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PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO
APERTE
Lezione 001 01.Cos’è la pianificazione strategica? Come dice la parola stessa “strategica”, è quel processo di azioni, cheviene svolto “oggi, per ottenere i risultati domani”. La pianificazione strategica serve per definire gli obiettividi fondo della gestione aziendale e a individuare le linee strategiche per raggiungerli.Processo con unorizzonte temporale medio lungo e sicuramente oltre l’anno. Lezione 003 01.Quali sono le criticità del controllo di gestione? •Orientamento al breve periodo – miopia manageriale La pressione verso l’obiettivo dell’anno potrebbe indurre a perdere di vista l’obiettivo di fondo a scapito del lungo periodo. •Focus solo su variabili specifiche Il controllo di gestione introduce specifiche misurazioni che potrebbero catalizzare l’attenzione dei dipendenti su variabili specifiche a scapito di quelle estranee alla misurazione. •Trucchetti contabili Per dimostrare il raggiungimento degli obiettivi, i manager potrebbero essere indotti a rappresentare risultati migliori utilizzando la discrezionalità consentita dai principi contabili. Potrebbe non esserci quindi una reale creazione di valore. •Stress ed ipercompetizione Il controllo di Gestione, se non adeguatamente gestito, può essere fonte di stress e di ipercompetizione al punto da ridurre lo spirito di gruppo. Lezione 004 04.Illustrare le relazioni tra la dimensione materiale e quella immateriale del controllo di gestione Dimensione materiale: insieme di procedure, documenti e processi Dimensione immateriale: ruolointimamente assegnato al controllo di gestione La dimensione immateriale può influire su quella materiale ad esempio l’analiticità del budget e il rigore nelprepararlo sono fortemente collegati al ruolo assegnato dal controllo. La dimensione materiale a sua volta condiziona la dimensione immateriale. Ad es. il modo con cui vienedelineata la mappa delle responsabilità vincola gli obiettivi che i vertici possono assegnare al controllo. Ladimensione immateriale è molto soggetta ad altri fattori interni ed esterni all’azienda (variabili sociali,culturali e istituzionali). Lezione 005 05.Quali possono essere gli attori del controllo ossia gli organi preposti a tale attività Controlli di vertice: a seconda del modello di amministrazione e controllo adottato Collegio sindacale,Consiglio di sorveglianza, Comitato di controllo interno. Controlli a livello intermedio: Risk management,Responsabile compliance Controlli a livello basso: Process owners – responsabili di singoli processi aziendali 06.Cos’è la contabilità direzionale? Strumento operativo attraverso il quale si provvede a dare misuracontinua ed analitica al processo di formazione dei costi aziendali per il controllo dell’efficienza nell’impiegodelle risorse produttive e per una più attenta definizione delle responsabilità dei responsabili a cui tali risorsesono assegnate.
Lezione 006
06. Cosa prevede il criterio del livello desiderato di innovazione di Simon? I processi di controllo possono incentivare o inibire l’innovazione. Un puntuale controllo delle azioni, attivato tramite procedure, limita la creatività del lavoratore e quindi anche l’innovazione. Il controllo delle azioni sicuramente pone il lavoratore nella condizione di seguire le procedure e di dare vita ad un prodotto standard, tale modalità frena però la potenziale innovazione. 07. Cosa prevede il criterio della comprensione delle cause e degli effetti di Simon? Per poter controllare i risultati è necessario conoscere il processo di trasformazione da input in output e conoscere la relazione causa-effetto tra azioni e risultato.
- Cosa prevede il criterio dei costi del controllo di Simon? Possibile misurazione dei risultati e osservabilità delle azioni. Nella condizione in cui il controllo dei risultati e il controllo delle azioni sono egualmente applicabili ed efficaci. I manager effettueranno una scelta in base al costo di produzione ed elaborazione delle informazioni nelle diverse tipologie di controllo. 09/10. Riassumere I quattro principali criteri definiti dal modello di Simon, sulla scelta della tipologia di controllo.
- Costo del controllo
- Livello desiderato di innovazione
- Fattibilità tecnica del controllo e dei risultati
- Comprensione delle cause e degli effetti del controllo 11. Affinchè si possa efficacemente attuare il controllo delle azioni cosa occorre conoscere con precisione? La condizione imprescindibile è: il grado di conoscenza del processo di trasformazione 12. Cos’è il controllo delle azioni? I controlli delle azioni sono posti in essere per allineare i comportamenti individuali con gli obiettivi organizzativi e consistono, infatti, in procedure e attività capaci di assicurare che i dipendenti operino secondo quanto previsto. Tale controllo mira a ottenere comportamenti desiderati ed a evitare comportamenti indesiderati, osservando e monitorando le azioni degli individui che operano all’interno dell’azienda. 13. Cosa prevede il criterio della fattibilità tecnica del controllo e della misurazione di Simon? Partendo dal presupposto che esistono delle limitazioni nella misurazione del risultato di alcune azioni e che altre sono difficilmente osservabili, il manager dovrà scegliere il criterio più opportuno tra controllo dei risultati o delle azioni. 14. Quali sono le condizioni da verificare per valutare se è applicabile il controllo delle azioni o quello dei risultati?
- Il grado di conoscenza del processo di trasformazione da input in output e se le azioni sono osservabili
- Il grado di misurabilità dei risultati **Lezione 007
- Quali sono i benefici del controllo delle azioni?**
- prevenire comportamenti indesiderabili
- controllo diretto
- apprendimento organizzativo
- coordinamento organizzativo 07. Perché il controllo delle azioni incentiva l’apprendimento organizzativo? Il controllo delle azione dirige l’attenzione manageriale verso le azioni compiute all’interno dell’azienda, favorendo così il dibattito e la focalizzazione sull’operatività aziendale, consentendo una crescita delle competenze e delle conoscenze delle risorse umane. Inoltre le regole e le procedure interne su cui si basa il controllo consentono un incremento del know how in generale.
Lezione 010
04. Cos’è il controllo dei risultati? Con il termine controllo dei risultati, o controllo di gestione, si fa riferimento a quelle forme di controllo che mirano a influenzare le decisioni e i comportamenti individuali e organizzativi , così da renderli coerenti con il perseguimento degli obiettivi aziendali, tramite la responsabilizzazione su parametri-obiettivo. 05. Quali sono le differenze sostanziali tra il controllo delle azioni e il controllo dei risultati? Controllo delle azioni: grado elevato di conoscenza dei processi di trasformazione Controllo dei risultati: grado elevato di misurabilità dei risultati 06. Cos’è il circuito di feed back? E’ l’incessante opera di raffronto tra risultati raggiunti e obiettivi programmati. Questa operazione permette di rilevare eventuali scostamenti e consente di porre in essere azioni correttive sulle azioni effettuate, sugli obiettivi assegnati o sulle decisioni prese 07. Quali sono le condizioni che si devono verificare affinchè il controllo dei risultati sia fattibile ed efficace? Le condizioni affinchè il controllo dei risultati sia fattibile ed efficace sono:
- La conoscenza e l’accurata definizione degli obiettivi da perseguire
- Principio di controllabilità: la capacità del responsabile di poter agire nelle aree di sua competenza
- Efficace misurabilità dei risultati
- L’abilità nel mettere in atto azioni correttive a fronte di scostamenti Tali condizioni non sono spesso riscontrabili in un’azienda e pertanto vengono affiancate altre forme di controllo. 08. Il termine “controllo” quale accezione ha nel controllo delle azioni e quale nel controllo dei risultati? Nel controllo delle azioni il termine «controllo» accoglie al suo interno l’idea di «esame, verifica, ispezione, sorveglianza, vigilanza»,il controllo dei risultati si estende a nozioni di «dominio», «padronanza», «governo» della gestione. **Lezione 011
- Cos’è il grado di profondità del sistema di controllo dei risultati?** La selezione dei destinatari del controllo. Solitamente si scelgono persone che hanno una posizione elevata nella gerarchia ossia coloro che hanno la responsabilità di raggiungere dei risultati e non di svolgere un compito. 05. Cosa prevede il principio di controllabilità nel sistema di controllo dei risultati? Il responsabile del risultato deve poter agire sulle aree di sua competenza e deve avere influenza sulle performance desiderate. 06. Nella progettazione di un sistema di controllo dei risultati quali sono le caratteristiche principali che deve avere un indicatore affinchè sia idoneo a misurare gli obiettivi? Dopo aver scelto l’oggetto del controllo è importante definire come misurarlo scegliendo degli indicatori che devono avere le seguenti caratteristiche:
- coerenza;
- precisione;
- oggettività;
- tempestività;
- comprensibilità. **Lezione 012
- Quali sono le potenzialità del controllo dei risultati?**
- Coordinamento interno
- Comunicazione
- Motivazione
- Influenza sui comportamenti
- InnovazioneLimiti 06. Quali sono i limiti del controllo dei risultati?
- Distorsioni comportamentali
- Trucchetti manageriali
- Atteggiamenti negativi
- Diffidenza verso il controllo
- Ritardi operativi **Lezione 013
- In cosa consistono i controlli del personale?** I controlli del personale consistono in iniziative e strumenti diretti a fare in modo che i singoli dipendenti si controllino da soli, indirizzandoli a svolgere bene il proprio lavoro. Esso si fonda sulla naturale tendenza dei dipendenti ad autocontrollarsi , ovvero sullo stimolo innato che porta la maggior parte delle persone a lavorare bene e a impegnarsi per raggiungere gli obiettivi dell’azienda di cui fanno parte. 08. Quali sono le finalità del controllo del personale?
- chiarire le aspettative individuali, ovvero far comprendere al dipendente quanto l’azienda si aspetta da lui;
- fornire maggiori garanzie che il personale sia in grado di svolgere un buon lavoro, ovvero che disponga delle necessarie capacità (ad es. esperienza, abilità) e risorse (ad es. informazioni, strumenti, tempo);
- aumentare le probabilità che ogni dipendente eserciti un certo autocontrollo 09. Cosa si intende per “controlli della cultura interna”? La cultura interna consiste in norme di comportamento, criteri e standard di condotta, ideologie atte a giustificare o razionalizzare certi modi selezionati di agire. Tali norme possono essere scritte o non scritte e possono variare ampiamente da azienda ad azienda. 10. Quali sono le iniziative con cui si può attuare il controllo della cultura intera? Le iniziative che possono essere adottate sono:
- I codici di condotta
- I premi di gruppo
- La politica dei trasferimenti all’interno dell’organizzazione
- Soluzioni di natura fisica, sociale e amministrativa
- L’esempio dei vertici **Lezione 014
- Quali sono le funzioni del sistema incentivante?** Il sistema incentivante è un sistema basato sul riconoscimento di premialità a fronte della valutazione del raggiungimento di obiettivi predefiniti. Le funzioni del sistema incentivante sono di:
- Motivazione – per il dipendente che vedrà riconosciuta una premialità
- Informazione – informare i dipendenti sulle aree ritenute più importanti dall’impresa
- Competizione – attirare le migliori figure presenti sul mercato 10. Quali sono i punti di forza del controllo della cultura interna?
- Capacità di adattamento in tutte le circostanze, I manager confidano che ogni collaboratore si controlli autonomamente o reciprocamente
gruppo Problematiche incentivi individuali Problematiche incentivi di gruppo
- Deterioramento del clima aziendale a causa delle reazioni di coloro che sono stati valutati negativamente
- Difficoltà a mantenere nel tempo la credibilità e la coerenza del sistema a causa dell’influenza di fattori estranei alla performance individuale
- Tendenza a porre obiettivi troppo facili da raggiungere per tutti, il che non consente di valutare i contributi individuali in modo differenziato
- Eccessivo sviluppo di comportamenti competitivi
- Free riding, cioè comportamento elusivo di taluni che dietro la copertura del gruppo nascondono un comportamento poco impegnato o non collaborativo
- Livellamento della performance individuale: i soggetti più dotati sono inibiti dal controllo del gruppo a fornire prestazioni eccezionali
- Competizione individuale e competizione tra gruppi a scapito dell’integrazione e dei risultati generali **Lezione 018
- Quali sono le differenze sostanziali tra il controllo di feed back e il controllo di feed- forward?** Controllo di Feed-back Controllo di feed forward
- Controllo di retroazione (o ex-post)
- Misurazione dei risultati alla fine di dati intervalli temporali
- Confronto con gli obiettivi
- Analisi e interpretazione degli scostamenti
- Azioni correttive
- Controllo sulla direzione di marcia (o ex- ante)
- Misurazione dei risultati intermedi
- Proiezione di tali risultati a fine periodo (attraverso modelli previsionali)
- Confronto dei dati prospettici con i dati attuali
- Rilevazione degli scostamenti «anticipati» I controlli di feedback avvengono con risultati realmente ottenuti mentre per i controlli feed forward si anticipano i risultati attraverso delle stime. Il controllo di feed forward consente di intercettare prima lo scostamento. 08. Presentare un breve esempio numerico e grafico di controllo di feedback. Al termine del periodo di budget si rileva che l’obiettivo fissato in 100.000,00 Euro di fatturato non è stato raggiunto. Il fatturato reale è di 85.000,00. Si rileva dunque uno scostamento pari a Euro 15.000,00 rispetto alle previsioni. 09. Presentare un breve esempio numerico e grafico di controllo di feedforward Sulla base di un obiettivo di Euro 100.000,00 da raggiungere il 31/12, il 30/06 si rileva un fatturato di Euro 40.000,00. Utilizzando una proiezione statistica si presume che il fatturato al 31/12 sarà di Euro 80.000. Attraverso il controllo di feedforward si intercetta in anticipo uno scostamento che deve essere analizzato al fine di porre in essere azioni correttive. Lezione 019
04. Quali sono i fattori di potenziamento del controllo di feedback? I fattori con cui si può potenziare il controllo di feed-back sono i seguenti:
- Rilevazione degli scostamenti rilevanti
- Scomposizione degli scostamenti su combinazioni di prodotto/mercato
- Scomposizione degli scostamenti globali in scostamenti elementari
- Contrazione temporale delle misurazioni degli scostamenti. **Lezione 020
- La globalità è una caratteristica del budget, quali sono le altre?** L’elemento di globalità è dovuto al fatto che il sistema di budget abbraccia tutta l’azienda;
- l’articolazione per centri di responsabilità consiste nella scomposizione del budget globale in budget settoriali» con i quali indirizzare e responsabilizzare le varie unità organizzative;
- l riferimento del budget è l’anno futuro, dato che è di questo che il budget fornisce i dati preventivi;
- l’articolazione per intervalli di tempo infrannuali consiste nella scomposizione degli obiettivi annuali in obiettivi a più breve termine;
- la traduzione degli obiettivi consiste nella espressione in unità monetarie, degli obiettivi, al fine di poter consolidare tutti i budget «settoriali». 06. Quali sono gli strumenti della struttura tecnico-informativa del controllo? La struttura tecnico-informativa del controllo supporta i manager attraverso i diversi strumenti di misurazione economica degli obiettivi e dei risultati gestionali:
- il sistema dei budget e degli standard, per la misurazione economica degli obiettivi;
- il sistema delle rilevazioni di contabilità generale e di contabilità analitica per la misurazione dei risultati;
- il sistema di misurazione e analisi degli scostamenti tra risultati e obiettivi (sistema di reporting);
- il sistema di analisi, preventivazione e simulazione delle prospettive;
- il sistema di elaborazione automatica dei dati (Information e Communication Technology). 07. Cosa sono l’autocontrollo e il controllo sociale? Il controllo sociale riguarda l’azione dei gruppi informali all’interno dell’azienda. L’autocontrollo, rientra nella sfera individuale ma può essere rafforzato a livello aziendale sia attraverso uno stile di controllo partecipativo e collaborativo, sia attivando un sistema incentivante sul raggiungimento degli obiettivi mediante il riconoscimento, a posteriori, del risultato raggiunto. 08. Cos’è lo stile di controllo? La capacità del management di guidare l’impresa verso gli obiettivi aziendali cercando di far si che le esigenze individuali siano coerenti con quelli generali. **Lezione 021
- La rilevanza è uno degli elementi della struttura informativa del controllo. In cosa consiste?** Implica che i dati debbano essere significativi in relazione alla loro possibilità di utilizzo 06. La selettività è uno degli elementi della struttura informativa del controllo. In cosa consiste? Il sistema informativo deve fornire un’adeguata quantità di dati in relazione alla loro utilità e d’impiego e supporto ai processi decisionali 07. L’accettabilità è uno degli elementi della struttura informativa del controllo. In cosa consiste? Il sistema tecnico- informativo deve essere accettato da tutti gli utenti per evitare problematiche tipo ostruzionismo 08. La tempestività è uno degli elementi della struttura informativa del controllo. In cosa consiste? E’ la capacità del sistema tecnico informativo di fornire i dati nei tempi utili affinchè possano essere da supporto al processo decisionale. La tempestività dipende da tre elementi:
- la periodicità con cui vengono elaborate le informazioni
- l’intervallo di tempo coperto
- il tempo necessario affinchè l’informazione sia disponibile
Per evitare che la medesima informazione sia soggetta a diverse interpretazioni è necessario che le modalità di rilevazione del budgeting e del reporting siano le medesime della contabilità gestionale
06. In che modo si può favorire la coerenza tra il processo di controllo e la struttura tecnico-informativa? Il processo di controllo necessita di dati quantitativi e monetari, nel caso di controlli di feed back l’azienda necessita di strumenti idonei per la stesura del budget e per la rilevazione degli scostamenti, nel caso di controllo feed forward l’esigenza è quella di avere validi strumenti per le simulazioni. **Lezione 023
- Cosa prevede il principio di equità, principio di fondo del processo di delega** Il principio di equità prevede che nella situazione in cui venga attuato il processo di delega, l’obiettivo assegnato debba dipendere dal comportamento del delegato. Il processo di delega non può esaurirsi ad un atto formale ma deve prevedere l’assegnazione di risorse, potere e leve decisionali. 08. Cosa prevede il principio di coerenza, principio di fondo del processo di delega Il principio di coerenza implica invece che i responsabili perseguano obiettivi specifici non solo compatibili con quelli globali d’azienda ma anche tra loro coerenti, affinché non si generino situazioni conflittuali che possono compromettere il conseguimento degli obiettivi aziendali. Lezione 024 10/11. Centri di costo standard e centri di costo discrezionali – esempi Produzione – costo standard Risorse Umane – costo discrezionale Ricerca e sviluppo – costo discrezionale Amministrazione e controllo – costo discrezionale 12/13. Che differenze tra centri di costo standard e centri di costo discrezionali Centri di costo standard Centri di costo discrezionali E’ possibile determinare con precisione gli input necessari per produrre un output Non è possibile determinare con precisione gli input necessari per produrre un output Utilizzano costi parametrici o standardizzabili (es. costi diacquisto materie, costo manodopera diretta) Utilizzano costi non parametrici, discrezionali I responsabili sono valutati sul livello di efficienza (input/ output) Complesso valutarli, si ricorre a un confronto tra spese effettive e s Quando il livello di produzione è stabile, le performance si misurano confrontando costi standard con i costi effettivi. Tale confronto, anche quando mostrasse un risparmio di spese, potrebbe non fornire un’informazione esaustiva. Spesso si aggiunge quindi un controllo su variabili qualitative e di servizio. 14. Cosa sono i centri di costo – esempi. I centri di costo sono ritenuti centri di responsabilità dove i manager sono responsabili di alcuni costi. Esempi: risorse umane, produzione, amministrazione e controllo, ricerca e sviluppo. 15. Cosa sono i centri di responsabilità. I centri di responsabilità sono quelle unità organizzative il cui titolare è ritenuto responsabile del conseguimento di specifici obiettivi/risultati e o dell’uso di determinati fattori produttivi.
I titolari dei centri possono essere responsabilizzati su indicatori qualitativi o quantitativi Lezione 025
07. Cosa sono i centri di profitto? I centri di profitto sono quelle unità organizzative dove i manager sono ritenuti responsabili dei profitti. 08. Cosa sono i centri di ricavo? I centri di ricavo sono quei centri di responsabilità dove i manager sono ritenuti responsabili dei ricavi conseguiti. Solitamente un centro di ricavo è un’unità organizzativa che si occupa della vendita di beni o servizi prodotti da altri centri di responsabilità. Marketing e vendite. 09. Descrivere la differenza che intercorre tra centri di profitto autonomi, semiautonomi e fittizi Fittizi : assenza di scambi con il mercato esterno. Autonomi: unità organizzative che non operano nessuno scambio con le altre unità, il manager ha quindi diretto controllo sui costi e sui ricavi Semiautonomi: presenza di numerosi scambi con altre unità organizzative. I Manager hanno un forte controllo sui costi e sui ricavi e possono alterare i risultati ottenuti dal centro. **Lezione 026
- Cosa sono i centri di investimento e su quali voci sono responsabilizzati i titolari** I centri di investimento sono quelle unità organizzative i cui titolari sono ritenuti responsabili del rendimento conseguito rispetto agli investimenti effettuati. Per parlare di centro di investimento i responsabili devono essere in grado di influenzare con le proprie decisioni, oltre ai costi sostenuti e ai ricavi conseguiti, tutti gli investimenti utilizzati per generare il profitto. Nei centri di investimento, dunque, i titolari sono responsabilizzati:
- su tutte le voci su cui hanno la responsabilità i manager dei centri di profitto (costi e ricavi);
- sulle voci di capitale investito. Gli indicatori tipici su cui vengono responsabilizzati i titolari dei centri di investimento sono in genere di tipo economico-finanziario e mettono a confronto gli utili ottenuti con gli investimenti effettuati. Tali indicatori sono costituiti da rapporti tra variabili di bilancio in cui al numeratore viene posta una grandezza di reddito e al denominatore una grandezza di investimento. 07. Cosa sono i prezzi di trasferimento. I prezzi di trasferimento sono i prezzi a cui vengono valorizzati i beni e servizi scambiati fra unità organizzative appartenenti alla stessa azienda. La loro corretta determinazione risulta fondamentale in quanto incide in maniera considerevole sulle grandezze utilizzate per la valutazione delle performance raggiunte dai singoli centri di responsabilità, in particolare quando quest’ultimi sono caratterizzati da un numero rilevante di trasferimenti interni. **Lezione 029
- Cosa sono i costi figurativi?** Oneri relativi a risorse messe a disposizione dall’imprenditore, che rappresentano dei mancati ricavi. 08. Qual è la differenza tra Controllo antecedente, concomitante e susseguente? La contabilità analitica produce le informazioni utili al controllo di gestione che può articolarsi in momenti diversi. Controllo antecedente: Si realizza durante il processo di budgeting e consiste nell’accertamento della coerenza del budget e, nello specifico, degli obiettivi economico-finanziari e dei correlati programmi di azione, rispetto agli obiettivi strategici di fondo dell’azienda. Controllo concomitante: Si esercita a intervalli specifici prestabiliti e si propone di monitorare l’andamento della gestione attraverso i risultati intermedi che via via si manifestano.
Sono costi che rimangono fissi anche al variare del volume di produttività
09. Cosa sono i costi variabili? Rappresentare graficamente il loro andamento su di un pinao cartesiano. Sono quei costi che variano solitamente in modo proporzionale al variare del volume di attività **Lezione 032
- Qual è l'ipotesi sottostante all'utilizzo della base multipla di riparto come metodologia di determinazione del costo di prodotto?** La metodologia a base multipla consente di ovviare alle problematiche generali dell’utilizzo della base unica di allocazione. La ripartizione dei costi indiretti è attuata mediante basi di allocazione differenziate rispondenti alle caratteristiche delle diverse aggregazioni di costi indiretti che si vanno a creare. 04. Qual è l'ipotesi sottostante all'utilizzo della base unica di riparto come metodologia di determinazione del costo di prodotto? Nella metodologia di calcolo a base unica, tutti i costi indiretti, siano essi industriali, commerciali o amministrativi, confluiscono in un unico raggruppamento per il quale è individuata una base di allocazione (o base di riparto). L’ipotesi sottostante è che esista un’unica causa del sostenimento di tutti i costi indiretti. Idonee per realtà aziendali con costi indiretti limitati e processo produttivo semplice. 5. Qual è la differenza tra costi controllabili e costi non controllabili? Costi controllabili: Il loro ammontare è influenzabile in maniera diretta e in misura significativa dal manager a capo del centro di responsabilità. Costi non controllabili: il loro ammontare non è influenzabile in misura diretta e significativa da parte del manager a capo del centro di responsabilità 06. Perché la base multipla è "migliore" di quella unica e "peggiore" della Contabilità per Centri di Costo e dell'ABC? Nonostante la base multipla risolva almeno in parte le problematiche della metodologia a base unica, non considera che sono le operazioni con cui si ottengono i prodotti, e non i prodotti stessi, a determinare il fabbisogno e il consumo di risorse. Il rapporto tra prodotti e fattori produttivi è infatti necessariamente mediato o, più correttamente, influenzato dalle modalità di svolgimento delle operazioni aziendali. Di tale aspetto si tiene invece conto nelle metodologie di calcolo del costo di prodotto:
- Contabilità per Centri di Costo;
- Activity Based Costing. **Lezione 033
- Nella contabilità per centri di costo, quali attività svolgono i centri di costo ausiliari?** Sono unità organizzative dell’area di produzione che erogano servizi di supporto ai centri di costo produttivi (es. manutenzione, magazzino, ecc.). 09. Nella contabilità per centri di costo, cosa sono i centri di costo virtuali? Possono essere creati per accogliere costi che non trovano adeguata e oggettiva collocazione negli altri centri di costo (es. costo per le pulizie, per la mensa, per la vigilanza) 10. Nella contabilità per centri di costo, quali attività svolgono i centri di costo produttivi? Sono unità organizzative al cui interno si svolgono processi di trasformazione dei materiali in prodotti finiti. Hanno una relazione diretta con il prodotto in quanto le unità di prodotto transitano fisicamente in tali centri. 11/12. Nella contabilità per centri di costo, quali attività svolgono i centri di costo funzionali o di struttura? Cos'è la Contabilità per Centri di Costo? La contabilità per centri di costo è basata sulla logica secondo cui le risorse sono impiegate per il funzionamento di unità organizzative, i centri di costo, nell’ambito delle quali sono svolte le operazioni che consentono di ottenere i vari prodotti. L’idea di fondo della contabilità per centri di costo è quella di considerare i centri stessi come oggetti di costo intermedi, interposti dunque tra le risorse impiegate ed i prodotti realizzati. Risorse – Centri di Costo - Prodotti 13. Quali sono i principi fondamentali per individuare i centri di costo? L’individuazione dei centri di costo è fortemente influenzata dalla struttura organizzativa aziendale e avviene nel rispetto di alcuni principi fondamentali:
- omogeneità delle operazioni svolte, al fine di individuare un output univoco del centro rispetto al quale commisurare i costi; - omogeneità della dotazione di fattori produttivi, così da poter individuare una base di ripartizione che rappresenti la causa del sostenimento dei relativi costi indiretti;
- significatività, in termini di importo, dei costi sostenuti presso un dato centro, per avere un effettivo beneficio dalle informazioni prodotte.
14. Qual è il limite principale della Contabilità per Centri di Costo? In base a tale criterio vengono allocati ai
prodotti anche i costi cosiddetti funzionali, cioè relativi alle funzioni aziendali di amministrazione, di area
commerciale e generali. In genere, questa allocazione è effettuata su basi di allocazione convenzionali (ore
MOD, fatturato prodotti, ecc.) che, come si può intuire, non sono in grado di riflettere il criterio «funzionale»,
ovvero non sono l’esatta espressione del reale impiego di risorse amministrative, commerciali e generali
richiesto dai prodotti.Per i centri di struttura, infatti, è molto difficile misurare i servizi resi ai centri produttivi o stabilire un legame significativo con le unità di prodotto. Di tali limiti si tiene adeguatamente conto nella metodologia di calcolo chiamata Activity Based Costing (ABC)
15. Qual è l'iter di svolgimento della contabilità per centri di costo?
- Localizzazione dei costi indiretti nei centri di costo
- Chiusura dei centri di costo intermedi sui centri di costo finali
- Chiusura dei centri di costo finali sui prodotti I fase) si individuano costi indiretti relativi a fattori produttivi impiegati per il funzionamento delle diverse unità organizzative. Sono costi indiretti rispetto al prodotto, ma possono essere diretti o indiretti rispetto al centro. II fase) si procede alla ripartizione dei costi assegnati ai centri intermedi tra i centri che hanno usufruito dei servizi da essi erogati. III fase) si procede alla chiusura dei centri produttivi, su cui gravano anche i costi dei centri intermedi. I costi in essi localizzati sono ripartiti tra i prodotti che ne hanno richiesto l’operato. 16. Nella contabilità per centri di costo, quali tipologie di centri si possono individuare, in base alla natura delle operazioni svolte Centri di costo produttivi Centri di costo ausiliari, Centri di costo funzionali o di struttura Centri di costo virtuali **Lezione 034
- Nell'ambito dell'Activity Based Costing, ogni attività deve essere identificata con riferimento a quali elementi caratterizzanti?** Ogni attività deve essere identificata con riferimento ai suoi elementi caratterizzanti che, nello specifico, sono rappresentati da:
- eventi esterni all’attività che ne danno avvio all’esecuzione. Ad esempio, l’arrivo delle materie prime è l’evento esterno che fa partire l’attività di ricevimento e controllo dei materiali o, ancora, la richiesta di personalizzazione di un prodotto da parte di un cliente è l’evento esterno che segna l’avvio dell’attività di modifiche alla progettazione;
- input, ossia fattori produttivi e le procedure impiegate per lo svolgimento dell’attività; operazioni elementari realizzate da persone e sistemi (tecnologici, operativi, ecc.);
- output, ossia il risultato dell’attività che può essere destinato ad un cliente interno all’azienda, in particolare ad un’attività a valle del processo produttivo, o a un cliente esterno;
- transazioni, ossia i documenti fisici e/o elettronici attraverso i quali l’attività riceve o trasmette informazioni. Tali documenti sono di solito all’inizio o alla fine di un’attività. 06. Nell'ambito dell'Activity Based Costing, cos'è un'attività? Le attività sono aggregati di operazioni elementari, tecnicamente omogenee, attraverso le quali si ottiene un output destinato ad uno specifico cliente, interno o esterno all’azienda, e il cui svolgimento è necessario all’ottenimento dei prodotti. Al pari dei centri di costo, anche le attività costituiscono degli oggetti di costo intermedi cui vanno assegnati quei costi, indiretti rispetto ai prodotti, che sono relativi a fattori produttivi impiegati per la loro esecuzione.
termini di risultato al netto di tutti i costi specifici della linea, se soltanto quelli eliminabili risultano rilevanti per il giudizio di convenienza. L’analisi differenziale è dunque uno strumento di analisi dei costi che dà delle informazioni di natura economica di supporto a decisioni aziendali; è quindi un contributo che va correttamente inserito all’interno di un sistema di informazioni, sia qualitative che quantitative, di cui il management deve disporre per prendere una decisione.
13. Cos'è l'analisi differenziale e a quale scopo viene svolta? L’analisi differenziale è una scelta di convenienza e consente di individuare la scelta che massimizza il reddito operativo. Identifica valori di costo e di ricavo rilevanti e differenziali delle alternative poste a confronto. Consente di porre a confronto le alternative evidenziando le differenze in termini di costi e di ricavi. I vantaggi economici differenziali sono quelli che derivano da ricavi sorgenti e costi cessanti relativi all’alternativa considerata rispetto alla situazione di base. Gli svantaggi economici differenziali derivano da ricavi cessanti e costi sorgenti dell’alternativa presa in esame rispetto a quella di base. **Lezione 039
- Cos'è il budget?** Il budget è lo strumento fondamentale per la pianificazione operativa e programmazione. Il Budget rappresenta contestualmente il documento e il processo con cui vengono esplicitate le politiche aziendali che devono essere attuate per dare corso alle scelte strategiche effettuate. Il budget rappresenta il collegamento tra le scelte strategiche e le politiche aziendali. Le politiche aziendali sono implementate dai manager nelle proprie aree di responsabilità per il raggiungimento degli obiettivi strategici. Il Budget è un documento che ha diverse funzioni:
- da evidenza delle risorse che possono essere spese
- è uno strumento di pianificazione
- è un programma d’azione
06. Quali sono le parti principali del budget? Parte narrativo-qualitativa Parte numerico-quantitativa Descrizione dei programmi d’azioni da intraprendere Quantificazione dei piani d’azione Principale e critica Secondaria ed eventuale Espressione di un disegno a monte, relativo a iniziative a cui si intende dare attuazione Espressione quantitativa delle iniziative da intraprendere. Non fondamentale. 07. Quali sono le funzioni del budget?
- Il Budget rappresenta una guida per i manager per operare nella direzione voluta dall’azienda in coerenza con gli obiettivi di lungo periodo
- Funzione di responsabilizzazione dei Manager in quanto titolari di centro di responsabilità
- Funzione di coordinamento ex-ante. Ricerca di soluzione e allocazione delle risorse prima della gestione
- Funzione di motivazione che si ottiene facendo partecipare i manager al budgeting e alla definizione degli obiettivi **Lezione 040
- Con quali aree aziendali deve coordinarsi il budget delle vendite?** Il budget delle vendite rappresenta il primo step per l’elaborazione dei budget di altre aree. Il volume di vendite da conseguire è l’informazione essenziale per redigere gli altri budget, ad esempio il Budget di produzione che a sua volta influenzerà il budget degli approvvigionamenti 06. Quali sono le aree con cui il budget delle vendite deve coordinarsi e perché? Il budget delle vendite da cui si evince il volume delle vendite che si intende conseguire deve necessariamente coordinarsi con le altre aree perché dall’informazione sull’ammontare delle vendite dipende il budget della produzione che a catena coinvolge degli approvvigionamenti, la politica delle scorte e cosi via. Il coordinamento deve avvenire con:
- l’area produzione
- l’area distribuzione
- l’area finanziaria 07. Da quali budget è composto il budget dell'area commerciale? E’ composto da:
- Budget delle vendite
- Budget dei costi commerciali 08/09. Illustrare i fattori critici che occorre considerare nel predisporre il budget delle vendite.
- Ambiente esterno Analisi dell’andamento dei mercati Analisi dei concorrenti
- Ambiente interno Andamento passato delle vendite
Lezione 043
04. Quali aspetti occorre considerare per redigere il budget del personale?
- i costi delle risorse umane;
- la qualità delle risorse umane. 05. I valori del budget del personale su quali altri budget confluiscono? Budget economico: costi per salari, stipendi, contributi e TFR. Budget finanziario: pagamenti effettuati agli istituti previdenziali e ritenute d’acconto 06. Cos'è il budget del personale? Il budget del personale deve focalizzarsi sulla determinazione del numero di risorse umane necessarie alla realizzazione dei piani aziendali. **Lezione 044
- Cos'è il budget degli investimenti e quali sono le sue peculiarità?** Riguarda i progetti che necessitano di un esborso monetario e la relativa copertura (aspetto finanziario) Trattandosi di investimenti pluriennali rientrano nell’attivo immobilizzato (aspetto patrimoniale) che generano costi di competenza sotto dorma di ammortamento (aspetto economico). **Lezione 045
- Cos'è il VAN?** E’ una grandezza che viene diffusamente utilizzata per la valutazione di investimenti futuri. In base ad esso, una determinata azienda dovrebbe procedere a effettuare l’investimento se il calcolo del VAN risultasse positivo. Il VAN quindi fornisce al manager l’informazione relativa a «quanto l’azienda potrà guadagnare dall’investimento?» Ai fini della determinazione, il VAN è dato dalla somma tra flusso di cassa iniziale (C0) e valore attuale (VA) dei flussi di cassa prospettici attualizzati, come indicato di seguito: VAN = C0 + VA. 08. Cos'è il pay-back period? Questo metodo si focalizza sul calcolo del tempo (di solito espresso in anni o mesi) necessario al recupero dell’investimento realizzato dall’azienda: di fatto, l’oggetto della valutazione è il tempo di recupero (anche detto pay-back period) della spesa effettuata in relazione al singolo progetto di investimento. L’informazione che tale metodo fornisce al manager è «quanto tempo è necessario per rientrare dall’investimento che si intende realizzare». 09. Cos'è l'EVA ?E’ un metodo di valutazione degli investimenti. L’EVA rappresenta un indicatore del surplus di valore economico generato da un’azienda «dopo» che siano stati remunerati tutti i finanziatori dell’azienda, siano essi apportatori di capitale di rischio o prestatori di risorse finanziarie. Di conseguenza, affinché l’azienda crei valore è necessario che le risorse investite siano in grado di generare un ritorno che complessivamente sia superiore al costo di quelle stesse risorse, indipendentemente dalla loro provenienza. Operativamente, l’EVA è dato dalla differenza tra reddito operativo rettificato al netto delle imposte e costo medio ponderato del capitale impiegato, acquisito sia a titolo di rischio, sia con vincolo di prestito. Al riguardo, la seguente formula esprime la determinazione computistica dell’EVA: EVA = NOPAT – (WACC * CI) 10. A quale domanda risponde il VAN? Il VAN quindi fornisce al manager l’informazione relativa a «quanto l’azienda potrà guadagnare dall’investimento?»
11. A quale domanda risponde il pay-back period? L’informazione che tale metodo fornisce al manager è «quanto tempo è necessario per rientrare dall’investimento che si intende realizzare». **Lezione 046
- A quale domanda risponde il TIR?** L’informazione che fornisce al management è «qual è il tasso di interesse che azzera il VAN?» 02. Cos'è l'EVA e come si ottine? E’ un metodo di valutazione degli investimenti. L’EVA rappresenta un indicatore del surplus di valore economico generato da un’azienda «dopo» che siano stati remunerati tutti i finanziatori dell’azienda, siano essi apportatori di capitale di rischio o prestatori di risorse finanziarie. Di conseguenza, affinché l’azienda crei valore è necessario che le risorse investite siano in grado di generare un ritorno che complessivamente sia superiore al costo di quelle stesse risorse, indipendentemente dalla loro provenienza. Operativamente, l’EVA è dato dalla differenza tra reddito operativo rettificato al netto delle imposte e costo medio ponderato del capitale impiegato, acquisito sia a titolo di rischio, sia con vincolo di prestito. Al riguardo, la seguente formula esprime la determinazione computistica dell’EVA: EVA = NOPAT – (WACC * CI) 03. Cos'è il TIR? Il Tasso Interno di Rendimento è quel tasso di sconto che determina un Valore Attuale Netto pari a zero. L’informazione che fornisce al management è «qual è il tasso di interesse che azzera il VAN?» Il TIR è il tasso di rendimento che rappresenta il costo massimo sostenibile dall’azienda per un dato progetto di investimento, costituito da un certo andamento di flussi di capitale. Al di sotto del livello del TIR, quindi, il rendimento dell’investimento è positivo e l’azienda crea valore. **Lezione 048
- Quale forma può assumere il budget economico?** la forma che può essere conferita a questo documento dipende in modo sostanziale dagli scopi conoscitivi e informativi che il management intende conferirgli. Se lo scopo è quello di evidenziare il risultato economico prospettico, allora si potrebbe conferire al budget la stessa forma prevista dall’art. 2425 del Codice Civile per il Conto Economico di bilancio. Se invece lo scopo è di evidenziare risultati intermedi di gestione, aggregando opportunamente voci di costo e di ricavo, allora la struttura potrà essere molto diversa da quella dello schema civilistico. 06. Cos'è il budget economico? Assume la forma di un conto economico preventivo, ovvero di un documento che riepiloga al proprio interno i costi e i ricavi previsti per l’anno amministrativo cui il budget si riferisce. **Lezione 049
- Cos'è il budget finanziario?** Svolge un ruolo fondamentale nel quadro complessivo della programmazione aziendale, mettendo in evidenza:
- le implicazioni finanziare delle attività che si andranno a realizzare nel prossimo esercizio;
- come la liquidità aziendale sarà influenzata da tali scelte;
- se la liquidità aziendale potrà sostenere l’attuazione di quegli stessi piani. L’obiettivo principale di questo budget è di formalizzare gli aspetti finanziari dei programmi d’esercizio, assicurando che a fronte delle attività che si intenderà sostenere, saranno disponibili sufficienti risorse finanziarie. In questo documento, quindi, si valuta la fattibilità finanziaria dei piani previsti in relazione alle diverse aree aziendali. 04. In quali budget si articola il budget finanziario? Il budget finanziario si articola in: - budget delle fonti e degli impieghi e - budget di cassa.