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Paniere esame di Economia degli Intermediari Finanziari - Anno Accademico 2024, Panieri di Economia degli Intermediari Finanziari

Una serie di domande e risposte riguardanti il sistema economico e finanziario, gli intermediari finanziari, le funzioni svolte dal sistema finanziario e le categorie di soggetti del sistema economico. Vengono inoltre affrontati argomenti come la teoria delle asimmetrie informative, i costi di transazione e di monitoraggio, e le diverse tipologie di intermediari finanziari.

Tipologia: Panieri

2023/2024

In vendita dal 30/09/2023

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ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINAZIARI SECS-P/11 PEGASO
PROF. COSTANTINO FORMICA
LAUREA TRIENNALE IN ECONOMIA AZIENDALE L-18
ANNO ACCADEMICO 2023/2024
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ECONOMIA DEGLI INTERMEDIARI FINAZIARI SECS-P/11 PEGASO

PROF. COSTANTINO FORMICA LAUREA TRIENNALE IN ECONOMIA AZIENDALE L- ANNO ACCADEMICO 2023/

1 All’interno del sistema economico:

c Da un lato si scambiano beni, servizi e forza lavoro; dall’altro si trasferisce in contropartita la moneta o altri mezzi di pagamento o strumenti finanziari (LA PIU’ LUNGA)

2 Le principali categorie di soggetti del sistema

economico sono:

a Le famiglie, le imprese, il Governo e la Pubblica AMMINISTRAZIONE

3 Il sistema reale è:

a Il mercato di scambio di beni, servizi e forza LAVORO

4 Il sistema finanziario è:

d Il mercato dove avviene il trasferimento di moneta, altri mezzi di pagamento o strumenti FINANZIARI

5 Il sistema finanziario influenza:

d Le decisioni di distribuzione del reddito fra consumo e risparmio, le decisioni d’investimento dei soggetti in avanzo finanziario (surplus) e le decisioni d’investimento dei soggetti in disavanzo finanziario (deficit) (LA PIU’ LUNGA)

a Non sul mercato reale ma sul livello di INFLAZIONE

1 Le principali componenti di un ciclo economico sono:

b Una tendenza di fondo (trend), una componente ciclica (congiuntura), una componente stagionale, una componente accidentale (LA PIU’ LUNGA)

2 Le fasi tipiche del ciclo economico sono:

a Recessione, ripresa espansione, RALLENTAMENTO

3 L’espansione:

d è una fase di crescita fino al massimo del CICLO

4 Il trend graficamente è rappresentato:

c Dalla linea che intercetta le diverse fasi congiunturali, segnando i passaggi da ripresa a espansione e da rallentamento a recessione (LA PIU’ LUNGA)

5 Dal lato della domanda aggregata (Y), il reddito può

essere destinato o a finanziare i consumi (C) o ad essere risparmiato (S), quindi:

c Y = C + S

6 Dal lato della offerta aggregata (PIL), la stessa può

essere destinata alla produzione di beni e servizi di consumo (C) o verso investimenti in attività reali (I),

quindi:

d PIL = C + I (E’ UNA “I” NON UN “1”)

7 A livello di sistema economico nel suo complesso e in

situazione di equilibrio vale sempre la condizione:

d S = I

8 Il saldo finanziario è espresso:

b S – I = ΔAF - ΔPF = SF (S MENO I)

9 Famiglie, imprese non finanziarie, Pubblica

Amministrazione, Estero, Istituzioni Finanziarie costituiscono:

a I settori ISTITUZIONALI

10 Il trasferimento di risorse è indiretto:

b Quando avviene attraverso l’intervento di un intermediario che raccoglie risorse stipulando un contratto con un’unità in avanzo e le impiega stipulando un altro contratto diverso con un’unità in disavanzo (LA PIU’ LUNGA)

1 Le funzioni svolte dal sistema finanziario sono:

d La funzione monetaria, la funzione creditizia e di

d Trovano esecuzione le operazioni aventi ad oggetto TITOLI

8 La banca svolge principalmente la funzione di:

c Raccogliere il risparmio tra il pubblico ed EROGARE CREDITO

9 Nei sistemi orientati alle banche:

a Le imprese oltre ai mezzi propri ed al credito commerciale, ricorrono esclusivamente al credito BANCARIO

10 Nei sistemi orientati alla securitization:

d Le imprese finanziano le proprie attività ricorrendo alla cessione di CREDITI

1 La teoria delle asimmetrie informative è riconducibile

a:

b ARKELOF

2 Nel rapporto datore-prenditore di fondi, il difetto

d’informazione è tipicamente:

a A danno del DATORE

3 In relazione alla concessione di un finanziamento,

l’adverse selection riguarda comportamenti

opportunistici posti in essere:

a Ex ANTE

4 Per “ moral hazard” nello scambio finanziario si

intende il comportamento opportunistico del:

c PRENDITORE di fondi, in grado di sfruttare il proprio vantaggio informativo ex POST

5 A lungo andare, la conseguenza dell’adverse selection

può essere:

c L’ABBANDONO del mercato da parte dei prenditori BUONI

6 Il “ documento sui rischi”:

d È il documento che l’intermediario deve consegnare al cliente prima della conclusione del contratto affinché possa valutare il rischio dell’investimento in strumento finanziari (LA PIU’ LUNGA CHE FINISCE CON FINANZIARI)

7 Il comportamento del prenditore di fondi che in base

alle informazioni asimmetriche a sua disposizione condiziona a proprio vantaggio l’evoluzione e la conclusione del rapporto di finanziamento, si definisce:

b Moral HAZARD

8 La concentrazione degli scambi è una modalità di

riduzione:

diretto e autonomo senza costi, avendo gli operatori disposizione tutte le informazioni NECESSARIE

4 Il ricorso ad un intermediario finanziario consente

all’investitore di:

b RIDURRE sensibilmente i problemi connessi al gap informativo

5 I costi di transazione, in presenza di intermediari

finanziari:

c Si RIDUCONO

6 I costi di monitoring e di screening appartengono alla

categoria dei costi:

d Di INFORMAZIONE

7 Le commissioni di smobilizzo dell’investimento

appartengono alla categoria dei costi:

c Di FRAZIONAMENTO

8 L’intermediazione del broker consente:

a La riduzione del costo della ricerca della controparte sui mercati, in cambio di una commissione commisurata al controvalore della transazione (LA PIU’ LUNGA)

9 Nello scambio creditizio l’incertezza è:

a INTRINSECA

10 L’intermediazione dei fondi comuni di investimento

realizza:

d La riduzione del rischio senza assunzione DIRETTA

1 Per quanto attiene allo svolgimento della funzione

monetaria, gli intermediari si distinguono in:

d Intermediari monetari e intermediari non MONETARI

2 Oltre le banche sono autorizzati a svolgere la funzione

monetaria:

a Gli IMEL

3 Il grado di estensione della delega concessa dal

cliente all’intermediario si definisce medio” quando:

b L’intermediario svolge, inoltre, una trasformazione del rischio anche se quest’ultimo continua a ricadere sul CLIENTE

4 Il Testo Unico delle leggi in materia bancaria e

creditizia :

c Disciplina anche alcune categorie di soggetti operanti nel settore finanziario diversi dalle banche, come le società di credito al CONSUMO

determinato:

c DALLA DIFFERENZA FRA I RICAVI da canone, gli ammortamenti dei beni concessi in locazione e gli interessi passivi sulle passività ONEROSE

2 L’attività delle società di credito al consumo consiste:

b Nella concessione di prestiti esclusivamente alle famiglie con la forma tecnica del credito PERSONALE

3 L’intermediario che concede finanziamenti e svolge

attività di assistenza finanziaria nei confronti di Enti pubblici è:

a La Cassa Depositi e PRESTITI

4 Le società di credito al consumo sono intermediari

orientati alla formazione di un:

d Margine di INTERESSE

5 I servizi di investimento sono svolti da:

a Intermediari MOBILIARI

6 Le SGR sono intermediari orientati alla formazione di

un:

c Margine COMMISIONALE

7 Gli intermediari che svolgono un’attività

d’investimento nel capitale di rischio delle imprese sono:

d Gli intermediari di PARTECIPAZIONE

8 L’autorizzazione all’esercizio dei mercati

regolamentati è concessa da:

b La CONSOB (PIU’ CORTA)

9 Il saldo tecnico di un intermediario assicurativo è

costituito:

a Dai premi incassati al netto dei sinistri e delle spese di GESTIONE

10 I fondi di pensione chiusi vengono alimentati da:

d Contributi di lavoratori e datori di lavoro e dal TFR

1 Gli intermediari favoriscono:

c LA RIDUZIONE e la trasformazione dei rischi

2 Sulla base degli effetti della loro manifestazione i

rischi si classificano in:

a Rischi puri e rischi FINANZIARI

9 La duration è un indicatore di rischio:

c Di SENSIBILITA’

10 Una delle principali cause di esposizione al rischio di

un intermediario finanziario è:

d Le scelte di composizione del proprio portafoglio di attività e passività (LA PIU’ LUNGA)

1 Tra i rischi considerati dalla normativa di vigilanza, il

rischio di perdite derivanti dall’impatto delle variazioni dei tassi di interesse sulla raccolta e sugli impieghi si definisce:

c Rischio di Asset Liability Management (LA PIU’ LUNGA)

2 Tra i rischi considerati dalla normativa di vigilanza, il

rischio di non essere in grado di far fronte, tempestivamente ed economicamente, ai propri impegni di pagamento si definisce:

d Rischio di LIQUIDITA’

3 Le fonti del rischio riconducibili al tipo di attività

svolta, al tipo di relazioni e alla natura dei soggetti nei confronti dei quali l’intermediario opera sono dette:

b Fonti ESTERNE

4 I rischi legati all’impatto dei mutamenti delle

condizioni di mercato sul valore delle attività e passività di un intermediario finanziario si definiscono:

a Rischi di MERCATO

5 I rischi di mercato si classificano in:

b Rischio di interesse, rischio di cambio e rischio di PREZZO

6 Nel caso di gap>0 e aumento dei tassi di interesse

l’effetto sul margine di interesse è:

a POSITIVO in quanto i volumi di raccolta SONO INFERIORI ai volumi di impieghi

7 Il coefficiente beta è una metodologia utilizzata per

misurare il rischio di prezzo di:

c AZIONI

8 I rischi che derivano dall’eventualità che alcuni

soggetti possano risultare inadempienti si definiscono:

b Rischi di CONTROPARTE

9 I rischi di controparte si classificano in:

a Rischio di regolamento e rischio di CREDITO

6 Gli intermediari finanziari più esposti al rischio di

provvista sono:

c Le BANCHE

7 La cash capital position è un indicatore del funding

risk:

a Ottenuto sottraendo alle attività liquide le passività a vista o a BREVISSIMO TERMINE

8 Il market liquidity risk:

b È legato all’eventualità di trovare limiti e ostacoli nello smobilizzo o nella costituzione in garanzia delle attività DETENUTE

9 Nell’area di matching:

d LA SCADENZA o il ritiro dei DEPOSITI TROVA compensazione nella presenza di attività liquide o facilmente liquidabili

10 La differenza positiva tra il volume dei prestiti e la

componente stabile dei depositi evidenzia:

c UN FABBISOGNO di liquidità

1 I rischi di regolamentazione si classificano in:

b Rischio legislativo e rischio di COMPILANCE

2 Il rischio legato agli effetti sulla gestione

dell’introduzione di nuove norme si definisce:

a Rischio LEGISLATIVO

3 Il rischio di compliance rientra nella categoria dei:

d NON business risk

4 I rischi interni si classificano in:

a Rischio operativo, rischio strategico e rischio REPUTAZIONALE

5 Le risorse umane e i loro comportamenti (competenza,

esperienza, compliance normativa e deontologica”) possono essere causa di:

c Rischio OPERATIVO

6 Il rischio operativo rappresenta per gli intermediari

finanziari:

b Un rischio RESIDUALE

7 La stima della severity consiste:

c Nella stima della dimensione della perdita POTENZIALE

8 Il rischio che si manifesta attraverso le perdite subite

da un intermediario per effetto di cambiamenti del contesto operativo o di decisioni aziendali errate o, ancora, di una loro attuazione inadeguata, o anche di una scarsa capacità di reazione della struttura aziendale al nuovo contesto competitivo, si definisce: