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Paniere Diritto bancario - risposte multiple [2023], Panieri di Diritto Bancario

Paniere di Diritto bancario - risposte multiple (versione del 2023). Università eCampus, Facoltà di Economia - corso di Economia D.M. 270/04, professore Corcioni Nicola. Risposte disposte in ordine di lezione.

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 23/01/2024

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SET DOMANDE MULTIPLE
DIRITTO BANCARIO
ECONOMIA (D.M. 270/04)
CORCIONI NICOLA
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SET DOMANDE MULTIPLE

DIRITTO BANCARIO

ECONOMIA (D.M. 270/04)

CORCIONI NICOLA

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

  1. Con il contratto di deposito a vista il denaro dato in deposito verrà restituito dopo un anno il denaro dato in deposito può essere richiesto in qualsiasi momento il denaro dato in deposito verrà restituito a scadenza con un interesse il denaro dato in deposito non può essere richiesto prima di tre mesi
  2. Con i contratti di deposito le banche consentono ai risparmiatori un investimento ad alto rischio certo e liquido per far fronteggiare alla banca in qualsiasi momento futuro esigenze di consumo certo e liquido per fronteggiare in qualsiasi momento futuro esigenze di consumo liquido ma incerto per fronteggiare in qualsiasi momento futuro esigenze di consumo
  3. Le banche come acquisiscono risorse finanziarie? Con la trasformazione delle scadenze Con i contratti di credito Con il deposito bancario e i contratti di credito Con il deposito bancario
  4. La funzione monetaria
  5. La riduzione dei costi di transazione nelle operazioni di finanziamento
  6. La trasformazione delle scadenze
  7. La funzione di liquidità

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

Lezione 002

  1. In Italia a far data dalla legge del 1936 vigeva: un principio di specializzazione temporale degli intermediari e un principio di separazione tra banca e industria un prncipio di separazione tra banca e industria ma non un principio di specializzazione temporale degli intermediari un principio di specializzazione temporale degli intermediari e un principio di unione tra banca e industria un principio di specializzazione dell’industria
  2. La banca mista tedesca è un modello di banca: autorizzata all’esercizio del credito e non alla raccolta del risparmio autorizzata alla raccolta del risparmio presso il pubblico e non all’esercizio del credito che esercita solo servizi di investimento universale che costituisce un rapporto di lunga durata con le imprese che finanzia in quanto acquisisce in esse partecipazioni rilevanti
  3. Le imprese per collocare i propri titoli sui mercati si avvalgono di: intermediari amministratori creditori risparmiatori
  4. I sistemi mercato-centrici presentano mercati finanziari dove le imprese vendono i propri prodotti di consumo presentano mercati finanziari mediante i quali le imprese non possono reperire risorse economiche necessarie per far sviluppare la propria attività si distinguono per la prevalenza dell’intermediazione bancaria come strumento che consente l’afflusso di risorse al sistema economico presentano mercati finanziari sofisticati mediante i quali le imprese reperiscono risorse economiche necessarie per far sviluppare la propria attività
  5. Nei mercati finanziari il rischio dell’insolvenza del soggetto che ha ricevuto le risorse economiche direttamente dai risparmiatori rimane a carico: del risparmiatore dell’intermediario dell’impresa della banca
  6. Tra gli intermediari che finanziano le imprese, il settore pubblico e altri soggetti rivestono un posto preminente: le banche le Borse valori i risparmiatori i titoli di Stato
  7. Nel 1936 per principio di specializzazione temporale degli intermediari si intende una distinzione fra aziende di credito che non possono operare nel breve termine e istituti di credito speciale, caratterizzati da un’operatività nel breve e medio termine una distinzione fra aziende di credito che possono operare nel breve termine e istituti di credito speciale, caratterizzati da un’operatività nel medio-lungo termine una distinzione fra aziende di credito che possono operare nel lungo termine e istituti di credito speciale, caratterizzati da un’operatività nel breve termine una distinzione fra aziende di credito che possono operare nel lungo termine e istituti di credito speciale, caratterizzati da un’operatività nel medio termine

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

Lezione 003

  1. L’art. 1 della legge bancaria del 1936 definisce l’attività bancaria come una funzione di interesse pubblico come una funzione di interesse degli amministratori come una funzione di interesse privato come una funzione di interesse pubblico e privato
  2. Il cambiavalute guadagnava: offrendo il servizio di cambiare le valute estere in quelle locali, nel rimborsare con interessi i depositi e nel finanziare le operazioni commerciali investendo i propri soldi e non quelli dei depositanti offrendo il servizio di cambiare le valute estere in quelle locali, nel non rimborsare con interessi i depositi e nel finanziare le operazioni commerciali investendo i propri soldi e quelli dei depositanti offrendo il servizio di cambiare le valute estere in quelle locali, nel rimborsare con interessi i depositi ma non nel finanziare le operazioni commerciali investendo i propri soldi e quelli dei depositanti offrendo il servizio di cambiare le valute estere in quelle locali, nel rimborsare con interessi i depositi e nel finanziare le operazioni commerciali investendo i propri soldi e quelli dei depositanti
  3. La funzione dell’ attività bancaria nei tempi antichi era di: solo concessione di prestiti solo custodia del denaro custodia del denaro e di concessione di prestiti nessuna delle risposte indicate
  4. Nell’Ottocento la banca di deposito nelle operazioni di credito non diede impulso alle operazioni come lo sconto di cambiali, le aperture di credito in conto corrente, le anticipazioni sui titoli, i mutui ipotecari arricchì la raccolta con l’ampliamento dei depositi e incrementò le operazioni di credito principalmente al piccolo commercio raccoglieva risparmi solo nella forma di deposito e poi li offriva per prestazioni di credito, servizi di pagamento e investimenti nel capitale delle imprese. era un intermediario che investiva solo in titoli emessi dalle imprese utilizzando il denaro dei risparmiatori o altre risorse finanziarie
  5. L’art. 1 della Legge del 1936 individua la nozione di banca riferendosi alle operazioni più importanti che compie non riferendosi alle singole operazioni che compie ma alla complessiva attività che svolge riferendosi ai servizi di pagamento riferendosi alle singole operazioni che compie e non alla complessiva attività che svolge
  6. Nell’Ottocento la banca universale raccoglieva risparmi solo nella forma di deposito e poi li offriva per prestazioni di credito, servizi di pagamento e investimenti nel capitale delle imprese era un intermediario che non concedeva prestiti o investiva in titoli emessi dalle imprese utilizzando il denaro dei risparmiatori o altre risorse finanziarie nelle operazioni di credito diede impulso alle operazioni come lo sconto di cambiali, le aperture di credito in conto corrente, le anticipazioni sui titoli, i mutui ipotecari. arricchì la raccolta con l’ampliamento dei depositi e incrementò le operazioni di credito principalmente al piccolo commercio
  7. Quali furono i modelli di banca che nell’Ottocento si affermarono? crediti mobiliari, banche universali, banche di credito crediti immobiliari, banche universali, banche di deposito crediti mobiliari, banche locali, banche di deposito crediti mobiliari, banche universali, banche di deposito

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

  1. La Banca d'Italia iniziò a emettere cartamoneta nel: 1936 1926 1929 1893
  2. Nell'Ottocento il Credito Mobiliare raccoglieva risparmi solo nella forma di deposito e poi li offriva per prestazioni di credito, servizi di pagamento e investimenti nel capitale delle imprese. era un intermediario che concedeva prestiti o investiva in titoli emessi dalle imprese utilizzando il denaro dei risparmiatori o altre risorse finanziarie arricchì la raccolta con l’ampliamento dei depositi e incrementò le operazioni di credito principalmente al piccolo commercio era un intermediario che non concedeva prestiti
  3. Quanti Istituti alla fine dell’Ottocento potevano emettere in Italia cartamoneta? 8 6 4 5
  4. L’art. 1 della legge bancaria del 1936
  5. I modelli di banca nell’Ottocento
  6. Il cambiavalute e i mercanti-banchieri

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

  1. La privatizzazione del nostro sistema creditizio ha avuto origine non ha mai avuto origine alla metà dell’Ottocento agli inizi degli anni Novanta verso la metà degli anni Novanta
  2. Il credito mobiliare nei primi anni del Novecento cominciò a rappresentare una parte molto importante dell’attività bancaria per corretta gestione e regolarità cessò di esistere nell’ambito dell’attività bancaria rappresentò una parte molto molto importante dell’attività bancaria, diversamente dal secolo precedente cominciò a rappresentare una parte molto marginale dell’attività bancaria a causa di errori gestionali e irregolarità
  3. Sul finire del 1992 si è andato via via sempre più sviluppando il modello di banca universale le banche commerciali non hanno esercitato il credito le banche commerciali hanno cominciato ad esercitare il credito a breve termine si è andato via via sempre più sviluppando il modello di banca speciale
  4. L’assetto delle banche con la legge bancaria del 1936
  5. L’IMI e Mediobanca
  6. Gli istituti di credito speciale
  7. Tipologie di banche agli inizi del Novecento

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

Lezione 005

  1. Ai sensi dell’art. 159 TUB nei casi di provvedimenti attribuiti alla competenza delle regioni la Banca d’Italia esprime, a fini di vigilanza, un parere vincolante la Banca d’Italia esprime, a fini di vigilanza, un parere non vincolante la Banca d’Italia esprime un parere se consultata la Banca d’Italia non esprime alcun parere
  2. A sensi dell’art. 47 della Costituzione: la Repubblica disciplina e coordina ma non controlla l'esercizio del credito la Repubblica non disciplina ma coordina e controlla l'esercizio del credito la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in alcune sue forme
  3. I Trattati istitutivi dell’UE sono: atti emanati dalle istituzioni europee costituenti il diritto derivato raccomandazioni delle istituzioni europee fonti non vincolanti fonti di primo grado dell’ordinamento giuridico dell’Unione europea
  4. Le direttive emanate dalle istituzioni dell’Unione europea sono atti legislativi: definiti raccomandazioni indirizzati a singoli individui o Stati membri e sono obbligatori in tutti i loro elementi indirizzati solo agli Stati membri e non sono obbligatori in tutti i loro elementi in quanto vincolano i destinatari solo riguardo il risultato da raggiungere lasciando alla loro discrezione la scelta della forma e dei mezzi di portata generale, obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili
  5. Le fonti secondarie sono: atti legislativi atti amministrativi che hanno forza giuridica ma sono subordinati alla legge ordinaria regolamenti emanati dalle istituzioni dell’Unione europea Trattati dell’UE
  6. Le decisioni emanate dalle istituzioni dell’Unione europea sono atti legislativi: indirizzati a singoli individui o Stati membri e sono obbligatori in tutti i loro elementi di portata generale, obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili indirizzati solo agli Stati membri e non sono obbligatori in tutti i loro elementi in quanto vincolano i destinatari solo riguardo il risultato da raggiungere lasciando alla loro discrezione la scelta della forma e dei mezzi che esprimono pareri
  7. Secondo quanto previsto dal TUB in Italia possono svolgere attività bancaria: le banche nazionali, le banche comunitarie ma non le banche extracomunitarie solo le banche nazionali le banche nazionali e alcune banche comunitarie le banche nazionali, le banche comunitarie e le banche extracomunitarie

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

Lezione 006

  1. Le obbligazioni bancarie sono solo titoli di deposito nominativi sono strumenti finanziari simili alle partecipazioni sono obbligazioni, anche convertibili, nominative o al portatore non vincolano la banca che li ha emessi al rimborso del capitale e degli interessi
  2. Le norme di vigilanza della Banca d’Italia prevedono che la durata media di ogni emissione di obbligazioni bancarie: non possa essere inferiore a 18 mesi non possa essere inferiore a 6 mesi. non possa essere inferiore a 12 mesi non possa essere inferiore a 24 mesi
  3. Gli strumenti finanziari ibridi sono: prestiti a cui fanno ricorso le banche e ciò comporta una minore solidità patrimoniale prestiti a cui fanno ricorso le banche ogni cinque anni prestiti a cui fanno ricorso le banche e prevedono un rendimento e restituzione del capitale subordinati all’andamento economico della banca prestiti a cui fanno ricorso le banche e prevedono la restituzione del capitale senza rendimento
  4. I covered bond, sono: obbligazioni bancarie garantite obbligazioni bancarie non garantite obbligazioni di società di persone prestiti erogati dalle banche
  5. Ai sensi dell’art. 12 comma 1 del TUB le banche, in qualunque forma costituite, possono emettere solo obbligazioni al portatore le banche, in qualunque forma costituite, non possono emettere obbligazioni le banche, in qualunque forma costituite, possono emettere obbligazioni, anche convertibili, nominative ma non al portatore le banche, in qualunque forma costituite, possono emettere obbligazioni, anche convertibili, nominative o al portatore
  6. I certificati di deposito: sono titoli di credito emessi dalle banche non sono né titoli di debito né titoli di credito sono titoli di debito emessi dalle banche sono titoli di debito emessi dal depositante
  7. Con il conto corrente bancario : il correntista non può disporre delle somme risultanti a suo credito il correntista può disporre in tempi prestabiliti delle somme risultanti a suo credito il correntista può disporre in qualsiasi momento delle somme risultanti a suo credito il correntista può disporre a discrezione della banca delle somme risultanti a suo credito

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

  1. Nel deposito bancario è previsto che : la banca non paghi alcun corrispettivo al depositante del bene la banca paghi un corrispettivo al depositante per aver potuto godere della disponibilità del bene la banca paghi un corrispettivo al depositante solo se non ha potuto godere della disponibilità del bene
  2. Il modello organizzativo della banca, così come previsto dal TUB è di tipo: complesso semplice universale particolare
  3. I certificati di deposito scadono in sei mesi consentono il pagamento di interessi e il rimborso del capitale alla scadenza la banca riceve, in cambio della somma investita, un certificato “virtuale” consentono il rimborso del capitale alla scadenza ma non il pagamento degli interessi
  4. Il deposito irregolare
  5. Gli strumenti più utilizzati per la raccolta del risparmio
  6. I covered bond e gli strumenti finanziari ibridi

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

  1. L’anticipazione bancaria può essere: semplice e complessa corretta e scorretta concreta e astratta propria e impropria
  2. L’anticipazione bancaria non è un credito che la banca concede al cliente è un credito che la banca concede al cliente dietro garanzia di un pegno su titoli o merci è un credito che il cliente concede alla banca è un credito che la banca concede al creditore del depositante
  3. Lo sconto bancario è il contratto con il quale: il cliente, previa deduzione dell’interesse, anticipa alla banca l’importo di un credito verso terzi non ancora scaduto la banca, previa deduzione dell’interesse, anticipa al cliente l’importo di un credito verso terzi non ancora scaduto il cliente può disporre a discrezione della banca delle somme risultanti a suo credito il cliente non può disporre delle somme risultanti a suo credito
  4. Differenza tra sconto bancario e risconto
  5. Differenza tra anticipazione bancaria propria e impropria
  6. Garanzie che assistono l'apertura di credito
  7. Differenza tra mutuo e apertura di credito
  8. Le norme dedicate all’erogazione del credito presenti nel TUB

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

Lezione 008

  1. Le banche non esercitano attività di gestione di fondi comuni di investimento sono società di gestione del risparmio esercitano attività assicurativa sulla vita esercitano attività assicurativa contro i danni
  2. Il leasing finanziario è un contratto che si conclude con la restituzione del bene o l’estensione del contratto è una locazione finanziaria senza opzione di acquisto alla scadenza del contratto è una locazione finanziaria con opzione di acquisto alla scadenza del contratto non è una locazione finanziaria
  3. La banca ai sensi dell’art. 10 del TUB non ha carattere d‘impresa esercita attività connesse o strumentali esercita attività non previste dalla legge non esercita attività strumentali
  4. Alle banche la legge non preclude l’esercizio di attività coperte da riserve che non includono le banche sono riconducibili solo quelle attività espressamente previste all’art. 10 commi 1 e 3 del TUB è preclusa la possibilità di operare in tutti i settori dell’intermediazione finanziaria la legge riserva anche l’esercizio di altre attività oltre a quelle espressamente previste all’art. 10 commi 1 e 3 del TUB
  5. La banca italiana con la creazione del mercato unico bancario nel 1993 può operare in pochi settori dell’intermediazione finanziaria è divenuta banca universale non può operare nell’intermediazione mobiliare non può operare nei settori dell’intermediazione finanziaria
  6. Le operazioni finanziarie non attuano trasferimento di denaro hanno un elemento finanziario consistente nel pagamento del prezzo si realizzano mediante prestazione e controprestazione le quali attuano trasferimento di denaro hanno ad oggetto beni cioè cose che possono formare oggetto di diritti
  7. I servizi di pagamento sono rappresentati dalla prestazione da parte della banca di una attività per conto del cliente dietro un corrispettivo per il servizio offerto sono rappresentati dalla prestazione da parte della banca di una attività per conto del cliente che non consente di depositare e prelevare dal conto ma solo di eseguire bonifici non sono da ricondurre ad attività finanziarie perché non consentono il trasferimento del denaro sono rappresentati dalla prestazione da parte della banca di una attività per conto del cliente che consente di effettuare operazioni di pagamento ma non consente di fare rimesse di denaro

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

Lezione 009

  1. Possiamo intendere per attività strumentale i servizi informatici per la gestione dell’attività propria della banca le attività che sono elencate nella normativa di riferimento quelle che non sono correlate con l’attività principale della banca le attività finanziarie
  2. Il contratto di cassetta di sicurezza prevede la concessione dell’utilizzo di una cassetta da parte del cliente ma non per custodirvi i propri beni prevede che la banca garantisca al cliente una prestazione accessoria sfruttando pienamente la propria organizzazione è un’attività strumentale esercitata dalla banca non è un’attività connessa esercitata dalla banca
  3. Le attività connesse e strumentali non sono attività finanziarie non possono essere esercitate dalle banche se tali attività sono correlate all’attività principale non possono essere esercitate dalle banche se tali attività rivestono un‘importanza inferiore rispetto alle attività finanziarie non possono essere esercitate dalle banche
  4. La gestione degli immobili da parte delle banche può essere effettuata per quegli immobili acquisiti non per il recupero crediti che non sono al servizio dell’attività principale cioè in funzione strumentale da dare in locazione ai clienti destinati in tutto o in parte all’esercizio dell’attività propria della banca
  5. Tra le attività strumentali si annovera: la custodia e l’amministrazione di valori mobiliari la locazione di cassette di sicurezza i servizi di informazione commerciale la gestione di immobili ad uso funzionale all’attività prevalente
  6. Le attività strumentali non hanno natura servente rispetto alle attività principali sono esercitate all’interno degli istituti bancari per fornire ad esempio un servizio collegato con l’attività finanziaria non sono attività accessorie rispetto a quelle istituzionali non risultano essere una parte marginale rispetto alle attività istituzionali
  7. Tra le attività connesse menzionate nel TUB si annovera le altre attività non finanziarie con carattere ausiliario dell’attività bancaria la gestione di immobili ad uso funzionale all’attività prevalente la custodia e l’amministrazione di valori mobiliari i servizi informatici per la gestione dell’attività propria della banca

ECONOMIA (D.M. 270/04)

Docente: Corcioni Nicola

  1. Un’attività connessa della banca può ritenersi tale quando presenta un nesso di complementarietà con l’attività bancaria viene esercitata non mediante la struttura e le competenze usate ai fini dell’attività principale non presenta un nesso di complementarietà con l’attività bancaria il legame di connessione è di tipo ausiliario
  2. Le banche non possono esercitare attività finanziarie o commerciali connesse che non siano finanziarie strumentali e industriali
  3. Ai sensi dell’art. 10 commi 3 e 4 del TUB alle banche sono riservate attività connesse e strumentali finanziarie e commerciali industriali e commerciali strumentali e industriali
  4. Le attività strumentali esercitate dalle banche
  5. Le attività connesse esercitate dalle banche