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Tipologia: Panieri
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Cosa si intende per "compiti di sviluppo”? I compiti di sviluppo variano in base all’età. Ad esempio durante l’infanzia uno dei compiti di sviluppo può essere l'acquisizione dell'autonomia e l'apprendimento delle competenze di base. Nell'età adulta, i compiti possono riguardare la formazione di una famiglia, l'avanzamento nella carriera o il raggiungimento di un senso di realizzazione personale. Nell'età anziana, i compiti possono includere l'adattamento ai cambiamenti fisici, la riflessione sulla propria vita e l'accettazione della morte come parte del ciclo di vita. Come si evolvono i compiti di sviluppo nelle diverse fasi della vita? VEDI DOMANDA PRECEDENTE. In quali dimensioni si manifesta l’ageismo? L’ageismo si manifesta soprattutto nell’ambito lavorativo dell’individuo in quanto quest’ultimo riceve discriminazioni perché ritenuto troppo anziano. Quali sono le acquisizioni cognitive e affettive specifiche menzionate in relazione alle diverse fasi dell’età?
Come la prospettiva del ciclo di vita mette l'accento sulla dimensione del tempo? Cosa si intende per Ageismo? L’AGEISMO indica la discriminazione nei confronti di una persona o più persone in base all’età. L’ageismo si riferisce agli stereotipi (come pensiamo), ai pregiudizi (cosa sentiamo) e alle discriminazioni (come agiamo) diretti verso gli altri e verso noi stessi in base all’età anagrafica.
01. Definisci il quinto principio dello sviluppo secondo l'approccio a 7 punti di Baltes. QUINTO PRINCIPIO: Lo sviluppo è il risultato dell’interazione tra l’individuo e l’ambiente. Questo quinto principio relativo all’interazione individuo-ambiente ci porta ad analizzare una lettura dello sviluppo che pone al centro la relazione tra gli individui – interpersonale – e non le sole caratteristiche, intese sia come risorse che come limiti, interne all’individuo – intrapersonale. La psicologia delle relazioni si è occupata molto di questo aspetto pensiamo ad esempio ai numerosi autori che si sono occupati di studiare l’intersoggettività. Gli studi di Trevarthen, Stern e Tronick in relazione all’intersoggettiva si sono concentrati sulla diade madrebambino ma possiamo estendere alcuni concetti ad ogni relazione interpersonale e a diversi momenti della vita. 02. Che cosa si intende con il termine ageism? Qual è la sua importanza? Il quarto principio dello sviluppo afferma che esso comprende conquiste e perdite. Questo principio vale per tutte le età ma non in maniera uniforme per tutti i momenti del ciclo di vita. Durante la vecchiaia maggiori sono le perdite rispetto alle conquiste. Tali perdite non sono però dovute solo a cambiamenti biologici e cerebrali ma, largamente, a convenzioni e pregiudizi sociali. Il termine anglofono AGEISM si collega al modello crescita-mantenimento-declino dove si inserisce una fase relativa all’età adulta per cui vi saranno momenti della vita per cui si viene considerati “troppo giovani” o “troppo vecchi”. Il termine AGEISM rivela una lettura della realtà corrotta da pregiudizi legati all’età (allo stesso modo dei pregiudizi legati al genere come il SESSISMO, o quelli legati all’etnia di origine come il RAZZISMO, o come il CLASSISMO legato ai pregiudizi legati alla “calsse sociale”). Negli anni 60/70 veniva usato solo nell’accezione nei confronti degli anziani e come tali, come una minoranza. Tale concezione ha spinto al superamento dell’ageism legato all’età cronologica: alcuni autori hanno rilevato importanti variabili: quella dell’età soggettiva e psicologica (l’età che le persone sentono di avere), quella dell’età sociale (quanto un individuo sia conforme alle norme sociali), quella dell’età funzionale (confrontando i coetanei rilevare le capacità fisiche, intellettive, di autonomia), quella dell’età biologica (prende in considerazione l’arco potenziale della vita dell’individuo in base alla sua condizione generale). 03. Definisci il quarto principio dello sviluppo secondo l'approccio a 7 punti di Baltes. Baltes nel suo quarto principio definisce "lo sviluppo comprende conquiste e perdite". Esso rifiuta una visione dello sviluppo come caratterizzato da sole acquisizioni. Utilizzando un approccio di questo tipo, infatti, lo sviluppo non sarebbe nulla più di un accumulo di abilità. Quello che sostiene la psicologia del ciclo di vita è che ogni età risulta caratterizzata da processi di crescita – caratterizzati dalla conquista di nuove abilità – e da processi di declino – in cui si ha la perdita di altre abilità.Un esempio evidente sono i movimenti riflessi che caratterizzano il comportamento neonatale e i primi mesi di vita degli individui. In poco tempo queste abilità vengono perse e sostituite da altre abilità. Il processo di sviluppo non viene letto come sviluppo incrementale caratterizzato da continui accumuli ma come un processo il cui progredire è leggibile come una sintesi di « guadagni e perdite ». È indubbio però che questo equilibrio tra guadagni e perdite non è uniforme per tutti i momenti del ciclo di vita. Questo principio dello sviluppo, così come gli altri, non vale solo per l’infanzia ma per tutte le età della vita, durante le fasi più avanzate del nostro sviluppo, quelle che definiremmo di vecchiaia, possiamo osservare un numero maggiore di perdite rispetto alle conquiste. 04. Descrivi la prospettiva del lifespan developmental psychology. La psicologia del ciclo di vita, o lifespan developmental psychology, ha tra gli obiettivi principali il superamento di una visione ancora troppo omogenea e lineare dello sviluppo. Tra i contributi fondamentali della psicologia del ciclo di vita troviamo anche i lavori di studiosi dello sviluppo come ad esempio quelli di Piaget e di Freud, questi autori vedono lo sviluppo come una serie invariabile di stadi cumulativi e qualitativamente differenti che caratterizzano la sola infanzia o al massimo l’adolescenza. Il passaggio da uno stadio all’altro è predeterminato e segue un ordine stabilito e fisso. Il progredire attraverso stadi consente al bambino di integrare delle nuove acquisizioni a quelle già possedute finché giunge a possedere delle capacità adulte. Nell’ambito della psicologia del ciclo di vita, autori come Erikson e Havighurst iniziano a dividere l’intero ciclo di vita dell’individuo in tappe gerarchicamente ordinate di sviluppo. Compare, inoltre, il concetto di compito di sviluppo legato ad ogni singolo stadio. All’interno di ogni singolo stadio, l’individuo sarebbe chiamato a risolvere alcuni compiti evolutivi specifici che gli consentiranno di per poter passare allo stadio successivo. In questa lettura dello sviluppo ogni età acquisisce così un proprio peso all’interno dello sviluppo dell’individuo. Questo tipo di approccio legato ai compiti di sviluppo tipici di ogni fase della vita pur rappresentando una novità per lo studio dello sviluppo, conserva limiti e vantaggi: PRO è in grado di evidenziare la specificità di ogni fase di vita in termini di sfide evolutive; CONTRO è troppo lineare e non è in grado di cogliere la complessità derivante dalle differenze individuali. INFANZIA-ADOLESCENZA-GIOVINEZZA-Età ADULTA-Età ANZIANA 05. In che modo la psicologia del ciclo di vita si allontana dalle teorie stadiali dello sviluppo? All’interno dell’approccio della psicologia del ciclo di vita è stato portato avanti un lavoro di revisione critica delle
nei percorsi di vita e nello sviluppo individuale. Elder (1998) ha proposto una lettura del ciclo di vita fondata su quattro principi che egli ritiene fondamentali. Si può notare come Elder attribuisca molta importanza alle sfide e ai momenti di transizione che caratterizzano il ciclo di vita dell’individuo: “Le persone portano con sé ad ogni transizione un vissuto delle loro esperienze personali e delle loro predisposizioni, interpretano le nuove circostanze alla luce di queste esperienze e trovano modi di adattamento potenzialmente in grado di alterare radicalmente il corso della loro vita”. Il pensiero di Elder prende però le distanze da quello di altri autori che leggono gli eventi di vita e le conseguenti reazioni degli individui esclusivamente legati a stadi di sviluppo specifici e tipici del ciclo di vita. Secondo Elder, essi sarebbero più propriamente l’espressione di un contesto specifico in cui periodo, luogo e tempo storico giocano un ruolo dominante.
11. Descrivi e commenta i quattro principi dello sviluppo secondo Elder. 1)principio del luogo e del tempo nella storia: gli individui strutturano il loro ciclo di vita sulla base del loro momento storico. L’esperienza assume caratteristiche differenti sulla base del tempo e dal luogo in cui avvengono. 2)principio della tempestività nelle vite: anche il momento di vita in cui avviene l’esperienza ha un impatto sulle caratteristiche e sull’importanza delle transizioni o degli eventi di vita.
visto garantita una certa normalità nei primi anni della loro infanzia. Tale relativa condizione di tranquillità economica li aveva messi al riparo anche dallo sperimentare l’instabilità familiare derivante dalla riduzione del reddito familiare.
15. Presenta il contributo di Baltes allo studio della psicologia del ciclo di vita. In uno dei loro primi lavori Baltes e collaboratori (1980) hanno definito quattro principi fondamentali che definiscono lo sviluppo secondo un approccio del ciclo di vita.
sviluppo sociale e personale dell’individuo. Così come lo sviluppo cognitivo consente l’acquisizione di nuove abilità e competenze sociali e personali. Lo sviluppo di un individuo non procede necessariamente in modo simultaneo o equivalente in tutti gli ambiti ma al contrario sono regolati da principi di multidimensionalità e multidirezionalità.
22. Quali sono le principali implicazioni del secondo principio dello sviluppo presentato da Baltes? Per spiegare le principali implicazioni del secondo principio di Baltes è utile introdurre il pensiero di Rogers e la sua idea di persona pienamente funzionante. Egli non auspica il raggiungimento di uno stato definibile completo o evoluto ma al contrario si concentra sulla dimensione di crescita. In questo processo sono riconoscibili tre linee evolutive specifiche: CRESCENTE APERTURA ALLE ESPERIENZE; CRESCENTE CONSAPEVOLEZZA DEL PRESENTE: CRESCENTE FIDUCIA NEL PROPRIO ORGANISMO. Questo processo non avviene in modo lineare e prevedibile ma subisce modifiche improvvise e si muove in modo irregolare ed imprevedibile. La visione di Rogers evidenzia un generale atteggiamento dell'individuo di apertura al cambiamento. Schlossberg e il suo gruppo di lavoro definiscono tre aree distinte in cui possono essere rintracciati i cambiamenti nello sviluppo: INTERNAMENTE-RELAZIONI INTERPERSONALI-ATTIVITA' LAVORATIVA. Anche questa distinzione conserva delle caratteristiche di “arbitarietà” e i processi risultano spesso da una sovrapposizione di queste tre categorie. Inoltre le transizioni che avvengono internamente ad una delle aree hanno un impatto anche sulle altre due aree determinando un cambio generale d'assetto dell'individuo e di chi appartiene al suo contesto di vita. Anche Super si interessa all'argomento e per presentare la sua teoria si avvale di una rappresentazione grafica nota come l'arcobaleno della carriera che integra due dimensioni fondamentali: SVILUPPO: inteso come crescita legata all'età; RUOLO: legata ai possibili ruoli sociali che gli individui possono impersonare nel corso della loro vita. Ogni ruolo sociale che viene rivestito dall'individuo, life- spaces, non è circoscrivibile ad una sola fase di vita ma al contrario sono presenti in diversi momenti esercitando un'influenza diversa sulle traiettorie di vita degli individui. Il lavoro di Super, in seguito, si concentra sull'identificazione di vreri e propri “life-stages” relativi alla carriera lavorativa. 23. Spiega il pensiero di Rogers definendo l'idea di persona pienamente funzionale e le linee evolutive. Nonostante l'espressione utilizzata possa far pensare che Rogers veda lo sviluppo come un movimento verso la perfezione o verso un ideale stato finale o telos, il pensiero di questo autore è ben diverso. Egli non auspica, infatti, il raggiungimento di uno stato definibile completo o evoluto ma al contrario si concentra sulla dimensione di crescita. Si tratta di un processo in cui sono riconoscibili tre linee evolutive specifiche. Le tre linee evolutive specifiche sono: 1° TENDENZA: CRESCENTE APERTURA ALLE ESPERIENZE; 2° TENDENZA: CRESCENTE CONSAPEVOLEZZA DEL PRESENTE; 3°TENDENZA: CRESCENTE FIDUCIA NEL PROPRIO ORGANISMO. La 1° tendenza, secondo Rogers, dovrebbe portare gradualmente l'individuo al superamento di una posizione difensiva che ostacola l'acquisizione di una reale apertura alle esperienze. La 2° tendenza, secondo Rogers, ha maggiore apertura all'esperienza degli individui, li aiuterebbe a vivere il loro presente senza rifugiarsi in una dimensione passata o futura. In questo modo sarebbero abbandonate alcune rigidità aumentando l'adattabilità. La 3° tendenza, ultima individuata da Rogers, riguarda la capacità degli individui di lasciarsi guidare dalle reazioni del proprio organismo confidando nel fatto che le esperienze vissute siano una base sufficiente per determinare le reazioni agli eventi. La visione di Rogers, non vuole quindi restituirci un'istantanea del livello di sviluppo o dello stadio raggiunto ma piuttosto un generale atteggiamento dell'individuo di apertura al cambiamento che lo porta ad ascoltarsi e comprendere che decidere di fare come ci si sente può essere “una guida competente e fidata di comportamento che si rivela veramente soddisfacente”. 24. Definisci le aree di sviluppo nel ciclo di vita individuate da Schlossberg e colleghi (1995). Schlossberg e co. (1995), definiscono 3 aree distinte in cui possono essere rintracciati i cambiamenti nello sviluppo: 1 INTERNAMENTE; 2 RELAZIONI INTERPERSONALI; 3 ATTIVITA' LAVORATIVA. Nella 1°area lo studio dei fattori di cambiamento che chiamano in causa dinamiche interne dell'individuo si sono occupate di specifici temi relativi alle transizioni intrapsichiche: “Identità”, “Attribuzione di significato”, “Autonomia”. Nella 2° area ci si concentra soprattutto sullo studio delle relazioni intime che coinvolgono gli individui: Intimità”; “Appartenenza”; “Importanza”. Nella 3° area, gli studi relativi a questo terzo ambito si riferiscono sia all'attività lavorativa che agli altri ambiti d'indagine in cui è richiesto un impegno da parte del soggetto: “Salienza del lavoro”; “Flessibilità”; “Padronanza”; “Equilibrio”. Le transizioni che avvengono internamente ad una delle aree hanno generalmete un impatto anche sulle altre due aree di sviluppo determinando un cambio generale d'assetto dell'individuo. Secondo Schlossberg, inoltre, è necessario prestare attenzione anche alla dimensione interpersonale. Infatti, i cambiamenti interni ad una delle tre dimensioni dello sviluppo di un individuo possono avere delle influenze più o meno importanti sulla vita di altri individui che appartengono al suo contesto di vita. 25. Presenta il lavoro di Super relativamente all'arcobaleno della carriera. Per presentare la sua teoria Super si avvale di una rappresentazione grafica nota come “l'arcobaleno della carriera” che integra due dimensioni fondamentali: SVILUPPO: dimensione legata allo sviluppo dell'individuo e inteso sostanzialmente come crescita legata all'età.
RUOLO: dimensione legata ai possibili ruoli sociali che gli individui possono impersonare più probabilmente nel corso della loro vita. Ogni life-spaces non è circoscrivibile ad una sola fase di vita ma al contrario sono presenti in diversi momenti esercitando un'influenza diversa sulle traiettorie di vita degli individui
26. Definisci gli stadi di sviluppo della carriera lavorativa secondo l'approccio di Super. I diversi stadi di sviluppo della carriera sono: - 0-4 anni FASE DI CRESCITA: durante questa fase il concetto di sé, del giovane si va integrando grazie all'apporto di modelli esterni, quali la famiglia e la società. - 14-25 anni FASE DI ESPLORAZIONE: in questa fase gli individui devono mettersi alla prova. “Sotto fase provvisoria” viene scelto un generico ambito lavorativo. “Sotto fase di transizione” dalla scelta generica si procede verso una definizione più specifica e dettagliata. “Sotto fase di prova” si passa alla concretizzazione delle preferenze e può essere possibile un primo ingresso nel mondo del lavoro. - 25-45 anni FASE DI STABILIZZAZIONE E PROGRESSO: in questa fase la situazione lavorativa si fa più stabile. “Sotto fase di apprendistato”, assistiamo al consolidamento della scelta professionale. “Sotto fase di consolidamento” in cui si ha la definizione del proprio status di lavoratore. - 45 anni ETA' PENSIONALIBE, FASE DI MANTENIMENTO: questa fase è caratterizzata sostanzialmente da staticità relativamente alla condizione acquisita. - PENSIONAMENTO, FASE DI DECLINO: Il pensionamento determina un cambiamento nei ruoli sociali giocabili dal soggetto. 27. Riferendoti al secondo principio dello sviluppo metti in evidenza gli aspetti problematici delle teorie stadiali. Prima Tendenza: crescente apertura alle esperienze(difesa;apertura); Seconda tendenza: crescente consapevolezza del presente (passato;futuro); Terza tendenza: fiducia nel proprio organismo (esperienze precedenti; principi astratti);. Questo processo non avviene in modo lineare e ben prevedibile ma subisce modifiche improvvise e si muove in modo irregolare ed imprevedibile. Rogers vuole fornirci un generale atteggiamento dell'individuo di apertura e cambiamento che lo porta ad ascoltarsi e comprendere che decidere di fare come ci si sente può essere una guida competente e fidata di comportamento che si rivela soddisfacente. SCHLOSSBERG e colleghi definiscono tre aree distinte in cui possono essere rintracciati i cambiamenti nello sviluppo:
non dipenderà solo dai singoli comportamenti ma dai feedback dell’intricata rete relazionale. Infatti secondo la prospettiva ecologica lo sviluppo e i comportamenti di un individuo assumono un significato solo in relazione ad uno specifico contesto. Questo approccio allo sviluppo è stato definito anche persona-processo- contesto. Il lavoro di Bronfenbrenner ha ampliato il significato di contesto durante lo sviluppo analizzandolo in un’ottica sistemica. Il contesto o ambiente ecologico è costituito da una serie di strutture incluse l’una nell’altra: 1° livello– Microsistemi 2° livello – Mesosistemi 3° livello – Esosistemi 4° livello – Macrosistemi Un sistema può essere compreso solo a partire dalla sua totalità - Tutte le parti del sistema sono interconnesse- Esiste una relazione reciproca tra il sistema e l’ambiente esterno.
36. Definisci microsistema, mesosistema, esosistema e macrosistema facendo riferimento al modello ecologico di Bronfenbrenner. Il primo livello della teoria ecologica prende in considerazione i microsistemi ovvero tutti gli ambienti di vita che coinvolgono l’individuo. Ne sono degli esempi la famiglia, il gruppo dei pari e la scuola. Il secondo livello è il rapporto tra i microsistemi. Ovvero le interazioni tra membri che appartengono a microsistemi diversi, ad esempio scuola e famiglia, avvengono all’interno del mesosistema.Queste relazioni hanno un’influenza indiretta sullo sviluppo dell’individuo. Ad esempio in un mesosistema costituito dalle interazioni scuolafamiglia, un bambino potrebbe entrare in contatto con valori tra loro in conflitto rispetto all’istruzione. Al terzo livello, esosistema, si hanno le influenze che agiscono sui membri dei microsistemi a cui appartiene un individuo e che non hanno un impatto diretto su di lui/lei. Tuttavia anche questo livello del contesto va in qualche modo ad influenzare la vita dell’individuo. L’ultimo livello previsto da Bronfenbrenner è il macrosistema che si può dire costituito da leggi, tradizioni, religioni e linee politiche. Le norme che costituiscono la nostra cultura e regolano la nostra socialità hanno un forte impatto su tutti i livelli del sistema. 37. Definisci gli aspetti fondamentali della relazione individuo-ambiente nella psicologia del ciclo di vita. Secondo Brofenbrenner il contesto o ambiente ecologico è costituito da una serie di strutture incluse l’una nell’altra. Il primo livello della teoria ecologica prende in considerazione i microsistemi ovvero tutti gli ambienti di vita che coinvolgono l’individuo. Ne sono degli esempi la famiglia, il gruppo dei pari e la scuola. Il secondo livello è il rapporto tra i microsistemi. Ovvero le interazioni tra membri che appartengono a microsistemi diversi, ad esempio scuola e famiglia, avvengono all’interno del mesosistema. Queste relazioni hanno un’influenza indiretta sullo sviluppo dell’individuo. Ad esempio in un mesosistema costituito dalle interazioni scuolafamiglia, un bambino potrebbe entrare in contatto con valori tra loro in conflitto rispetto all’istruzione. L’ultimo livello previsto da Bronfenbrenner è il mesosistema che si può dire costituito da leggi, tradizioni, religioni e linee politiche. Le norme che costituiscono la nostra cultura e regolano la nostra socialità hanno un forte impatto su tutti i livelli del sistema. Secondo Brofenbrenner il contesto è quindi una dimensione complessa caratterizzata da numerose relazioni. Gli individui cercano quindi di adattarsi al loro ambiente caratterizzato dai contesti ma se questo adattamento avrà o meno successo non dipenderà solo dai singoli comportamenti ma dai feedback dell’intricata rete relazionale. Infatti secondo la prospettiva ecologica lo sviluppo e i comportamenti di un individuo assumono un significato solo in relazione ad uno specifico contesto. 38. Quali sono le principali implicazioni legate al quinto principio dello sviluppo di Baltes secondo cui lo sviluppo sarebbe il risultato dell'interazione tra individuo e ambiente. Questo quinto principio relativo all’interazione individuo ambiente porta ad analizzare una lettura dello sviluppo che pone al centro la relazione tra gli individui – interpersonale – e non le sole caratteristiche, intese sia come risorse che come limiti, interne all’individuo – intrapersonale. 39. Confronta tra loro i principali aspetti della teoria dei tratti di personalità, delle strategie di regolazione psicosociale e il concetto di identità narrativa. All’interno dell’approccio della psicologia del ciclo di vita è stato portato avanti un lavoro di revisione critica delle teorie stadiali che postulano la presenza di una traiettoria lineare sostanzialmente identica per tutti gli individui, fondata sull’invarianza e sull’uniformità di funzionamento psichico di tutti i soggetti che si trovano nella medesima fase di vita in funzione della loro età cronologica e di un determinato periodo di maturazione. Viene data importanza allo studio della grande variabilità individuale presente tra i soggetti appartenenti alla medesima coorte e all’importanza dei fattori sociali, storici e culturali nel promuovere o inibire i processi di sviluppo. L’elaborazione dell’identità è uno dei compiti psicosociali centrali dell’età adulta. L’individuo ricostruisce il proprio passato e formula nuove ipotesi per il futuro, in funzione degli eventi i vita. L’identità diviene sinonimo di impegno, collegato con un inserimento sociale non privo di ambiguità, risultato del tentativo di conciliare i bisogni e le inclinazioni personali con le richieste del contesto. 40. Cosa si intende per percorso di vita conservatore? Il percorso di vita individuale è il risultato di una combinazione di traiettorie cognitive, affettive e professionali costruite dall’individuo stesso, ma negoziate in funzione dei modelli culturali ed istituzionali prevalenti, sui quali il singolo esercita scarsa influenza. Alcuni autori (d’Epiney e Levi) hanno delineato tre tipi di percorsi di vita
contemporanei, derivandoli dall’intersezione delle trasformazioni economiche, sociali e politiche del Ventesimo secolo. Il percorso di vita CONSERVATORE, che si colloca nel periodo compreso tra la prima guerra mondiale ed il 1945 risponde all’ingiunzione “Riga dritto, la vita è dura e tu stesso sei il responsabile della tua sorte”. Questo percorso di vita è così denominato perché dominato dalla ricerca di sicurezza, nel tentativo di proteggere le eredità ricevute. L’obiettivo principale delle classi popolari è il sostentamento materiale della propria famiglia e non esiste una mobilità sociale, non c’è grande spazio alla realizzazione di sé in campo professionale o nella sfera privata, l’obiettivo principale è assicurarsi un lavoro stabile ed avere la possibilità di acquistare beni di largo consumo o fare pochi giorni di ferie. La lista delle priorità di questo percorso di vita include il matrimonio, che riesca a coniugare amore e interesse, ed un reddito che garantisca il sostentamento dei figli.
41. Cosa si intende per percorso di vita acquisitivo? Il percorso di vita acquisitivo, che risponde alla logica del “tutto è possibile, basta volerlo”, comprende il trentennio di ricostruzione e prosperità successivo alla conclusione della seconda guerra mondiale. Dopo una fase di ricostruzione, il boom economico consente di liberarsi dei vincoli e delle costrizioni che pesavano sugli individui e sulle famiglie del periodo precedente. L’evoluzione verso una società del pieno impiego e inflazionista genera moderne tensioni sociali. Il numero degli stranieri residenti nelle regioni più industrializzate comincia ad aumentare. La crescita economica crea un vuoto negli strati sociali inferiori, colmato dal fenomeno dell’immigrazione. La propensione a esplorare e a consumare rapidamente si estende alla vita privata, inaugurando una nuova etica: l’individuo si sente in dovere di realizzarsi sia sul piano professionale sia nella sfera familiare, sposandosi in giovane età e contribuendo personalmente al baby boom. L’indice di natalità aumenta significativamente e il clima di ottimismo è alimentato dalla convinzione che presto si troverà una cura per le principali malattie (es: cancro), che la scoperta di elisir di giovinezza aiuterà a sconfiggere la vecchiaia, che trasformazioni politiche consentiranno alle società del futuro di sbarazzarsi delle loro perversioni. 42. Cosa caratterizza il periodo dell'edonismo e dei diritti secondo la prospettiva dei percorsi di vita? In un contesto che garantisce la soddisfazione dei bisogni primari, l’obbiettivo della realizzazione di sé diventa prioritario. La crescita economica assicura percorsi professionali continui e stabili, il settore terziario intorno al 1975 supera il traguardo del 50% nei paesi europei più industrializzati mentre l’agricoltura prosegue il suo rapido declino. Percorsi lavorativi agevolati, assicurando la sicurezza economica, consentono il matrimonio precoce e un’ altrettanto rapida genitorialità, in un contesto nel quale il divorzio resta un fenomeno raro. Ma quest’evoluzione idilliaca non riguarda tutti i percorsi di vita, poiché i vincoli sociali conservano la loro forza nelle fascesociali più svantaggiate. Le nuove possibilità di consumo favoriscono stili di vita differenti a seconda dello status sociale, finendo per rinforzare le disuguaglianze sociali ed escludendo chi non può partecipare alla corsa agli acquisti. 43. Quali sono gli aspetti critici del percorso di vita incerto? In seguito alle crisi petrolifere della metà degli anni Settanta, il contesto economico si trasforma condizionando i destini delle nuove coorti. Guadagna terreno “il percorso di vita incerto” che obbedisce alla logica della realizzazione personale, ma senza alcuna garanzia. Negli anni dell’austerity, le crisi si alternano a schiarite, determinando sul lungo periodo una crescita quasi nulla. Gli individui sono costretti a ridefinire i loro progetti professionali e lo sviluppo tecnologico obbliga a un continuo aggiornamento delle competenze che offre nuove possibilità, ma ha un effetto destabilizzante. A risentire in modo particolare sono le donne, più inserite nel mercato del lavoro rispetto agli anni ‘50 e ’60 e anche il modello dei consumi cambia radicalmente; l’invenzione della microinformatica e l’introduzione di internet, offrone opportunità straordinarie, ma aggravano il rischio di isolamento sociale, la frustrazione e lo sfruttamento. 44. Cosa si intende per stravolgimento della sfera privata ed impilamento dei valori? La sfera privata si trasforma in profondità. La sperimentazione di stili alternativi conduce molti individui a interrogarsi sulla loro appartenenza sessuale, problematica sconosciuta nei periodi precedenti. La generalizzazione del divorzio rimette in discussione il concetto di fedeltà nei rapporti di coppia, trasformando il ruolo della donna. Modalità relazionali più democratiche spingono i genitori a riconsiderare la legittimità del loro status, da rinegoziare quotidianamente nel rapporto con i figli. Questi cambiamenti sociali avvengono in uno scenario caratterizzato non dalla scomparsa delle grandi morali religiose e politiche, ma dalla loro sovrapposizione, segno dell’incapacità della società contemporanea di sbarazzarsi delle ideologie. Si osserva, al contrario, una sorta di “impilamento” di norme e valori, spesso contradditori, mentre non si affermano nuovi valori coerenti e chiari, che possono funzionare come punto di riferimento per gli individui, aiutandoli ad orientarsi. Dunque lo Stato e più in generale la collettività, devono farsi carico dei percorsi di vita individuali, in un contesto dominato dall’incertezza, affrontando una varietà di situazioni e di vita, mentre le entrate garantite dalle imposte dello stato calano. L’azione regolatrice dello stato diviene sempre più problematica. 45. Cosa si intende per standardizzazione dei percorsi di vita? La standardizzazione del percorso di vita è una conseguenza dell’introduzione, nella seconda metà del diciannovesimo secolo, del sistema di diritti e doveri pubblici stratificati per età anagrafica nella maggior parte dei paesi occidentali. Nel corso della storia, abbiamo assistito alla generalizzazione del sistema scolastico, della cassa pensioni e dell’assicurazione sociale. Responsabilità civili e penali, diritto di voto, diritto di successione, obblighi militari e tariffe