché la disciplina dell'impresa si applica in ragione del criterio oggettivo b. il professionista non può in ogni caso acquistare la qualità di imprenditore perché la disciplina dell'impresa si applica in ragione del criterio oggettivo c. il professionista acquista la qualità di imprenditore perché la disciplina dell'impresa si applica in ragione del criterio oggettivo d. la relazione al codice civile consente una qualificazione dell'attività come impresa civile 6. Risulta possibile che, nell'esercizio di una professione intellettuale, ricorrano i requisiti dell'attività d'impresa? a. sì, ma solo se il professionista di auto-qualifica come imprenditore b. sì c. no, perché vi sono differenze soggettive rispetto all'attività d'impresa d. no, perché vi sono differenze ontologiche rispetto all'attività d'impresa 7. Secondo parte della dottrina, i professionisti non possono acquistare la qualità di imprenditori perché: a. manca in particolare l'economicità, considerata l'onerosità delle prestazioni b. manca in particolare l'economicità, considerato lo scopo di lucro perseguito dal professionista c. manca il carattere della non occasionalità della prestazione

d. manca in particolare l'organizzazione

8. Al professionista: a. si applicano tutte le disposizioni sull'impresa b. si applica la disciplina del fallimento c. si applicano le disposizioni sulla società semplice d. si applicano le disposizioni sulle prestazioni lavorative nell'impresa 9. Risulta possibile verificare se l’esclusione dalla disciplina dell’impresa sia effettivamente dovuta al carattere intellettuale dell’attività professionale svolta? a. no, perché vi sono sempre differenze soggettive rispetto all'attività d'impresa b. no, perché l'esclusione è prevista ex lege c. sì, applicandosi anche il criterio formale d. sì, applicandosi solo il criterio formale 10. Il professionista: a. non acquista la qualità di imprenditore b. acquista la qualità di imprenditore solo se soddisfa comunque il requisito dell'organizzazione c. acquista sempre la qualità di imprenditore d. acquista la qualità di imprenditore perché soddisfa comunque il requisito dell'organizzazione

Lezione 009

1. L'imprenditore agricolo: a. è esonerato dalla tenuta delle scritture contabili solo se si tratta di impresa individuale di ridotte dimensioni b. è obbligato alla tenuta di alcune scritture contabili c. è obbligato alla tenuta delle scritture contabili d. è esonerato dalla tenuta delle scritture contabili 2. Le imprese agricole e le imprese commerciali: a. sono assoggettate alla disciplina dello statuto generale dell'impresa b. sono assoggettate alla disciplina dello statuto dell'impresa commerciale se le attività agricole sono connesse c. sono assoggettate in ogni caso alla medesima disciplina d. sono assoggettate alla disciplina dello statuto dell'impresa commerciale se le attività agricole sono essenziali 3. L’imprenditore agricolo: a. non può fallire ma può chiedere di essere ammesso all’amministrazione straordinaria b. può presentare domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo c. non può fallire ma può chiedere di essere ammesso ad altre procedure come gli accordi di ristrutturazione del debito d. può sempre fallire alle condizioni previste dalla legge fallimentare 4. Può essere imprenditore agricolo: a. l'imprenditore che non svolge attività di allevamento da batteria b. solo l'imprenditore che esercita l'attività in forma individuale

a. è un concetto privo di qualsivoglia rilevanza, dato che sussiste unicamente la connessione relativa b. necessità dell’identità soggettiva tra chi esercita l’attività agricola essenziale e chi esercita l’attività ad essa connessa; c. la connessione sussistente tra più soggetti che decidono di associarsi per dar vita ad un’impresa agricola d. è un concetto privo di qualsivoglia rilevanza, dato che sussiste unicamente la connessione oggettiva

12. L’imprenditore agricolo: a. non è soggetto solo ad alcune disposizioni contenute nel codice civile b. non è soggetto ad alcuna disposizione contenuta nella legge fallimentare c. è soggetto alla medesima disciplina dell’imprenditore commerciale d. non costituisce una categoria a sé stante, essendo venuta meno la distinzione tra imprenditore agricolo e imprenditore commerciale 13. Ai fini della qualificazione di un'attività come agricola: a. è necessario lo sfruttamento del fondo b. rileva che la produzione sia fondata sullo svolgimento di un ciclo biologico naturale c. rileva il metodo utilizzato d. rileva lo sfruttamento della terra e delle sue risorse

Lezione 010

1. Se si interpreta il termine "industriale" come produzione in serie: a. c'è spazio per l'impresa civile b. c'è spazio per un'impresa mista: civile e commerciale (SBAGLIATA) c. non c'è spazio per l'impresa civile (slide 103) d. non c'è spazio per un'impresa mista: civile e commerciale 2. Sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese: a. gli imprenditore che esercitano un'attività di commercializzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo b. solo gli imprenditori che esercitano un'attività intermediaria nella circolazione dei beni c. gli imprenditori che esercitano un’attività industriale diretta alla produzione di servizi d. solo gli imprenditori che esercitano un'attività di trasporto di beni 3. Alle imprese commerciali: a. si applicano anche le norme dello statuto generale dell'impresa b. si applicano solo le norme dello statuto dell'impresa commerciale c. non si applicano le norme sui segni distintivi (marchi etc.) d. non si applicano le norme dello statuto generale dell'impresa 4. L’attività dell’agente di pubblicità: a. può rientrare nella categoria delle imprese produttrici di servizi (slide 107) b. è un'attività priva di rilievo normativo c. può rientrare solo nelle attività ausiliarie alle attività commerciali (SBAGLIATA) d. è un'attività mista: civile e commerciale

5. L'attività di deposito: a. è un'attività ausiliaria all'attività commerciale b. non è un'impresa commerciale c. è un'impresa civile d. è un'attività connessa all'attività commerciale 6. L'interpretazione del termine "industriale" nell'art. 2195 n. 1 c.c. a. è funzionale a delimitare l'area delle imprese commerciali b. è pacifica in dottrina c. ha una portata descrittiva d. non ha un rilievo applicativo 7. Le attività di cui all'art. 2195 nn. 3 e 4 c.c.: a. sono una specificazione delle attività previste dal n. 1 dell’art. 2195 c.c. (SBAGLIATA) b. non sono una specificazione delle attività previste dal n. 1 dell’art. 2195 c.c. (slide 105) c. sono le attività ausiliarie alle attività commerciali d. dovevano essere menzionate nell'art. 2195 c.c. per le loro peculiarità 8. L’attività del mediatore: a. non è un'impresa commerciale b. è un'attività ausiliaria all'attività commerciale c. è un'impresa civile d. è un'attività connessa all'attività commerciale 9. Se si interpreta il termine "industriale" come trasformazione della materia prima in prodotto finito: a. c'è spazio per un'impresa mista: civile e commerciale b. c'è spazio per l'impresa civile c. non c'è spazio per l'impresa civile (pag. 103) d. non c'è spazio per un'impresa mista: civile e commerciale 10. Il termine "industriale" è interpretato secondo la dottrina prevalente: a. nel senso che sono imprese commerciali quelle che trasformano la materia prima in prodotto finito b. nel senso che sono imprese commerciali quelle non artigiane c. nel senso che sono imprese commerciali quelle caratterizzate da una produzione su larga scala d. nel senso che sono imprese commerciali quelle non agricole

Lezione 011

1. A supporto della tesi sulla non configurabilità dell'impresa civile si adduce che: a. l'aggettivo "industriale" deve essere interpretato nel senso che la materia prima viene trasformata in prodotto finito b. l'aggettivo "industriale" deve essere interpretato nel senso di "produzione in serie" c. manca ogni riscontro normativo al riguardo d. l’espressione “attività intermediaria nella circolazione dei beni” deve essere intesa come attività di scambio 2. Il quesito sulla configurabilità dell'impresa civile ruota attorno: a. solo alla portata interpretativa della locuzione "attività intermediaria nella circolazione dei beni"

9. Risulta che le imprese: a. siano pacificamente civili o commerciali b. siano pacificamente commerciali e agricole c. possano essere, secondo alcuni, anche civili d. siano pacificamente civili 10. Secondo alcuni, le imprese di pubblici spettacoli teatrali: a. sono imprese miste: civili e commerciali b. sono imprese civili c. sono imprese di interesse pubblico d. sono imprese di interesse nazionale

Lezione 012

1. Le definizioni di piccolo imprenditore contenute nel codice civile e nella legge fallimentare (prima della riforma): a. non dovevano essere coordinate, per individuare una definizione univoca di piccolo imprenditore perché ogni definizione ha valenza "relativa" b. sono rimaste entrambe in vigore nonostante le successive riforme della legge fallimentare c. sono state entrambe abrogate dalle successive riforme d. dovevano essere coordinate, per individuare una definizione univoca di piccolo imprenditore 2. La legge fallimentare: a. definisce il piccolo imprenditore unicamente al fine di stabilire la fallibilità dello stesso a prescindere dalla qualificazione operata dal codice civile b. concorre ad ogni effetto con il codice civile nella definizione della categoria del piccolo imprenditore c. contiene una definizione di piccolo imprenditore in parte analoga a quella del codice civile d. contiene una definizione di piccolo imprenditore del tutto analoga a quella del codice civile 3. Il piccolo imprenditore: a. deve sempre tenere le scritture contabili che sono sottoposte trimestralmente all’esame di un collegio di revisori b. deve tenere le scritture contabili se ha un fatturato annuo superiore ad euro 50. c. non è obbligato a tenere le scritture contabili d. non è obbligato a tenere le scritture contabili se ha ricavi inferiori a duecentomila euro 4. Le imprese possono essere distinte: a. unicamente in base alla dimensione dell’impresa; b. in base alla dimensione dell’impresa, solo se gli imprenditori hanno un fatturato annuo superiore ad una soglia prevista ogni anno da un decreto ministeriale. c. anche in base alla dimensione dell’impresa; d. in base alla dimensione dell’impresa, solo se gli imprenditori hanno un fatturato annuo superiore ad duecentomila euro 5. Al fine di andare esente dalla dichiarazione di fallimento, un imprenditore commerciale deve dimostrare: a. il possesso congiunto di due dei tre criteri dell'art. 1, comma 2, l.f. b. il possesso disgiunto di uno dei criteri dell'art. 1, comma 2, l.f. c. il possesso congiunto di tutti i criteri dell'art. 1, comma 2, l.f.

d. il possesso congiunto di tutti e due criteri dell'art. 1, comma 2, l.f.

6. La riforma della legge fallimentare del 2006: a. fa riferimento al criterio della prevalenza contenuto nel codice civile, al fine di coordinare le definizioni di piccolo imprenditore b. ha definito espressamente il piccolo imprenditore c. non ha reintrodotto una serie di criteri unicamente quantitativi e monetari ai fini dell’individuazione delle imprese esonerate d. ha reintrodotto una serie di criteri unicamente quantitativi e monetari ai fini dell’individuazione delle imprese esonerate dal fallimento 7. Uno dei criteri dell'art. 1, comma 2, l.f. è quello: a. della realizzazione di ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo superiore ad euro trecentomila b. della realizzazione di ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila c. della realizzazione di ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila d. della realizzazione di ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo superiore ad euro duecentomila 8. In base alla riformata legge fallimentare (dopo la riforma del 2006): a. possono essere talvolta considerate piccoli imprenditori b. possono essere considerate piccoli imprenditori se dimostrano il possesso di due su tre dei requisiti dell'art. 1, comma 2, l.f. c. non possono mai essere considerate piccoli imprenditori d. possono essere considerate piccoli imprenditori se dimostrano il possesso di uno dei due requisiti dell'art. 1, comma 2, l.f. 9. L'onere di dimostrare il possesso dei requisiti per l'esenzione da fallimento grava: a. sul creditore che formula istanza di fallimento, che è parte attiva b. sul creditore che interviene nel procedimento per la dichiarazione di fallimento c. sul debitore d. sul giudice delegato 10. L'art. 1 l.f.: a. non ha subito modifiche legislative, ma è stato oggetto di pronunce di incostituzionalità b. nella parte in cui prevedeva che il capitale investito non doveva essere inferiore a novecento mila lire è stato dichiarato incostituzionale c. nella parte in cui prevedeva l'imposta sulla ricchezza mobile è stato dichiarato incostituzionale d. è stato oggetto di pronunce di incostituzionalità, ma non ha subito modifiche legislative

c. i requisiti per la qualificazione dell'impresa come agricola d. i requisiti per la qualificazione dell'impresa come civile

3. Con riferimento alle definizioni giuridiche: a. opera il principio di relatività: significa che ogni definizione rileva ai fini del solo complesso normativo per il quale è dettata b. opera il principio di assolutezza significa che ogni definizione rileva ai fini del solo complesso normativo per il quale è dettata c. opera il principio di relatività: significa che la definizione di un fenomeno è univoca a prescindere dal solo complesso normativo per il quale è dettata d. si deve tener conto che il legislatore è razionale: detta più definizioni giuridiche dello stesso fenomeno, che devono essere coordinate e integrate fra loro 4. L’impresa artigiana: a. è un piccolo imprenditore ai fini del codice civile b. è regolata ancora oggi unicamente dalla legge del 1956 c. non può mai assumere la forma della società a responsabilità limitata d. è un piccolo imprenditore ai fini della legge fallimentare 5. L'impresa artigiana: a. è disciplinata solo dalla Legge del 1985 b. è disciplinata solo dalle disposizioni del codice civile c. è oggetto di tutela anche sul piano costituzionale d. è disciplinata solo dalle leggi speciali 6. In base alle norme del codice civile, l'artigiano: a. esercita un'impresa civile b. è obbligato alla tenuta delle scritture contabili se supera certe soglie dimensionali c. esercita un'impresa mista: civile e commerciale d. è esonerato dalla tenuta delle scritture contabili 7. Al fine di verificare se l'impresa artigiana può essere assoggettata a fallimento: a. occorre verificare se ricorrono i presupposti individuati dalla legge fallimentare b. occorre far riferimento alle norme del codice civile c. occorre far riferimento alle leggi speciali d. occorre verificare se ricorrono i presupposti individuati dalla legge fallimentare e dal codice civile 8. La legge quadro per l'artigianato: a. non definisce espressamente l'impresa artigiana b. definisce espressamente l'impresa artigiana solo in ragione dell'oggetto dell'impresa c. definisce espressamente l'impresa artigiana solo in ragione del ruolo dell’artigiano nell’impresa d. definisce espressamente l'impresa artigiana anche in ragione del ruolo dell’artigiano nell’impresa 9. Possono essere qualificate come imprese artigiane: a. solo le società in accomandita semplice b. solo le società a responsabilità limitata unipersonali c. anche le società a responsabilità limitata pluripersonali d. anche le società per azioni quotate sui mercati regolamentati 10. In ragione di quanto previsto dalla legge del 1956, l'impresa doveva essere considerata artigiana:

a. solo sulla base della natura usuale della propria produzione. b. sulla base della natura artistica od usuale della propria produzione. c. sulla base della dichiarazione d'intenti dell'imprenditore d. sulla base delle dimensioni

Lezione 014

1. Il lavoro in casa: a. secondo alcuni, solo ove abbia dei concreti benefici per l’impresa, è equiparato al lavoro nell’impresa b. è sempre equiparato al lavoro nell'impresa c. non è mai equiparato al lavoro nell'impresa d. è tutelato dalle norme in tema di assistenza sociale 2. Il familiare che ha diritto di partecipare ai benefici nell'impresa familiare: a. non ha diritto di prelazione sull’azienda in caso di divisione ereditaria b. ha solo diritto di prelazione sull’azienda in caso di divisione ereditaria c. non ha in ogni caso diritto di prelazione sull’azienda in caso di trasferimento dell'azienda d. ha anche diritto di prelazione sull’azienda in caso di divisione ereditaria 3. Secondo l'opinione preferibile, l'impresa familiare: a. è una forma di impresa collettiva b. è una forma di impresa individuale c. è una forma di impresa mista: individuale e collettiva d. è solo una forma di impresa collettiva 4. Il familiare che ha diritto di partecipare ai benefici nell'impresa familiare: a. ha diritto solo al mantenimento, anche se non dovuto ad altro titolo b. ha solo diritto alla partecipazione agli utili, in ragione e nella misura del lavoro prestato c. ha diritto anche al manteniment o, anche se non dovuto ad altro titolo d. non ha diritto solo al mantenimento, se dovuto ad altro titolo 5. Nell'impresa familiare: a. le decisioni inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell’impresa sono adottate, all'unanimità, dai familiari che partecipano all’impresa stessa b. le decisioni inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi produttivi e alla cessazione dell’impresa sono adottate, a maggioranza, dai familiari che partecipano all’impresa stessa c. le decisioni inerenti alla gestione straordinaria dell’impresa sono in ogni caso adottate dal titolare dell'impresa, al fine di evitare contrasti e dissidi nella famiglia d. le decisioni inerenti alla gestione straordinaria dell’impresa sono in ogni caso adottate da un amministratore esterno, al fine di evitare contrasti e dissidi nella famiglia 6. Nell'impresa familiare: a. le decisioni concernenti l’impiego degli utili e degli incrementi sono in ogni caso adottate dal titolare dell'impresa al fine di evitare contrasti e dissidi nella famiglia b. le decisioni concernenti l’impiego degli utili e degli incrementi sono adottate, all'unanimità, dai familiari che partecipano all’impresa stessa c. le decisioni concernenti l’impiego degli utili e degli incrementi sono in ogni caso adottate da un amministratore esterno, al fine di evitare contrasti e dissidi nella famiglia d. le decisioni concernenti l’impiego degli utili e degli incrementi sono adottate, a maggioranza , dai familiari che partecipano all’impresa stessa